martedì 31 maggio 2016

Gli altri film del mese (Maggio 2016)

Giovanni è un ragazzino patito del calcio brasiliano di cui condivide l'ardore della passione, del coraggio dell'attacco, convinto che nella vita si debba a tutti i costi cercare la felicità. Portiere della squadra della scuola, soprannominato Banana per la sua incapacità di tirare in porta, per la sua passione per i colori brasiliani, giallo verdi emblema di un coraggio di cui si sente portatore, si innamora di Jessica, ragazzina più grande di lui e ripetente che il goffo ragazzino cerca di salvare da una bocciatura certa secondo i dettami del calcio brasiliano da lui adorato: lotta, sacrificio e impegno. Ma Banana vive nel complicato mondo italiano che il regista, esordiente, Jublin, non ci nasconde di tratteggiare a tratti con intenti grotteschi, dove l'ardore del sogno, della conquista, della determinazione, cozza con il "De profundis" della realtà umiliante che uccide i cervelli fini costringendoli a emigrare e nel caso migliore, a "ritagliargli" delle posizioni assai inferiori alle proprie capacità. La sorella Emma bilaureata disposta a rinunciare ad un futuro di archeologa ricercatrice all'estero per stare vicino a un fidanzato "fallito bipolare", gli insegnanti di Banana come quella di lettere, annoiata, stanca, refrattaria all'emotività e alle scusanti degli alunni che ripete il suo rito di fiera "colonna" (di nome e di fatto) austeramente assuefatta a riflessi di una bellezza morente e  persino i genitori oramai quasi avvolti da un velo di mancata comunicazione ne sono i più vivi rappresentanti.

lunedì 30 maggio 2016

Defiance (3a stagione)

Dopo neanche sei mesi della fine della messa in onda della seconda stagione, è tornata ma è già finita dopo le 13 puntate e quasi due mesi, la terza e ultima stagione (la serie infatti non è stata rinnovata, anzi è stata cancellata) di Defiance, la serie di fantascienza del canale Syfy. Della serie ne avevo già parlato nella recensione della seconda, avvenuta tempo fa (qui). Quindi è inutile riepilogare il tutto, certamente però prima di addentrarci nel scoprire cosa è accaduto, e come è finita questa stagione, bisogna ovviamente specificare che non è un prodotto per tutti i gusti, è soprattutto per gli amanti della fantascienza, ma non fatevi ingannare qualcosa comunque di buono c'è anche se non prediligete il genere, a parte ovviamente la fantascienza, gli alieni, gli astronavi e armi avanzatissime. Per ulteriori delucidazioni vi consiglio di leggervi la scorsa recensione per essere aggiornati su tutto quello che riguarda la serie e conoscere i vari personaggi, non tantissimi, e le loro storie. Una serie che non cambia, non si discosta molto dal leitmotiv delle scorse stagioni, grande cura nei dettagli, colpi di scena inaspettati ed evoluzione dei personaggi sempre molto interessanti. Certamente la trama e la storia di quest'ultima stravolge tutto, gli equilibri, le situazioni che si erano venuti a creare, ma soprattutto cambiano le disposizioni e la potenza delle forze in campo, difatti i nemici si fanno più spietati, cinici ma dannatamente troppo orgogliosi e troppo sicuri di se, tanto da essere miserabilmente e fortunatamente sconfitti da Nolan (Grant Bowler), ex-cazzutissimo soldato, e da sua figlia adottiva, aliena Irisa (Stephanie Leonidas). I due personaggi chiave di tutta la serie che avevamo lasciato in difficoltà nel finale della seconda, intrappolati sotto cumuli di macerie nella grotta della città, per appunto Defiance, una città che accoglie tante molteplici razze aliene che però hanno trovato un effimero equilibrio, una pace che il sindaco Amanda (Julie Benz) cerca e riesce a tenere a galla anche in questa stagione.

domenica 29 maggio 2016

Importanti novità

Come forse alcuni avranno notato e alcuni letto nel post di venerdì ad una domanda sui progetti futuri del blog (dove dicevo che la configurazione del profilo Twitter del blog era in fase di allestimento), il blog è sbarcato anche su Twitter, già da pochi giorni infatti il profilo è ufficialmente attivo. Sempre sulla citata domanda in anteprima (qui, tra le tantissime..) ho annunciato un'altra novità, ossia che a breve ci sarà anche la pagina Facebook dedita al blog oltre ovviamente a Twitter, dove già seguo molti blog amici che a loro volta già mi seguono. Comunque per quelli che hanno saputo solo adesso, mi trovate su Twitter all'indirizzo @pietro_world. Per quanto riguarda Facebook da oggi (già da ieri) invece partiranno le richieste (ai miei contatti) e quindi a breve sarà anch'essa attiva, sempre ovviamente con il medesimo nome (Pietro Saba World). Ma in tutti e due i social network (in contemporanea) proprio in concomitanza con l'apertura di queste due pagine dal Primo Giugno tante novità. Difatti oltre al normale post (spesso) giornaliero, ci sarà una sezione, un momento pomeridiano, dove posterò, consiglierò un film da vedere in televisione la sera (che ovviamente dovrei aver già visto), inoltre poiché i due profili saranno nuovi, per tutto il mese riproporrò quasi tutti, i migliori, a tema, post fino a qui pubblicati. Quindi non mi resta che dire di seguirmi su Twitter e cliccare 'Mi piace' su Facebook.

sabato 28 maggio 2016

Extinction: Sopravvissuti & Dead Rising: Watchtower (2015)

Extinction: Sopravvissuti (Extinction) è un apocalittico e fantascientifico film horror del 2015 di produzione ispanico ungherese (in Italia uscito direttamente per il mercato home video nel settembre 2015) che si basa su un romanzo (Y pese a todo di Juan de Dios Garduño) e ha come interpreti principali il Matthew Fox di "Lost" e Jeffrey Donovan della serie tv "Fargo". Il film è ambientato nove anni dopo un qualche tipo imprecisata di catastrofe (un'epidemia), che ha, trasformato in feroci cannibali-zombi buona parte della restante popolazione mondiale. Si salvano due tizi e una bambina, che è un po' il fulcro, ricorrente, di tutto il racconto, in quanto simboleggia la speranza per il futuro della razza umana. A seguito di ciò, Patrick, Jack e la piccola Lu, sopravvissuti ovviamente al contagio, vivono in pace nell'innevata città di Harmony. Questi due tizi, che paiono soli al mondo, sono pure vicini di casa, ma non si parlano, causa precedenti diverbi che il film rivela lentamente, tramite precisi flashback. Ma improvvisamente le creature ricompaiono, perfettamente adattate al nuovo clima e più fameliche di prima, e quindi i due saranno costretti a rinsaldare la vecchia amicizia (a mettere da parte i forti dissapori sviluppati nel corso degli anni) per poter unire le forze per vendere cara la pelle, lottare, sopravvivere, e proteggere l'unica persona che per loro significa tutto. Questo che in parte sembrerebbe il classico film del genere, in effetti non lo è, anche se per buona parte il film sfrutta i soliti cliché, ma al contrario di molti (soprattutto nella parte centrale) annoia leggermente e non entusiasma. La scena d'apertura è comunque forse la più bella e interessante, una scena forte fatta di paura, adrenalina e sconforto che rende giustizia al genere. Purtroppo spararsi una così buona cartuccia all'inizio può essere controproducente. Così è infatti per Extinction, dove (passati nove anni) al calare del ritmo il clima di attesa ed incertezza non è sostenuto da attori all'altezza del compito, né ci sono particolari sorprese.

venerdì 27 maggio 2016

Liebster Award 2016

Con mia grande sorpresa (non tanto in effetti, ma ci speravo) sono stato nominato ai 'Liebster Award 2016', una simpatica iniziativa nata tra blogger volta a far conoscere nuovi blog tramite un sistema "a catena". Questo riconoscimento, a quanto mi sembra di capire, è indirizzata soprattutto per i blog con meno di 200 seguaci. Comunque a parte questo, il premio ha anche lo scopo di creare un interscambio di nuove amicizie tra bloggers e di conoscere e far sapere qualcosa in più su ognuno dei nominati. Le regole sono abbastanza semplici, anche se quest'anno (dato che questo non è la prima volta, per me ovviamente sì) oltre alle classiche 11 domande del blogger che ci ha nominato e che dovrei quindi rispondere e a sua volta rivolgere ai miei nominati, bisogna elencare anche 11 proprie curiosità. Per cominciare devo ringraziare chi mi ha nominato, ovvero la simpaticissima Sofàsophia, una vivace ragazza che oltre ad essere una grandissima lettrice di libri, è grande appassionata di cinema e serie tv, oltre a tante altre divertenti cose, come alcuni suoi post e tag. Poi dovrei scrivere qualcosa sul blog che preferisco, ecco qui è complicato perché non vorrei fare torto a qualcuno ma soprattutto ne seguo tanti che è difficile scegliere. Poiché è giusto farlo, dico il Moz O'Clock, perché è un mio coetaneo, conterraneo, insomma un mio gemello diverso, praticamente un eterno ragazzino come me, e poi il suo blog spazia un po' di tutto e diverte tutti. Adesso però è arrivato il momento di rispondere alle domande di Sophia, inoltre la Sontyna (che a sua volta nominerò) anche se non mi ha nominato direttamente, ha lasciato a chi vuole la possibilità di raccogliere il suo testimone e poter rispondere alle domande a lei proposte, e quindi approfitto.






1. Il film cult che a te proprio non è piaciuto.
Donnie Darko, mai compreso e mai piaciuto fino in fondo
2. Il programma tv che vorresti eliminare all'istante dalla faccia della terra.
L'Isola dei famosi, per fortuna quest'anno è finita
3. Il primissimo libro letto per diletto personale.
Il libro Cuore
4. La serie tv che maggiormente ti ha deluso.
Under the dome da un romanzo di Stephen King, da un soggetto del genere mi aspettavo qualcosa di meglio
5. Tre film per tre stati d'animo (per empatia e/o dispatia)
Mi rivedo in Forrest Gump, vorrei essere un Bad Boys e avere la forza non solo fisica di Rocky
6. Un libro di cui hai sempre sentito parlare ma che non hai ancora letto o non leggerai mai.
Credo non riuscirei a leggere tutti i libri di Harry Potter, mi bastano i film..
7. Un programma tv, non attualmente trasmesso dalle tv italiane, che vorresti vedere o rivedere in tv.
Giochi senza frontiere, troppo bello
8. Il finale di stagione di una serie tv che più ti ha stupito (in negativo e/o positivo)
Mi ha stupito solamente (non so se in negativo o positivo) il finale della sesta stagione di The Walking Dead
9. Progetti futuri per il tuo blog.
Sto creando una pagina Facebook e configurando l'account Twitter del blog
10. Tre buoni motivi per seguire il tuo blog.
Per chi mi segue un motivo ci sarà, non sono un abile promoter, comunque la sincerità sicuramente
11. Alza gli occhi dal computer e descrivi la prima cosa che vedi senza rivelarne il nome.
Passione, divertimento e ansia

giovedì 26 maggio 2016

Avengers: Age of Ultron (2015)

Avengers: Age of Ultron (2015) è l'undicesimo film del Marvel Cinematic Universe ed è il sequel di The Avengers del 2012, scritto e diretto da Joss Whedon, lo stesso regista del primo. Il film è ovviamente basato sul team di supereroi Marvel Comics dei Vendicatori, e comprende lo stesso gruppo di attori e personaggi dello straordinario primo capitolo (Iron Man, Captain America, Hulk, Thor, più Occhio di falco e Vedova Nera) con l'aggiunta di due-tre nuovi 'eroi' e un letale nuovo nemico. Partendo dal presupposto che il primo era veramente bello, questo secondo non è comunque da meno. Sì perché nonostante qualche pecca riesce a intrattenere molto bene, certamente sono completamente diversi nello stile, nella trama, narrativa e soprattutto i toni (nel senso che oltre agli immancabili momenti comici, comunque inferiori, vi sono più sfumature dark e seriose come nel caso delle terribili visioni nella mente e dell'intelligenza artificiale, un discorso affascinante). Ma come sappiamo quando si tratta di un sequel molto deve cambiare ed evolvere per non riciclare le solite cose e questo spettacolare secondo capitolo grazie a un modo diverso di approcciarsi alla pellicola, già nella prima scena, riesce nel suo intento, sorprendere e non annoiare. Difatti l'incipit è davvero entusiasmante, poiché il film parte subito con una sequenza di azione spettacolare, che mostra gli amati Avengers più affiatati che mai. Indubbiamente non poteva essere altrimenti dato che nel primo è stato speso molto tempo per reclutare, riunire e formare la squadra e poi la vicenda si ricollega subito al precedente, gli Avengers infatti si uniscono per recuperare lo Scettro di Loki dalle mani dell'Hydra, guidata dal Barone Von Strucker. In seguito alla missione però, ovviamente terminata con successo, Tony Stark/Iron Man (Robert Downey Jr.) dà inizio ad un nuovo ex-progetto in collaborazione con Bruce Banner/Hulk, il 'Programma: Ultron', con lo scopo di creare un sistema di intelligenza artificiale che possa proteggere il mondo. Purtroppo, immancabilmente, qualcosa va storto e Ultron (classico genio uscito dalla lampada e sfuggito al controllo dei suoi creatori) comincia a crescere, estendendosi lungo tutte le linee globali e sviluppando una coscienza propria e una forma fisica, con l'unico intento di distruggere gli Avengers e dell'estinzione della razza umana. È così, dunque, che gli Avengers dovranno collaborare per sconfiggerlo (nonostante alcuni problemi, paure, traumi e sensi di colpa di tutti venuti alla luce per 'colpa' di Wanda), anche grazie all'aiuto di alcuni nuovi esseri dotati di superpoteri, come i gemelli Maximoff (il velocissimo Pietro, Aaron Taylor Johnson, e appunto la strega Wanda, Elizabeth Olsen), dapprima nemici, e un sorprendente, fantastico nuovo personaggio-eroe La Visione, in modo da evitare la distruzione della razza umana, fermare il nemico e recuperare la gemma dell'infinito (oggetto di vitale e sicuramente di futura grande importanza).

mercoledì 25 maggio 2016

Ho ucciso Napoleone & La scelta (2015)

Ho ucciso Napoleone è una cinica, perfida e ironica commedia del 2015, diretta da Giorgia Farina, alla sua seconda prova da regista dopo Amiche nemiche. E come quest'ultimo lungometraggio, si tratta nuovamente di un film in cui un gruppo di donne cerca di sovvertire l'ordine del mondo degli uomini con un piano segreto (ma c'è un twist, colpo di scena). La storia è quella di una manager in carriera, Anita, autoritaria, intraprendente e ambiziosa che negli anni ha imparato a rimanere fredda, glaciale a tutto e tutti. Ciò che però ancora non sa, è che un uragano sta per travolgerla spazzando via tutte le sue certezze. Il lavoro, l'amore, il futuro, tutto in macerie nel giro di un giorno. Nell'arco di ventiquattr'ore, infatti, riceve una promozione, scopre di aspettare un bambino e viene licenziata di punto in bianco dalla società farmaceutica in cui si occupava di Risorse Umane. Abbandonata anche da Paride (sposato con figli), suo amante e capo (e padre di suo figlio), Anita, aiutata da tre donne a dir poco problematiche, e da un avvocato (della stessa sua ex-società) ansioso, timido e goffo, metterà in atto la sua vendetta (elaborando un complesso piano) contro i suoi datori di lavoro e contro chiunque provi a metterle i bastoni tra le ruote. Ma come spesso accade, anche il piano perfetto può vacillare di fronte all'imprevisto, soprattutto se l'imprevisto ha le sembianze di chi non sospetteresti mai. Niente infatti sarà come sembra, e nonostante Anita comincerà ad aprirsi al mondo e scongelare il 'sofficino' che ha messo al posto del cuore (grazie a sua figlia), per lei ci saranno molte sorprese, non tutte gradevoli. La regista, con questa ironica e pungente commedia, sorprende, grazie all'originalità della trama. Infatti il film è veramente una sorpresa, anche se non regge tantissimo, portando con quest'opera corale al femminile che si ripropone di rovesciare un sistema maschilista arcaico e non sempre funzionale, una ventata di "internazionalità", lontana dalla volgarità e dal facile sentimentalismo che imprigionano spesso la nostra cinematografia. Un film che guarda con occhio divertito al mondo manageriale, senza pretese etico-moralistiche. Una commedia sopra le righe con una misura di ferocia insolita per il nostro cinema, fortemente stilizzata e profondamente cinica. Peccato che il film assuma un aspetto grottesco e farsesco ad un certo punto, difatti sembra concludersi e diventare un film completamente diverso.

martedì 24 maggio 2016

Le risposte corrette e il vincitore del primo Quiz Time

Venerdì scorso ho proposto un piccolo quiz-indovinello, qui, purtroppo però solo pochi hanno giocato in questi tre giorni, ma non importa, ringrazio chi ha giocato e provato, e chi solo commentato. Comunque prima di eleggere il vincitore, ecco le risposte corrette. Per ognuna delle risposte 5 punti direttamente, tranne le prime e ultime due, che in base a quando è andato vicino il giocatore riceverà un punteggio tra 1 e 5. Come probabilmente avrete intuito i giochi presi per questo game erano La ruota della fortuna, Chi vuol essere milionario e Ok, il prezzo è giusto! Tranquilli non dovevate indovinare i giochi, è solo per fare chiarezza.

Il mosco (Non era poi così difficile, qui la prova)

RUMINANTE                    
ASIATICO                          
PRIVO   DI                         
CORNA                               

E' il colmo (Questa era complicata e fa pure ridere, anche qui la prova)

QUELLA  MEDIUM
NON   COGLIEVA
LE   BATTUTE
DI   SPIRITO

Quale di queste città non fa parte della regione spagnola dell'Andalusia?

A. Cordova                                         Ovviamente non poteva che essere
B. Alicante
C. Granada                                         la B, Alicante, se avete dei dubbi
D. Siviglia                                            potete rivolgervi a wikipedia qui

Cosa pubblicava Lewis Carroll prima di "Alice nel paese delle meraviglie"?

A. Guide turistiche                                La risposta è C, io comunque non la
B. Saggi di economia                              sapevo neanche, in ogni caso anche 
C. Testi di matematica
D. Tavole illustrate                                 qui potete scoprire su wiki

lunedì 23 maggio 2016

Pelè: il film e altro

Il 26 maggio (giovedì di questa settimana) esce anche in Italia uno dei film calcisticamente parlando più attesi dell'anno, esce infatti il primo film (un omaggio) biografico sulla vita del più forte giocatore di tutti i tempi, un mito assoluto (anche personalmente) del calcio mondiale, Pelè (Pelé: Birth of a Legend). Il trailer, qui. Il film, scritto e diretto dai fratelli Jeff e Michael Zimbalist, racconta la storia del calciatore Edson Arantes do Nascimento, in arte, e divenuto celebre in tutto il mondo col nome di Pelè, dall'infanzia difficile nelle favelas di San Paolo, il rapporto con il padre Dondinho, fino alla vittoria del suo primo mondiale nel 1958 con la nazionale brasiliana a soli 17 anni. L'incredibile storia vera quindi di questo leggendario giocatore di calcio che da semplice ragazzo di strada raggiunse la gloria. Nato in povertà, affrontando un'infanzia difficile, Pelé ha usato il suo stile di gioco poco ortodosso e il suo spirito indomabile per superare ogni tipo di ostacolo e raggiungere la grandezza che ha ispirato un intero Paese, cambiandolo per sempre. Questo eccezionale giocatore è considerato, giustamente secondo me, da tutti il miglior giocatore di tutti i tempi, questo perché al contrario di altri, ha segnato, ha giocato, ha vinto, più di ogni altro. In più come uomo è sempre stato un grande, mai una parola fuori posto, sempre umile, gentile e riconoscente ad un paese che non ha mai abbandonato o lasciato solo. Insomma una leggenda in tutto e per tutto. Calciatore del secolo nonché Pallone d'oro FIFA del secolo. Successivamente ha ricevuto, unico calciatore al mondo, il Pallone d'oro FIFA onorario. L'unico anche calciatore al mondo ad aver vinto tre edizioni del Campionato mondiale di calcio. È stato dichiarato "Tesoro nazionale" dal presidente del Brasile, e nel luglio 2011, "Patrimonio storico-sportivo dell'umanità". È anche conosciuto come O Rei (in italiano Il Re), O Rei do Futebol (Il Re del Calcio) o anche Perla Nera (in portoghese Pérola Negra). Molti sono i detrattori che non credono che costui sia veramente il più forte, per me lo è sicuramente, tanto che agli esami finali di terza superiore ho raccontato la sua storia al tema di italiano, tra lo stupore della prof che però non ha disdegnato la mia scelta, anzi ne è rimasta contenta. Molti dicono che ha segnato così tanto (superando quota 1000) perché gli avversari erano scarsi, invece non è così, poiché i suoi 1281 gol li ha segnati in 1363 partite, in ben 25 anni di carriera, conclusa nel '77.

sabato 21 maggio 2016

Adaline: l'eterna giovinezza (2015)

Adaline: L'eterna giovinezza (The Age of Adaline) è un fantascientifico ed inusuale film d'amore del 2015 diretto da Lee Toland Krieger (giovane regista californiano ai suoi esordi) con protagonisti principali Blake Lively ed Harrison Ford. Il film tratta di un argomento raro nella storia del cinema, ma altamente esplorato in altre pellicole, perché questa storia, che ricorda Il curioso caso di Benjamin Button, ma anche Highlander (e certi film sui vampiri), riflette sul senso della vita attraverso il concetto di mortalità e mostra il passare del tempo (e l'invecchiamento del corpo) come un limite necessario alla ripetitività infinita dell'esistenza. Il regista mescolando un po' di scienza con un po' di amore e fantascienza, realizza infatti un buon film d'amore che ha la capacità di tenere viva l'attenzione dello spettatore. Difatti la trama è abbastanza interessante e diversa da tante, ma non così complicata come vorrebbe essere. La pellicola racconta la storia di Adaline Bowman, una bellissima ragazza, che agli inizi del novecento si sposa con l’amore della sua vita, i due hanno una figlia ma lui muore qualche anno dopo in seguito a un incidente su lavoro durante la costruzione del ponte a San Francisco. Adaline e la figlia devono andare avanti. Una notte però, durante una tempesta, Adaline mentre sta rincasando in auto, viene colpita da un fulmine e finisce fuori strada. Miracolosamente è salva, ma con il passare del tempo si accorge che c’è qualcosa di strano: non sta invecchiando. Comincia così un'avventura unica, che mai essere umano ha vissuto. Questo destino incredibile le consente di vivere, per molti decenni, la storia delle trasformazioni del mondo, che fanno da sfondo alle sue vicende personali e sentimentali: dalle due Guerre Mondiali alle lotte degli anni '60 per la libertà, fino ai nostri eventi più recenti. Nascondendo abilmente il proprio segreto a tutti, anche a chi vorrebbe rinchiuderla e usarla come cavia da laboratorio, tranne alla propria figlia, Adaline, cambiando ogni tot di anni luogo e documenti, riesce a vivere con delicatezza e riserbo la sua vita, finché un giorno la donna incontra l'affascinante e carismatico filantropo Ellis Jones (che su richiesta della figlia, decide di frequentarlo) che, dopo anni di vita solitaria, riaccende il lei la passione per la vita e per l'amore. La determinazione di Adaline comincia così a vacillare, ma dopo un weekend con i genitori di lui, che rischia di portare alla luce l'incredibile verità, Adaline prende una decisione che cambierà per sempre la sua vita.

venerdì 20 maggio 2016

Sì, la vita è tutta un quiz!

Come diceva una famosa sigletta 'la vita è tutto un quiz', ed è vero infatti, durante la nostra vita rispondiamo a milioni di domande, anche in tv, soprattutto in televisione, da quando inventarono il tubo catodico nei lontani anni '50, da quando i quiz televisivi regnavano, anzi, non hanno mai smesso, tantissimi di questi tipi di programmi andavano e vanno tuttora in onda. All'inizio era Lascia o raddoppia, poi Rischiatutto del grande Mike, dagli anni '80 c'è stato un boom, da Bis a Telemike, fino a due dei più famosi e importanti, Ok, il prezzo è giusto! a La ruota della fortuna. Successivamente (dai '90 al 2000) Tris, Sarabanda, L'Eredità, Passaparola, Azzardo, Tira e Molla, Mercante in fiera e soprattutto Chi vuol essere miliardario? (poi milionario). Negli ultimi cinque anni infine tante novità, Avanti un altro!, The money drop, Reazione a catena e Caduta libera del mattatore del genere, il bravissimo Gerry Scotti. Insomma veramente tanti, alcuni più difficili altri innovativi, ma tutti belli e divertenti. E quindi in questo post propongo un piccolo giochino, purtroppo però nessun premio è in palio, solo per il gusto di farlo, per svagarsi 5 minuti, ma credo che troverete questi quiz interessanti, di tre programmi famosissimi. Inutile quindi spiegare il funzionamenti dei giochi, scrivete nei commenti le risposte, chi avrà indovinato più domande e avrà collezionato più punti vince. Avete tre giorni a disposizione, di tempo, per rispondere a questi 6 indovinelli, poi saprete e saranno svelate le risposte corrette. E quindi adesso..è tempo di quiz! Allegria!

Il mosco

R_M_N_NTE
_S__T_C_
_R___   D_
C_RN_

E' il colmo

___LLA   __D___
N_N   C__L___A
L_   _ATT_T_
D_   SP___T_

Quale di queste città non fa parte della regione spagnola dell'Andalusia?

A. Cordova
B. Alicante
C. Granada
D. Siviglia

giovedì 19 maggio 2016

Il libro della vita (2014)

Il libro della vita (Book of Life) è un bellissimo ed avventuristico gotico film d'animazione del 2014 diretto da Jorge R. Guitierrez, prodotto, tra gli altri, da Guillermo Del Toro. Il film, che si basa sulla festa del Día de Muertos della tradizione messicana, sembra ricalcare ma in salsa diversa, quel piccolo grande classico del genere che è 'Nightmare before Christmas' (senza dimenticare La Sposa Cadavere), esso infatti è una favola dark-orrorifica dove al Natale si sostituisce la Festa dei morti, una festa che in Messico non significa affatto piangerli (i defunti), ma al contrario festeggiarli con danze e banchetti, costumi carnevaleschi e candele che illuminano il cammino. La pellicola è quindi letteralmente una gioia per gli occhi, un trionfo di fantasia, di colori sgargianti, scenografie fantasmagoriche, un immaginario caleidoscopico e barocco, di maschere e colori. Altro aspetto importante e bello è che i protagonisti hanno le fattezze tridimensionali di burattini finemente intagliati nel legno e il film ha spesso l'aspetto appunto di un Nightmare Before Christmas, ma assolato, in computer grafica e dai colori accesi. Il film è abilmente narrato con un sapiente gioco ad incastri dove, condotti per mano da una guida e un custode di un museo (che poi, alla fine, si riveleranno due dei personaggi della storia stessa) un gruppo di pestiferi bambini (in punizione) mal disposti a visitare un museo, e noi con loro, vengono introdotti a conoscere la meravigliosa storia contenuta nel Libro della vita. Una storia comunque intricata, molto più di quanto non sembrerebbe. La pellicola narra le vicende di tre bambini/adulti, Maria, Manolo, e Joaquin in un Messico coloratissimo e fiabesco, tra mondo dei vivi e mondi dei morti. La Muerte, una divinità femminile fatta di zucchero filato, e il marito Xi Balba, fatto di catrame, fanno una scommessa sulla diatriba "più vecchia del mondo": due ragazzi migliori amici entrambi innamorati della stessa ragazza. La Muerte scommette su Manolo (ultimo erede di una famiglia di toreri che desidera però fare il musicista), Xi Balba su Joaquin (figlio dell'eroe della città).

mercoledì 18 maggio 2016

L'esorcismo di Molly Hartley (2015) & Oscure presenze: Jessabelle (2014)

The Exorcism of Molly Hartley (Usa 2015) è il titolo del sequel di The Haunting of Molly Hartley del 2008, diretto da Steven R. Monroe (House of 9). Come avrete intuito dal titolo, questa 'fantastica' pellicola è un horror demoniaco, l'ennesimo film sugli esorcismi. Peccato però che il risultato è banale, scontato, "già visto", e fatto (quasi) apposta per essere dimenticato subito senza lasciare alcun turbamento allo spettatore. Ci ritroviamo infatti di fronte a un'opera puramente derivativa di tante altre pellicole simili ma qui riproposte con la "leggerezza" e lo "stile" di prodotti di basso livello. La pellicola che cerca disperatamente di mischiare molti titoli altisonanti diversi per far uscire qualcosa che valga la pena vedere, si aggrappa ai dettagli più disparati per tentare di rievocare nello spettatore ricordi di scene ben più note e di livello. Mi sembra inutile dirvi che il risultato è assai deludente. Non aiuta la recitazione dei protagonisti, la regia anonima e la fotografia non eccezionale. Nonostante il discreto lavoro del regista (che comunque sa il fatto suo dietro la macchina da presa) il film non regala spunti di novità interessanti. Abbiamo un prete bello, una psichiatra bella e una indemoniata bella (Sarah Lind, Devon Sawa e Gina Holden).

martedì 17 maggio 2016

Ritorno al Marigold Hotel (2015) & Parigi a tutti i costi (2013)

Ritorno al Marigold Hotel è un esotico (dato che la pellicola si svolge prevalentemente in India), spensierato e simpatico film del 2015 diretto da John Madden, sequel dell’inaspettato successo Marigold Hotel del 2012. E' intuibile ovviamente che gli avvenimenti che accadono sono la più o meno diretta conseguenza di quelli precedentemente narrati. Pertanto incontriamo anche gli stessi personaggi con qualcuno nuovo aggiunto, come, per esempio, quello interpretato da Richard Gere. Certamente però il film non mantiene le aspettative del primo ma per tutti quelli (come me) che si innamorarono del Marigold Hotel, di quel giovane ragazzo indiano e dei suoi anziani ospiti che decidono di trasformarsi da ospiti in ospitanti, il ritorno al Marigold è un dovere oltre che un piacere. Il tema è lo stesso, la narrazione invece diversa, una specie di casa di riposo dove anziani signori passano il tempo che gli resta in pace, in armonia senza troppi pensieri, o almeno è quello che vorrebbero. Ma ora che il Marigold Hotel è pieno di clienti che si trattengono per periodi prolungati, i due co-direttori Muriel Donnelly (una burbera, dispotica e sempre fantastica Maggie Smith) e Sonny Kapoor (un sempre energico Dev Patel, The Millionaire, Humandroid) sognano di ingrandirsi, e hanno appena trovato il posto ideale per farlo, il secondo Marigold Hotel e volano quindi negli States per trovare dei finanziatori per aprire questa nuova struttura. Rientrati in India e in attesa dell'ispettore, che arriverà in incognito a valutare la gestione alberghiera, iniziano i problemi. Si deve infatti capire chi è l’ispettore che verrà per valutare il livello dell’ospitalità, e per un malinteso si scateneranno insolite e buffe situazioni. Sonny a un passo dal matrimonio con l'amore della sua vita Sunaina (Tina Desaie sull'orlo di una crisi di nervi a causa di un rivale americano troppo interessato ai suoi 'affari', si accorge che i suoi progetti per il nuovo hotel gli rubano più tempo di quanto non ne abbia a disposizione. Forse l'unica ad avere le risposte alle domande di tutti è Muriel (una vecchia signora inglese con pochi giorni davanti), che custodisce i segreti di tutti. Nel frattempo infatti si verificano numerosi fraintendimenti e scaramucce tra gli ospiti stessi dell'hotel che vagano nell'incertezza di un futuro sospeso, tra chi naviga nelle acque vorticose di una relazione speciale, Norman e Carol (Ronald Pickup e Diana Hardcastle), chi si destreggia tra due corteggiatori entrambi molto allettanti, Madge (Celia Imrie), chi si avventurano a Jaipur con un piano di lavoro in mente, chiedendosi a cosa porterà il loro appuntamento fisso a colazione, Evelyn e Douglas (una bravissima Judi Dench e Bill Nighy), e chi arrivato da poco, Guy Chambers (un 'piacione' Richard Gere), trova nella madre di Sonny, Mrs. Kapoor (Lillete Dubey), una musa per il suo prossimo romanzo.

lunedì 16 maggio 2016

Oblivion (2013)

Oblivion è un innovativo, originale e intrigante film di fantascienza del 2013 scritto, diretto e prodotto da Joseph Kosinski (Tron: Legacy), con protagonista il sempreverde Tom Cruise. Spesso certi tipi di film come questo partono, nascono, con aspettative alte senza riuscire a mantenerle. Questo non è il caso di Oblivion, che non solo conferma le attese ma addirittura le supera. Questo è un giocattolo fantascientifico di elevatissima qualità, effetti speciali strabilianti, molto verosimili e del tutto sottese alla storia, stupende ambientazioni, scenografie e colonna sonora, molto curate le scene di azione, dunque tra i migliori film del genere degli ultimi decenni. Qualche lacuna nella sceneggiatura (nei dialoghi sempliciotti e nel tratteggiare i coprotagonisti) lascia un residuo di amaro in bocca, perché poteva essere un capolavoro, ma lo è quasi. Ho subito apprezzato "Oblivion" anzitutto proprio perché non crea false illusioni, il film inizia in un certo modo e crea una precisa idea nello spettatore il quale però poi, a un certo punto, si aspetta decisamente di più. Ebbene, il regista non delude in questo, attuando un'inaspettata serie di risvolti narrativi (semplici ed efficaci) che rendono la storia credibile e intrigante, soprattutto nell'ultima mezz'ora. E con un bel finale interpretabile (diciamo così) e diverso dal solito. Lodevole l'idea di vagare tra le lande, gli anfratti e i resti di edifici di una Terra distrutta e disabitata. Concettualmente, nulla di originale, sia chiaro, ma come struttura narrativa, davvero eccellente, curata, coerente e abbastanza imprevedibile. Un plauso a questo sconosciuto regista anche e soprattutto per l'idea di fondo che permea sottilmente tutto il film, ritrovare se stessi nell'oblio dei ricordi. Ma veniamo alla trama. Tutto inizia attraverso la spiegazione di quanto è avvenuto sulla Terra. Siamo nell'anno 2077. Sessant'anni fa il nostro pianeta è stato il campo di battaglia di una guerra nucleare contro una razza aliena chiamata Scavengers che voleva invadere la Terra. Questo scontro è stato vinto dagli umani ma la Terra è stata completamente devastata. Anche la Luna è stata distrutta (l’immagine di questo satellite fatto a pezzi nel cielo è spettacolare, veramente realistica), generando così notevoli cambiamenti climatici. L’umanità è pertanto costretta a lasciare la Terra per dirigersi verso il pianeta Titano. L’esodo è possibile grazie a dei macchinari che estrapolano le risorse naturali (in particolare l’acqua che viene risucchiata da gigantesche macchine) per poter generare vita su quest'altro pianeta.

sabato 14 maggio 2016

Godzilla (2014)

Godzilla è un fantastico, elettrizzante ed entusiasmante film del 2014 diretto da Gareth Edwards. La pellicola è il remake, reboot, della serie cinematografica con protagonista Godzilla e racconta una storia originale, del tutto diversa, su Godzilla, celebre kaijū del cinema giapponese, oramai divenuto un personaggio della cultura mondiale. L'uscita della pellicola al cinema è coincisa con il sessantesimo anniversario della nascita di Godzilla. Il film è andato in onda su Italia1 l'8 maggio scorso, non potevo ovviamente perderlo. In questa epica rinascita dell'icona Godzilla della Toho, una spettacolare avventura, dalla Warner Bros Pictures e Legendary Pictures, si contrappone il mostro più famoso del mondo alle malvagie creature che, sostenute dall'arroganza scientifica dell’umanità, minacciano la nostra esistenza. I test nucleari effettuati dagli americani infatti nell'oceano Pacifico nel 1954 hanno risvegliato una gigantesca creatura anfibia, ritenuta da tutti frutto delle leggende della mitologia orientale. Dopo essere sopravvissuta a un tentativo di distruzione effettuato dalla marina americana attraverso un'esplosione atomica, la creatura si rifugia negli abissi dell'oceano fino a quando una nuova minaccia la risveglia (anzi due, due M.U.T.O. acronimo in lingua inglese per Massive Unidentified Terrestrial Organism: "organismo terrestre gigantesco non identificato"), portando distruzione e terrore ovunque. Nel 1999 infatti a Tokyo un segnale elettromagnetico ignoto causa scosse sismiche su vasta scala, compromettendo il funzionamento di una centrale nucleare. Nell'incidente Joe Brody perde la moglie e non si darà pace fino a che non avrà scoperto le ragioni del disastro, nascoste dalle versioni ufficiali. Quindici anni dopo però la sua ricerca porterà alla verità, alla più incredibile e distruttiva delle verità. Godzilla si svolge così in continenti diversi e si dipana nel corso di decenni, seguendo l'impatto di una serie di misteriosi e catastrofici avvenimenti, attraverso l’occhio di un gruppo di persone intrappolati nell'epicentro.

giovedì 12 maggio 2016

Le mie dieci sigle dei cartoni animati preferite

Quando quasi due mesi fa feci il post sui cartoni animati con cui sono cresciuto (qui), scrissi che probabilmente, anzi, sicuramente, le sigle di questi suddetti cartoni, meritassero un capitolo a parte, ed è questo che sto facendo, dare la possibilità a leggendarie sigle il loro spazio. Ovviamente non le migliori in assoluto (dato che molte, tanto conosciute, non mi piacciono e non vedevo il cartone), ma le migliori mie preferite di sempre, secondo i miei personalissimi gusti, e questo vuol dire che metterò non solo quelle degli anni '80 e '90 ma anche 2000, quindi non solo quelle cantate dalla Regina italiana delle sigle, la meravigliosa Cristina D'Avena ma anche di altri. Certamente le sigle ante-millennio sono forse quelle a cui sono più legato, tanti ricordi, tante giornate davanti alla tv aspettando di vedere i nostri amati cartoni, e quando partiva la sigla, tutti a cantare, quanta nostalgia dei vecchi tempi, tanta veramente. Comunque sono così tante che in questo post ho deciso di non stilare una classifica, sarebbe difficile scegliere tra le tantissime di cui scegliere, ma solo le migliori (si fa per dire, tutte bellissime) di cui ricordo con piacere.

E' quasi magia Johnny quella italiana, anche se quella originale ossia Kimagure Orange Road
non era affatto male, anzi, la trovate qui

mercoledì 11 maggio 2016

Sleepy Hollow (3a stagione)

Sleepy Hollow è una serie supernatural drama horror ed action della Fox. La terza stagione di questa serie televisiva tutta americana si è conclusa quasi una settimana fa, le 18 puntate che la compongono sono andate infatti in onda dal 18 gennaio al 2 maggio dopo una piccola pausa tra febbraio e marzo. Come forse si intuisce la serie è basata, adattata in chiave moderna del racconto La leggenda di Sleepy Hollow, di Washington Irving. E' ovviamente importante ai fini di questa mia recensione aver visto le due adrenaliniche stagioni precedenti ma certamente non è un ostacolo così insormontabile come ci si aspetterebbe. La serie racconta le avventure dei due Testimoni (coloro che sono stati prescelti di salvare il mondo dal male), Ichabod Crane (Tom Mison), soldato dell'esercito americano agli ordini di Washington in persona, che si ritrova catapultato nella Sleepy Hollow del presente dopo un sortilegio e la giovane detective Abbie Mills (Nicole Beharie), che dopo essere sfuggita da un doloroso passato, è ora una promettente detective che vorrebbe arruolarsi nell'FBI. Ma ovviamente i due, legati da un solido legame mistico e umano, dovranno lottare incessantemente con oscure presenze demoniache ed ancestrali (richiamate da forze maligne assetate di potere, distruzione e sangue), e dopo aver sconfitto il Cavaliere senza testa, i quattro cavalieri dell'apocalisse, una potente strega, fermata l'apocalisse stessa, ucciso Moloch, durante le prime due stagioni, si ritroveranno contro nientemeno che la Pandora della leggenda (interpreta dalla bella Shannyn Sossamon), che vorrebbe liberare suo marito, una vera è propria divinità, l'Occulto (Peter Mensah). Ovviamente il loro è un piano diabolico e terrificante, distruggere il mondo, ma i due avranno grossi grattacapi perché i due testimoni combatteranno fino alla fine ed oltre per fermarli.

martedì 10 maggio 2016

Tomorrowland & Vice (2015)

Tomorrowland: Il mondo di domani (Tomorrowland) è un film d'avventura fantascientifico del 2015 della Disney, scritto, diretto e prodotto da Brad Bird (Gli incredibili e Ratatouille), con protagonisti Britt Robertson (vista giorni fa in La risposta è nelle stelle qui) e George Clooney (che non ha bisogno di presentazioni). Il film racconta la storia di Frank, un ex enfant prodige ormai disilluso, e Casey (figlia di un ingegnere aerospaziale), un'adolescente ottimista e intelligente che trabocca di curiosità scientifica. La ragazza sogna un futuro di speranza e di avventura, ma dopo l'ennesimo blitz nella fabbrica del padre per impedire che venga dismessa, Casey finisce in gattabuia. Ma tra gli effetti personali trova una spilla misteriosa che, al solo tocco, la trasporta in un mondo collocato in uno spaziotempo imprecisato, Tomorrowland. Per 'colpa' e grazie all'aiuto di una misteriosa ragazzina, i due, legati da un destino comune, intraprendono così una pericolosa missione insieme, per svelare i segreti di una misteriosa ed enigmatica dimensione spazio-temporale (che esiste nella loro collettiva memoria) nota appunto come "Il mondo di domani". Le loro imprese cambieranno sia il mondo che la propria vita, per sempre. Tomorrowland è un film di quelli che lasciano un attimo perplessi anche se in parte riesce a coinvolgere. Certamente però non lo si può collocare come film di pura fantascienza, ma certo al confine di questa con il fantasy. Certe scene sono un po' troppo inverosimili anche per la fantascienza, per cui sfociano nel fantasy di conseguenza. Una parte su tutte: la torre Eiffel che ha una stanza con un mini museo delle cere di cui nessuno ha mai scoperto l'esistenza, un meccanismo di apertura della torre stessa che nessuno aveva mai notato, un'astronave stile Verne che viaggia nell'iperspazio con un vetro semi rotto ecc. Tutto questo comunque ci può stare, vista anche la casa di produzione che propone il film. Una volta accettato il fatto che non sia fantascienza e basta, lo si può fare già durante il film, tutto diventa più verosimile. Acquista così un senso nella sua gestione dei tempi, nelle animate dinamiche action da cartoon. Gente che cade-vola-rimbalza e non solo, risultano divertenti diverse sequenze, a partire da quella che vede il bimbo-Clooney mentre testa il suo Jet pack, così come creano la giusta dose di attrazione la gadgettistica e la costruzione scenografica dell'immaginario di questa dimensione parallela ove sono raccolte le menti più ingegnose della specie. Poi, chiaro, gli effetti speciali, la CGI, e i soliti cliché conducono l'opera sui binari prevedibili che un prodotto del genere impone.

sabato 7 maggio 2016

I giochi/giocattoli con cui sono cresciuto

Dopo i telefilm, i programmi tv e i cartoni animati, continua il viaggio tra i ricordi d'infanzia e adolescenza con i giochi/giocattoli con cui sono cresciuto. In questa lista saranno presenti giochi che sono diventati leggendari, che hanno contribuito alla crescita di noi giovani nati tra gli anni 80 e 90, giochi che se ritornassero adesso farebbero felici milioni di bambini, ragazzi e genitori, ormai alle prese con una generazione di viziati fanciulli che già a 6 anni possiedono uno smartphone, non giocano più all'aperto e sono schiavi di internet e televisione. I bambini di adesso sanno ancora giocare a nascondino? Mi sto dilungando già troppo, comunque io come tanti quand'ero piccolo per divertirmi e giocare allegramente bastava veramente poco, d'altronde i soldi non sono mai cresciuti sugli alberi e quindi bisognava accontentarsi, ma non per questo ne risentivamo, anzi, era più bello. A partire da quei coloratissimi mattoncini, i Regoli (prima foto), che si usavano e si usano ancora adesso da qualche parte nelle scuole elementari, per studiare certo ma anche come gioco e proprio come i lego (mai avuti) io li usavo per creare oggetti, piramidi, case e tanto altro, purtroppo come tanti altri miei giochi sono andati perduti, alcuni regalati ed altri inscatolati. Ah, le casette del mulino bianco, quanti ricordi, ma soprattutto quanti bambini li avevano nelle proprie abitazioni, tantissimi, erano famosissime in quel periodo. Tutti ne hanno avuta almeno una nella propria vita, poiché tutti mangiavano biscotti a colazione. I genitori erano anche contenti perché erano carine da vedere, anche come soprammobili e poi dopotutto erano gratis, si raccoglievano i punti se non erro e si ricevevano. Noi, io, ero contento, ricordo anche di averne avuto tre in tutto, oltre a quella in foto e ad un'altra simile ma con giochi diversi all'interno, anche quella con la radio incorporata. Quant'erano belle, ma soprattutto divertenti, ci passavo giornate intere a giocarci. E poi in fin dei conti erano educative.

venerdì 6 maggio 2016

Chisciottimista

Più o meno tre settimane fa ho partecipato ad un quiz sul blog di s. Quotidiano imperfetto, incredibilmente ho risposto correttamente all'indovinello e ho vinto (cosa che mi capita raramente) e quindi il libro che era stato messo in palio spettava a me. Certamente vi chiederete e anch'io me lo sono chiesto, ma chi me l'ha fatto fare? eh sì, perché come saprete, conoscendomi almeno un pochino, io non leggo libri (al massimo fumetti) e non sono un appassionato della letteratura, quindi perché ho partecipato al quiz? così per gioco, non credevo affatto di vincere anche se in effetti non era così impossibile da indovinare. Poi dopo ho pensato, ma sì che sarà mai, e se questo fosse il momento giusto per cominciare a leggere? ma soprattutto ci riuscirò o no? Con questo dubbio amletico in testa (visto già influenzato..) ho aspettato con ansia questo benedetto libro. Ebbene finalmente 2 giorni fa è arrivato e sono rimasto positivamente scioccato dal contenuto della busta, e io che pensavo a un mattone e 300 pagine da leggere, si perché come si vede dalla foto il libro, in una normalissima busta da lettera, Chisciottimista, è di proporzioni davvero minuscole, ma non di contenuti, d'altronde Don Chisciotte è un personaggio (conosciuto e che io ovviamente conosco) che affascina lettori di ogni età e paese ormai da quattrocento anni, tanto che ha colpito anche Erri De Luca (che l'ha portato anche a teatro, insieme a Gianmaria Testa e Gabriele Mirabassi). In questo libretto è quindi raccontata la passione che sta dietro questa idea. Sono rimasto positivamente scioccato non solo dal libro (piccolo e veloce da leggere, che per i miei canoni non abituali è perfetto) ma anche dalla lettera in 'allegato' che mi ha emozionato, non solo per il contenuto bello e gratificante, ma perché è forse la prima e unica lettera da me ricevuta da quando ho memoria. Quindi ringrazio con affetto s. (che sta per tante cose tra cui sud, per me è Silvia, ma potrebbe essere Sabrina o Sofia, due bellissimi nomi come lo è Silvia, che poi non è detto sia il suo vero nome...) di tutta questa premura, grazie. Comunque dopo aver letto e capito il libro, anch'io come 'Silvia' ho probabilmente trovato quello che più mi rappresenta, che in parte mi assomiglia, io infatti come il protagonista, che vede il mondo in un modo diverso dalla realtà e quindi probabilmente non viene capito, anch'io vedo il mondo diversamente e non mi arrendo mai a niente, non vinco e non ho mai vinto (non solo letteralmente in gioco) nella vita, ma non per questo mi abbatto, anzi, dalla sconfitta si impara a vincere ma non per essere un vincente, per essere libero e felice, ed essere costantemente ottimista e sorridente mi aiuta anche quando tutto va male. E quindi nel mio essere un eterno ragazzino sono come "Chisciotte, l’invincibile che non ne vince una, resta invincibile perché da nessuna sconfitta annientato, anzi da ogni sconfitta resuscitato per battersi di nuovo". Ora quindi l'ardua domanda, adesso sono un lettore di libri? credo di no, non fanno per me, ma e dico ma, tutto può succedere, questo libro infatti mi è piaciuto e chissà che in futuro non capiti di nuovo, non solo di riceverlo un libro ma che soprattutto io, cambi idea sull'argomento e decida di cominciare a leggere e comprare un libro (anche se alcuni già ho ma mai letti), vedremo ma soprattutto vedrete voi che mi seguite su questa specie di blog, il mio. In conclusione comunque se non avete ancora letto questo libro, vi consiglio di leggerlo. Da me sarà gelosamente custodito anche come ricordo felice.

giovedì 5 maggio 2016

La risposta è nelle stelle (2015) & Best of me (2014)

La risposta è nelle stelle (The Longest Ride) è un film del 2015 diretto da George Tillman Jr., tratto dall'omonimo romanzo di Nicholas Sparks. Tra gli interpreti principali figurano Britt Robertson, Scott Eastwood (figlio del grande Clint), Jack Huston (Richard Harrow nella serie Boardwalk Empire) e Oona Chaplin (figlia di Geraldine Chaplin e nipote del celebre Charlie Chaplin, Talisa Maegyr nella serie Il Trono di Spade). Il film è incentrato sulla storia d'amore tra Luke, un ragazzo che ama cavalcare tori, gareggiando nei rodei, che dirige un ranch con sua mamma e Sophia, la classica brava ragazza che alloggia in una confraternita e che sta per intraprendere il lavoro dei suoi sogni nel mondo dell'arte a New York. Proprio mentre il loro rapporto viene messo a dura prova da ambizioni e ideali contrastanti, Sophia e Luke, che appartengono a due mondi apparentemente lontani si imbattono inaspettatamente in Ira Levinson (Alan Alda), un anziano con una grande storia d'amore alle spalle, il cui ricordo della decennale storia d'amore con l'adorata moglie, ispirerà e scuoterà profondamente la giovane coppia. Mettendo a confronto due generazioni e conseguentemente due diversi intrecci amorosi, La risposta è nelle stelle esplora così le sfide e le infinite ricompense di una lunga e duratura storia d'amore. Di regola questi tipi di film non fanno proprio per me però certamente questo è molto diverso da tanti altri del genere, la trama e il finale non sono così scontati come farebbe pensare, il film si lascia vedere, conferma le aspettative (non tanto altissime), e si distingue (si fa per dire) per dolce innocuità. Comunque premettendo che non avendo letto il libro da cui è tratto il film non ho un termine di paragone, l'inizio è abbastanza "sciocco". Trovo un po' banale la conoscenza tra i due protagonisti, lei la classica secchiona studiosa che si fa trascinare ad un rodeo e improvvisamente esulta come se fosse il più bello spettacolo mai visto...un tantino esagerata, come reazione. I due cominciano a frequentarsi, anche se lei tra un paio di mesi dovrebbe partire per New York, ma ovviamente saltano fuori i problemi, due mondi diversi che si incontrano lui è il classico cowboy, lei la ragazza di città che si adatta alla vita di campagna per amore.

mercoledì 4 maggio 2016

Vynil (1a stagione)

Vinyl è la nuova serie capolavoro targata HBO. La prima stagione è andata in onda in Italia (una settimana dopo l'America) su Sky Atlantic dal 22 febbraio al 25 aprile. La serie che racconta l'ascesa del rock e del punk nella New York anni settanta, è stata già rinnovata per una seconda stagione. La serie è una vera e propria immersione nella Grande Mela dei primi anni '70, dai costumi agli oggetti, e ovviamente poi c'è la musica. Quella non può mancare, d'altronde il titolo è Vinyl, ossia i vecchi dischi di una volta che ormai non si usano più, una serie che sicuramente potrebbe piacere a Nella Crosiglia, se riuscisse a vederla, dato che con le serie tv non va d'accordo. Ambientato tra gli anni sessanta e settanta, Vinyl gira soprattutto attorno al mercato discografico e la politica, quella sporca a ritmo di sesso, droga e puro rock, che governa nelle case discografiche. La serie è diretta da un Martin Scorsese in stato di grazia, della serie il regista è anche produttore insieme a Mick Jagger e Terence Winter, due dai curriculum sicuramente non banali. Il regista premio Oscar che ha anche firmato la regia del lungo pilot con il quale Vinyl ha ufficialmente debuttato ha realizzato qualcosa di eccezionale, grazie anche soprattutto a Terence Winter (già autore ed executive de I Soprano, Boardwalk Empire e The Wolf of Wall Street) che porta in seno un protagonista azzeccatissimo nel ruolo, quel Bobby Cannavale, che in Vinyl è il discografico Richie Finestra, visto proprio in Boardwalk Empire nel ruolo di Gyp Rosetti (ruolo per cui ha vinto anche un Emmy), ma anche alla forza musicale di Mick Jagger e di suo figlio Jasper, che interpreta il leader del gruppo musicale dei Nasty Bits, futura band nascente nella serie. La serie parte col botto, con un pilot di quasi due ore veramente eccezionale, la puntata migliore, che sfiora la perfezione, dato che le successive puntate deluderanno un po' le mie aspettative, non tanto la musica (l'elemento più importante, e su questo aspetto non c'è niente da dire, nessuna pecca, nessun errore), quanto la trama principale non tanto originale e quasi inverosimile, ma soprattutto quasi identica ad Empire, ovvero il capo di una casa discografica in cerca di nuovi talenti, in cerca di nuovi sponsor, in cerca di qualcosa di eccezionale cercando di non far affondare la baracca, ma mentre lì è sesso, droga e rap, qui sesso, droga e rock'n roll, quello vero. Non solo ai cantanti è permesso 'divertirsi' ma anche ai discografici stessi, come Richie Finestra, fondatore e presidente della American Century Records, un'etichetta musicale un tempo di successo che naviga in cattive acque, che è sul punto di essere ceduta, in una New York capace di entusiasmarsi all'assolo di una chitarra elettrica. Un evento però cambia la sua vita e riaccende il suo amore per la musica ma rovina la sua vita privata.

lunedì 2 maggio 2016

Gli altri film del mese (Aprile 2016)

Latin Lover è una garbata commedia tutta italiana, quasi tutta al femminile del 2015. Il film diretto (con mano ferma e senza sbavature o lungaggini) da Cristina Comencini (che firma anche soggetto e sceneggiatura della storia), verrà ricordato soprattutto per essere stata l'ultima (accettabile, discreta) interpretazione dell'indimenticabile Virna Lisi, morta pochi mesi dopo la fine delle riprese. La Comencini ispirata dal padre (da una vena auto-biografica) e dalla tradizione cinematografica italiana ne fa quasi un elogio, in quanto con Saverio Crispo ne riassume le sue peculiarità. Difatti Saverio (interpretato da Francesco Scianna) riassume nella sua carriera 20-30 anni di storia di quel cinema italiano e di quei suoi attori nati nel secondo dopoguerra: dai musical alle commedie degli anni '60, al cinema francese e svedese d'essay, passando per le pellicole politiche impegnate degli anni '70, fino agli spaghetti-western. C’è un finto Il Sorpasso, un finto spaghetti western, un finto La classe operaia va in paradiso, un finto Brancaleone e via dicendo, Crispo sembra riassumere principalmente Gassman, Mastroianni e Volonté. E come un classico divo, anche Saverio ha vissuto le sue esperienze da rotocalco, cambiando mogli ed amanti come si cambiano i calzini e avendo la ventura di mettere al mondo una figlia femmina per ognuna delle sue donne, a ciascuna delle quali conferisce un nome che comincia con la "esse". Ed eccole qui ora le sue figlie nel giorno del decennale della sua morte nel paese natale in Puglia: ognuna diversa non solo per nazionalità, ma anche per interessi, per personalità e atteggiamento nei confronti di un padre che (asseconda delle situazioni di lavoro e del rapporto con l'allora compagna) poteva essere più affettuoso e genitoriale o più distante ed egocentrico. Ed ecco anche due delle mogli residue, entrambe ex-attrici, che fra di loro (nonostante l'imbarazzo e la gelosia iniziali per l'uomo conteso) si ritrovano più facilmente complici perché affratellate dai suoi tradimenti continui.