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venerdì 30 novembre 2018

Gli altri film del mese (Novembre 2018)

Se appena ieri dicevo che il mese di novembre è stato il mese delle occasioni sprecate, ed è stato appunto così, a riabilitare questo stesso mese, un mese in cui il freddo e il brutto tempo ha fatto parecchi danni (personalmente per esempio mi ha "costretto" a stare a riposo per 2 giorni, colpa dell'ennesima interruzione di linea), ci hanno pensato per fortuna non solo i 4 film che "presento" oggi, ma anche alcuni altri di cui avrete certamente letto le mie recensioni. Film che hanno risollevato appunto il mio stato d'animo un po' deluso e scoraggiato da visioni sempre meno originali e non proprio soddisfacenti. In ogni caso, tra pochi alti e tanti bassi in campo cinematografico, la vita è andata avanti, ma dopotutto non può che essere così sempre, seppur ad andare avanti è stato solo (come sempre) il tempo, quello sì, che certe volte passa davvero velocemente (aveva ragione Albert Einstein con il suo strabiliante concetto della relatività), perché poi in verità non c'è stata nessuna grossa novità e nessun cambiamento importante, ed in nessun campo, in questo Novembre che sta per finire, e che sta per lasciare spazio al mese, anzi, al periodo festivo più bello dell'anno (almeno personalmente parlando). Tuttavia a Novembre, anzi, pochi giorni fa, c'è stato il compleanno di mio fratello, mentre a metà mese è ricorso il secondo anniversario della scomparsa di mia nonna materna, e quindi qualcosa è successo. Ma io non vedo l'ora adesso di assaporare l'aria natalizia, l'albero è quasi pronto per essere addobbato, anche se prima di ciò, se io devo vedere se tutte le luci si accendono, voi dovete continuare leggere questo post, dopotutto questa introduzione è solo per introdurre comunque l'ultima selezione degli altri film del mese di quest'anno, perché a dicembre non ci sarà. Perciò buona lettura e tante care cose a tutti.

lunedì 8 maggio 2017

Paradise Beach (2016)

Arrovellarsi cercando di capire perché The Shallows nell'edizione italiana diventa Paradise Beach: Dentro l'incubo è uno dei pochi dubbi della pellicola stessa (del 2016), che non è certamente il nuovo Jaws (Lo Squalo, capolavoro assoluto), anche se lo riecheggia e a suo modo vuole renderne un omaggio, ma che da una situazione vista e rivista (la lotta tra uomo, in questo caso donna, e squalo in una natura incontaminata  e apparentemente amichevole) ne esce un film godibile. Niente di particolare naturalmente, ma la tensione è sempre presente, nonostante la presenza sullo schermo di un solo personaggio, una sorprendente Blake Lively, del tutto credibile nel ruolo. Infatti il film si concentra esclusivamente sulla figura della protagonista principale risultando più un survival movie al femminile sorretto da un ritmo serrato e picchi adrenalinici che lo rendono un prodotto tutt'altro che da snobbare. Ovviamente il cliché in agguato dietro l'angolo è il classico degli shark movies, uno squalo bianco, predatore incallito, che non lascia tregua alla malcapitata surfista e non solo le impedisce di tornare a riva ma cerca ogni buona occasione per divorare la 'preda'. Le esagerazioni e stereotipizzazioni del genere sono d'obbligo e nonostante le premesse e le aspettative (all'inizio non proprio entusiasmanti), il film si rivela un ottimo prodotto di intrattenimento con una buona dose di suspense che tiene incollati allo schermo dalla prima all'ultima sequenza, insieme a dei ben congegnati colpi di scena. La storia in se è semplice e lineare (abbastanza banale e generica ma raccontata con stile e con grazia), che evita i lunghi prologhi e introduzioni che non si addicono a film del genere, e ci trasporta subito nel vivo della trama, dove seguiamo le vicende di una giovane studentessa di medicina, Nancy, la quale si trova in vacanza in Messico, che si fa (da un tipo del luogo) portare su una spiaggia poco conosciuta intenzionata a passare la giornata surfando.

sabato 1 aprile 2017

Run All Night: Una notte per sopravvivere (2015)

Dopo il poco convincente ma discreto thriller Unknown e il più dozzinale ma accettabile Non-stop, la coppia vincente Liam Neeson attore e Jaume Collet-Serra regista, si ritrova in un serrato (e più che discreto) thriller notturno, Run All Night: Una notte per sopravvivere (Run All Night, 2015), ambientato lungo un'unica concitata notte, durante la quale un piccolo malvivente alcolizzato e vedovo, allontanato dal figlio ormai adulto e con moglie e prole al seguito, deve adoperarsi affinché quest'ultimo non venga ucciso dopo essere stato testimone di una strage perpetrata a sangue freddo a danno di una banda di trafficanti di droga albanesi da parte del giovane ambizioso figlio del boss dei boss, nonché amico di gioventù ed attuale datore di lavoro del nostro sventurato protagonista. Run All Night appare fin dall'inizio serrato e convincente nel suo intreccio sulla carta dozzinale e stravisto, ma congegnato e girato con perizia e senso del ritmo, con qualche guizzo estetico e qualche riflessione etica interessante. Questa pellicola difatti ha un impianto tecnico di buon livello, bella infatti la regia, la fotografia e le musiche, così come le coreografie dei combattimenti. Il tutto coadiuvato da un buon montaggio e interpretazioni discrete da parte di tutto il cast, cui spicca tra tutti Ed Harris che qui ricopre un ruolo da cattivo/non cattivo che mi è piaciuto molto, un personaggio che dimostra una grande umanità dietro all'involucro di orgoglio di cui è ricoperto, Liam Neeson invece interpreta un character differente dai suoi soliti degli ultimi anni, interpreta infatti un villain in cerca di redenzione che nel contesto funziona alla grande.