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lunedì 9 agosto 2021

[Musica] La mia compilation Anni 2000

Inizialmente non avevo intenzione di fare questa ulteriore compilation dopo le precedenti degli scorsi anni (Qui quella del 2020 concerne gli anni '90), ma solo perché mi capitò di dimenticare alcune canzoni, e non volevo che ne dimenticassi alcune ulteriormente, però l'occasione non volevo perdere di farvi ascoltare la mia personale (ma non tanto, tra successi ed icone) compilation degli anni 2000 (quelli che vanno fino al 2009), cosicché eccoci qui, e sperando di non aver dimenticato qualcuno, ben 125 canzoni (di cui 16 italiane) ho inserito (in base all'anno e in ordine alfabetico, con l'unica eccezione per il "presentatore" della playlist che inizia con la B). Quindi gli anni 2000, che sono stati i vostri quanto i miei, a tal proposito ecco un post pubblicato ad inizio anno su i miei anni 2000 (in cui trattavo di tutto, anche di musica), anni in cui rivoluzione c'è stata, dall'utilizzo di internet alla popolarità di programmi musicali trasmessi dalla televisione dell'epoca, il nuovo millennio porta con sé infatti una rivoluzione tecnologica importante per la musica e la sua futura fruizione. E dimostra di avere il giusto contrasto di stili, temi e gusti sonori: mentre il rock continua a percorrere una strada già consolidata negli Anni '90, il pop entra in una nuova epoca dove agli inizi procedono parallelamente le band progettate per gli adolescenti e nuove popstar che iniziano a dominare le classifiche mondiali. Sulla scena discografica, fanno la loro comparsa le future dive del pop: da Rihanna a Lady Gaga, da Beyoncé ad Amy Winehouse, Katy Perry e Gwen Stefani. Raggiungono la maturità band come Coldplay (veri dominatori del decennio e di questa compilation), Green Day, Train, Gorillaz, Muse e Maroon 5. Negli anni 2000 torna alla ribalta anche la musica rap, con personalità di spicco come Eminem e Jay-Z. Insomma tanta roba, tra i tanti che non ho nominato meritano una menzione speciale perché doppiamente presenti, Shaggy, Alicia Keys, Pink, Evanescence, James Blunt, The Black Eyed Peas, Nelly Furtado, MGMT e Lily Allen. Ma tantissimi altri anche per una volta, nomi famosi o meno, in ogni caso versatevi un bel tè (freddo) e sedetevi comodi perché la lista (la playlist) stavolta è davvero lunga. Buon divertimento!

venerdì 27 novembre 2020

Le mie canzoni preferite (Novembre 2020)

E' finita un'altra stagione/anno musicale, con quest'ultima lista di canzoni mie preferite del mese di novembre infatti, si chiude il cerchio. La nuova lista ci sarà difatti a Gennaio (e comprenderà come consuetudine anche quelle di Dicembre prossimo) e nel prossimo post, tra quasi un mese, ovviamente la classifica finale. In questo senso quest'anno una piccola novità, infatti a fine lista troverete le mie nomination alle categorie musicali da "virtualmente" premiare. Che sono difatti, tra tutti quelli artisti e tutte quelle canzoni entrati/e nelle liste mensili (o bimensili) di quest'anno, le mie (personali) preferenze in assoluto. Nel mentre ecco le ultime novità in campo musicale, tra graditi ritorni, vecchie glorie e tanto altro. Playlist completa qui.

Come sempre arrivo in ritardo, è praticamente già vecchia anche se è passato solo un anno da quando è uscita questa canzone,
ma in ogni caso gradevole, dinamica, e il video parecchio intrigante per via della bellissima ed agile ballerina

mercoledì 22 gennaio 2020

A Star Is Born (2018)

Tema e genere: Esordio alla regia dell'attore Bradley Cooper (Il lato positivo, American Hustle) con un storia, ricca di musica e molto classica per Hollywood, già portata al cinema quattro volte.
Trama: Lui è una rockstar che per caso incontra lei, cameriera in un bar: la sente cantare, si innamorano e lui la lancia come stella. Ma all'ascesa di lei corrisponde il declino di lui.
Recensione: Ci sono storie che non passano mai di moda, che ciclicamente riappaiono in un eterno ritorno di fiamma con il pubblico: tra queste sicuramente A Star Is Born, giunta ormai alla sua quarta trasposizione cinematografica, dopo quelle del 1937, del 1954 e del 1976. La sempiterna favola è quella dell'affermato pigmalione che scopre il talento acerbo di una anonima ragazza e, innamorandosene, la lancia nell'empireo della celebrità, mentre nel contempo la sua stella sembra definitivamente appannarsi. Questa è la volta (dopo Janet Gaynor, Judy Garland e Barbra Streisand) di Lady Gaga, all'anagrafe Stefani Joanne Angelina Germanotta, diva del pop degli anni 2010 in fase di reinvenzione della sua carriera, ed oggi determinata più che mai ad affermare (dopo il training effettuato in un paio di stagioni della serie American Horror Story) il suo talento di interprete. Da questo punto di vista, Bradley Cooper le ha regalato una grande opportunità, scritturandola come protagonista: la Lady non solo dimostra di sapersela cavare come attrice, conquistando addirittura una nomination agli Oscar alla prima interpretazione, ma si consacra pure come musicista, attraverso il successo di critica e pubblico della colonna sonora (un mix fatto di ballad e pezzi country rock), culminato nella celebrata performance di Shallow, la canzone, di cui è anche autrice, meritatamente premiata (è davvero bellissima) nella stessa serata con la statuetta dorata. Passando a Bradley Cooper, anche lui all'esordio, nel suo caso alla regia, gli va riconosciuto di far partire l'opera con il piede giusto: nella prima parte del film decide saggiamente di affidarsi alla musica, procedendo con stile misurato attraverso un serie di scene che paiono costruite intorno ai momenti musicali. Questi, grazie alla bellezza delle musiche, all'indubbio talento vocale della sua protagonista, alla sorprendente voce rock a la Bruce Springsteen dello stesso Cooper, ed alla buona chimica della coppia, riescono ad emozionare ed appassionare.

lunedì 13 febbraio 2017

Canzoni di 'tendenza' (Novembre-Febbraio 2017)

Vuoi per il poco tempo, vuoi per tanti motivi (che non serve a spiegare), la mia classica rubrica musicale in questi quattro mesi dall'ultimo post (che trovate qui) era stata momentaneamente abbandonata, ma dopo una lunga attesa e le vacanze natalizie addobbate dalle canzoni dei Chipmunks, finalmente la mia rubrica 'Canzoni' di tendenza è tornata, e sicuramente continuerà per tutto l'anno. Rubrica che ovviamente rimarrà invariata nello stile e nelle caratteristiche, anche se per questo mese ho deciso di cominciare dalla canzone meno di 'tendenza' o più semplicemente ascoltata da me e trasmessa in radio a quella più In. Classifica, lista, che siccome viene pubblicata in concomitanza con la conclusione del Festival di Sanremo, non vede tra tutte proprio quelle lì, al momento troppo fresche e poco conosciute da entrare in questa rubrica, anche se una, per qualcuno che non sono io, è già un tormentone (a proposito, questo post cominciato settimana scorsa vedeva già inserita l'immagine a destra, per cui non c'entra con Sanremo e il vincitore, anche se incredibilmente sembra fatta apposta, è però in verità solo un caso). Ma non perdiamoci in chiacchiere (anche se il loro tempo di mangiarle è arrivato) e scopriamo quali sono le canzoni che ultimamente mi hanno colpito di più.

Cominciamo da una canzone che da quando è stata associata ad una nota marca delle tele-comunicazioni sta leggermente rompendo le scatole, ma poiché è davvero molto bella e ovviamente famosa oramai, mi sembra giusta metterla

Lei è una delle cantanti più famose al mondo (ospite dell'ultimo Superbowl), e nonostante la sua non proprio eccezionale vena filmica-televisiva sembra portarla ad un altro mondo dorato, le sue canzoni compresa questa sono la dimostrazione che lei ci sa davvero fare con la musica

venerdì 18 marzo 2016

American Horror Story: Hotel (5a stagione)

Hotel è la quinta stagione della serie antologia American Horror Story e questo permette a chi non l’ha mai vista di cominciare a vederla anche se non ha ancora recuperato le stagioni precedenti ma io le ho viste tutte, e posso già affermare senza ombra di dubbio, che è una delle migliori stagioni, non la migliore in assoluto perché la paura, l'angoscia, i segreti inquietanti e la soggezione, che hanno contraddistinto la serie e le altre stagioni, risulta quasi assente, al contrario del sangue a fiumi. Perché American Horror Story: Hotel si è contraddistinta come una stagione confusionaria, a tratti noiosa anche nelle reiterate scene di sesso e omicidi, dove l'attenzione a scenografie e costumi è rimasta impeccabile ma che sembra aver perso la bussola fin dal principio, lasciando troppo a lungo aperte parentesi poi chiuse frettolosamente, e che ha mostrato qualche limite evidente, già trapelati in altre stagioni. Questa volta, come da sottotitolo, siamo in un Hotel (il Cortez per la precisione) nel centro di Los Angeles. Un luogo creato agli inizi degli anni Venti da James Patrick March (Evan Peters), un uomo sadico e pieno di se, un magnate americano con il vizio dell'omicidio. Egli creò l'albergo in modo da poter uccidere le sue vittime senza lasciare traccia e questa caratteristica pare sia rimasta impressa nell'architettura dell'Hotel (tra l'ambientazione di Shining e i film di Dario Argento) a tal punto che si comincia a popolare di spiriti maligni, vampiri e personaggi piuttosto strani. Nel corso degli anni infatti è diventato un luogo infestato dalle anime che hanno perso la vita al suo interno, tra cui March stesso, e dimora della Contessa (Lady Gaga), Elizabeth Johnson, una donna bellissima e immortale che uccide per vivere: è, in poche parole, un vampiro. L'accompagna Donovan (Matt Bomer), il figlio di Iris (Kathy Bates), receptionist dell'Hotel assieme a Liz Taylor (Denis O’Hare), un'eccentrica transessuale entrata anni prima nelle grazie della Contessa.