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venerdì 1 marzo 2019

Dietro la maschera (A carnevale ogni recensione vale) - Hush (2016)

Ho visto da qualche giorno, per rispondere alla richiesta della combriccola di blogger cinefili di vedere e recensire un film con protagonista una "maschera", Hush, film del 2016 diretto da Mike Flanagan già regista di Oculus e di Somnia. Ebbene dico subito che il film mi è piaciuto nella sua sobria semplicità, l'ora e mezza scarsa di durata è passata in un baleno senza mai annoiare. E' un classico home invasion, tipo quelli dentro la casa devono difendersi da quelli fuori, che non si discosta molto dall'archetipo del genere e con una trama ridotta all'osso, che ruota tutto attorno alla lotta tra preda e cacciatore. Tuttavia, il particolare più interessante della classica storia della giovane e promettente scrittrice che vive in una casa isolata nei boschi ma che si ritroverà improvvisamente attaccata da un uomo mascherato, che sarà ovviamente l'inizio di una lenta ma inesorabile caccia in cui nulla è come sembra, è che la nostra protagonista femminile è sordomuta a causa di una meningite contratta all'età di 13 anni. La sua disabilità fisica, come già nel personaggio principale dell'horror Don't Breathe (il protagonista era cieco), giocherà difatti un ruolo centrale all'interno dell'intera trama dove lo stereotipo della "vittima con disabilità" sarà più volte sovvertito. La questione del sovvertimento degli stereotipi (una tendenza riscontrabile in molto cinema horror da un po' di anni a questa parte) non è però il solo punto di forza della vicenda. Il regista, infatti, riesce a mettere in piedi una piccola perla grazie a un uso sapiente di alcuni elementi presi direttamente dagli slasher classici, mescolati con arguzia e un pizzico di coraggio ad altre caratteristiche più di stampo moderno. Egli difatti, specialista e molto attivo nel campo dell'horror, anche se dal suo esordio positivo di Oculus e del discreto Somnia ha fatto un passo falso con Ouija - L'origine del male, sembra aver ben imparato bene (sin troppo!) la lezione di Wes Craven riepilogata ed estrinsecata con cura in Scream e nei successivi seguiti, e firma un horror classico e puro giocato tutto sullo scontro frontale tra un nemico potente, ed una vittima che ha solo la possibilità di temporeggiare per evitare il peggio.

venerdì 15 settembre 2017

10 Cloverfield Lane (2016)

Ricordo benissimo Cloverfield, il discreto Monster Movie di Matt Reeves che, nel 2008, inscenò una situazione alla Godzilla raccontandola attraverso la tecnica del POV, una tecnica che al tempo dava bene i suoi frutti, giacché il film è uno dei miei preferiti del genere. Per cui quando ho saputo del sequel, e nonostante fossi già a conoscenza di certi particolari, mi aspettavo un film simile o almeno continuativo, invece no, tutto completamente diverso, dato che 10 Cloverfield Lane, film di fantascienza e thriller psicologico del 2016 diretto da Dan Trachtenberg, non centra nulla con il precedente, ha solo (ma in un altro senso) dei punti di contatto, che però furbescamente usa per fare leva sullo spettatore. Spettatore che sicuramente sarà rimasto spiazzato, per la mancanza di certi elementi, come me. Ma come molti anch'io ne sono rimasto ugualmente impressionato, soprattutto in positivo, poiché è comunque un buon film. Finanziato dagli stessi artefici (tra cui J.J. Abrams, produttore di entrambi), 10 Cloverfield Lane che sembrerebbe infatti riallacciarsi al precedente, sfruttando tutt'altro punto di vista, in quanto intento ad abbandonare il look da found footage ed a privilegiare uno spazio chiuso da thriller claustrofobico anziché strade cittadine invase da una gigantesca creatura, mi è piaciuto parecchio. Giacché seppur certamente appare forzato il riferimento al Cloverfield di Reeves, se non per rivendicare una sorta di franchising, questo thriller claustrofobico, ma con risvolti fantascientifici sempre più evidenti, scritto anche dal premio Oscar Damien Chazelle, così diverso dal precedente, ha davvero il potere di tenere incollati.