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martedì 28 febbraio 2023

I film del mese (Febbraio 2023)

Un documentario che più che spiegare sarebbe meglio vedere, come ho fatto io, quello su di un regista che ha cambiato il cinema non solo di genere, e che ha influenzato coloro che sono stati suoi coevi ma anche chi, venuto dopo, si è avvalso delle sue intuizioni e visioni per sviluppare la propria visione della settima arte. Parlo ovviamente (soprattutto per chi ha Sky ed ha potuto vederne anche la pubblicità) di Sergio Leone, che nel documentario giustamente sottotitolato "L'italiano che inventò (aggiungo io, con due capolavori epici entrati nella leggenda) l'America" ci viene raccontato con dovizia di particolari e con una intensità che non cede mai alla retorica celebrativa. Il cineasta (dalla carriera sfortunatamente breve ma particolarmente intensa) è raccontato nel film (un omaggio a più di trent'anni dalla sua dipartita) grazie alle testimonianze di chi ha avuto modo di conoscerlo (tra questi Ennio Morricone, altra leggenda, il loro è stato un perfetto sodalizio artistico) e di chi è stato profondamente ispirato da lui (tra questi non poteva che esserci Quentin Tarantino, il suo figlioccio, come da lui stesso riferito, cinematografico). Un film/documentario che offre quindi un ritratto inedito di un uomo visionario e profondamente colto, che ha vissuto e respirato il cinema sin dalla nascita e la cui idea di cinema continua ad essere centrale nella fruizione e nel dibattito cinematografico contemporaneo. Perciò se avete possibilità non perdetevi l'occasione unica e rara di conoscere un gigante del cinema, e di restarne (come con i suoi film) ammaliato. Detto ciò, ecco le mie prime visioni di questo mese.

C'mon C'mon (Dramma 2021) - Un'America in bianco e nero dalla parte dei bambini, che sono invitati ad esprimere le proprie aspettative sul futuro. Intento lodevole quello di Mike Mills, che utilizza le interviste ai ragazzi come cornice per raccontare l'intenso rapporto che si instaura tra lo zio Johnny, il sempre intenso Joaquin Phoenix, e il piccolo Jessie, bambino sveglio, un po' petulante e viziato ma perfettamente in grado di capire la situazione. Il topos dell'introspezione on the road, inoltre, offre un sentito ed aggiornatissimo ritratto dell'America contemporanea e multiculturale. Qualche pretesa autoriale di troppo, ma lo stile è efficace ed originale, l'approccio delicato, la fotografia elegante. Un po' penalizzato da alcuni dialoghi che appaiono eccessivamente prolissi ed artefatti, ma nel complesso riuscito nella sua ragguardevole riflessiva autenticità. A conti fatti un buonissimo e bel piccolo film ingiustamente snobbato. Voto: 7

Il ritratto del duca (Biografico/Dramma/Storico/Commedia 2020) - Una commedia garbata e brillante, tratta da una (incredibile) vicenda realmente accaduta, dal "gusto" tipicamente britannico. Estremamente piacevole, divertente ma con un sottofondo amaro. L'idealismo del suo protagonista, molto attivo a livello politico con svariate ed a volte stravaganti rivendicazioni sociali. Un individuo che per il bene comune rischia molto a scapito di una situazione familiare caotica e conflittuale. I dialoghi sono la cosa migliore del film, in aula di tribunale si realizzano probabilmente i momenti migliori. La regia di Roger Michell (che ha diretto nel 2017 Rachel Weisz in Rachel), come è giusto che sia, non è mai troppo invadente. Ma dopotutto, con un cast del genere è difficile sbagliare film. Jim Broadbent e la Helen Mirren furoreggiano nei loro duetti, ma anche il cast di "supporto" è pienamente all'altezza. Un consigliabile, rasserenante filmetto. Voto: 6+
The Outfit (Thriller/Dramma 2022) - Una storia intricata di chiara matrice teatrale che si svolge in un unico ambiente, con i ritmi e la preponderanza dei dialoghi propri del genere. Un sarto, anzi un tagliatore, dimesso e quasi servile, fa da ago della bilancia per una vicenda di gang contrapposte che trovano nel laboratorio di sartoria un punto di appoggio per i loro traffici. Apparentemente discorsivo e dall'aplomb elegante, è contrappuntato da inaspettati e continui colpi di scena che il debuttante regista Graham Moore sa ben distribuire senza rinunciare alla giusta dose di violenza propria dei gangster movie. Qualche piccola forzatura non inficia sulla riuscita generale, va anche dato atto che non era facile dare un buon ritmo ad un film girato solo in un unico ambiente e con pochi attori, attori di grande valore peraltro, su tutti Mark Rylance. Certo, stringe più di un occhio ad opere già viste, in particolare "tarantiniane", ma si lascia ben guardare. Voto: 6,5

Tra due mondi (Dramma 2021) - Il mondo invisibile delle donne delle pulizie. Film di carattere sociale che non cerca di fare esplicita denuncia ed assomiglia al cinema di Ken Loach. Il tema del precariato è visto infatti come un'indagine (da cui la sorpresa sul vero lavoro della protagonista) e sottolinea l'empatia e il senso di solidarietà tra colleghi. Emmanuel Carrère torna difatti a dirigere un film dopo anni e lo fa raccontando una storia-inchiesta tratta da un'opera di Florence Aubenas. Il pregio è ovviamente quello di riuscire a far emergere l'impossibilità di colmare il vuoto tra due mondi diametralmente opposti che finiscono solo per sfiorarsi, ma per il resto addosso non ti resta, e il film qualche difetto ha, compreso lieve melodramma conclusivo abbastanza scontato nella sua dinamica. La Juliette Binoche ha comunque un paio di discreti momenti ed è credibile nel suo essere dimessa, e il film, di certo dal messaggio importante, considerazione merita. Voto: 6

Bardo, la cronaca falsa di alcune verità (Dramma/Commedia 2022) - Attraverso le incredibili, surreali vicissitudini di un documentarista messicano, si racconta la storia controversa del Messico e dei suoi rapporti con gli USA. Felliniano, ma riuscito pochino male. Stupisce che un regista come Alejandro González Iñárritu si sia fatto prendere da manie di grandezza scrivendo un film del genere, che dice tutto in maniera alquanto forzata e prevedibile. Non mancano le singole sequenze visionarie da grande cinema, tuttavia rischia di strafare con un'opera onirica e tortuosa troppo lunga e ingarbugliata, in cui alla verve immaginifica sfrenata non corrisponde una scrittura altrettanto perfetta e serrata. Apprezzabile, almeno, sotto il profilo tecnico (fotografia da Oscar, nomination ok). Voto: 5,5

La casa nella palude (Thriller/Horror 2021) - La suggestiva ambientazione in una casa tra i bayou della Louisiana fa da sfondo a una vicenda allegorica che vede una famiglia in crisi espiare le proprie colpe, assediata da una coppia di locali che non sono quello che sembrano. Sorta di Funny Games con connotazioni soprannaturali/voodoo, è un'intrigante vicenda che vive soprattutto delle prove di un cast ben scelto (su tutti Angela Sarafyan e Jacob Lofland, tra i volti più interessanti del cinema recente) e di alcune intuizioni riuscite, che mantengono alta l'attenzione col susseguirsi dei vari twist. Una chance la merita di sicuro, perché film discutibile (la svolta "esoterica" lascia un po' a desiderare, e la "spiegazione" finale mi è sembrata un po' buttata lì senza troppa convinzione, l'idea poteva essere sfruttata meglio), ma meno banale del previsto. Non è male tra i film "diversi" ma non impiegherò molto a scordarlo. Voto: 5,5
Leonora addio (Dramma 2022) - Non è tutto chiarissimo in questo primo lungometraggio scritto e diretto dal solo Paolo Taviani, e inevitabilmente dedicato alla memoria del fratello (e sodale artistico) Vittorio, da poco scomparso. Senz'altro l'età avanzata del regista e sceneggiatore, oramai nonagenario, ha contribuito all'idea di realizzare un film (d'Autore) così cupo, disperato e in preda alla fissazione della morte, tutto gira attorno ad essa, infatti, in Leonora addio, e alla figura di Luigi Pirandello. Lo scrittore siciliano firmò una novella quasi omonima, della quale qui non v'è traccia, ma anche Il chiodo, nei suoi ultimi giorni di vita: e proprio una trasposizione di quest'ultima per immagini costituisce la mezzora finale del film. Di un film seppur storicamente interessante, metaforicamente spassionato e grottescamente amaro (nonché tecnicamente di qualità), poco fruibile ai più (poiché scollegato in alcuni punti), e di conseguenza tedioso a molti, di cui me stesso, che ha trovato inutilmente a dissolvere le proprie perplessità per un lavoro benché sentitamente autoriale e personale alquanto anonimo ed indeterminato. Voto: 5,5

Minions 2 - Come Gru diventa cattivissimo (Animazione/Avventura/Commedia 2022) - Arriva con molto ritardo (forse troppo?), visto il successo del primo film, il secondo capitolo dei "Minions", in cui si va alle origini per spiegare come Gru sia diventato cattivissimo, quest'ultimo in realtà più tenero e solidale di un missionario, quantomeno con certi suoi pari. In questo senso il gioco formativo è studiato per suggerire alle nuove generazioni collettivo ed altruismo oltre i difetti e/o le scelte sbagliate, e va bene così. Ma in verità la storia, semplice e per certi versi prevedibile, è una "scusa" per dare ampio spazio ai divertentissimi, pasticcioni e irresistibili esserini gialli, che in effetti fanno quasi tutto il lavoro comico (ma era inevitabile). Tuttavia tutto molto infantile (nella sceneggiatura e il resto), graficamente ineccepibile sì, però non basta (rispetto al precedente un bel passo indietro). C'è comunque da sottolineare che nuovi personaggi come l'agopunturista maestra di kung fu e il capo dei sei cattivi non sono male, come non male è il prodotto in sé, meritevole di una simpatica occhiata. Voto: 6

Alla vita (Dramma 2022) - Un tema poco affrontato al cinema, un'impronta delicata e dignitosa. La regia poteva però osare di più. E' infatti una riflessione su religione e ortodossia, ma raccontata in modo più sfumato rispetto a prodotti come Unorthodox. Dignità, delicatezza e decoro sono i contrassegni emotivi di un dramma intimo che non cerca vie e soluzioni solo superficialmente d'effetto. Un sorprendente Riccardo Scamarcio e la buona Lou de Laâge mostrano di trovarsi a loro agio nei toni trattenuti di Alla Vita. Il film accompagna il loro tentativo con una buona scrittura e una dignità d'approccio veramente apprezzabili. Peccato solo che la messa in scena, nella sua lodevole sobrietà, manchi di quel guizzo di freschezza e di originalità, in nessun modo ruffiana o urlata, che avrebbe permesso a questo incoraggiante esordio (dell'attore Stéphane Freiss) di raggiungere picchi davvero notevoli. Tutto ambientato in una tenuta agricola arsa dal sole (nella soleggiata Puglia), Alla vita è un dramma di sostanza, rigoroso malgrado l'assenza di grossi guizzi di regia. Voto: 6+
Firestarter (Horror/Sci-fi 2022) - Carino, si lascia seguire, ma appassiona poco, coinvolge meno, e ancora un poco delude. Il paragone con il primo adattamento cinematografico del 1984 è inevitabile ma quest'ultimo grazie anche ad un buon cast riusciva in parte a salvarsi, seppur in calcio d'angolo. Se ridondante era Fenomeni paranormali incontrollabili, scarno è questo Firestarter, al punto che rispetto all'originale il testo viene (mal) asciugato e corretto. La delusione vera è il finale dove non c'è una vera catarsi. Se nel 1984 era proprio il finale pirotecnico a salvare parzialmente il film, in questo caso c'è pochissima catarsi. Non nascondo una certa delusione perché c'erano margini di miglioramento proprio perché il film del 1984 non era eccezionale, ma invece di essere migliore sembra più un banale filmetto per la tv. A conti fatti non così interessante e/o coinvolgente da meritare la benché minima sufficienza. Voto: 5

RRR (Azione/Dramma 2022) - Sorprendente esempio di quanto la commistione di generi (per come destabilizzante e fuori contesto appaia almeno in un primo tempo) possa rivelarsi invece innovativa e riuscita. Celebrazione a tutto tondo della civiltà indiana, fatta da agguerriti eroi (in questo caso due), scontri senza esclusione di colpi (spettacolarizzati per ragioni cinematografiche), ma anche momenti di puro divertimento (vedasi le scene di ballo volutamente da videoclip). Antico e moderno si avviluppano grazie a uno stile registico meritevole di plauso capace di intrattenere e stupire per ore. Possiede un ottimo ritmo anche se l'affastellarsi di flashback a due terzi del film mette un'enorme parentesi al racconto. Avrò visto 5 o 6 film di Bollywood più o meno riusciti, ma questo il più strano ed ultra kitsch, ma esageratamente divertente. Un film, distribuito da Netflix, candidato ad un Oscar 2023 per la canzone, deliziosamente particolareggiante. Voto: 7

Chaos Walking (Sci-fi/Avventura 2021) - Mah insomma, speravo in qualcosa di meglio anche se non mi è del tutto dispiaciuto. Da bocciare di sicuro le scene concitate in cui non si capisce quasi niente. Trama se non altro con un po' di originalità anche se non nello sviluppo in cui risulta tutto molto prevedibile sin dall'inizio e scontato per come si evolve compreso il finale. Una visione alquanto leggera e divertente a tratti, ma sempre con una sensazione di fondo che gli manchi qualcosa. Tecnicamente nella media, recitazione così così. Diciamo che non mi sorprende che il film sia passato un po' inosservato. Brutto no, insipido più che altro. Gradevole all'esterno ma con poca sostanza, ecco. Di sicuro nulla di imperdibile. Doug Liman stavolta, dopo buonissime prove, un po' delude. Voto: 5+

Il mostro dei mari (Animazione/Avventura/Fantastico 2022) - Gradevole film prodotto da Netflix e diretto da un artista proveniente dalla Disney (è uno dei registi di Oceania). Sebbene i "riferimenti" si sprechino (il più immediato è alla serie di Dragon Trainer), nell'insieme si tratta di un buon prodotto che coniuga azione, sentimenti e umorismo, oltre a veicolare in modo non pedante messaggi positivi di tipo ecologico e (cosa forse inaspettata) sulla propaganda veicolata dai regimi. La storia in effetti non mostra nulla di nuovo con il solito ribaltamento dei suoi personaggi dove i buoni diventano cattivi e dove i mostri non sono poi così cattivi, ma il buon ritmo non permette cali d'attenzione e si lascia guardare fino alla fine con un certo ottimismo e simpatia. Molto riuscita l'animazione, rivedibile invece il doppiaggio italiano. Non immune da banalità e forzature, comunque piacevole prodotto, semplice ma efficace, non da buttare (nomination ci sta). Voto: 6+
L'ombra del giorno (Romantico/Dramma 2022) - Garbato dramma sentimentale ambientato ad Ascoli Piceno alle soglie della Seconda guerra mondiale. Una vicenda coinvolgente, dalla buona resa drammatica. La caratterizzazione storica è semplice, pochi tocchi qua e là, in superficie, ma corretta. La storia è sobria ed "educata": presenta qualche ingenuità di troppo (specie nella parte finale) ma non sbraca e non eccede mai in sentimentalismi e patetismi. Va bene che il tema è piuttosto abusato nel panorama cinematografico, ma questo, è un film sincero, sentimentalmente sussurrato, incentrato più sull'evoluzione (non semplice) del protagonista. Nonostante le due ore piene, le lungaggini quasi non ci sono (bravo in questo il regista Giuseppe Piccioni). Il cast fa la sua parte, compreso uno Riccardo Scamarcio quasi sempre ingrugnito, come suo solito. Lino Musella meriterebbe ormai ruoli diversi e di maggior peso. Benedetta Porcaroli si mostra matura e attenta. Nel complesso un'opera (dalla efficace colonna sonora) di buon livello che scorre in maniera valida. Voto: 6,5

Free Solo (Documentario 2018) - Buonissimo documentario su un'impresa che ha dell'incredibile. Un documentario da manuale: riesce ad alternare in modo perfettamente calibrato interviste, scene di vita personale ed avventura. Un documentario che mostra tutto il percorso di preparazione effettuato da Alex Honnold per raggiungere la folle impresa di scalare (senza alcun tipo di protezione) El Capitan, inquietante montagna sita nel parco di Yosemite. Le spiegazioni tecniche sono argomentate con facilità (la comprensione è immediata anche per il più inesperto dei neofiti) e l'empatia sorge spontanea. Colpisce la meticolosità di ogni operazione in fase di studio e la scalata finale lascia spesso con il fiato sospeso. Il taglio di alcune inquadrature è magistrale, in alcuni passaggi si ha davvero l'impressione di stare accanto a lui, appeso ad una fune. Interessante è anche il rapporto che si instaura e muta con la troupe cinematografica che riprende l'impresa. Un'impresa, una pellicola, vincitrice dell'Oscar al miglior documentario nell'edizione del 2019, emozionante, spettacolare e riuscita. Voto: 7

Zoe (Sci-fi/Romantico 2018) - Drake Doremus dopo Equals si conferma amante del puro romanticismo, inscenando un melodramma delicato ed appassionato ma che si prende (purtroppo?) i soliti tempi rarefatti e dilatati, ed il mondo di Orfeo è sempre vicino. Egli che lavora su una cinematografia che, davvero, attrae o respinge come una calamita. Era successo con Equals (che comunque non mi era dispiaciuto ed era pochino migliore) dove in un futuro distopico immergeva un melodramma dai tempi così dilatati da far succedere qualcosa dopo molto tempo. In Zoe il melodramma si ripete, ed i tempi dilatati pure. Se lo spettatore non si assopisce sulle soavi musiche (affascinanti ma il sonno sta in agguato) riuscirà poi a vivere una storia d'amore delicata e sofferta, appassionata e che pone le radici in profondità in una società molto più vicina a noi di quanto il film voglia rappresentare. Doremus, attento lettore di amori impossibili e torturati pone solo nel finale gli spunti di approfondimento più interessanti, vi sono film sicuramente con un piglio di ritmo più trascinante, ma per gli appassionati ci sta. Voto: 5,5

14 commenti:

  1. RRR ha conquistato anche me, tanto che dopo mi sono vista anche altri film indiani (Bollywood, Tollywood eccetera) del genere ma non ne ho trovato nessuno altrettanto bello tranne forse Singham. Nonostante la durata comunque RRR è proprio godibile, pollice in alto!

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    1. Dovrei anch'io esplorare un po', ma sono rimasto così contento con RRR che forse è meglio non rischiare ;)

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  2. Mi intriga The outfit, Il mostro dei mari l'ho trovato davvero molto carino, anche se con un Abatantuono pessimo in doppiaggio.. ;)

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    1. Non l'ho notato solo io allora il doppiaggio...bene, anzi, male per il risultato...
      Ti credo, dopotutto adori i film con una sola location ;)

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    2. Interessante questo tuo assunto di "una sola location". L'ambientazione teatrale, statica spesso mi affascina, anche se I duellanti, mio film feticcio, smentirebbe.. ;)

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    3. Eh sì, le classiche eccezioni che confermano la regola.. ;)

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    4. Appena visto te lo butto là: Luce su Netflix.

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    5. Insomma...non che mi attiri particolarmente, ma nella lista potrebbe comunque finirci, anche se non è detto che poi lo veda sicuro, però grazie del suggerimento ;)

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  3. Non ne ho visto nessuno di questi, non sapevo nemmeno avessero fatto un remake di Firstarter.
    Di recente però ho visto un film di qualche anno fa che mi era completamente sfuggito: Il Tredicesimo Piano. Se non l'hai mai visto, segnatelo, era abbastanza sorprendente.

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    1. Purtroppo l'hanno fatto e nemmeno è venuto bene, nonostante fosse possibile migliorarlo..
      Nemmeno mai sentito, ma vedendo la base e leggendo la trama così tanto originale non è...grazie comunque del consiglio.

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  4. Ho visto solo i Minions e Firestarter, che meritano appena la sufficienza, e Il mostro dei mari, carino ma troppo debitore di Dragon Trainer per essere veramente originale e meritarsi addirittura una candidatura all'Oscar. Vorrei tanto vedere RRR (ad avere tempo, cioè mai) e The Outfit!

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    1. Alcune candidature ogni anno paiono un po' forzate infatti, ma di questi qualcuno godibile fortunatamente appunto c'è...

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  5. Se mi capita lo guardo il documentario su Leone 👍
    I film non li conosco e non penso li vedrò, a parte La Casa nella Palude per volere della signora. Ma fino a che non lo scopre da sola, non glielo suggerisco che abbiamo già 200 film nelle liste delle piattaforme streaming. Firestarter poteva interessarmi ma dalle tue parole mi conviene recuperare il primo adattamento!

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    1. Ti deve piacere King, ma gli anni '80 in effetti sono sempre una garanzia, quindi sì è meglio ;)

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