Visualizzazione post con etichetta Samantha Morton. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Samantha Morton. Mostra tutti i post

mercoledì 5 giugno 2019

The Walking Dead (9a stagione)

Tema e genere: Continua il viaggio dei superstiti all'apocalisse zombie nella serie tv survival horror più longeva di sempre.
Trama: Dopo lo scontro "definitivo" all'apparenza, che ha comunque risolto alcune divergenze e dato la possibilità a tutti (quasi tutti) di ricominciare e progredire, le difficoltà nella nuova società non mancano. E se la prima volta il nuovo inizio sopperisce alle problematiche della conciliazione in modo spiazzante, la seconda, spiazzante è l'arrivo di uno spietato avversario, che metterà a durissima prova gli sforzi fatti. E non sarà l'unico problema.
Recensione: Personalmente una sorpresa, credevo peggio, e invece nel complesso è stata una buona stagione, la nona, di The Walking Dead. Non "eccezionale", neanche "ottima", ma buona sì, e per arrivare a questo risultato sono bastati alcuni accorgimenti e alcune iniezioni di minima creatività, che hanno consentito di uscire da strutture e dinamiche che ormai mostravano da tempo un certo affaticamento. Dopotutto dopo nove stagioni, nessuna serie televisiva poteva rimanere integra del tutto, poteva sedersi beatamente, qualcosa doveva cambiare, è cambiato, anche se non tutto è andato per il meglio, ma sarebbe ingrato non riconoscere a questa stagione di aver lanciato dei confortati segnali di risveglio. E questo nonostante la testarda presenze dei soliti punti dolenti. In questa stagione infatti, nei sedici episodi, i protagonisti affrontano molte traversie, simili ma diverse, tra la perdita di numerosi personaggi importanti e tante tragedie. Questo soprattutto nella seconda parte, la serie difatti vede nuovamente una suddivisione in due tronconi, più accentuata però, diversa l'una e l'altra sia per accumulo della tensione drammatica, sia per un discorso legato a un rinnovamento dei contenuti. Seconda parte che paradossalmente vede uno dei periodi più stanziali e sereni di sempre. Un salto temporale di sei anni infatti, ci (re)introduce in un mondo profondamente cambiato, un mondo che è andato avanti, portando con sé vecchie ruggini tenute nascoste (che vede la "scomparsa" di due protagonisti centrali), ma che vedrà sorgere soprattutto una nuova temibile minaccia, minaccia che è probabilmente la migliore mai vista nella serie, i Whisperers (i Sussurratori), sorta di anello mancante fra umani e zombie, che riescono a sommare le peggiori caratteristiche dei due. Alpha (interpretata benissimo da Samantha Morton), a capo di questo folle ed inquietante gruppo (che riesce nell'impresa di ridare senso e spessore alla presenza degli zombie, ormai non più minacciosi da anni, il disorientamento provato davanti a un errante, di cui adesso va interpretata la vera natura in pochi istanti, è infatti una svolta inaspettata quanto necessaria), è un'ottima villain, perché è la prima della serie che ha un'intelligenza tattica, ma con cui al contempo è impossibile ragionare. Tanto che molto scompiglio produce e produrrà, le cose sembrerebbero infatti poter ulteriormente peggiorare in futuro, probabilmente lo faranno, e si ha una discreta voglia di vedere come e cosa accadrà. Comunque al di là di ciò, da segnalare soprattutto c'è un elemento in tutto questo, in questa stagione e in questa seconda parte, ovvero la scomparsa di uno dei personaggi storici della serie, se non il più importante: Rick Grimes. Come noto (almeno dagli addetti e fan), Rick, interpretato dal bravissimo Andrew Lincoln, ha lasciato la serie in maniera molto originale, ma decisamente furba, furbescamente in attesa dei film. Una mossa interessante ma la sua mancanza è intensa e percepibile, inoltre non sapere cosa gli è successo infastidisce. A tal proposito di note dolenti ce ne sarebbero più d'una, non ultimo il fatto che su sedici episodi stagionali se ne contano forse 3-4 realmente memorabili, e sono un po' pochini. Non bastasse che restino e sono troppe le sequenze dedicate a tanti, troppi personaggi senza carisma e profondità, incapaci di accaparrarsi il nostro interesse e la nostra empatia.

lunedì 8 ottobre 2018

Animali fantastici e dove trovarli (2016)

Solo il più ingenuo dei Babbani poteva pensare che il mondo magico e remunerativo creato da J. K. Rowling avesse terminato il suo percorso sul grande schermo nel 2011 con l'ultimo episodio di Harry Potter. Se i fan di J. R. R. Tolkien sono rimasti sorpresi quando Peter Jackson ha tirato fuori una trilogia da un romanzo breve come Lo Hobbit, è ancor più spiazzante l'idea di trarre ben cinque film dal compendio magizoologico della scrittrice inglese, uno dei libri di testo di Hogwarts. La nuova serie spin-off interamente diretta da David Yates infatti, già regista degli ultimi quattro Harry Potter (e di The Legend of Tarzan), che si prepone di rileggere l'ultimo secolo di storia americana e mondiale in chiave fantasy (e con lo stesso tono dark degli ultimi quattro capitoli di Harry Potter, i più "maturi"), e in cui inevitabilmente forte è il legame con la saga potteriana, pur trovandoci in un'altra epoca e in un altro continente, non mancano difatti riferimenti a nomi e luoghi già conosciuti, ci porta a conoscere da vicino il personaggio di Newt (finora solo poco più di un nome) e le avventure che lo vedono protagonista all'epoca della scrittura della sua guida, giacché diverse storyline si intrecciano a partire dall'arrivo del protagonista a New York. E in tal senso sgombriamo subito il campo da ogni possibile equivoco, Animali fantastici e dove trovarli (Fantastic Beasts and Where to Find Them), film del del 2016 diretto dal regista britannico, è un bel film (indubbiamente apprezzabile e piacevole), che sicuramente avrà mandato in brodo di giuggiole i fan storici della saga e avrà incantato le nuove generazioni, ma il suo risultare sottile in molti aspetti, fa sì che non riesca a coinvolgere il pubblico con la sua magia (che qui, quella vera e propria, manca). Infatti la profusione degli effetti speciali (nonostante essi siano di ottima fattura), la trama in fin dei conti poco consistente, i colpi di scena alcune volte abbastanza prevedibili e l'interpretazione degli attori non proprio eccezionale, non mi ha fatto apprezzare fino in fondo questo film, nonostante alcune scene esilaranti e rese magnificamente (tra tutte quelle all'interno della valigetta di Scamander, dove magicamente ha ricostruito una riserva portatile per le specie di animali da lui catturati, ma anche quelle con protagonista lo Snaso, simpatico cleptomane che crea non pochi inconvenienti).

martedì 10 gennaio 2017

Il peggio del peggio delle serie tv 2016

Come quello per le peggiori pellicole viste nello scorso anno postato ieri, qui, anche le serie tv avranno e hanno adesso il loro apposito spazio, spazio utile per conoscere quali sono state, secondo ovviamente, il mio modesto parere, le peggiori o i peggiori serial televisivi visti nel 2016. Serie che non hanno funzionato perché niente ha funzionato a dovere, o almeno non nel modo che si aspettava, perché soprattutto in una serie l'idea non basta, ci vuole qualcosa in più, qualcosa in meglio, quel qualcosa che nelle 10 serie che sto per riproporre, non c'è stato, nonostante come detto lo spunto di partenza, a volte, fa sperare bene, invece alla fine naufraga e viene cancellato, cosa che a tantissime serie accade spesso. Ecco infatti alcuni esempi di prodotti non del tutto soddisfacenti.


10. Nonostante mi sia piaciuta un po', nonostante l'argomento storicamente interessante, la bella sigla e le belle musiche, e nonostante un discreto cast (John Benjamin Hickey, Olivia Williams, Ashley Zukerman, Rachel Brosnahan), la serie Manhattan, sulla costruzione della bomba atomica, non convince, ma soprattutto non si lascia per niente ricordare, il paesaggio come la serie infatti è arido, privo di forza, poco deciso e caotico. (5,5)

martedì 23 febbraio 2016

Annie Parker (2013)

Annie Parker è un film (del 2013), basato su una incredibile storia vera, quella di due donne, che "non mollano", mai, Annie Parker (Samantha Morton) che, insieme a tutta la sua famiglia, per tutta la vita si trova a dover fronteggiare il cancro e Mary-Claire King (Helen Hunt), una ricercatrice. Insieme si troveranno a combattere una comune lotta contro il tumore del seno. Le storie di due donne nel Canada degli anni sessanta, che separate da migliaia di chilometri di distanza e cresciute in ambienti molto differenti, si intrecciano a poco a poco fino al momento del loro incontro, quando le esistenze di entrambe cambieranno per sempre. Annie Parker, donna dal forte temperamento e con tanta voglia di vivere, è perseguitata dal cancro sin da quando undicenne vede morire la madre per un tumore al seno. Ed è solo ventenne quando anche la sorella maggiore soccombe a causa dello stesso male. La loro perdita instilla in Annie la convinzione, quasi ossessione, che anche lei sarà colpita dal cancro. Ripetutamente rassicurata da ogni medico che la sua famiglia è semplicemente stata "sfortunata" e che non c'è nulla di cui deve preoccuparsi, Annie (a 29 anni) scopre la presenza di un nodulo al seno, di cui verrà presto confermata la natura maligna, si sottopone così a un intervento di mastectomia radicale modificata a cui segue un ciclo di chemioterapia. Da quel momento per la giovane donna inizia una doppia battaglia: quella contro il tumore, e quella contro l'establishment medico scientifico che nega la possibile esistenza di un fattore ereditario nell'avvicendarsi di certi tipi di cancro. Forte e tenace non si dà mai per vinta, non perde la speranza e arriva a sconfiggere questo terribile male. La sua storia, insieme a quella di moltissime altre donne, accompagna, nella trama del film così come nella realtà dei fatti, gli studi della dottoressa Mary-Claire King, brillante ricercatrice che già ventenne si fa conoscere in tutto il mondo per la rilevanza delle sue scoperte scientifiche, che in un'epoca in cui l'informatizzazione era agli albori e i fondi per la ricerca genetica erano assai limitati e che contro il parere negativo di tutti, ostinandosi a lavorare su un particolare progetto, la porterà alla sensazionale scoperta dell’esistenza del legame tra il gene BRCA1 e il cancro al seno, di immenso valore anche nello studio di molte altre malattie.

sabato 6 febbraio 2016

The Last Panthers (1a stagione) & Deutschland 83 (Miniserie)

The Last Panthers è un crime francese, una mini-serie di sei episodi prodotta da Canal+ e da Sky UK, scritta da Jack Thorne, già autore di Skins e di This is England e diretto da Johan Renck, che ha già diretto serie come Breaking BadThe Walking Dead e VikingsMa quello che poteva e doveva essere, alla fine non è stato. Non c'è azione, poco thriller e suspense, è solo un semplice noir drammatico, con un finale cupo, nero e triste. L'incipit è interessante, un furto di gioielli a Marsiglia (Francia), ma poi la storia cambia, muta in qualcosa di diverso, un drammone ricco di flashback, in giro per esplorare gli angoli più cupi d’Europa, in Inghilterra, Germania, Francia, Ungheria, Serbia e Montenegro, governati da una losca e misteriosa alleanza tra spietati gangster e banchieri senza scrupoli. con spostamenti 'troppo' rapidi e visioni di nudità maschili che si potevano evitare, non aggiungono niente di più alla storia. La serie definita un "European crime thriller" o anche la "Gomorra europea", visto lo stile, chiaramente ispirato alla fiction italiana è stata trasmessa oltre che Italia (da novembre a dicembre) anche nel Regno Unito, Irlanda, Germania e Austria. La serie inizia con tre uomini vestiti da imbianchini che fanno irruzione in una gioielleria. Non parlano, comunicano attraverso 'pizzini' di carta su cui hanno scritto in inglese. Rubano diamanti e un orologio e nella fuga, per sbaglio, uccidono una bambina. I primi dieci minuti passano così, quasi in silenzio, si sentono giusto i rumori, la voce della direttrice della gioielleria, i passi sul pavimento liscio e le urla della polizia. Uno rimane ferito e un quarto li aspetta lontano dalla scena del crimine. Il colpo del secolo, il colpo perfetto, peccato che nessuno, poi, voglia comprare i diamanti. Sono sporchi, non buoni, e "scottano". La polizia francese indaga, ma chi riesce, nel giro di poche ore, a scoprire qualcosa è l’assicurazione: una donna e un uomo inglesi, che arrivano la mattina a Marsiglia.