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mercoledì 22 maggio 2019

Hotel Transylvania 3 (2018)

Tema e genere: Film d'animazione che come gli altri capitoli ripropone sempre con le stesse dinamiche il rapporto umano-mostro, cercando di proporre il solito messaggio che invita ad abbattere il muro razziale tra umani e "diversi", per promuovere l'uguaglianza e l'amore.
Trama: Dopo che la figlia ha trovato l'amore e una famiglia, adesso tocca a suo padre Dracula cercare di rifarsi una vita dopo centinaia di anni di vita sedentaria nell'Hotel. Per lo stesso motivo, la figlia Mavis organizza una grande vacanza estiva in crociera capitanata dall'umana Erika, di cui Dracula si innamora follemente. Ciò che non sa è che un acerrimo nemico è tornato a dargli la caccia.
Recensione: Trama semplice per non dire esilissima, sviluppo risibile più che comico, per Hotel Transylvania 3, film molto colorato e vivace ma poco riuscito. Il terzo episodio di Hotel Transylvania, dopo i primi due più fluidi e divertenti (qui la recensione del secondo), è infatti una delusione per un adulto pur non prevenuto verso il genere, o che anzi ami l'animazione non banale. Questo perché narrativamente parlando, Hotel Transylvania 3: Una vacanza mostruosa pone sul piatto una vicenda alquanto classica. Una vicenda decisamente prevedibile dall'inizio fino alla fine, che non regala mai colpi di scena davvero piacevoli o capaci di far sussultare lo spettatore. L'avventura si fa così seguire senza troppe pretese, riuscendo anche a intrattenere piacevolmente, peccato che alcune scene funzionino poco, talvolta fin troppo forzate o con espedienti non proprio eccellenti, che a tratti sembrano dare una sensazione di déjà-vu. Dopotutto esattamente come nei capitoli precedenti ci troveremo nella ripetitiva situazione di assistere a diversi espedienti narrativi per sottoscrivere quanto il mondo moderno viva in una gabbia mentale preistorica. La società odierna riuscirà a superare queste barriere solo con la forza dell'amore, insomma, in modo incondizionato e pure sfrontato. E insomma questo terzo capitolo di Hotel Transylvania non propone niente di più (anzi, il concetto dell'uguaglianza tra mostri e umani è fin troppo ridondante), niente di nuovo allo spettatore: sicuramente riesce ad intrattenere e divertire, anche grazie alla continua aggiunta di personaggi già dai film precedenti, ma in più occasioni risulterà sempre di assistere ad una serie di gag e sketch tutti incollati tra di loro, che vengono sorretti da una trama banale e risaputa, senza offrire particolari twist narrativi. Infatti battute ben congegnate e capaci di far scappare più di qualche sorriso (la coppia di genitori lupi mannari con centinaia di cuccioli, che scappano e si nascondono dai figli per riposarsi, unica gag di livello) fanno seguito a momenti che tentano in tutti i modi di far divertire lo spettatore portando però al risultato opposto, quasi infastidendolo. Infastidendo soprattutto il pubblico di grandi (alcune scene sono raggelanti, vuoi perché mal strutturate, vuoi a causa di un voler portare eccessivamente per le lunghe una battuta), perché i più piccoli rideranno di gusto a tutte le trovate inserite nella pellicola. Il che non sarebbe un problema, ma non sono poche le pellicole rivelatesi capaci di conquistare grandi e piccini, cosa che Hotel Transylvania non riesce minimamente a fare. Ed è un peccato, perché il lavoro tecnico che è stato possibile visionare sa farsi indubbiamente valere. E tuttavia rimane questo e comunque un buon prodotto di intrattenimento, ma qualcosa in più indubbiamente si poteva fare, anche perché considerando il fatto che in teoria dovrebbe essere il film conclusivo di questa saga, la storia poteva essere molto più innovativa di così.

martedì 12 dicembre 2017

Tutti gli altri film visti durante il 2017: Dramedy (Eddie the Eagle, The Dressmaker, The Lady in the Van & Tommaso)

Quinto appuntamento con la commedia drammatica, la cosiddetta appunto Dramedy, che riesce molto spesso e decentemente a coniugare toni drammatici o a viceversa toni più leggeri, facendo sia riflettere che divertire. Una bellissima pagina di sport che per una volta non celebra un vincente ma un personaggio che segue alla lettera il motto "L'importante è partecipare" questo è Eddie the Eagle: Il coraggio della follia (Eddie the Eagle), film del 2016 diretto da Dexter Fletcher. Perché se c'è una storia che meglio incarna lo spirito di questo motto "decoubertiniano" è proprio quella di Eddie "The Eagle" Edwards. Dato che la sua è una storia che celebra la forza d'animo umana e la resistenza di fronte a straordinarie sfide e probabilità. Il film infatti è una commedia sportiva biografica che evidenzia la passione, la dedizione e la forza di volontà di un saltatore con gli sci britannico, il primo a partecipare ad una olimpiade invernale. Anche perché lui, ragazzo britannico goffo, impacciato e folle (anche se la sua follia è semplicemente quella di assecondare un sogno che coltiva dall'infanzia), senza abilità ma con un grande cuore, con una testardaggine sospesa tra autolesionismo ed ingenuità infantile, riuscì in un'impresa apparentemente semplice ma straordinaria. Dopotutto in questo film bello e commovente, che si ispira ovviamente a eventi realmente accaduti, e che vengono però raccontati in modo grottesco (seppur mai sopra le righe e con situazioni da commedia a sprazzi di drammaticità), si parla, a parte il lato puramente sportivo, di coraggio e di fiducia in se stessi, anche perché questa grande lezione di vita che Eddie ci da è che il percorso che si compie per raggiungere una meta è più importante della meta stessa. Lui infatti vuole portare a tutti i costi a compimento (nonostante i suoi problemi fisici ed economici) il suo sogno, e con un pizzico di furbizia ci riuscirà. Perché più che straordinario non è solo la forte determinazione e la tenacia quasi "eroica" della sua impresa, quanto nel modo in cui egli vi riesce.

martedì 14 giugno 2016

Hotel Transylvania 2 (2015)

Hotel Transylvania 2 è un film d'animazione del 2015, il 'mostruoso' sequel di un film campione d'incassi nel 2012. Il film, diretto da Genndy Tartakovsky (stesso regista del primo), scritto a quattro mani da Robert Smigel e Adam Sandler, è prodotto dalla Sony Pictures Animation per la Columbia Pictures ed è girato con l'uso della computer grafica. Peccato però che il risultato non sia granché rispetto al primo, in questo secondo capitolo infatti assistiamo al classico problema da n°2, le idee in pista sono sempre quelle, per buona parte del film non si ride molto, poi il ritmo si alza e nel complesso il progetto si salva, ma l'effetto minestra riscaldata è dietro l'angolo. In caccia degli stessi spettatori (in questo caso anche di più...) dell'originale si inseriscono poche vere novità, cercando di recuperare il possibile con gli stessi ingredienti della ricetta vincente. La prima cosa che si nota dopo 10 minuti difatti, è la perdita del ritmo frenetico che caratterizzava il primo capitolo, probabilmente dovuto al soggetto che non consente una narrazione più convulsa. Detto ciò, anche qui lo spirito del film rimane leggero e senza pretese, e chiaramente indirizzato più ad un pubblico molto giovane rispetto ad altri film d'animazione contemporanei. Le Gag riescono sempre a divertire, ma alcune battute, sono troppo sceme (così anche nel primo film ma ancora di più), cercando di ironizzare sulle abitudini e mode dei giorni nostri (come selfie, youtube, etc.), con risultati buoni a tratti. In sostanza, a parte il soggetto, nulla cambia in questo seguito, lo sviluppo della trama è lo stesso, così come l'intento e lo stile, ci si diverte, ma speravo in un balzo in avanti. Ma andiamo nel dettaglio, ecco la trama. Mavis la vampiretta e Jonathan l'umano si sposano presso l'hotel popolato da creature mostruose gestito dal Conte Drac, il padre di Mavis. Quando la coppia ha un figlio, Dennis, tutti si chiedono se sarà umano o vampiro, e mentre i genitori sono pronti ad accettarlo in ogni caso, nonno Drac spera di aver passato al piccolo i suoi geni e i suoi canini succhiasangue. Anche perché Mavis, qualora Dennis si rivelasse prevalentemente umano, minaccia di trasferirsi con il marito e il figlio in California e crescerlo fra i sui simili. Sarà compito di Drac, coadiuvato dal gruppetto di creature insolite (Frankenstein, Murray la Mummia, Griffin l'Uomo Invisibile, Wayne il Lupo Mannaro) tirare fuori il mostro che potrebbe nascondersi in Dennis: e per far questo il vampiro approfitta di un viaggio esplorativo di Mavis e Jonathan in California per avviare Dennis lungo il percorso di iniziazione vampiresca.

domenica 28 febbraio 2016

Gli altri film del mese (Febbraio 2016)

Mune: il guardiano della luna è un meraviglioso, poetico e fiabesco film d'animazione francese del 2015. In un mondo fantastico, Mune, piccolo fauno lunare, ha il compito di far da guardiano alla luna, occupandosi dei turni di notte e veglia dei sognatori. Un suo catastrofico errore dà però a un demone la possibilità di rubare il sole, costringendolo con l'aiuto di Sohone, custode del sole, e della fragile Cire a partire per una missione speciale che farà di lui una leggenda. La storia di Mune si svolge in un tempo sospeso tra fiaba e mito, in cui luna e sole sono oggetti magici e misteriosi trascinati per il mondo dai rispettivi guardiani, incaricati di mantenere così la necessaria armonia terrestre. Nel curriculum della cosmogonia immaginata dagli autori, si ritrova gran parte del cinema d'animazione recente, questo bellissimo film infatti, riesce nell'impresa sorprendente di bilanciare le sue tante ispirazioni (Miyazaki e il suo castello errante sono certamente tra le ispirazioni, ma il disegno di Mune è una creazione originale, che non ha debiti palesi con nessuno), contrappuntandole con qualche idea originale.

mercoledì 28 ottobre 2015

Soap Opera (2014), Walking on Sunshine (2014) & Strange Magic (2015)

Oggi presento tre film che ho visto e che mi hanno colpito per la loro apparente originalità nei contenuti e non, anche se tutto è stato già visto o rivisitato in altre pellicole. Soap Opera è una commedia brillante che racconta gli odi, gli amori, gli equivoci, gli intrecci e le complicate traiettorie emotive che collegano tra di loro i bizzarri abitanti dello stesso palazzo, a poche ore dal capodanno, in una Milano innevata e solo 'accennata'. Francesco (De Luigi) ancora innamorato della ex Anna (Cristiana Capotondi), che scopre essere incinta di un altro uomo, Paolo (Ricky Memphis) che aspetta un figlio dalla moglie ma viene assalito da dubbi in merito alla propria sessualità, la bellissima Francesca (Sednaoui) il cui ex fidanzato si è appena suicidato, Alice (Chiara Francini) star di una nota soap opera televisiva e con la passione per gli uomini in divisa, Gianni e Mario (Ale e Franz), gli esilaranti fratelli legati strettamente da un incidente che costringe uno dei due su una sedia a rotelle e l’altro ad accudirlo, vivranno una notte piena di colpi di scena, alla fine della quale la vita di tutti si ritroverà irrimediabilmente cambiata.

mercoledì 14 ottobre 2015

I nostri ragazzi, Senza nessuna pietà & Un ragazzo d'oro (2014)

Il cinema italiano si sofferma troppo su argomenti difficili e moralmente controversi, questi tre film (tutti del 2014) ne sono l'esempio, sinceramente nessuno dei tre qui presentati mi hanno convinto, la prossima volta ci penserò due volte, perché i film drammatici italiani sembrano tutti uguali, sempre con finali non soddisfacenti ed incompiuti, come se lo spettatore dovesse ogni volta capire il finale e riflettere al senso del tutto, lasciando un vuoto di idee e spiegazioni su ciò che il film vuole farci sapere, mettendo sempre recitazioni monotone e poco espressive, eccedere negli eccessi di attori che provano a fare ciò che vuole il regista, ma non sembrano mai troppo credibili. Cosa fare se tuo figlio commette un crimine? Coprirlo o denunciarlo? I nostri ragazzi è il tentativo di rispondere a questa domanda. Due fratelli che non potrebbero essere più diversi, per statura e non solo: Paolo (Luigi Lo Cascio), chirurgo con mano ferma e schiena dritta, convinto che nella vita esista il bene e il male e non sia difficile scegliere da che parte stare, e Massimo (Alessandro Gassman), spilungone e fascinoso avvocato dai confini morali più sfumati.