Visualizzazione post con etichetta Slasher horror. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Slasher horror. Mostra tutti i post

sabato 11 aprile 2020

[Cinema] Recuperi utili per altri recuperi (Mandy, Wolf Creek 2, Canzoni del secondo piano, Wrong)

Tante sono le mie liste cinematografiche ancora in sospeso, di queste tuttavia alcune penso di poter finire entro l'anno, ma non ne sono sicuro, però nonostante ciò se ne aggiunge ora un'altra. Sì perché grazie al Guardaroba (gruppo FB e Telegram, di Giuseppe de Il buio in sala che mette a disposizione dei link per scaricare film poco conosciuti vedibili con l'ausilio dei sottotitoli), ma anche Internet (in tutti i sensi) ho intenzione di vedere (nell'arco di un tempo indefinito, però un post una volta al mese) tanti altri film oltre a quelli che ho già da vedere. Ma per fare ciò mi era utile prima recuperare alcuni titoli, ed ecco perché oggi recensisco questi film, film che anticipano un sequel, che fanno da apripista o che chiudono un cerchio. Per esempio prima di vedere Color Out of Space non potevo non vedere Mandy, con Nicolas Cage protagonista di entrambi, oppure prima di vedere l'ultimo capitolo di Wolf Creek non potevo non vedere il secondo (che ancora mi mancava). E poi siccome ho intenzione di vedere due film di Quentin Dupieux non potevo che partire da Wrong (il secondo è dopotutto un suo sequel), infine della trilogia sull'umana esistenza di Roy Andersson avevo visto solo Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza, e mi sembrava doveroso vedere il suo primo Canzoni del secondo piano prima di vedere il suo secondo You, the Living. Ed è così che li ho visti, ed è così che in attesa di vedere quelli e tutti gli altri, vi parlo di codesti.

Mandy (Azione 2018) - Tra le cose più strane degli ultimi anni. Un viaggio allucinante, distorto, infernale, quasi fantascientifico. Un impatto visivo notevole dove la musica, alienante, devastante, accompagna quasi tutto il film. Jóhann Jóhannsson era un grande, ha composto colonne sonore per Sicario e Arrival, tra l'altro, ed è un peccato sia scomparso così presto. Il regista è Panos Cosmatos, figlio di George, quello di Cassandra Crossing e Tombstone (i suoi lavori migliori, ma non dimentichiamo assolutamente due chicche niente male, Rambo 2 e Cobra). Nicolas Cage perfetto (ancora una volta clamorosamente in parte nella parte del folle, Mom and Dad e Io, Dio e Bin Laden insegnano), i "gesuiti malati" (si notano Linus Roache e Bill Duke) altrettanto (così come Andrea Riseborough nei panni di Mandy). La storia è piccola, semplice, un pretesto, che può fare storcere il naso (e un po' l'ha fatto, la prima parte è tirata per le lunghissime e manco fosse verbosa, no, parlano poco per un'oretta e intanto ci si rigira i pollici sperando succeda qualcosa, nella seconda parte comincia la parte horror, finalmente, in un tripudio di sangue e musiche), ma l'esplosione onirica di Cosmatos figlio merita. Perché certo, in questa pellicola la forma sovrasta il contenuto, c'è infatti un grande lavoro dietro alle immagini e dietro i notevoli effetti, molte meno invece per quanto riguarda la storia che, come detto, per una buona prima parte gira a vuoto, per poi dopo riprendersi e diventare un classico revenge movie a tratti anche divertente, però personalmente, nonostante i suoi limiti (tra cui anche un eccessiva durata) non mi è dispiaciuto, un trip psichedelico, follia allo stato puro, davvero carino. Voto: 6,5

lunedì 30 settembre 2019

Gli altri film del mese (Settembre 2019)

Non so cosa vi aspettavate che vi dicessi in merito a quanto accennato venerdì scorso, semplicemente che in occasione di alcune recensioni di un gioco e di alcune serie verrà messa da parte la classica scheda, perché facile ma allo stesso tempo difficile da compilare. A proposito della scheda, quest'ultima dall'anno prossimo verrà revisionata, alcuni dettagli saranno compilati in modo diverso, con un metodo diverso, non so ancora quale sarà questo metodo, ma sarà sicuramente meno impegnativo e più diretto, però ci sarà tempo per decidere e farvi sapere tutto. Comunque una cosa da dire adesso di importante c'è, ovvero che il blog nella terza settimana di Ottobre osserverà una settimana di riposo, per permettermi di ricaricare le pile prima dello sprint finale, in cui cercherò di completare alcune liste. Una settimana in cui avrei dovuto fare un sondaggio, come avevo detto mesi fa, per farvi scegliere una pellicola o una serie che facesse da "sfondo" al mio prossimo banner, ma proporlo non è così facile come mi aspettavo, bisogna fare tanti "giri", e così sarò io a scegliere ed al ritorno dalla pausa sarà pronto. Però prima di arrivare a questo punto, c'è tanto da scrivere e soprattutto leggere, recensioni come queste qui, di film sufficientemente belli.

martedì 6 agosto 2019

Halloween (2018)

Tema e genere: Slasher thriller/horror, sequel diretto di Halloween - La notte delle streghe del 1978.
Trama: Quarant'anni dopo la strage di Halloween, la sopravvissuta Laurie Strode è ancora perseguitata dal ricordo di Michael Myers. Intanto, Michael sta per essere trasferito in un altro manicomio.
Recensione: A 40 anni esatti (ora 41) dall'uscita del primo, indimenticato Halloween (1978) del Maestro John Carpenter, David Gordon Green dirige un sequel che sceglie sapientemente (e genialmente) di ignorare gli altri nove capitoli (tra sequel, remake e reboot) della saga realizzati nel frattempo. Una buona premessa: se il film originale ha difatti retto bene alla prova del tempo ed è ancora oggi considerato un pilastro, non si può dire altrettanto degli episodi successivi, dimenticabili quando non proprio evitabili (anche se ne avrò visti al massimo due). Undicesimo film della saga, Halloween infatti (che riparte dall'essenziale: Laurie e Michael, la vittima e il carnefice) rinnega la quasi totalità delle dieci pellicole che l'hanno preceduto, prendendo per buoni solo gli eventi accaduti nel primo film firmato da John Carpenter, e fa centro. Perché con questo nuovo Halloween, David Gordon Green rispetta la regola non scritta per un sequel di successo, ovvero un giusto mix fra innovazione e richiami all'originale. Fin dai titoli di testa, ripresi da quelli del film di Carpenter sia nell'indimenticabile accompagnamento sonoro sia con il font, veniamo infatti coinvolti in quella che è sostanzialmente una versione riammodernata dell'originale, dal quale diverge in pochi ma basilari punti. Siamo di nuovo nella famigerata notte delle streghe, in cui avviene nuovamente un'altra fuga dall'ospedale psichiatrico, che dà inevitabilmente vita a un'altra mattanza di giovani locali, coinvolti nelle più disparate attività ricreative, e di chiunque si metta sulla strada del feroce Michael Myers. Attenzione però, perché se queste premesse potrebbero fare pensare a un prodotto puramente derivativo, privo di qualsiasi spunto originale e volto a replicare pedissequamente i punti di forza del cult del 1978, non è così. L'Halloween del 2018 è infatti un film tutto sommato godibile, che rende onore alla pietra miliare del cinema di cui porta il nome, pur senza avvicinarsi neanche alla sua grandezza. L'intuizione migliore del regista è certamente la scelta di creare una sorta di filo invisibile che collega Michael Myers alla sua mancata vittima Laurie Strode, influenzandone ogni loro comportamento e azione e facendoli attrarre come due magneti di poli opposti. Il tema portante del film è l'ossessione, sopita per 40 anni e pronta a riaccendersi nel caso di Myers e tormento per quando riguarda Laurie, capace di costruire una vera e propria panic room all'interno della propria abitazione, per proteggersi da qualsiasi attacco esterno. La dolce e determinata Laurie dell'Halloween del 1978 è ormai solo un pallido ricordo, che ha lasciato posto a una donna sola e rancorosa, incapace di tenere legati a se i propri affetti e incline a una violenza che, seppur in chiave difensiva, la rende non così lontana dalla ferocia del suo aguzzino di 40 anni prima. Le ossessioni di Laurie e Myers sono contagiose, e portano ad allargare il conflitto a persone di passaggio e soprattutto a figlia e nipote della prima. Inevitabile quindi, visto anche il periodo, un finale all'insegna del girl power, in cui 3 generazioni si riuniscono per fronteggiare la personificazione stessa del Male. Rispetto all'originale, questo Halloween è decisamente più esplicito, e replica solo in sporadici momenti il gusto per il dettaglio nell'inquadratura di John Carpenter (uno dei quali è una piacevole apparizione di Laurie in puro stile Myers).

mercoledì 31 ottobre 2018

Movies for Halloween: Terrifier (2016)

Se qualcuno ha visto "All Hallow's Eve" ricorderà di certo il personaggio di Art il Clown, se non lo si è visti (tra questi ci sono io) di certo lo ricorderà, e di certo non lo dimenticherà, dopo aver visto Terrifier, film del 2016 diretto da Damien Leone. Il suddetto pagliaccio infatti, non fa assolutamente nulla, a parte starsene per i fatti suoi, eppure basta la sua presenza per caricare la scena di una tensione più inquietante dell'intero minutaggio di Pennywise in It (che ha fatto comunque il suo dovere bene). Perché basta l'inizio, quando Art entra in una pizzeria e si siede, non solo per capire la potenza enorme del personaggio, ma anche per mettere a confronto tutti gli altri (tra cui quel misto di Joker/Pagliaccio che fece la fortuna di 31, il film di Rob Zombie che fu uno dei film consigliati l'anno scorso in occasione di Halloween, di cui questo Terrifier ne è l'ulteriore consiglio di quest'anno) e non avere più dubbi su quale sia il più "terrorizzante". Non a caso il punto di forza del film, un film indipendente e artigianale capace di ridare dignità alla figura del killer clown, riportandolo a quella dimensione grottesca di terrore primordiale (un ghigno malefico stampato su quella maschera piena di significati) e un film che è la pregevole rievocazione dell'horror vintage, regressione all'essenza più brutale ed elementare di un genere tornato a farsi beffe di psicologie e raffinatezze, è proprio Art the clown, psicopatico e feroce villian, che agisce senza alcuna motivazione. Non sappiamo niente di lui, anche se devono essergli successe cose orrende, visto il modo in cui si comporta. Per tutta la durata della pellicola assisteremo a un vasto campionario di torture e umiliazioni di vario genere, che soddisferanno appieno anche gli spettatori più sadici. Il sangue scorre a fiumi da teste spaccate, ferite da arma bianca...e da una ragazza tagliata in due. Eppure non c'è da sorprendersi, dopotutto Terrifier è a tutti gli effetti uno slasher in pieno stile anni '80: sporco, esagerato, grondante sangue ed effetti speciali pratici, che sfoggia una serie di efferatezze estreme molto succulente per gli amanti del genere. Il risultato perciò è un film certamente sopra le righe su diversi fronti, con un'impennata soprannaturale nel finire (forse la sola nota stonata) su cui sorvolare, ma è sicuramente un vero horror moderno ed estremo (che aggirando l'aspetto romantico e nostalgico di molti altri prodotti più commerciali ne amplia la carica ferale) davvero eccezionale, perché capace di regalarci alcuni momenti assolutamente degni di nota.

mercoledì 6 dicembre 2017

Tutti gli altri film visti durante il 2017: Horror (Tag, Wolf Creek, The Visit & Cub: piccole prede)

Nonostante un mio piccolo rallentamento nel vedere tantissimi film, anche questo 2017 è stato un anno pieno zeppo di film da me visti, così tanto che prima di quasi congedarmi e darmi perciò la possibilità di stilare le immancabili classifiche finali (in cui torneranno i Saba Awards), ho deciso di chiudere la mia stagione cinematografica con tutti quei film (differenziati per generi) che durante l'anno (ma più precisamente degli ultimi quattro mesi) ho visto e di cui una recensione singola era difficile (per mancanza di tempo e spazio) da programmare o pubblicare. Ecco quindi la mia idea, una piccola rassegna che in 10 puntate più 1 di bonus per le serie tv, che da oggi vi accompagneranno fino quasi a Natale. E ho deciso di cominciare da uno dei generi miei preferiti, l'horror, che quest'anno sembra essersi finalmente svegliato, con alcune sorprese e alcune novità (una la troverete anche qui), dal torpore degli ultimi tempi, almeno personalmente è stato così, seppur in alcuni casi certi altri film hanno comunque deluso. Ma ce n'è uno (di cui non vi ho parlato, anche per rispetto al genere) che mi ha fatto davvero schifo (che forse non avrei voluto e dovuto vederlo), perché la denuncia contro la violenza che questo film vorrebbe probabilmente fare è più violenta di ciò che voleva forse denunciare, si tratta infatti di un film (con rispetto a chi invece l'ha trovato eccezionale) osceno, orribile, malsano e ripugnante, in più non fa paura e le scene splatter e non, sono da manicomio. Alcuni avranno già capito, perché sì purtroppo mi è capitato per caso di vedere A Serbian Film e sono rimasto scioccato. Non per le scene crude, brutali e violente, quanto per l'inutilità di un film "malato" che a discapito del tema (perché se è vero che "bisogna sentire la violenza per capirla" come dice il regista, è anche vero che non bisogna mai scadere nella bestialità), ha solo infastidito, innervosito e indignato (praticamente una m**da). Al contrario questi sufficienti e più, 4 film qui ivi da presentarsi, sono contento di aver visto, e quindi eccoli qui, nel primo post della rassegna Tutti gli altri film visti durante il 2017.

martedì 31 ottobre 2017

Movies for Halloween: 31 (2016)

Non c'era film migliore, a mio modesto parere, da postare per questo Halloween 2017 e concludere così la due giorni (il primo appuntamento lo trovate qui) dedicata alla festività preferita dagli amanti dell'horror. 31 infatti, folle e divertente horror del 2016 diretto da Rob Zombie, segna il gradito e gran ritorno, con un horror creato grazie al crowdfunding e quindi libero da qualsiasi censura e qualsiasi interferenza da parte di terzi, in grande stile del regista statunitense, che dopo la visionaria ed estrema pellicola Le streghe di Salem (probabilmente il suo più brutto lavoro e uno dei più brutti horror mai visti da me) sembrava ormai finito. E lo fa tornando alle origini (evocando i suoi lavori migliori), ad uno stile sporco, crudo e vintage che ha caratterizzato la prima parte della sua carriera e che si rifà in modo esplicito e palese al cinema di genere anni '70, con forti riferimenti ad autori come Tobe Hooper. Anche perché la storia, violenta, cruda e senza freni, vede un gruppo di circensi scapestrati venire rapiti, in una zona rurale dell'America anni '70 (più precisamente nella notte di Halloween del 1976, tra le lande desolate e le sterpaglie aride del Texas), da uno strano gruppo di folli (e una strana associazione di potenti), che li rinchiudono in una fabbrica abbandonata, braccati da una serie di killer spietati e ognuno con le sue peculiarità. Lì, intrappolati in un inferno costruito dall'uomo, avranno 12 ore di tempo per sopravvivere al gioco più terrificante mai ideato prima, il gioco chiamato 31. Un gioco al massacro a vari livelli, fatto ad arte per il piacere e il divertimento dei ricconi burattinai che si nascondono dietro questo fatale passatempo. Passatempo che cambierà per sempre il destino dei 5 e l'umore dello spettatore, che si ritroverà catapultato in un divertente e quasi del tutto riuscito splatterone, dal retrogusto grindhouse che non potrà non fare la felicità dell'amante del genere.