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giovedì 18 dicembre 2025

Le serie tv del mese (Dicembre 2025)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

Ironheart (Miniserie) - Un prodotto che prova a dare nuova linfa al MCU attraverso la giovane Riri Williams, interpretata con calore ed empatia da Dominique Thorne. La storia affronta temi come lutto, identità e crescita personale, con momenti drammatici riusciti e un contorno di personaggi che in alcuni casi funzionano, come The Hood e Zelma. L'estetica fresca, la colonna sonora hip-hop e l'ibrido tra tecnologia e magia offrono spunti interessanti, mentre gli effetti speciali e le scene d'azione si mantengono su un livello discreto. Tuttavia, la serie soffre di incoerenze narrative, sbalzi di tono tra commedia e dramma e un trattamento superficiale di temi delicati come il razzismo. Il ritmo è altalenante, con un avvio lento e un finale divisivo: in parte sorprendente, in parte deludente. In definitiva, Ironheart è una serie ambiziosa ma imperfetta, capace di gettare basi per il futuro del personaggio senza riuscire a imporsi come una delle produzioni più solide dell'universo Marvel. Voto: 5,5

Alice in Borderland (3a stagione) - La terza stagione segna un evidente calo rispetto alle prime due. Arisu e Usagi tornano nel Borderland con motivazioni poco convincenti e personaggi secondari mai davvero approfonditi. I nuovi giochi alternano momenti spettacolari e ben diretti ad altri ripetitivi e poco incisivi, mentre la narrazione si concentra più sulla dimensione psicologica e sui traumi dei protagonisti che sull'azione adrenalinica che aveva reso la serie così coinvolgente. L'atmosfera resta cupa e la messa in scena visivamente efficace, ma il ritmo soffre di lentezza e prevedibilità. Il finale riesce a dare un senso di chiusura dignitoso, pur senza sorprendere, lasciando aperta la porta a possibili spin-off. Nel complesso, un capitolo che intrattiene a tratti ma che appare superfluo, confermando la trilogia con il suo anello più debole. Voto: 6,5

lunedì 20 novembre 2023

Le serie tv del mese (Novembre 2023)

Per il prossimo mese è previsto che io veda e recensisca un bel bottino di serie, più di quanto mai fatto, ma nemmeno in questo mese mi sono poi tanto risparmiato, tant'è che ho visto pure, anche se mezz'ora o meno di tempo l'avrei potuto trovare ugualmente, la seconda stagione di I Am Groot. Una seconda stagione (piena di buffe esplorazioni) che ne conferma la semplicità ed efficacia dei corti dedicati al personaggio dei Guardiani della Galassia (con la voce di Vin Diesel). Cinque nuove (baby)storie che mostrano un'altra fase della crescita dell'arbusto, ovvero pubertà e pre-adolescenza, con un'animazione fluida, dinamica e molto slapstick. Poche settimane fa "prendeva" parte all'ultimo viaggio dei Guardiani, nel capitolo conclusivo della trilogia di James Gunn (Qui recensione Vol. 3), ora lo si ritrova nella sua versione più dolce e irriverente (sempre su Disney Plus). Baby Groot, un po' cresciuto rispetto alla prima stagione (qui il mio commento), animato da una curiosità invincibile e una naturale propensione a cercar guai. Brevi, tecnicamente ottimi e divertenti, manca la "magia del gruppo" sì, ma è sempre bello ritrovarlo in "azione", tutto semplice però tremendamente efficace. Comunque ecco cos'altro ho visto in quest'ultimo mese dell'anno, di novembre vinaio.

Das Boot (3a stagione) - Una nuova stagione, della serie di guerra prodotta da Bavaria Fiction e Sky Studios, migliore delle precedenti. Si attenuano i difetti, si acuiscono i pregi. La trama continua sempre a vacillare di tanto in tanto, complice l'intreccio di più storie, lentezza e derive narrative (inutili in certi casi) non sono alleate dell'intera struttura (ecco pure alcuni archi che vengono spazzati via rapidamente), ma Das Boot continua (ed ancor meglio) ad impressionare con la sua plausibilmente evocazione atmosferica della vita durante il Secondo Conflitto Mondiale. Non c'è modo di sfuggire alla brutalità della guerra. Ma ciò che questa serie fa così bene è trasmettere le aree grigie della vita: non tutti i "cattivi" sono "cattivi" e non tutti i "buoni" sono "buoni", abbiamo sempre una scelta su come comportarci. Ci muoviamo dal mare aperto (che resta centrale motore narrativo e quello più convincente), a Dusseldorf e Kiel in Germania, a Liverpool in Inghilterra e a Lisbona in Portogallo per seguire tre trame in questa stagione. Una stagione preferibile alle altre, ma pur sempre altalenante. Voto: 6

Tulsa King (1a stagione) - Sylvester Stallone, lontano dai suoi ruoli abituali (qui decisamente più cattivo ed ambiguo) e alla prima volta (da protagonista) in una serie tv, è talmente bravo che quasi dispiace non si sia cimentato in nulla di simile prima. L'attore dimostra una notevole maturità ed offre (probabilmente) una delle sue migliori prove attoriali di sempre. La trama, a sfondo gangsteristico, raccoglie l'eredità dei classici film sul tema di Scorsese & Co, ma con un taglio meno drammatico, a tratti (specialmente nelle prime puntate) stemperato da qualche slancio ironico. L'attenzione viene mantenuta alta, la violenza non manca e la curiosità per la prossima (confermata) stagione è tanta (lo zampino di Taylor Sheridan, creatore della serie, si nota, si vede e si sente). Tulsa King si può quindi vedere, certo, nulla di nuovo nel campo malavitoso-cinema, tutto secondo canoni, ma è bella da seguire. Forse le puntate sono troppo brevi, qualcosa non funziona al 100%, ma nel complesso semplice, movimentata, ben girata e piacevole. Per il momento alquanto più che sufficiente per un buon giudizio. Voto: 7

lunedì 6 novembre 2023

Le mie canzoni preferite (Novembre 2023)

Tra alti e bassi, sorprese e delusioni, conferme e novità, una stagione musicale finora abbastanza buona, una stagione annuale musicale che corre veloce verso il traguardo, sta di fatto che tra un mese e mezzo sarà Natale, ed io pronto quasi sono. Pronto ad eleggere le migliori proposte dell'anno, anche se appunto ancora non è finito, c'è questo post e il prossimo da prendere in esame, e quindi per adesso non mi resta che presentare questi sei "ospiti", e darvi questo utile link se volete sentire (da Youtube) questa playlist musicale nella sua interezza e completezza, ma buon ascolto in ogni caso.

Una bella canzone cantata da una bella cantante, cosa volere di più?

Ha debuttato con un suo disco solo poche settimane fa, questo uno dei singoli d'esordio, che dire?
Un'inizio indubbiamente notevole, con un brano quasi "malinconico" decisamente brillante.

lunedì 12 dicembre 2022

Le serie tv del mese (Dicembre 2022)

Stop, con le serie stop, una stagione serialtelevisiva oggi finisce, dopo un percorso lungo un anno e che ha girato (contando ovviamente quelle di quest'ultimo mese) a quota (se non ho sbagliato i conti) 76 serie per un totale di 93 stagioni, non male direi. Ma neanche il tempo di constatare il tutto (ricordando che le classifiche non mancheranno ed arriveranno entro la fine d'anno) che una nuova già si affaccia, e che già porta in dote importanti premesse e belle promesse. Riuscirò a vedere alcune serie complete adocchiate da tempo e a vedere finalmente le serie Marvel di Netflix ma ora disponibili su Disney Plus? Lo dirà il tempo, se potrò o meno, contando tutte le serie o miniserie che verranno e quelle rimandate di anno in anno, la lista dopotutto è sempre piena, però per adesso concentrato su questo 2022 ancora sono, che nel suo ultimo giro ha regalato in gran parte buone cose, che nel complesso, e nonostante gli alti e bassi canonici, mi ha soddisfatto.

Big Hero 6 - La serie (3a stagione) - Sono rimasto un po' deluso da tutta questa (terza ed ultima) stagione, mi ero davvero divertito con le prime due, ma soprattutto con la prima. Non che il divertimento o l'intrattenimento manchi, però alcune scelte proprio non mi sono andate giù. Speravo che la seconda metà della seconda stagione fosse solo una crisi del secondo anno e che la terza stagione sarebbe stata scritta meglio, ma le mie speranze sono andate in fumo non appena ho scoperto che gli episodi erano stati divisi. Perché l'improvviso cambiamento di dividere gli episodi (in numero dimezzato rispetto agli altri capitoli) in 2 segmenti per la stagione finale? Così tante storie concentrate e non tutte allo stesso livello. In più, durante tutti gli ultimi due episodi, nessuno di questi ha davvero evocato una sensazione di "gran finale". Infine alcune sotto-trame rimangono irrisolte, penso insomma che di più si sarebbe potuto fare, e tuttavia bello il messaggio finale sulla famiglia, che in parte aggiustano il tiro maldestramente impostato per chiudere il cerchio, la storia, che spettacolo ha sempre e comunque regalato. Voto: 6-

Cobra Kai (5a stagione) - Una quinta stagione che presenta una caratteristica molto più corale, a volte dispersiva in personaggi e trame, a volta ripetitiva sempre negli stessi elementi nella fascinazione verso quel male incarnato da Silver il nuovo padrone del Cobra Kai, villain indovinato, cattivo fino al midollo senza se e senza ma. Indubbiamente è una serie che ha perso l'appeal iniziale delle prime due stagioni (quarta qui). L'approccio di dare a Johnny Lawrence il ruolo da protagonista si è perso. Vero anche il fatto che Johnny rimanga uno dei punti cardine della serie, ma di acqua passata sotto i ponti ne è passata tanta ed i momenti migliori della stagione portano molte volte il marchio del suo personaggio. Se mi si vuole passare il termine è una serie che, persa la novità dello spunto, si è "normalizzata", tuttavia non vuol dire che sia brutta. Mi è piaciuta molto la puntata finale: un tutti contro tutti dove il tasso di violenza si alza moltissimo. Un massacro su tutti i fronti dove il sangue non viene risparmiato ed è piuttosto inusuale per una serie del genere. Si aspetta la sesta e forse ultima stagione, per ora ripreso bene. Voto: 7

sabato 23 aprile 2022

Le serie tv del mese (Aprile 2022)

Era tornata nello scorso (sedicesimo) finale di stagione, non si sapeva il perché, ma il mistero che circondava Ziva David viene svelato nel corso della stagione 17 di NCIS. Sicuramente un ritorno (atteso) che doveva esser introdotto bene, sinceramente, per quanto mi riguarda, il tutto si è perfettamente inserito nel contesto. Ciò che è stato mostrato ha avuto un senso, in particolare se si aveva compreso nelle tante stagioni precedenti di NCIS (qui il mio commento alla 16a) sia il carattere ed il modus operandi dell'ex agente, sia il suo rapporto in particolare con Gibbs. Una toccata e fuga apprezzabile, un ritorno in verità doppio, dato che a metà stagione quello che viene rimasto in sospeso prima hanno finalmente una conclusione. A parte ciò, il resto è nella medietà della serie, con indagini interessanti e sorprendenti sempre ben gestite. Certo, a volte si esagera e qualcosa non sempre quadra, ma ci si accontenta. I nuovi rinsaldano le redini, i vecchi non mollano un colpo, fino all'ultima puntata, una puntata, la ventesima, che anche se finale di stagione non è, riuscita è, grazie anche alla presenza del redivivo Christopher Lloyd (la puntata probabilmente più intensa e bella). Tra le tante produzioni colpite dall'emergenza Coronavirus c'è infatti anche la diciassettesima stagione di NCIS, che ha dovuto chiudere in anticipo rispetto ai programmi originali. Il vero episodio finale sarà tuttavia inserito nella prossima stagione, che ovviamente prossimamente guarderò e nuovamente a tempo perso. Ecco invece il (corposo) resto delle serie viste in questo mese, tra ennesime conferme, belle sorprese e piccole delusioni.

Fargo (4a stagione) - Nella quarta stagione il nome Fargo rimane solo un'eco. Le caratteristiche rimangono, quali gli elementi bizzarri e visionari, e dove il Caso appare per scompaginare tutte le macchinazioni machiavelliche dei suoi personaggi. Allarga molto il contesto rispetto alle altre stagioni, qui non è l'innevato Minnesota a fare da sfondo ma la città di Kansas City, specchio delle eterne contraddizioni di un paese di immigrati che vogliono essere americani, ma che quando scendono da terra sono dei criminali o trattati come tali. La proibizione di quel sogno che solo attraverso il crimine può essere assaporato, con codici e leggi proprie. La terra dell'abbondanza è lì, pronta per essere presa e non importa come. Eccede forse nelle citazioni, un vero e proprio compendio di tutto il genere gangster, ridondante in alcune sottotrame per eccesso di personaggi, alcuni dei quali un po' sopra le righe, tra questi ci sono gli italiani, che comunque fa piacere vedere interpretati da veri italiani. A proposito degli attori, Chris Rock è sempre stato un buon attore, e se avesse continuato a fare solo quella strada sarebbe stato meglio, soprattutto quando poi dici cavolate. Una stagione che mi ha soddisfatto, tutto sommato, ma inferiore alle precedenti (anche rispetto alla terza). Voto: 7
 
The Falcon and the Winter Soldier (Miniserie) - Dopo gli avvenimenti di Avengers: Endgame, Sam Wilson e Bucky Barnes diventano partner in una nuova avventura (il duo Sebastian Stan-Anthony Mackie funziona, anche se ci mette un po' a carburare). Prosegue il corso dell'MCU con una (mini)serie che omaggia (senza mostrarla nella sua forma "storica") una delle sue figure più iconiche, Captain America, la cui difficile eredità è raccolta in modo diverso dai due protagonisti. Azione e spionaggio in sei puntate ricche di ritmo e dalle variegate ambientazioni, che non trascura di dare un certo "spessore" psicologico ai suoi personaggi. Tuttavia riuscita a metà, perché dopo le interessanti prime puntate esce fuori troppo un discorso politico e soprattutto di perbenismo che comincia a diventare stucchevole. L'azione (come detto) è tanta, e ben girata, ma forse sarebbe servito un villain più interessante per renderla emotivamente coinvolgente. Alla fine una serie corta (e non sarebbe stato meglio fare qualche puntata in più per chiudere degnamente? così sembra tutto chiuso in fretta e furia ed è un peccato) che si guarda volentieri, indispensabile ai fini del proseguo della storia, ma che resta un occasione persa visto il budget e le premesse che c'erano. Molto meno fantasioso e accattivante di WandaVision, un pelino migliore di Loki, ma pur sempre una mezza delusione. Voto: 6+

mercoledì 22 maggio 2019

Hotel Transylvania 3 (2018)

Tema e genere: Film d'animazione che come gli altri capitoli ripropone sempre con le stesse dinamiche il rapporto umano-mostro, cercando di proporre il solito messaggio che invita ad abbattere il muro razziale tra umani e "diversi", per promuovere l'uguaglianza e l'amore.
Trama: Dopo che la figlia ha trovato l'amore e una famiglia, adesso tocca a suo padre Dracula cercare di rifarsi una vita dopo centinaia di anni di vita sedentaria nell'Hotel. Per lo stesso motivo, la figlia Mavis organizza una grande vacanza estiva in crociera capitanata dall'umana Erika, di cui Dracula si innamora follemente. Ciò che non sa è che un acerrimo nemico è tornato a dargli la caccia.
Recensione: Trama semplice per non dire esilissima, sviluppo risibile più che comico, per Hotel Transylvania 3, film molto colorato e vivace ma poco riuscito. Il terzo episodio di Hotel Transylvania, dopo i primi due più fluidi e divertenti (qui la recensione del secondo), è infatti una delusione per un adulto pur non prevenuto verso il genere, o che anzi ami l'animazione non banale. Questo perché narrativamente parlando, Hotel Transylvania 3: Una vacanza mostruosa pone sul piatto una vicenda alquanto classica. Una vicenda decisamente prevedibile dall'inizio fino alla fine, che non regala mai colpi di scena davvero piacevoli o capaci di far sussultare lo spettatore. L'avventura si fa così seguire senza troppe pretese, riuscendo anche a intrattenere piacevolmente, peccato che alcune scene funzionino poco, talvolta fin troppo forzate o con espedienti non proprio eccellenti, che a tratti sembrano dare una sensazione di déjà-vu. Dopotutto esattamente come nei capitoli precedenti ci troveremo nella ripetitiva situazione di assistere a diversi espedienti narrativi per sottoscrivere quanto il mondo moderno viva in una gabbia mentale preistorica. La società odierna riuscirà a superare queste barriere solo con la forza dell'amore, insomma, in modo incondizionato e pure sfrontato. E insomma questo terzo capitolo di Hotel Transylvania non propone niente di più (anzi, il concetto dell'uguaglianza tra mostri e umani è fin troppo ridondante), niente di nuovo allo spettatore: sicuramente riesce ad intrattenere e divertire, anche grazie alla continua aggiunta di personaggi già dai film precedenti, ma in più occasioni risulterà sempre di assistere ad una serie di gag e sketch tutti incollati tra di loro, che vengono sorretti da una trama banale e risaputa, senza offrire particolari twist narrativi. Infatti battute ben congegnate e capaci di far scappare più di qualche sorriso (la coppia di genitori lupi mannari con centinaia di cuccioli, che scappano e si nascondono dai figli per riposarsi, unica gag di livello) fanno seguito a momenti che tentano in tutti i modi di far divertire lo spettatore portando però al risultato opposto, quasi infastidendolo. Infastidendo soprattutto il pubblico di grandi (alcune scene sono raggelanti, vuoi perché mal strutturate, vuoi a causa di un voler portare eccessivamente per le lunghe una battuta), perché i più piccoli rideranno di gusto a tutte le trovate inserite nella pellicola. Il che non sarebbe un problema, ma non sono poche le pellicole rivelatesi capaci di conquistare grandi e piccini, cosa che Hotel Transylvania non riesce minimamente a fare. Ed è un peccato, perché il lavoro tecnico che è stato possibile visionare sa farsi indubbiamente valere. E tuttavia rimane questo e comunque un buon prodotto di intrattenimento, ma qualcosa in più indubbiamente si poteva fare, anche perché considerando il fatto che in teoria dovrebbe essere il film conclusivo di questa saga, la storia poteva essere molto più innovativa di così.

giovedì 22 novembre 2018

Le mie canzoni preferite (Ottobre/Novembre 2018)

È passata l'estate, è passato (quasi) l'autunno, è arrivato il tempo di Michael Bublé, che comunque ascolto sempre con gioia quando arriva il periodo giusto, che praticamente è già arrivato, ma prima di ciò, e come di consueto, ecco la classifica, anzi selezione, dei brani e delle canzoni mie preferite di questi ultimi due mesi, in quest'ultimo post annuale (a dicembre potrebbe esserci o meno una sorpresa). Due mesi che hanno confermato il talento di alcuni, il successo di altri e la scoperta di tanti altri ancora. Due mesi che saranno condensati su Youtube  (e se qualcuno lì mi segue avrà visto questa selezione in anteprima assoluta) con la solita playlist (qui), mentre qui ecco a voi i video uno per uno.

C'è il suo zampino in molte canzoni, e stavolta è insieme a Selena Gomez e un certo Ozuna,
parlo ovviamente di Cardi B e della martellante ma interessante Taki Taki di DJ Snake

lunedì 7 maggio 2018

La grande scommessa (2015)

Non è un film facile e ammetto che mi aspettavo qualcosa di diverso, più simile a Wall Street, tuttavia questo film "sui generis" sorprende per l'originalità e la freschezza nel trattare una materia complessa come quella dell'alta finanza, alla quale il regista riesce a conferire quel "quid" di cinematografico. La pretesa è infatti quella di rendere cinematografica, nonché comprensibile al grande pubblico, una materia complessa come quella dell'alta finanza, e Adam McKay centra (sorprendentemente) il bersaglio. Perché una volta tanto un film, questo, La grande scommessa (The Big Short), film del 2015 diretto dal regista statunitense, basato su una storia drammaticamente reale, come l'esplosione della bolla immobiliare del 2008 (e tratto dal libro di Michael Lewis The Big Short: Il grande scopertoThe Big Short: Inside the Doomsday Machine), permette di capire perché e che fine hanno fatto i soldi dei risparmiatori americani, di chi erano le responsabilità e chi ha preferito far finta di niente, nonostante in parecchi avessero capito su quale china il mercato avesse iniziato a correre. Ma se tutti conoscono l'impatto che ha avuto nel mondo la crisi economica del 2008, altresì forse non tutti sanno che tre gruppi di persone l'avevano ipotizzata e ci avevano pure scommesso. Nel 2005, infatti, l'eccentrico manager di hedge Michael Berry (Christian Bale) scopre che il mercato immobiliare statunitense è estremamente instabile, essendo formato da mutui "subprime" ad alto rischio e fornendo sempre meno ritorni. Secondo lui era possibile ipotizzare il crollo nel secondo trimestre del 2007 e trarne addirittura profitti scommettendo contro il mercato immobiliare stesso con la creazione di "credit default swap". Di questa sua ipotesi ne viene a conoscenza anche l'investitore Jared Vennett (Ryan Gosling), il trader Mark Baum (Steve Carrell) e due giovani avidi investitori, Charlie Geller (John Magaro) e Jamie Shipley (Finn Wittrock), che chiedono aiuto al banchiere Ben Ricket (Brad Pitt), i quali non si lasciano scappare la possibilità di far soldi, tanti soldi.

mercoledì 28 giugno 2017

Le mie canzoni preferite (Maggio-Giugno 2017)

L'estate vera si avvicina sempre più, i tormentoni stanno per arrivare ma il caldo no, quello è già arrivato. Ma non importa perché la stagione, quella probabilmente più bella di tutte, è proprio così che deve essere, calda, frenetica e musicalmente attiva. Certo, non è mai il tempo di fermarsi, ma in questo periodo la "vera" musica va in letargo. Per fortuna non tutti subiscono l'effetto tormentone, per fortuna alcune novità ci sono, per fortuna la musica non stanca mai. Ecco quindi in occasione del post numero 500, eh già son parecchi, in meno di due anni per di più (anche se il mio secondo compliblog si avvicina sempre più), le mie canzoni preferite di questi leggermente incasinati due mesi. Due mesi in cui non tanto ho sentito ma qualcosa ho anche visto, in tv soprattutto, infatti alcuni bonus e due chicche in questo post bi-mensile ci saranno, prima però ecco le prime belle tracce da ascoltare, magari in spiaggia con l'ipod.

E' ormai assodato che come attrice faccia quasi pena, ma come cantante così male non è, 
per cui ecco Selena Gomez insieme a Kygo nel singolo It Ain't Me
Chissà perché ma ultimamente sento davvero poco musica italiana, l'unica interessante
è proprio questa qui (con i bravi The Giornalisti), di cui però il video trash non rende merito

giovedì 16 febbraio 2017

Prime Visioni Rai ed Altro

Dopo le Prime visioni Mediaset di due settimane fa e nello stesso periodo ed anche più in la di tutti quei film visti (dal 19 gennaio al 3 febbraio), anche la RAI ha mandato in onda tanti film in prima visione, alcuni però li avevo già visti, è il caso di Pazze di me, delirante e un po' assurda commedia con gli attori de I soliti idioti, della sorprendente commedia Smetto quando voglio, che all'epoca della sua uscita spiazzò molti compreso me per la sua esuberanza goliardica che ha portato ultimamente al suo sequel e anche di un film di fantascienza che si presentava come 'il miglior film sui dinosauri dopo Jurassic Park', ovvero The Lost Dinosaurs, ma invece è forse il più brutto di tutti, altri invece riguardanti il Giorno della Memoria che ho visto ma di cui parlerò settimana prossima. Ma poiché i film erano pochini (tre, di cui uno scriverò tra poche righe, quasi come punizione, poiché mi ha deluso e non farà parte né del cartellone né farà testo a fine anno), ho deciso di aggiungergli alcuni, oltre nuovamente ad altri film Mediaset (4), alcuni di Sky, tre, tra cui due docu-film e una miniserie in due parti. Ma andiamo con ordine e parliamo di un film Cop Car, che partiva con i migliori auspici, ma che per forza di cose è risultato sgradevole. Questo perché i film lenti e inesorabili, semplici e spogli, che si soffermano sui dettagli senza una trama avvolgente e privi di una qualsivoglia sostanza filmica (un po' come certi film anni '80) proprio non fanno per me. Eppure questo thriller del 2015 con protagonista Kevin Bacon (l'unico vero motivo di interesse) è stato elogiato da molti critici. Io non che giudico, però vorrei capire cosa c'hanno visto di così speciale, dato che il film racconta di due bambini di dieci anni, che se ne vanno in giro per campi snocciolando soddisfatti un notevole turpiloquio (ma "fanculo no, non si può dire: è troppo grave"), che rappresentano anche il vertice di scrittura dei dialoghi di questo film immondo, che dopo aver scoperto una macchina (apparentemente) abbandonata della polizia in un campo, così per divertimento i due la avviano e se ne vanno a zonzo per le strade assolate degli States. Quello che non sanno è che lo sceriffo (Bacon) l'aveva inopportunamente lasciata nel posto sbagliato per ultimare un lavoro sporco (che nasconde nel bagagliaio), perciò si mette sulle loro tracce con lo scopo di recuperare la vettura che gli è stata sottratta, ritrovandosi al centro di un pericoloso gioco del gatto col topo. Non male messo così, ma il problema non è la trama e neanche l'ambientazione o i temi, quanto il film stesso, senza nessuna spiegazione (nessun flashback) del motivo per cui due individui sono nel bagaglio dello sceriffo, ipoteticamente per droga o forse Hanno ucciso l'uomo Ragno, i ragazzini poi sono così ingenui e fessi da restare di stucco. Infine, proprio la fine ambigua (la fuga continua), aggiunto al fatto che il film è montato malissimo da la mazzata finale alla pellicola che vorrebbe essere un racconto di formazione in salsa splatter ma riesce soltanto a proporsi come un ridicolo thriller pasticciatissimo, privo di invenzioni e recitato da cani. Avranno visto un altro film quindi, chissà ma non importa, ormai è fatta. Meglio andare avanti.

lunedì 5 ottobre 2015

In ordine di sparizione (2014), Gambit (2012) & Comportamenti molto...cattivi (2014)

In ordine di sparizione, è una dark/black comedy (del 2014) ad ambientazione nordica con un cast eccellente. Nils, che è stato appena nominato 'uomo dell'anno' dai concittadini del piccolo villaggio in cui vive, è colui che si occupa di rendere accessibile la strada a bordo di un imponente spazzaneve. Quando suo figlio muore e la pratica viene archiviata perché trovato vittima di una overdose, l'uomo non accetta questa versione. Ha ragione perché si è trattato di un assassinio ordinato dal 'Conte', un giovane e sadico boss che controlla parte del traffico della droga in perenne contrasto con la banda dei Serbi. Nils decide di arrivare a lui ma per ottenere questo risultato molti dovranno morire. Il titolo del film offre con precisione la scansione temporale dell'azione, vedremo infatti sullo schermo il nome di chi muore in stretto 'ordine di sparizione'.