mercoledì 8 luglio 2020

Ghibli Collection - Parte 2

Ci son voluti due anni e due listoni (qui trovate la prima parte), ma alla fine il Progetto Ghibli/Miyazaki è stato portato a termine. L'avevo detto e così ho fatto, certo, il suddetto Progetto menzionava anche di recuperare anche altri film d'animazione, e penso che una buona parte dovrei vedere entro l'anno, ma il grosso dell'operazione è stato fatto. Infatti con questi cinque film (che comunque non ho visto grazie a Netflix) posso dire finalmente d'aver visto tutti i film di Hayao Miyazaki e della filmografia completa (sia i lavori prodotti che in collaborazione) dello Studio Ghibli. In tal senso, essendo gli ultimi, speravo di finire col botto, e invece nessuno è riuscito a colpirmi in maniera tale da raggiungere la Top 5 o la barriera dell'ottimo, ma comunque bello è stato questo viaggio (con film carini, diversi dal solito però sempre deliziosi), e poi impossibile è in ogni caso rimpiangere la visione di un film dello Studio, capace sempre di regalare emozioni. Avendo completato quindi, potrei anche stilare una classifica, in larga parte riscontrabile al post, ma per ora non ci penso, penso solo a farvi sapere cosa ne penso dei film in questione, invitandovi a leggere le mie recensioni, buona lettura.

I miei vicini Yamada (Commedia 1999) - Film minore dello Studio Ghibli, anche perché visivamente il lavoro meno interessante, seppur sopperisce alla grafica elementare con una serie di gag ben realizzata che si dimostra vincente, I miei vicini Yamada, arrivato in Italia solo pochi anni fa, era il 2016, e in via home video, parte un po' in sordina ma in corso d'opera le battute si fanno sempre più spiritose e divertenti. A cavallo tra la le tematiche dei Simpsons e la leggerezza degli immensi Peanuts, Isao Takahata adatta la striscia di Hisaichi Ishii sfornando probabilmente la sua opera più sperimentale, il primo film in CGI dello Studio Ghibli che preceduto da opere di ampio respiro quali La tomba delle lucciole e Pioggia di ricordi potrebbe apparire come un puro divertissment (e in effetti lo è) in attesa dell'epitaffio La storia della principessa splendente (grandissimo film), ma scavando a fondo ci si accorge come la mano autoriale del regista, il suo stile minimalista e le sue consuete tematiche riescono a conferire lirismo a quest'unione dei tanti "slice of life", alcuni divertentissimi, alcuni dannatamente commoventi, altri ancora un po' più fiacchi (da qui non il massimo) pur se dannatamente efficaci nel ritrarre un perfetto ritratto familiare giapponese medio-borghese degli anni '90. I dialoghi dei due matrimoni sublimati dalle sequenze oniriche più estreme presenti ai due poli estremi del film costituiscono una sorta di botta e risposta e offrono la giusta chiave di lettura per interpretare la polpa del film in un'ottica universale e disincantata, in piena linea con la poetica del regista. La vetta dei capolavori dello Studio non viene però raggiunta e nemmeno sfiorata, tuttavia I miei vicini Yamada, rendendo pieno onore alla fama del suddetto, con la sua poesia, la sua ironia e la sua profondità, spesso nascosta, come da tradizione Ghibli, nei dettagli, non dispiace affatto. Voto: 6,5 [Qui Trailer e più dettagli, Qui Scheda]

venerdì 3 luglio 2020

[Cinema] L'esordio di George Lucas... e di Clint, Steven & Denis

Generalmente si dice "prendere due piccioni con una fava", ebbene io ne ho presi quattro. Se era infatti naturale che alla visione già programmata l'anno scorso ed ufficializzata quest'anno per la Promessa cinematografica corrente del film d'esordio del regista George Lucas (il padre di Star Wars) ci aggiungessi anche l'esordio cinematografico di Steven Spielberg (in occasione della recensione di 1941 dello scorso aprile anticipai il fatto che pochi ricordi avevo del film in questione e che quindi rinfrescare la memoria dovevo), non era così scontato che ne aggiungessi altri due. E invece, complice la mandata in onda (in occasione del suo compleanno) del film d'esordio come regista di Clint Eastwood e la visione del mese scorso della seconda opera di Denis Villeneuve (qui), ciò è stato possibile. E così, insieme a tre film che hanno lanciato registi conosciuti ed affermati, un quarto del "nuovo che avanza", che (paradossalmente) già conosciuto ed affermato, in futuro potrebbe entrare (se non lo è già) nel gotha del cinema mondiale. Sarà, ma vediamo come tutto è cominciato e cominciò per questi registi.

L'uomo che fuggì dal futuro (Fantascienza 1971) - Esordio interessante, inedito e innovativo, per George Lucas, lontano dai canoni che lo renderanno famoso, ma tra le calde e confortevoli sicurezze di un produttore esecutivo come Francis Ford Coppola e di un soggetto che (per quanto accreditato come originale, per quanto ispirato ad un suo stesso cortometraggio di quattro anni prima) poggia salde basi nella letteratura classica. Le tematiche, come nella migliore tradizione fantascientifica, sono delle più disparate, e la pellicola (ambientata in un futuro distopico dove gli umani assiepati sotto terra sono controllati dalle macchine che hanno schiavizzato gli stessi privandoli di qualsiasi desiderio, emozione, passione, sentimento e personalità, l'unico obiettivo è l'efficienza lavorativa e la fedeltà al sistema) tratta temi moderni e complessi nonostante la breve durata e il basso budget a disposizione. Libero arbitrio, il rapporto uomo-macchina, la religione, la fedeltà al governo, l'amore e i sentimenti, l'identità personale sono alcuni argomenti presenti nel film (a dare il via alla storia sarà la ribellione di due cittadini che aprono gli occhi rinunciando alle pillole di "repressione" che erano costretti ad ingerire quotidianamente). La realizzazione tecnica è buona e la scenografia è perfetta per rappresentare il mondo asettico e spersonalizzante dove i protagonisti sono costretti a vivere, anche la fotografia fredda esalta al meglio questo concetto. Il cast regge bene e abbiamo anche grandi nomi come Donald Pleasence e Robert Duvall fra gli altri. Purtroppo il ritmo è molto lento (cosa in parte giustificabile) e l'opera nonostante (appunto) la breve durata in alcuni punti tende ad annoiare un po'. Inoltre ci sono alcune carenze nella sceneggiatura che possono rendere confusa la storia e complicata la visione allo spettatore. Mi aspettavo qualcosa di più, francamente, ma nel complesso la pellicola ha il suo valore e (fatto salvo il fattore noia) merita la visione. Non bastasse che L'uomo che fuggì dal futuro influenzerà la fantascienza successiva, rimane un film riuscito ed azzeccato per molte cose, per i protagonisti, per certe scene ancora attuali e bellissime (la corsa in macchina in primis) e soprattutto per la scena finale con Duvall sfocato e in primo piano il sole, una vera delizia per gli occhi. In conclusione consiglio questo film (poco conosciuto) a quanti amino la fantascienza anni '70 (e quella in generale) e a quanti siano interessati a scoprire di più (così come ho fatto io) del regista George Lucas precedente a Guerre Stellari. Voto: 6,5 [Qui Trailer e più dettagli, Qui Scheda]

martedì 30 giugno 2020

I film del periodo (16-30 Giugno 2020)

Delle visioni delle ultime settimane ho già scritto abbastanza, in questo post per esempio, quindi approfitto ora per parlarvi delle visioni future, se vi interessa, un modo per farvi capire come sono organizzato (dettaglio venuto fuori dal Liebster Award ottenuto ad inizio mese). Della mia partecipazione allo speciale su HP Lovecraft del 20 Agosto ho già detto in occasione delle Visioni dal "Guardaroba" (a tal proposito, del catalogo ho ancora 18 film da vedere entro l'anno, e sicuramente riuscirò, spalmandoli in due tranche), della mia partecipazione alla Notte Horror confermo adesso a voi tutti, l'11 Agosto alle 21 (scoprirete, a chi non lo sa, presto il film che vedrò e recensirò). Non è tutto, sempre ad Agosto ci sarà anche un altro speciale a tema horror (e poi sempre ad Agosto la mia compilation musicale anni '90), inoltre ho intenzione di chiudere con The Project Ghibli/Miyazaki e non solo, completando la visione di tutti i titoli mancanti, ed infine oltre alla conclusione della mia Promessa cinematografica 2020, al momento ferma a 4 su 10, vi anticipo uno speciale nel giorno del suo compleanno (il 18 dicembre) su Steven Spielberg. E poi tanto altro, ma ci sarà tempo, comunque per finire vorrei solo ricordarvi un appuntamento importante, quello del 22 Luglio prossimo, giorno del compleanno del blog, che compirà 5 anni. In quell'occasione servirà anche il vostro contributo, quindi non mancate. Bene, è tempo che si accendi il semaforo, prima però una nota importante. Nelle ultime settimane il widget isnottv, che utilizzo per i trailer, non funziona, è andato in down (errore di server), io spero si risolvi presto il problema (sarebbe un peccato altrimenti), ma nel frattempo che la faccenda venga chiarita, provvederò io stesso ad inserire i trailer, e poi si vedrà.

SEMAFORO VERDE PER...
Spider-Man: Far From Home (Supereroi 2019) - A distanza di vari mesi dalla conclusione dell'ultimo (vittorioso) combattimento con gli Avengers, Peter Parker si appresta a viaggiare in direzione Europa con la sua classe. La prima tappa del viaggio di Peter è Venezia dove lo attende un mostro acquatico che viene distrutto da Quentin Beck, alias Mysterio, un nuovo possibile membro (a detta di Nick Fury) della squadra degli Avengers. Mentre Umberto Tozzi e Mina cantano sullo sfondo del volo che unisce la tratta New York-Venezia un adolescente è pronto a tornare alle prese con i classici drammi di quell'età, fra problemi di cuore che paiono irrisolvibili ma ancora più difficili da superare se ad affrontarli è un arrampica muri in perenne lotta con ogni nemico pronto a soverchiare il globo (in ogni caso anche troppo infantile diventa la storiella con la bella Zendaya). Nuovo episodio ben calato (anche senza un collegamento preciso oltre a quello inerente alla figura del padre putativo Iron Man ahimè scomparso) nel MCU (l'omaggio fatto in principio agli eroi scomparsi è tuttavia e certamente opportuno) firmato nuovamente da Jon Watts, già autore del primo e precedente reboot (qui) di Spidey (un pelino migliore di questo a parer mio), ancora presente un Tom Holland ancor più sicuro delle proprie possibilità ma che ancora una volta viene privato del ruolo di protagonista dall'antagonista di turno ovvero Quentin "Jake Gyllenhaal" Beck. Quest'ultimo, nei (efficaci) panni di un supereroe proveniente da un'altra dimensione, replica quello che in precedenza era accaduto alla presenza di Michael Keaton, capace di enfatizzare lati oscuri e giustificazioni del senso di essere diventato un villain senza rimpianti, ma solo per necessità personali. Alla stessa maniera Beck denuncia una profondità di emozioni che appartengono anche al giovane Parker, ma declinate in un'età molto più adulta e distanti dalla voglia adolescenziale di volersi divertire come ogni suo coetaneo. Ironia e molti effetti speciali (notevoli soprattutto le sequenze lisergiche del film, autentico trip fatto di illusioni, sogni e cadute) in un viaggio itinerante fra Berlino, Praga, Venezia, Londra e Parigi completano una pellicola (un plus lo merita sicuramente per le due fantastiche sequenze post titoli di coda, e per la carinissima Marisa Tomei) che fa ben sperare per il continuo della serie dell'eroe creato da Stan Lee. Con l'augurio che non si voglia nuovamente pensare a un nuovo reboot ma che si prosegua lungo la strada maestra tracciata da Watts e soci. Voto: 7+ [Qui Trailer e più dettagli, Qui Scheda]

venerdì 26 giugno 2020

Music & Games (Giugno 2020)

Se le serie tv navigheranno in solitario (qui), la musica e il mondo dei videogiochi andranno invece a braccetto. Per il momento infatti, le strade di questi due argomenti fissi del mio blog, si uniranno per un lungo o breve, dipende dalla musica (dal livello delle nuove e prossime canzoni), dai videogiochi (dalla qualità e quantità dei giochi a cui dedicherò il mio tempo), dai post già programmati, dallo spazio e tempo a disposizione, periodo. Difatti ad Agosto ci sarà lo speciale sulle compilation del decennio e alcuni giochi, giacché della stessa casa di produzione, saranno raggruppati (ad Agosto o a Settembre non so ancora), e quindi qualcosa potrà cambiare, ma nel frattempo ecco le mie canzoni preferite e i videogiochi di Giugno.

LE MIE CANZONI PREFERITE DEL MESE
Un'altra estate è cominciata, chissà cosa ci riserverà, spero tante cose belle, e se così non sarà, la musica sicuramente ci aiuterà. A tal proposito ecco qua, quelle che mi son di più piaciute (perché altre ho gradito ma nella media della musicalità), questo mese qua, che inizio all'estate da. Playlist Youtube qui.

Non mi hanno mai fatto impazzire, ma delizioso è questo brano, che comunque si beve in un sorso

lunedì 22 giugno 2020

Le serie tv del mese (Giugno 2020)

Dopo l'assembramento di argomenti del mese di maggio (le serie tv, la musica e i videogiochi tutti insieme per esigenze di spazio ed altro), il post sulle serie del mese torna, e nella sua veste originale, ovvero in singolo. Così come i film, anche le serie meritano infatti (e nuovamente) uno spazio tutto loro, e lo avranno appunto, ed anche se in futuro il post potrebbe essere pubblicato prima del previsto nel corso del mese, le serie saranno sempre in oggetto di quello in corso.

Agents of S.H.I.E.L.D. (6a stagione) - Ormai discostatosi dall'MCU (non si hanno tracce di Thanos o degli eroi Marvel) la sesta stagione di Agents Of S.H.I.E.L.D. parte con delle ottime premesse: trame interessanti, personaggi carismatici e un'identità da ricostruire. Insomma, sembrava l'ennesimo passo in avanti di una serie che ormai quasi sei anni fa è iniziata in maniera tragica e che annata dopo annata si è conquistata un proprio posto nel panorama televisivo (la quinta stagione, recensione qui, malaccio non era, anzi). Ma non è andata cosi, qualcosa si è rotto (incagliandosi in un loop di storie già viste e interpretate con dolorosa superficialità) e ci si ritrova al cospetto di una stagione narrativamente mediocre, concepita e studiata male (il ritmo della sceneggiatura nel corso dei 13 episodi è altalenante: si passa infatti da episodi dove si pensa maggiormente allo spettacolo "poco per la verità", ad altri dove si eccede in dinamiche scientifiche poco inclini alla natura spionistica dello show), con colpi di scena rivelati troppo presto e quasi intere storyline che scadono in momenti imbarazzanti (l'emblema della mancanza di idee nuove arriva nel finale di stagione, quando i produttori cercano inutilmente di omaggiare i classici zombie movies degli anni settanta/ottanta). Ciò che tiene a galla la serie sono, come sempre, i suoi protagonisti e la "new entry" Sarge, personaggio (seppur riciclato dalla presenza di Clark Gregg alias Phil Coulson) carismatico, freddo, cinico. Ma non può bastare a risollevare totalmente una stagione deludente (gli effetti visivi poi sono soltanto discreti, e quindi non in linea con gli standard apprezzati nelle precedenti stagioni), complice anche un altro villain estremamente piatto. Gli agenti (il cast è lo stesso, ma gli attori sono costretti, a parte in qualche occasione sporadica, a doversi rimettere in discussione a causa dell'evoluzione caratteriale dei propri personaggi) possono e devono dare di più, si spera nella settima ed ultima stagione, per chiudere diversamente e degnamente. Voto: 5 [Qui Trailer e più dettagli]

mercoledì 17 giugno 2020

I film del periodo (1-15 Giugno 2020)

Dopo l'esperimento primo riuscito (della fine dello scorso mese) del nuovo corso inserzionistico cinematografico, si continua sulla stessa strada, l'unica differenza è che in queste ultime due settimane ho abbandonato visioni programmatiche e televisive tornando invece al mio catalogo Sky (delle mie registrazioni via MySky) che ho a disposizione (a parte un caso, quello che paradossalmente ha fatto registrare la visione "moderna" più apprezzata). E così sarà sempre, almeno fino a quando visioni lasciate in sospeso (o visioni programmatiche e televisive) torneranno a bussare alla porta. A proposito di ciò, mi sono capitati molti film di Lupin III, tutto grazie ad un canale Sky interamente dedicato (per un periodo di tempo), ma purtroppo non mi è stato possibile (per tante ragioni) visionare la ventina di pellicole a disposizione (gli sarebbe sicuramente piaciuto alla nostra Bolla). Ho visto comunque un po' qui e un po' là, e mi è bastato, chissà però in futuro.

SEMAFORO VERDE PER...
Victoria (Thriller/Dramma 2015) - Victoria è una ragazza spagnola sola che lavora da tre mesi a Berlino. Dopo una serata in discoteca, probabilmente in cerca di "avventure", riesce a conoscere quattro ragazzi della città tedesca che, in parole povere, le fanno recuperare il tempo perduto in solitudine. E' un film notevole dal punto di vista tecnico perché 140 minuti in un unico piano sequenza richiede un lavoro alle spalle e di preparazione non indifferenti (grossa idea quella di Sebastian Schipper, e un lavoro incredibile quello di tutta la troupe), eppure riesce a colpire la capacità in primo luogo dei personaggi a coinvolgere. Innanzitutto la protagonista malgrado la scrittura del personaggio non lascia intuire appieno il profondo senso di solitudine che la affligge e che facilmente si fa coinvolgere dalla compagnia di quattro ragazzi berlinesi, simpatici nei suoi confronti, ma in fondo dei balordi. La prima parte ci fa scoprire i personaggi ed è pervasa da una tensione sottile di una conoscenza estemporanea che potrebbe facilmente deviare verso situazioni potenzialmente pericolose (come uno stupro). Poi il film, fino a quel momento condotto su toni abbastanza leggeri, si addentra in territori più noir e thriller. La posta in gioco viene progressivamente alzata e la ragazza si trova coinvolta in trame fino a quella nottata assolutamente impensabili, adrenaliniche e senza via d'uscita. Il pregio maggiore ovviamente ad una regia straordinaria per la capacità di reggere un lunghissimo piano sequenza unico, mantenendo un'ottima fluidità di racconto. Tuttavia qua è là si notano delle forzature di scrittura, ma sono molti i lati positivi che vengono risaltati (tra cui la discreta musica), non ultimi la bravura degli attori. L'attrice bravissima che interpreta Victoria è Laia Costa, la cui mutevole e intensissima espressività appare decisiva per la credibilità dell'intera vicenda, affiancata da un valido partner come Frederick Lau nel ruolo di Sonne. In conclusione, un piccolo grande film, che merita di sicuro di essere visto e apprezzato. Voto: 7+ [Qui Trailer e più dettagli, Qui Scheda]

venerdì 12 giugno 2020

[Cinema] Visioni dal "Guardaroba"

Ricordate vero il post cinematografico "Recuperi utili per altri recuperi", se non lo ricordate vi rinfresco la memoria (lo trovate qui), comunque erano (come da titolo) delle pellicole da vedere prima di vederne sequel o quant'altro, ebbene dopo due mesi eccomi qui ad esplicare quella mia volontà, anche se dei quattro solo due seguiti hanno potuto vedere la luce. Color Out of Space è stato infatti precettato per lo speciale su HP Lovecraft del 20 agosto prossimo, mentre per quanto riguarda Wolf Creek 3, impossibilitato a farlo, semplicemente perché mai esistito, difatti ho preso un grosso abbaglio, ingannato da alcune notizie riguardanti un terzo "solo possibile" capitolo e dalla serie tv (che non ho visto) attualmente alla seconda stagione, ho creduto male. Quindi solo due pellicole ho potuto vedere, il secondo intermezzo della trilogia sull'umana esistenza di Roy Andersson e il sequel di Wrong del regista Quentin Dupieux, ma mi sembrava troppo poco (troppo small). E così, sempre grazie al Guardaroba di Giuseppe de Il buio in sala (tutte le informazioni le potete trovare qui), che è bene ricordare propone tutti i suoi (introvabili e quasi sconosciuti) film in versione rigorosamente sottotitolata, ne ho potuto e voluto aggiungerne altri. Altri sei film tra alcuni che avevo comunque intenzione di vedere, alcuni che sono capitati per caso e alcuni che mi incuriosiva scoprire. Ed eccoli qui, tutte le ultime visioni dal Guardaroba.

Europa Report (Fantascienza 2013) - Affascinante found footage spaziale diretto da Sebastian Cordero che mette sotto la luce dei riflettori cinque astronauti alle prese con una missione coraggiosissima: scoprire la vita su "Europa" una luna ricoperta da strati ghiacciati situata nelle vicinanze di Giove. Il tutto è visto come un documentario composto dalle riprese del razzo spaziale e le interviste "dietro le quinte" dei vari organizzatori della missione, ebbene, niente male, veramente niente male, in questo caso poi il found footage è molto funzionale al tipo di storia che racconta. Dopo gli ovvi omaggi a 2001: Odissea nello spazio, questo film ha un approccio molto realistico di questa missione. Certamente si prende qualche libertà, ma la scenografia degli interni, quel buio opprimente dello spazio infinito, affascinante da un lato ma fonte continua di pericolo dall'altro, danno alla pellicola una buona tensione senza scomodare battaglie spaziali, alieni carogne e compagnia cantante (o budget altissimi). Un film di fantascienza (tra il cast troviamo Sharlto Copley, già interprete dei fantascientifici District 9 ed Elysium, il compianto Michael Nyqvist, protagonista dei tre film originali della saga thriller svedese Millennium e Anamaria Marinca, che qualche anno dopo si ritroverà protagonista della serie Marte di National Geographic) che sembra più una simulazione realistica di una missione scientifica, un viaggio calcolato nei minimi dettagli ma nella cui grandezza dello spazio infinito si nasconde sempre l'imprevisto e l'imponderabile. Abbastanza originale, atipica, forse ripetitiva e con un finale poco consono per un titolo che punta molto sul plausibile, ma per gli amanti del genere pellicola da vedere. Voto: 6,5 [Qui Trailer e più dettagli, Qui Scheda]

lunedì 8 giugno 2020

Liebster Award 2020

Taggato da Sam Simon di Vengono fuori dalle fottute pareti!, dall'autore del blog In The Mood For Cinema e da Arwen Lynch de La fabbrica dei sogni, che ovviamente ringrazio calorosamente, mi accingo a fare (per la quarta volta in 5 anni di blog) questo tag che ha le seguenti regole:

  • Ringraziare il blogger che ti ha nominato, fornendo anche il link al suo blog (fatto)
  • Rispondere alle 11 domande ricevute
  • Nominare altri 5-11 blogger
  • Chiedere 11 domande ai blogger nominati
  • Avvisare i blogger che sono stati nominati

Negli anni ho ricevuto infatti tanti premi e riconoscimenti (e non dimenticherò chi me li ha insigniti) ma di Liebster Award ne ho fatto incetta, però dopotutto se dopo 5 anni rientro ancora nei parametri richiesti (avere meno di 200 follower), è più che normale e giustificabile riceverlo. Comunque le domande di Sam, che peraltro non sono neanche le sue, sono particolari (per non dire ardue), ma proverò a rispondere in maniera accorta, limitandomi a rispondere alle 11 domande della lista, così come a quelle degli altri.

mercoledì 3 giugno 2020

[Cinema] Takashi Miike Filmography - Parte 2

Continua il viaggio alla scoperta e riscoperta di uno dei registi più "folli" del cinema orientale, ed anche uno dei più eclettici, prolifici ed originali di sempre, ovvero Takashi Miike. Lo scorso anno, per le promesse cinematografiche precedenti, la suddetta escursione (qui) fu insomma solo un piccolo assaggio, ma è quest'anno, sempre grazie alla Promessa cinematografica, che finalmente il viaggio si può dire partito, però non di certo finito, Miike tornerà nuovamente su questi schermi, forse con film che ancora devono essere prodotti oppure con altri della sua sterminata filmografia, chissà.

Visitor Q (Dramma, Horror 2001) - Senza dubbio uno dei film più controversi e provocatori diretti dal regista, per i temi trattati e per tanto altro. Allucinante oserei dire, alcune scene ti rimangono impresse, questo film racchiude tutto il peggio che un'essere umano possa concepire, ovvero prostituzione da parte della figlia, bullismo da parte dei compagni di scuola (veramente pesanti le umiliazioni che deve subire), la pazzia della moglie che prova piacere nel procurasi ferite di vario genere ed infine il padre autore di atti di necrofilia, violenza, incesto e omicidi in partecipazione con la moglie, tutto in un clima freddo senza emozioni dove le immagini osservate dal "visitatore" ignoto parlano da sole. Un film crudo come pochi altri, dove la follia la fa da padrone, la quale paradossalmente unirà la famiglia che prima della visita di Q era totalmente disunita, in un nucleo solido. Un film assurdo, amorale, fastidioso, ma salvato dall'ironia macabra e a volte cartoonesca, dall'abilità realistica e credibile del digitale, tuttavia un po' penalizzato da una certa prolissità nella prima parte (nonostante la durata sia già abbastanza contenuta). Arrivi in ogni caso a fine di questo film molto strano che non sai assolutamente che voto mettere: ci può stare sia un'insufficienza che un giudizio pienamente positivo. Io sto nel mezzo: una sufficienza (ma piena) un po' per il grottesco (al suo limite estremo) di alcune scene, un po' per il finale e un altro po' per la rappresentazione della perversione di questa famiglia giapponese. Comunque, voto a parte, è da premiare Takashi Miike per il coraggio (che di certo non gli manca) nel portare alla luce una pellicola di questo genere. Forse estremo, ma visionario, nel senso buono del termine. Voto: 6,5 [Qui Trailer, Qui Scheda]

venerdì 29 maggio 2020

I film del periodo (11-31 Maggio 2020)

Dopo averne parlato settimana scorsa, ecco il post, sui film visti ultimamente, tanto atteso. Atteso perché primo di una lunga serie di post cinematografici periodici, in cui farvi vedere come l'ho strutturato secondo le mie nuove disposizioni. In modo semplice direi, per quanto riguarda nuove ed ultimissime visioni, una suddivisione in tre categorie (che saranno associate a dei colori in riferimento ad un semaforo), consigliati, senza infamia né lode, sconsigliati. Dopo tutto ciò ecco la categoria vintage, presumibile che ogni qualvolta proporrò questo tipo di post avrò visto infatti un film pre-2000, e quindi piccola recensione anche a queste pellicole. Per finire la classica lista dei film che nel periodo corrente ho deciso di non vedere. Ho pensato di fare così e credo sarà sempre questo il metodo da utilizzare. Comunque per questa prima volta c'è da fare delle precisazioni sui film che ho visto in questo periodo. Il 12 maggio nel post relativo alla settimana cinematografica precedente avevo anticipato la visione in settimana di Endgame, e qui c'è, era previsto poi che la settimana dopo vedessi (come successe ad inizio marzo, qui) alcuni film passati (negli ultimi due mesi però) in prima visione in chiaro, e qui ci sono tutti, infine approfittando della rassegna di Sky di inizio maggio dedicata a Quentin Tarantino (10 giorni e tutti i suoi film), era quasi automatico che insieme al suo ultimo film andato in onda in esclusiva avrei rivisto alcuni dei suoi cult, così ho fatto e qui ci sono due film, paradossalmente due film agli antipodi nella sua cinematografia, uno dei migliori ed uno dei "peggiori". Infine per tutti i film bisogna dire che se non c'è la mia scheda tecnica nell'Angolo del Cinema (alcune le avevo e le ho già pronte, e si esauriranno col tempo) trovate quella (per facilitarvi nella ricerca) di Comingsoon al link che c'è, link disponibile anche da qui, dal blog "principale". Detto ciò ecco le mie visioni dell'ultimo periodo.