mercoledì 30 dicembre 2015

Un altro anno se ne va..

Anche il 2015 sta per finire, sta per chiudere i battenti. Entreremo in nuovo anno che spero sia migliore di questo appena trascorso. E' stato però il 2015 un anno personalmente importante per me, dato che ho tagliato il traguardo dei trenta, e ho deciso, con fatica e un po di paura, di aprire questo blog. Ma sono soddisfatto di ciò che ho raggiunto con tenacia e tanta pazienza, la mia paura è svanita e ora sono libero di esprimere il mio pensiero e i miei giudizi senza nessuna preoccupazione. Ma domani è San Silvestro, l'ultimo giorno dell'anno, è arrivato il tempo di festeggiare, sobriamente però, i botti saranno vietati in molte zone e paesi d'Italia, anche il mio, ma qualche 'temerario' ci sarà, stapperò una bottiglia di spumante e brinderò per scacciare questo 2015. Rimarrò sicuramente a casa, solo noi tre, mio fratello farà il veglione, non credo sarà poi così brutto stare soli, son contento lo stesso. Il problema è che mia madre vorrà vedere Gigi, povero me.

Tante, tantissime altre cose, fatti, sono successi, non solo personalmente ma in generale quest'anno. Un anno incredibile sotto molti aspetti, per i tanti momenti belli, ma anche dolorosi, vissuti in Italia, in Europa e nel mondo, in campo sportivo, culturale, politico, musicale e cinematografico. Sportivamente abbiamo assistito a momenti memorabili e ad alcuni sogni infranti. Da tifoso juventino è stato un anno fantastico, ma quella sconfitta in finale a giugno ha oscurato una delle migliori stagioni mai vissute, la cavalcata che ci ha portati comunque, a vincere due trofei, è stata meravigliosa, peccato per il finale. In campo motoristico due piccole delusioni, la non vittoria del campionato del mondo di Valentino, che meritava di vincere il mondiale senza dubbio, come Vettel che meritava più fortuna data la stagione incredibile, al primo anno in Ferrari, che ha fatto. Lo sport toglie e da, soprattutto due donne sono riuscite in due straordinarie e pazzesche imprese, la bella tuffatrice Tania Cagnotto è riuscita finalmente a battere le 'maledette' cinesi e l'altrettanto bella tennista Flavia Pennetta (mia conterranea) è riuscita a vincere gli Us Open, orgoglio italiano in America.

martedì 29 dicembre 2015

Le migliori e peggiori serie tv viste quest'anno

Come con i film, è naturale che anche le serie tv meritino un post a parte. Con lo stesso modus operandi del post sui film, la classifica delle peggiori e migliori serie tv viste durante tutto l'anno, la top 10, comprese quelle da gennaio a luglio, più alcune già recensite in alcuni miei post, pubblicati recentemente, ed alcuni volutamente ignorati. Per problemi di pubblicazione alcune serie che ho visto e che sto ancora recensendo non entreranno in classifica.

Cominciano dalle peggiori serie tv in questo 2015:

10. Continuum (3a), una serie di fantascienza di una poliziotta che viaggia indietro nel tempo per sgominare una banda di terroristi del futuro. Storia un po confusa e troppo lunga, ancora non è finita.
9. Covert Affairs (4a), la disavventure e le missioni di un'agente della CIA che si caccia quasi sempre nei guai, stancante, ma che continuo a vedere solo per la bella protagonista.
8. Gang related (1a), in un pericoloso doppio gioco, un infiltrato di una banda entra in una task force, ma la presenza di Terry O'Quinn (Lost) non basta a dare verve alla serie, poi prontamente cancellata.
7. Arrow (3a), dopo 2 più o meno buone stagioni, la terza delude, con la serie che diventa più intrigante ma più inverosimile e sciocca delle precedenti.
6. The fall (2a), la prima stagione mi aveva convinto, questa seconda invece no, meno azione e thriller, più sentimenti, meno male che c'è la sexy detective Gillian Anderson (X-files)..
5. 1992 (1a), una delle serie italiane di punta, se la storia è audace e intrigante, soprattutto gli attori sono quasi tutti imbarazzanti, giudizi controversi ma la serie non ha decisamente convinto tutti.
4. The Listener (5a), serie canadese su un consulente della polizia che con il dono della telepatia risolve casi d'omicidio, interessante ma dopo 5 stagioni ha rotto...per fortuna è stata cancellata.
3. Outlander (1a), controversa serie tratta da un romanzo fantasy. All'inizio intrattiene ma nel finale stanca diventando scialba e censurabile. Si poteva fare molto meglio dato la storia interessante.
2. XIII (2a), basata sull'omonimo fumetto la serie torna dopo tre anni dalla prima, un gigantesco buco nell'acqua. tutto confuso, complicato, un caos pazzesco. Finale non tanto gratificante.
1. Revolution (2a), interessante la trama (un mondo senza più elettricità), ma lo svolgimento è pessimo, molto noioso e confusionario, personaggi inutili e rompiscatole, meglio evitare.

Altre serie potevano entrare in classifica, ma per loro fortuna si salvano per un pelo anche se le aspettative erano alte, alcune solo perché le seguo da tempo e mi ci sono affezionato, C'era una volta (4a), The walking dead (5a), Fortitude (1a), Chicago fire (2a), Il trono di spade (5a) e Ripper Street (1a).

lunedì 28 dicembre 2015

I migliori e peggiori film visti durante l'anno

Come tanti blogger anch'io chiudo l'anno con delle classifiche speciali sui film che quest'anno ho visto, naturalmente solo quelli visti nel 2015, non quelli usciti al cinema quest'anno, non vado quasi mai al cinema. Ovviamente saranno inclusi anche tutti quelli che non ho recensito o inserito, dato che ho cominciato il mio blog a luglio, quindi quasi 7 mesi di 'buio'. In questo mese oltre ai film già pubblicati ce sono altri che sto ancora recensendo e che per mancanza di tempo e non pubblicazione non entreranno in questa classifica finale, ma non sono poi così tanti.

Per cominciare, ahimè, la classifica dei peggiori 10 film visti in questo 2015:

10. RIPD: poliziotti dell'aldilà, non originale, poco divertente, molto scemo ed inverosimile.
9. Un castello in Italia, storia non intrigante, attori scarsi, praticamente inutile.
8. Kill list, un horror diverso da tanti altri, per niente spaventoso, storia abbastanza confusa.
7. Colpi di fortuna, una classica commedia italiana ad episodi, scarso e brutto.
6. Locke, un film interessante ed originale ma troppo monotono, solitario e di scarso impatto.
5. Un boss in salotto, mi aspettavo molto di più invece niente di nuovo, avulso ed insipido.
4. Scott Pilgrim vs the world, commedia grottesca e troppo inverosimile, stupido e inutile.
3. I 2 soliti idioti, delirante e dissacrante commedia, film vuoto, triste e neanche divertente.
2. Piranha 3D, horror non originale e di scarso impatto visivo, niente di nuovo, stupido film.
1. Mood Indigo: la schiuma dei giorni, mai visto una schifezza così, fa quasi pena, imbarazzante.

Altri film meriterebbero di entrare in classifica, ma per loro fortuna faranno solo una comparsa, di preciso sono: 17 ragazze, Wrong turn 6, Butter, La vita di Adele, altri che non ricordo, tutti i film della Asylum e questi qui.

domenica 27 dicembre 2015

Ex Machina

L'ultimo film (il quarto di quattro) che ho deciso di vedere da Sky Primafila (grazie alla promozione Extra) è stato Ex Machina. Nonostante la buona e bella presenza scenica della meravigliosa Alicia Vikander, ultimamente una delle migliori attrici in circolazione, il film ha deluso leggermente le mie aspettative, anche se credevo tutt'altro. Forse non è stata la scelta giusta scegliere questo film, ma tant'è ormai il danno è fatto, all'inizio è un po noioso, cupo e triste, non solo perché non si riesce a capire la vera natura del film, ma perché i dialoghi oscillano tra banalità e pseudo citazioni "colte" e le situazioni sembrano un po' troppo forzati o lasciano il tempo che trovano, ma che raggiungono il loro scopo generando veri e propri interrogativi molto interessanti ma già proposti in tanti altri film. Anche se il film è molto efficace nel costruire la tensione, nel non svelare subito le sue carte, insomma nel modellare l’intreccio thriller sfruttando la claustrofobia degli interni e l’evocata agorafobia degli esterni, i personaggi sembrano disegnati con l'accetta, il ritmo e' lento e soporifero, e di rado si e' vista una figura di scienziato "creatore" più' insopportabile, dozzinale, volgare di questa. Mi aspettavo più movimento o qualcosa che accendesse il film, ma succede troppo tardi, nel finale, giusto visto la situazione, ma divenuto dopo troppo scontato. Caleb, programmatore mediocre, incarnazione del bravo ragazzo americano, viene scelto tramite un concorso, che poi scoprirà essere pilotato, per trascorrere una settimana con Nathan (CEO della società), il fondatore del motore di ricerca (la più grande del mondo) per cui lavora, in un rifugio di montagna. Ma quando arriva in questo luogo remoto, una residenza immensa, dotata di tutti i comfort (dalla palestra ai frigobar), immersa in un tripudio naturale di panorami incantevoli, Caleb scopre che dovrà partecipare a uno strano e affascinante esperimento (collaborando all'esecuzione del test di Turing) nel quale dovrà interagire con la prima vera intelligenza artificiale del mondo, contenuta nel corpo di una bellissima ragazza robot. Caleb deve testare il comportamento di Ava, ragazza umanoide dotata di sofisticata intelligenza artificiale, ma dopo alcune sessioni di interloquio supervisionate in remoto dallo stesso Nathan, capisce che c'è qualcosa di più che non riesce a comprendere.

mercoledì 23 dicembre 2015

La magia del Natale

Natale è un periodo fantastico, l'atmosfera, le luci, gli addobbi, la felicità e la magia natalizia che ogni anno ci riempie di gioia ma anche fatica, tra regali, cene, famiglia etc. Mikimoz in un recentissimo post qui, elenca i migliori ed indimenticabili momenti del Natale, io quindi commento le mie esperienze personali. di questi bellissimi momenti, cose e situazioni. Ma prima una premessa: per una decina d'anni (fino al 2001) la vigilia l'ho sempre passata (come il giorno di Natale), in campagna di mia nonna paterna, e tutta la famiglia si riuniva, zii, cugini, tutti, ma dopo che s'è n'è andata, niente più. Per un po' siamo andati in campagna di mia zia (materna) ma ultimamente per problemi personali e non, rimaniamo a casa. Neve: che ho sempre adorato, ma che capiti a Natale è successo raramente (in Puglia non capita spesso, ma nevica eccome se nevica), ricordo solo una volta, veramente bello e magico, ma se non succede non è un grande problema. Tombola: ogni anno non è Natale senza la tombola, quella originale, da piccolo per esempio per 'oscurare' una casella si usavano o le buccie (fatte a pezzettini) delle clementine o i fagioli, soprattutto quest'ultimi, che se facevi un movimento sbagliato cadeva tutto e dovevi cavartela da solo per ricordarti i numeri, numeri che quando uscivano urlavamo, l'ubriaco, il culo, il pazzo, le zinne, morto che parla, i diavoli, i caciocavalli e la paura, sempre rigorosamente in dialetto (nel nostro però). Giochi di carte o società: soprattutto giochi d'azzardo, sette e mezzo, mercante in fiera, il morto, la corsa dei cavalli e il più pericoloso di tutti, il piattino, era una cosa pazzesca, si passavano ore a giocare ma adesso è tutto diverso, almeno per me, essendo in quattro non c'è voglia. L'albero di Natale: a casa c'è sempre, piccolo ma bello, ci sono ancora palline di trent'anni fa, erano indistruttibili e molto vivaci, adesso si vendono unico colore ma a noi ci piace così, un po retro un po vintage, e addirittura, fino a poco tempo fa, si usavano appendere cioccolato a forma di Babbo Natale all'albero, ma non duravano tanto.

martedì 22 dicembre 2015

Scusate se esisto! - Confusi e Felici

Dal regista Riccardo Milani, una nuova e divertente commedia con protagonista la coppia consacrata da Nessuno mi può giudicare: Paola Cortellesi, torna al fianco di Raul Bova in Scusate se esisto! Il film è ispirato alla storia vera dell'architetto italiano Guendalina Salimei. Serena, di origine abruzzese (Anversa), è un architetto dal talento straordinario, laureata in architettura con il massimo dei voti, ha un master e conosce molte lingue straniere, ma dopo una serie di successi professionali all'estero e con una brillante carriera professionale a Londra, decide di ritornare a lavorare in Italia, a Roma, perché ama il suo paese. Per una donna ottenere un posto di lavoro all'altezza della sua qualifica si rivela tuttavia difficile, a Roma non trova un impiego nemmeno lontanamente paragonabile a quello che aveva in Inghilterra, e si arrabatta facendo tre lavori ben al di sotto delle sue capacità e competenze (arredatrice presso il Paradiso della cameretta, designer di cappelle funerarie per ricchi cafoni, e cameriera in un ristorante di lusso). Finché per puro caso si imbatte in un quartiere dimenticato da tutto e tutti, in forte degrado, e decide di interessarsi al progetto di riqualificazione, e quando si reca ad un colloquio si trova di fronte a una scelta folle, farsi passare per quello che tutti si aspettano che lei sia: un uomo. Nel frattempo incontra Francesco (il proprietario del ristorante), bello e affascinante, il compagno ideale, se non fosse che dopo vari 'tentativi' capisce che a lui non piacciono le donne. Tra Serena e Francesco nasce comunque un rapporto intenso, una profonda amicizia, la coppia perfetta. Ne sortiranno numerosi equivoci ed avvenimenti sino ad un finale ugualmente positivo, sebbene differente da quello da lei sperato inizialmente. Pronti a tutto pur di darsi una mano saranno costretti a condividere segreti e inganni perché a volte, per essere davvero se stessi, è meglio fingersi qualcun altro! Paola Cortellesi è perfetta nei panni del "cervello di ritorno" adorabilmente fuori luogo, le sue espressioni facciali, le smorfie, gli sguardi e il sorriso riempiono lo schermo regalando tante risate. Raoul Bova insolitamente in veste di uomo gay, è "in parte" sia per avvenenza che per garbo, i tempi comici sono veloci e le svolte sufficientemente credibili. La sceneggiatura se di per sé non presenta elementi originali è però ben scritta, fluida e diretta. E' un film brillante e gestito con garbo ed intelligenza. Tocca argomenti di attualità come le difficoltà della donna nel campo lavoro e la tolleranza nei confronti dell'omosessualità. Il tutto condito da situazioni comiche ed esilaranti di sicuro effetto. L’intreccio narrativo nella sua semplicità funziona e contiene anche elementi che spingono a riflettere. La struttura narrativa è ben costruita delineando bene i personaggi e le varie personalità senza mai cadere nel retorico e volgare. I dialoghi sono divertenti, freschi e credibili. Sembra un po forzato invece quasi a livello di macchietta, Cesare Bocci (compagno gay di Bova) e molti altri importanti attori, quali Lunetta Savino ed Ennio Fantastichini che interagiscono con quelli principali però in maniera perfetta ed equilibrata. La meritocrazia forse è ancora una utopia nel nostro Paese, le donne ancora non hanno nel lavoro lo spazio che meritano, ma dopo questo film sappiamo che almeno il Corviale avrà nuova vita grazie all'ingegno di una donna e saprà con certezza che non c’è solo l’Anversa del Belgio nel mondo. Insomma, un film nel suo complesso piacevole ed atto proprio a fare trascorrere un paio d'ore in tutta serenità.

domenica 20 dicembre 2015

La top 10 delle canzoni di Natale preferite

Natale è un periodo importante per la musica, è il momento di rispolverare vecchie canzoni, vecchi cd che rimangono per 11 mesi in un cassetto in attesa di dicembre. Sin dagli anni 50 moltissimi artisti (soprattutto stranieri) si sono cimentati in canzoni o canzoncine natalizie, alcune ancora adesso attuali e molto orecchiabili. Di quelli italiani mi viene in mente solo una, troppo bella, Così Celeste di Zucchero. A me questo periodo mi piace tanto, anche e soprattutto per la musica che riempie di gioia grandi e piccini. Questa classifica che presento (la mia Top 10) sono le mie preferite in assoluto, inoltre un bonus track molto speciale.

10. Immancabile come ogni anno, una canzone degli anni 80-90 popolarissima, anche se per me leggermente malinconica è molto bella, diventata negli anni un cult generazionale.

9. Una straordinaria cantante con una voce entrata nel cuore di tutti dai tempi del Titanic, una canzone veramente bellissima e commovente.

8. Una delle canzoni più famose al mondo, la curiosità è che non c'è nessun accenno alle festività o al Natale ed è peraltro una canzone ebraica, ma non importa...ci piace così.

venerdì 18 dicembre 2015

Mission Impossible: Rogue Nation

Mission: Impossible - Rogue Nation è un film del 2015, uscito nelle sale cinematografiche italiane dal 19 agosto. È il quinto film della serie Mission: Impossible con protagonista Tom Cruise nei panni dell'agente della IMF Ethan Hunt. Lo stesso Tom Cruise dopo l'uscita del film, ha già annunciato che il sesto capitolo è in pre-produzione, con le riprese fissate per il giugno 2016. Il regista Christopher McQuarrie (lo stesso di questo quinto capitolo) ha annunciato di aver accettato il ruolo di regista e sceneggiatore del sesto capitolo della saga di Mission: Impossible, la cui data di uscita è stata fissata per il 2018. E' il terzo dei quattro film di Sky Primafila che ho scelto di vedere. In questo quinto capitolo della serie, la IMF viene sciolta, dopo che la CIA (tramite il suo direttore, che non ha mai avuto l'IMF in simpatia) ha deciso di chiudere la divisione di Ethan e compagni, giudicandone i metodi troppo caotici e i risultati dettati più dalla fortuna che della professionalità (basta vedere il casino che hanno fatto al Cremlino, nel quarto episodio). Ethan Hunt però non ci sta e si condanna a ricercato pur di continuare le indagini sul cosiddetto "Sindacato", un gruppo di agenti addestrati e pericolosi, per lo più dichiarati morti, e invece attivissimi in ogni settore del terrorismo contemporaneo. Insieme al suo team deve affrontare una nuova missione impossibile, eliminare questo Sindacato, che vuole distruggere la IMF e creare un nuovo ordine mondiale, attraverso una serie crescente di attacchi terroristici. Ethan riunisce la sua squadra e si allea all'ex agente britannico Ilsa Faust, ma potrà davvero fidarsi di lei?

Missione: Impossible - Rogue Nation è un'adrenalinica esperienza che sfiora le vette dell’entusiasmo facendoci divertire, ennesima puntata della saga, che all'aumentare degli episodi deve sempre stupire ed anche contrastare il rischio di annoiare o ripetersi. Questo episodio narra di una costola segreta della CIA, quella in cui lavorano i buoni, che viene chiusa dai politici, ma che deve combattere una organizzazione nata nell'ambito del servizio segreto britannico e composta da ex agenti di varie nazionalità (creduti morti). Il film segna soprattutto il ritorno al cinema del sempreverde Tom Cruise, in questo nuovo capitolo della saga action che non tradisce mai le attese. E' lui ovviamente, come al solito, il supereroe di questo quinto compendio di supereroismi, dall'apnea prolungata alla corsa vertiginosa in moto senza casco, dal travestimento che non ti aspetti al disegno artistico a matita: non c'è nulla che Tom Cruise non sappia fare, tanto che, nonostante le minacce titaniche, sono tutti tranquilli (la CIA lo cerca con tutti i mezzi? "Non lo troveranno mai"). Cruise si impegna al massimo con la mente ed il corpo (nonostante l'età), ma ormai, forse, è stato detto già tutto...o quasi nella serie. Ethan Hunt, deciso a braccare i terroristi, col supporto dei suoi amici, viaggerà in varie parti del mondo e, tra inseguimenti e sparatorie, condurrà a termine la propria missione. Il film è ben curato e ha delle scene d'azione degne di nota, ma il deja-vu è dietro l'angolo, come nel caso dell'entrata nel sistema di raffreddamento di un mega computer che ci ricorda (pur essendo stavolta nel liquido) quello nel computer (con i cavi che tenevano sospeso Cruise) del 1° (o 2°?) episodio della saga. Il film ha tutti gli ingredienti giusti per essere un spettacolo pirotecnico per lo spettatore. Dalla prima scena sino alla conclusione è un susseguirsi adrenalinico di fughe, combattimenti e molto altro.

mercoledì 16 dicembre 2015

Il mio post numero 100!

Quando ho cominciato a scrivere il mio primo post non credevo di riuscire ad arrivare a questa cifra, e soprattutto di avere un discreto successo, certo alcuni post hanno avuto poco appeal, altri invece con mia grande sorpresa hanno riscosso grande affluenza di visite e commenti. Oggi non sapendo cosa scrivere in questo post numero 100, ho deciso di fare un piccolo bilancio della mia esperienza da blogger e di esporre i miei prossimi post, un'anteprima di quello che scriverò nei prossimi e futuri post. Sono passati 5 mesi da quando aprii questo blog, era una piccola sfida, ma con il tempo e la pazienza forse l'ho vinta, riuscendo finalmente ad aprirmi un po. Tanti ovviamente le serie tv e film che ho recensito e recensirò, ma anche altro come chi frequenta il mio blog sa. Ci sono tanti bravi blogger che non mi stancherò mai di ripetere, veramente bravissimi, intelligenti e molto educati, brave e stimate persone. Grazie anche a loro miglioro sempre più in qualità ed esperienza, conosco nuove cose, ma sono ancora 'acerbo', non sono bravo ma vorrei diventarlo. Pian piano proverò ad arrivarci, il tempo ancora c'è n'è tanto per imparare sempre di più e migliorare. Il giudizio finale spetta al mio 'pubblico' ma io sono già contento e soddisfatto così, non cerco la gloria, solo il mio spazio nel mondo. Mi diverto a scrivere, a scuola me la cavavo abbastanza bene, da piccolo avevo una bellissima calligrafia (secondo i miei prof) ma ora non più, ma dal computer questa caratteristica non è evidente e non serve, ma non importa. Tante cose scoprirete di me in futuro, che ancora non sapete e forse non immaginate, dovete avere pazienza anche voi. Parteciperò ad un intervista prossimamente (da Ispy) e ad un'altra più in là, c'è la fila da Moz, in cui sicuramente saprete già qualcosa in più.

In questo mese continueranno i post sul cinema, le serie e la musica ovviamente ma con diversi accorgimenti. Prima di tutto gli altri 2 film (dei 4) di Sky Primafila, la classifica delle mie canzoni preferite di Natale, i film a tema natalizio che vedrò e tutti gli altri film di questo mese, inoltre una lista dei film visti durante tutto l'anno. Ovviamente un post per augurare buon Natale, felice anno nuovo e pure l'epifania! L'anno prossimo continuerà il mio viaggio dei ricordi, con i cartoni animati, giochi e collezioni con cui sono cresciuto, alcuni omaggi ad attori, personaggi e film preferiti, rubriche e classifiche musicali personali, post di attualità ed altro, 2 interviste e molto altro ancora. Le idee sono tante e forse mi cimenterò anche in alcune collaborazioni, tutto dipenderà non solo dalla mia disponibilità ma anche dalla loro, ma soprattutto dall'argomento da condividere. Per finire per quest'anno ho deciso di non cambiare aspetto del blog per queste feste, forse l'anno prossimo. In conclusione, non vi resta che restare 'sintonizzati' sul mio blog per scoprire le novità e i post che vi proporrò, state pronti.

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La quadratura del blog

lunedì 14 dicembre 2015

Salem (2a stagione)

E' tornata, ma è già finita, la seconda stagione di Salem, conclusasi poco tempo fa. Il supernatural drama di Fox, che trae ispirazione dal noto processo alle streghe di Salem, è stata rinnovata anche per un terza stagione, che si prospetta molto allettante se conoscete il finale. Nella prima stagione di questa serie horror abbiamo visto cosa e come queste spaventose (ma bellissime) streghe sono disposte a fare per avere quello che vogliono. Per chi ha visto già la prima stagione sicuramente ricorderà i personaggi e le vicende accadute e quindi sarà più facile capirmi, per quelli che invece devono ancora vederla e non sanno di cosa parlo e di quello che è successo, un piccolo riassunto. Dal prologo sappiamo che nel XVII secolo, a Salem, nel Massachusetts coloniale, John Alden, capitano reduce dalla guerra espansionistica contro i nativi americani, fa ritorno dopo diversi anni nella sua città natale per ritornare dalla sua amata Mary. Quest'ultima è ormai una donna molto diversa da quella dei ricordi di John, è infatti una potente strega che ha sposato il ricco leader cittadino che alle streghe era solito dare la caccia. In una Salem centro di una vera guerra tra puritani e streghe, John decide di rimanervi per cercare di contenere il panico e la condanna a morte preventiva di persone innocenti, vittime tra le quali, a causa di una manipolazione di Mary, figura anche un suo vecchio amico. Questa serie narra quindi le vicende (irreali ed ovviamente inventate, ma rielaborate) di questa cittadina entrata nella storia per i famosi processi. La battaglia tra bene e male nella prima stagione è stata dura, con tanti colpi di scena anche inaspettati, la missione principale di Mary (e di tutte le streghe) consisteva nel compiere un rito malvagio (tramite l'uccisione di anime innocenti), per far scendere sulla terra il loro padrone (ma questo sarà il secondo step), e nonostante molte vicissitudini alla fine della prima stagione il sommo rito è stato compiuto. All'inizio della seconda stagione vediamo che il rito ha determinato l'espansione di una nuova epidemia di peste. Mary scopre che suo figlio, che poi deciderà di chiamare John, è vivo e che Tituba (la sua serva-alleata), insieme agli Anziani, lo ha tenuto nascosto per tantissimo tempo. Mercy (una strega novizia, già vista) vuole diventare il nuovo capo delle streghe, ma venendo rifiutata dagli Anziani, non si fa scrupoli a ucciderli tutti, dichiarando guerra a Tituba e Mary. John viene aiutato dai suoi amici indiani e decide di compiere un rito che lo farà diventare più forte, in modo che tutte le streghe di Salem muoiano. Anna Hale è consapevole di essere una strega, per giunta una delle più forti, visto che i suoi genitori erano degli stregoni dalla nascita.

domenica 13 dicembre 2015

Closed circuit - These final hours: 12 ore alla fine

Closed circuit è uno spy-thriller (un ibrido tra uno spy movie e un legal thriller) che tratta un argomento divenuto in questi mesi di pubblica attualità, un attentato terroristico. Londra è sconvolta da un attacco terroristico e la presunta mente della banda viene arrestato e sottoposto a un processo a porte chiuse. Due avvocati ex-amanti Martin (Eric Bana) e Claudia (Rebecca Hall), ma da tempo separati, si devono riunire e mettere alla prova il legame e la fiducia reciproca quando si trovano a dover assumere il ruolo di avvocati difensori dell'autore dell'attentato. Il processo top secret nasconde però uno sporco complotto (finendo per rivelare scomode verità, le solite operazioni condotte dai soliti servizi deviati) che potrebbe mettere a repentaglio le loro stesse vite. Mi aspettavo qualcosa in più, infatti le mie aspettative vengono pian piano a mancare, nonostante la sceneggiatura intricata, i personaggi ambigui, la fotografia curata nei minimi dettagli e particolari e ovviamente la bravura degli interpreti principali. il film man mano che si snoda continua ad appiattirsi sempre di più, senza mai decollare o prendere una spinta nel ritmo narrativo, nonostante una prima parte che inizia letteralmente col botto (riuscendo a catturare l'attenzione), in maniera dinamica e buttando le giusti dose di suspence e mistero. Il resto degli eventi che si susseguono non riescono a rendere giustizia a nessuno (pochi colpi di scena, poco mistero). Molti anche gli interrogativi che restano irrisolti durante il film e ai quali non viene data alcuna risposta. Purtroppo volendo creare una buona storia dalla trama complessa il regista si perde nella rete delle idee che vuole sfruttare confezionando un prodotto ambizioso ma confusionario. Arrivati al termine della pellicola arriva la conferma di una sensazione già sviluppata dopo le prime battute del film: niente di nuovo sotto il sole. Il film scorre senza grandi scossoni verso un finale che, per chi ha visto o letto anche solo qualcosa di simile, risulta davvero prevedibile e scontato. Da vedere e dimenticare.

sabato 12 dicembre 2015

Non lamentiamoci dopo ma indigniamoci prima

Non lamentiamoci dopo se all'estero vedono l'Italia come il paese della pizza (questa è vera, siamo i migliori), del mandolino (ma chi lo suona più il mandolino...) e sopratutto della mafia, perché se il cinema italiano produce film sulle mafie e sulla politica dei corrotti è naturale che ci vedano così (tutti mafiosi e moralmente disdicevoli). Basta un dato, la serie tv Gomorra è una delle più apprezzate all'estero e in Italia ha avuto tanto successo, e solamente negli ultimi anni le tantissime produzioni cinematografiche hanno espresso quasi tutti lo stesso iter, ossia parlare di mafiosi (camorra, n'drangheta e mafia) o immischiati nella politica o contro le forze dell'ordine. L'ultimo esempio al cinema è stato Suburra, la storia di un politico corrotto, dai modi disdicevoli e la potenza della mafia a Roma e in Italia, un cliché del tutto italiano. Certo di cosa dovrebbero parlare i film allora, se in Italia funziona così? se le commedie italiane fanno schifo? e le notizie sono sempre o di omicidi, alluvioni e corruzione? Questo non lo so neanch'io, però non gridate subito al capolavoro di questo o l'altro regista di film drammatici che parlano di questi argomenti. Certo non credo che tutti siamo come ci rappresentiamo nei cinema, ma all'estero ci vedono da sempre così. Ma non tutto gira attorno al cinema, basti pensare ai funerali del boss a Roma, gli inchini della processione ai clan e ai suoi capi, cose riprovevoli e indegne, il Papa ha espresso il suo dissenso e li ha anche scomunicati i boss ma nessuno fa niente e ha fatto poi niente. Dovremmo indignarci di certe situazioni, e dovremmo essere noi i primi a capire che qualcosa deve cambiare, se noi non cambiamo, niente cambia, se aspettate che senza fare niente qualcosa cambi, fidatevi, non succederà mai. Questo è il meglio di cui siamo capaci? siamo più di questo. In Italia ci sono tanti di quei problemi, e comunque secondo me sono le persone che si comportano male (ce ne sono poche veramente brave e oneste), che non cambieranno mai, le loro brutte maniere, i loro modi e l'avidità che acceca molti. Il proverbio dice: 'Chi più ha più ne vorrebbe' (in generale, che riguardi il denaro, il potere o il controllo, così funziona in tutto il mondo purtroppo). Non tutti ovviamente si comportano in mal modo, qualcuno c'è di giusto anche in Italia (e si trasferiscono anche all'estero) ma il singolo non riuscirà mai a fare la differenza se intorno a lui il paese va sempre più giù, nell'orgoglio e nel morale.

giovedì 10 dicembre 2015

Pixels

Anche questo film lo aspettavo da tanto, il secondo dei 4 (Primafila) che ho scelto di vedere è Pixels, un film molto atteso da tanti nerd (come me) ma non solo, di cui già avevo scritto mesi fa (prima che uscisse al cinema) in un vecchio post, uno dei primi, dove un elemento mi ha aveva 'eccitato', la presenza di Pac-Man, uno dei giochi più famosi al mondo, qui il post. La cosa caratterizzante è la riscoperta degli anni 80, mitici e ruggenti, di cui molti film oltre a questo, ne prendono spunto. I videogiochi di quegli anni erano tutt'altra cosa rispetto a quelli di oggi, prima, come si vede anche nel film, per giocare si andava nelle sale giochi, ed io certe volte ci andavo e mi divertivo tantissimo. Adoravo soprattutto un gioco, che dovreste già aver capito quale, che mi rapì, ci giocavo tanto anche se non ero molto bravo, anzi. Era tutto un altro mondo, ed era bello, colorato e divertente. Ora tutto è diverso ma lo spirito degli anni ottanta non morirà mai e rivive per molti versi in questo meraviglioso viaggio nel mondo dei pixel. Una guerra deciderà le sorti del mondo, e i migliori giocatori sfideranno gli alieni in questa epica battaglia. Anche se la sceneggiatura è originale, un espediente di questo tipo è stato già prodotto in una puntata di Futurama, dove Fry era intento a giocare contro invasori alieni di cui capo era, come in questo, Donkey Kong e in un cortometraggio del 2010. Il film è stato stroncato dalla critica ma ha avuto un grande successo al botteghino, forse alcuni lo reputano demenziale, un po lo è ma tanti aspetti positivi ci sono, la leggerezza di un film per tutti.

Negli anni '80 Sam Brenner (Adam Sandler), Will Cooper (Kevin James), Ludlow Lamonsoff (Josh Gad) e Eddie "The Fire Blaster" Plant (Peter Dinklage) erano ragazzi che, nelle sale giochi, salvavano il mondo, migliaia di volte, a 25 centesimi a partita. Ora devono farlo nella realtà, poiché degli alieni intergalattici fraintendono un filmato spedito, in una capsula del tempo inviata dalla NASA nel 1982, con alcuni personaggi dei classici videogames. Tutto nella speranza di contattare forme di vita intelligenti, ma sfortunatamente gli extraterrestri interpretano in modo sbagliato i vari videogiochi per l'arcade classici contenuti nella capsula, considerandoli una dichiarazione di guerra, credendo che Pac-Man rappresenti la Terra e i fantasmi che mangia rappresentino loro. Gli alieni decidono quindi di invadere la Terra con delle gigantesche versioni dei personaggi dei videogiochi, tra cui Pac-Man, Donkey Kong e Centipede. Il presidente degli Stati Uniti d'America chiede aiuto a Sam Brenner, il suo amico di infanzia ed ex-campione di videogiochi arcade, che forma una squadra di retrogamer suoi amici per combattere gli alieni e salvare il pianeta. Il colonnello Violet Van Patten (Michelle Monaghan) si unirà alla squadra come specialista di armi, uniche in grado di sconfiggere gli alieni. Ma non sarà facile e delle complicazioni rischieranno di far distruggere il mondo, ma fortunatamente non accadrà.

mercoledì 9 dicembre 2015

Canzoni di 'tendenza' (dicembre 2015)

In questo post vorrei farvi ascoltare delle canzoni (4) sentite ultimamente che mi hanno conquistato e che stanno riscuotendo consensi e che sicuramente avrete già sentito, anche se molto diverse tra di loro, stanno avendo successo per i motivi più disparati.

Per cominciare il ritorno di un cantante che con questa nuova performance ha conquistato internet, un fenomeno virale che forse era meglio che non ritornasse, ossia Psy, ma con la sua irriverenza e simpatia ha ri-conquistato il mondo, i suoi video anche se abbastanza demenziali hanno sempre un buon ritmo. L'ultimo successo è questo, Daddy, in cui prende come spunto la figura paterna.


Molto bella ed orecchiabile invece la canzone, l'ultimo singolo del suo nuovo album, di un'artista eclettico, poco convenzionale, con un suo specifico sound e ritmo, ossia Max Gazzè in La vita com'è.


lunedì 7 dicembre 2015

Ted 2

Grazie al servizio Extra di Sky, fino a metà dicembre ho la possibilità di vedere 4 film su Primafila, e la prima scelta è ricaduta su Ted 2 (arrivato nelle sale cinematografiche il 25 giugno 2015) che aspettavo da tanto, perché il primo (questa seconda pellicola infatti è il sequel del film Ted del 2012) anche se demenziale ed irriverente mi aveva fatto ridere, come questo appena visto. Il film è co-scritto co-prodotto e diretto da Seth MacFarlane, interpretato da Mark Wahlberg, lo stesso Seth MacFarlane nuovamente nei panni di Ted, Amanda Seyfried e Jessica Barth, che interpreta nuovamente la cassiera Tami-Lynn. In questo secondo capitolo non è più John il protagonista ma Ted, nel primo infatti l'orsacchiotto di peluche prende vita per rimanere sempre insieme al suo proprietario, crescendo con lui e diventandone il migliore amico, nel secondo l'orsacchiotto lotterà per se stesso, una grottesca lotta per essere riconosciuto come umano. Il viaggio dei protagonisti è scoprire cosa renda umano gli umani e quindi anche Ted. L'esito sarà abbastanza banale ma condito, come il resto del film, di un umorismo dai tempi e dalle trovate folgoranti. Come in tutti i sequel, il primo è quasi sempre migliore, la novità, la sceneggiatura originale e le magnifiche battute, non facile riproporre tutto con la stessa verve, ma riesce ad intrattenere lo stesso. Da quando abbiamo lasciato John e Ted, i due continuano a spassarsela alla grande in quel di Boston. Mentre John ora è scapolo (afflitto a causa del divorzio con Lori), Ted convola a nozze con Tami-Lynn, la donna dei suoi sogni. Trascorso un anno il rapporto tra i due coniugi diventa sempre più difficile e i problemi coniugali cominciano ad assalire gli sposi. Ted e Tami-Lynn decidono di avere un bambino per salvare il loro matrimonio, sperando che un nuovo nato possa riavvicinarli. Per farlo ricorre all'inseminazione artificiale (dal momento che Ted, che è di peluche, è incapace di funzioni riproduttive), dopo diverse richieste e tentativi di aggiudicarsi del seme "famoso", la scelta del donatore ricadrà sull'amico di una vita: John (che allo stesso tempo cerca di incoraggiarlo a cercare una nuova compagna, ma John è riluttante). Purtroppo Tami-Lynn è sterile per colpa delle droghe assunte, così la coppia opta per l'adozione: l'assistente sociale tuttavia riferisce che Ted, essendo un orsacchiotto, è classificato agli occhi dello Stato non come una persona bensì come un bene.

Nel compilare tutta la documentazione necessaria (provocando così un'indagine federale) infatti il governo (il Commonwealth del Massachusetts) si accorge di non aver mai legiferato sullo status di Ted, e quindi la sua domanda di adozione viene respinta. Inoltre, viene licenziato dal suo lavoro presso il negozio di alimentari, e sommariamente informato che il suo matrimonio è stato annullato. Arrabbiato e sconsolato, Ted incassa la sua frustrazione e chiede al suo migliore amico di aiutarlo a citare in giudizio lo Stato per far valere i suoi diritti. È un essere umano o una proprietà? Un processo lo deciderà e la casa di giocattoli Hasbro ha tutto l'interesse che la sentenza affermi che Ted è una proprietà. In quel caso infatti sarebbe una sua proprietà e potrebbe riprenderselo, aprirlo, scoprire come mai vive e infine replicarlo in serie. Tutto questo sotto suggerimento di Donny che è in libertà vigilata e lavora ora come operatore alle pulizie nella sede della Hasbro, e che ha convinto il CEO dell'azienda del piano. Dal momento che non possono permettersi un avvocato, il loro caso viene assegnato a una ragazza, Samantha Leslie Jackson, avvocato inesperto ma con una cultura notevole. In un primo momento sono diffidenti, ma cambiano rapidamente il loro parere quando scoprono che condivide il loro amore per la marijuana. Al primo dibattito la sentenza è contraria, i tre quindi disperati decidono di rivolgersi a Patrick Meighan, un avvocato dei diritti civili, nella speranza di rovesciare la decisione della corte. Intraprendono un viaggio per New York per incontrarsi con lui, ma a causa della guida di Ted l'auto sbanda e finisce fuori strada nel mezzo di un bosco. Seduti intorno a un falò, Samantha e John capiscono di essere attratti l'uno dall'altra. Ma il giorno dopo arrivati a NY, l'avvocato rifiuta il caso poiché ritiene che Ted non abbia contribuito in modo significativo all'umanità a causa del suo stile di vita. A questo punto Ted (frustrato e geloso del rapporto creatosi tra John e Samantha) scappa. Entra in un Comic-Con e nel delirio generale Ted viene rapito da Donny, ma John va in suo aiuto riuscendo così a salvarlo prima che Donny possa sezionare Ted. Ma Donny arrabbiato taglia i cavi che reggono una finta astronave di considerevoli dimensioni, John quindi getta Ted lontano per evitare che venga schiacciato, cosa che invece succede a John stesso mandandolo in coma. Dopo una notte all'ospedale il dottore afferma che John è morto, ma è in realtà è uno scherzo (di cattivo gusto ma fantastico) di John come "rivincita" per lo scherzo di Ted che si finse ritardato dopo essersi rotto. Subito dopo il quartetto riceve una visita dell'avvocato Meighan il quale, saputa la notizia sull'incidente finita in TV, decide di accettare il caso di Ted: il verdetto della giuria viene cambiato e Ted è riconosciuto a tutti gli effetti come una persona, mentre John e Samantha si fidanzano. Qualche tempo dopo i quattro festeggiano l'adozione di Ted e Tami-Lynn di un bambino, e John e Samantha gli regalano un orsetto, augurandogli che prenda vita come Ted.

sabato 5 dicembre 2015

Lo sciacallo: Nightcrawler & Hercules: il guerriero (2014)

È uno dei fenomeni mediatici del momento quello di comuni cittadini che armati di telecamera riprendono eventi di ogni genere per passare il materiale a tv private o siti d'informazione. Parte da qui l'idea dello sceneggiatore Dan Gilroy per lo sviluppo della sua prima regia in Lo sciacallo: Nightcrawler (2014). Una sbadata Los Angeles notturna dal traffico sfibrato accoglie nel suo ventre incidenti, sparatorie, rapine e omicidi. Nulla da eccepire finché non se ne accorge Lou Bloom (un ladro di materiali edili, senza alcuna formazione professionale ma determinato a trovare un lavoro in una congiuntura economica non facile, d'altronde chi assumerebbe un ladro) che quando, per caso, assiste a un incidente stradale e vede una troupe televisiva accorsa per riprendere l'accaduto e che è un vero lavoro, decide in che cosa "specializzarsi": si procura (rubando) una videocamera, una radio a bassa frequenza per captare il canale della polizia di Los Angeles e inizia a trascorrere le notti inseguendo i luoghi delle emergenze, in cerca di incidenti, furti e cronaca dura, per trasformare in denaro l’immagine più cruda, il primo piano più eloquente del ferito grave o il racconto più dettagliato di testimoni ancora sotto choc, e poi vendere il materiale ai network televisivi. Quando il business si farà più serio aumenterà anche la sua abilità ma non il suo senso del limite e dell'etica verso le vittime, arrivando persino (ai limiti della spietatezza) ad interferire sulle indagini di un efferato omicidio per realizzare uno scoop sensazionale. Lo stupro dell'etica e dell'umana sensibilità non viene soltanto da Lou, ma dalla direttrice di rete interpretata da Rene Russo. Il suo personaggio è interessato, ingordo e condivide con il protagonista di Jake Gyllenhaal cinismo e un'omessa ferocia votati a issare un dorato trampolino dal quale spingere nel vortice mediatico anche il pubblico.

venerdì 4 dicembre 2015

Ballers & The Brink

Il football per gli americani è una faccenda seria, serissima, ecco perché HBO ha deciso di farci una commedia, ossia Ballers. In Italia è come vedere i giocatori di calcio e i loro agenti, non cambia molto. La serie è andata in onda da settembre a novembre su Sky Atlantic. Dwayne Johnson, decisamente meglio di 'The Rock', il soprannome di quando calcava il ring (forse) non fa più per lui, infatti l'ex wrestler e protagonista di tanti film d'azione è passato alla tv d'autore. Ambientata nel mondo del football americano ha avuto un enorme successo in America, con giudizi perlopiù positivi, tanto che la rete ha già opzionato la serie per una seconda stagione, senza neppure aspettare la conclusione della prima. Ma il merito non è tutto di Johnson (oltre ai muscoli c'è anche altro): alla regia del pilot di Ballers c'era infatti il bravo Peter Berg, (The LeftoversFriday Night Lights); e tra i produttori c'è anche Mark Wahlberg; il tutto caratterizzato da una fotografia e un linguaggio realistici, come è nello stile HBO. Ballers, una commedia a tinte fosche (dramedy) che esplora le vite e i menage familiari di ex e attuali campioni di football. Tra questi, la star in pensione Spencer Strasmore (Dwayne Johnson), che sta lottando per adattarsi alla vita come un consulente finanziario, risolvendo i problemi di tanti atleti; un ex-giocatore che non trova un lavoro decente o fatto per lui, perché sotto sotto vorrebbe ritornare a giocare; un giocatore che ha speso tutti i soldi e solo un contratto stratosferico può salvarlo, un animo gentile che però si caccia nei guai; il consulente amico di Spencer, Joe, che è un pazzo scatenato; e infine un giocatore-playboy fedifrago ed egoista che non riesce a cambiare atteggiamento. La commedia, ambientata a Miami, mostra quindi i retroscena della vita sregolata e pacchiana di questi e tanti giocatori di football: ville da capogiro, auto sportive, donne a gogò (mogli, amanti, sventole da una botta e via), party sfrenati. Soldi a palate, sì, ma anche mani bucate (lo sa bene il protagonista). E poi ci sono i sacrifici, la pressione a cui sono sottoposti, la competizione, la dipendenza da antidolorifici, la difficoltà a rifarsi una vita quando si esce dal giro. Come a dire: non è tutto oro quello che luccica. Anche se ritornano molti temi già raccontati in classici come Ogni Maledetta DomenicaJerry Maguire Quella Sporca Ultima Meta, il tono di Ballers è satirico, puntando sul divertimento, a divertire, e per la maggior parte del tempo, ci riesce, uno spasso continuo. Ovviamente qualche scena hot c'è d'altronde in America sanno cosa vuol dire party. Pensare però che hanno tutto dalla vita e si 'rovinano' da soli, mi fa arrabbiare ma è così che va il mondo (purtroppo). Ogni puntata dura tra i 20-25 minuti, non tanto, ma proprio per questo molto dinamico e veloce, non soffermandosi troppo sull'aspetto sentimentale delle vicende. La sigla è veramente stupenda e la città di Miami, una delle più 'calde', non solo geograficamente, fa da sfondo ad una serie non eccezionale ma bella da seguire e continuare a seguire.

mercoledì 2 dicembre 2015

Guardiani della galassia (2014)

Straordinario blockbuster della Marvel studios su di un gruppo di fanta-eroi spaziali uniti per la salvezza dell'universo. Guardiani della Galassia (Guardians of the Galaxy) è il decimo film del Marvel Cinematic Universe e basato sugli omonimi personaggi della Marvel Comics. Il film (del 2014) ha anche ottenuto due candidature ai Premi Oscar per i migliori effetti speciali e per il miglior trucco. Al contrario di tanti altri cinecomic non c'è una storia di base, nessuna carriera sfolgorante alle spalle come quelle degli Avengers, nessun pianeta di appartenenza da proteggere con la vita, nessun superproblema (o forse troppi), nessuna famiglia, nessun legame. Sceneggiatura semplice e poco originale, ma non pesa alla riuscita del film perché i personaggi conquistano, tutta quella catena di battute che fa sbellicare e parteggiare per questo gruppo che diviene, inaspettatamente, sempre più unito e forte. Infatti quando i 'singoli' si riuniscono per caso, tutto cambia, la storia assume un senso, un branco di disadattati confusi e soli, rinnegati dall'intero universo, che riescono a formare un gruppo nonostante le differenze, ogni personaggio ha un passato che non può cancellare e con cui deve convivere. Mi ha sorpreso questo film (che quasi sicuramente diverrà una trilogia, infatti tante cose non sappiamo ancora anche dopo questo primo che verranno in seguito svelate), in positivo ovviamente, uno dei migliori film Marvel degli ultimi anni. Ma iniziamo dalla storia...

lunedì 30 novembre 2015

I film visti nel weekend (tra cui Clown e Il seggio vacante)

Un fantasma per amico è un simpaticissimo e divertente film per ragazzi. Tranquilli non è Casper ma rimaniamo in ambito ectoplasmatico. Da un libro per bambini, la storia di un piccolo fantasmino che vive in un castello da centinaia di anni che si sveglia a mezzanotte e si riaddormenta un'ora dopo senza sapere il motivo. Desideroso di rivedere per una volta la sua città in pieno giorno, il fantasma segue il consiglio di un gufo e si ritrova alla luce del sole, da bianco a nero come la pece. Intanto conosce Karl e i suoi amici, con cui condividerà l'avventura di un furto, di una 'guerra' e del suo segreto. A livello narrativo niente di nuovo, tutto segue i grandi classici, ma qualche aspetto da sottolineare c'è, in primis gli occhioni del fantasmino, azzurri e luccicanti, è impossibile resistergli, sia che splenda il sole sia che brilli la luna. Visivamente è tutto diverso rispetto ai 'normali' fantasmi, sembra vivo e il contrasto con il bianco prima e nero poi è stupendo. Qualche sbavatura invece la offrono le scenette dei pompieri pasticcioni e del vigile brontolone, che sembrano uscire da una comica fuori tempo massimo, le strane pettinature dei bambini e il non senso del ritmo e originalità dei personaggi. Ma nonostante ciò è un film per ragazzi che consiglio di vedere.

Oggi il clown è un personaggio buffo, ma un tempo il "Cloyne" era un demone che viveva fra i ghiacciai e scendeva nei villaggi per divorare un bambino al mese durante l’inverno. Nessuno si ricorda più del demone, ma quella pelle bianca e quel volto insanguinato sono ancora affamati. Questo l'incipit da cui si basa quest'ultimo film horror su una delle figure più spaventose e paurose della natura umana, il Clown. Il decimo compleanno di Jack rischia di essere un disastro, il clown ha dato forfait, per fortuna Kent, il padre del bambino, trova un vecchio costume da clown e riesce a far tornare il sorriso al piccolo. Ma si addormenta con il costume ancora addosso, il giorno dopo, ogni tentativo di togliere trucco, parrucca e costume si rivela inutile. Qualcosa in lui sta cambiando, solo il proprietario del costume sa e come toglierlo ma non sarà così facile. L'unico clown di cui abbia veramente avuto paura è stato quello di King in 'It', ma questo non è da meno, malefico, feroce e crudele, come mai visto prima, non da le stesse sensazioni del meraviglioso 'cult', ma mangiare un bambino è davvero raccapricciante. Il film è spaventoso, ma non c'è molta suspence, in compenso sanguinolento e suggestionabile. L'idea che sorregge la vicenda è semplice, ma efficace, non sarà un granché ma questo viaggio nell'orrido mondo dei clown è inquietante.

sabato 28 novembre 2015

Tutto può cambiare - Amore, cucina e curry

Tutto può cambiare (Begin Again) è un film del 2013 scritto e diretto da John Carney (autore di Once, stupendo). Dan Mulligan, produttore musicale in caduta libera, con una figlia adolescente, un matrimonio fallito alle spalle e il vizio della bottiglia, incontra Gretta, una cantautrice inglese (autrice di ballate sentimentali) che si esibisce suo malgrado in un locale dell'East Village. Arrivata a New York col fidanzato quasi celebre (interpretato da Adam Levine, leader dei Maroon 5) e la promessa di una vita da spendere insieme, perderà in un baleno ragazzo e sogni. Ubriaco di sventura ma avvinto dalla sua musica, Dan le propone di lavorare insieme per riprendersi il loro posto nel mondo. Romantico e spassoso, Tutto può cambiare non è assimilabile ad una commedia sentimentale (non esplicita il sentimento e non prelude a una relazione sentimentale), è piuttosto una ballata, un componimento pop(olare) costruito intorno a distinti attimi di felicità. L'idea vincente è quella di autoprodurre il disco della giovane autrice e registrarne i pezzi per strada, lasciando che la dialettica amorosa scorra dentro le canzoni eseguite in posti diversi della grande mela (nei vicoli, nei parchi, sulle strade e nella dismisura scenografica di New York) e con l'occasione fare un po' di pubblicità alla città più vitale e multiculturale d'America (tanto che ci vivono pure gli inglesi). Città isola e unico luogo pensabile in cui realizzare il proprio sogno e magari aiutare un amico a realizzare il suo. La vita è bella, la musica è ancora meglio e bastano un paio di violini e qualche arrangiamento folk e il nuovo fenomeno musicale è pronto per andare sul web (gratis) alla faccia delle majors. L'affermazione dell'indipendenza di una ragazza che aveva anteposto la realizzazione artistica del fidanzato alla propria. L'incontro di due anime tradite che realizzando un progetto musicale trovano la forza e l'ispirazione per tornare ad assaporare la vita, ciascuna a modo proprio. Una storia semplice ma non scontata, raccontata fluidamente. Da vedere ma soprattutto da ascoltare.

mercoledì 25 novembre 2015

The Whispers

Steven Spielberg è il produttore esecutivo di una delle serie più attese dell'anno, andata in onda in estate e conclusasi poco tempo fa, The Whispers. Per fortuna o sfortuna, dipende dai gusti o giudizi, la serie è stata cancellata dopo il termine della prima stagione. Ma per me questa (purtroppo unica) stagione merita e il finale anche se leggermente aperto poteva concludersi degnamente, e così è stato. Ovviamente tante risposte e domande rimarranno insolute. Ma prima di arrivare al finale però un piccolo riassunto, cominciando dal prologo. Una forza paranormale, invisibile e silenziosa, inizia il suo piano di dominio sulla Terra utilizzando i bambini. Attraverso l'utilizzo di poteri mentali questa forza riesce ad entrare nella testa di bambini innocenti, comandandoli per scopi misteriosi e inquietanti. In un mix ben congeniato di drama e sci-fi, The Whispers si presenta come una serie tv invitante, appassionante, divertente e con una linea narrativa che riesce a coinvolgere lo spettatore con colpi di scena in successione e rivelazioni man mano sempre più sconcertanti ed imprevedibili. Certo non ci troviamo di fronte alla serie tv più originale della stagione, ma The Whispers riesce ad intrattenere piacevolmente. La serie si apre con una prima puntata col botto, dai risvolti inquietanti: una bambina di 8 anni, Harper, si ritrova al limitare della casa all'apparenza sola ed indifesa, ma in realtà non è per nulla da sola, sta parlando con qualcuno che, a quanto dice, vorrebbe giocare con lei, ma questo qualcuno non si vede, sembrerebbe un amico immaginario o un'entità invisibile e sicuramente l'ipotesi più plausibile sarebbe la prima, se non fosse che la bambina è estremamente convinta che ci sia davvero qualcuno e questo qualcuno abbia anche un nome, Drill. La stessa scena, seppur in circostanze differenti, si ripete in altre case: ogni bambino viene scoperto dai genitori a parlare "da solo" di un certo gioco con un amico strano, immaginario, con lo stesso nome, Drill.

La cosa inizialmente non insospettisce nessuno, è normale che a queste età, oscillante tra gli 8 e i 10 anni, i bambini si costruiscano un amico immaginario, ma quando Harper, convinta di fare un gioco innocente, provoca quasi la morte della madre facendola cadere dalla sua casetta sull'albero e quando a questo evento seguono altre azioni terrificanti di altri bambini, il Governo degli Stati Uniti e l'FBI cominciano a farsi qualche domanda ed ad indagare su questo Drill, credendo fortemente che si tratti un essere umano in grado di convincere i bambini, in qualche modo, a tenere simili comportamenti. Le indagini, a questo punto, si intrecciano con le vite private dei protagonisti, le particolari situazioni in cui vertono e le relazioni che li collegano: l'agente dell'FBI che si occupa delle indagini è Claire Bennigan (Lily Rabe, non eccezionale secondo me e forse non all'altezza per il ruolo), una donna forte, combattiva e che crede realmente in quello che fa, moglie e madre che si trova ad affrontare una situazione tanto delicata quanto dolorosa poiché il marito, Sean Bennigan (Milo Ventimiglia, strano vederlo così muscoloso, buona prova recitativa), un militare, è ormai creduto morto in seguito allo schianto del velivolo che pilotava, e il figlio, Henry, è un bambino sordo che può comunicare solo attraverso il linguaggio dei segni; a coadiuvare l'FBI interviene il Governo, e più precisamente il Dipartimento delle Difesa, impersonato da Wes Lawrence, ex agente del Bureau, un uomo con una personalità importante che si rivelerà essere duro e spietato in determinate circostanze, molto umano e sensibile in altre, sposato con Leena Lawrence, la quale fatica a perdonargli il tradimento (indovinate con chi), fortemente innamorata della figlia, Minx, per la quale farebbe davvero di tutto. Numerosi sono poi i bambini (le vere star della serie, la maggior parte sfoggia un talento per la recitazione inimmaginabile e guardarli e ascoltarli è stato un piacere) con cui Drill si mette in contatto. Altri personaggi intervengono nel corso della storia ed avranno un ruolo più o meno pregnante, come il collega di Claire, Jessup Rollins, un omone che si rivelerà essere tutto cuore ed un aiuto essenziale per la donna, e Maria Benavidez, una dottoressa che spicca fin dalle prime puntate per la sua determinatezza, intelligenza e per il suo coraggio.

lunedì 23 novembre 2015

Il critico che c'è in me

Una mia 'amica' blogger (Valentina Orsini) in un vecchio post Anton Ego: il mestiere del critico scriveva a proposito della critica spiegando il suo significato e di cosa lei ne pensi di questo argomento, citando il 'famoso' critico gastronomico del film d'animazione Ratatouille (bellissimo). Condivido quasi in pieno il suo post, anch'io quindi ne scrivo uno per spiegarvi il mio rapporto con la critica.

E' un personaggio (Anton Ego) azzeccato per questo argomento ecco perché uso qualche sua foto. Solitamente per critica 's’intende dir male di qualcuno o qualcosa' ma non sempre funziona in questo modo, certo criticare è più facile e viene anche naturale, ma non mi piace parlare male degli altri, sia che riguardi una persona o in generale, solo che in certi casi (come quando recensisco un film) ogni tanto ci vuole, se il film o serie tv non mi ha soddisfatto, chi segue questo blog ha sicuramente constatato di questo fatto, in ogni caso io non sono portato generalmente per la critica, sono uno che si fa i fatti suoi e non critico mai nessuno anche se una critica la meriterebbe. Premesso che non mi definisco un critico cinematografico vero e proprio ma solo un'amante del cinema, uno che da sempre vede film e che solo adesso esprimo il mio giudizio pubblicamente, quel film è buono, è brutto, non mi ispira, regista scadente-film pessimo, prima me li tenevo per me. Ma ora che recensisco dei film cerco di vedere, in alcuni casi, il bicchiere sempre mezzo pieno perché c'è gente dietro la macchina da presa che lavora tanto per produrre la sua 'creatura' ma certe volte (ahimè) esagera. Il cinema è arte, è filosofia, ma è solo e comunque un film! Soprattutto nei film d'autore, il regista crea l'opera sperando che tutti ne capiscano il significato e di cosa vuole far capire allo spettatore, molte volte senza riuscirci perché noi che vediamo un film vogliamo capire cosa il regista vuole da noi in maniera semplice, non siamo tutti filosofi intellettuali. Io personalmente trovo fatica in certi film.

sabato 21 novembre 2015

Alabama Monroe: storia di un amore - 50 e 50

Alabama Monroe è la storia di un amore struggente, un racconto passionale e coinvolgente, che lentamente si dipana e cresce di intensità, per arrivare a un finale che devasta il cuore. Una coppia di genitori riceve una terribile notizia: la propria bimba ha un cancro. I due genitori Elise (una tatuatrice che ama imprimere le emozioni sul suo corpo) e Didier (che suona il banjo e adora la musica country, il ritmo della sua vita) cercano di starle vicini il più possibile ma questo dramma sconvolgente finirà con il travolgere la vita della coppia. Il film usa un montaggio dinamico (essenziale alla riuscita del film e alla crescita del pathos), non lineare nel tempo ma un continuo salto temporale (il film infatti parte dal 2006) dove pian piano scopriamo come i due si sono conosciuti, amati e a quale meraviglioso legame univa la coppia di genitori dalla rivelazione alla coppia della tragedia che ha appena colpito la loro piccola. Il loro amore a prima vista verrà però inghiottito dal terribile buco nero della malattia della figlia e dal modo diametralmente opposto in cui i due protagonisti decidono di vivere il dramma: la madre cerca di costruirsi un mondo illusorio ma quantomeno per lei in parte consolatorio mentre il padre si rifugia in uno stringente razionalismo, nella musica e nell'alcol. La scelta della donna di cambiare nome come segnale di svolta e il terribile sfogo del padre durante il concerto contro le religioni sono l'emblema di due mondi che ormai hanno smesso di comunicare così come testimonierà il tragico epilogo. Il bluegrass è parte integrante del film, ne costituisce il filo che lega tutte le questioni chiave: la vita, la morte, la nascita, l'America, la maternità e la paternità, la consolazione, la vita dopo la morte. Il bluegrass è ciò che unisce la coppia, per Didier è il country più puro. I brani eseguiti nel film sono stati cantati interamente dai due attori, in performance emozionanti. Le interpretazioni di entrambi i protagonisti sono veraci ed energiche, ma lei, Veerle Baetens, rapisce i sensi. Ha un viso magnetico. Un film meraviglioso, intenso e commovente che è stato giustamente insignito della nomination quale migliore film straniero.

giovedì 19 novembre 2015

L'amore bugiardo: Gone girl

L'amore bugiardo - Gone Girl  è un film del 2014 diretto da David Fincher, con protagonisti Ben Affleck e Rosamund Pike. La pellicola è l'adattamento cinematografico del romanzo L'amore bugiardo, scritto nel 2012 da Gillian Flynn, che cura anche la sceneggiatura del film. Amy e Nick sono sposati da cinque anni. Belli, colti e ammirati, hanno lasciato New York per la provincia, dove la loro relazione languisce e l'ostilità cresce. Dietro di loro la crisi economica che ha messo in ginocchio l'America e interrotto le loro carriere, davanti a loro nuvole nere che minacciano tempesta e guai, grossi guai. Licenziati dalle rispettive redazioni e dalle rispettive ambizioni, Amy e Nick provano a ricostruirsi una vita nel Missouri. Casalinga annoiata e paranoica lei, proprietario di un bar che chiama The Bar lui, la coppia scoppia il giorno del loro quinto anniversario. Rientrando a casa Nick Dunne scopre che sua moglie Amy è scomparsa, la sua sparizione riceve forte attenzione dalla stampa, essendo Amy la musa ispiratrice di una popolare serie di libri per bambini creata dai suoi genitori. La detective che si occupa del caso fa un sopralluogo nella loro casa e trova segni di colluttazione celati in modo grossolano. Il sangue di lei, versato e ripulito in cucina, un tavolo rovesciato in salotto e un diario che non tarderà a essere ritrovato che portano alla conclusione che sia stata assassinata. 

Nascono sospetti che Nick sia responsabile e il suo strano comportamento (apatico che fatica a realizzare la sua condizione) viene interpretato dai media (l'anchorwoman più famosa d'America, che sottopone a un'analisi impietosa la sua vita, per i vicini, che giurano al solito di aver visto e sentito) come tratti di un sociopatico. Perché tutti quelli che lo stanno a guardare sono davvero convinti che sia stato lui ad uccidere Amy. A un primo sguardo Gone Girl sembra una corsa contro l'evidenza, una corsa per scoprire le ragioni della sparizione di Amy e per dimostrare la colpevolezza di Nick, perché lui ha tutta 'l'aria' del colpevole, almeno per la polizia. L'autore (Fincher) che nella prima parte orchestra nel tempo di un'ora un thriller meticoloso, un gioco di piste, di cinismo, di follia, di fragore mediatico, di illusione romantica, nella seconda metà ridistribuisce le carte e avvia un nuovo film una commedia esistenzialista e bicefala che alterna i punti di vista e rivela, dietro la messinscena para-hitchcockiana, il grado zero di una coppia e di un matrimonio dominato dalla paura, il sospetto, il tradimento, il rimorso, la rivalsa, perché la verità è un'altra, molto più complicata, articolata, diversa quasi agghiacciante. Infatti nessuno si aspetterebbe di vedere ciò che sta per vedere, una donna totalmente disturbata (sociopatica e matta da legare) che finge in modo magistrale e che cerca in tutti i modi di liberarsi del marito, ma una serie di circostanze la farà ritornare sui suoi passi, anche se il suo piano diabolico non è ancora concluso e farà di tutto per mantenere le apparenze, coinvolgendo un suo ex (che farà però una brutta fine) e l'Fbi che crede fermamente alla sua versione.

martedì 17 novembre 2015

Defiance (2a stagione)

Defiance è una serie televisiva statunitense di fantascienza trasmessa dal canale cavo Syfy, in Italia è trasmessa su AXN Sci-Fi, la seconda stagione (dal 16 settembre) si è conclusa pochi giorni fa. Parallelamente alla serie (2 anni fa) fu prodotto un omonimo videogioco che condivideva lo stesso universo fittizio della serie e la cui trama era direttamente intrecciata a quella della fiction televisiva, ma non ha riscosso molto successo, come accaduto anche alla serie, ma è tra le serie di fantascienza più amate dal pubblico americano, nel mese di agosto sono terminate le puntate (sempre in America) della terza ed ultima stagione, noi dovremo aspettare. Per chi non sa di cosa tratta la serie, è importante specificare che non è un prodotto per tutti i gusti, è per gli amanti della fantascienza, degli alieni e se astronavi e pistole al plasma raccolgono la vostra attenzione a prescindere dai modi e dai motivi per cui la gente usa astronavi e pistole al plasma questa serie fa per voi. Per dover di cronaca è doveroso fare prima un riepilogo di tutta la serie partendo dal prologo della prima stagione, in cui scopriamo che la Terra è ormai un pianeta completamente trasformato da una guerra galattica che ha lasciato i sopravvissuti, umani ed alieni, con un'unica scelta, quella di trovare un equilibrio per coabitare e costruire una nuova civiltà.

I Votan, collettivo di razze aliene a caccia di un pianeta da colonizzare viene persuaso che il nostro pianeta, con tutta quell'acqua, fosse lì ad aspettarlo, anni di contrattazioni diplomatiche funambolesche tra terrestri e alieni (mentre la stragrande maggioranza dei secondi giace in ipersonno) avrebbero dovuto risolversi in una pacifica coabitazione, ma qualcosa andò storto e lo spirito della guerra quasi incenerì la Terra, rendendola irriconoscibile dopo una mutazione artificiale (terraformazione) che ne ha radicalmente modificato geografia e fauna. Inspiegabilmente la guerra finì con l'annientamento della flotta Votan e la disintegrazione delle astronavi schiantatesi sull'atmosfera terrestre. Tra questi detriti infuocati i resti di una tecnologia avanzatissima e mistica. A 30 anni di distanza dall'arrivo degli alieni, la cittadina di Defiance, eretta su quello che è rimasto di St. Louis (con tanto di arco rimasto quasi intatto), diventa un baluardo di pace ed equilibrio e proprio qui si snodano le vicende dei protagonisti della serie: dal misterioso Nolan: un ex-soldato ora cacciatore di tesori, che è in viaggio con la figlia adottiva Irisa (un'aliena di razza Irathient, bellicosa aliena veggente) verso un fantomatico luogo considerato l'ultimo vero paradiso rimasto al mondo, ma durante il loro "pellegrinaggio" i due vengono assaliti da una banda di predoni (che assaltano le diligenze, delle bande di punk extraterrestri in motocicletta) e, feriti durante la fuga, trovano salvezza proprio nella cittadina di Defiance, qui in seguito ad un rocambolesco susseguirsi di eventi, lo porterà a salvare gli abitanti da una massiccia invasione di crudeli alieni, e diventerà il tutore della legge nonostante le obiezioni di Irina; al sindaco Amanda Rosewater, passando per un manipolo di residenti che controllano la città, come il potente Rafe McCawley (proprietario della miniera) o l'antagonista ricco e dai loschi affari, un alieno albino (il casthithan Datak Tarr) con una moglie saggia e bramosa di potere (Stahma), la figlia adolescente di Rafe, Christie, ama ricambiata il rampollo dei Tarr e DJ locale, Alak; completano questo contingente di personaggi colorato e selvaggio un dottore sarcastico e insofferente (l'indogene Yewll, personaggio chiave).

domenica 15 novembre 2015

I 10 film visti in settimana, un mix di azione, thriller, drama e comedy

Posh: Un gruppo di studenti ammessi a Oxford entrano nel club accademico più esclusivo, il Riot (che accoglie solo dieci membri destinati a "diventare delle fottute leggende"). Il film descrive l'ambiente sociale di una upper class spocchiosa e arrogante, convinta che il proprio posto nel sistema di caste che ancora oggi caratterizza la società inglese sia frutto di un disegno divino. La storia culmina in una lunghissima cena in cui i fraternity boys si divertono a mangiare, bere, tirare di coca, umiliare le ragazze presenti e diventare elementi di sempre maggiore disturbo per gli altri avventori e per il proprietario del locale, incarnazione perfetta (sempre secondo loro) della mediocrità borghese che verrà preso a bastonate, ma grazie al loro ceto riusciranno ad evitare dei guai, senza però pentirsi. Mi aspettavo molto di più, nessuna scena 'importante', i figli di papà non cambieranno mai. Spocchioso.

The Prince: Tempo di uccidere è un film d'azione del 2014 che vede come principali interpreti Bruce Willis, John Cusack, 50 cent, Jason Patric e Rain. Un ex assassino di professione, ormai andato in pensione, è costretto a tornare indietro nei suoi passi, ritorna a Las Vegas per cercare la figlia che è stata rapita e per salvarla dovrà confrontarsi con il suo passato e affrontare un duro confronto con un suo vecchio rivale, il gangster Omar che cerca vendetta. Un viaggio on the road (in stile Liam Neeson) insieme ad una sexy-amica dilla figlia, con Willis dalla parte sbagliata, ma nessuno ha una parte giusta nel bene o nel male. Prevedibile.


I due volti di gennaioChester MacFarland e sua moglie Colette sono due americani in viaggio in Europa e in fuga dalla polizia che sta indagando sugli affari poco leciti dell'uomo. Una volta approdati ad Atene si affidano a Rydal, giovane di origini americane che si guadagna da vivere vendendosi come guida per i turisti e come gigolò per donne trascurate. Ne nascerà un triangolo di passioni, fatto di fughe, doppi giochi, amori celati e tradimenti. I due volti di gennaio è l'adattamento dell'omonimo romanzo del 1964 di Patricia Highsmith, un thriller psicologico sulle orme di Hitchcock, Viggo Mortensen sembra il bello e sconfitto Gatsby, una tragedia greca in ambientazioni da sogno. Un avvincente thriller vecchia scuola, di tanto in tanto suggestivo, ma, alla fine, per lo più noioso. Elegante ma soporifero.

sabato 14 novembre 2015

Pace per tutti...è ora di dire Basta!

Non è bello svegliarsi la mattina e scoprire che l'umanità è ripiombata nell'oscurità, non è facile poi ripartire senza che nulla fosse successo, non mi sembrava il caso oggi di pubblicare una recensione, ma una riflessione ci sta. Senza entrare nei particolari, non una città, non un paese, non un continente ma l'umanità esce sconfitta dai massacri di Parigi. La religione diventa la scusa perché se questi personaggi fanno questo in nome del loro Dio sono veramente degli inetti, e se credono di andare in paradiso, si sbagliano, anzi sono certo che il loro Dio è così grande che farà marcire all'inferno questi estremisti che non capiscono che quello che fanno è sbagliato. Cosa potremo noi fare se purtroppo ci sono queste brutte persone, molti Imam (che dovrebbero essere i primi), invece di dire no alla violenza incitano persone senza 'sale in zucca' a fare ciò che nessuna religione (anche la loro) dice di non fare, uccidere e massacrare persone innocenti, anche della loro stessa religione. Non si può continuare in questo modo, i governi cercano di fare qualcosa ma niente cambia, cercare di ragionare sembra inutile, muovere guerra mi sembra anch'esso inutile, so che non è facile questa situazione e che le soluzioni sono poche, dovrebbero fronteggiare questa situazione e gestirla con più fermezza, ma come e in che modo? è questo il problema. Non voglio essere come loro ma quando queste cose succedono ti sale una rabbia e ti fa pensare in modo diseducativo, che eliminare tutti i mussulmani dalla faccia della terra sia la soluzione più giusta. Ma riflettendo che colpa hanno soprattutto le donne e i bambini che vivono in mezzo a menti contorte. Non è facile sopportare questo strazio ogni giorno, la vita va avanti, il mondo va avanti ma se continuiamo così, un futuro dove andare avanti non ci sarà più. Le parole fanno male ma i fatti ancora di più, è ora di dire basta...basta alla violenza, ai massacri, alla guerra, al fondamentalismo, solo Basta!

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11/09/2001

giovedì 12 novembre 2015

Questo sono io...da piccolo

Queste mie foto che vedrete in questo post sono già state pubblicate sulla mia pagina personale di Facebook (dove ce ne sono altre), e come avrete forse notato (spero di sì) ho cambiato sia copertina (fatta da me personalmente, dove 'descrivo' le mie passioni ed hobby con personaggi chiave) su Google+ che la foto profilo (quella a destra), una mia personale (casa al mare Castellaneta Marina 1989, qui un ricordo di quel periodo, sembro Rubber cappello di paglia di One Piece..), che è peraltro identica sui i due social network, in modo che chi mi voglia aggiungere mi potrebbe trovare più facilmente. Come si evince dal titolo sono foto di me da piccolo durante viaggi e tanto altro. Sicuramente vi starete chiedendo perché queste foto di quando ero così 'piccino'? Perché come la favola di Peter Pan (un mio nomignolo che mi piace tanto e che mi descrive in pieno) sono rimasto un eterno ragazzino (nel corpo e nello spirito) anche adesso, sono cresciuto (ho messo la testa a posto) ma sono rimasto un ragazzino. Ho avuto una bella infanzia, ma tanto è successo da allora fino ad oggi. Arriverà un giorno che scoprirete qualcosa in più su di me e la mia storia, ma non oggi, non adesso, non in questo post.

A casa nei giorni del mio battesimo (Giugno 1985)









Gita a Roccaraso (1990)











martedì 10 novembre 2015

Sin City: Una donna per cui uccidere

Secondo viaggio noir nella città del peccato, tra femme fatale irresistibili e vendette che attendono di essere consumate. Sin City - Una donna per cui uccidere (Sin City: A Dame to Kill For) è un film del 2014 diretto da Frank Miller e Robert Rodríguez. La pellicola, adattamento cinematografico del graphic novel Una donna per cui uccidere di Frank Miller, è il sequel/prequel del film Sin City del 2005. Dopo nove anni trascorsi a rimandare il progetto per contraccolpi finanziari e ripensamenti, finalmente ritornano, come se nulla o quasi fosse cambiato dal tempo del primo episodio, le sporche faccende di Basin City. Frank Miller rimane fedele alla graphic novel originaria, stessa estetica e cast con qualche cambiamento forzato (Josh Brolin sostituisce Clive Owen, che aveva interpretato il personaggio nel precedente film, il cambiamento di volto di Dwight che avviene nel fumetto viene giustificato nel film con questo cambio di attori, inoltre Dennis Haysbert sostituisce Michael Clarke Duncan nel ruolo di Manute dopo la morte di quest'ultimo avvenuta nel 2012). Ancora una volta, eccezionale la bidimensionalità del fumetto, incentrato sulla stilizzazione delle silhouette e sui chiaroscuri, sui tratti netti che nel primo capitolo mi aveva entusiasmato, in questo secondo anche altro, come le sequenze (le più riuscite del secondo capitolo di Sin City) che sembrano ricercare tutt'altro effetto, a partire dal tuffo "speculare" di Ava Lord/Eva Green (non eccezionale il doppiaggio italiano, che cambia il nome del personaggio in Eva, come l'attrice che lo interpreta, quando era Ava Gardner la prima ispirazione) sviluppato orizzontalmente e non verticalmente.

Trama: I cittadini più incalliti della città si scontrano con alcuni degli abitanti più famigerati. Anni prima, Dwight McCarthy (Josh Brolin) lotta con i suoi demoni interiori e cerca di mantenere il controllo fino a quando non ritorna il suo primo amore, Ava Lord, che gli chiede aiuto per sfuggire alle grinfie del suo violento marito, il milionario Damien Lord (Marton Csokas) e della sua enorme guardia del corpo Manute (Dennis Haysbert). Tuttavia, un innamorato Dwight scoprirà presto che le vere intenzioni di Ava sono più sinistre di quanto sembrino. La sera in cui John Hartigan incontra Nancy, Marv (Mickey Rourke) riprende conoscenza mentre è sulla statale che domina i Projects, circondato da giovani morti e incapace di ricordare come ci è arrivato. Johnny (Joseph Gordon-Levitt), un presuntuoso giocatore d’azzardo, trucca una missione per sconfiggere al suo stesso gioco il cittadino più malvagio di Sin City. Sfortunatamente se la prende con l’uomo sbagliato e gli eventi prendono una piega peggiore. La sua missione viene in qualche modo deviata quando incontra una giovane stripper di nome Marcy (Julia Garner). Ambientata dopo il suicidio di John Hartigan (Bruce Willis), la storia si concentra su una più temprata Nancy Callahan (Jessica Alba) che cerca di superare la sua morte mentre pianifica l’omicidio del Senatore Roark (Powers Boothe).

domenica 8 novembre 2015

Italian comedy: Andiamo a quel paese - Fratelli unici - La buca

Andiamo a quel paese è l'ultimo film dell'irriverente e spassoso duo comico siciliano, Ficarra e Picone. Cambiano i personaggi, storie e situazioni ma la sostanza non cambia, solite incomprensioni, gag e bizzarri intrecci. I due amici Valentino e Salvo, con sua moglie Donatella e la piccola figlia Adele, senza lavoro e sfrattati, con l'unica speranza di un contatto con l'onorevole La Duca per avere una raccomandazione, tornano al paese natale di Donatella e Valentino (Monteforte) per farsi aiutare economicamente dalla pensione della madre di lei. Il paesino, un tempo fiorente per il commercio delle arance, è ora economicamente depresso e le pensioni maturate dagli anziani sono ormai l'unica fonte di reddito: Salvo si trova quindi costretto a convivere anche con la zia Carmela. L'unico argomento che lo porta ad accettare la convivenza è la scoperta che anche la zia percepisce una cospicua pensione. Non contento comincia a 'reclutare' altri parenti anziani per farsi delegare al ritiro delle pensioni, il trucchetto funzionerà per un anno ma quando gli ospiti cominciano a morire tutto si complica e un vortice di situazioni grottesche li attende, con risvolti particolari. Usando come pretesto la famosa canzone di Sordi il film si gioca la carta della denuncia del malcostume politico e culturale italiano ma con un risultato si divertente, ma molto diseducativo. Nonostante qualche buona battuta e l'alto tasso di umorismo (ma anche cinismo) il film rimane scialbo, il finale sembra scontato e alla fine l'amore trionfa, come 'sempre' (troppo spesso) succede. Forse il peggior film dei precedenti del duo comico. Una frase che lascia il segno è della piccola Adele "le cose sono vecchie, le persone sono anziane". (nella foto) "Prendi la pensione? vieni a vivere con noi".

Nel film Fratelli unici, Pietro (Raoul Bova) e Francesco (Luca Argentero) sono fratelli, ma avrebbero voluto entrambi essere figli unici. Pietro è un medico affermato con un matrimonio finito alle spalle; Francesco fa lo stuntman ed è un eterno ragazzino che non si è mai legato a nessuna. Per colpa di un incidente Pietro perde la memoria ed ora è come se fosse un bambino all'età di quattro anni (con tutti i problemi che ne conseguono). Francesco se ne prende cura, un po' per dovere e molto per interesse, i  due "fratelli unici" sono dunque costretti a fare di nuovo conoscenza l'uno dell'altro e alla fine torneranno ad essere veri fratelli. Ovviamente la storia d'amore non può mancare, saranno Carolina Crescentini e Miriam Leone a far battere il loro cuore. Forse farò un torto alle donne ma Bova non è adatto per queste commedie, film dove addirittura deve farsi passare per un bambino, non si può vedere e poi non è credibile come in parte anche lo è l'altro protagonista, al contrario delle due bellissime protagoniste molto più credibili nel ruolo. Sceneggiatura debole, regia standard con varie incoerenze logistiche e scarsa attenzione ai dettagli (ma costante attenzione agli sponsor). Fratelli unici sembra il lungo (e pasticciato) episodio di una sitcom televisiva, pieno di imprecisioni e incongruenze. Il miglior Bova è sparito dai tempi del ruolo del capitano Ultimo. (nella foto) Luca: "Raoul ma che caspita di film mi fai fare?".