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martedì 12 novembre 2019

Euphoria (1a stagione)

Tema e genere: Scritta e diretta da Sam Levinson e prodotta dal rapper Drake, Euphoria è l'adattamento dell'omonima versione israeliana andata in onda tra il 2012 e il 2013. Siamo di fronte a un teen drama spregiudicato e a tinte forti pensato per un pubblico adulto, che tocca diverse tematiche complesse. C'è il tema della dipendenza, della sessualità, ci sono le dinamiche genitori/figli, la depressione e la malattia mentale.
Trama: Senza entrare troppo nel dettaglio (per evitare di fare spoiler, anche se poi è facile intuire alcune storie), Euphoria racconta semplicemente le vicende di un gruppo di liceali alle prime armi con droghe, sesso, identità, traumi, amore e amicizia.
Recensione: Primo teen drama di HBO, la serie Euphoria racconta le nuove generazioni in maniera schietta, a volte anche cruda ed estrema, con immagini esplicite dal contenuto sessuale o violento che non la rendono adatta, a dispetto del genere, agli adolescenti o giù di lì. Euphoria (trasmessa in Italia per intero da Sky Box e a puntate su Sky Atlantic da settembre scorso) parla infatti (senza filtri) di droghe, relazioni tossiche, rapporti familiari complicati, depressione e sessualità senza edulcorazioni. Nonostante i personaggi abbiano tra i sedici e i diciotto anni non ci sono prime volte, o sono rare, perché gli adolescenti protagonisti hanno già provato quasi tutto. Ogni puntata si apre con la presentazione di uno di loro, offrendo una panoramica dell'infanzia e della famiglia. Un quadro che evidenzia spesso un trauma in grado di spiegare, almeno in parte, perché sono diventati quelli che sono. Tutto viene filtrato dalle parole di Rue, narratrice e protagonista principale, interpretata dall'attrice Zendaya, nota finora per aver preso parte a prodotti di tutt'altro genere, a cominciare dagli show targati Disney fino all'approdo al cinema con Spider-Man - Homecoming e poi con il musical The Greatest Showman. La serie comincia proprio con la sua storia: la giovane soffre di attacchi di panico sin da bambina e ha cominciato presto a fare uso di droghe. Tale situazione si è aggravata al punto da costringerla a trascorrere l'estate in un rehab dopo essere entrata in coma per un'overdose. Le dipendenze che Euphoria affronta però non sono soltanto quelle da sostanze stupefacenti, riguardano anche la sfera emotiva, legate alla voglia di primeggiare, non deludere le aspettative e al desiderio, che si rivela illusione, di avere il controllo sugli altri e su se stessi. E però non seguiamo solo le vicende di Rue e della sua nuova "amica" Jules (una giovane transgender appena trasferitosi). Euphoria si sofferma puntata dopo puntata sulle storie degli altri protagonisti: facciamo così la conoscenza di Nate e di suo padre Cal, di Maddy, di Cassie e di Kat. I loro percorsi e le loro storie si intrecciano con quella di Jules e Rue. Festa dopo festa, dramma dopo dramma, vediamo l'amicizia tra le due crescere e le protagoniste cambiare, evolversi, avvicinarsi e allontanarsi con gli alti e bassi tipici dell'adolescenza. Parallelamente partecipiamo alle storie degli altri protagonisti, in un'altalena di emozioni che culmina in un finale aperto che getta le basi per la seconda stagione. Perché Rue è sì la figura centrale e a lei viene riservato un po' più di spazio, ma riusciamo a conoscere tutti i protagonisti, tramite un approfondimento psicologico importante (gli adulti sono nel migliore dei casi inutili, nel peggiore dannose e pericolose per i ragazzi che appaiono fragili e soli), e tramite problematiche diverse. Appunto, ciascuno di loro, nella propria storyline, porta avanti una tematica, una problematica specifica. È il modo migliore per perseguire l'intento di tracciare il quadro (certo, non universale) di una generazione (anche se poi non si sa quanto può essere davvero verosimile tutto quello che si vede).