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venerdì 14 agosto 2020

I film del periodo (1-13 Agosto 2020)

In anticipo questo mese, di due-tre giorni, non solo perché domani è Festa, e in tal senso buon Ferragosto a tutti, ma soprattutto perché settimana prossima, e più precisamente giovedì, ci sarà lo speciale su H. P. Lovecraft, che sarà poi l'unico post ad essere pubblicato nelle prossime settimane, tornerò infatti a pubblicare il 27. Ho pubblicato 4 post negli ultimi 10 giorni, compreso quello della Notte Horror, mi sembra giusto allentare leggermente, anche perché in questo lasso di tempo molti saranno in vacanza. Comunque, in un periodo (d'inizio agosto) in cui sono tornato al catalogo di Sky dopo l'ennesima incursione del cinema "televisivo" (quello precedente), mi sono ritrovato a vedere soprattutto film di fantascienza ed azione, e con un film in meno rispetto al solito, ecco sorprese e alcuni inciampi, spettacolo e vivacità. In ogni caso vi ricordo che avete tempo fino al 30 Agosto (qui il post) per votare l'header e richiedermi un film.

SEMAFORO VERDE PER...
Soldado (Thriller 2018) - Il grande salto in terra americana non scompone Stefano Sollima, capace di estrarre dal suo background (soprattutto) televisivo (Suburra era comunque gran cinema italiano) una serie di accorgimenti mirati a rendere Soldado, sequel ufficiale del Sicario di Denis Villeneuve, un film intricato il giusto e soprattutto efficace nell'equilibrare gli aspetti più adrenalinici con gli indispensabili intermezzi votati alla definizione dei protagonisti. Orfano delle incertezze morali di Emily Blunt, splendida protagonista del precedente intermezzo filmico, il regista romano affronta una sceneggiatura (rispetto al lavoro di Villeneuve) meno brillante dal punto di vista intimo, più votata all'azione in cui messa in scena e tensione sono rese in modo apprezzabile. Tuttavia i momenti di stanca purtroppo non vengono totalmente azzerati, rendendo la storia a tratti farraginosa seppur mai banale nel porre l'accento su tematiche di scottante attualità. Strumentalizzazione, insabbiamenti e definizione di un confine inesistente tra obiettivo finale ed etica consentono al cast (Benicio del Toro, Josh Brolin e Jeffrey Donovan ricoprono nuovamente i ruoli che avevano già interpretato nel precedente film, affiancati da Catherine Keener e Matthew Modine, nonché dalla giovane e bella Isabela Moner) di creare ingannevoli artifizi con consumata maestria. In vista del probabile terzo capitolo si lascia qualcosa di troppo in sospeso, insistendo inoltre su colpi di scena alla ricerca di un sensazionalismo di cui non si sente il bisogno. Soldado si lascia comunque apprezzare per solidità e coesione narrativa (efficacissima la colonna sonora di Hildur Guðnadóttir, la vincitrice dell'Oscar per quella composta per il film Joker), cesellato su uno script non proprio scorrevolissimo ma dalle rare sbavature, dopotutto la sceneggiatura è ad opera di Taylor Sheridan, lo stesso del Sicario originale, ma pure responsabile dei suggestivi Hell or High Water, e Wind River, qui pure regista, non uno qualunque insomma. Voto: 7

martedì 7 novembre 2017

Suburra (2015)

Ambientato a Roma e con accadimenti storici realmente successi sullo sfondo, Suburra, film del 2015 diretto da Stefano Sollima, tratto dall'omonimo romanzo di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo, è un intreccio pericoloso tra malavita, Stato e Chiesa. Non a caso la Suburra era un quartiere dell'antica Roma in cui criminalità e politica si incontravano segretamente. Il regista infatti, partendo dall'omonimo romanzo e da freschi fatti di cronaca, (anche se il libro è uscito prima dell'inchiesta di Mafia Capitale, cosa fa decadere la definizione di film di denuncia, anche perché gran parte di quello che viene raccontato è cosa ben nota da anni) ci conduce in quell'intercapedine oscura in cui politici e criminali sono seduti ancora allo stesso tavolo. E lo fa eliminando ogni figura poliziesca di indagine per lasciare il campo alle immagini forti dei personaggi che governano la città di oggi. E lo fa non facendo sconti, ogni personaggio dimostra difatti il pericoloso decadimento morale di Roma e del nostro paese attuale. Dopotutto la Suburra/Gomorra di Sollima è popolata da personaggi cinici e violenti senza moralità e senza spiragli di redenzione, che si muovono in una Roma piovosa e inestricabile, in cui ogni situazione sembra affogare nelle pozzanghere e i politici urinano letteralmente sulle persone. Inoltre viene evidenziato come ogni episodio anche fortunoso può decidere un legame di ricatti e soprusi tra i più alti livelli economici e politici e la bassa manovalanza malavitosa. Infine il film è incorniciato da due abbandoni "paterni", non a caso è dedicato dal regista al padre Sergio, e racconta altresì l'assenza (o la defezione) delle figure maschili di riferimento nella società italiana, attraverso le avventure di un gruppo di uomini cui viene continuamente ripetuto di non essere all'altezza del proprio genitore.