Visualizzazione post con etichetta Apocalisse. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Apocalisse. Mostra tutti i post

giovedì 27 aprile 2017

The Walking Dead (7a stagione) [Seconda parte]

Dopo un'attesa non propriamente estenuante e una prima abbastanza inconcludente (qui), ho finalmente completato, seppur in leggero ritardo come sempre mi capita, la settima stagione (con le restanti otto puntate) di The Walking Dead, la serie campione d'ascolti, che ancora una volta mi lascia leggermente perplesso ed annoiato. Questo nonostante mi è sempre piaciuta, e continua a farlo, soprattutto dopo l'introduzione di un villain di tutto rispetto come Negan, ma non solo la settima stagione conferma ed accentua le debolezze generali della stagione e della serie, ormai in discesa (sia negli ascolti che nei risultati), ma sfrutta in modo abbastanza maldestro proprio il potenziale legato all'esordio vero e proprio di Negan, che mi aveva sì dato un gran gusto, ma dopo un po' ha davvero stancato, dato che questa seconda parte mi ha abbastanza annoiato ed indispettito. Soprattutto l'estenuante procedura di preparazione, l'introduzione di altri personaggi e altri gruppi, è quello che ho trovato in generale piuttosto irritanti. In più tempi inutilmente dilatati e poca azione zombie davvero memorabile attraversano un ciclo di episodi che ha comunque il pregio di porre le basi, sulla carta, per un nuovo corso narrativo, diverso da quanto visto finora, ma l'incipit alla guerra lanciato a fine stagione non sembra tanto allettante, soprattutto se sarà solo quello l'unico focus dell'ottava stagione. Anche se a dire il vero è quello che aspettavo, però riuscirà a mantenere una promessa simile senza "diluire" troppo? Si vedrà, intanto vediamo cosa è successo nella seconda parte della settima stagione che si concentra soprattutto nell'ultima puntata, dato che nelle restanti 7 praticamente non succede niente di davvero interessante se non come detto l'estenuante procedura di preparazione alla guerra, che finalmente viene dichiarata apertamente.

giovedì 9 marzo 2017

Z Nation (3a stagione)

Sin dalla prima puntata della prima stagione, Z Nation, la serie action-adventure made in USA che ha rivoluzionato il genere zombie, che con un mix di violenza e comicità davvero unico nel suo genere ha divertito e appassionato tanti spettatori tra cui anche me, dato che ha saputo fin dall'inizio distinguersi per la sua originalità e ironia, proponendo sempre uno spettacolo spassoso, irriverente e divertente, pareva migliorare sempre più. Ora arrivati alla terza stagione il giocattolo sembra essersi lesionato, se la prima stagione risultava una novità, una eccezionale novità, e la seconda la riconferma delle sue straordinarie peculiarità, questa terza perde un po' la bussola e scivola nella banalità, perché a parti rari momenti non ha saputo divertire in modo esagerato come fece nelle prime due. Seppur i 14 episodi della terza stagione di Z Nation calano lo spettatore in una realtà ancora più feroce, con i nostri sopravvissuti che si trovano a fronteggiare una missione sempre più incerta, mentre sono ancora alla ricerca di Murphy (Keith Allan), ora alla guida di un vero e proprio esercito di ibridi, un genere a metà tra zombie ed umani, impegnati a diffondere il messaggio 'No Fear' in tutto il paese. Toccherà al gruppo formato da Roberta Warren (Kellita Smith), Doc (Russell Hodgkinson), Addy (Anastasia Baranova), e ai nuovi membri del team, Hector Alvarez (Emilio Rivera), unitosi dopo tante vicissitudini, e Sun Mei (Sydney Viengluang), unitosi dopo che la squadra inviata da Pechino (nell'incredibile finale della seconda) muore, cercare di fermare Murphy prima che sia troppo tardi. Ma nuove minacce intralceranno il loro cammino, con la comparsa di nuovi impressionanti orrori come i Wolf-Z, gli Electro-Shock Z, e i selvaggi vagabondi. E tutti i protagonisti si troveranno ad affrontare delle sfide ancora più impegnative e paurose, ma allo stesso tempo ancora più spettacolari, ancora più folli e più zombie che mai. Soprattutto quello che cambia è lo scenario, la missione è cambiata, la composizione della stessa squadra di eroi difatti è cambiata e tutti questi elementi rendono l'apocalisse zombie ancora più 'apocalittica', ma in definitiva meno avvincente e appassionante, perché come detto all'inizio, la stanchezza comincia a farsi sentire, dopo che nelle prime due si è visto di tutto, ma proprio tutto di folle, pazzo e delirante.

giovedì 9 febbraio 2017

The Walking Dead (7a stagione) [Prima parte]

In attesa di vedere cosa, come e soprattutto se i nostri eroi riusciranno nel tentativo di vendicarsi dall'assalto morale e mortale di Negan, il nuovo villain (che presumibilmente farà la stessa fine degli altri, almeno me lo auguro, anche se non sarebbe male se finisse tutto con lui), che vedremo a partire da lunedì 13 febbraio, facciamo un passo indietro e tiriamo le somme della mid-season finale e dell'intera prima parte della settima stagione di The Walking Dead, sarà stata promossa, bocciata o rimandata? Ma prima di sapere, facciamo un altro grande passo indietro per scoprire qualcosa in più di quello che già avevo detto all'epoca del mio post sulla seconda parte della sesta stagione (qui). Innanzitutto sappiamo tutti come si è conclusa la scorsa stagione, con quel poco gradito cliffhanger in soggettiva con la cinepresa che diventava rossa di sangue e ciao ciao tanti saluti al prossimo anno, sappiamo anche per colpa della FOX, che involontariamente o volontariamente chissà, ha spoilerato un po' tutto sulla prima, questa parte, della settima stagione (soprattutto per chi come me non ha visto in contemporanea la serie, ma solo dopo tutte le 8 puntate, e la cosa ovviamente mi ha infastidito parecchio), dove vediamo chi è, anzi, chi sono i due che sono finiti nelle 'grazie' di Lucille, la nostra nuova beniamina. Comunque nel corso della seconda parte della sesta stagione si era avuta la sensazione che ciò che interessava davvero a questa serie fosse diventato sorprendere gli spettatori, prenderli in giro, che l'obiettivo fosse spiazzarli di continuo e non di raccontare una storia (basandosi totalmente su l'unica caratteristica, la morte) nonostante appunto qualcosa era cambiato, anche se in modo leggermente forzato. Insomma la produzione, probabilmente, aveva perso un po' la strada maestra, eppure, ripartendo col piede giusto per la settima stagione, che si preannunciava molto più movimentata rispetto a quelle passate, si poteva ancora tentare di raddrizzare il tiro, se il gran ritorno della serie fosse stato gestito bene. Non gestire bene il gran ritorno della serie avrebbe significato realizzare un intero episodio su Negan che trolla Rick e tortura i suoi amici a bastonate, non gestire bene il gran ritorno della serie avrebbe voluto dire rivelare chi Negan avesse effettivamente ucciso a 15-20 minuti dall'inizio dell'episodio, attraverso vari flashback, e invece è proprio quello che hanno fatto.

sabato 16 aprile 2016

The Walking Dead (6a stagione) [Seconda parte]

Neanche dieci giorni fa si è conclusa la sesta stagione di The Walking Dead, con la seconda parte delle 16 puntate totali. Otto puntate che sebbene hanno rivitalizzato la serie, ci hanno lasciati con più domande che risposte. Le sorprese e le novità non sono mancate, come quella dell'ultima puntata, sedicesimo episodio, L'ultimo giorno sulla Terra, che ha introdotto il tanto atteso villain Negan, il cattivissimo personaggio dei fumetti, leader del gruppo dei Salvatori, la cui presenza aleggiava da tempo come una spada di Damocle sopra le teste dei nostri protagonisti. Di questo e di altro ne avevo parlato già nella prima parte, qui. Una puntata finale dalla durata di 63 minuti, circa 20 minuti in più rispetto a un episodio normale, che ci ha regalato un finale di stagione al cardiopalma, ansioso, una bomba ad orologeria pronta ad esplodere, ma deludente. Eh sì perché solo negli ultimi venti minuti (tutto il pathos che è venuto a mancare nei precedenti quaranta minuti), dopo mesi in cui gli autori si sono vantati, con tanto di annuncio in pompa magna, assistiamo all'introduzione finalmente attiva di Negan (trionfale e ad effetto, come forse mai era capitato prima d'ora) nella trama principale. Tante e diverse perplessità riguardanti gran parte del minutaggio che precede questo nuovo ingresso, quasi tutte le 8 puntate, praticamente in zona Cesarini, e proprio come un gol, ha salvato il risultato. La serie ricomincia da dove si era fermata, con Rick che scorta il gruppetto, inzuppati di zombie, verso la libertà, mentre tutti gli altri intrappolati e chiusi in casa. Proprio il nono episodio è stato quello più interessante, forse il momento più alto della stagione, quello in cui siamo costretti a dare l’estremo saluto a Jessie e i suoi due figli. La coralità estrema, insieme alla solidarietà contagiosa che si estende di porta in porta spingendo tutti gli abitanti di Alexandria a scendere in strada e a combattere insieme per la propria vita (ma anche e soprattutto per la salvaguardia della propria comunità) apre un nuovo capitolo che forse sarebbe stato più interessante da sviluppare, rispetto allo spazio dato a vicende come la ricerca di Deanna, l'innamoramento di Abraham o la morte di Denise. L'arrivo di Negan viene comunque gestito in un crescendo che riesce a montare un'aspettativa affatto deludente quando infine il capo dei Salvatori irrompe sulla scena insieme alla sua Lucille. Il carisma di Jesus, apparso fin troppo poco, non si riesce a bissare, ma la costruzione ansiogena della scena e la buona interpretazione di Jeffrey Dean Morgan ci fanno ben digerire il lungo monologo con il quale il presunto villain si presenta (presunto perché Negan non ha fatto altro che difendersi da un attacco crudele ed assassino del gruppo di Rick, che per la prima volta sembrano essere dalla parte dei cattivi).

martedì 8 marzo 2016

Z Nation (2a stagione)

Solamente 10 giorni fa si sono conclusi i 15 episodi, da gennaio in prima visione assoluta su AXN Sci-fi, della seconda stagione di Z Nation, appassionante serie action-adventure made in USA che ha rivoluzionato il genere apocalittico sugli zombie. La recensione della prima qui. Questa serie tv ideata dall'eclettica casa di produzione The Asylum, dalla prima stagione, è riuscita ed ha saputo fin da subito distinguersi per la sua capacità di reinterpretare in maniera originale e ironica, il ruolo degli zombie nell'immaginario collettivo, tanto da ritagliarsi uno spazio tutto suo nel cuore degli amanti del genere sia in USA che in Italia. Visto come clone di qualcosa di già visto, ha portato inevitabilmente ad un mancato apprezzamento ed a recensioni non certo lusinghiere, per un'opera che è andata alla ricerca di un proprio senso e di una propria direzione, cercando di prendere le distanze da un archetipo fin troppo ingombrante, proponendo una lettura differente dell'apocalisse zombie. Ironia ed azione, questi sembrano, a prima vista, gli elementi che danno una personalità al progetto. Progetto secondo me di grande fascino e interesse che fa della serie una delle più appassionanti del momento. Grazie ad una rivoluzionario metodo d'approccio al tema, la serie ha rivoluzionato non solo le produzioni o cliché sugli zombie e apocalittica fine del mondo, ma ha cambiato le regole, ossia nessuna regola, relegando la serie ad una trash ma spassosa avventura. Ricordando comunque il livello scarso, come nella prima, ma d'impatto, nuovo e fresco. Anche in questa seconda, i difetti della prima stagione sono però rimasti tali: troppa attenzione al lato più plastico e superficiale del problema zombie con un’attrazione per il lato action marcata all'inverosimile, e poco approfondimento dei personaggi che risultano solo blandamente tridimensionali e meramente strumentali ad una storia che solo a tratti si è rivelata interessante. I dialoghi sono caustici come e più di quelli della prima stagione e ci sono delle perle da manuale. Per non svelare troppo e rovinare la sorpresa, sappiate che in Z Nation (Stagione 2) ci sono: locali notturni per zombi; l'erba zombi (e non intendo quella che mangiano le mucche); neonati zombi; una puntata interamente alla Mark Twain, dopo che ha fatto uso pesante di allucinogeni. E addirittura,  a un certo punto uno dei personaggi dice: «Questo è troppo perfino per un'apocalisse zombi!». Il marchio Asylum si vede bello grande e si sente forte e chiaro, tanto che ad ogni puntata viene da chiedersi che tipo di riunioni facciano gli autori e quanto fuori di testa debbano essere per avere certe idee. E per farne addirittura una serie tv.

domenica 17 gennaio 2016

The Walking Dead (6a stagione) [Prima parte]

Continua il viaggio dei superstiti, ad una apocalisse zombie, nella prima parte della sesta stagione di una delle serie tv più viste negli ultimi anni, The Walking Dead. I nostri 'eroi' ritornano ad affrontare i loro mostri interiori ma soprattutto esteriori ed esterni, quegli esseri, sempre più brutti, cattivi e sofisticati, che stanno uccidendo il mondo. Come se non bastassero gli zombie anche le persone, pazze e deviate (come in altre stagioni già viste) sono un ostacolo, e non da poco, da sconfiggere. Gente che non capisce che facendo in questo modo, aiuta i mostri a vincere e non il contrario. Ovviamente l'iter della serie non cambia anche in questa sesta ma non ultima stagione, lottare per sopravvivere a tutto e tutti, ma come sempre non tutto è bianco e nero, il grigiume è ovunque e dilagante. Il problema principale della serie però rimane, uno scopo preciso non c'è, i superstiti vanno a briglie sciolte. senza una meta, senza un qualcosa che riesca a movimentare la serie, è da sei stagioni che girano in tondo intorno ad Atlanta, ci vorrebbe un colpo di scena importante, non dei personaggi, ma della storia, altrimenti la monotonia prenderà il sopravvento. Da recenti notizie sembra che qualcosa di ciò potrebbe accadere. Ma veniamo a queste ultime puntate. Puntate che svelano un po' di più sui personaggi, soprattutto Morgan, vediamo infatti come è arrivato ad Alexandria e cosa ha passato per non uscire pazzo. La pazzia che ne deriverà quando certi personaggi (i Wolves) entreranno ad Alexandria. Ma chi sono questi Wolves veramente? i soliti sfigati che credono di ammazzare Rick e il suo gruppo, non succederà mai temo. Gli unici che potrebbero sono gli zombie, ma credo sia ancora più difficile. Tornando a Morgan, nonostante abbia visto nel suo viaggio tante brutte cose, non ha ancora capito come va il mondo, come cercare di far cambiare atteggiamento a uno di quei sfigati, serva veramente a qualcosa. Infatti appena l'avrà l'occasione scapperà dalla prigione. Speriamo che gli sia stata da lezione, ma secondo me ha forse definitivamente perso come la testa, come tanti del gruppo, non ha capito niente di quello che gli è stato insegnato. Secondo il suo 'mentore' non deve uccidere le persone, si, ma quelli sono animali, per fortuna però gli zombie li uccide. Ad ogni stagione qualcuno muore, a chi toccherà in questa? in un recente sondaggio tra me e me, ho risposto: tutti, così finisce. A parte gli scherzi, già in questa prima parte, qualcuno muore, qualcuno si salva per un pelo, qualcuno perde la testa e qualcuno continua a rompere le scatole.

lunedì 24 agosto 2015

Wayward Pines (1a stagione)

Ho appena finito di vedere la serie evento dell'anno, ossia Wayward Pines, trasmessa in contemporanea in 126 paesi sparsi nel mondo, con una massiccia promozione partita con oltre un anno di anticipo ed una macchina produttiva capace di includere nel cast un gruppo di attori noti (su tutti svetta Matt Dillon) che hanno aumentato le aspettative sulla trasposizione per il piccolo schermo dei romanzi di Blake Crouch che compongono la trilogia, ispirata a I segreti di Twin Peaks, I Misteri di Wayward Pines, adattati e condensati in dieci episodi da Chad Hodge. Forse proprio l'attesa ha fatto naufragare tutto, la serie non ha convinto tutti, dividendo pubblico e stampa in due fazioni nettamente opposte, accomunate, quasi all'unisono, da un finale frettoloso e sospeso, se si pensa inoltre alla mancanza di continuità narrativa e a certe lacune che lo sorreggono. Buone o cattive notizie (dipende dal gradimento e se l'avete già vista) arrivano da Fox USA, infatti dopo una sola stagione avrebbe deciso di cancellare lo show. La causa è sconosciuta ma probabilmente è dovuto alle troppe aspettative che sono poi mancate nella serie, il finale poi ambiguo ha fatto il resto. Ma prima di arrivare al finale, dovrei almeno fornire un piccolo riassunto. Attenzione però agli spoiler (che io odio, infatti prima di vederla non ho voluto neanche sapere di che trattava, solo il mistero  che circondava la serie bastava per guardarla), descriverò quello che ricordo (anche se è passata una settimana da quando l'ho finita di vedere).

mercoledì 12 agosto 2015

Z Nation (1a stagione)

Grazie al mio mysky posso registrare una serie tv intera e gustarmela tutta d'un fiato, l'ultima in successione, anche se finita da mesi è questa. Z Nation è una serie televisiva post-apocalittica horror statunitense creata da Karl Schaefer e Craig Engler. Lo chiamano il The Walking Dead dei poveri non senza ragione. La serie è prodotta da The Asylum (la stessa di Sharknado, quella sublime accozzaglia di effetti speciali di bassa lega, ma vuoi mettere uno squalo volante, una figata) per la rete americana via cavo Syfy. In Italia su Axn Sci-fi. La prima stagione è composta da 13 episodi ed è stata rinnovata per una seconda. Poiché parliamo di zombie subito viene naturale confrontarla col fenomeno The Walking Dead, ma bisogna tenere conto che twd è una serie hollywoodiana è quindi di livello, non tutti però definiscono twd la miglior serie mai prodotta sugli zombie e in parte hanno ragione (anche se a me piace), infatti dopo le prime due stagioni veramente stupende hanno cercato di allungarlo, proponendo sempre lo stesso copione, arrivano in un luogo che sembra perfetto poi qualcosa succede e cambiano posto di continuo (la fattoria, la prigione, poi il Governatore e la sua città, poi un altro e adesso un altro ancora) e lo scopo finale non c'è. Per qualche critico particolarmente malizioso Z Nation non è che la versione low cost di The Walking Dead. In realtà le due serie, pur (ri)maneggiando gli stessi incubi, non potrebbero essere più diverse. Questa nuova serie, nonostante non ci sia cura dei dettagli, dove il make-up è imbarazzante e la regia banale così come la sceneggiatura, incentrata su dialoghi mai stimolanti, dove i personaggi sono piatti, bidimensionali, non hanno nemmeno una sfumatura, dove si parla poco (e male), si combatte molto (e bene), si annoia spesso (e volentieri) ha qualcosa di nuovo e diverso che la rende visibile, piacevole (dove qualche situazione vi farà sorridere), mettendo però in conto la qualità e livello di una serie tv di serie B.