Visualizzazione post con etichetta Sylvia Hoeks. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sylvia Hoeks. Mostra tutti i post

venerdì 15 giugno 2018

Blade Runner 2049 (2017)

Sarò sincero, avevo il fucile puntato quando ho saputo del sequel di Blade Runner (d'altronde i sequel di certi capolavori come lo fu quello di Ridley Scott, non vengono visti di buon occhio). In seguito, alla notizia che Denis Villeneuve (soprattutto dopo aver, l'anno scorso, l'anno precedente e in questo, visto alcuni dei suoi straordinari lavori) avrebbe diretto il film, il dito sul grilletto si è allentato. Villeneuve è un regista con i fiocchi e la recente escursione fantascientifica di Arrival me lo ha confermato. Certamente mi sono detto, chi glielo fa fare ad impelagarsi in un film del genere, entrato nell'immaginario mitico della settima arte. Ha molto da perdere e poco da guadagnare. Una sfida coraggiosa piena di insidie e rischi, tuttavia ben ripagata (anche se sotto certi aspetti si poteva addirittura fare di meglio, e questo è veramente un peccato, vista la qualità generale e l'impegno profuso alla regia). Blade Runner 2049, film del 2017 diretto dal regista canadese classe '67, è infatti un valido e degno sequel dell'originale. Soprattutto perché la scelta di affidare appunto all'ottimo Denis Villeneuve la regia, che è stata sicuramente accorta da parte di Ridley Scott (che in questa operazione per fortuna si è ritagliato un ruolo da produttore, che da qualche tempo a questa parte sembra adattarsi meglio alle sue ambizioni, specialmente quando riesce a tenersi lontano dalla cinepresa, come visto nel deludente Alien: Covenant) si è rivelata azzeccata. Dopotutto lui è tra i registi migliori della sua generazione, è solo lui poteva garantire fedeltà (per quanto possibile) alla materia originale, e solo lui poteva al tempo stesso, con il suo sguardo originale e personale, non farsi schiacciare dal peso del confronto. Perché sì, con Blade Runner 2049, un bellissimo film, teso e pieno di spunti, egli regge, nonostante in verità non riesca a toccare quelle vette di visionarietà e di profondità esistenziale dell'originale (e dopotutto era impossibile per chiunque riuscirci), il confronto, non sfigurando quindi quasi per niente.