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giovedì 1 marzo 2018

Le altre serie tv (Febbraio 2018)

Se c'è una regola universale a cui tutte le serie tv sono sottoposte è quella secondo cui una seconda stagione non sarà mai (ad eccezione di rari casi) emozionante come la prima. Figuriamoci una terza, o una quarta. Eppure quando un prodotto come Agents of S.H.I.E.L.D., riesce ad ingranare la marcia giusta, creando il giusto mix di personaggi, trame e humor, mantenendo alto il livello della serie stessa, nonché l'interesse dello spettatore, tutto è possibile. E infatti questa quarta stagione (che prosegue le vicende lasciate in sospeso nella terza, qui la mia recensione), mi è sembrata un gradino sopra alle precedenti tre. Anche perché la serie, quantomeno per due terzi del suo (nuovo) percorso, ha regalato sorprese e ha confermato il trend positivo di una serie partita in sordina ma che nel corso degli anni è diventato (almeno personalmente) un punto fisso. Se la prima stagione era stata infatti un'assoluta novità, e mentre invece la seconda soprattutto meno la terza stavano, per colpa di una certa ripetitività, prendendo una brutta piega, la quarta stagione difatti, pur insistendo ancora sul fattore "Inumani" (comunque molto meglio descritti che nella pessima serie omonima), e virando verso personaggi Marvel di grande spessore e appeal, riesce con ritmo e adrenalina, con la spettacolarità delle sequenze, a farsi molto apprezzare. Anche se forse è grazie alla geniale suddivisione (narrativa) in tre parti, Ghost Rider (di 8 puntate), LMD (di 7 puntate) e Agents of Hydra (di 5 puntate) e con due puntate di epilogo, ma tutti comunque accomunate da un singolo elemento unitario (il Darkhold, un leggendario manoscritto che custodisce segreti indicibili e, soprattutto, devastanti) che ciò soprattutto accade. L'idea (vincente) infatti non solo ci permette di vedere molte più cose ma permette di rendere la visione meno complessa e più compatta, ma soprattutto più imprevedibile. Peccato solo che, nonostante attendevo questo momento con trepidazione (perché il suo personaggio mi ha sempre molto intrigato e affascinato), la parte che ha coinvolto la guest star Gabriel Luna nei panni del Ghost Rider, è stata la meno interessante da seguire. Perché nonostante proprio questo intermezzo faccia risaltare gli effetti speciali impressi proprio nel demonio dalle catene infuocate e dal volto scheletrico (giochi di prestigio non comuni per una serie tv, decisamente di più alto livello rispetto agli standard a cui siamo abituati sul piccolo schermo) il suo background non viene minuziosamente esplorato, e viene perciò poco utilizzato e non benissimo.