Ispirato ad uno e più fatti di cronaca nera purtroppo simili (incluso il "Caso Fritzl" in Austria), Room, film del 2015 diretto da Lenny Abrahamson, è un bellissimo film drammatico, toccante, dolce, non esageratamente commovente ma che colpisce forte, non tanto a livello visivo quanto nella costruzione della sofferenza che una prigionia simile può infliggere a due innocenti. Poiché discretamente dosato, il film riesce ad essere un dramma quasi perfettamente orchestrato, sincero e intenso, quasi mai retorico e buonista. Anche perché il film, che a volte lascia interdetti per la cattiveria di certi squallidi personaggi, fa sorgere in noi domande a cui non è facile dare una risposta, cosa vuol dire essere privati della propria libertà, del proprio futuro per sette anni? Cosa vuol dire nascere e crescere per cinque anni vivendo in un angusto spazio e non conoscendo niente del mondo? Può l'amore di una madre per il proprio figlio, e viceversa, salvarli entrambi? È possibile poi tornare alla vita reale? Room, infatti, ci fa conoscere la storia di Joy, inizialmente conosciuta solo come Ma, e di Jack, mamma e figlio, costretti a vivere (lei da sette anni, ossia dall'età di diciassette anni, lui da 5, ovvero dalla nascita) in una stanza di circa 10mq da cui non possono uscire e imprigionati da una porta con un codice che solo il "vecchio Nick" (il Sean Bridgers de I magnifici 7, L'ultima parola: La vera storia di Dalton Trumbo e Dark Places: Nei luoghi oscuri) conosce. Lui è l'uomo che li ha rinchiusi lì e che la sera va a fare visita a Ma, costringendo il piccolo a nascondersi dentro l'armadio. La donna ha cercato in tutti i modi di proteggere Jack dalla verità, inventandosi un mondo fantastico e nascondendogli l'esistenza dell'universo al di fuori di quella stanza dove ci sono solamente poche cose (anche se in cuor suo la donna non ha abbandonato la speranza di riuscire un giorno a liberare se stessa e il suo piccolo). Lavandino, letto, armadio, sedie sono quindi gli amici di Jack, almeno finché uno stratagemma ben architettato equivale ad una seconda nascita. Ed è proprio la scena in cui Jack libera se stesso e la madre dalla prigionia (grazie anche all'aiuto di una diligente poliziotta interpretata dalla bella Amanda Brugel di The Calling e KAW), quella di maggiore impatto emotivo della pellicola che comunque tiene un buon ritmo per tutta la sua durata ed è splendidamente interpretata dai due protagonisti, come dimostra anche il Premio Oscar 2016 come migliore attrice protagonista alla bella e brava Brie Larson. Ma saranno davvero in grado di vivere anche fuori da quella maledetta stanza?
Pagine
- HOME
- MY WORLD
- IL BLOG
- CINEMA
- TV & SERIES
- MUSICA
- GAMES
- LETTURE
- POST VARI ED ALTRO
- GEEK LEAGUE
- CONTATTI
- CLASSIFICHE
- FILM ANNO PER ANNO DAL 2015 AD OGGI
- TUTTI I FILM
- RUBRICHE CINEMA
- SERIE TV ANNO PER ANNO DAL 2015 AD OGGI
- TUTTE LE SERIE
- IL GIRO DEL MONDO CINEMATOGRAFICO
- TAG
- MCU
- DC
- NOTTE HORROR
- HALLOWEEN
- CHRISTMAS
- STAR WARS
- ALIEN
- ARCHIVI
- ELENCO ALTRI SPECIALI
- LISTE & CLASSIFICHE ANIME
- ANIME-TION MOVIES & SERIES
- AGGIORNAMENTI LIVE VISIONI & GAMES
- HEADER COLLECTION
Visualizzazione post con etichetta Joan Allen. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Joan Allen. Mostra tutti i post
venerdì 24 novembre 2017
Iscriviti a:
Post (Atom)
