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venerdì 18 marzo 2022

[Games] Videogiochi del periodo (Gennaio/Febbraio 2022)

Nello scegliere un titolo da giocare (nel caso in cui hai libera scelta come nel caso della tua libreria Epic piena di giochi ricevuti gratuitamente) può capitare di sbagliarsi, non sapendo con precisione cosa ti aspetti provi a giocarlo, nella maggior parte delle volte va bene (3 esempi sono qui), ma alle volte no. Sempre meglio informarsi prima, e scrupolosamente (cosa che faccio però se non ci provi non puoi sapere). Infatti ho provato a giocare a Mothergunship, uno sparatutto in prima persona mescolato con un roguelike e con un bullet hell, e mi sono arreso dopo pochissimo tempo, troppo frenetico per me, le strutture a livelli non esattamente nelle mie corde. Ho provato anche Void Bastards, un "rivoluzionario" gioco sparatutto di strategia, in prima persona di fantascienza e un videogioco roguelike, visivamente neanche malaccio, anzi, fumettistico e molto colorato, a bloccarmi ahimè la localizzazione in inglese (con nessun sottotitolo in italiano ad aiutarmi), e così non sono riuscito ad andare oltre il primo step. Ecco invece (ed appunto) i giochi di questi ultimi due mesi (40 giorni per l'esattezza) iniziati e finiti/completati.

Grim Fandango Remastered - Prima ancora d'iniziare tutto, vuoto subito il sacco: non ho mai giocato a Grim Fandango e questa è stata la prima opportunità per approcciarmici. Ne ho sempre sentito parlare in modo positivo e ho sempre avuto intenzione di giocarlo, così ho (finalmente, perché era due anni rimasto lì a prendere polvere su GOG) sfruttato l'occasione, della Remastered offerta gratuitamente tempo fa. Col senno di poi posso dire solo una cosa: non giocare Grim Fandango è un grosso sbaglio. Me ne sono innamorato dopo pochissimo ed è stata una graditissima sorpresa. Partendo dalla storia, alquanto bizzarra (impersoniamo un agente di viaggio del mondo ultraterreno, che aiuta i deceduti a fare l'ultimo grande passo) ma bellissima, malinconicamente e profondamente umana (paradossalmente), accompagnata da una buona dose di sarcasmo e da un'ironia, talvolta amara e sempre pungente, in grado di conquistare. Anche se è una Remastered abbastanza pigra (miglioramenti pochi e neanche tanto riusciti, sia tecnicamente che visivamente parlando) e che sarebbe stato gradito un sistema di suggerimenti per i nuovi giocatori per renderlo più accessibile, rimane un'ottima esperienza (siamo infatti di fronte allo stesso gioco di più di 20 anni fa, e questo è allo stesso tempo il motivo dei pregi di questa rimasterizzazione e dei suoi difetti, il gioco è difatti piuttosto anacronistico per quanto riguarda i puzzle). Personalmente, dopo alcune difficoltà iniziali il gioco è andato liscio come l'olio: mi è bastato entrare nel ritmo. E sì, da questo momento posso accodarmi anche io alla schiera di persone che hanno apprezzato Grim Fandango. Un gioco, un'incredibile avventura (grafica) dai toni noir semplicemente memorabile. Voto: 7,5

The Spectrum Retreat - Dopo aver vinto nel 2016 il Game Making Award dei BAFTA con un prototipo, Daniel Smith (grazie alla collaborazione con Ripstone Games) ha sviluppato in due anni The Spectrum Retreat, l'evoluzione di quel progetto. Il titolo è un puzzle game basato su un concept che non si distacca da quello già visto in grandi classici del genere come Portal, ma che aggiunge comunque novità interessanti ed una trama che fa del mistero la sua colonna portante. Esplorare i vari piani del Penrose Hotel (che tanto ricorda uno degli hotel più famosi del cinema, l'Overlook del cult movie Shining), accessibili progressivamente completando una serie di rompicapi basati sui colori, è un qualcosa di alquanto inquietante a farsi (peraltro è gestito da androidi non esattamente rassicuranti). Anche se a livello empatico la trama non riesce a segnare il giocatore, è proprio la modalità con cui ci si approccia che rende il titolo forte e carismatico. Ma soprattutto, i puzzle con codice colore sono progettati in modo intelligente. The Spectrum Retreat (che offre un livello di sfida crescente con il proseguo del gioco) è in questo senso un rompicapo molto interessante, che riesce a farci proseguire la nostra avventura alla ricerca della verità grazie a degli ottimi stratagemmi narrativi. Un mix ben riuscito tra storia, ambientazione e puzzle non troppo complessi ma allo stesso tempo interessanti e intuitivi. Graficamente il gioco è lodevole anche se molto artigianale. A livello tecnico non è ineccepibile, avrebbe certamente beneficiato di una maggiore attenzione, ma poiché sviluppato da un piccolo team, ci sta. La longevità non è stellare (6 ore), e per quanto il ritmo generale ne tragga giovamento, qualche puzzle in più (oltre a maggiore varietà) non avrebbe di certo guastato. A conti fatti una piacevole sorpresa. Non eccelle mai certo, ma fa tutto quello che deve in maniera convincente. Non ci troviamo infatti di fronte ad un gioiello, ma è un titolo che deve essere giocato, dagli amanti degli enigmi, delle avventure vecchia maniera e da chi adora le atmosfere alla Wayward Pines. Voto: 7+
Among the Sleep: Enhanced Edition - Un horror game psicologico davvero insolito, dove invece di mostri veri o di visioni indotte dalla pazzia del protagonista, si incontrano pericoli creati dalla mente di una bambina di 2 anni, alle prese con l'esplorazione di una casa che, invece, di pericoloso non dovrebbe avere nulla. Among the Sleep ci catapulta in un mondo tra sogno e realtà, e racconta una storia interessante condita da pochi ma efficaci elementi. Attraversando gli scenari particolari proposti si può apprezzare un'atmosfera horror che gioca con il (nostro) punto di vista di infante, ponendoci in situazioni inquietanti e non lasciandoci altra arma al di fuori della nostra astuzia nel trovare un rifugio sicuro (con di tanto in tanto alcuni puzzle ambientali da risolvere). Nonostante le premesse possano far presagire una storia ricca di spaventi e di momenti di alta tensione, devo ammettere con sincerità che provandolo a fondo non sono mai andato in contro momenti in cui sia possibile farsi un sano salto dalla sedia (a meno che non siate tanto suscettibili). Ma non fatevi ingannare da quello che dico, poiché il titolo è comunque capace di coinvolgere con la sua atmosfera azzeccata (di cui sopra) ed in grado di rappresentare in ogni occasione il senso di disagio costante che accompagna la bimba nella sua folle ricerca della mamma perduta. Un gioco certamente ben sviluppato, che pecca tuttavia di un inizio troppo lento e di una longevità molto, molto breve. Nonostante i contenuti aggiuntivi offerti dalla Enhanced Edition, fatica infatti a superare le tre ore (effettive) totali di giocato. A poco contribuisce la presenza di un nuovo capitolo, il quale si inserisce nella trama in qualità di Prologo, che a conti fatti è l'unico elemento che permette di aumentare di alcuni minuti la durata complessiva del gioco. Tuttavia, inoltre e nonostante una leggera (ma passabile) imprecisione dei controlli, e nonostante qualche piccola imperfezione grafica, il titolo di Krillbite Studio resta perfettamente godibile. In grado di garantire qualche ora di angosciante svago, ma anche un importante spunto di riflessione sull'infanzia dei bambini stessi. Un'esperienza da provare per chi è alla ricerca di un horror psicologico ben fatto e originale. Voto: 7

Saints Row: The Third Remastered - Nell'ormai lontano 2011 arrivava sul mercato un titolo stravagante, dalla grande personalità e caratterizzato dalla preponderante presenza del "politically incorrect". Senza mezze misure, un mix letale di irriverenza, malcostume ed esagerazione e sotto questo punto di vista niente è cambiato rispetto alla prima volta, rispetto all'ultima volta (tanti anni fa) a cui giocai sfruttando una prova gratuita. Parlo ovviamente di Saints Row: The Third, sviluppato da Deep Silver e Volition, che a distanza di quasi un decennio è tornato due anni fa su console di attuale generazione, e anche su PC, con una nuova e luccicante versione Remastered, e pochissimo tempo fa tornato sul mio schermo grazie all'Epic Games Store ed ai suoi settimanali regali. Le novità più grandi si percepiscono nell'uso di un nuovo motore con rendering basato sulla fisica e illuminazione globale, nelle texture più dettagliate di interni ed esterni, negli effetti visivi più sgargianti e nel rifacimento dei modelli di personaggi, veicoli e armi. Steelport di notte è l'emblema di tutti i vizi, ancora più appariscenti dietro le insegne al neon che illuminano quasi a giorno le strade dei distretti più commerciali. La scelta di non rimaneggiare anche altri aspetti del gioco costringe inevitabilmente ad accettare anche i difetti che il titolo si porta dietro da sempre e se si confronta l'open world e il ritmo di progressione con giochi più recenti si capisce che i problemi principali risiedono proprio in una struttura oggi non del tutto digeribile con facilità. Con Saints Row: The Third Remastered ecco però anche con un pacchetto di circa 30 DLC che racchiude il meglio di ciò che il terzo capitolo ebbe da offrire, un'occasione per farsi letteralmente travolgere ancor di più dal caos, con una tendenza marcata in fatto di humour esagerato e decisamente (ma anche volutamente) volgare con situazioni anche di assoluto nonsense. Personalmente un po' troppo, cioè mi sono divertito, ma dopo un po' mi sono stancato, ho fatto tutte le missioni principali (finendo addirittura su Marte) però non senza difficoltà (DLC, in verità bruttini, compresi). A conti fatti bello ma non bellissimo, l'operazione commerciale di rimasterizzazione riuscita a metà. Voto: 6,5

6 commenti:

  1. Grim Fandango, quanti ricordi! Anche le musiche erano splendide... :--D

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    1. Bizzarro ma tanto coinvolgente, anche grazie a quelle ;)

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  2. Sei sicuramente più scrupoloso di me nella scelta, per fortuna sono rare le volte che mi pento dell'acquisto fatto d'istinto e senza informarmi molto.

    Grim Fandango non sapevo fosse così vecchio, lo conosco solo perché mi è capitato sul PlayStation Store o su YouTube, non ricordo. L'ho scartato perché le avventure grafiche raramente mi prendono (le preferivo 20-25 anni fa ai tempi di Broken Sword) e poi non mi ha colpito, però se ne parli così bene devo rivalutare la mia scelta, magari se lo trovo con mega sconto un pensiero ce lo faccio.

    A me piacciono i puzzle ma di The Spectrum Retreat non mi attira tutto il resto, prima persona e grafica un po' sempliciotta. Ho talmente tanta altra roba da giocare, molta proprio con l'elemento puzzle, che questo lo scarto.

    Ho appena visto il trailer di Among the Sleep, è davvero inquietante! I salti dalla sedia spesso sono sopravvalutati, va bene anche la sola angoscia e stare di continuo sul chi va là (Dead Space ne è maestro, anche se lì poi c'erano anche tanti spaventi). Potrei provarlo proprio perché dura poco 😉

    Saints Row non mi ha mai attirato, troppo action per i miei gusti e troppo casino. Il politicamente scorretto non basta.

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    1. Se devo spendere soldi sì, scrupolosissimo sono, ma per fortuna erano gratis :D
      Beh sì, proprio perché "vecchio" e rimasterizzazione neanche tanto buona, spendere tanti soldi non conviene..
      Capisco, ma tienilo in considerazione The Spectrum Retreat per il futuro.
      Among the Sleep sarebbe perfetto per te sì, ovviamente scontato.
      Neanche a me attira, per dire che a GTA mai giocato, tuttavia ogni tanto non dispiace giocarci. Comunque preferisco di gran lunga Just Cause a Saints Row.

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    2. Ecco, diciamo che io non spendo mai più di 20 € per un gioco fisico e più di 5 per uno digitale. Alla fine, in caso di delusione, butto poco. Alcuni li ho presi leggendo solo il retro perché stavano a 10 € da Unieuro (sono ancora sigillati) 😆
      OK, Among the Sleep lo metto in lista, The Spectrum tra i forse.
      Just Cause ho provato solo la demo del secondo per PS3. Era molto frenetico, mi piaceva per quello. Mi paracadutavo di continuo ma non mi ci sono impegnato e quel periodo gli open world manco morto, a parte gli Assassin's Creed.

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    3. Io non spendo a prescindere più di 10 euro per gioco, ed è capitato rarissimamente di farlo, altrimenti 5 o meno..
      Peccato, ma c'è sempre tempo ;)

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