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mercoledì 21 febbraio 2018

Underworld: Blood Wars (2016)

Nel mondo cinematografico attuale, due sono le eroine incontrastate del grande schermo, una è Milla Jovovich alias Alice, che con il suo Resident Evil è arrivata probabilmente al suo capitolo finale, l'altra è Kate Beckinsale alias Selene, che ritroviamo tre anni dall'ultimo capitolo e a quattordici dall'esordio, nel quinto episodio della saga di Underworld, ovvero Underworld: Blood Wars, film del 2016 diretto da Anna Foerster, al suo esordio come regista cinematografica dopo la regia di alcuni episodi di serie tv, e scritto da Cory Goodman. Entrambe hanno dato vita a due saghe longeve, forse rivolte solo ai fan, ma di sicuro intrattenimento per quasi tutti, anche perché sono due avventure fantasy (più o meno) originali, adrenaliniche ed affascinanti dato che trattano di vampiri, zombie e creature varie. Però le somiglianze non finiscono qui, poiché Selene ricalca per poteri e vicende personali proprio la figura di Alice, ma al contrario di un soggetto non originale del primo e del suo risultato comunque (e incredibilmente visto appunto il soggetto) non disprezzabile, questa seconda saga nonostante un soggetto più originale, non convince nuovamente del tutto, anche se quest'ultimo capitolo si fa sufficientemente apprezzare. Underworld: Blood Wars infatti, il secondo a essere distribuito in versione 3D, forse per mettere in risalto gli effetti speciali e i paesaggi mozzafiato, d'altronde un peso notevole viene giocato dalle ambientazioni e dai costumi che mescolano il gusto barocco con lo stile dark (che qui vengono fortunatamente ripresi), nonostante evidenti difetti, riesce nel suo intento, grazie a discreti combattimenti, in particolare quello nei ghiacciai, e alle sempre belle ambientazioni e costumi.

martedì 23 maggio 2017

The Divergent Series: Allegiant (2016)

Allegiant, un titolo che assieme a Divergent ed Insurgent (di cui trovate la recensione qui) sicuramente genera una certa curiosità anche solo a sentirlo per la prima volta, per chi invece ha visto gli altri due episodi, un film che cattura la voglia di vedere il proseguo della storia, vista la buona (ma non eccelsa) qualità dei due episodi predecessori. Ma non so se dipende da una grossolana e spartana trasposizione dai libri da cui la serie è tratta, però in questo episodio si perde tutto ciò che di positivo avevo visto fino ad ora. Aleggiano, prevedibilmente, l'aria stantia e la calma piatta proprie della puntata interlocutoria, di transizione, di preparazione alla gran "battaglia finale" che, presumibilmente, vedremo nel capitolo conclusivo, Ascendant. La sceneggiatura è infatti a tratti raccapricciante con certe svolte davvero assurde o contorte. E anche se nel complesso si percepisce uno sforzo registico maggiore per mano di Robert Schwentke, ci sono difatti alcune buone soggettive e più movimenti di macchina, un uso dei colori più importante, c'è più fantascienza insomma, i momenti ridicoli sono davvero molti, colpa forse della fonte da cui proviene lo script, che mai ha davvero sorpreso o spiazzato. Perché The Divergent Series: Allegiant, film del 2016, ambientato nuovamente in un futuro distopico post apocalittico, è un concentrato interessante ma senza polpa, che quasi sembra spegnere qualsiasi scintilla accesa nei due precedenti capitoli. Dato che in Allegiant, come anche la trama (che in certi momenti coinvolge completamente lo spettatore, altre volte sembra ingolfarsi e annoiarlo) ci dice, diverse cose sono pure ed altre contaminate. Poiché anche se le ambientazioni e molti effetti speciali meritano sicuramente una lode, assieme agli sceneggiatori, poco o niente funziona davvero, a partire proprio dalla trama stessa, sicuramente pochino affascinante ma deludente.

sabato 2 aprile 2016

The Divergent Series: Insurgent (2015)

The Divergent Series: Insurgent è un film del 2015 ambientato in un futuro distopico post apocalittico, sequel di Divergent del 2014, ed è la trasposizione cinematografica del romanzo Insurgent del 2012, scritto da Veronica Roth, secondo della serie costituita da tre libri. L'ultimo capitolo diviso in due parti cinematografiche, la prima da questo mese al cinema (Allegiant), la seconda parte nel 2017. Questo secondo film però soffre un po' della "sindrome da capitolo intermedio", infatti c'è molta poca azione di quella che mi aspettavo e quella che c'è è finta, sognata, onirica, ma soprattutto c'è più introspezione e sentimentalismi, il regista, non Neil Burger, regista del primo capitolo, al suo posto è arrivato Robert Schwentke (Un amore all'improvviso, RED, R.I.P.D. - Poliziotti dall'aldilà), si aggrappa agli occhi enormi e carismatici della bellissima Shailene Woodley, ai suoi dolori di crescita e all'abusato conflitto interiore del «chi tocco muore». Solo il mistero della scatola magica tiene teso almeno il filo della tensione riuscendo ad essere efficace anche se l'elemento più importante, quello che alla fine è risultato il più 'gossippato', il più d'effetto, è l'appassionante bacio tra Shailene Woodley e Theo James (Tris e Quattro: già dai nomi si capisce che erano fatti l'uno per l'altro), vincitore ai Teen choice award 2015 come miglior bacio in un film. Se questa è stata la cosa più interessante potete quindi immaginare come il film si muoverà, tra lacrime, amore, sentimenti, contrasti, abbandoni, umori, liti, tradimenti, rivelazioni e azione (veramente poca secondo il mio parere anche se spettacolare ed anche se superiore al primo) ma nonostante ciò sempre ai Teen choice award 2015, Shailene Woodley ha vinto il premio come miglior attrice in un film d'azione. Per il sequel di "Divergent", ritroviamo la stessa ambientazione post-apocalittica, le rovine di una Chicago distopica, ma la posta in gioco rispetto al precedente è altissima, nel cast infine nessun cambio, solo una new entry, Octavia Spencer nel ruolo di Johanna, leader dei pacifisti.