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lunedì 3 giugno 2019

Maria Maddalena (2018)

Tema e genere: Dramma storico incentrato sulla figura di Maria Maddalena, descritta dai Vangeli e riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa (pochi anni fa), come l'apostolo donna di Gesù.
Trama: Maddalena lascia il suo villaggio di Magdala, in cui si sente stretta e costretta, per seguire Gesù e il suo rivoluzionario messaggio di amore. Un messaggio che la porterà a Gerusalemme e la vedrà diventare testimone della resurrezione di Gesù.
Recensione: La figura di Maria Maddalena è stata sovversiva e molto importante, anche se questo emerge con poca forza nelle scene più importanti del film, questo film, un film che, nonostante le buone intenzioni, appare un tentativo poco riuscito di rileggere in modo "rivoluzionario" e al passo con i tempi il messaggio evangelico, perché da una parte fraintende e banalizza la valorizzazione del femminile in atto da tempo nella Chiesa e dall'altra non riesce a trovare una chiave davvero interessante per dare rilevanza al mondo e ai personaggi che rivisita. Il film infatti, rifiuta le interpretazioni più note della figura di Maria Maddalena (che qui non è né la prostituta salvata da Gesù né una delle sorelle di Lazzaro) e si ispira al titolo di "Apostola degli Apostoli" conferito alla prima testimone della resurrezione, ma costruisce perlopiù un racconto "al femminile" che altro, un racconto che se nelle intenzioni del regista Garth Davis (al suo secondo film dopo il bellissimo Lion) voleva riabilitare la figura evangelica di Maria Maddalena (così come la Chiesa ha fatto nel 2016), e in parte ci riesce, non riesce invece a dare, a causa di una sceneggiatura incostante ed una regia eguale, spessore e profondità al personaggio della Maddalena (che è più uno stereotipo che una persona tridimensionale con cui creare empatia, anche se brava è Rooney Mara) e alla storia stessa (che non possiede la scintilla e la potenza adeguata). Per non parlare di tutti gli altri protagonisti, così come il film poco approfonditi. Facendo così risultare il tutto convenzionale. Siamo lontani anni luce dalle dissertazioni filosofiche adoperate da Martin Scorsese ne L'ultima tentazione di Cristo, dove era chiaro che il sacrificio finale rappresentasse l'unico significato alla venuta di Dio sulla terra. In Maria Maddalena, invece, non c'è alcun tipo di ragionamento di questo tipo. E' vero che la storia (gli ultimi giorni di vita di Cristo) ha un unico punto di vista, quello della Maddalena, ma al termine delle appesantite due ore di film, che destano un timido sussulto solo in alcune scene con protagonista Gesù, si ha come l'impressione che di questo film resti poco più che una superficiale storia di emancipazione femminile prendendo come esempio colei che nel Medioevo (ma anche ben oltre) fu tacciata di essere una prostituta da Papi misogini. Per veicolare questo messaggio non c'era però bisogno di rappresentare gli apostoli di Gesù come degli sciocchi, che attendono il Regno di Dio pronunciando parole poco credibili con espressioni del volto quasi ironiche. In tal senso, controversa per non dire di peggio (ma quasi sicuramente politicamente corretta), la scelta di affidare ad un attore di colore (Chiwetel Ejiofor) il ruolo dell'apostolo Pietro. Più interessante invece la figura di Giuda (Tahar Rahim), che tradisce Gesù non per denaro ma per disillusione, peccato che manchi un po' di complessità, che non avrebbe guastato per rendere il racconto (alquanto didascalico) un puro esercizio di stile. Il racconto infatti, insiste sulla poeticità delle immagini per compensare a una certa mancanza di sostanza. Non è un caso che la chiave del racconto (Maria è l'unica a capire il vero messaggio) risulti un po' annacquato nel tessuto di una storia che prima si sofferma a lungo sul tema del femminile schiacciato nella sua unicità, poi, quando mette in scena Gesù, si rifiuta di andare alle radici del suo annuncio eccezionale. Il Gesù di Joaquin Phoenix è un prescelto che sembra sempre un po' in trance, con lunghi momenti di "assenza", quasi sopraffatto dal suo stesso messaggio, che si oppone ai sacerdoti, ma non dice mai di essere Figlio di Dio e non offre il suo corpo e il suo sangue nell'ultima cena, non bene. Non bene come questo film, un film poco approfondito e molto patinato personalmente deludente, che solo in parte riabilita il personaggio di Maria Maddalena.

martedì 30 aprile 2019

Gli altri film del mese (Aprile 2019)

Vi parlavo ieri di quella piccola (per non dire smisurata) delusione accaduta questo mese, che tuttavia non mi ha precluso un passaggio di vacanza tranquillo. Infatti a fare da contraltare a quel fatto sportivo che ormai tutto il mondo sa (che in ogni caso è stato attutito dalla vittoria di un trofeo dalla portata storica difficilmente replicabile), il fatto che è arrivata la Pasqua, anzi, sono arrivate le uova di cioccolato. Quest'anno ben 4, tutte diverse una dall'altra, purtroppo però di regali all'interno tutti ugualmente mediocri, due portachiavi e due collane, quest'ultime poi con fili davvero orrendi. Cioè non che mi aspettassi chissà cosa, però qualcosa di più originale era meglio trovare, ma mi sono dovuto accontentare, e comunque la cioccolata è stata una ricompensa gradita. Di altro di interessante non è invece successo niente, a parte in ambito cinematografico, che ha riservato alcune sorprese, alcune sono qui, altre invece ne saprete presto. Comunque prima di lasciare spazio alle recensioni, se ve lo stavate chiedendo, il nuovo banner del blog, che rimarrà lì fino a metà luglio o giù di lì, è presa da un'immagine dalla sorprendente e bella serie tv Kidding, quella con Jim Carrey, che nell'immagine tuttavia non è presente, ma è un dettaglio di poco conto.