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venerdì 18 maggio 2018

The Autopsy of Jane Doe (2016)

Per prima cosa va detto che, se non si è visto il film, è sconsigliabile leggere questa recensione (anche le parti senza spoiler) ed è sconsigliabile leggere qualsiasi cosa a riguardo. Sì, perché il regista e gli sceneggiatori hanno creato un film in cui, per una volta, è fondamentale l'effetto sorpresa. Se lo si vede senza avere informazioni lo si apprezza di più nel suo evolversi. Non è facile infatti inquadrare Autopsy (The Autopsy of Jane Doe), film del 2016 diretto da André Øvredal, senza rischiare un minimo di spoiler, ma si può dire che appartiene per certi versi al sottogenere dell'occulto, ma non solo. Infatti, quest'horror originale, atipico ed inquietante, in grado di garantire una buona dose di tensione e mistero che non può lasciare indifferenti, è un misto di generi diversi che vengono amalgamati abbastanza bene: di base si tratta di un horror, la trama aggiunge un carattere thriller e non manca il tono splatter, seppur pacato. Il film difatti si apre con la polizia locale che sta indagando sul massacro di tre persone in una casa nella quale le stanze presentano segni di lotta e caos: gli agenti trovano un quarto cadavere, quello di una giovane ragazza, semisepolto in cantina ed è l'elemento più enigmatico della scena in quanto, oltre a non essere identificabile, non presenta nessun tipo di ferita. Difficile stabilire le cause della morte e spetterà al coroner locale Tommy Tilden, coadiuvato dal figlio Austin, cercare di chiarire i motivi del decesso. Il tutto nel laboratorio situato nei locali sotterranei della loro casa, che è anche obitorio, durante la proverbiale notte buia e tempestosa. Inutile dire che i risultati saranno sconcertanti. Giacché il cadavere di Jane Doe (nome usato solitamente nel gergo giuridico statunitense per indicare un uomo, o in questo caso una donna, la cui reale identità è sconosciuta o va mantenuta tale) si offre ai medici, e al pubblico, come un puzzle inquietante, dove ogni particolare costruirà un quadro di solida tensione e di curiosità, in cui fra razionale e irrazionale, tutto sarà messo in discussione.