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venerdì 16 ottobre 2020

Le serie tv del mese (Ottobre 2020)

Nel mondo della serialità televisiva molte sono le piattaforme con cui interagire, che fanno a gara per l'intrattenimento migliore da offrire. E' così tutti a parlare delle serie di Amazon, di Disney+, di Netflix (il mese scorso ne ho parlato con alcune serie viste, qui) e di chi più ne ha più ne metta, e nessuno delle serie di Sky, delle serie Sky Original di produzione sia europea che italiana, ma paradossalmente direi forse è giusto così, anche perché solo in rari casi alcune suddette serie hanno convinto tutti e soprattutto me, per esempio entrambi i "Pope" (Young e New) o Gomorra, però gli altri purtroppo, pochi nella media e tanti sulla mediocrità. La conferma anche con queste (quattro quelle viste questo mese) nuove serie, dopo le tante che nel corso degli anni ho visto e che raramente sono riuscite a soddisfarmi pienamente, che a questo giro un po' deludono e un po' soddisfano, seppur leggermente. Ma per sapere meglio non vi resta che continuare a leggere.

A Discovery of Witches (1a stagione) - Un amore contrastato, lotte tra creature sovrannaturali e la ricerca della propria identità animano la prima stagione di questa serie. Il progetto televisivo (è prodotta da Bad Wolf e Sky Productions e andata in onda ovviamente su Sky Atlantic in Italia) è tratto dalla trilogia di romanzi scritti da Deborah Harkness e ha già ottenuto l'approvazione per un secondo e un terzo ciclo di episodi che proseguiranno la storia di questo mondo popolato da vampiri e streghe. Un mondo, una storia, che però non mi ha soddisfatto del tutto. Un inizio promettente si è difatti scontrato con una realtà dei fatti diversa, in cui lo show non è riuscito a salvarsi dallo spettro dello stereotipo, finendo per lasciare troppo spazio alla storia d'amore tra i due protagonisti (tra una strega esperta di storia, interpretata così così da Teresa Palmer, e un vampiro esperto in genetica, interpretato anch'esso così così da Matthew Goode, insieme dovranno "collaborare" per evitare futuri scontri) piuttosto che all'interessante contorno. Infatti, come purtroppo un po' prevedibile, la serie si concentra presto sugli elementi più "romantici" della narrazione. Ne consegue uno show sì nel complesso originale e che cerca di distanziarsi dai suoi lontani "cugini" (recenti e meno recenti), ma che alla fine non riesce a dare quella ventata d'aria fresca al genere. Perché certo, un cast (più o meno) convincente sostiene la struttura piuttosto fragile e al tempo stesso non priva di fascino della serie, riuscendo oltretutto a mantenere alta l'attenzione degli spettatori non troppo esigenti (perfetto per chi è alla ricerca di un prodotto leggero e di una bella storia d'amore da vivere), e poi a sostenere la serie c'è comunque anche il buon lavoro compiuto dal team di registi che valorizzano le splendide location utilizzate mettendo in secondo piano la bassa qualità degli effetti speciali durante le scene d'azione, però credevo meglio. Spero che la prossima stagione sia più movimentata, con più scontri soprannaturali e magia. Magari una vena di romanticismo in meno. Voto: 6

giovedì 22 febbraio 2018

Babylon Berlin (1a & 2a stagione)

Ispirato a Der nasse Fisch (Il pesce bagnato) di Volker Kutscher, primo di cinque romanzi dedicati alla Germania pre-nazista, Babylon Berlin si svolge tra il maggio e il giugno del 1929. La serie infatti, composta da sedici episodi corrispondenti a due stagioni, con una terza già in programmazione (coprodotta da Sky e Betafilm), e la più costosa di sempre (il budget supera i 40 milioni di euro), focalizzando in modo perentorio il trapasso tra gli anni ruggenti degli anni '20 al plumbeo militarismo degli anni '30, rappresenta un indimenticabile affresco noir dell'epoca Weimariana. La Repubblica di Weimar, archetipo di tutti i sistemi democratici in crisi, non è solo però lo sfondo storico-politico di un thriller poliziesco dalle tinte noir, ma è, soprattutto, un soggetto vivo, rappresentato nelle sue forme fantasmagoriche e nei suoi colori sfavillanti destinati a spegnersi. Vediamo in scena difatti tutti gli ingredienti del caos politico, la frattura, in seno alla polizia, fra lealisti alla Costituzione e nazionalisti, le agitazioni comuniste e la repressione culminata nel "Maggio di sangue", i rapporti tra istituzioni weimariane e Unione Sovietica (grazie a cui la Repubblica uscì dall'isolamento diplomatico e militare), i conflitti interni al movimento operaio, e ancora lo stress postraumatico dei reduci di guerra (dopotutto il protagonista è uno di loro, che placa i suoi tremori trangugiando fiale di morfina). L'affresco ideato inoltre coinvolge diverse tematiche, non solo il pericolo rosso o il revanscismo post bellico, ma anche dei traumi dei reduci alla miseria dei ceti meno abbienti, fino alla doppia morale della vita quotidiana alla corruzione della burocrazia.