Pagine

▼

mercoledì 28 ottobre 2026

I film del mese (Ottobre 2026)

Ecco la lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Lo speciale cinematografico del mese è incentrato su Halloween, con sei film a tema horror.

Operazione vendetta (Azione/Thriller 2025) - Thriller di vendetta che inserisce un protagonista atipico dentro una struttura molto classica: un analista della CIA, goffo con le armi e lontano dall'azione, decide di farsi giustizia per la morte della moglie. La forza del film sta proprio in questa inadeguatezza, che ricorda I tre giorni del Condor: niente inseguimenti spettacolari, niente killer infallibile, ma un uomo comune che usa le sue competenze tecniche per costruire un piano meticoloso. La trasformazione del personaggio è credibile, sostenuta da una sceneggiatura solida e da un Rami Malek efficace nel rendere fragilità, ossessione e dolore. I comprimari funzionano, le scene d'azione sono poche ma ben gestite, e la tensione rimane costante nonostante qualche lungaggine. Regia efficace del James Hawes di One Life. Un thriller convenzionale nell'impianto, ma reso interessante dal suo protagonista "dilettante" e dalla dimensione emotiva che guida la vendetta. Buono nel complesso. Voto: 6

Michael (Biografico/Dramma 2026) - Un biopic piacevole ma prudente: racconta l'ascesa artistica, il rapporto duro col padre e la nascita dell'icona pop, fermandosi strategicamente prima delle zone d'ombra. Funziona quando mostra il talento sul palco, la costruzione dei Jackson 5, l'esplosione di "Thriller" e l'arrivo di "Bad" come gesto di emancipazione. Jaafar Jackson è sorprendente per presenza e movenze, mentre la regia di Antoine Fuqua (la trilogia The Equalizer ma non solo) privilegia spettacolo e nostalgia più che introspezione. Molti aspetti personali restano accennati, alcune figure familiari vengono eliminate e la narrazione procede a salti, fino a un finale quasi da videoclip. Biopic parziale, agiografico e pensato per il grande pubblico, ma godibile e trascinato dalle musiche, soprattutto per chi conosce poco Michael Jackson. Voto: 6,5

Le aquile della repubblica (Dramma/Thriller 2025) - Thriller politico che segue il divo più famoso d'Egitto, costretto a interpretare al‑Sisi e trasformato in una pedina dentro uno scontro di potere. Il protagonista resta passivo, svuotato, oscillando tra opportunismo e smarrimento, incertezza che indebolisce il film. Tarik Saleh alterna grottesco e dramma senza trovare un equilibrio pieno, inserendo anche parentesi superflue che appesantiscono la durata. Fares Fares è solido, la regia funziona e la denuncia del regime è interessante, ma la narrazione manca di originalità e di guizzi. Risultato: opera politicamente stimolante, ma irregolare e non del tutto convincente. Voto: 6

Il dio dell'amore (Romantico/Commedia 2026) - Commedia corale elegante, costruita su più fili sentimentali che si intrecciano attorno alla figura‑narratore di Ovidio (un mirabile Francesco Colella). Il ritmo resta fluido e la regia (di Francesco Lagi) accompagna bene i passaggi da un personaggio all'altro, anche se alcune storie risultano più deboli o finiscono per scomparire. L'insieme è frammentato: ogni segmento ha spessore e momenti emotivi riusciti, ma il mosaico fatica a comporsi in un disegno pienamente coerente. Qualche passaggio psicologico appare costruito, alcune interpretazioni funzionano più di altre (bene Borello, sotto tono Marchioni, Ragonese, Cimatti e Ferrara trio di donne belle e brave), e la durata si sente. Nonostante limiti e disomogeneità, rimane una visione piacevole, delicata e sufficientemente coinvolgente. Voto: 6

Hamnet - Nel nome del figlio (Biografico/Dramma 2025) - Un film che scava nel lutto con una sincerità rara, seguendo Agnes e William Shakespeare mentre cercano di sopravvivere all'assenza del figlio. Chloé Zhao (al suo miglior film dopo il solo sufficiente Eternals) costruisce un racconto fatto di silenzi, natura, gesti minimi: un dolore che non esplode, ma si deposita, cresce, cambia forma. L'atmosfera domina, a volte a scapito della compattezza narrativa, ma la forza visiva e la sensibilità emotiva compensano ogni sfilacciatura. La regista lavora magistralmente sulla distanza tra i personaggi, sui campi lunghi che li separano e sui primi piani che, nel finale, li ricongiungono attraverso il teatro. La catarsi al Globe è un momento di cinema potentissimo: il dramma privato che diventa arte, memoria, consolazione. Jessie Buckley è straordinaria, Paul Mescal una presenza solida e misurata. Un'opera intima, poetica, che resta addosso e continua a vibrare anche dopo i titoli di coda. Voto: 7+

The Punisher: One Last Kill (Azione 2026) - Frank Castle torna in azione in uno special crudo e compatto, dove i suoi fantasmi personali si intrecciano con la vendetta di mamma Gnucci, mafiosa decisa a eliminarlo dopo il massacro della sua famiglia. La taglia sulla sua testa riaccende la furia del Punitore e dà il via a una sequenza di violenze estreme, troppe per Disney. Jon Bernthal offre un ritratto più dolente e disperato del personaggio, sostenuto da un ritmo serrato e da effetti splatter che non risparmiano nulla. La storia è semplice, poco originale e con qualche scelta estetica discutibile, ma funziona come pretesto per riportare Castle nel suo elemento: un antieroe armato fino ai denti, immerso in un mondo sporco e brutale. Un mediometraggio efficace, duro, non privo di limiti, ma capace di regalare un Punitore intenso e tormentato. Voto: 6

Song Sung Blue - Una melodia d'amore (Biografico/Dramma 2025) - Un biopic caloroso e romanzato sul duo Lightning & Thunder, tribute band di Neil Diamond. Il film alterna passione musicale e melodramma, con qualche libertà narrativa ma un cuore autentico. Hugh Jackman e Kate Hudson reggono tutto: affiatati, convincenti, vocalmente solidi. La storia scorre bene nonostante la durata, scalda il cuore, introduce belle canzoni e mantiene un ritmo piacevole. Non privo di cliché, ma sincero, energico e interpretato con grande generosità. E dunque, dopo la modesta prova registica con il pessimo Il principe cerca figlio, il meritato riscatto di Craig Brewer. Voto: 6,5

Predator: Badlands (Sci-fi 2025) - Il nuovo Predator di Dan Trachtenberg (dopo quello animato sorprendentemente riuscito di Killer dei Killer) imbocca senza esitazioni la strada del fantasy‑adventure, trasformando lo Yautja in un giovane antieroe: Dek, reietto in cerca di riscatto sul pianeta Genna, affiancato da un'androide e da una creatura locale. È un'impostazione più leggera, quasi da buddy‑movie, lontana dal tono brutale della saga classica e pensata per un pubblico più ampio. Gli effetti funzionano, il ritmo è costante e Elle Fanning sorprende nel doppio ruolo delle androidi Thia e Tessa. La storia resta prevedibile e poco in linea con l'eredità del franchise, ma l'insieme scorre bene e risulta nel complesso divertente. Memorabile la sequenza in cui le gambe di Thia si rianimano da sole e combattono mentre cercano il resto del corpo. Voto: 6

2 cuori e 2 capanne (Romantico/Commedia 2026) - Una commedia che parte bene, giocando con l'idea della "non‑coppia" e con il contrasto tra mondi opposti, sostenuta dalla buona intesa tra Edoardo Leo e Claudia Pandolfi, capaci di dare ritmo, ironia e un minimo di profondità ai loro duetti. La prima parte è fresca e spontanea, poi il film si appesantisce: l'occupazione del liceo, i camei inutili, qualche scivolone woke e una serie di svolte narrative sopra le righe fanno perdere compattezza e naturalezza. Rimane comunque una storia piacevole, con qualche sorriso e qualche spunto, ma spesso superficiale e frenata da personaggi secondari troppo macchiettistici. Nel complesso funziona, pur senza evitare stereotipi e cadute di tono. Per Massimiliano Bruno regista è comunque un buon passo avanti dopo la pessima trilogia del Crimine. Voto: 5,5

Enola Holmes 3 (Avventura 2026) - Il terzo capitolo sposta l'azione a Malta e prova a rendere la saga più matura, ma perde parte della brillantezza dei capitoli precedenti. Il matrimonio di Enola salta quando Sherlock scompare, dando avvio a un'indagine più ampia ma meno avvincente. Il cambio di scenario funziona visivamente e Millie Bobby Brown resta il motore del film, sostenuta da un cast solido e da una regia più adulta (di Philip Barantini stavolta). Tuttavia il mistero è semplice, il ritmo cala dopo l'inizio e la componente deduttiva risulta attenuata. Gradevole, ben confezionato, ma meno frizzante: un sequel che intrattiene senza davvero rilanciare la saga. Voto: 5,5

Il diavolo veste Prada 2 (Commedia/Dramma 2026) - Un sequel che arriva più per dovere di mercato che per reale necessità, riprendendo vent'anni dopo personaggi e dinamiche ormai scolpite nell'immaginario. La storia aggiorna Il diavolo veste Prada ai temi contemporanei (crisi dell'editoria, passaggio al digitale, social, AI) e usa questo contesto per riunire Miranda e Andy in una nuova collaborazione. Il risultato è piacevole ma lontano dalla brillantezza del primo film: la prima parte è verbosa e poco incisiva, poi l'ingresso della Milano Fashion Week dà ritmo e colore, complice la sfilata di cameo e la confezione patinata. Meryl Streep appare più morbida, Anne Hathaway ripete gesti e corse già viste, Stanley Tucci e Emily Blunt restano solidi. Nel complesso scorre, intrattiene e gioca sull'effetto nostalgia, pur senza lasciare un segno duraturo. Voto: 6

The Mandalorian and Grogu (Avventura/Sci-fi 2026) - Il film di Jon Favreau dà esattamente la sensazione di un paio di episodi della serie montati insieme: scorre bene, è divertente, ha ritmo, ma resta "medio" e poco epico, senza incidere davvero sulla macro‑trama di Star Wars o sulla mitologia mandaloriana. La storia è semplice, lineare, con qualche momento da western spaziale e una bella varietà di creature (il serpente‑drago è la più riuscita), mentre gli Hutt aggiungono colore pur senza essere sfruttati fino in fondo. Gli effetti sono solidi, le ambientazioni ricche e Favreau dirige con competenza, preferendo spesso soluzioni pratiche al digitale più artificioso. Il protagonista rimane una figura simpatica più che carismatica, e alcuni comprimari (la Weaver) risultano un po' sprecati. Pur non raggiungendo la qualità della serie, il film resta accessibile anche a chi non conosce ogni dettaglio dell'universo di SW e funziona come divertissement avventuroso: piacevole, ben confezionato, ma lontano dall'essere memorabile. Voto: 6,5

HALLOWEEN MOVIE

Gli occhi del diavolo (Horror/Azione 2022) - Un film (diretto da Daniel Stamm, anche regista del ben più riuscito 13 Peccati) che si inserisce nel filone ormai inflazionato delle possessioni demoniache senza deviare troppo dal copione: esorcismi, contorsioni, Jumpscare e una protagonista tormentata che attira il maligno. La tensione regge per buona parte del film, ma l'ultima mezz'ora cede a un twist forzato e a una sovraccarica narrativa che smorza l'efficacia. L'idea della suora esorcista introduce una variazione curiosa, ma non basta a dare originalità a un impianto già visto. Ben confezionato ma ordinario, con qualche momento riuscito e una protagonista convincente, resta un prodotto che si guarda senza fatica e si dimentica altrettanto in fretta, affollando ulteriormente il reparto già saturo degli horror demoniaci. Voto: 5+

Fear Street: Prom Queen (Horror 2025) - Uno slasher teen che vive di déjà‑vu ma funziona: ritmo veloce, splatter abbondante, atmosfera '88 ricostruita con cura e una colonna sonora che trascina più della trama. Pur essendo uno spin‑off, resta slegato dalla trilogia originale: condivide solo Shadyside e un richiamo finale, mentre il resto è puro revival anni '80. La storia è derivativa, i dialoghi familiari, ma la regia mantiene una leggerezza piacevole e il finale offre qualche sorpresa. Il killer convince, il cast giovane fa il suo, e gli 80 minuti scorrono senza intoppi. Un film già visto cento volte, ma confezionato bene, nostalgico e perfetto per una serata senza impegno. Voto: 6

Superdeep (Sci-fi/Horror 2020) - Un fanta‑horror russo fortemente derivativo, che ripropone atmosfere claustrofobiche e dinamiche già viste mille volte. L'idea del pozzo di Kola è intrigante, ma la regia è altalenante, il ritmo spesso lento, la tensione non sempre efficace e gli effetti speciali, pur ambiziosi, risultano discontinui (il cast fa il minimo indispensabile). Non è da buttare: qualche scena funziona, l'impegno si percepisce e, senza aspettative, può risultare un intrattenimento discreto. Tuttavia resta confuso, troppo lungo e incapace di lasciare davvero il segno. Un prodotto che si guarda senza soffrire, ma che si dimentica altrettanto facilmente. Voto: 5,5

Il clown di Kettle Springs (Horror 2025) - Uno slasher che mescola ironia, tensioni sociali e tradizione del genere, ma senza particolare originalità. Riprende i codici classici (clown assassino, ambientazione rurale, inseguimenti, sangue e giovani in festa) con qualche spunto più "sociale" sulle fratture di una comunità isolata. Gli effetti splatter sono buoni, il ritmo costante. Pur richiamando i classici del genere, resta un prodotto dignitoso seppur derivativo: intrattiene, diverte quando affonda nello splatter, ma soffre una sceneggiatura debole e un senso di déjà‑vu costante. Finale in lieve controtendenza. In definitiva, piacevole per gli amanti del filone, ma senza spiccare. Voto: 6

Scream 7 (Horror 2026) - Il settimo è un capitolo stanco e disomogeneo, che alterna qualche buona idea all'ennesima riproposizione di schemi ormai logori. Il ritorno degli "storici" prova a riportare la saga alle origini, aggiornandola con AI, escape room e qualche spunto moderno, ma la sceneggiatura è debole, il whodunit poco convincente e il finale sfiora l'imbarazzo. Pur con ritmo sostenuto, qualche omicidio ben coreografato e momenti di nostalgia che funzionano, resta un film derivativo, spesso noioso e incapace di ritrovare il fascino dei capitoli migliori. La saga continua a vivere grazie al botteghino, ma creativamente sembra aver raschiato il fondo del barile. Voto: 5,5

Finché morte non ci separi 2 (Commedia/Horror 2026) - Il secondo capitolo spinge ancora più forte sul mix di violenza, splatter e black humor, risultando più frenetico e divertente del comunque già riuscitissimo primo. Il cast funziona (l'ingresso di Kathryn Newton perfetto), i personaggi sono folli al punto giusto e la storia riparte esattamente da dove si era fermata, trasformandosi in una nuova caccia al massacro piena di trovate assurde. L'atmosfera da "gioco al massacro" regge bene, gli effetti sono ottimi e Samara Weaving rimane una protagonista irresistibile, affiancata da cameo gustosi e da un Elijah Wood perfettamente in parte. Qualche cedimento nel finale, ma nel complesso è un sequel ipercinetico, autoironico e sanguinoso che intrattiene senza pause. Un divertimento puro che fa venire voglia di un terzo capitolo. Voto: 6,5

1 commento:

  1. Devo vedere a breve i due "finché morte non ci separi" e Predator Badlands, della tua lista ho visto solo Il clown di Kettle Spring. Non ricordo il voto che gli ho dato (purtroppo sono al lavoro ahah) ma è un film veramente brutto, che riprende un'idea già sviluppata meglio da altri (e che altri, non posso però fare spoiler).

    RispondiElimina