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venerdì 6 aprile 2018

Il cliente (2016)

Finzione e realtà, violenza e bontà, vendetta e perdono, onta e onore, cultura e ignoranza, formalità e spontaneità, indifferenza e solidarietà, sono solo alcune delle dicotomie messe in campo dal film Il cliente di Asghar Farhadi. Il regista iraniano di Una separazione (già Premio Oscar per il Miglior Film Straniero) torna a Teheran (dopo Il passato, girato in Francia ed in francese) ed affronta (come spesso è solito fare) la complessità delle relazioni umane, in particolare all'interno della coppia come nei due film precedenti. Non a caso questo film del 2016 analizza il dramma di una famiglia iraniana di classe media. E quindi viene mostrato come un singolo evento (una misteriosa aggressione) sconvolga gli equilibri e gli animi dei protagonisti (tra ricerca del colpevole e desiderio di dimenticare), facendo emergere parti nascoste del loro carattere, che neanche loro conoscevano. Come spesso gli accade infatti, un po' per strategia un po' per mestiere, a Farhadi piace mettere i personaggi al centro di tensioni crescenti, per quanto accade all'esterno ma soprattutto all'interno delle relazioni tra persone. Era così in About Elly, il film che lo rivelò anche in Italia, e soprattutto nei suoi due successivi, e ancor di più nel precedente a questo con Bérénice Bejo, dove gli scontri tra i personaggi erano molto esasperati. Qui all'inizio sembra diverso, a parte la casa pericolante (si vede fuori una gru che sta effettuando dei lavori) che spinge tutti a lasciare le loro abitazioni, gli amici aiutano la coppia (una coppia di coniugi e attori facenti parte di una compagnia teatrale, lui è anche insegnante) a portar via le cose, un attore più anziano offre loro a condizioni di favore un suo appartamento che si è appena liberato. Certo, quella stanza chiusa zeppa di vestiti e oggetti della precedente inquilina prima li irrita e un po' li inquieta. Là ci viveva una donna, che non trova un'altra sistemazione e quindi non si decide a venire a riprendersi la sua roba. E che intanto non risponde alle telefonate, o se lo fa minaccia. Quella donna, si scoprirà, fa un mestiere "disonorevole", e una sera, credendola ancora lì, si farà vivo un suo cliente.