Inizialmente non avevo intenzione di fare questa ulteriore compilation dopo le precedenti degli scorsi anni (Qui quella del 2020 concerne gli anni '90), ma solo perché mi capitò di dimenticare alcune canzoni, e non volevo che ne dimenticassi alcune ulteriormente, però l'occasione non volevo perdere di farvi ascoltare la mia personale (ma non tanto, tra successi ed icone) compilation degli anni 2000 (quelli che vanno fino al 2009), cosicché eccoci qui, e sperando di non aver dimenticato qualcuno, ben 125 canzoni (di cui 16 italiane) ho inserito (in base all'anno e in ordine alfabetico, con l'unica eccezione per il "presentatore" della playlist che inizia con la B). Quindi gli anni 2000, che sono stati i vostri quanto i miei, a tal proposito ecco un post pubblicato ad inizio anno su i miei anni 2000 (in cui trattavo di tutto, anche di musica), anni in cui rivoluzione c'è stata, dall'utilizzo di internet alla popolarità di programmi musicali trasmessi dalla televisione dell'epoca, il nuovo millennio porta con sé infatti una rivoluzione tecnologica importante per la musica e la sua futura fruizione. E dimostra di avere il giusto contrasto di stili, temi e gusti sonori: mentre il rock continua a percorrere una strada già consolidata negli Anni '90, il pop entra in una nuova epoca dove agli inizi procedono parallelamente le band progettate per gli adolescenti e nuove popstar che iniziano a dominare le classifiche mondiali. Sulla scena discografica, fanno la loro comparsa le future dive del pop: da Rihanna a Lady Gaga, da Beyoncé ad Amy Winehouse, Katy Perry e Gwen Stefani. Raggiungono la maturità band come Coldplay (veri dominatori del decennio e di questa compilation), Green Day, Train, Gorillaz, Muse e Maroon 5. Negli anni 2000 torna alla ribalta anche la musica rap, con personalità di spicco come Eminem e Jay-Z. Insomma tanta roba, tra i tanti che non ho nominato meritano una menzione speciale perché doppiamente presenti, Shaggy, Alicia Keys, Pink, Evanescence, James Blunt, The Black Eyed Peas, Nelly Furtado, MGMT e Lily Allen. Ma tantissimi altri anche per una volta, nomi famosi o meno, in ogni caso versatevi un bel tè (freddo) e sedetevi comodi perché la lista (la playlist) stavolta è davvero lunga. Buon divertimento!
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lunedì 9 agosto 2021
[Musica] La mia compilation Anni 2000
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giovedì 26 settembre 2019
Ocean's 8 (2018)
Trama: Dopo cinque anni trascorsi in prigione, Debbie Ocean ha in mente il colpo più grande della sua vita: rubare una collana di diamanti dal valore di 150 milioni di dollari. Per riuscirci, mette in piedi una squadra di sole donne pronte a colpire durante una delle serate di gala più importanti di New York.
Recensione: Era un film atteso Ocean's 8 (non da me comunque), il film diretto da Gary Ross che voleva forse replicare il successo ed avere la stessa potenza della trilogia originale ma non ci riesce. Non solo perché la pellicola in sé non ha abbastanza forza stilistica da essere minimamente paragonabile all'originale (ha meno ritmo e più glamour), ma anche per la storia raccontata, che di avvincente non ha nulla (neanche di tanto divertente). Otto donne, tutte diverse tra loro, che devono rubare gioielli di valore inestimabile. Già il soggetto non gode di particolare originalità, se poi si pensa al modo in cui è stato orchestrato il piano e la sua esecuzione, ci rendiamo conto che il tutto si svolge in maniera troppo veloce. Sì, il piano è stato ideato da Debbie e messo a punto in quasi sei anni, ma allo spettatore viene mostrato poco come le protagoniste insieme si siano preparate per metterlo in pratica. Così come la realizzazione dello stesso, i cui dettagli vengono messi in luce solo successivamente, adottando la tecnica del flashback. Quello che manca per aderire completamente al genere è però un senso di suspense classico degli heist movies. Il colpo è talmente ben oliato che nulla ne turba lo svolgimento, grazie alla professionalità delle truffatrici, una buona dose di inverosimiglianza, e colpi di scena non del tutto imprevedibili, e decisamente esagerati. Ma tutto questo è secondario: quello che manca davvero è un antagonista. Insomma tutto è semplice e facile, anche troppo. Inoltre il lungometraggio viene in parte schiacciato anche dal dovere di essere una pellicola interpretata da donne e, per qualche strano motivo, in quanto tale obbligata a piacere prima di tutto alle spettatrici, trasformandosi in più punti un "fashion movie" alla Sex and the City dove gli outfit sfoggiati dalle attrici e dalle star/cameo distolgono l'attenzione da una narrazione già abbastanza fragile e sfilacciata. In Ocean's 8 ritroviamo alcuni interpreti del cast originale, mentre scopriamo che altri, molto probabilmente, non li vedremo più. È sempre bello, però, vedere su schermo dei rimandi a un qualcosa che il pubblico, per la maggior parte, ha amato, o comunque apprezzato molto. E probabilmente è proprio questo il punto forte della pellicola, insieme a una sceneggiatura diretta (ma non propriamente solida) e all'intenzione di rafforzare il concetto di solidarietà fra donne e i forti legami che si possono creare tra i loro. Ognuna di queste donne ha un'abilità specifica, ognuna contribuisce a rendere il piano perfetto, ognuna sa esattamente dove deve essere nel momento esatto in cui dovrebbe essere in quel posto.
Recensione: Era un film atteso Ocean's 8 (non da me comunque), il film diretto da Gary Ross che voleva forse replicare il successo ed avere la stessa potenza della trilogia originale ma non ci riesce. Non solo perché la pellicola in sé non ha abbastanza forza stilistica da essere minimamente paragonabile all'originale (ha meno ritmo e più glamour), ma anche per la storia raccontata, che di avvincente non ha nulla (neanche di tanto divertente). Otto donne, tutte diverse tra loro, che devono rubare gioielli di valore inestimabile. Già il soggetto non gode di particolare originalità, se poi si pensa al modo in cui è stato orchestrato il piano e la sua esecuzione, ci rendiamo conto che il tutto si svolge in maniera troppo veloce. Sì, il piano è stato ideato da Debbie e messo a punto in quasi sei anni, ma allo spettatore viene mostrato poco come le protagoniste insieme si siano preparate per metterlo in pratica. Così come la realizzazione dello stesso, i cui dettagli vengono messi in luce solo successivamente, adottando la tecnica del flashback. Quello che manca per aderire completamente al genere è però un senso di suspense classico degli heist movies. Il colpo è talmente ben oliato che nulla ne turba lo svolgimento, grazie alla professionalità delle truffatrici, una buona dose di inverosimiglianza, e colpi di scena non del tutto imprevedibili, e decisamente esagerati. Ma tutto questo è secondario: quello che manca davvero è un antagonista. Insomma tutto è semplice e facile, anche troppo. Inoltre il lungometraggio viene in parte schiacciato anche dal dovere di essere una pellicola interpretata da donne e, per qualche strano motivo, in quanto tale obbligata a piacere prima di tutto alle spettatrici, trasformandosi in più punti un "fashion movie" alla Sex and the City dove gli outfit sfoggiati dalle attrici e dalle star/cameo distolgono l'attenzione da una narrazione già abbastanza fragile e sfilacciata. In Ocean's 8 ritroviamo alcuni interpreti del cast originale, mentre scopriamo che altri, molto probabilmente, non li vedremo più. È sempre bello, però, vedere su schermo dei rimandi a un qualcosa che il pubblico, per la maggior parte, ha amato, o comunque apprezzato molto. E probabilmente è proprio questo il punto forte della pellicola, insieme a una sceneggiatura diretta (ma non propriamente solida) e all'intenzione di rafforzare il concetto di solidarietà fra donne e i forti legami che si possono creare tra i loro. Ognuna di queste donne ha un'abilità specifica, ognuna contribuisce a rendere il piano perfetto, ognuna sa esattamente dove deve essere nel momento esatto in cui dovrebbe essere in quel posto.
lunedì 22 ottobre 2018
Valerian e la città dei mille pianeti (2017)
Fantascienza avventurosa, colorata, divertente, questo è Valerian e la Città dei mille pianeti (Valérian et la Cité des mille planètes), film del 2017 scritto e diretto da Luc Besson. Quest'ultimo infatti, a ventuno anni da Il Quinto Elemento, torna alla regia di una space opera prendendo spunto da un caro ricordo d'infanzia, il fumetto Valérian et Laureline ideato dallo scrittore Pierre Christin e il disegnatore Jean-Claude Mézières nel 1967, lo fa con 197 milioni di euro di incentivi, budget più alto della storia del cinema francese, con l'obiettivo di creare un prodotto che possa davvero segnare una generazione, e in parte ci riesce. E in tal senso obiettivo ambizioso, quello di Besson, nell'andare a creare un moderno Star Wars. Dopotutto il film è ambientato nel futuro e nello spazio, e racconta di due agenti del governo di Alpha, Valerian e Laureline appunto, che vengono incaricati di stroncare ogni pericolo per quella che era una semplice base orbitante terrestre e che è diventata l'esempio gigantesco di convivenza tra migliaia di esseri differenti tra di loro (e davvero è molto efficace il racconto visivo iniziale di come sia accaduto tutto questo). Ma quando vengono incaricati di svolgere una missione alquanto strana e rischiosa, capiscono che su Alpha c'è molto di più di quello che loro stessi pensavano, e che quindi toccherà a loro scongiurare una fratricida guerra. Peccato che, come negli ultimi Star Wars, seppur dal punto di vista puramente visivo, Valerian e la Città dei Mille Pianeti è uno spettacolo per gli occhi (la sequenza della nascita di Alpha, con la colonna sonora di Space Oddity di David Bowie è fantastica), Alpha, ed in generale tutto il film, sono infatti spettacolari, grazie ad un accorto ed appassionato uso di ogni tecnologia disponibile, dal punto di vista narrativo (e non solo) lasci parecchio a desiderare. Quest'ultimo difatti, nonostante le vicende singolarmente non siano poi neanche tanto male, soffre dello sgangherato motore che lo muove, o almeno parte di esso.
martedì 26 settembre 2017
Le mie canzoni preferite (Luglio/Agosto/Settembre 2017)
Fortunatamente per noi (più per me) i tormentoni estivi sono, nelle orecchie e nelle menti, ormai lontani, giacché quest'anno è bastata una sola canzone a rovinarci tutti, tanto che meglio riassaporare vecchi tormentoni anni '80 (come recentemente ho proposto qui) che riascoltare questi moderni ritmi un po' poco belli ed interessanti. Perché anche se son passati tre mesi dall'ultimo di questi post, e solo pochi dalla fine dell'estate, e nonostante il tempo e il vertiginoso mondo della musica sempre attivo, davvero poche sono state le canzone che mi hanno rapito o intrigato in questo breve periodo, così poche che ho quasi fatto fatica a stilare questa "classifica". Nell'ultimo periodo infatti mi sembra di vedere e sentire quasi sempre gli stessi suoni, simili ritmi e gli stessi cantanti riproporre sempre la stessa solfa, e non so perché, forse rimpiango troppo certe straordinarie canzoni e certi periodi musicali? Chissà, ma nel frattempo ecco le mie canzoni preferite da luglio ad oggi, tutte da ascoltare, ma anche da vedere.
A quattro anni di distanza dal bellissimo successo di Jubel, ecco finalmente il ritorno di Klingande
Altro graditissimo ritorno tra le mie artiste preferite l'esuberante Pink
Continuano i ritorni graditi anche con i Maroon 5
C'è da apprezzare più il video anni '70/'80 che la canzone stessa, ma fa niente
Eccoci finalmente in Italia, più precisamente in Romagna, per ascoltare uno dei gruppi italiani più "cool" degli ultimi anni
Davvero una bella canzone, soprattutto l'assolo di chitarra e la "bombastica" Rihanna, cosa volere di più?
Più che il ritmo o la canzone stessa, che segna il ritorno dei Thirty Seconds To Mars,
è da apprezzare le parole del testo, una giustissima tirata d'orecchie a Trump
Non ha avuto tanto successo in estate, ma ecco che mi ritrovo adesso, un po' di mesi dopo, a rivalutare questa canzone,
anche perché davvero gustoso è l'omaggio agli anni '60, divertente ed ironico è il testo
e incredibile è la trasformazione di Arisa, ma quando è diventata così graziosa? sarà lei o i capelli?
A parte che odio Gianluca Vacchi a prescindere da tutto, davvero bella è la canzone e il video,
anche se davvero eccezionale è soprattutto il ritmo
Ho sempre adorato lui e i suoi capelli, perciò il suo ritorno scoppiettante (soprattutto perché più che discreto è il testo)
non poteva che essere in vetta alle mie preferenze, che dite ho fatto male?
Per me no, anzi, venendo dalla luna, uscendo dal tunnel del divertimento e dando sfogo alla mia parte intollerante, io sono un eroe,
un eroe che, salutando la malinconia mi ritrovo a ballare nella mia Puglia, anche se non me lo posso permettere..
lunedì 22 agosto 2016
La mia top 10 dei tormentoni estivi dagli anni '90 in poi
Non c'è estate senza il suo tormentone, una canzone che, più delle altre, riesce a colonizzare le menti di milioni di persone (non necessariamente consenzienti). Una volta i tormentoni trionfavano a Un disco per l'estate, poi al Festivalbar e sui canali musicali, oggi scalano i vertici delle classifiche dei download, ma la loro natura non cambia, tormentoni nascono e tormentoni restano, c'è chi li ama, e li balla in spiaggia e li canticchia davanti allo specchio, e c'è chi li odia e costoro…purtroppo si ritroveranno a cantarli comunque, anche a distanza di decenni. Perché anche se il concetto di tormentone può essere percepito come negativo, nel caso in cui si parli di canzoni orrende che però hanno scalato le classifiche, vengono innegabilmente ricordati in positivo, quando soprattutto riascoltandole tornano in superficie ricordi dolci, salati e allegri di quelle vacanze di qualche anno fa quando eravamo più giovani, più felici e tanto innamorati. La parola "tormentone" si usa dagli anni 60 e sottintende una frase, una canzone o un'espressione che viene ripetuta fino a che non ti entra in testa. Il tormentone estivo è il pezzo dell'estate, quello che vince su tutti gli altri e sarà ballato, passato in radio e in qualsiasi altro posto. Ma siccome i tormentoni estivi sono tantissimi e di tutti i tipi, per velocizzare ho scelto di scegliere per la mia speciale classifica (almeno per quest'anno) di tenere conto dei tormentoni dopo il '90, prima dei ruggenti anni '80, mitici sotto tutti gli aspetti. Questo perché la prima volta che sentii un tormentone fu un'estate 'italiana' del 1990, una canzone così straordinaria che se anche portò irrimediabilmente sfortuna (e continua a portarne purtroppo), calcisticamente parlando, al contrario di una 'brutta' che portò fortuna nel 2006, è una di quelle che più ricordano l'estate e le agognate vacanze. Negli anni '90 si balla la dance e si torna a parlare di estate in modo malinconico, quasi presagendo la fine di quel mondo dorato che abbiamo vissuto precedentemente. Negli ultimi anni invece i tormentoni (perlopiù canzoni più ascoltate) sono quasi sempre stati stranieri, soprattutto di natura latino americana, e nonostante alcune sono venute a noia, ce ne sono altre (anche quelle noiose e irritanti) o italiane, che basta ascoltare la prima nota e già ci mettiamo a ballare. Perciò senza ulteriori indugi ecco la mia top 10 dei tormentoni estivi dagli anni '90 in poi.
10. La decima posizione è per uno dei pezzi (e non solo) più intriganti del 2000, uno di quelli che hanno fatto successo ovunque, anche nelle versioni inglese e spagnolo. Lo cantavano le sorelle più ammiccanti (e sexy) della canzone italiana, che già pregustavano la svolta soft erotica degli ultimi tempi della loro carriera, ormai conclusasi.
9. In nona posizione invece i re incontrastati di tante estati degli anni '90, ovvero gli 883, e questo è probabilmente il più conosciuto
martedì 21 giugno 2016
Canzoni di 'tendenza' (Maggio-Giugno 2016)
In questi due mesi per fortuna gli dei della musica sono stati clementi e quindi possiamo concentrarci e cominciare a pensare solo all'estate (almeno per il momento, facciamo gli scongiuri), che da oggi è ufficialmente arrivata. Come ogni anno e come ogni estate, cominciano a fioccare nuovi tormentoni estivi, anche se quest'anno con gli Europei, la Copa America e gli Olimpiadi vanno di moda le canzoni ufficiali di queste competizioni sportive (anche se per adesso solo quella dell'Europeo), ovviamente però non mancano altri stupendi motivetti e memorabili canzoni molto suggestive che sicuramente entreranno nella classifica delle canzoni più ascoltate di questa estate che tarda ad arrivare in ambito meteorologico. Ma entriamo nel merito di questo ormai bi-mensile post dove pubblico i video delle canzoni che più stanno avendo successo e che ascolto ultimamente.
Come già detto in precedenza, in primo piano la canzone ufficiale degli Europei che però per noi italiani è un'altra, ed è diventata quasi un mantra, indissolubilmente associata alla nazionale italiana, che da un carica pazzesca (che speriamo continui), ovvero l'ultima di Luca Carboni, perché anch'io sono Happy, comunque quella di David Guetta la trovate qui
Adesso è il turno di una canzone che sta spopolando anche e nonostante la canzone non ha praticamente un senso soprattutto nella parole, bisogna però mettere in conto che anche se televisivamente parlando è la canzone dell'estate non è molto nazional-popolare diciamo, in ogni caso sicuramente la sentiremo spesso quindi fatevi l'abitudine..
sabato 20 febbraio 2016
Home: A casa (2015)
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