Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).
Due spicci (Miniserie) - Zerocalcare conferma di essere un piccolo genio: Due Spicci riprende gli elementi cardine delle sue serie precedenti (comicità, malinconia, satira sociale, introspezione) e li porta a una maturità nuova. Il trittico (comprendente Strappare lungo i bordi prima, Questo mondo non mi renderà cattivo dopo) si chiude con un'opera che parla dei millennials con lucidità feroce: paternità vissuta come risucchio, relazioni tossiche, genitori ingestibili, paura dell'amore. Eppure si ride, grazie anche a un Valerio Mastandrea (alias l'armadillo) in stato di grazia. La serie mantiene il fascino dell'immaginario di Zerocalcare, arricchito da citazioni, una colonna sonora ricercata e personaggi che evolvono verso territori più adulti. Qualche riflessione non sempre centrata, ma l'insieme funziona: sincero, credibile, divertente, capace di alternare schiaffi emotivi e trovate geniali. Un ottimo terzo capitolo che consolida definitivamente la sua voce nel panorama dell'animazione italiana. Voto: 8-
Ozark (3a stagione) - La terza stagione di Ozark rappresenta una vera risalita qualitativa dopo una seconda annata più incerta. Segna il punto di non ritorno dei Byrde: non è più solo la lotta di Marty per tenere insieme i pezzi, ma la discesa collettiva della famiglia. Wendy diventa il motore oscuro della stagione, mentre Ben introduce una tensione emotiva che rende la crisi inevitabile. Il plot resta poco originale, ma la scrittura è solida e l'evoluzione dei personaggi rimane la forza della serie. L'ingresso del boss del cartello e la centralità di Ben amplificano intensità e profondità psicologica. Qualche forzatura (Wyatt e Darlene) non incrina una stagione che spinge Wendy sempre più nel nero. Cast in stato di grazia, finale esplosivo. Le basi poste qui preparano una quarta stagione che promette un ulteriore salto in ambizione e oscurità. Voto: 7,5
Eric (Miniserie) - Miniserie ambientata nella New York anni '80 che parte dalla scomparsa di un bambino e intreccia gentrificazione, speculazione edilizia, corruzione, razzismo, omofobia e AIDS, fino a sovraccaricare la trama. L'accumulo di sottostorie crea densità ma anche congestione, soprattutto nel finale, parzialmente riscattata dalla prova di Benedict Cumberbatch, padre fragile e complesso. Tra degrado urbano, tensioni sociali e personaggi spesso antipatici, la narrazione procede faticosamente fino agli ultimi episodi, quando finalmente i fili si ricompongono. Un'opera cupa, ambiziosa, non sempre equilibrata, ma con momenti di forte intensità. Voto: 5,5
Tenebre e ossa (1a stagione) - Un fantasy young adult (basato sugli omonimi romanzi) che unisce magia, guerra e un immaginario ispirato alla Russia zarista. Al centro c'è Alina Starkov, soldatessa che scopre di essere l'Evocaluce, l'unica in grado di distruggere la Faglia d'Ombra che divide Ravka. La sua ascesa nel mondo dei Grisha la porta sotto l'influenza del Generale Kirigan, figura affascinante ma prevedibilmente ambigua. La trama principale è classica e a tratti meccanica, mentre la parte più riuscita è quella dei Corvi, trio di criminali che aggiunge ritmo, ironia e un tono più avventuroso. Visivamente la serie è curata: costumi, ambientazioni e effetti speciali funzionano, e l'atmosfera cupa è resa con coerenza. Pur con qualche ingenuità narrativa, sottotrame dispersive e un ritmo non sempre equilibrato, Tenebre e Ossa resta un prodotto solido e godibile, sostenuto da un buon cast e da un world‑building immediato. Non rivoluziona il genere, ma intrattiene e prepara bene il terreno per ciò che verrà. Voto: 6










