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venerdì 29 maggio 2020

I film del periodo (11-31 Maggio 2020)

Dopo averne parlato settimana scorsa, ecco il post, sui film visti ultimamente, tanto atteso. Atteso perché primo di una lunga serie di post cinematografici periodici, in cui farvi vedere come l'ho strutturato secondo le mie nuove disposizioni. In modo semplice direi, per quanto riguarda nuove ed ultimissime visioni, una suddivisione in tre categorie (che saranno associate a dei colori in riferimento ad un semaforo), consigliati, senza infamia né lode, sconsigliati. Dopo tutto ciò ecco la categoria vintage, presumibile che ogni qualvolta proporrò questo tipo di post avrò visto infatti un film pre-2000, e quindi piccola recensione anche a queste pellicole. Per finire la classica lista dei film che nel periodo corrente ho deciso di non vedere. Ho pensato di fare così e credo sarà sempre questo il metodo da utilizzare. Comunque per questa prima volta c'è da fare delle precisazioni sui film che ho visto in questo periodo. Il 12 maggio nel post relativo alla settimana cinematografica precedente avevo anticipato la visione in settimana di Endgame, e qui c'è, era previsto poi che la settimana dopo vedessi (come successe ad inizio marzo, qui) alcuni film passati (negli ultimi due mesi però) in prima visione in chiaro, e qui ci sono tutti, infine approfittando della rassegna di Sky di inizio maggio dedicata a Quentin Tarantino (10 giorni e tutti i suoi film), era quasi automatico che insieme al suo ultimo film andato in onda in esclusiva avrei rivisto alcuni dei suoi cult, così ho fatto e qui ci sono due film, paradossalmente due film agli antipodi nella sua cinematografia, uno dei migliori ed uno dei "peggiori". Detto ciò ecco le mie visioni dell'ultimo periodo.

giovedì 23 marzo 2017

Il sapore del successo & Le ricette della Signora Toku (2015)

Era da tanto che non vedevo un film di ambito culinario, l'ultimo fu il più che discreto e piacevole Amore, cucina e curry, ebbene in questa settimana ne ho visti ben due. Due film abbastanza buoni ma soprattutto deliziosi da vedere, due film dove l'aspetto culinario è però solo il 'contorno' (più accentuato nel primo) delle storie raccontate, difatti il tema principale sono il riscatto e redenzione, la libertà e la ricerca della felicità. Ma andiamo con ordine, il protagonista de Il sapore del successo (Burnt), film del 2015 diretto da John Wells (I segreti di Osage County) e scritto da Steven Knight, è una specie di Gordon Ramsey con un passato tormentoso alle spalle. Adam Jones, questo è il suo nome, uno chef da due stelle Michelin che ha attraversato un brutto periodo, finendo in un gorgo tutto droga donne alcol. Ma, una volta liberatosi dalle sue dipendenze, torna alla ribalta con un nuovo ristorante e un solo obiettivo, ottenere la terza stella Michelin. Protagonista assoluto di questa pellicola è Bradley Cooper (credibile quanto basta), qui ancora una volta alle prese con personaggi dal carattere estremo e poco equilibrato, che si conferma un attore di talento, a cui il regista affianca la talentuosa Sienna Miller, con la quale riesce a ricreare la stessa chimica di American Sniper, interprete che riesce benissimo a tenere testa al suo comprimario. E quindi, dopo aver raccontato di una famiglia allo sbaraglio, questa volta si concentra su un cuoco anch'esso allo sbaraglio che cerca di tornare alla ribalta, e il suo talento registico si conferma, poiché riesce a rendere questo film culinario sufficientemente incisivo, delineando benissimo il suo protagonista, per cui la cucina ha un valore ben preciso, e quindi sono giustificabili le (forse troppe) inquadrature sui numerosi piatti di cucina. La regia infatti non fa altro che rafforzare il mordente della pellicola, regalando stuzzicanti inquadrature, un montaggio frenetico e accattivante, e una colonna sonora che accresce la tensione del film. Ma nonostante questo e nonostante mi sia moderatamente piaciuto, il film non è un granché, cioè intendiamoci per quanto riguarda il lato culinario è molto apprezzabile e ben girato, ma dal punto di vista della sceneggiatura e di come i personaggi evolvono stenta un po'. Quello che manca alla pellicola insomma è forse la scintilla della sorpresa, tutto difatti appare prevedibile fin dall'inizio, quando il protagonista appare con il suo atteggiamento sprezzante e la terza stella sembra già nelle sue tasche.