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lunedì 10 giugno 2019

Gli Incredibili 2 (2018)

Tema e genere: Sequel de Gli Incredibili - Una "normale" famiglia di supereroi del 2004, è il 20esimo film prodotto dalla Pixar Animation Studios, ed è incentrato nuovamente sulle vicende di un'insolita famiglia di supereroi.
Trama: I supereroi sono nuovamente fuorilegge ma qualcuno vorrebbe riportarli in auge. Questa volta però tocca a Elastigirl fare la parte del leone, mentre suo marito resta a casa con i bambini.
Recensione: Nel 2004 lo scenario cinematografico era ben diverso da quello attuale, in particolar modo per un genere che ora domina i botteghini e fa parlare molto di sé, ma che 15 anni fa era ancora di là dall'esplodere nella connotazione odierna: i cinecomics di stampo supereroistico. È quindi in un contesto piuttosto vergine che si muoveva The Incredibles (in Italia Gli Incredibili – Una "normale" famiglia di supereroi), tuttavia, pur arrivando a distanza di più di dieci anni, pur uscendo in un periodo di sovraesposizione di questo genere sul grande schermo, questo sequel riesce a non sfigurare di fronte al primo bel capitolo, mantenendo perfino in parte l'effetto sorpresa, grazie anche all'aggiunta di nuovi spassosi personaggi e ad una buona sceneggiatura che schiaccia l'occhio anche agli spettatori più grandi. Anzi di più, in questo caso infatti la Disney Pixar con questo sequel riesce inoltre a consegnarci un seguito assolutamente all'altezza dell'originale, addirittura migliore (anche se l'effetto emozionale e d'impatto rimane basso), del quale appare come una natura continuazione e anziché, come spesso accade, una forzatura priva di originalità e spessore. Gli Incredibili 2 difatti, prende avvio dalle scene finali del primo film, dall'affiatatissima famiglia di supereroi finalmente pronta a sconfiggere un nuovo Super Cattivo: il Minatore, in diretta continuità quindi con lo status quo che ricordavamo. Non cambiano neanche le dinamiche, i supereroi, infatti, sono ancora illegali. Tuttavia un eccentrico milionario, affiancato dalla geniale e stravagante sorella, fanno appello a Hellen (aka Elastigirl) per rivalorizzare e risanare l'immagine pubblica dei supereroi, per poterli rendere di nuovo "legali". Ma per fare ciò qualcosa deve cambiare, ed infatti le avventure della famiglia Parr continuano, però prendendo una strada inattesa. Questa volta difatti, spetta a Mr. Incredible tenere le redini della famiglia, mentre Elastigirl è impegnata in una duplice missione: fare la portavoce dei diritti dei supereroi e investigare su un nuovo supercattivo. Helen e Robert dunque si invertono i ruoli in un'ottica moderna e se vogliamo molto politically correct, con lui che resta a casa a badare ai piccoli, mentre lei va a "guadagnare il pane" per entrambi. Robert così si ritrova a casa con una figlia in preda alle turbe adolescenziali, un ragazzino alle prese con difficoltà nella matematica e il piccolo ed incontenibile Jack Jack. Quest'ultimo in particolare si diverte a sperimentare tutta una serie di nuovi superpoteri e si potrebbe dire che alla fine sia lui il vero protagonista del film: con le sue faccette buffe e le gag esilaranti riesce a dare una ventata di novità alla storia. Ad ogni modo il compito dell'uomo di casa si rivela piuttosto arduo per Mr. Incredibile, che però, preso anche da un certo orgoglio maschile, si rifiuta di interpellare la moglie e dimostrarle di non saper gestire la situazione, finendo per improvvisare e provare qualsiasi cosa per mantenere tutto sotto controllo.

giovedì 7 febbraio 2019

Kidding - Il fantastico mondo di Mr. Pickles (1a stagione)

La serie tv Kidding - Il fantastico mondo di Mr. Pickles (Kidding), serie televisiva statunitense del 2018 creata da Dave Holstein (che ritorna dopo il sottovalutato Brink, cancellato dopo solo una stagione), segna il ritorno alla collaborazione di Jim Carrey e Michel Gondry dopo il fondamentale film del 2004 (il bellissimo Se mi lasci ti cancello). L'interprete di Ace Ventura (e di tanti altri piccoli cult) ha avuto un'infanzia decisamente difficile, ha vissuto con la famiglia in un camper date le ristrettezze economiche seguite al licenziamento del padre contabile, e di recente, nel 2015, ha dovuto affrontare anche il suicidio della compagna Cathriona White, ed è difficile non vederne traccia nella sua interpretazione di Mr. Pickles. Di contro, il regista di Versailles ha già dimostrato di saper rappresentare, mantenendosi coerente col suo immaginario fatto di découpage e artigianato, la malinconia e il dolore di una perdita, o almeno quasi sempre (si pensi al sopravalutato Mood Indigo: La schiuma dei giorni). E tuttavia nonostante sia una serie creata da un terzo, il segno di entrambi è ben presente, a partire dalla sigla diversa per ciascuna puntata che ripropone il meccanismo delle Instagram Stories del profilo del regista francese. Per il resto, l'altro pregio di Kidding (su Sky Atlantic da novembre a dicembre scorso) è quello di non essere lo show di Jim Carrey (anche se lui è perfettamente onnipresente), ma una vera e propria storia su una famiglia (disfunzionale come tante) che non è la nostra, ma nello stesso tempo lo è. E può esserlo perché l'attore canadese viene affiancato da signori attori come Catherine Keener e Frank Langella: loro sono i Piccirillo, nome di origine italiana il cui senso non può essere sfuggito al creatore. Il resto di Kidding è un misto di generi, tipici e molto simili alla stravagante formula di Showtime. Ma è utile sottolineare subito una cosa, il formato da poco meno di 30 minuti porterebbe subito a pensare a una commedia, illudendo lo spettatore nel migliore dei modi. Certo, non mancano nel corso degli episodi momenti divertenti, ma non saranno mai risate a cuor leggero, si tratterà perlopiù di sorrisi amari, velati da un'ombra di malinconia.

venerdì 3 agosto 2018

Scappa: Get Out (2017)

Il 23 gennaio, all'annuncio delle nomination degli Oscar 2018, un nome su tutti balzò all'occhio con grande sorpresa ed incredulità, era quello di Scappa: Get Out, prodotto (secondo alcuni estimatori) dal Re Mida dell'horror indipendente Jason Blum (e la sua casa di produzione Blumhouse) e scritto e diretto dall'esordiente Jordan Peele. Personalmente infatti proprio non capivo come avesse fatto questo film (un ibrido con elementi del thriller psicologico, della commedia nera, della fantascienza e dell'horror), alquanto prevedibile dal trailer e non proprio originale nella trama (appunto questo Get Out da noi tradotto semplicemente con la parola scappa, che è il percorso che dovrà fare il nostro povero sciocco e innamorato ragazzo di colore in una giornata che già sembrava andare nel verso sbagliato per lui e la sua mente) a ricevere quattro candidature, compresa quella cruciale di Miglior Film. Per questo non posso perciò non rivelare che questo lungometraggio lo aspettavo da molto tempo e con ansia, e non solo perché sono un amante del thriller che questi anni ci ha regalato delle perle di rara bellezza e tensione, come lo sono stati The Invitation del 2015 e Man in the Dark del 2016, non dimenticando It Follows, opera seconda di David Robert Mitchell, ma proprio per capire il perché di questo successo, il perché di queste candidature e il perché dei premi vinti. Non riuscivo insomma a trovare risposta, ma la risposta c'è, ed è negli scorrevolissimi cento minuti di Get Out, che dopo un primo atto di tensione e di presagi ed un secondo di pura suspense disseminata tanto di indizi validi quanto di volutamente fuorvianti, rivela con un twist ingegnoso la sua vera natura: quella di un horror cristallino, mix di terrori terreni e paranormali, ironico ma tremendamente diabolico e strettamente aderente al cinema di "mezzanotte". Un film che riesce ad intrigare e intrattenere grazie ad un ritmo straniante, a dei dialoghi arguti e intelligenti e ad un'ottima costruzione narrativa della tensione. Questo film del 2017 è infatti, dopo averlo visto, il thriller psicologico-horror (poiché pur avendo gli stilemi dell'horror e alcune scene che lo ratificano come appartenente a pieno titolo al genere, è la psicologia che regge tutto il gioco rendendo ogni scena importante e portatrice di un proprio senso esclusivo) che non ti aspetti.