sabato 31 dicembre 2016

I migliori film genere per genere del 2016

Quest'anno ho voluto fare le cose in grande e quindi dopo i migliori 20 film in assoluto del 2016, qui, ecco i 4-6 migliori film per genere cinematografico dell'anno, tolti ovviamente quelli già nominati nel listone di ieri. Questo perché sono così tanti i film che ho visto quest'anno, tutti visionabili nel mio nuovo archivio, che altri discreti film hanno fatto la loro bella figura e rischiavano di essere dimenticati. Ecco perciò questo post, dove non ci saranno link, per quello come detto, basta visionare l'archivio dei film del 2016, ma in ogni caso ecco genere per genere i migliori nel loro ambito cinematografico.





COMMEDIA

Nel suo genere tolto Quo vado?, in ventesima posizione nella classifica generale, tra le migliori commedie troviamo:
1. La famiglia Bélier (7)
2. St. Vincent (7)
3. Dio esiste e vive a Bruxelles (7)
4. Tutto può accadere a Broadway (7)
Ma meritano tuttavia visione e menzione film da 7- quali Storie pazzesche e film da 6,5 quali Non sposate le mie figlie!, Se Dio vuole, Fuck you, prof! e L'abbiamo fatta grossa.

venerdì 30 dicembre 2016

La Top 20 dei film visti quest'anno (2016)

Come feci l'anno scorso e come ho deciso di fare quest'anno, anche se con grandi miglioramenti e differenze, non potevo non stilare una classifica dei migliori film visti in questo 2016, e infatti dopo un'attenta analisi posso finalmente farvi vedere la mia personalissima classifica. Classifica che come forse avrete capito non contiene film usciti al cinema ma solamente quelli che sono riuscito a vedere grazie a Sky e a tanti altri mezzi televisivi e non. Certi, difatti, avranno probabilmente già due anni, ma poco importa perché quando i film sono straordinari non ha davvero tanta importanza l'anno di produzione, anche se a conti fatti sono ancora tantissimi quelli da vedere. E quindi quelli che non ci saranno, non ci saranno perché non li ho ancora visti. Comunque ho introdotto delle novità, prima di tutto, tutti i film visti quest'anno hanno una propria recensione, recensione a cui potrete accedere tramite la locandina dei film stessi, in più al vincitore sarà virtualmente 'consegnato' un Saba Awards (come da titolo all'immagine, cartellone, di questo mio post). Infine, grazie al nuovo archivio potete anche trovare tutti i film visti e presi in considerazione per questo post, che diverrà spero fisso ogni anno. Senza ulteriori indugi perciò, ecco La Top 20 dei film visti quest'anno.


20. La sua comicità è qualcosa di viscerale, unico e autentico che come non mettersi a ridere anche solo a vedere la sua faccia? non si può e infatti risate a palate e divertimento assicurato. (7+)
19. Nonostante non sia un film eccezionale, è riuscito grazie a delle atmosfere vintage, un sapiente uso degli effetti speciali e a degli attori perfetti per l'occasione a farsi apprezzare. In più è divertente, spassoso e soprattutto veloce, lineare e senza troppe pause, tutto infatti fila liscio..come il blob. (7+)
18. Sempre sulla falsariga del vintage, ormai divenuto di moda, un altro brillante esempio è stato questo film, film che grazie alla storia intrigante e accattivante e alla messa in scena di discreto livello riesce a rendersi onore e meritarsi il suo, seppur non elevato, posto. (7+)

giovedì 29 dicembre 2016

Best ever scene

Quando mi hanno proposto di fare un post leggero pre-vacanziero (ora per forza di cose divenuto post-metà vacanziero) con le scene mie preferite oppure quelle che più semplicemente mi sono rimaste impresse non ci ho pensato due volte a dire sì, ma dopo poco di tempo ho subito pensato, e adesso? perché sinceramente non avevo riflettuto che tra le scene indimenticabili che potrei scegliere, esso sono così tante che sceglierne dieci era un'impresa titanica, poiché sfido io a trovare in un solo film quante scene famose, belle e straordinarie ci sono, molto più di dieci. Perciò per non appesantire il post e non sobbarcarmi un lavoro di ricerca durissimo, in questo post vi mostrerò, tramite video (non c'è un regolamento o qualcosa che lo vieti, ognuno avrà provveduto a suo piacere), le scene che mi sono sobbalzate per prima in testa, senza pensarci troppo, e ho quindi scovato queste straordinarie scene, a loro modo fantastiche, tutte per un motivo, tutte visionabili grazie a Youtube, attenzione però, questa non sarà una classifica di gradimento, ma le più importanti per me o le più apprezzate da me. Ora non so se gli altri compagni della ciurma (all'arrembaggio..) abbiano scelto la stessa (facile ma quella più percorribile) via (credo proprio di sì), ma spero apprezzeranno. Questi 'pirati' poi non sono pochi, partecipano infatti tanti blogger, e basta dare un'occhiata e li vedrete in giro. Ma bando alle ciance ecco la mia lista speciale.

A cominciare da uno dei film più belli, romantici ed emozionanti di sempre (fantastica la colonna sonora), con un attore eccezionale e la meravigliosa Wynona Ryder, vista recentemente e apprezzata tantissimo in Stranger Things nella parte della dolcissima donzella. Il film in questione è ovviamente Edward Mani di Forbice di Tim Burton e questa è una delle tante scene famose, non l'ultima, quella è troppo triste..

venerdì 23 dicembre 2016

Aggiornamenti, riposo e Auguri

Ormai il Natale è alle porte, per cui è arrivato il momento di riposare e cessare momentaneamente la pubblicazione quotidiana, anche se in questi giorni non mi fermerò affatto, anzi, sono in procinto di concludere le classifiche annuali, che in ogni caso per problemi logistici e di tempo verranno pubblicati dal 30 dicembre in poi. Intanto però sono stati ufficializzati due appuntamenti speciali, il 29 ci sarà il Best ever scene e il 7 gennaio (come già accennato giorni fa) il Nicolas (Cage) Day, perciò non dovrete attendere parecchio per il mio ritorno, ma in occasione delle feste natalizie almeno una settimana di 'ferie' me la merito. Comunque vorrei approfittare di questa occasione, anche se l'ho già fatto, per Augurare a tutti, Buone Natale e Buon Anno Nuovo! a presto, Ciao!

giovedì 22 dicembre 2016

Il Franken-Meme di Nocturnia

Seguendo l'invito di Moz, questo, che ha anch'egli seguito le orme seguite dalla 'pantera nera', Nick di Nocturnia, ho deciso di partecipare anch'io al meme annuale proposto appunto sul blog Nocturnia (che seguo e che consiglio di seguire), dove si trova oltre al post omonimo, qui, il regolamento completo di questi speciali premi o più semplicemente riconoscimenti a quei blog che durante l'anno mi sono piaciuti di più, anche se seguendo l'incipit di Moz per non fare torto a nessuno, dato che di blog ne seguo tanti e di svariati generi (e che tanti sono quelli che mi piacciono), non farò una classifica di gradimento, ma darò segnalazioni utili. E per fare ciò devo indicare, i miei, i nostri (dato che tutti possono farlo) blog preferiti, suddivisi per categorie, i must, le new entry, gli highlander, i meritevoli di emergere, i blogger che sono assenti da tanto, i blogger spariti da tempo. Perciò senza ulteriori indugi ecco la mia speciale lista.

I MUST (i siti da visitare ogni giorno)

Il Cumbrugliume: perché è sempre molto attivo ed è sempre aggiornato sulle nuove uscite al cinema e in televisione con le serie, inoltre alcune rubriche sono davvero molto interessanti e ogni giorno c'è sempre qualcosa di nuovo.

Il Moz o'clock: perché ora che è tornato a pieno regime non lo ferma più nessuno.

LE NEW ENTRY (le scoperte di quest'ultima annata)

La bravissima Gattaracinefila Vanessa
L'eclettico Giuseppe de Il buio in sala
L'eccentrico Lucius de Il Zinefilo
L'esuberante Cassidy de La bara volante
La deliziosa Marika del Mari's Red Room
La carinissima Francesca del The smell of friday
La simpaticissima Stefania di This is my life (Alla fine del giorno)

mercoledì 21 dicembre 2016

Stranger Things (1a stagione)

Da quando ho saputo di questa serie attendevo da tanto di vederla, e finalmente dopo un'attesa incessantemente piena di notizie, alcuni spoiler (fortunatamente evitati) e tantissimi giudizi positivi ci sono riuscito anche se purtroppo per alcune circostanze (ho già Sky e pure Premium) l'ho recuperata in streaming, ma tant'è che non potevo prima di quest'anno, prima delle classifiche annuali, perdermela. Ovviamente sto parlando di Stranger Things, serie televisiva statunitense di fantascienza ideata da Matt e Ross Duffer (due sconosciuti registi ora 'conosciuti' che però fino a quel momento avevano solo scritto e diretto un solo thriller Hidden, tra l'altro mai sentito, e avevano lavorato come sceneggiatori e co-produttori esecutivi di quattro episodi della, leggermente deludente, prima stagione della serie televisiva Wayward Pines, comunque migliore della seconda, qui), e prodotta per la piattaforma di Netflix (ormai famosa a tutti). Serie composta in tutto da otto episodi, dalla durata dai 42 ai 55 minuti. Serie che mi aveva incuriosito per la caratterizzazione dei personaggi, il cast e l'atmosfera che voleva omaggiare il (meraviglioso) cinema di fantascienza degli anni ottanta, divenuto cult. Ebbene, nonostante ella non partiva con i migliori auspici, registi inediti, cast abbastanza inedito e davvero poco 'marketing', ha davvero sorpreso. Sorprendente è infatti il risultato, anche se è il contesto quello che più ha contribuito al suo straordinario successo, tant'è che ultimamente la serie e alcuni membri sono entrati in lizza per tanti premi, tra cui il Golden Globe. Stranger Things (letteralmente strane cose) infatti ricorda molto da vicino, davvero molto, alcuni capolavori sia per la formula abbastanza simile, sia per tutto il resto, che hanno fatto epoca, I Goonies, La casa, Poltergeist, I Gremlins, Stand by Me, E.T., La cosa e molti, molti altri, anche se a me ha fatto subito pensare ad una specie di X-Files (anche se 10 anni dopo), d'altronde la serie, ambientata negli anni ottanta in una fittizia piccola città dell'Indiana (Hawkins nel novembre del 1983), è incentrata sugli eventi legati alla misteriosa sparizione di un bambino e all'apparizione di una ragazza dotata di poteri telecinetici fuggita da un laboratorio segreto, praticamente quello che quotidianamente succedeva a Mulder e Scully. Ma lasciando perdere l'atmosfera e l'incipit, fortunatamente per il pubblico e per la serie stessa, i pregi del prodotto vanno ben al di là dell'accattivante contesto in cui le indagini sulla scomparsa del piccolo Will Byers (Noah Schnapp) hanno luogo. Come spesso avveniva nei sopracitati esempi presi come spunto dai creatori, Stranger Things articola la propria storia lungo tre linee narrative distinte, ciascuna ascrivibile a una precisa fase anagrafica, abbiamo quindi Mike (Finn Wolfhard), Dustin (Gaten Matarazzo) e Lucas (Caleb McLaughlin), i tre amichetti del bambino scomparso, che s'imbattono nella misteriosa e silente coetanea Eleven (Millie Brown) arrivata da chissà dove con un carico di poteri sovrannaturali. Abbiamo poi Jonathan (Charlie Heaton), fratello adolescente di Will, e la studiosa Nancy (Natalia Dyer), sorella di Mike, che si troveranno a collaborare per svelare il mistero dietro le sparizioni in atto nella cittadina, e abbiamo, infine, gli adulti, su cui svettano Joyce (Winona Ryder), madre di Will e Jonathan, e lo sceriffo Hopper (David Harbour), mentre sugli oscuri fatti che si susseguono a Hawkins si allunga l'ombra minacciosa del Dottor Brenner (Matthew Modine), che deve soprattutto fronteggiare la fuga da un laboratorio segreto del governo statunitense di una misteriosa creatura, che nel frattempo è libera di fare ciò che vuole.

martedì 20 dicembre 2016

Gli altri film del mese (Dicembre 2016)

In questo mese nonostante il poco tempo a disposizione, dato che questo mio classico post è stato anticipato per permettere ai Saba Awards di essere pubblicati ininterrottamente dal 27 all'11 gennaio, come già accennato pochi giorni fa, qui, ho visto ugualmente tanti film oltre a quelli già pubblicati, alcuni interessanti, altri meno, come alcuni che per forza di cose e come ormai divenuta abitudine all'inizio di questo post, adesso vi parlerò brevemente. Partendo da un horror che partiva coi migliori auspici, un inedito horror in cui i migliori amici dell'uomo diventano mostri assetati di sangue, Night of the Wild (2015), fino a quando ci si rende conto che è prodotto dalla Asylum e tutte le buone intenzioni fanno a farsi benedire. Eppure era diretto da Eric Red, il creatore di "The Hitcher", e il cast comprendeva la bellissima Tristin Mays, invece brutto come la peste. Disgustoso e verdastro come il meteorite che cade nei pressi di una tranquilla cittadina, alterando il comportamento di tutti i cani del posto che si trasformano in belve feroci, che ovviamente attaccano e uccidono tutti, tranne la classica famiglia 'fortunata'. Ma se l'idea (che prendeva esempio dai classici eco-vengeance anni '70 e '80) risultava interessante il risultato è pessimo. Un non film con una trama sterile che annoia, con degli effetti speciali assurdi e situazioni imbarazzanti e tragicomiche da far ribollire il sangue, con un finale deludente e per niente appagante, praticamente una schifezza. Una mezza boiata è invece Swept Under, thriller del 2015 di produzione canadese che parte come un improbabile poliziesco figlio delle inflazionatissime serie tv che ormai portano agli onori della cronaca ogni figura professionale possa avere a che fare con un fatto delittuoso (lei infatti è solo esperta delle scene del crimine perché le pulisce e lui il giovane detective in completo perfetto, tipico del principiante), e finisce per essere una crime-love-story assurda e inconcludente, dato che i due, dopo il ritrovamento di un indizio sfuggito agli investigatori, che innesca un dialogo, formeranno una strana collaborazione che li porterà (forse) ad individuare il serial killer (un killer per niente credibile). In più la regia è piatta e inconsistente, e gli attori, conosciuti e affascinanti, la bella Devin Kelley e l'inossidabile Shawn Ashmore (The Following), non fanno scintille, anzi, il film scivola senza sussulti, nonostante la svolta nel finale, quando la vicenda cambia pelle e si discosta almeno un po' dalla banalità. Insomma guardabile ma non da consigliare. Si salva invece ma solo perché i primi due capitoli mi erano discretamente piaciuti (li trovate qui), Antboy e l'alba di un nuovo eroe (2016), terzo, probabilmente inutile, di cui non si sentiva il bisogno, lungometraggio del piccolo supereroe danese, dai poteri di formica che lotta contro il crimine. In questo capitolo per affrontare un super criminale farà ricorso all'aiuto dei suoi amici (e di un nemico) senza i quali difficilmente potrebbe uscirne vincitore. Perché come ovvio lui vince, perde interesse invece la trama banale e superficiale come tutta la storia, stavolta non credibile anche se bella. Insomma un film per ragazzi comunque discreto che però perde brio e sostanza dai precedenti capitoli, facendo così perdere lucidità e creatività. Troppo poco per consigliarlo. Consiglio invece di leggere le prossime recensioni poiché alcuni di essi meritano di essere visti.

lunedì 19 dicembre 2016

Westworld (1a stagione)

Sin dalla prime notizie, dalle prime immagini, quando venne annunciata, Westworld attirò la mia attenzione. Sulla carta infatti si presentava benissimo, d'altronde se era prodotto dalla HBO qualcosa di buono ci doveva essere, e poi il creatore era Jonathan Nolan, fratello minore del grande Christopher, insieme a Lisa Joy, moglie dello stesso Nolan e sceneggiatrice meno celebre ma di grande talento, e prodotta anche da J.J. Abrams. Il cast poi comprendeva Evan Rachel Wood, non una qualsiasi, bravissima in Across the Universe e The Wrestler, anche se poi per la relazione con Marylin Manson l'avevo dimenticata, ma ritornata recentemente dopo la separazione e altro in Charlie Countryman deve morire, non un film eccezionale anche se la sua bellezza era graziosa, l'ho rivalutata, in più aveva Ed Harris e Sir Anthony Hopkins (due nomi così diciamo), cos'altro potevo quindi desiderare da questa serie? Un po' di sere fa è andato in onda il finale di stagione (su Sky Atlantic andata dal 3 ottobre 2016 in versione originale sottotitolata, in simulcast con HBO, e dal 10 ottobre 2016 doppiata in italiano), e che dire, una serie straordinaria che fa invidia a molte di quelle uscite in questi ultimi anni. La serie infatti sin dal primo episodio mi ha colpito per tutto l'aspetto tecnico, a dir poco sensazionale, con una cura a dir poco notevole. La regia colpisce con delle inquadrature a dir poco straordinarie e con dei movimenti di macchina che ti lasciano trasportare all'interno della scena. La colonna sonora, la musica di Westworld poi, è pura gioia per le orecchie. E' ad opera di Ramin Djawadi, celebre per la colonna sonora di Game of Thrones, da cui qualcosa prende come movimenti soprattutto nella bellissima sigla, anche se qui leggermente migliore. Una delle pecche invece di questo aspetto tecnico quasi impeccabile è la fotografia. In molte delle scene c'è una fotografia davvero eccezionale, in altre meno, ma comunque di livello. Ovviamente le lodi vanno anche alle scenografie e agli effetti visivi a dir poco straordinari. La CGI è ridotta al minimo e quella poca che c'è è resa benissimo, come la scena del bambino che 'porge l'altra guancia'. Ma per quanto l'aspetto tecnico sia fenomenale è il doppio più stupefacente la sceneggiatura di ogni singolo episodio. Ammetto che nelle prime puntate (a parte il pilot) la trama risulta abbastanza lenta ma rimani incollato allo schermo per tutta la durata dell'ora. In ogni caso non è un prodotto lento e allo stesso tempo noioso, Westworld intrattiene grazie soprattutto ai personaggi caratterizzati in maniera impeccabile e interpretati anche meglio. La serie raggiunge però il suo massimo dalla settima puntata in poi, fino ad arrivare al finale di stagione che ritengo essere uno dei migliori final mai visti fino ad ora (anche se sinceramente non tutto mi è chiaro). Ma prima di andare oltre, di cosa parla Westworld? cos'è e come è giusto catalogarlo?

sabato 17 dicembre 2016

To do list per le feste e l'anno nuovo

Mancano ormai pochi giorni alla fine di questo infausto 2016, soprattutto per quanto riguarda gli angeli volati in cielo, cinematograficamente, televisivamente e personalmente parlando, molti di meno a Natale, che quest'anno arriverà in modo un po' più sottomesso, perciò è arrivato il momento di tirare le somme e cominciare a programmare l'anno che verrà, e la lista (To do list) è particolarmente lunga. Prima di tutto vorrei augurare a tutti, followers e non, amici e visitatori, i migliori auguri di un felice Natale e un sereno anno nuovo. Anno che spero sarà migliore di questo che sta per terminare, anno in cui personalmente ci potrebbero essere alcuni piccoli cambiamenti (al momento riservati), al contrario dei pochi o nessuno per quanto riguarda il blog, difatti nel 2017 aumenterò in modo esponenziale non tanto le recensioni (quest'anno davvero tantissime fatte), quanto il modo di approcciarmi al mondo dei social, sia la pagina Facebook che Twitter (a proposito nei contatti il modo per aggiungermi), a cui si potrebbe aggiungerne un altro 'network', saranno molto più attive, ci saranno notizie, trailer, link e tanto altro, insomma più movimento. Un movimento che sarà quasi programmato, come nel caso delle mie pubblicazioni, 4 sicure, ma solo dal lunedì al venerdì, il sabato c'è poco 'traffico' e la domenica il riposo è d'obbligo. Ovviamente la qualità, anche se non eccelsa, sarà garantita, in più spero seriamente (dato che quest'anno per un motivo o per un altro non è stato possibile) di fare qualche collaborazione, anche se non ho idea di come, di cosa e soprattutto con chi. Infine preannuncio già da adesso che il blog subirà un restyling in occasione del suo biennio, previsto a luglio. Intanto prima che il 2016 termini, soprattutto settimana prossima, durante le feste e i primi giorni dell'anno ci saranno tanti post diversi e alcuni interessanti, come per esempio le immancabili classifiche di fine anno, sia cinematograficamente che serialmente parlando.

venerdì 16 dicembre 2016

The Green Inferno (2013)

Solo dopo la visione non tanto eccezionale di questo film mi è sorto un dubbio, ma era davvero un film horror? No perché anche se tutto sommato mi è abbastanza piaciuto, mi aspettavo di meglio da questo film, soprattutto sul piano dell'orrore, infatti a parte poche scene di violenza ce né poca, forse in 2 scene, per il resto ordinaria amministrazione. Salvo poi scoprire che la versione appena vista era quella cut (censurata), e subito mi sono incavolato, perché senza le parti "crude" (sì ho fatto la battuta) di The Green Inferno, film del 2013 scritto, prodotto e diretto da Eli Roth, è un film a metà, senza senso, senza gusto. Che senso ha far vedere e promuovere un film violento se poi quello che dava quel minimo interesse lo tagli? certo la versione uncut la puoi comprare così stai apposto e puoi capire i motivi della scelta di vietarlo ai minori di 18 anni (in sala l'anno scorso mi sembra di capire), ma allora che senso ha vietare ai minori di 14 anni un film che di così orripilante e sanguinolente non ha niente? Di persone mangiate ne ho visti di peggio in film con gli zombie, quelli sì ha volte disgustosi, perciò che sono cannibali che cambia? per me niente. Anche se devo dire che la mia cultura di genere alla visione di questo e di altri film sui cannibali è relativamente limitata, neanche il discusso Cannibal Holocaust (il film più censurato di sempre) ho visto (e come si poteva soltanto 15 anni fa?), perciò non posso paragonare i due film, anche se alcuni film riguardante il cannibalismo ho visto, da Il silenzio degli innocenti a Le colline hanno gli occhi, quelli sì che facevano 'accapponare' la pelle, questo The Green Inferno invece niente di particolare, solo disgusto per un film, nella versione vista, inutile. Inutile dato che non è neanche il remake del film di Ruggero Deodato, a cui il regista dedica la pellicola, perché se lo era forse qualcosa di meglio poteva esserci, anche se probabilmente l'avrebbero ugualmente tagliato, dato che l'odiatissimo politically correct, sta raggiungendo livelli davvero ridicoli e insopportabili, in più da quello che mi è sembrato di capire anche nella versione integrale qualcosa è stato tolto, il che mi sembra davvero strano. La storia poi ovviamente è scontata ma è in funzione del massacro degli indigeni/cannibali a danno dei poveri mal capitati di turno, un gruppo di studenti attivisti che raggiunge l'Amazzonia per condurre sul luogo la battaglia per proteggere una tribù di indios che rischia l'estinzione. Nella giungla, però, il gruppo si ritroverà ad essere ostaggio degli stessi indigeni che ha provveduto a mettere in salvo.

giovedì 15 dicembre 2016

Ash vs Evil Dead (1a & 2a stagione)

Mai avevo visto così tanto sangue in vita mia, mai mi sarei aspettato di divertirmi a vedere certe assurde e disgustose scene, mai come in Ash vs Evil Dead, la spettacolare serie televisiva statunitense di genere horror e commedia che ha fatto rivivere (termine più che azzeccato) una delle trilogie horror più famose di sempre, quella di Sam Raimi, ovvero La casa (Evil Dead), e infatti questo è il seguito della saga, anche se il terzo capitolo non viene mai esplicitamente menzionato per via di alcuni problemi di copyright. In ogni caso questa è probabilmente la serie più folle, pazza e fracassona di sempre, ironica e divertente, terrificante e terrorizzante, ma soprattutto delirante, sanguinolente e disgustosamente splatter, ma efficacemente comedy-horror, d'altronde il folle mondo in cui Ash Williams (interpretato dall'attore Bruce Campbell che torna a vestire i panni del protagonista) si muove, è un mondo che gira tra commedia grottesca, verace e puntuta, e horror iconico, di paura e di terrore nonché di sagace e gustoso divertimento. Proprio il divertimento, aggiunto al sangue e al rock and roll, sono probabilmente le 3 costanti che accompagnano Ash vs Evil Dead in tutta le sue vicissitudini. Già dall'inizio veniamo accolti dai Deep Purple per poi finire la (prima) stagione con gli AC/DC e nel mezzo tanti altri classici rock degli anni 60', 70'. Insomma ci si diverte tanto guardando la serie, tra le situazioni grottesche, le battute ad effetto e i siparietti comici. Non manca chiaramente ed ovviamente (come già ripetuto all'inizio) una dose spropositata di sangue, come da tradizione dell'opera originale. Ma oltre a questo troviamo delle scelte coreografiche davvero uniche, con mostri disturbanti (brutti e strani) e riprodotti senza l'utilizzo della CGI. Qualcosa di eccezionale come la regia, ispiratissima, con inquadrature coinvolgenti e inusuali per un serial TV. D'altronde la serie non poteva che essere diretta da chi questa l'ha creata, Sam Raimi, ma anche da Ivan Raimi e Tom Spezialy, tutti per la rete Starz (quella di Spartacus per intenderci, a proposito lì il sangue sgorgava a frotte), che dopo 30 anni torna ad strabiliare il pubblico con il suo modo geniale di girare, insieme a lui il suo fantastico personaggio che interpretato dall'attore originale (che figura anche come produttore esecutivo della serie, assieme a Raimi e Rob Tapert, anch'esso conosciuto per la trilogia ma anche per essere il marito di Lucy Lawless, sempre brava e straordinaria, che interpreta in questa serie l'antagonista prima, l'aiutante dopo) che intrattiene ed entusiasma con il suo esser 'cazzone' di primo pelo, dissacrante e scorretto ma tremendamente simpatico. Una serie andata in onda su Infinity che dopo una prima stagione tutta d'un fiato (vista appunto in una botta sola), ha trasmesso la seconda stagione in contemporanea con l'America, stagione appena pochi giorni fa conclusa, che ovviamente ho visto. Stagione che ha confermato dopo la frenetica prima come Ash vs Evil Dead sia una delle serie horror più belle e divertenti degli ultimi anni, anche se come detto l'horror è solo il contorno di un piatto ricco di risate, battute, gag e momenti assurdi, con situazioni assurde, movimenti strani e capovolgimenti folli nonché imprevedibili.