lunedì 30 novembre 2015

I film visti nel weekend (tra cui Clown e Il seggio vacante)

Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma è un film 'wuxia' (letteralmente "eroe marziale") del 2010 girato dal regista Tsui Hark. Nell'Anno 690, alle soglie dell'incoronazione di Wu Zetian, prima imperatrice donna nella storia della Cina, il famoso detective Dee (in esilio da otto lunghi anni a causa delle sue idee rivoluzionarie) viene reclutato per risolvere il mistero di una serie di morti che minacciano di ritardare la costruzione della statua sacra del Buddha, simbolo del potere del nascente governo. Il mistero è di difficile soluzione, anche perché le vittime non vengono uccise in modi "tradizionali": semplicemente, esposti alla luce del sole, prendono fuoco per autocombustione dall'interno.

Avvalendosi di capitali della Cina continentale e sfruttandone in pieno i mezzi, il regista confeziona un romanzo d'avventura che potrebbe tranquillamente essere tratto da un fumetto dell'era d'oro della nona arte per come sa unire ingredienti semplici ma paradossalmente divenuti irraggiungibili per i più: divertimento, azione, qualche risata, suspense e ancora divertimento. Classico film cinese, visionario con ambientazioni straordinarie, con una sapiente fusione di colori, atmosfere ed elementi tradizionali cinesi con una trama poliziesca avvincente e ben strutturata. A me non piacciono granché questi film ma sono molto affascinanti, suggestivi, anche se leggermente infantili e alquanto irreali. Per gli amanti del cinema orientale un film da non perdere.

sabato 28 novembre 2015

Tutto può cambiare (2013) & Amore, cucina e curry (2014)

Tutto può cambiare (Begin Again) è un film del 2013 scritto e diretto da John Carney (autore di Once, stupendo). Dan Mulligan (Mark Ruffalo), produttore musicale in caduta libera, con una figlia adolescente, un matrimonio fallito alle spalle e il vizio della bottiglia, incontra Gretta (Keira Knightley), una cantautrice inglese (autrice di ballate sentimentali) che si esibisce suo malgrado in un locale dell'East Village. Arrivata a New York col fidanzato quasi celebre (interpretato da Adam Levine, leader dei Maroon 5) e la promessa di una vita da spendere insieme, perderà in un baleno ragazzo e sogni. Ubriaco di sventura ma avvinto dalla sua musica, Dan le propone di lavorare insieme per riprendersi il loro posto nel mondo. Romantico e spassoso, Tutto può cambiare non è assimilabile ad una commedia sentimentale (non esplicita il sentimento e non prelude a una relazione sentimentale), è piuttosto una ballata, un componimento pop(olare) costruito intorno a distinti attimi di felicità.

mercoledì 25 novembre 2015

The Whispers (1a stagione)

Steven Spielberg è il produttore esecutivo di una delle serie più attese dell'anno, andata in onda in estate e conclusasi poco tempo fa, The Whispers. Per fortuna o sfortuna, dipende dai gusti o giudizi, la serie è stata cancellata dopo il termine della prima stagione. Ma per me questa (purtroppo unica) stagione merita e il finale anche se leggermente aperto poteva concludersi degnamente, e così è stato. Ovviamente tante risposte e domande rimarranno insolute. Ma prima di arrivare al finale però un piccolo riassunto, cominciando dal prologo. Una forza paranormale, invisibile e silenziosa, inizia il suo piano di dominio sulla Terra utilizzando i bambini. Attraverso l'utilizzo di poteri mentali questa forza riesce ad entrare nella testa di bambini innocenti, comandandoli per scopi misteriosi e inquietanti. In un mix ben congeniato di drama e sci-fi, The Whispers si presenta come una serie tv invitante, appassionante, divertente e con una linea narrativa che riesce a coinvolgere lo spettatore con colpi di scena in successione e rivelazioni man mano sempre più sconcertanti ed imprevedibili. Certo non ci troviamo di fronte alla serie tv più originale della stagione, ma The Whispers riesce ad intrattenere piacevolmente. La serie si apre con una prima puntata col botto, dai risvolti inquietanti: una bambina di 8 anni, Harper, si ritrova al limitare della casa all'apparenza sola ed indifesa, ma in realtà non è per nulla da sola, sta parlando con qualcuno che, a quanto dice, vorrebbe giocare con lei, ma questo qualcuno non si vede, sembrerebbe un amico immaginario o un'entità invisibile e sicuramente l'ipotesi più plausibile sarebbe la prima, se non fosse che la bambina (Kylie Rogers) è estremamente convinta che ci sia davvero qualcuno e questo qualcuno abbia anche un nome, Drill. La stessa scena, seppur in circostanze differenti, si ripete in altre case: ogni bambino viene scoperto dai genitori a parlare "da solo" di un certo gioco con un amico strano, immaginario, con lo stesso nome, Drill.

lunedì 23 novembre 2015

Il critico che c'è in me

Una mia 'amica' blogger (Valentina Orsini) in un vecchio post Anton Ego: il mestiere del critico scriveva a proposito della critica spiegando il suo significato e di cosa lei ne pensi di questo argomento, citando il 'famoso' critico gastronomico del film d'animazione Ratatouille (bellissimo). Condivido quasi in pieno il suo post, anch'io quindi ne scrivo uno per spiegarvi il mio rapporto con la critica. E' un personaggio (Anton Ego) azzeccato per questo argomento ecco perché uso qualche sua foto. Solitamente per critica 's’intende dir male di qualcuno o qualcosa' ma non sempre funziona in questo modo, certo criticare è più facile e viene anche naturale, ma non mi piace parlare male degli altri, sia che riguardi una persona o in generale, solo che in certi casi (come quando recensisco un film) ogni tanto ci vuole, se il film o serie tv non mi ha soddisfatto, chi segue questo blog ha sicuramente constatato di questo fatto, in ogni caso io non sono portato generalmente per la critica, sono uno che si fa i fatti suoi e non critico mai nessuno anche se una critica la meriterebbe. Premesso che non mi definisco un critico cinematografico vero e proprio ma solo un'amante del cinema, uno che da sempre vede film e che solo adesso esprimo il mio giudizio pubblicamente, quel film è buono, è brutto, non mi ispira, regista scadente-film pessimo, prima me li tenevo per me. Ma ora che recensisco dei film cerco di vedere, in alcuni casi, il bicchiere sempre mezzo pieno perché c'è gente dietro la macchina da presa che lavora tanto per produrre la sua 'creatura' ma certe volte (ahimè) esagera. Il cinema è arte, è filosofia, ma è solo e comunque un film! Soprattutto nei film d'autore, il regista crea l'opera sperando che tutti ne capiscano il significato e di cosa vuole far capire allo spettatore, molte volte senza riuscirci perché noi che vediamo un film vogliamo capire cosa il regista vuole da noi in maniera semplice, non siamo tutti filosofi intellettuali. Io personalmente trovo fatica in certi film.

sabato 21 novembre 2015

Alabama Monroe (2012) & 50 e 50 (2011)

Alabama Monroe è la storia di un amore struggente, un racconto passionale e coinvolgente, che lentamente si dipana e cresce di intensità, per arrivare a un finale che devasta il cuore. Una coppia di genitori riceve una terribile notizia: la propria bimba ha un cancro. I due genitori Elise (una tatuatrice che ama imprimere le emozioni sul suo corpo) e Didier (che suona il banjo e adora la musica country, il ritmo della sua vita) cercano di starle vicini il più possibile ma questo dramma sconvolgente finirà con il travolgere la vita della coppia. Il film (del 2012) usa un montaggio dinamico (essenziale alla riuscita del film e alla crescita del pathos), non lineare nel tempo ma un continuo salto temporale (il film infatti parte dal 2006) dove pian piano scopriamo come i due si sono conosciuti, amati e a quale meraviglioso legame univa la coppia di genitori dalla rivelazione alla coppia della tragedia che ha appena colpito la loro piccola.

giovedì 19 novembre 2015

L'amore bugiardo: Gone girl (2014)

L'amore bugiardo: Gone Girl  è un film del 2014 diretto da David Fincher, con protagonisti Ben Affleck e Rosamund Pike. La pellicola è l'adattamento cinematografico del romanzo L'amore bugiardo, scritto nel 2012 da Gillian Flynn, che cura anche la sceneggiatura del film. Amy e Nick sono sposati da cinque anni. Belli, colti e ammirati, hanno lasciato New York per la provincia, dove la loro relazione languisce e l'ostilità cresce. Dietro di loro la crisi economica che ha messo in ginocchio l'America e interrotto le loro carriere, davanti a loro nuvole nere che minacciano tempesta e guai, grossi guai. Licenziati dalle rispettive redazioni e dalle rispettive ambizioni, Amy e Nick provano a ricostruirsi una vita nel Missouri. Casalinga annoiata e paranoica lei, proprietario di un bar che chiama The Bar lui, la coppia scoppia il giorno del loro quinto anniversario. Rientrando a casa Nick Dunne scopre che sua moglie Amy è scomparsa, la sua sparizione riceve forte attenzione dalla stampa, essendo Amy la musa ispiratrice di una popolare serie di libri per bambini creata dai suoi genitori. La detective che si occupa del caso fa un sopralluogo nella loro casa e trova segni di colluttazione celati in modo grossolano. Il sangue di lei, versato e ripulito in cucina, un tavolo rovesciato in salotto e un diario che non tarderà a essere ritrovato che portano alla conclusione che sia stata assassinata.

martedì 17 novembre 2015

Defiance (2a stagione)

Defiance è una serie televisiva statunitense di fantascienza trasmessa dal canale cavo Syfy, in Italia è trasmessa su AXN Sci-Fi, la seconda stagione (dal 16 settembre) si è conclusa pochi giorni fa. Parallelamente alla serie (2 anni fa) fu prodotto un omonimo videogioco che condivideva lo stesso universo fittizio della serie e la cui trama era direttamente intrecciata a quella della fiction televisiva, ma non ha riscosso molto successo, come accaduto anche alla serie, ma è tra le serie di fantascienza più amate dal pubblico americano, nel mese di agosto sono terminate le puntate (sempre in America) della terza ed ultima stagione, noi dovremo aspettare. Per chi non sa di cosa tratta la serie, è importante specificare che non è un prodotto per tutti i gusti, è per gli amanti della fantascienza, degli alieni e se astronavi e pistole al plasma raccolgono la vostra attenzione a prescindere dai modi e dai motivi per cui la gente usa astronavi e pistole al plasma questa serie fa per voi. Per dover di cronaca è doveroso fare prima un riepilogo di tutta la serie partendo dal prologo della prima stagione, in cui scopriamo che la Terra è ormai un pianeta completamente trasformato da una guerra galattica che ha lasciato i sopravvissuti, umani ed alieni, con un'unica scelta, quella di trovare un equilibrio per coabitare e costruire una nuova civiltà.

domenica 15 novembre 2015

I 10 film visti in settimana, un mix di azione, thriller, drama e comedy

Posh: Un gruppo di studenti (interpretati da Max Irons, Sam Claflin e Douglas Booth più Holliday Grainger e Natalie Dormer) ammessi a Oxford entrano nel club accademico più esclusivo, il Riot (che accoglie solo dieci membri destinati a "diventare delle fottute leggende"). Il film (del 2014) descrive l'ambiente sociale di una upper class spocchiosa e arrogante, convinta che il proprio posto nel sistema di caste che ancora oggi caratterizza la società inglese sia frutto di un disegno divino. La storia culmina in una lunghissima cena in cui i fraternity boys si divertono a mangiare, bere, tirare di coca, umiliare le ragazze presenti e diventare elementi di sempre maggiore disturbo per gli altri avventori e per il proprietario del locale, incarnazione perfetta (sempre secondo loro) della mediocrità borghese che verrà preso a bastonate, ma grazie al loro ceto riusciranno ad evitare dei guai, senza però pentirsi. Mi aspettavo molto di più, nessuna scena 'importante', i figli di papà non cambieranno mai. Spocchioso.

The Prince: Tempo di uccidere è un film d'azione del 2014 che vede come principali interpreti Bruce Willis, John Cusack, 50 cent, Jason Patric e Rain. Un ex assassino di professione, ormai andato in pensione, è costretto a tornare indietro nei suoi passi, ritorna a Las Vegas per cercare la figlia che è stata rapita e per salvarla dovrà confrontarsi con il suo passato e affrontare un duro confronto con un suo vecchio rivale, il gangster Omar che cerca vendetta. Un viaggio on the road (in stile Liam Neeson) insieme ad una sexy-amica dilla figlia, con Willis dalla parte sbagliata, ma nessuno ha una parte giusta nel bene o nel male. Prevedibile.

I due volti di gennaioChester MacFarland e sua moglie Colette sono due americani in viaggio in Europa e in fuga dalla polizia che sta indagando sugli affari poco leciti dell'uomo. Una volta approdati ad Atene si affidano a Rydal, giovane di origini americane che si guadagna da vivere vendendosi come guida per i turisti e come gigolò per donne trascurate. Ne nascerà un triangolo di passioni, fatto di fughe, doppi giochi, amori celati e tradimenti. I due volti di gennaio (con protagonisti Kirsten Dunst, Oscar Isaac e Viggo Mortensen) è l'adattamento dell'omonimo romanzo del 1964 di Patricia Highsmith, un thriller psicologico (del 2014) sulle orme di Hitchcock, Viggo Mortensen sembra il bello e sconfitto Gatsby, una tragedia greca in ambientazioni da sogno. Un avvincente thriller vecchia scuola, di tanto in tanto suggestivo, ma, alla fine, per lo più noioso. Elegante ma soporifero.

sabato 14 novembre 2015

Pace per tutti...è ora di dire Basta!

Non è bello svegliarsi la mattina e scoprire che l'umanità è ripiombata nell'oscurità, non è facile poi ripartire senza che nulla fosse successo, non mi sembrava il caso oggi di pubblicare una recensione, ma una riflessione ci sta. Senza entrare nei particolari, non una città, non un paese, non un continente ma l'umanità esce sconfitta dai massacri di Parigi. La religione diventa la scusa perché se questi personaggi fanno questo in nome del loro Dio sono veramente degli inetti, e se credono di andare in paradiso, si sbagliano, anzi sono certo che il loro Dio è così grande che farà marcire all'inferno questi estremisti che non capiscono che quello che fanno è sbagliato. Cosa potremo noi fare se purtroppo ci sono queste brutte persone, molti Imam (che dovrebbero essere i primi), invece di dire no alla violenza incitano persone senza 'sale in zucca' a fare ciò che nessuna religione (anche la loro) dice di non fare, uccidere e massacrare persone innocenti, anche della loro stessa religione. Non si può continuare in questo modo, i governi cercano di fare qualcosa ma niente cambia, cercare di ragionare sembra inutile, muovere guerra mi sembra anch'esso inutile, so che non è facile questa situazione e che le soluzioni sono poche, dovrebbero fronteggiare questa situazione e gestirla con più fermezza, ma come e in che modo? è questo il problema. Non voglio essere come loro ma quando queste cose succedono ti sale una rabbia e ti fa pensare in modo diseducativo, che eliminare tutti i mussulmani dalla faccia della terra sia la soluzione più giusta. Ma riflettendo che colpa hanno soprattutto le donne e i bambini che vivono in mezzo a menti contorte. Non è facile sopportare questo strazio ogni giorno, la vita va avanti, il mondo va avanti ma se continuiamo così, un futuro dove andare avanti non ci sarà più. Le parole fanno male ma i fatti ancora di più, è ora di dire basta...basta alla violenza, ai massacri, alla guerra, al fondamentalismo, solo Basta!

giovedì 12 novembre 2015

Questo sono io...da piccolo

Queste mie foto che vedrete in questo post sono già state pubblicate sulla mia pagina personale di Facebook (dove ce ne sono altre), e come avrete forse notato (spero di sì) ho cambiato sia copertina (fatta da me personalmente, dove 'descrivo' le mie passioni ed hobby con personaggi chiave) su Google+ che la foto profilo (quella a destra), una mia personale (casa al mare Castellaneta Marina 1989, qui un ricordo di quel periodo, sembro Rubber cappello di paglia di One Piece..), che è peraltro identica sui i due social network, in modo che chi mi voglia aggiungere mi potrebbe trovare più facilmente. Come si evince dal titolo sono foto di me da piccolo durante viaggi e tanto altro. Sicuramente vi starete chiedendo perché queste foto di quando ero così 'piccino'? Perché come la favola di Peter Pan (un mio nomignolo che mi piace tanto e che mi descrive in pieno) sono rimasto un eterno ragazzino (nel corpo e nello spirito) anche adesso, sono cresciuto (ho messo la testa a posto) ma sono rimasto un ragazzino. Ho avuto una bella infanzia, ma tanto è successo da allora fino ad oggi. Arriverà un giorno che scoprirete qualcosa in più su di me e la mia storia, ma non oggi, non adesso, non in questo post.


A casa nei giorni del mio battesimo (Giugno 1985)










Gita a Roccaraso (1990)










martedì 10 novembre 2015

Sin City: Una donna per cui uccidere (2014)

Secondo viaggio noir nella città del peccato, tra femme fatale irresistibili e vendette che attendono di essere consumate. Sin City - Una donna per cui uccidere (Sin City: A Dame to Kill For) è un film del 2014 diretto da Frank Miller e Robert Rodríguez. La pellicola, adattamento cinematografico del graphic novel Una donna per cui uccidere di Frank Miller, è il sequel/prequel del film Sin City del 2005. Dopo nove anni trascorsi a rimandare il progetto per contraccolpi finanziari e ripensamenti, finalmente ritornano, come se nulla o quasi fosse cambiato dal tempo del primo episodio, le sporche faccende di Basin City. Frank Miller rimane fedele alla graphic novel originaria, stessa estetica e cast con qualche cambiamento forzato (Josh Brolin sostituisce Clive Owen, che aveva interpretato il personaggio nel precedente film, il cambiamento di volto di Dwight che avviene nel fumetto viene giustificato nel film con questo cambio di attori, inoltre Dennis Haysbert sostituisce Michael Clarke Duncan nel ruolo di Manute dopo la morte di quest'ultimo avvenuta nel 2012). Ancora una volta, eccezionale la bidimensionalità del fumetto, incentrato sulla stilizzazione delle silhouette e sui chiaroscuri, sui tratti netti che nel primo capitolo mi aveva entusiasmato, in questo secondo anche altro, come le sequenze (le più riuscite del secondo capitolo di Sin City) che sembrano ricercare tutt'altro effetto, a partire dal tuffo "speculare" di Ava Lord/Eva Green (non eccezionale il doppiaggio italiano, che cambia il nome del personaggio in Eva, come l'attrice che lo interpreta, quando era Ava Gardner la prima ispirazione) sviluppato orizzontalmente e non verticalmente.

domenica 8 novembre 2015

Italian comedy: Andiamo a quel paese, Fratelli unici & La buca (2014)

Andiamo a quel paese è l'ultimo film (del 2014) dell'irriverente e spassoso duo comico siciliano, Ficarra e Picone. Cambiano i personaggi, storie e situazioni ma la sostanza non cambia, solite incomprensioni, gag e bizzarri intrecci. I due amici Valentino e Salvo, con sua moglie Donatella e la piccola figlia Adele, senza lavoro e sfrattati, con l'unica speranza di un contatto con l'onorevole La Duca per avere una raccomandazione, tornano al paese natale di Donatella e Valentino (Monteforte) per farsi aiutare economicamente dalla pensione della madre di lei. Il paesino, un tempo fiorente per il commercio delle arance, è ora economicamente depresso e le pensioni maturate dagli anziani sono ormai l'unica fonte di reddito: Salvo si trova quindi costretto a convivere anche con la zia Carmela. L'unico argomento che lo porta ad accettare la convivenza è la scoperta che anche la zia percepisce una cospicua pensione.

giovedì 5 novembre 2015

I programmi tv con cui sono cresciuto

Dopo I telefilm con cui sono cresciuto sempre prendendo spunto dal blog di Mikimoz, elencherò i programmi televisivi che più ho seguito e che vedevo, per divertimento, curiosità e tanto altro. Per quelli della mia generazione (1985) tanti saranno i ricordi legati a questi programmi. Big! (1987-1993 Rai1) Era un vero e proprio programma-contenitore per ragazzi, una sorta di varietà che alternava cartoni animati, trasmissioni da studio, telefonate da casa, ospiti e rubriche d'approfondimento. Il suo posto lo prenderà Solletico (1994-2000), sempre con lo stesso iter, cartoni e serie tv per ragazzi e giochi interattivi via telefono. A causa dei bassi ascolti fu cancellato. Il programma educativo per bambini più longevo della tv pubblica italiana, in onda sin dal 1990 sulla Rai, L'albero azzurro, ancora in corso, tante compagnie si sono susseguiti negli anni, ma il mitico Dodò è sempre stato il personaggio principale. Altro programma ancora in onda, (dal 1998) destinato ai bambini ma apprezzato anche da altre fasce d'età, dove veniva presentata la realizzazione di piccoli lavori di bricolage con materiali tutti (più o meno) facilmente reperibili: scatole, nastro adesivo, pennarelli, carta igienica, fogli di giornale, colla vinilica e molto altro, ossia Art Attack, non sono mai riuscito a combinare o realizzare qualcosa, perché sembravano facili ma non lo era.

Sempre sulla RAI tre trasmissioni cult, Il grande gioco dell'oca (1993-1994 Rai2), Gigi Sabani conduceva il programma, basato sull'omonimo gioco da tavolo con le stesse regole, i partecipanti in base alla casella dovevano anche fare delle prove e penitenze molto spettacolari. Su Rai1 invece Fabrizio Frizzi conduceva Scommettiamo che..?, in onda dal 1991 al 1996, in seguito riproposta con alcune varianti, sempre su Rai 1 tra il 1999 e 2008 (Rai2) ma senza grande successo rispetto alle prime edizioni, gli ospiti vip e noi da casa, scommettevamo se il concorrente riusciva nell'impresa che proponeva. Infine Giochi senza frontiere (1988-1999), la trasmissione comunque andava già in onda dal 1965, fino al 1982. L'idea del programma fu del presidente francese Charles de Gaulle, che voleva che i giovani francesi e tedeschi si incontrassero in un torneo di giochi allo scopo di rafforzare l'amicizia tra Francia e Germania, nel 1965, tre francesi proposero l'idea dei giochi anche ad altri paesi europei. Erano una sorta di olimpiadi dove ogni nazione partecipante era rappresentata, in ogni puntata, da una diversa città o (più spesso) cittadina che sfidava in prove molto divertenti e bizzarre le città delle altre nazioni, tra cui l'Italia.

martedì 3 novembre 2015

Anime Nere (2014), Figli delle stelle (2010) & Arance e Martello (2014)

Anime nere è un film del 2014 diretto da Francesco Munzi. Il film che il regista romano ha tratto, liberamente, dal libro di Gioacchino Criaco, è la storia di tre fratelli cresciuti nell'odio per l'uomo che ha ammazzato il padre, un pastore dell'Aspromonte che si era fatto coinvolgere in un sequestro di persona. I tre uomini hanno reagito in modo diverso al dolore e conducono esistenze parallele: il più anziano è rimasto al paese e per sopravvivere si stringe alla terra e agli animali, il più giovane è un trafficante internazionale di droga, il mediano, milanese adottivo dalle apparenze borghesi, è imprenditore grazie ai soldi sporchi del secondo. Ma il figlio del primo, un ventenne senza identità, metterà in crisi tutti gli equilibri scatenando una faida fra clan. I fratelli si mettono in viaggio verso il loro Sud, la loro terra, sentendo il richiamo di una cultura antica, richiamo fatale a un destino immutabile che punta dritto verso la tragedia (una tragedia "greca", di fatto calabrese), senza scampo.

domenica 1 novembre 2015

Les revenants (2a stagione)

Si è conclusa pochi giorni fa (su Sky Atlantic) la seconda stagione di una delle serie più acclamate e attese dell'anno, di origini francesi, Les Revenants. Per chi non sa di cosa tratta un piccolo riassunto: in una piccola città delle Alpi, inspiegabilmente i morti ritornano a vivere, la vita degli abitanti viene sconvolta, tra paura e scetticismo tante storie si intrecciano attorno ad un mistero, che vede coinvolto un strano bambino. Nella prima stagione abbiamo assistito a diversi modi di metabolizzare la cosa, così terrificante come quella dei 'Ritorni' da rimanere attoniti e confusi. Solo in questa seconda stagione qualcosa sul perché di tutto ciò verrà svelata, darà molte risposte, senza però spiegare troppo, conservando così quell'alone di mistero che ha reso affascinante la serie. Anche se è una serie a tinte horror poche sono le scene "de paura", c'è più un senso di smarrimento e soggezione. Come sempre (quasi spesso) però la prima stagione è stata la migliore, la novità e il mistero mi affascinava, con il dubbio di cosa stesse succedendo, il perché e sopratutto se il piccolo Victor fosse il diavolo o no, qualcosa lasciava presagire di si ed anche nella seconda si percepisce ma alla fine di questa non sappiamo la 'vera' natura di Victor (ed anche di Lucy). La prima stagione si chiudeva con i 'ritornati' che se ne andavano (lasciando anche una scia di sangue), e con l'allagamento del paese, prevedendo una fine, invece dopo 6 mesi altri ritorni (alcuni importanti), che fanno ripiombare la città (assediata dai militari, chiamati a capire cosa è successo) nell'incubo. Un viaggio che inizia in sordina, poi dal quinto episodio, una serie di rivelazioni chiave per l’intera serie. A quel punto la curiosità prende il sopravvento e giungiamo alla season finale col desiderio di arrivare ad una conclusione che a quanto pare arriva, poiché il creatore Fabrice Gobert ha dichiarato, con questa seconda stagione, di voler chiudere tutte le questioni lasciate in sospeso nella prima, scrivendola come se fosse l'ultima, per quanto Gobert stesso non escluda la possibilità di crearne una terza. Ma la prima delle domande a cui troviamo una risposta è la più importante: finalmente scopriamo la causa del ritorno dei morti.