martedì 31 gennaio 2017

Deadpool (2016)

Premettendo che di Deadpool non ne sapevo praticamente nulla (anche se il personaggio era già apparso e forse pure personalmente visto in un altro film dedicato alla saga degli X-Men, in X-Men le origini: Wolverine) e che quindi sulla fedeltà al fumetto non posso dire nulla (perché mai letto), ma sulla sua versione cinematografica non posso che dirmi molto soddisfatto. Perché finalmente ho trovato l'anti super-eroe che cercavo, ovvero senza fronzoli e senza peli sulla lingua, quello che di fronte alla scelta di risparmiare una (cattiva) persona non ci pensa un secondo prima di ucciderla, poiché se la lasci stare, lui fuggirà, riprenderà vigore, rapirà la tua amata e ti darà la caccia, anche se poi perderà lo stesso, anche se vuoi mettere la soddisfazione? ma una volta è più che sufficiente poiché la seconda proprio no e finalmente vediamo uno (proprio quest'ultimo non-eroe) che fa quello dovrebbe essere fatto, certo una vita è sempre una vita, però dopo visioni con lo stampino di eroi 'scemi' e le loro 'insensate' a volte scelte (non so Arrow, Flash..), trovare in un film Marvel (ottavo dell'universo sugli X-Men) questo eroe, l'eroe più anticonformista, anticonvenzionale di sempre, è qualcosa di fantastico. Fantastico come il film che prende il nome da questo strambo e accattivante personaggio, Deadpool, film del 2016 basato sull'omonimo personaggio dei fumetti, che mi ha davvero entusiasmato. Una pellicola diretta da Tim Miller assolutamente originale e fuori dai classici schemi a cui siamo ormai abituati, anche se in passato ci sono già stati dei cine-fumetti vietati ai minori che hanno proposto degli espedienti indiscutibilmente originali, spingendosi là dove nessun film dello stesso genere aveva mai osato prima, come ad esempio Kick-Ass, ma Deadpool si rivela tuttavia il meglio riuscito tra questi, specialmente grazie al protagonista (un eccezionale Ryan Reynolds) che, riesce finalmente a trovare la sua dimensione cinematografica grazie al suo personaggio, il cui ruolo se lo è cucito addosso, sia dentro che fuori dal set. Un film che ripropone il 'Mercenario Chiacchierone' (il caratteristico appellativo attribuitogli per via della sua parlantina) in una vera e propria storia delle sue origini, quelle di Wade Wilson, uno spavaldo ed assai ironico mercenario, che dopo aver scoperto di avere il cancro, accetta di sottoporsi ad un programma segreto per curare la sua condizione, ma finisce per essere vittima di un esperimento genetico dagli esiti imprevedibili. Tanto che, armato di nuove abilità, e dotato di umorismo nero, darà la caccia all'uomo che ha quasi distrutto la sua vita.

lunedì 30 gennaio 2017

Prime visioni Mediaset

Come ben sapete e probabilmente avrete visto, tra fine dicembre e questi primi, ormai ultimi, giorni di Gennaio, come quasi spesso accade, anche se raramente (ma già capitato poco tempo fa, qui), Mediaset ha proposto ai suoi telespettatori tanti film in prima visione, ed io ovviamente non mi sono lasciato sfuggire l'occasione di vederli, soprattutto perché questi film proposti, praticamente quasi tutti, li aspettavo da tanto. Tra questi alcuni ovviamente spiccano e altri no, ma sicuramente quelli che mi stavano dando fastidio, e che ancora non ero riuscito a vedere, erano i sequel del primo Hunger Games, film-saga di cui con molti film simili ho fatto dei paragoni per alcuni elementi in comune ed altri no, anche se il capitolo finale purtroppo non l'hanno ancora fatto vedere in chiaro (maledetti!). Comunque mi preme sottolineare che reputo il primo originalissimo e avvincente capitolo il migliore della saga, perché molti erano gli elementi che si distaccavano da altre pellicole ambientate in un futuro distopico post apocalittico, mentre sia nel secondo e nel terzo (diviso in due come ormai abitudine) alcuni di quegli elementi che erano rimasti fuori e che avevano fatto la fortuna del primo, tornano prepotentemente in auge, ovvero la ribellione, i sentimentalismi sempre più marcati, meno azione e la lentezza esasperante, praticamente già visto, già fatto, certo non è del tutto simile a tanti altri, ma la lotta, la guerra, in queste situazioni è il filo conduttore ormai imprescindibile. Ora non che non mi faccia piacere, intendiamoci, ma sta un po' stancando. In ogni caso, Hunger Games: La ragazza di fuoco (The Hunger Games: Catching Fire), film del 2013 diretto da Francis Lawrence, ennesimo adattamento cinematografico di un romanzo di Suzanne Collins, è un discreto e interessante film, ma niente di eccezionale. Accade difatti che in 'Hunger Games: la ragazza di fuoco', il lato sentimentale prende più spazio che nel primo film, e anche se la trama, le scene, i combattimenti e soprattutto la suspense rimangono inalterati, anzi forse addirittura superiori perché le scene nella foresta non sono statiche come nel primo film ma possiedono più azione, non tutto convince, soprattutto perché nella prima parte sembra di assistere ad un lungo deja-vù. Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence) infatti torna a casa sana e salva dopo aver vinto la 74ma edizione degli Hunger Games annuali insieme al tributo Peeta Mellark (Josh Hutcherson), ma dopo e durante aver intrapreso il "tour della vittoria" per i diversi distretti, lei si rende conto che una ribellione sta iniziando a prender corpo, nel frattempo a Capitol City il presidente Snow (Donald Sutherland), incurante della situazione, pensa all'organizzazione dei nuovi Hunger Games, un'edizione (l'ennesima e scioccante) destinata a cambiare Panem per sempre.

venerdì 27 gennaio 2017

Il film della Memoria: Il figlio di Saul (2015)

Come l'anno scorso e anche tanti anni prima, da quando andavo a scuola, ogni anno ho sempre visto un film sull'Olocausto, argomento delicato e non sempre facile da esporre, in quanto è innegabile che quello che i nazisti hanno fatto nei campi di concentramento è qualcosa di inumano, anzi, disumano, orrendo e scandaloso, che raccontarlo in un film è sempre una sfida. La sfida di raccontare una storia così angosciante senza inevitabilmente provocare nello spettatore disgusto e vergogna nell'assistere impotenti a qualcosa di tremendamente irreale da essere prepotentemente vero. Perché purtroppo è successo ma dobbiamo ricordare, proprio tramite questa Giornata della Memoria, non solo che quello che è successo, è successo davvero, ma che ciò la Storia ricorderà come il momento più nero dell'umanità non ricapiti più, mai più. Comunque se l'anno scorso il film scelto fu una storia di speranza di un ragazzo in fuga dalla guerra, Corri Ragazzo corri, quest'anno è invece capitato una storia che di speranza non ne ha quasi nessuna, cupo, grigio e profondamente crudele, Il figlio di Saul (Saul fia), film del 2015 diretto da László Nemes, film che ha  partecipato in concorso al Festival di Cannes 2015, dove ha vinto il Grand Prix Speciale della Giuria e che nel 2016 ha vinto Golden Globe e Premio Oscar come miglior film straniero (Ungheria) e anche il David di Donatello come miglior film dell'Unione Europea. Tutto ovviamente non per caso, perché il film, opera prima di Nemes, è terrorizzante, caotico, sconvolgente, e lascia nello spettatore un senso di sgomento di fronte alla 'fabbrica della morte'. Fabbrica dove 'lavora' Saul Ausländer, membro ungherese del Sonderkommando, un gruppo di prigionieri ebrei isolati dal campo e costretti ad assistere i nazisti nella loro opera di sterminio. Ma mentre sgombera e pulisce una delle camere a gas, Saul vede uccidere dai medici nazisti un ragazzo inspiegabilmente sopravvissuto alla gassificazione. L'uomo, che sostiene che il ragazzo morto sia suo figlio, vuole evitargli la cremazione per offrirgli una degna sepoltura, a questo scopo si mette alla ricerca (affannosa e incessante, forse anche troppa) di un rabbino.

giovedì 26 gennaio 2017

Radici (miniserie)

Dopo tante produzioni davvero accattivanti, History Channel ha pensato bene di rifare il remake di una miniserie storica, ebbene nonostante alcuni piccoli difettucci comunque tranquillamente trascurabili, ha nuovamente sorpreso in positivo, perché Radici (Roots), miniserie televisiva statunitense in quattro parti, prodotta nel 2016, remake come detto della storica serie televisiva (1977 Radici) ispirata al romanzo omonimo firmato dal premio pulitzer Alex Haley che narra la vita di Kunta Kinte, dal suo rapimento in Africa dai parte dei trafficanti di schiavi, fino all'arrivo negli Stati Uniti dove si ritroverà incatenato a lavorare per l'uomo bianco, è davvero bella (a volte spiazzante e sconvolgente), emozionante e soprattutto storicamente interessante nonché spunto di riflessioni importanti. La serie infatti, andata in onda negli Stati Uniti in quattro serate, dal 30 maggio al 2 giugno 2016, durante il Memorial Day, proiettata in anteprima nella sezione Fuori Concorso del Roma Fiction Fest 2016, trasmessa in prima visione dal canale History, della piattaforma satellitare Sky, dal 16 dicembre 2016 al 6 gennaio 2017, come ovviamente ben si capisce, racconta l'annosa questione della schiavitù, una piaga sociale che nonostante il tempo passato e l'abolizione non ha mai smesso di perseguitare l'umanità. Serie che nel 1977 catturò l'attenzione di un'intera nazione e non solo, del mondo intero, tanto che spinse il paese (quello Americano soprattutto) ad un interesse nazionale verso la genealogia e contribuì ad allentare le tensioni razziali. Tutto grazie ad Alex Haley che basandosi sulla storia della sua famiglia, scrisse uno dei romanzi più famosi al mondo (1976 "Roots: The Saga of an American Family"), romanzo che cambiò per alcuni il modo di pensare ottuso di certe persone, anche se purtroppo ancora oggi il razzismo è all'ordine del giorno. Un romanzo che entrò di diritto nella storia, una storia personale della famiglia dello scrittore, le cui vicende erano, sono, profondamente intrecciate con la deportazione e la schiavitù dei neri d'America. E così dopo la celeberrima miniserie originale del 1977, e dopo aver acquisito i diritti dal figlio di David L. Wolper, Mark Wolper, questa nuova miniserie della durata di otto ore, con lo stesso Mark Wolper produttore esecutivo e anche LeVar Burton, protagonista della miniserie del 1977, che figura tra i produttori esecutivi insieme a tanti altri, ecco questo remake che, non cambia la trama originale (conosciuta a molti) ma la dispone da una prospettiva più contemporanea, con un linguaggio nuovo e più vicino alla televisione moderna, permettendo alle nuove generazioni (ma anche alle precedenti) di riscoprire un classico della letteratura e della televisione.

martedì 24 gennaio 2017

Il libro della giungla (2016)

Davvero bello ed emozionante, sopratutto per chi riesce ancora a trovare il bambino dentro di sé, è il remake in live action de Il libro della giungla (The Jungle Book), famosissimo romanzo per ragazzi partorito dalla mente dell'autore britannico Rudyard Kipling. Romanzo di formazione materiale e spirituale, che affiancandosi al film d'animazione originale del 1967 (ultimo successo prodotto da Walt Disney, morto durante la sua produzione), un cult del genere, che ha regalato per decenni sia a grandi sia a piccini la possibilità di entrare nel mondo animale e naturale, cerca di aggiungere del nuovo restituendo al cucciolo d'uomo il giusto spazio nella contemporaneità. La storia di Mowgli infatti è da anni una leggenda universale e il film (del 2016) non tenta di stravolgere il mito degli anni '60, anche se questo film pur ispirandosi al romanzo, si discosta molto nella trama, ma non tanto nel risultato, eccellente, soprattutto per il fatto che entrambe le versioni (quella cartoon e questa in live action) rimangono tutto sommato fedeli al libro, che avrebbe incontrato una grossa fortuna negli anni a venire, per la messa in risalto dell'ancestrale rapporto uomo-animale in chiave fantastica, è da qui che deriva lo spirito di intrattenimento che connota romanzo e film, i quali, rivolgendosi ad una platea indistinta, comunicano ancora adesso diversi livelli di lettura, sia di carattere morale che sociologico. Trama che sembra non aver subito grossi contraccolpi, dato che dal film d'animazione a questo remake non cambia granché, anche se questa storia senza tempo viene magistralmente ri-scritta da Justin Mark, co-prodotta insieme alla Walt Disney Pictures e diretta da Jon Favreau, regista fattosi conoscere per la sua spiccata versatilità. Regista che, ancora una volta, sorprende in positivo dato che da attore non sembrava avere le qualità giuste per intraprendere questa carriera e invece poco dopo aver recitato nel film Le riserve (2000), in un ruolo in cui interpretava un pazzo (ma spassoso e fantastico) giocatore di football 'bipolare', si è rilanciato come attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense, riscuotendo parecchi consensi.

lunedì 23 gennaio 2017

Nicolas Cage Day: Con Air (1997)

E' probabilmente uno degli attori più amati e allo stesso odiati di sempre, perché Nicolas Cage, di cui oggi si celebrano le gesta qui nella blogosfera, non è mai stato e mai sarà un vero e proprio attore di primissimo livello, eppure ha recitato in più di 70 film e ha vinto perfino un Oscar (nel 1995). E nonostante quel che se ne dica di lui i suoi film sono vere e proprie perle cinematografiche, anche se non propriamente tutte. Infatti tanti sono i suoi film finiti nella spazzatura, tanti quanti però quelli indimenticabili (sorretti da una struttura e narrazione ottime, avvincenti e belle il giusto), poiché senza alcun dubbio io posso affermare che non c'è un attore come lui di cui io abbia visto così tante pellicole (una trentina sicuramente), e tutte moderatamente apprezzate. Anche se strano da dirsi ma alcuni di essi hanno funzionato, anche adesso essi funzionano ancora, perché la sua recitazione seppur al limite della decenza è sempre stata al servizio della pellicola, e quasi mai il contrario, a parte ovviamente rare eccezioni in cui il suo talento è venuto stranamente fuori (da Via da Las Vegas Face/off, da Aldilà della vita a Lord of War, da Il cattivo tenente a Joe fino a The Runner, ultimo suo visto che mi ha davvero sorpreso in positivo). Comunque mi spiego meglio, prendendo ad esempio Ghost Rider (ma ne potrei prenderne tanti altri come esempio), a me è sempre piaciuto tanto non perché c'era lui ma perché il personaggio (o il racconto come in Segnali dal futuro) risultava ed era, ancora è, fantastico, tanto che anche togliendolo il risultato non cambierebbe, anche se davvero vorrei vedere un altro al suo posto? forse no perché la sua faccia è imbattibile e imprescindibile per certi film. Come questo che sto per presentare e che sicuramente tutti almeno una volta avranno visto, ovvero Con Air (1997), uno dei suoi migliori film dal punto di vista cinematografico e uno dei primissimi visti e amati, tanto che, no ragazzi, non sono impazzito, ma quando ho rivisto scorrere i titoli di coda del film sulle fantastiche, meravigliose note di Sweet Home Alabama degli Lynyrd Skynyrd, ho avuto la precisa sensazione che quello che avevo appena finito di rivedere (per la quarta-quinta volta) fosse, ed era anche prima, nonostante non me ne ero mai accorto (anche se divenuto personalmente un cult), un capolavoro.

venerdì 20 gennaio 2017

The Night Of

Già da quando cominciavano a trapelare i primi giudizi sulla serie, sulla sua qualità e la sua diversità da simili progetti, era chiaro che The Night Of fosse una serie da tener d'occhio, e su questo nessuno aveva dubbi, nemmeno io. Perché già dal pilot, le tematiche della miniserie HBO e le fondamenta della trama avevano preso forma in modo eccellente. Le potenzialità erano difatti chiare fin da subito ed ora, a conclusione del viaggio e dopo esser stata candidata a due Golden Globe (2017), anche se purtroppo nessuno vinto (in ogni caso non era facile prevalere su Il caso O.J.Simpson: American Crime Story e The Night Manager nei premi candidati), posso dire che le aspettative sono state mantenute, la serie è affascinante, accattivante e intensa, forse ancor di più di quello che mi aspettavo. In memoria di James Gandolfini (inizialmente scritturato come attore protagonista, poco prima di morire), The Night Of: Cos'è successo quella notte? (The Night Of), creata da Steven Zaillian e Richard Price, prende il via con un primo episodio destabilizzante, solo l'inizio dell'odissea che avrà il via nel corso di una notte tragica, in cui la vita di un ragazzo (Naz, Riz Ahmed), un ragazzo americano di origini Pakistane, cambierà per sempre. La notte in cui verrà implicato nell'omicidio di una ragazza (Andrea, la bellissima Sofia Black-D'Elia), avvenuto in circostanze non chiare. Infatti dopo una notte brava e dopo aver trascorso la notte insieme, Naz (diminutivo di Nasir Khan) si risveglia in un'altra stanza, e tornato in camera da letto a rivestirsi, scopre il cadavere mutilato di Andrea. Terrorizzato, scappa via, ma una manovra sbagliata (con il taxi rubato a suo padre) attira l'attenzione di una volante della Polizia, che dopo una serie di eventi, rocambolescamente collega Naz all'omicidio appena avvenuto. Il ragazzo viene fermato e, così, la sua epopea ha inizio. L'odissea di Naz comincia con i primi interrogatori. Poi con l'incontro con l'avvocato (borderline) John Stone (John Turturro, attore magistralmente poliedrico qui scritturato per una delle sue interpretazioni migliori, dimenticando le sue discutibili, per non dire scadenti, messe in scena degli ultimi anni), tassello fondamentale del puzzle giuridico che si verrà a creare ha inizio un processo che sembra avere tutte le prove contro l'imputato. Ma sarà davvero stato lui?

giovedì 19 gennaio 2017

Thriller week (Dark Places, The Captive, Reversal)

La settimana scorsa è stata davvero incredibile, tra la neve, le feste finite e l'inizio delle regolari attività, non si è capito niente, compreso in casa, per il trambusto che le nevicate comportano sempre in questi casi, comunque nonostante questo ho avuto il tempo, non che prima non avessi ovviamente, di vedere tre film abbastanza identici nel genere, thriller (con alcuni spruzzi d'horror), ma quasi completamente diversi nei temi come nel risultato, comunque più o meno sufficienti. Tre film abbastanza originali ma non tanto eccezionali, anzi, deludenti un po', poco decisi anche, non coinvolgenti il massimo soprattutto, nonostante l'interessante incipit o il discreto spunto di riflessione. Partendo da Dark Places: Nei luoghi oscuri (Dark Places), film del 2015 diretto da Gilles Paquet-Brenner, un thriller cupo e dai toni horror che faceva ben sperare, e invece molto cose non funzionano e poco rimane impresso. A partire dalla storia, quella di Libby Day, trentenne che non ha mai lavorato in vita sua, visto che è vissuta di rendita sulla tragedia che ha devastato la sua famiglia, quando aveva solo sette anni infatti sua madre e le sue due sorelle sono state uccise. Della strage è stato considerato responsabile suo fratello Ben, che da allora è rinchiuso in carcere. Ora i soldi che Libby ha messo via (provenienti dagli assegni inviati da tutta l'America, commossa dal suo caso, e dai proventi del libro sulla strage che Libby ha accettato di far pubblicare) stanno finendo. Quindi la ragazza, che ha contribuito a far andare in galera il fratello con la sua testimonianza, accetta di partecipare alle indagini di un fan club appassionato di omicidi di cronaca che vuole scagionare Ben, molti infatti sono convinti che in galera non ci sia il vero colpevole, ma solo un capro espiatorio, e che quindi non sia mai stata fatta vera luce sulla strage della famiglia Day. Dall'omonimo romanzo di Gillian Flynn e sceneggiato dallo stesso autore, Dark Places, family-thriller del rimosso e del senso di colpa, non brilla certo per l'originalità del solito plot sui torbidi inganni di una provincia rurale di anime semplici e turpi delitti né tantomeno per l'appeal di personaggi scialbi e contraddittori le cui motivazioni e dinamiche psicologiche sfuggono persino alla sinossi del più aggiornato manuale di psichiatria forense, a partire dalla protagonista. Anzi, proprio per colpa della protagonista (alienata e straniante) e nonostante una mediocre regia, un buon uso (anche se eccessivo) di flashback, una narrazione fluida e scorrevole, con un cast fa quello che può, tutto è meno che coerente o credibile, a partire dai personaggi che compongono l'improbabile banda di appassionati ossessivi di cronaca nera, che si dimostra una poco credibile sequela di personaggi impresentabili e decisamente poco credibili, tutti eccentricità e movenze isteriche che diventano già da subito insopportabile se non addirittura inaccettabili.

mercoledì 18 gennaio 2017

I delitti del BarLume 4

Dopo un'attesa lunga un anno, sono finalmente tornati su Sky Cinema gli strani casi de I delitti del BarLume, la commedia a tinte gialle tratta dai bestseller di Marco Malvaldi, con due nuovissime puntate andate in onda il 9 e il 16 Gennaio, il primo dal nome Aria di mare, liberamente tratto dal racconto di Malvaldi 'Aria di montagna', il secondo La Loggia del Cinghiale liberamente tratto dal racconto Il Capodanno del Cinghiale. Entrambe fanno parte della quarta stagione che segue la terza di cui avevo già parlato lo scorso anno, terza che trovate qui con tutte le informazioni sulla serie, serie come le storie, produzione originale Sky Cinema realizzata da Palomar, che dopo la mandata in onda sono al momento disponibili anche su Sky On Demand. Comunque queste due nuove storie sono nuovamente ambientate sullo straordinario sfondo di Marciana Marina all'Isola D'Elba. Il cast è pressoché identico a quello che ha conquistato critica e pubblico, dall'arguto "barista-detective" Massimo (Filippo Timi) al puntiglioso commissario Vittoria Fusco (Lucia Mascino), dalla fidata e prorompente (bellissima) cameriera Tiziana (Enrica Guidi) ai pensionati detective Emo, Pilade, Aldo e Gino (Alessandro Benvenuti, icona della comicità italiana e toscana, Atos Davini, Massimo Paganelli, Marcello Marziali). Confermato alla regia Roan Johnson, 4-4-2 Il gioco più bello del mondo, I primi della lista (non male), Fino a qui tutto bene (visto e recensito tempo fa, qui) e Piuma (in programmazione su Sky a febbraio). Ma insieme alla confermata produzione troviamo anche due partecipazioni speciali, nelle due nuove storie ci sono infatti due camei irresistibili. Vediamo infatti un'inedita Mara Maionchi nei panni di una simpaticissima parrucchiera che, tra una chiacchiera e uno shampoo a Massimo darà la dritta utile per risolvere il caso e Piera Degli Esposti la psicoterapeuta da cui Massimo è in terapia per dare una svolta alla sua vita e risolvere i suoi problemi di depressione.

lunedì 16 gennaio 2017

Zootropolis (2016)

Animali feroci e prede possono convivere pacificamente o è pura (Zoo)topia? A quanto sembra nella metropoli di Zootropolis (film d'animazione del 2016 prodotto dai Walt Disney Animation Studios e diretto da Byron Howard e Rich Moore, vincitore pochi giorni fa del Golden Globe 2017) tutto è possibile anche perché, come ci spiega nella introduzione a teatro la protagonista, non esistono più le belve e le vittime di un tempo nel mondo animale. O forse no? Cosa sta succedendo al 10% della popolazione, composta da predatori, che improvvisamente sentono risvegliarsi dentro di loro l'antico e sopito spirito selvaggio? Come nella migliore tradizione dei Cartoon Disney anche questa volta non tutto è ciò che sembra, i pregiudizi e i preconcetti sono sbagliati, e tutti abbiamo diritto ad una possibilità di cambiare noi stessi e soprattutto quello che il mondo crede di noi. Cosi' una tenera coniglietta potrà realizzare il sogno della sua vita e diventare poliziotta attorniata da colleghi mastodontici come rinoceronti, elefanti, bufali, e più grande sei, più il poliziotto fai. Una furba volpe ingannatrice, rivelarsi un animale onesto e sensibile, solo vittima dei pregiudizi che gli altri hanno su di lei. Una impaurita e timida pecorella essere tutto il contrario di ciò che sembra. Tutti più o meno logorati però da un orribile pregiudizio, soprattutto i predatori. Perché alla fine è questo il problema di fondo affrontato da questo meraviglioso film della Disney, l'utopia, che è pur sempre un sogno difficile da realizzare, ancora più difficile è far sì che gli elementi che la caratterizzano risultino stabili. Il pregiudizio è quel seme cattivo che purtroppo giace all'interno delle persone (in questo caso degli animali) che non sanno apprezzare la bellezza della diversità, che non riescono ad accettare il fatto che, nonostante l'esistenza delle specie, il genere rimane pur sempre lo stesso. E inaspettatamente toccherà proprio a loro, la coniglietta e la volpe, nemici per natura ma amici nel cuore, risolvere il mistero dei 14 animali scomparsi che tutta la città sta cercando e sventare i piani di chi vuole impossessarsi del potere locale, secondo l'atavico principio divide et impera. E infine dimostrare che l'amicizia non ha colore né taglie e che tutti possiamo essere e fare ciò che nessuno si aspetterebbe da noi.

sabato 14 gennaio 2017

I film visti durante le feste 2016

Come già detto in occasione dei Film di Natale visti su Sky, durante le ormai già dimenticate scorse feste, ho visto tanti altri film non inerenti alle festività, per cui anche se in ritardo ecco la lista di tutti gli altri film recentemente visti. Lista che come ormai abitudine sarà preceduta da due piccole recensioni di film mediocri, anzi, pessimi, soprattutto il secondo. La prima pellicola è un deludente thriller on the road del 2012, che vede tra i protagonisti Christian Slater (tornato in voga con Mr. Robot) e il bravissimo Gary Oldman, ovvero La truffa perfetta (Guns, Girls and Gambling), una pellicola che sembra fare il verso a Tarantino ma senza riuscirci. Infatti è solo il classico thriller pirotecnico e caotico con pistole, ragazze e gioco d'azzardo, certo non proprio originale, eppure qualcosa di buono c'è, non tanto nella storia, comunque affascinante, quella di un sfortunato viandante che ingiustamente accusato di avere rubato un prezioso manufatto apache in un casinò si ritrova a essere cacciato da assassini, sceriffi, cowboy, indiani, nativi americani e sosia di Elvis Presley (e, purtroppo per lui, avrà solo 24 ore di tempo per chiarire la questione ed evitare di essere ucciso), quanto nell'intricato e spassoso rompicapo nel scoprire la verità. Non proprio il massimo, ma il minimo indispensabile, per una commedia che in ogni caso non ha molte pretese e, proprio per questo, gradevole e apprezzabile. Commedia comunque per palati un po' raffinati, ricca di sarcastici giochi linguistici, autoironica riguardo ai luoghi comuni, satirica e con colpi di scena a ripetizione ben dosati e ovviamente bellezze in mostra, ma non granché e facilmente dimenticabile. Il secondo invece è dannatamente brutto, poiché invece di sfruttare meglio il luogo e le grandi possibilità che Marte ha da offrire (molti grandi registi l'hanno abilmente fatto), Martian Land, film action statunitense del 2015, propone la stessa minestra riscaldata (copione trito e ritrito). Infatti nonostante il cambio di pianeta, la razza umana, che si è trasferita su Marte e vive in città simili a quelle terrestri (protette da enormi campi di forza), rischia nuovamente l'estinzione quando (incredibilmente e assurdamente) la prima gigantesca tempesta di sabbia (ma dai!) sfonda la cupola che li protegge e distrugge completamente Mars New York (!?). Gli abitanti di Mars Los Angeles perciò, dovranno cercare di fermare la tempesta, prima di essere i prossimi ad essere spazzati via. E' inutile dirvi come finisce, e inutile diventa ancor di più farvi sapere che la sceneggiatura è incolore, gli effetti speciali poco speciali e la recitazione scolastica, ma tant'è l'unica sola cosa importante è: statene alla larga, tempo sprecato. Basta quello che ho perso io, come quello invece che al contrario ho speso bene per alcuni (non tutti) i film che sto per presentare. Ma saprete voi capire quali e decidere di conseguenza.

giovedì 12 gennaio 2017

Bellezze serialtelevisive edizione 2016

Dopo aver visto le più belle e sensuali donne che hanno impressionato in ambito cinematografico, qui, è ora di vedere quali nelle serie tv viste l'anno scorso mi hanno ovviamente impressionato o più semplicemente affascinato e intrigato. Ovviamente come è successo ieri, questa sarà solo una classifica femminile, ma son sicuro di mettere tutte d'accordo, le donne che mi seguono, affermando che Tom Hiddleston (fresco vincitore di un Golden Globe) è un gran bel manzo. E se non è così, vi basta Toby Stephens? In ogni caso sono due grandi attori, sia in questo caso di serie tv che cinema. Ma veniamo a noi e alle gnocche, bellezze, comunque meno conosciute in alcuni casi di attrici cinematografiche, anche se ugualmente brave e belle. Come accaduto ieri, mi urge comunque sottolineare il fatto che le foto che mostrerò, a parte rari casi, saranno decisamente caste, perciò non ci sarà niente di così tanto scandaloso, ma in ogni caso se le foto di seni nudi o altro vi infastidiscono e le trovate disdicevoli, ignorate questo post! Per gli altri buona visione.


10. La bellissima (e meravigliosa) Liv Tyler, che nella seconda stagione di The Leftlovers è protagonista di una maliziosa scena..

mercoledì 11 gennaio 2017

Bellezze cinematografiche edizione 2016

Quest'anno come anticipato giorni fa ho deciso di fare, qui, in onore de Il Cumbrugliume e il suo Venerdì Gnocca, la rubrica de Il Zin(n)efilo e il Gnocca Award del blog Non c'è paragone, una classifica delle più belle e sensuali donne viste durante i moltissimi film visti lo scorso anno, e per l'occasione chi poteva rappresentare questa nuova, e solo annuale premiazione (il cosiddetto Saba Cine Beauty Awards per il 2016), se non la bellissima e meravigliosa (purtroppo anche compianta) Carrie Fisher? Ovviamente questa classifica sarà solo femminile, però per le donne, siccome ho visto tre film con lui protagonista, nominerò solo il suo nome per farle tutte felici, Matthias Schoenaerts. Ma tornando al post, mi urge sottolineare il fatto che le foto che mostrerò, a parte rari casi, saranno decisamente caste, perciò non ci sarà niente di così tanto scandaloso, ma in ogni caso se le foto di seni nudi o altro vi infastidiscono e le trovate disdicevoli, ignorate questo post! Per gli altri buona visione.


10. Si può fare un film con quattro bellezze nel cast? sì, se parliamo di Barely Lethal, peccato però che il suddetto non sia granché, ma ha poca importanza perché quando ricapiterà di trovarsi di fronte a Hailee Steinfeld, Sophie Turner, Dove Cameron e Jessica Alba tutte insieme? nel sequel forse..

martedì 10 gennaio 2017

Il peggio del peggio delle serie tv 2016

Come quello per le peggiori pellicole viste nello scorso anno postato ieri, qui, anche le serie tv avranno e hanno adesso il loro apposito spazio, spazio utile per conoscere quali sono state, secondo ovviamente, il mio modesto parere, le peggiori o i peggiori serial televisivi visti nel 2016. Serie che non hanno funzionato perché niente ha funzionato a dovere, o almeno non nel modo che si aspettava, perché soprattutto in una serie l'idea non basta, ci vuole qualcosa in più, qualcosa in meglio, quel qualcosa che nelle 10 serie che sto per riproporre, non c'è stato, nonostante come detto lo spunto di partenza, a volte, fa sperare bene, invece alla fine naufraga e viene cancellato, cosa che a tantissime serie accade spesso. Ecco infatti alcuni esempi di prodotti non del tutto soddisfacenti.

10. Nonostante mi sia piaciuta un po', nonostante l'argomento storicamente interessante, la bella sigla e le belle musiche, e nonostante un discreto cast (John Benjamin Hickey, Olivia Williams, Ashley Zukerman, Rachel Brosnahan), la serie Manhattan, sulla costruzione della bomba atomica, non convince, ma soprattutto non si lascia per niente ricordare, il paesaggio come la serie infatti è arido, privo di forza, poco deciso e caotico.

lunedì 9 gennaio 2017

Il peggio del peggio del cinema 2016

Ovviamente dopo aver visto i migliori, qui, è tempo di vedere quali sono i peggiori film visti. Ebbene dopo aver spulciato tra i cassetti, ho rispolverato tante cretinate. Cretinate che non comprenderanno i film di serie B o classici film per la tv, perché è risaputo che fanno pena, anche se a volte, in rare occasioni sorprendono e sono pure meglio di quelli usciti al cinema. In ogni caso c'è una importante novità, le classifiche saranno divise in tre, anche se sarà solo uno il vincitore, anzi perdente (che sarà subito svelato, anche se vi consiglio di leggere tutto). Per prima i film che in tutto e per tutto sono pessimi, compresi i cast, poi i film che nonostante un buon cast fanno schifo a prescindere, insieme agli attori o attrici che letteralmente affossano la pellicola e infine i peggiori film per genere, quelli che non hanno raggiunto neanche la minima sufficienza.

1. Film brutto, pasticciato e prevedibile, e il cast comprendente un pessimo Johnny Depp e una stramba Gwyneth Paltrow, a cui si aggiungono degli esaltati Ewan McGregor e Paul Bettany da una parte e Olivia Munn dall'altra, rendono Mortdecai degno del premio come peggior film e del Saba Cine Razzie Awards del 2016

sabato 7 gennaio 2017

Ricapitolando..

Gli ultimi giorni (gli ultimi dell'anno vecchio e i primi del nuovo) sono stati i giorni delle annuali classifiche, che quest'anno come avrete potuto notare sono state meglio classificate, meglio evidenziate e meglio catalogate, insomma migliori in tutto, anche visivamente parlando. Classifiche che a proposito, vi sono piaciute? soprattutto vi è piaciuto il modo e il metodo? perché se l'esperimento è riuscito, quello dei Saba Awards, riproporrò ogni anno i stessi premi (ovviamente in date più precise e forse non a cavallo delle feste). Ma ricapitolando un po', hanno visto vincitori come miglior film Il ponte delle Spie, miglior colonna sonora Boyhood, miglior attrice Julianne Moore, miglior attori la coppia DiCaprio-Hardy, mentre per le serie migliore in assoluto Stranger Things, migliore attrice Sarah Paulson, miglior attore Rami Malek, migliore sigla Westworld e migliore colonna sonora Vynil. Insomma il meglio che ho potuto vedere nel 2016. Ma attenzione, perché dopo aver visto il meglio cinematograficamente e serialmente parlando, ci sarà tra lunedì e giovedì due post per il peggio e due speciali sulla bellezza. Post che concluderanno un periodo e ne apriranno un'altro, dato che dopo riprenderanno le mie abituali recensioni, anche se ieri c'è stato già un piccolo assaggio. In ogni caso sempre da lunedì, proverò a fare quello che mi sono proposto di fare prima di Natale (To do list per le feste e l'anno nuovo), ovvero essere più presente sui social (soprattutto le pagine Fb e Twitter del blog) e vivacizzare leggermente, e sicuramente ci proverò. Intanto, oggi, che doveva essere il Nicolas Day Cage, ma che è stato posticipato più in là nel calendario, vorrei solo farvi sapere che queste ultime feste le ho passate serenamente, anche se alcuni grattacapi anche dopo la morte di mia nonna e il tentativo di furto nella sua casa, che già aveva subito un furto fortunatamente non grave anni fa, non ha fatto cominciare il 2017 in modo positivo. 2017 che però ha portato subito una novità importante, mio padre dopo più di 40 di anni di lavoro e dopo gli ultimi anni passati nelle poste italiane come portalettere è finalmente in pensione, cosa che cambierà un po' il mio tram-tram quotidiano anche se non altererà il mio 'lavoro' da blogger. Blog che sempre da lunedì tornerà a vestire i suoi soliti panni non innevati (fuori invece è quasi tutto imbiancato) e non festivi, e ovviamente la rubrica giornaliera sui film da vedere in tv, riprenderà. Insomma un inizio di anno interessante, che spero diventi subito o prossimamente bello per tutti.

venerdì 6 gennaio 2017

I film di Natale visti su Sky

Durante i giorni e festivi, che oggi purtroppo finiscono essendo arrivata l'Epifania, ho visto parecchi film, che saranno recensiti settimana prossima, intanto vediamo quali film ho visto inerenti alle festività natalizie, festività che per dei motivi sono cominciate in ritardo, ma che in ogni caso sono passate velocemente e serenamente, per fortuna. Lista di film (4) che fortunatamente contiene solo un cinepanettone, che ovviamente vi sconsiglio di vedere, al contrario dei primi 2 e del terzo, che però non convince tanto. Comunque si comincia con una simpaticissima e divertente commedia americana del 2015, Sballati per le feste! (The Night Before), che racconta di tre amici (Joseph Gordon-Levitt, Seth Rogen e Anthony Mackie), tre amiconi da una vita che ogni vigilia, a causa della morte dei genitori di uno dei tre, cosa per cui hanno dato inizio ad una sorta di tradizione, vanno in giro per la città a divertirsi. Ma anche per loro, dopo anni e anni di divertimento totale, è arrivata l'ultima fatidica "night before", essendo ormai troppo cresciuti e magari anche in attesa di figli. L'unico dei tre che però ancora vive nel passato è il protagonista, il sempre in parte Gordon-Levitt, che viene anche da una delusione d'amore proprio a causa di questa sua repressione del diventare adulto, e nel tentativo di abbandonare finalmente la vita fatta solo di divertimenti e dissolutezze con i suoi amici, ne succederanno di tutti i colori. La serata infatti degenera e i tre amici si troveranno in situazioni imbarazzanti. Il film come ovvio, ha una trama natalizia molto semplice e con un decorrere abbastanza banale, ma che presenta quei picchi di demenzialità, non troppa, e di surrealità che la rendono lo stesso interessante. Questo perché il film è diretto da Jonathan Levine, che si è fatto notare sui nostri schermi, oltre che per Warm Bodies, rilettura romantica dello zombie movie (comunque discreto), anche per 50/50 (bellissimo cancer movie) di cui ritroviamo qui due protagonisti: Joseph Gordon-Levitt nei panni del disadattato Ethan e Seth Rogen, ebreo in costante preda di un mix di allucinogeni. Questa volta però siamo in piena commedia natalizia che compone un altro genere di mix: quello tra trasgressione e conformismo. Perché Levine, che ha anche scritto la sceneggiatura, ci vuole parlare di una cosa seria, il necessario passaggio all'età adulta in cui si accetta di essere come si è proponendosi magari di migliorarsi, così in questa notte di droghe e di cellulari scambiati c'è chi pensa a impegnarsi davvero con una donna, chi a diventare padre e chi a decidere del proprio futuro in ambito sportivo.

giovedì 5 gennaio 2017

Le migliori attrici e i migliori attori delle serie viste nel 2016

Di serie nel 2016, come ho già ripetuto altre volte, ne ho viste tante, comunque meno dei centinaia di film, ma non è stato facile stilare una classifica dei migliori attori e attrici, questo perché non sempre è l'interpretazione la parte centrale della serie, ma la trama che deve costantemente intrattenere. Ovviamente non sempre è così (altrimenti a che servirebbe questo post), e infatti il più delle volte, proprio grazie a grandi attori che le serie funzionano, convincono e perché no, emozionano, divertono e spaventano. E quindi tra la marasma di cose e cast, ho scelto a mio personale gusto e piacere, come sempre qui da me, quegli attori che mi hanno più impressionato.




LE ATTRICI

1. Vince il Saba Serial Awards 2016 per la migliore interpretazione femminile in una serie tv, la bravissima Sarah Paulson, che per la sua magistrale interpretazione dell'avvocatessa ne Il caso O.J.Simpson di American Crime Story ha vinto pure un Golden Globe

mercoledì 4 gennaio 2017

Le migliori sigle e colonne sonore delle serie viste nel 2016

Come lo è stato pochi giorni fa per le colonne sonore dei film, anche per le serie, l'abbellimento acustico e sonoro, è elemento imprescindibile, se poi a questo ci aggiungiamo le classiche sigle, che comunque non sono presenti in tutte le serie, ecco che non potevo non farvele vedere e ascoltare, perché alcune sono davvero belle. In ogni caso comincerò la mia classifica prima con le sigle, che comunque si distinguono dalla serie stessa in alcuni casi, anche per quanto riguarda le colonne sonore, colonne sonore che ovviamente ci saranno nella seconda parte, perciò buona visione e buon ascolto.





LE SIGLE

1. Vince il Saba Serial Awards 2016 per la migliore sigla, quella stilossima e bellissima di Westworld, dallo stesso creatore di quella de Il trono di spade, che comunque non ci sarà, ha già fatto il suo tempo, ma questa in ogni caso merita davvero

martedì 3 gennaio 2017

La Top 15 delle serie viste nel 2016

Come lo è stato con le pellicole, qui se ve lo siete perso, ecco la mia personale classifica finale delle serie tv viste nel 2016 (immagine con annesso link recensione), anche se c'è una differenzia sostanziale, ovvero che tantissime di queste serie le ho viste in tempo, nell'anno in cui sono andate in onda. In ogni caso alcune di esse le devo ancora recuperare, su tutti Black Mirror e quelle di Netflix, una di Sci-fi e quelle appena concluse che sono in procinto di cominciare, è il caso The Night of, The Walking Dead e The Exorcist. Insomma tante ancora, ma intanto per iniziare la classifica le serie che mi hanno un po' deluso lo 'scorso' anno, anche se, sono e restano grandi serie, che comunque raggiungono e hanno raggiunto (ampliamente in alcuni casi) la sufficienza.



1. L'affascinante mini-serie Marte
2. L'esuberante terza stagione di Black Sails
3. La spiazzante sesta stagione di The Walking Dead
4. La seppur eccezionale quarta stagione di House of cards
5. La spettacolare mini-serie Barbarians
6. L'interessante serie Deutschland 83
7. La leggermente deludente seconda stagione di The Leflovers
8. La poco paurosa stagione di American Horror Story: Hotel
9. L'accattivante seconda stagione di The Strain
#menzione extra per Dov'è Mario?, Empire (2a), Guerra e Pace, I delitti del BarLume, Outlander (2a) e Sleepy Hollow (3a)

15. Una stagione, la sesta, sorprendente e accattivante, non tantissimo però, ma buona

lunedì 2 gennaio 2017

Le migliori attrici e i migliori attori dei film visti nel 2016

Continuano i premi con l'ultimo tassello del puzzle in quanto il meglio di quest'anno, anche se un premio speciale ci sarà settimana prossima, e continueranno con le serie tv, ma intanto ecco la classifica di mia preferenza delle migliori attrici e attori che in questo 2016 hanno dato il meglio di sé, anche se praticamente quasi tutti hanno recitato nell'anno precedente. In ogni caso grazie alle loro intense interpretazioni alcuni hanno avuto riconosciuto il loro lavoro, altri no, ma restano grandi attori/attrici di cui sicuramente ne sentiremo parlare anche in futuro. Ma senza ulteriori indugi ecco la mia personale, come sempre, classifica finale, che in questa occasione partirà dai vincitori.




LE ATTRICI

1. Vince il Saba Awards per il cinema come migliore attrice (protagonista e non) la bravissima Julianne Moore, vincitrice per l'intenso ruolo in Still Alice anche di un premio Oscar

domenica 1 gennaio 2017

Le migliori colonne sonore dei film visti nel 2016

A volte la colonna sonora più che un abbellimento sonoro è davvero qualcosa che aiuta non solo a rendere un film eccellente, ma anche per rendere lo stesso di qualità superiore, tale da renderlo davvero imprescindibile ed imperdibile, e infatti come in tanti capolavori dove basta solo la colonna sonora per capire a quale pellicola appartiene, anche in questo caso specifico per i film visti quest'anno alcuni sono perle davvero discrete, anche se i film non sono proprio capolavori. Ma poiché alcune mi hanno davvero entusiasmato ecco che ho provveduto a farne una classifica.





10. Dal film Blue Valentine "You And Me" dei Penny and the Quarters, ovviamente è solo una delle tante, ma questa è quella principale