Ecco la lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Lo speciale cinematografico del mese è intitolato "Cinema Mondiale", contenente quattro film "Vintage" di produzione e direzione internazionale.
Super Mario Galaxy - Il film (Animazione/Avventura/Fantastico 2026) - Il film è un chiaro passo indietro rispetto al primo: la trama, ridotta al minimo e spesso caotica nella prima parte, lascia spazio quasi totale al fan service e alla spettacolarità visiva. L'animazione è splendida e piena di dettagli divertenti, ma l'impianto narrativo è debole e frammentato, più vicino a un collage di citazioni Nintendo che a una storia compiuta. Starfox spicca nettamente, oscurando gli altri personaggi nelle sue scene, mentre cameo come l'omino del Game&Watch strappano un sorriso. La seconda metà funziona meglio, soprattutto con Bowser Jr. e il livello "giocato" da Mario e Peach, ma resta la sensazione di un prodotto più celebrativo che realmente ispirato. Divertente, sì, ma leggero e poco memorabile. Anche la scena post‑crediti non aggiunge molto. Voto: 6
L'orchestra stonata (Commedia/Dramma 2024) - Commedia drammatica che affronta con tatto temi complessi: un direttore d'orchestra in attesa di un donatore scopre di essere stato adottato e ritrova il fratello biologico. Il film alterna ironia e sentimento senza cadere nella retorica, sostenuto da una regia sensibile e da un cast convincente. La musica è centrale e dà coesione al racconto, anche se a tratti appesantisce il ritmo. Buona l'intesa tra i protagonisti, riuscito l'equilibrio tra leggerezza e dramma, qualche lungaggine ma nulla che comprometta la scorrevolezza. Un'opera semplice, umana e ben interpretata, capace di emozionare senza forzature. Voto: 6+
Una di famiglia - The Housemaid (Thriller 2025) - Thriller domestico che parte come un prodotto televisivo di routine, con qualche eco di Gone Girl ma senza la stessa finezza. La prima parte è lenta e prevedibile, ma il twist centrale dà una scossa e rende la storia più coinvolgente. Sydney Sweeney regge molte scene con la sua presenza magnetica, mentre Amanda Seyfried è impeccabile nel ruolo instabile e psicotico. La durata è eccessiva e alcuni spiegoni smorzano la tensione, così come l'ostentazione dei corpi dei protagonisti. Tuttavia il ritmo non crolla e la seconda metà offre colpi di scena efficaci e un buon livello di tensione. Il finale è una goduria, il secondo finale ancora di più. Un thriller (diretto dall'esperto regista di Last Christmas ed altri) esagerato, televisivo, ma capace di intrattenere e di sorprendere quel tanto che basta. Voto: 6,5
Come ti muovi, sbagli (Commedia 2025) - Gianni Di Gregorio ripropone il suo intimismo garbato, ma qui il ritmo lento diventa prevedibile e un po' stanco. Il Professore resta una figura placida e serafica, però i personaggi attorno a lui mancano di forza e non sostengono davvero il racconto. La figlia invade la sua quiete senza portare profondità e le sottotrame sentimentali risultano dispersive. L'ironia affiora di rado e la storia procede senza conflitti, con qualche siparietto che sa di riempitivo. Anche la lunga marcia del marito traditore non aggiunge incisività. Resta il garbo, resta la misura, ma l'umanità brillante dei film precedenti qui si smorza. Un lavoro onesto, ma minore. Voto: 5,5
Black Phone 2 (Horror/Thriller 2025) - Sequel (sempre diretto dall'ormai esperto dell'orrore Scott Derrickson) che rinuncia alla tensione claustrofobica del primo per abbracciare un horror sovrannaturale molto più derivativo. L'ambientazione nel campeggio innevato è suggestiva, così come gli incubi in Super 8, ma l'effetto è più citazionista che inquietante. Il Rapace diventa una sorta di Freddy Krueger 2.0, perdendo gran parte del carisma originale. La sceneggiatura è lenta a ingranare, piena di déjà‑vu anni '80 e spiegazioni superflue. I protagonisti funzionano (Ethan Hawke e gli altri), ma i personaggi secondari sono deboli e il "black phone" sembra un pretesto. Qualche buona idea c'è, e l'atmosfera non manca, ma la tensione resta fragile. Un sequel pigro, godibile a tratti, ma lontano dall'efficacia del primo. Voto: 5,5










