martedì 8 settembre 2020

[Games] Frictional Games (Penumbra Saga & Soma)

In cerca d'avventure grafiche o cose simili, mi sono imbattuto mesi fa in Soma, un survival horror a tema fantascientifico. Un gioco neanche a farlo apposta prodotto e sviluppato dalla Frictional Games, la stessa di Amnesia, a cui giocai (entrambi i capitoli) l'anno scorso, che mi piacquero abbastanza, bello soprattutto The Dark Descent, e quindi di buona qualità, e perciò da comprare. Amnesia tuttavia ha sempre avuto un fratello maggiore, ossia Penumbra, trilogia horror composta da due giochi regolari e un'espansione, ma al tempo preferii non approfondire, però neanche a farlo apposta a disposizione con Soma (da Steam) c'era la possibilità (con pochi euro in più) di una collection completa di Penumbra, e così ne ho approfittato. Ma le coincidenze non sono finite qui, un nome e cognome accomuna Amnesia e Penumbra (e soprattutto i primi capitoli delle due saghe), e di conseguenza la società svedese produttrice, se si parla di giochi ispirati ai suoi racconti/romanzi infatti, non si può non pensare immediatamente alla Frictional Games, e colui è ovviamente H. P. Lovecraft, neanche a farlo apposta celebrato giorni fa (da me, con la recensione di Color Out of Space, adattamento del romanzo omonimo, e da molti altri) in occasione del 130° anniversario dalla sua nascita. Forte di queste coincidenze, divenute non più coincidenze alla terza volta, ho giocato a questi quattro titoli/giochi, ecco com'è andata.

Penumbra: Overture - Se Amnesia: The Dark Descent era, almeno in parte, ispirata al racconto L'estraneo (The outsider) di H. P. Lovecraft, al romanzo Lux Tenebras, sempre dello scrittore di Providence, è ispirato questo gioco, questo primo capitolo di una serie originariamente pensata come trilogia, divenuta poi duologia, anche se con un'espansione del secondo che idealmente la chiude, nonostante il terzo non continua la storia cominciata con Overture e proseguita con Black Plague. A proposito di storia, uno dei difetti è il fatto che, a parte che la suddetta è comunque basilare (un figlio a seguito di una lettera del padre scomparso misteriosamente si reca in Groenlandia per cercarlo e si ritrova intrappolato in una miniera abbandonata), costei nel primo capitolo è inconcludente. Infatti non si scopre quasi nulla di ciò che è successo nella miniera né tantomeno al padre di Philip (Howard), tuttavia si scoprono alcuni dettagli che andranno poi uniti con ciò che verrà scoperto nei due "titoli" successivi. Il gioco si concentra molto poco sulla storia, essa diventa più che altro un pretesto per cominciare il gioco, non un vero e proprio pilastro portante, che invece è costituito dal gameplay. Se da una parte è una cosa corretta in un survival horror, la cosa è forse fin troppo marcata in Overture e finisce per lasciarti il senso di incompiutezza in assenza (in quel momento) dei due sequel, cosa che non dovrebbe teoricamente succedere in un videogame. Quando la Frictional ha sviluppato Penumbra, comunque, era ancora parecchio inesperta ed è in qualche modo comprensibile un errore simile, che comunque non mina eccessivamente all'esperienza di gioco, nonostante la rende forse meno coinvolgente. Il gioco è vecchiotto (2007) e dal punto di vista tecnico questo si sente molto. Nonostante ciò, le atmosfere riescono ad essere parecchio ansiogene, in alcune circostanze, con ambienti bui e lugubri, dove l'unica cosa che ti accompagna è la musica inquietante e il ruggito dei cani rognosi che vogliono solo sbranarti senza motivo apparente. Questo quindi ci porterà a nasconderci in zone buie per eludere l'essere di passaggio, creando così tipici scenari di un gioco stealth. Nell'ambiente si può interagire con quasi tutti gli oggetti presenti, afferrandoli, lanciandoli, spostandoli. Inoltre, il gioco è incentrato su alcuni enigmi, quando più quando meno complessi, per certi versi divertenti e coinvolgenti, per altri snervanti e noiosi. Se a ciò di "sbagliato" ci aggiungiamo un livello di IA (dei nemici) non particolarmente elevato, ecco che i difetti si fanno sentire di più. I punti di debolezza di Penumbra: Overture, dovuti probabilmente all'età, non impediscono comunque di godere delle atmosfere di paura tipiche della Frictional, che rendono il gioco una perla da possedere assolutamente se si è fanatici dell'horror, senza però aspettarsi il survival definitivo. Voto: 6,5

Penumbra: Black Plague - E' il 2008, ed ecco uscire il secondo capitolo di Penumbra, un capitolo anche migliore del precedente. Il gioco infatti, che riprende da dove si era concluso Overture (proponendo tuttavia una conclusione alla storia), che prosegue con dinamiche e modalità simili (proponendo tuttavia avversari più temibili ed enigmi meno altalenanti), sale di spessore. La sceneggiatura difatti, come tutte le altre componenti del gioco, viene portata ad un nuovo livello. Ci si dimentica di quella storia inesistente e di quei personaggi di poco spessore che caratterizzavano Overture, questa volta ci si addentra in qualcosa di molto più complesso di quanto visto prima e di quanto si vedrà poi con Amnesia. Non solo la trama (che si permette anche di avere, che piaccia o meno, un certo pungente sarcasmo dato da un personaggio nel gioco) si fa più oscura, più imponente, se si vuole, dando al giocatore una missione molto più grande delle aspettative, ma anche la presenza di vari personaggi di contorno, di dialoghi doppiati e veri e propri combattimenti contro gli infetti, rende il gioco molto interessante. Il gioco infatti, non è un semplice horror dove bisogna scappare e tutto il resto, è un monumento, un grande e imponente monumento all'umanità, un simbolo che vuole dimostrare come l'umanità può essere grande, con l'impegno. E questo ovviamente grazie alla sceneggiatura (dalle molte "influenze"), che decisamente coinvolge e convince, e che non a caso ricevette una nomination per il Premio Writers' Guild of Great Britain come Miglior Sceneggiatura per un Videogioco (ecco difatti influenze dai Miti di Cthulhu di H. P. Lovecraft, nei mostri e nello stile narrativo, con anche un omaggio dato dalla presenza in Biblioteca di una copia del Necronomicon). Sul comparto tecnico c'è poco da dire, anche se l'età si fa anche qui sentire (seppur in modo meno marcato del precedente). Il design dei pochi umani che si trovano, così come quello degli zombi, è davvero particolare e per quanto forse esageratamente macabro, riesce in qualche modo a colpire dritto nel segno. Gli ambienti restano come sempre lugubri e inquietanti, ma ci si apre anche a qualcosa di nuovo, di spettacolare, soprattutto vicini al finale del gioco (però meglio non entrare troppo nello specifico per evitare facili spoiler). Insomma, Penumbra: Black Plague (in cui ambientazione e trama appaiono simili anche a quelle del film La Cosa di John Carpenter) è un gioco niente male, ben fatto e degno successore del primo. Voto: 7
Penumbra: Requiem - A distanza di pochi mesi dall'uscita del secondo capitolo ecco che un po' a sorpresa ne arriva un altro, ma è un capitolo decisamente atipico, anzi, non è neanche un capitolo, ma un'espansione, e di Black Plague. Requiem però, che inizia esattamente dove il secondo capitolo si conclude, che fa da vero finale della serie, diversamente dagli altri sposta il suo centro, l'attenzione è rivolta difatti quasi esclusivamente alla risoluzione di enigmi, non sono infatti presenti nemici ed il personaggio guidato dal giocatore può essere ferito solamente da fattori ambientali del mondo di gioco. Sì, decisamente una cosa strana, come la storia di quest'espansione, che sostanzialmente chiude definitivamente la vicenda di Philip, ma è quasi un viaggio all'interno della sua stessa mente e memoria, in cui, guidato da una misteriosa voce, dovrà superare vari livelli e scenari in modo da fuggire da quello che sembra un tentativo di vendetta per aver inviato la mail che si ha avuto modo di leggere all'inizio di entrambi i giochi. Il gioco smette praticamente di essere un horror, ci sono pochi timidi e vani tentativi di spaventare almeno un po', ma l'assenza di nemici alla lunga ci fa abituare alla pace di quest'espansione, che pure mantiene le atmosfere lugubri della serie. La prima impressione che ho avuto iniziando Requiem è stata: "aspetta, non ricordavo di aver avviato Portal!". Ebbene sì, Penumbra: Requiem è praticamente la versione Frictional di Portal, con enigmi in perfetto stile platform, interamente basati sulla fisica e sull'interazione con l'ambiente circostante, come posizionare scatole e quant'altro, ma con le atmosfere inquietanti dei giochi della Frictional Games. Insomma, un qualcosa di interessante ma per niente eccezionale (soprattutto in confronto al bellissimo gioco della Valve), però considerato che viene venduto (e lo si trova) insieme a Black Plague non è di certo qualcosa da sciogliere nell'acido o dare in pasto agli zombi, ma diciamo che è un gioco davvero strano, un gioco in cui non c'è niente di innovativo, grafica e sonoro sono ripescati dai precedenti capitoli della serie, dove la longevità ovviamente dipende dalle capacità del giocatore nel risolvere i rompicapi, però un gioco che, chiude in bellezza la saga, con ben due differenti finali, che impegna le giornate e che si fa comunque ben volere, ma non troppo. Voto: 5,5

Soma - Parlare di un titolo come Soma (survival horror a tema fantascientifico pubblicato nel 2015) non è facile, considerando che la trama del gioco è molto importante e che ogni descrizione rischierebbe di essere uno spoiler ben poco amato. Sicuramente ci si ritrova di fronte ad un'altra grande produzione dei ragazzi di Frictional Games, che riescono a creare molta tensione mentre si gioca, di certo nulla di spaventoso o da far considerare horror il titolo, ma sicuramente la paura la si prova. Ecco infatti una trama degna della migliore letteratura fantascientifica del novecento e un versante tecnico davvero notevole nonostante l'esigua quantità di risorse proprie di una produzione indie. Purtroppo il livello di sfida è eccessivamente basso e il gameplay piuttosto ripetitivo (come per le precedenti produzioni Frictional, la soluzione per i nostri problemi sarà semplicemente una, non farci individuare), ma se si compie uno sforzo nel soprassedere su tali magagne e ci si lascia trasportare dal solidissimo impianto narrativo, Soma permette all'utente di vivere una delle esperienze più adulte e profonde che il mondo dei videogiochi ricordi. Il gioco è ambientato all'interno di una stazione di ricerca subacquea, dove (naturalmente) abbiamo un'intelligenza artificiale impazzita, WAU, chiaramente ispirata ad Hal 9000, i cui luoghi opprimenti perfettamente gestiti ricalcano quelli già assaporati con Dead Space, i cui scopi oltre ai luoghi anche qui (fari di speranza per l'umanità che purtroppo continua ad autodistruggersi), ci riportano ai fasti del primo Bioshock. Ora, non che sia al livello di quei due capolavori, ma Soma tiene botta, coinvolge e convince più che discretamente, anche perché Soma è ben più di un gioco il cui scopo è divertirsi, ma si prefigge il compito di farci pensare e riflettere lungo l'avventura (il gioco infatti non si ferma al semplice racconto di una storia ma ruota attorno a due concetti fondamentali: la consapevolezza e la coscienza, e ci riporta così alle importanti domande di Ghost in the shell), compito arduo che non tutti i titoli riescono a raggiungere efficacemente, ma in questo il titolo di Frictional Games ci riesce, creando un vero e proprio percorso anche per il nostro io. Soma non può però vivere solo di una storia di alto livello, e deve dunque fare i conti con qualche incertezza e un paio di situazioni usate più come riempitivo per arrivare a un tempo di gioco che si attesta attorno alle dodici-tredici ore complessive. Si tratta comunque di problemi che tutto sommato non vanno ad intaccare il valore complessivo dell'opera, che si rivela un piccolo cult della fantascienza, capace di arricchire il medium di appartenenza, non ricchissimo di titoli in grado di trattare più che dignitosamente argomenti simili. Una piccola perla insomma, che deve essere assolutamente provata (sempre e comunque) dai fan del genere. Voto: 7+

9 commenti:

  1. Dannatamente intrigante la trama di SOMA, peccato che il gioco non sia all'altezza della stessa. Avrebbe dovuto essere più corto per rendere al meglio, secondo me. Gli altri ammetto di non conoscerli...

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    1. Non so saprei, quando durano poco il divertimento e tutto finisce troppo presto a volte, ed è un peccato.

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  2. Caspiterina quante cose che non conosco!
    Comunque grazie Pietro. Posso lasciarti solo un saluto. Abbraccio.

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    1. Già, Lovecraft ha ispirato tantissime cose, ma dopotutto è un pioniere della letteratura. Ciao ;)

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    2. Verissimo concordo con te. Ciao Pietro.

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  3. Penumbra, amnesia... sembrano giochi rumeni ahaha scherzo, ovviamente è solo un caso che queste parole esistano anche in rumeno :P
    Io comunque non gioco a questi giochi, a malapena c'è la faccio con questi stupidi giochini facebook di moda o cucina che apro ogni volta tanto...

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    1. L'ambientazione effettivamente pare un convento di lì, Dracula e la Transilvania :D
      Gioco anche a quelli, di Facebook intendo, non moda o cucina ;)

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  4. Interessanti questi giochi! Io me la faccio sotto con questo genere, però mi piace sempre almeno provarli. Di giorno. Con tanta luce nella stanza. Che se li provo di notte al buio non so se sopravvivo!

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