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venerdì 17 gennaio 2020

Stanlio & Ollio (2018)

Tema e genere: Adattamento cinematografico del libro Laurel & Hardy - The British Tours di 'A.J.' Marriot, questo film biografico/drammatico racconta dell'ultima tournée dal vivo dei due comici, al termine della loro carriera cinematografica, e del loro rapporto d'amicizia.
TramaStan Laurel e Oliver Hardy, il duo comico più famoso al mondo, nel 1953 affrontano un tour teatrale in Gran Bretagna. Acciaccati dall'età e con alle spalle un passato di gloria, i due vanno incontro a un futuro incerto: gli spettacoli, attraverso la nazione, si rivelano infatti deludenti, sebbene fan vecchi e nuovi continuino a divertirsi di fronte alle loro gag.
Recensione: L'ho aspettato parecchio ed avevo alte aspettative che sono state in parte ripagate. Il film infatti, diretto da Jon S. Baird, che si concentra su una parte della carriera di Stanlio e Ollio ai più sconosciuta e su aspetti personali tutt'altro che divertenti (anche se non mancano momenti simpatici), è un dolcissimo omaggio a questa coppia d'oro della comicità mondiale. Lineare, senza particolari sussulti ma godibile, l'opera rispetta lo stile cui i due fuoriclasse della risata ci avevano abituati. Non vi è nulla di eccessivo, di forzato: si sorride con gusto, ci si emoziona nel racconto. Anche perché oltre ad essere un biopic sincero e brillantemente prodotto, il film sembra anche essere una vera e propria storia d'amore fra due amici (un'apologia divertita e divertente del più introvabile dei sentimenti: l'amicizia vera e profonda, anche questo è Stanlio e Ollio). Due colleghi con una straordinaria chimica sul palco che, dopo una lunga e impegnativa tournée teatrale, capiscono di essere due veri amici. In tal senso risulta azzeccata la scelta di non fossilizzarsi sui loro successi o su una sorta di grande "imitazione" dei loro successi, ma bensì di scavare dietro il personaggio fino a scorgere la persona. Quanto la persona è diventata personaggio? C'è una grande malinconia, ma allo stesso tempo si ride, ci si diverte, grazie ad una comicità che si ripercuoteva nella quotidianità di questi due straordinari interpreti. A rendere tutto ancor più piacevole sono i due protagonisti, perfettamente calati nei rispettivi ruoli. Così tanto perfettamente che pochi istanti fanno sì che chi ha amato i due comici dimentichi totalmente (stupendi i momenti delle gag teatrali) di trovarsi di fronte ad attori che li interpretano (e ben ha fatto il doppiaggio a non cadere nel finto accento con cui in Italia son diventati famosi).

giovedì 1 febbraio 2018

Wonder Woman (2017)

Da quando il DC Extended Universe è iniziato, non possiamo dire che siano usciti gran prodotti, anche se L'uomo d'acciaio a me piacque abbastanza, certamente molto di più di Batman v Superman: Dawn of Justice, forse meno di Suicide Squad, anche se quest'ultimo parecchio deludente, facendo così sfumare importanti occasioni per la semplice fretta di "raggiungere" gli avversari Marvel. Tuttavia con Wonder Woman, film del 2017 diretto da Patty Jenkins (che con il suo Monster ha dato la possibilità a Charlize Theron di vincere un Oscar) e da cui non mi aspettavo un granché, sono riusciti a fare un lavoro più che discreto. Questa pellicola infatti li supera nel comparto narrativo, dato che in questo caso ci troviamo di fronte ad un blockbuster con una trama molto studiata, ben approfondita ed elaborata, anche se con un po' troppo buonismo che rende alcuni dialoghi prevedibili e alcune scene già viste in molti altri film e che avrei preferito non vedere. Ma come sappiamo non è mai facile produrre un film così "importante" sui supereroi senza commettere errori, che qui in verità, come vedremo, abbondano. Importante perché Wonder Woman è sempre stata una figura supereroistica molto apprezzata (anche grazie alla serie cult con Lynda Carter, che ogni tanto ho visto anch'io) ma anche rispettata, soprattutto per il suo spirito "girl Power" (che si sta affermando​ ultimamente in molte pellicole) e non poteva che essere più attuale che mai in questo periodo cinematografico e sociale.