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lunedì 6 maggio 2019

La prima notte del giudizio (2018)

Nel panorama cinematografico degli ultimi anni, il franchise The Purge ha attirato l'attenzione fin dal 2013, quando uscì il primo episodio di questa serie distopica e apocalittica, dove si immaginavano gli Stati Uniti d'America nelle mani di un regime ultraconservatore e reazionario denominato I Nuovi Padri Fondatori. Per loro decisione, viene istituita una giornata all'interno della quale per 12 ore viene sostanzialmente permesso ogni crimine, incoraggiando violenze e soprusi di ogni genere, al fine di creare un momento di sfogo e "purificazione". Il film era stato scritto e diretto da James DeMonaco, e aveva incontrato un successo di pubblico niente male per un b-movie costato solo 3 milioni ma capace di metterne dentro 90, mentre la critica (tra cui io) era ed è stata molto severa, definendo il tutto poco plausibile, incoerente e a tratti involontariamente ridicolo (anche se il problema era proprio il banale genere utilizzato appunto nel primo episodio). Tuttavia, i due episodi successivi, Anarchia ed Election Year (tutti e tre i capitoli li trovate qui), oltre a incrementare incassi e popolarità, hanno anche strappato qualche voto in più. Questa saga infatti, particolarmente mutevole, riuscì a rimanere sul pezzo reinventandosi da (classico) thriller home invasion qual era nella sua prima incarnazione con Ethan Hawke in (energico) action suburbano grazie ai muscoli di Frank Grillo nei due capitoli successivi. Cosicché tentando di tenere desto l'interesse ecco il prequel, La prima notte del giudizio (The First Purge), film del 2018 diretto da Gerard McMurray, un film pronto a spiegarci l'origine di questo controverso fenomeno socio politico, ovvero lo "sfogo", con l'obiettivo di farci capire come tutto è cominciato. Il film infatti, è ambientato nel 2014, a Staten Island, dove il neoeletto partito dei Nuovi Padri Fondatori decide di creare un esperimento sociale: portare il crimine a meno dell'1% creando all'interno di un'area circoscritta l'opportunità di commettere qualsiasi nefandezza per 12 ore, senza temere conseguenze o altro, se l'esperimento avrà successo (il fattore umano può contare parecchio, soprattutto quando alcune minoranze son già rabbiose di suo), l'idea è quella di applicare tale iter al resto del paese. Peccato che, di questa origine, di questo inizio, sinceramente se ne poteva fare a meno.

mercoledì 7 novembre 2018

[Cinema] La Notte del Giudizio "La Trilogia"

Buono e davvero originale il soggetto de La notte del giudizio (The Purge), film del 2013 scritto e diretto da James DeMonaco (dopotutto è stato questo il motivo per cui ho voluto recuperare tramite le mie Promesse cinematografiche, questo film, questa saga), in un futuro molto vicino al nostro presente (2022), il problema della criminalità viene contrastato con successo introducendo per una volta all'anno "la notte dello sfogo", per 12 ore, dalle 19.00 della sera fino alle 7.00 del mattino seguente, omicidi, stupri, furti e ogni tipo di violenza vengono ammessi senza essere perseguiti penalmente, inoltre autoambulanze, vigili del fuoco e qualsiasi tipo di intervento di aiuto è sospeso, vige la legge del "senza legge", in modo che la violenza, l'odio e la frustrazione repressa per un anno possano essere sfogati senza problemi di eventuali processi, disordini o arresti, peccato che malauguratamente il tutto non venga poi supportato da una narrazione all'altezza, che riesca a svilupparsi mai del tutto, il copione è infatti pieno di stereotipi e finisce per risultare poco credibile e grossolano già dopo alcuni minuti. Perché certo, il "Giorno del Ringraziamento" raccontato da James DeMonaco in questa sua seconda prova registica propone (come detto) una visione interessante e indubbiamente originale, e offriva molte tematiche da approfondire: il rapporto tra genitori e figli, il senso di questa giornata, l'analisi introspettiva di come una scelta possa cambiare gli equilibri dei rapporti familiari e soprattutto la classica domanda "cioè davvero, in assenza di leggi e regolamenti, saremmo più animali di qualsiasi essere la natura abbia mai concepito?", ma purtroppo il regista non si preoccupa di cuocere a dovere ogni ingrediente, finendo per buttare tutto nel pentolone e bruciacchiare tutto (anche le buone intuizioni di partenza). Il film infatti, dopo una prima parte decisamente da brividi, la presentazione del futuro distopico in cui vivono i protagonisti stessi è inquietante, visto il grado di accondiscendenza con cui i protagonisti accettano l'esplosione di violenza annuale, da parte dell'intera nazione, non bastasse che una volta che nella casa dei protagonisti viene poi staccata la luce, le paure ancestrali dello spettatore vengono a galla per dei momenti da far accapponare la pelle, presenta una seconda decisamente da brividi però "freddi", perché neanche dieci minuti dopo l'arrivo degli assassini nella casa il film sfortunatamente vada prevedibilmente a finire in un (banale) limbo del "déjà-vu", tale da rendere la visione troppo simile a molti altri film dello stesso genere, The Strangers su tutti.