venerdì 29 maggio 2026

I film del mese (Maggio 2026)

Ecco la lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Lo speciale cinematografico del mese è incentrato sull'animazione giapponese, con la seconda parte della rassegna "Anime Japan".

Buen camino (Commedia 2025) - L'ultimo film di Luca Medici a distanza di anni da Tolo Tolo resta pienamente dentro il genere‑Zalone: un protagonista volutamente sgradevole, costruito su ignoranza, cafoneria ed egoismi nazional‑popolari, inserito in una storia leggera che punta dritta al sorriso. Il Cammino di Santiago offre una cornice visiva sorprendentemente curata, quasi in contrasto con la semplicità della trama, mentre l'umorismo alterna cliché familiari, battute politicamente scorrette e momenti di irriverenza che ricordano i suoi film più riusciti. Il rapporto padre‑figlia dà un minimo di struttura emotiva, anche se resta superficiale e subordinato al solito egocentrismo del personaggio. Si ride meno rispetto ai picchi del passato, ma alcune trovate funzionano ancora e la canzone finale è probabilmente il vero colpo di genio. Non il miglior Zalone, ma un intrattenimento solido, pensato per chi vuole novanta minuti di leggerezza e conferma che il suo modello comico continua a reggere. Voto: 6+

The Beautiful Game (Dramma/Sport 2024) - Un film sincero ma irrisolto: racconta con calore la Homeless World Cup e il valore delle seconde possibilità, sostenuto da un Bill Nighy credibile e misurato. Il messaggio sociale funziona e alcuni spunti (come le dinamiche di emarginazione "al contrario") aggiungono un tocco di originalità. Tuttavia la sceneggiatura resta prevedibile, lenta e spesso troppo indulgente, con dialoghi poco incisivi e sequenze calcistiche poco ispirate. Il buonismo affiora più volte, smorzando l'impatto emotivo, e l'auto‑doppiaggio della Golino risulta straniante. Anche il ritmo, soprattutto nella seconda metà, fatica a mantenere l'attenzione. È una visione positiva e accessibile, capace di emozionare a tratti, ma priva della profondità e dell'energia necessarie per distinguersi davvero nel genere. Voto: 6

The Electric State (Sci-fi/Commedia 2025) - Un blockbuster fantascientifico visivamente curato ma povero di personalità. L'estetica rétro anni '80‑'90 funziona, gli effetti speciali sono solidi e l'avventura scorre, ma la sceneggiatura procede per situazioni prevedibili e già viste. I villain risultano deboli, i personaggi poco incisivi e il tono, pensato per un pubblico molto giovane, smorza qualsiasi potenziale inquietudine del materiale originale di Simon Stålenhag. Il cast fa il possibile, ma Stanley Tucci e Giancarlo Esposito sono sprecati e Millie Bobby Brown non lascia il segno. Ne nasce un film che intrattiene a tratti, senza però trovare una vera identità. Voto: 5,5

Chupa (Avventura/Sci-fi 2023) - Un family movie dolce ma molto derivativo, che guarda apertamente a classici come E.T. senza riuscire a replicarne davvero (o minimamente) la magia. La trama procede su binari prevedibili e i rapporti familiari, pur potenzialmente interessanti, restano solo accennati. La CGI del cucciolo è modesta e toglie un po' di fascino alla creatura. Il villain è innocuo e non crea mai una vera minaccia. A funzionare davvero sono i momenti più teneri e l'ottima prova di Demián Bichir, che dà calore a un racconto altrimenti semplicissimo. Il messaggio sull'accettazione di sé e delle proprie origini è sincero e arriva con chiarezza. Il target è chiaramente molto giovane, e questo limita la profondità emotiva. Nel complesso: carino per bambini, ma trascurabile per chi cerca qualcosa di più solido o originale. Voto: 5

La vita va così (Biografico/Commedia 2025) - Il film parte da una storia vera potente, ma la trasforma in una commedia grottesca che finisce per diluire proprio ciò che avrebbe potuto renderla memorabile. Il messaggio c'è ed è chiaro, ma la sceneggiatura si perde tra toni surreali, personaggi ridotti a macchiette e una seconda parte meno incisiva. Riccardo Milani valorizza paesaggi e atmosfere, il cast funziona (con prove sorprendenti anche da attori solitamente comici, Virginia Raffaele su tutti) e il film scorre senza annoiare, ma resta l'impressione di un'occasione solo in parte sfruttata. Una commedia agrodolce piacevole, sincera, ma lontana dall'essere davvero incisiva. Voto: 6

Oi vita mia (Commedia 2025) - Film che segna (dopo il mediocre Come può uno scoglio) un passo avanti per Pio e Amedeo, qui al debutto alla regia, che scelgono di smussare la loro comicità più sguaiata per raccontare una storia di buoni sentimenti, convivenza forzata e fragilità umane. L'ambientazione nel Gargano dona respiro e calore, mentre la presenza di Lino Banfi (tenero, crepuscolare, sorprendentemente incisivo) aggiunge spessore emotivo al racconto. La commedia alterna leggerezza e malinconia con una maturità inedita per il duo, sostenuta da una regia semplice ma efficace e da una sceneggiatura che scorre bene, pur con qualche pausa e qualche battuta facile. Non è un film eclatante, ma intrattiene, diverte e, soprattutto nella seconda parte, trova una sensibilità sincera che lo distingue dalle loro prove precedenti. Voto: 6

War Machine (Azione/Sci-fi 2026) - Un fanta‑action che parte come war‑movie, attraversa un addestramento alla Full Metal Jacket e poi deraglia in un survival fantascientifico alla Predator. La storia è piena di cliché militari e personaggi poco sviluppati, ma il ritmo è solido e non lascia spazio alla noia. Le sequenze con il robottone sono ben realizzate e Hughes dirige con energia, sfruttando location suggestive e un'estetica anni '80 piacevole. Ritchson regge bene il ruolo, anche se attorno a lui c'è poco da ricordare. Derivativo e prevedibile, ma come intrattenimento muscolare funziona più del previsto. Un prodotto Netflix che non sorprende, ma che fa il suo dovere. Voto: 6

giovedì 28 maggio 2026

Le serie tv del mese (Maggio 2026)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

One Piece (2a stagione) - La seconda stagione di One Piece su Netflix conferma la solidità del progetto senza superare davvero l'impatto della prima. Ritrova lo stesso equilibrio tra fedeltà, ritmo e spirito d'avventura, ampliando il mondo narrativo con nuove isole, nuovi personaggi e una ciurma sempre più affiatata. Le dinamiche interne funzionano bene, le new entry sono convincenti e l'atmosfera resta quella di un viaggio genuino e divertente. Allo stesso tempo emergono limiti più evidenti: gli effetti speciali sono altalenanti, alcuni combattimenti risultano meno incisivi e certe scelte estetiche o di montaggio appaiono discutibili. L'abbondanza di cameo e anticipazioni, pensata per i fan, rischia di spezzare la coerenza e di rendere la stagione meno autonoma. Anche la compressione narrativa sacrifica alcuni personaggi e rende il racconto meno compatto rispetto alla prima stagione. Pur senza un vero salto di qualità, la serie mantiene intatto il suo fascino e prepara con cura la strada verso Alabasta. È un capitolo solido, piacevole e rispettoso dell’opera originale, che conferma la tenuta del live‑action senza replicare del tutto l'effetto sorpresa dell'esordio. Voto: 7,5

Glaskupan: La cupola di vetro (Miniserie) - Firmata da Camilla Läckberg, parte da un'idea forte e da un passato traumatico che dovrebbe dare profondità alla protagonista. L'autrice inserisce anche temi femministi e razziali, smontando l'immagine di una Svezia placida e impeccabile. Ma l'esecuzione non regge il peso delle ambizioni. Il racconto procede con personaggi poco definiti, interpretazioni corrette ma raramente memorabili e un'indagine costellata di ingenuità narrative. La tensione è intermittente, i depistaggi si riconoscono subito, il movente del rapitore convince poco e persino l'ambientazione nordica (solitamente un punto di forza) qui aggiunge meno atmosfera del previsto. Qualche merito c'è: l'impronta noir funziona, la protagonista Lejla è ben diretta e l'indagine psicologica sui traumi ha un suo spessore. Ma la trama resta prevedibile, priva di veri colpi di scena, e la protagonista finisce per apparire più ingenua che brillante, incrinando la credibilità dell'intero impianto. Chi ama il nordic noir potrebbe trovarvi qualche suggestione, ma chi si aspettava un thriller all'altezza del nome della Läckberg rischia di restare freddo quanto il paesaggio che lo circonda. Voto: 5

Big Sky (2a stagione) - La seconda stagione della serie televisiva thriller poliziesca statunitense creata da David E. Kelley resta nei binari della sufficienza, ma perde quel minimo di tensione che rendeva la prima stagione (pur banale) sorprendentemente appassionante. Qui la banalità rimane, mentre l'appassionante svanisce. La serie prova ad allargare il mondo narrativo con un intrigo più corale, un incidente sospetto e un carico di droga, ma finisce per disperdere il focus in troppe sottotrame e personaggi. Il ritmo c'è, i twist non mancano, e il cast fa il possibile per dare peso a una scrittura che spesso si rifugia nei cliché. Ma la gestione della lunga serialità mostra tutti i limiti della tv generalista: il ritorno forzato di volti noti, la formula semi‑antologica, la necessità di rilanciare continuamente senza una vera direzione. Si guarda senza fatica, certo, ma anche senza particolare coinvolgimento. Un thriller che intrattiene, non entusiasma, e che conferma come Big Sky sappia funzionare solo a metà. Voto: 6

mercoledì 27 maggio 2026

Videogiochi del mese di Maggio 2026: Trepang2 & Machinarium

Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games e Luna all'App EA, fino a Microsoft e Legacy Games. In casi eccezionali tuttavia, a scelta tra titoli preventivamente scaricati da siti esterni.

Trepang2 - Un FPS furioso, costruito attorno a un gunplay esplosivo che regge da solo l'intera esperienza. Le sparatorie sono rapide, brutali, sostenute da poteri come invisibilità e bullet time che trasformano ogni stanza in un massacro coreografato. Il feeling delle armi è sorprendente, fluido e potente, soprattutto considerando la natura indie del progetto. Il resto, però, non tiene il passo: la campagna è breve, le missioni si assomigliano tutte e il level design è povero di idee e varietà. La storia è minimale, quasi un pretesto per passare da uno scontro all'altro, e le mappe riciclano spesso gli stessi ambienti. Tecnicamente solido, ben ottimizzato e privo di grossi problemi, Trepang2 funziona quando si limita a ciò che sa fare: sparare, distruggere, travolgere. È un divertimento immediato, intenso, ma anche effimero. Un titolo che vive di adrenalina pura e poco altro, perfetto per chi vuole un'esperienza old‑school senza fronzoli. Voto: 6

Machinarium - Un punta‑e‑clicca dal fascino raro, un piccolo mondo steampunk disegnato interamente a mano che vive di silenzi, gesti e malinconia. Seguire Josef, robot fragile ma determinato, significa attraversare una città arrugginita piena di enigmi intelligenti, personaggi bizzarri e piccole storie raccontate senza una sola parola. Gli enigmi sono vari, ben costruiti e spesso impegnativi, sostenuti da un sistema di interazione che limita le azioni allo spazio attorno al protagonista, rendendo ogni soluzione più ragionata e meno casuale. A volte la logica è criptica, ma gli indizi e il sistema di aiuti evitano la frustrazione senza snaturare l'esperienza. La trama è semplice, quasi un pretesto, ma l'atmosfera è così curata da diventare il vero cuore del gioco: fondali dipinti a mano, animazioni delicate, una palette rugginosa coerente e una colonna sonora morbida che accompagna ogni passo. È un'avventura breve, lenta, contemplativa, che punta più sull'incanto visivo e sulla creatività degli enigmi che sul racconto. Un'esperienza piccola ma preziosa, perfetta per chi cerca un gioco che stimoli la mente e accarezzi l'immaginazione. Voto: 7+

martedì 26 maggio 2026

Le mie canzoni preferite (Maggio 2026) - Speciale Eurovision Song Contest

Nuova edizione del Festival musicale Europeo, e a vincere stavolta è un tormentone bulgaro. Decisione discutibile (seppur la canzone vincitrice senza quel fastidioso "Bangaranga" male non è affatto), ma anche se avesse vinto l'Italia lo sarebbe stata. La verità è che così variegato è il "minestrone" di stili e influenze (trovate in ogni caso QUI la lista video di tutte le 35 partecipanti al Contest di quest'anno) che distinguere il bello dal brutto è ardua impresa, ma una specie di classifica di preferenza personale ho potuto comunque stilare, ed eccola qui, che piaccia o meno.

Categoria "MEH" (Povere orecchie), dalla 35a alla 29a posizione: Grecia – Akylas, "Ferto"; Moldavia – Satoshi, "Viva, Moldova!"; Cipro – Antigoni, "JALLA"; Armenia – SIMÓN, "Paloma Rumba"; Albania – Alis, "Nân"; Serbia – LAVINA, "Kraj Mene"; Georgia – Bzikebi, "On Replay".

Categoria "BOH" (Amore e odio), dalla 28a alla 19a posizione: Montenegro – Tamara Živkovic, "Nova Zora"; Croazia – LELEK, "Andromeda"; Austria – COSMÓ, "Tanzschein"; Malta – AIDAN, "Bella"; Regno Unito – LOOK MUM NO COMPUTER, "Eins, Zwei, Drei"; Danimarca – Søren Torpegaard Lund, "Før Vi Går Hjem"; Portogallo – Bandidos do Cante, "Rosa"; Romania – Alexandra Capitanescu, "Choke Me"; Bulgaria – DARA, "Bangaranga"; Repubblica Ceca – Daniel Zizka, "CROSSROADS".

Categoria "MMH" (Che piacere), dalla 18a alla 7a posizione: Norvegia – JONAS LOVV, "YA YA YA"; Finlandia – Linda Lampenius x Pete Parkkonen, "Liekinheitin"; Lituania – Lion Ceccah, "Sólo Quiero Más"; Lettonia – Atvara, "Ena"; Svezia – FELICIA, "My System"; Polonia – ALICJA, "Pray"; Belgio – ESSYLA, "Dancing on the Ice"; San Marino – SENHIT, "Superstar"; Francia – Monroe, "Regarde!"; Germania – Sarah Engels, "Fire"; Italia – Sal Da Vinci, "Per Sempre Sì"; Svizzera – Veronica Fusaro, "Alice".

Categoria "WOW" (Che meraviglia), dalla 6a alla 1a posizione: 
JIVA, "Just Go": Dall'Azerbaijan una ballata che racconta di temi legati alla fine di una relazione, opera della vincitrice della terza edizione di The Voice of Azerbaijan.
LELÉKA, "Ridnym": Dall'Ucraina un brano che vuole essere sia lettera alla famiglia, che una preghiera laica sulla resilienza, opera di un gruppo musicale ucraino-tedesco.
Eva Marija, "Mother Nature": Dal Lussemburgo un brano che racconta il profondo legame tra l'essere umano e la natura, opera di una cantautrice e violinista lussemburghese di origini slovene.
Noam Bettan, "Michelle": Da Israele un cantautore israeliano multilingue, con una canzone che parla della necessità di liberarsi dalle ossessioni amorose.
Delta Goodrem, "Eclipse": Dall'Australia un brano che racconta l'amore raro e irripetibile come una eclissi, cantato da una delle più famose popstar australiane.
Vanilla Ninja, "Too Epic To Be True": Dall'Estonia una canzone che celebra l'intensità delle emozioni e la grandiosità dei momenti vissuti, suggerendo un'esperienza così straordinaria da sembrare quasi irreale o cinematografica, opera di una band rock estone tutta al femminile.

giovedì 30 aprile 2026

I film del mese (Aprile 2026)

Ecco la lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Lo speciale cinematografico del mese è incentrato nuovamente su Yasujirō Ozu, con altri quattro film della sua inedita filmografia.

Tre amiche (Romantico/Commedia 2024) - Una commedia sentimentale sottile e malinconica che segue Joan, Alice e Rebecca, tre quarantenni, mentre attraversano crisi, tradimenti e desideri repressi, con l'amicizia come unico punto saldo. La regia è elegante, i dialoghi brillanti e il cast femminile straordinario nel restituire sfumature emotive autentiche: momenti come l'addio tra Joan e Victor o il weekend dei tradimenti mostrano la capacità di Emmanuel Mouret di cogliere l'ambiguità dell'amore adulto. Il film, però, porta con sé anche i suoi limiti: rischia talvolta la verbosità tipica di certo cinema francese e non sempre trova quel guizzo capace di trasformare la sua finezza in qualcosa di davvero travolgente. I paragoni con Eric Rohmer e Woody Allen risultano ingombranti, e il ritmo non è sempre uniforme. Rimane comunque un racconto raffinato e sincero sulle scelte difficili, sugli errori necessari e sulla libertà di volersi bene davvero, anche quando significa rompere ciò che sembrava intoccabile. Voto: 6,5

Un semplice incidente (Dramma/Thriller 2025) - Un film dalla trama semplice che diventa complesso per il peso morale che porta con sé: un ex detenuto crede di aver riconosciuto il suo torturatore e, insieme ad altri reduci, si ritrova a decidere del destino di un uomo che potrebbe anche essere innocente. Jafar Panahi intreccia tensione, grottesco e umorismo nero in un racconto che cambia registro senza perdere coerenza, denunciando apertamente il regime iraniano e riflettendo sul fragile confine tra giustizia e vendetta. Girato clandestinamente (come Taxi Teheran), il film mostra le cicatrici della violenza più che la violenza stessa, e mette i personaggi davanti ad una scelta difficile. Ne nasce un'opera lineare ma stratificata, che colpisce per le domande etiche che solleva e trova nel finale aperto il suo momento più incisivo. Voto: 7+

Il quadro rubato (Dramma 2024) - Il film parte da una storia vera affascinante (il ritrovamento inatteso di un quadro di Egon Schiele in una casa operaia) e offre uno sguardo interessante sui meccanismi, spesso ambigui, del mercato dell'arte. La ricostruzione dei fatti è fedele e i personaggi, pur di finzione, sono delineati con efficacia. La realizzazione, però, è altalenante: la regia è poco incisiva, a tratti piatta, con momenti da telefilm più che da film, e alcune sottotrame risultano superflue. Il film si segue con piacere grazie alla cura per fotografia e ambientazioni, ma manca di slancio e originalità, attenuando anche la potenziale forza di denuncia. Ne resta un'opera dignitosa e non stupida, ma solo moderatamente coinvolgente, salvata soprattutto dall'interesse del soggetto e dal giovane operaio, l'unico personaggio davvero empatico. Voto: 5,5

Una pallottola spuntata (Commedia/Azione 2025) - Il film funziona più come un omaggio che come un vero reboot, e questo lo rende un po' straniante. Pur lontano dall'irriverenza dei classici con Leslie Nielsen, riesce comunque a strappare qualche risata e a recuperare parte dello spirito demenziale originale. Alcune gag sono riuscite, altre forzate o fuori tempo, e la regia resta piuttosto piatta. Liam Neeson, giocando con autoironia sulla sua immagine action, è una scelta efficace e Pamela Anderson gli fa da buona spalla. Il tono è più action che demenziale, con citazioni e momenti nonsense che richiamano la trilogia senza imitarla. Nel complesso è un prodotto di consumo onesto: non memorabile, non innovativo, ma piacevole se lo si guarda senza pretendere l'impossibile da un brand che appartiene a un'altra epoca. Voto: 5,5

Fuori (Dramma 2025) - Il film sembra voler raccontare la vita di Goliarda Sapienza (l'autrice de L'arte della gioia, divenuta recentemente miniserie con discreti risultati), ma alla fine resta il dubbio che il centro narrativo sia altrove, spostato sul rapporto tra la scrittrice e la detenuta interpretata da Matilda De Angelis. Chi non conosce la Sapienza rischia di rimanere disorientato, perché il biopic si dissolve in un racconto più piccolo, che lascia in mano poco più di un legame nato per caso. Mario Martone costruisce una buona alternanza tra presente e passato in carcere restituendo bene l'idea di donne sempre "dentro", anche quando sono fuori, e offre ricostruzioni d'epoca curate, ma il ritmo è spesso lento e alcune scene risultano allungate. La complessità della protagonista rimane solo accennata e l'insieme accumula situazioni senza approfondirle davvero. Anche la chiusura, sospesa e poco incisiva, contribuisce alla sensazione di un'opera che, pur con momenti suggestivi, non riesce mai a decollare davvero. Voto: 5

Il professore e il pinguino (Dramma/Commedia 2024) - Il film racconta la storia vera di un professore inglese disilluso che, trasferitosi in Argentina durante il golpe del 1976, ritrova un senso alla propria vita dopo aver salvato un pinguino ricoperto di petrolio. L'animale diventa il catalizzatore di una lenta rinascita personale e di un rapporto più autentico con i suoi studenti. Il regista adotta un tono malinconico e misurato, a tratti troppo uniforme, che appiattisce il contrasto tra la vicenda intima del protagonista e il contesto politico drammatico. Il film resta comunque garbato, piacevole e punteggiato da momenti poetici, con qualche concessione all'ottimismo. Steve Coogan regge bene il ruolo, mentre il pinguino (vero cuore emotivo della storia) dona alla pellicola un tocco di simpatia e umanità. Semplice, non profondo, ma conciliatorio. Voto: 6

Tre ciotole (Dramma 2025) - Sembra un film segnato da compromessi: affronta temi fortissimi (amore, malattia, identità) con un tono controllato che evita sia il melodramma sia l'eccesso letterario. Questa misura, però, finisce per raffreddare l'impatto emotivo, lasciando un segno meno profondo del previsto. Ispirato al libro di Michela Murgia, segue una donna che dopo una rottura scopre una malattia terminale e rilegge la propria vita con nuova lucidità. La regia è minimalista, a tratti prolissa, ma capace di momenti intensi. Alba Rohrwacher regge il film con un'interpretazione forte, mentre Elio Germano resta più defilato. Buoni i personaggi secondari, pur non sempre approfonditi. Un'opera sobria e malinconica, capace di emozionare a tratti ma meno incisiva di quanto la materia suggerirebbe. Voto: 6

mercoledì 29 aprile 2026

Le serie tv del mese (Aprile 2026)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

Task (1a stagione) - Serie tra dramma e poliziesco di ottima fattura, coinvolgente fin dall'inizio, con personaggi solidi e un cast perfettamente in parte. Non mancano colpi di scena e momenti emotivi, e l'idea di una seconda stagione incuriosisce. È un thriller investigativo atipico, costruito su due piani: l'indagine su una serie di rapine alle Trap House e, soprattutto, le vite dei protagonisti, un ex parroco in cerca di riscatto, un netturbino segnato dal passato e una violenta gang di motociclisti che domina lo spaccio fuori Philadelphia. Brad Ingelsby conosce bene questi luoghi e, come in Omicidio a Easttown, costruisce una storia intensa, lontana dagli stereotipi. Mark Ruffalo offre un'altra interpretazione profondamente umana, affiancato da un ottimo Tom Pelphrey. La serie è cupa, tesa, spesso violenta, ma sempre emotivamente centrata. La trama si allenta un po' a metà, ma il finale ricompone tutto. Un'opera notevole, più interessata alle persone che ai procedimenti investigativi. Voto: 7+

Wonder Man (1a stagione) - La serie Marvel su Wonder Man alterna commedia sul mondo dei provini e thriller cospirazionista, seguendo Simon e Trevor, due attori (uno con poteri nascosti) in cerca di un ruolo. Funziona grazie a personaggi ben delineati, un cast azzeccato e un irresistibile Ben Kingsley, vero cuore dello show. Interessante lo sguardo sul cinema "dietro le quinte" e l'idea dei "supereroi con superproblemi", anche se qui i superpoteri restano quasi del tutto fuori scena. Pur originale e godibile, rinuncia troppo all'azione supereroistica: alla fine, una sufficienza piena ma non di più. Ci sarà una seconda stagione, si spera migliore. Voto: 6

Big Sky (1a stagione) - Una serie che parte da una trama semplice e già vista, ma riesce comunque a tenere alta la tensione grazie ai continui cliffhanger. Richiama la serialità americana dei primi Duemila: personaggi essenziali, situazioni improbabili, storie lineari ma sorprendentemente coinvolgenti. Pur affrontando temi noti, mantiene un buon ritmo grazie a scelte tecniche efficaci. Le interpretazioni non spiccano, ma il cast funziona e i paesaggi aggiungono atmosfera. Forte la componente "girl power", con protagoniste e vittime determinate che trainano la storia. La trama cambia spesso direzione, talvolta in modo confuso, ma riesce sempre a rilanciarsi con nuovi colpi di scena. Non è una serie imperdibile, però intrattiene con costanza: semplice, discontinua, ma capace di catturare. Voto: 6,5

martedì 28 aprile 2026

Videogiochi del mese di Aprile 2026: Virginia & Assassin's Creed: Odyssey

Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games e Luna all'App EA, fino a Microsoft e Legacy Games. In casi eccezionali tuttavia, a scelta tra titoli preventivamente scaricati da siti esterni.

Virginia - Un esperimento narrativo affascinante ma profondamente divisivo. Variable State costruisce un thriller esistenziale raccontato solo attraverso immagini, montaggio cinematografico e una colonna sonora straordinaria, rinunciando del tutto ai dialoghi. L'agente Anne Tarver indaga su una scomparsa e sulla sua partner, ma il racconto procede per simboli, sogni e tagli improvvisi, evocando Twin Peaks più nello spirito che nella sostanza. L'atmosfera funziona, così come lo stile low‑poly e l'espressività dei personaggi, ma il gameplay è ridotto al minimo e l'intreccio resta volutamente criptico, spesso più frustrante che intrigante. La durata brevissima e la struttura frammentata rendono difficile affezionarsi alla storia, e anche rigiocarlo con guide o spiegazioni non sempre chiarisce il senso complessivo. Rimane un'opera (dell'anno 2016) elegante e ambiziosa, ricca di suggestioni, ma incapace di trasformare le sue influenze in qualcosa di davvero compiuto. Voto: 6

Assassin's Creed: Odyssey [Gold Edition] - Un viaggio immenso attraverso una Grecia splendida e piena di possibilità. Mi sono trovato davanti a un action‑RPG maturo, erede di Origins ma più vasto, più rifinito e più sicuro della sua identità. Il combattimento è più fluido, i personaggi secondari finalmente credibili e la mappa così grande da sembrare infinita. Navigare tra isole, scalare statue colossali e affrontare mercenari è stato spesso entusiasmante, grazie a un mondo costruito con una cura rara per la serie. Allo stesso tempo ho percepito una narrazione meno incisiva, quasi smarrita rispetto alle radici della saga. La trama principale fatica a trovare un centro e i collegamenti con la Confraternita arrivano tardi, come un'aggiunta più che un fondamento. Eppure, nonostante qualche déjà‑vu, Odyssey resta uno degli episodi più completi e appaganti: un RPG enorme, ricco di scelte, missioni e momenti spettacolari. Il DLC L'Eredità della Prima Lama mi è sembrato solido ma poco innovativo: tre episodi brevi che ampliano la lore degli Assassini senza cambiare il gameplay. Il primo funziona, il secondo è debole, mentre "Stirpe" è il più coinvolgente, soprattutto grazie a Dario. La caccia ai membri dell'Ordine allunga l'esperienza, ma non la trasforma. Il Destino di Atlantide è invece l'espansione più ambiziosa: Campi Elisi, Ade e Atlantide sono scenari spettacolari, arricchiti da nuove abilità e circa venti ore di contenuti. Il primo episodio parte lento, ma l'Ade è memorabile e Il Giudizio di Atlantide chiude con una mappa maestosa e un buon finale per Alexios o Kassandra, anche se la trama del presente resta debole. Guardando l'esperienza nel suo insieme, Odyssey e i suoi DLC rappresentano un punto di svolta definitivo per la serie: un mondo enorme, ricco e affascinante, che dimostra quanto bene Ubisoft sappia muoversi nel genere open world, pur con qualche incertezza narrativa e un legame sempre più tenue con le origini della saga. Un gioco e un capitolo non perfetto, ma irresistibile per chi ama perdersi tra storia e mitologia. Voto: 7,5

lunedì 27 aprile 2026

Le mie canzoni preferite (Aprile 2026)

Ecco la lista dei brani che più ho ascoltato ed apprezzato questo mese. Canzoni che ho udito da varie stazioni radiofoniche via Web, da siti specializzati in ambito musicale e/o da classifiche di gradimento professionali e non. Pezzi e componimenti di ultima uscita di generi musicali di mia preferenza.

Gorillaz - The Mountain, The Moon Cave and The Sad God: Non sarà probabilmente la loro migliore canzone, ma il video migliore dell'anno sicuramente sì.
Shaggy, Robin Thicke - Looking Lovely: Il ritorno atteso di una icona della musica, lo affianca lo "scopritore" di Emily Ratajkowski, mica poco.
Sophie May - Another Song For The End Of The World: No, non è solo un'altra canzone per la fine del mondo, è molto di più, è meraviglia e talento puro.
Charlotte Cardin - The Way We Touch: Una canadesina tanto carina, che conquista con gli occhi e con la sua voce, ma il ritmo impressogli alla canzone non è da meno.
Snail Mail - Dead End: E' giovanissima, ma è attiva già da dieci anni, però io la scopro solo adesso, comunque quisquiglie a parte, bella ed interessante scoperta.
Alice Costelloe - Feet On the Sand: Il suo debutto da solista dopo varie esperienze è stupefacente, con un brano malinconicamente emozionante e deliziosamente delicato.

martedì 31 marzo 2026

I film del mese (Marzo 2026)

Ecco la lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Lo speciale cinematografico del mese è incentrato sull'animazione giapponese, con la prima parte della rassegna "Anime Japan".

Bring Her Back - Torna da me (Dramma/Horror 2025) - Dopo Talk to Me, che comunque ho preferito e preferisco di più, i fratelli Philippou confermano talento e ambizione con un horror più cupo, maturo e privo di derive teen. L'atmosfera è malsana fin dall'inizio, la tensione cresce con costanza e non mancano momenti davvero disturbanti, sostenuti da un comparto gore notevole e da un cast sorprendentemente solido: Sally Hawkins inquieta a ogni apparizione, il giovane Philips impressiona. La sceneggiatura, però, mostra qualche cedimento: idee non del tutto originali, passaggi prevedibili, buchi e forzature che affiorano soprattutto nel finale. Eppure la messa in scena è così consapevole, la direzione degli attori così curata e la volontà di sporcarsi le mani così evidente da rendere il film comunque efficace e coinvolgente. Un horror imperfetto ma affascinante, che conferma i due registi come nomi da seguire. Se riusciranno a raffinare la scrittura, il salto di qualità potrebbe essere molto vicino. Voto: 6,5

Gioco di ruolo (Azione/Commedia 2024) - Il film si regge soprattutto sul carisma di Kaley Cuoco, mentre il resto è un action‑comedy che ricalca modelli già visti da Nikita a Mr & Mrs Smith. La prima parte funziona grazie al tono leggero, alla dinamica con il marito ignaro e alla presenza brillante di Bill Nighy. Quando però entrano in scena i "cattivi", tutto scivola nella routine di inseguimenti e sparatorie, perdendo ritmo e originalità. Divertente a tratti, ma troppo convenzionale per lasciare il segno. Buona la prova di David Oyelowo, anche se il film non sfrutta davvero il potenziale del cast. Nel complesso: guardabile, ma senza sorprese. Voto: 5,5

Ricky Stanicky - L'amico immaginario (Commedia 2024) - Peter Farrelly tenta un ritorno alla commedia degli esordi, ma l'effetto è annacquato: manca la cattiveria, manca la scintilla, e il film procede più per inerzia che per reale verve comica. L'idea dell'amico immaginario funziona sulla carta, ma la messa in scena resta blanda, appoggiata quasi sempre sul timore di essere scoperti dai partner. John Cena è l'unico davvero in palla: generoso, divertente, con una tenerezza sotterranea che lo rende il vero motore del film. Gli altri tre protagonisti sono poco più che riempitivi. Macy, invece, strappa le gag migliori e dà un po' di vita al secondo atto. Qualche risata arriva, ma troppo di rado. Il finale scivola nella melassa e la morale è prevedibile. Una commedia mediocre, simpatica a tratti, ma lontana anni luce dai tempi d'oro dei Farrelly. Voto: 5,5

Shorta (Dramma/Thriller 2020) - Poliziesco danese teso e ben diretto, che ricalca temi già visti (tensioni razziali, periferie incandescenti, poliziotti agli antipodi costretti a collaborare) ma li gestisce con un approccio meno manicheo del solito. L'ambientazione nel ghetto di Copenaghen funziona, il ritmo resta alto e la tensione cresce in modo costante, sostenuta da interpretazioni solide e da una regia che evita il sensazionalismo. La sceneggiatura, però, mostra limiti evidenti: forzature, coincidenze e qualche snodo poco credibile indeboliscono un impianto narrativo che sa di già visto. Nonostante ciò, l’azione è efficace, l'atmosfera cupa ben costruita e il film riesce a coinvolgere fino alla fine. Un buon thriller urbano, non originale ma onesto, che vive soprattutto di tensione e caratteri più sfumati del previsto. Voto: 6

Until Dawn - Fino all'alba (Horror 2025) - Liberamente ispirato al videogioco Until Dawn, il film cambia parecchio le carte in tavola ma conserva un'atmosfera sporca e coinvolgente, sostenuta da buoni effetti pratici, ritmo alto e qualche splatter ben piazzato. L'idea del loop temporale aggiunge un tocco curioso, anche se per niente originale. La sceneggiatura però si inceppa nella parte centrale, ripetitiva e poco tesa, e i personaggi restano anonimi nonostante un cast discreto (spicca Peter Stormare). Nel complesso è uno slasher divertente e senza pretese: non sorprende, ma intrattiene e lascia margine per un eventuale seguito più ambizioso. Voto: 5,5

Ash - Cenere mortale (Horror/Sci-fi 2025) - Un ibrido tra Alien, La Cosa e certo sci-fi psichedelico anni '70, che pesca ovunque senza particolare originalità ma riesce comunque a costruire un'atmosfera piacevole e visivamente curata. Flying Lotus dimostra mano sicura sul piano estetico: fotografia al neon, scenografie suggestive, un mood ansiogeno e lisergico sostenuto da una colonna sonora notevole. Il problema è la narrazione: semplice, prevedibile, spesso confusa e appesantita da sequenze oniriche che spezzano il ritmo più che arricchirlo. Le parti in prima persona risultano più fastidiose che immersive. Nonostante i limiti, qualche momento di tensione funziona e Eiza González regge bene il film quasi da sola. Un horror sci-fi derivativo ma gradevole, che si dimentica in fretta ma intrattiene chi ama il genere. Voto: 5,5

Il mio amico Pinguino (Biografico/Dramma 2024) - Film semplice ma sincero, costruito con cuore più che con ambizione. Jean Reno, lontano dai suoi ruoli abituali, regge l'intera operazione con naturalezza e calore, mentre il resto del cast fatica a stargli dietro. La storia vera alla base è minima, e infatti il film la gonfia con sottotrame drammatiche inventate che a volte stonano con il tono inizialmente leggero. L'antagonismo forzato e alcune soluzioni narrative troppo semplificate indeboliscono l'insieme, pur senza renderlo stucchevole. Visivamente curato e animato da buoni sentimenti, funziona se lo si prende per quello che è: un racconto gentile, un po' romanzato, che trova il suo momento migliore nelle immagini autentiche finali dell'uomo e del pinguino. Una piccola rarità nel panorama odierno, pur con i suoi limiti. Voto: 6

lunedì 30 marzo 2026

Le serie tv del mese (Marzo 2026)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

The Last Kingdom (1a stagione) - Una solida serie storico‑medievale che unisce ritmo serrato, battaglie credibili e un protagonista diviso tra due mondi. Uhtred funziona come ponte narrativo tra Sassoni e Danesi, sostenuto da un cast efficace in cui spicca il Re Alfredo. L'ambientazione è curata, il "muro di scudi" convincente, e il racconto della nascita dell'Inghilterra mantiene un taglio più realistico rispetto a Vikings, con cui condivide temi e atmosfera ma non l'elemento quasi mitico. La stagione procede veloce, con salti temporali lasciati all'intuizione dello spettatore e una trama che intreccia guerra, fede, vendetta e politica senza perdere coerenza. Qualche limite emerge nei dettagli visivi più moderni e nell'invecchiamento poco credibile del protagonista, ma il finale risulta soddisfacente e chiude bene l'arco dei primi due romanzi di Bernard Cornwell. In sintesi: un racconto compatto, coinvolgente e più storico che epico, consigliato agli appassionati del genere. Voto: 7

Fallout (2a stagione) - La seconda stagione funziona, pur perdendo parte dell'effetto sorpresa della fantastica prima (un ottimo inizio per la serie basata sull'omonima serie di videogiochi di ruolo). È una stagione di transizione, più costruita che esplosiva, ma ricca di idee, colpi di scena e un'espansione della lore che farà felici i fan. Il passato pre‑apocalittico offre i momenti più forti, con una riflessione sul potere che arricchisce la serie. Le parti nel presente, invece, risultano talvolta più prevedibili e meno incisive, complice un ritmo centrale un po' irregolare. Nonostante ciò, i personaggi reggono benissimo: Lucy cresce, il Ghoul rimane magnetico, e l'alchimia tra i due è uno dei punti fermi dello show. New Vegas è un'ambientazione riuscita, piena di citazioni ma non ridotta a fan service. La trama introduce nuove minacce (Enclave, Legione, NCR, House) e rilancia la posta in gioco con un finale che apre scenari enormi, dal Colorado innevato alla rivelazione dei microchip di controllo mentale. In sintesi: una stagione solida, meno sorprendente ma più ambiziosa, che prepara un terzo capitolo potenzialmente devastante senza perdere identità né qualità. Voto: 7,5

Il Baracchino (1a stagione) - Una piccola sorpresa dell'animazione italiana: sei episodi rapidi, un mix di 2D, 3D, stop‑motion e pupazzi che crea un bianco e nero riconoscibile e pieno di carattere. Claudia, doppiata da una brillante Pilar Fogliati, tenta di salvare un vecchio locale di stand‑up insieme a un gruppo di comici‑creature doppiati da Lillo, Ferrario, Ravenna, Rapone, Tinti, Giraud, Matano e Sermonti. La serie (firmata Lucky Red e disponibile su Prime Video) diverte ma sa colpire: tra mockumentary alla The Office e humour irriverente emergono fallimento, lutto, frustrazione e il paradosso del comico che fa ridere mentre affonda. Il quinto episodio, unico a colori, ne rivela il cuore più amaro. I rimandi a Bojack Horseman e a Zerocalcare ci sono, ma Il Baracchino trova una voce propria, intima e legata alla scena stand‑up italiana. Qualche sbavatura c'è, ma l'insieme è fresco, maturo e promettente. Un antipasto gustoso che fa sperare in una seconda stagione più ampia e coraggiosa. Voto: 7+

giovedì 26 marzo 2026

Videogiochi del mese di Marzo 2026: Inside & Syberia: The World Before

Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games e Luna all'App EA, fino a Microsoft e Legacy Games. In casi eccezionali tuttavia, a scelta tra titoli preventivamente scaricati da siti esterni.

Inside - Un gioco che, stesso studio stessi sviluppatori, condensa l'eredità di Limbo in un'esperienza più raffinata ma altrettanto inquieta: un platform 2D essenziale, narrato solo attraverso ambienti, suoni e dettagli visivi. Si segue un ragazzo in fuga dentro una distopia fatta di esperimenti, controllo e corpi svuotati, senza dialoghi né spiegazioni, lasciando al giocatore il compito di interpretare ciò che vede. L'estetica è minimale ma potentissima: palette ridotta, luci e ombre chirurgiche, animazioni fluide e scenari che raccontano più di qualsiasi testo. Il sonoro alterna silenzi pesanti a momenti di tensione pura, amplificando l'isolamento. Le meccaniche restano semplici (puzzle ambientali, sezioni di fuga, controllo di "zombie") sempre al servizio dell'atmosfera più che della difficoltà. Pur ampliando la formula, Inside rimane molto vicino a Limbo: stessa filosofia, stessa struttura, meno impatto emotivo. È più evoluzione che rivoluzione, e la sua narrativa volutamente criptica può lasciare un retrogusto amaro. Ma come viaggio breve, cupo e stilisticamente impeccabile, resta un'opera di grande valore, capace di insinuarsi sotto la pelle e restare impressa. Voto: 8-

Syberia: The World Before - Un gioco che di fatto è un ritorno sentito e rispettoso all'immaginario di Benoît Sokal, un'avventura che recupera lo spirito classico della serie dopo le incertezze del terzo capitolo. La storia alterna Kate Walker e Dana Roze in due linee temporali complementari, offrendo un racconto emotivo, nostalgico e ricco di atmosfera, pur senza raggiungere l'impatto dei primi due giochi. Il punto di forza resta la narrazione: ambientazioni curate, una Vaghen splendida e viva, una colonna sonora evocativa e puzzle meccanici semplici ma affascinanti. L'esperienza funziona soprattutto come omaggio all'autore e come viaggio narrativo, più che come sfida logica. I limiti sono evidenti: comparto tecnico datato, animazioni rigide, ritmo lento, qualche ingenuità nella scrittura e un mondo che a tratti perde coerenza con il tono fiabesco della saga. Anche la trama politica e i riferimenti velati risultano meno incisivi del previsto. Nonostante ciò, è un'avventura piacevole, coinvolgente e rispettosa del suo passato, consigliata ai fan storici e accessibile anche ai nuovi giocatori, purché disposti ad accettarne la lentezza e le imperfezioni. Voto: 6,5