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venerdì 26 giugno 2026

Videogiochi del mese di Giugno 2026: Mafia II & The Last Show of Mr. Chardish

Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games e Luna all'App EA, fino a Microsoft e Legacy Games. In casi eccezionali tuttavia, a scelta tra titoli preventivamente scaricati da siti esterni.

Mafia II [Definitive Edition] - Un titolo piacevole e narrativamente solido, sostenuto da un'ambientazione anni '40/'50 ancora affascinante e da un protagonista carismatico come Vito Scaletta. La remaster migliora luci e dettagli, ma non elimina bug, cali di frame e problemi tecnici che diventano evidenti soprattutto nel finale, già segnato da uno sviluppo affrettato e poco rifinito. Il gameplay mostra i segni del tempo: lineare, ripetitivo e meno vario rispetto al primo capitolo. L'introduzione della gestione del denaro e delle rapine aggiunge qualche sfumatura interessante, ma non basta a rinnovare davvero la formula. Tra i difetti più evidenti spicca l'impossibilità (a differenza del remake del primo Mafia, che permetteva di saltare sezioni di guida facoltative) di evitare certi tratti alla guida, scelta che appesantisce il ritmo e rende alcune missioni più macchinose del necessario. I DLC confermano questa tendenza: quelli di Jimmy sono divertenti ma monotoni, mentre quello di Joe aggiunge poco alla narrazione e soffre della stessa ripetitività. Nonostante tutto, la storia di Vito e Joe funziona, coinvolge e regge ancora oggi, pur senza raggiungere la forza, la coerenza e l'impatto emotivo del primo Mafia, un remake che, pur con i suoi limiti (IA incostante, shooting impreciso, qualche missione monotona), brillava per una trama avvincente e un taglio da vero gangster movie. Nel complesso resta un capitolo valido e godibile, ma inevitabilmente segnato dal tempo e da un lavoro di svecchiamento solo parziale. Voto: 7-

The Last Show of Mr. Chardish - Un titolo che è in pratica e in particolar modo esperienza narrativa, che punta tutto sulla sua dimensione artistica, più che sul coinvolgimento ludico. L'idea di esplorare un teatro abbandonato e rivivere le opere di Robert Chardish attraverso mondi dipinti in stile VR è affascinante, e il comparto estetico (tra scenari fiabeschi, colori pennellati e una colonna sonora evocativa) rappresenta senza dubbio il punto più riuscito del progetto. Anche il doppiaggio inglese contribuisce a creare un'atmosfera malinconica e sospesa, perfettamente in linea con il tono dell'opera. Sul piano del gameplay, però, il titolo mostra tutti i suoi limiti. Le sezioni esplorative sono estremamente passive, i puzzle risultano poco stimolanti e la varietà promessa dalle cinque pièce teatrali si riduce spesso a brevi minigiochi guidati, privi di reale sfida. A parte il primo e il secondo atto, che offrono un minimo di interazione in più, il resto procede quasi in automatico, lasciando la sensazione di un'esperienza più "telecomandata" che partecipata. Il ritmo lento e la forte impronta teatrale (elemento che personalmente non mi coinvolge) rendono l'avanzamento ancora meno incisivo. Non mancano inoltre piccoli problemi tecnici, tra cali di frame e bug sporadici. Nel complesso, The Last Show of Mr. Chardish è un'opera personalmente sufficiente: breve, elegante e visivamente curata, ma poco stimolante per chi cerca (come me) un gameplay più strutturato o un ritmo narrativo più vivace. Rimane consigliato soprattutto a chi apprezza le esperienze artistiche e contemplative; per tutti gli altri, rischia di risultare più interessante da guardare che da giocare. Voto: 6

mercoledì 27 maggio 2026

Videogiochi del mese di Maggio 2026: Trepang2 & Machinarium

Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games e Luna all'App EA, fino a Microsoft e Legacy Games. In casi eccezionali tuttavia, a scelta tra titoli preventivamente scaricati da siti esterni.

Trepang2 - Un FPS furioso, costruito attorno a un gunplay esplosivo che regge da solo l'intera esperienza. Le sparatorie sono rapide, brutali, sostenute da poteri come invisibilità e bullet time che trasformano ogni stanza in un massacro coreografato. Il feeling delle armi è sorprendente, fluido e potente, soprattutto considerando la natura indie del progetto. Il resto, però, non tiene il passo: la campagna è breve, le missioni si assomigliano tutte e il level design è povero di idee e varietà. La storia è minimale, quasi un pretesto per passare da uno scontro all'altro, e le mappe riciclano spesso gli stessi ambienti. Tecnicamente solido, ben ottimizzato e privo di grossi problemi, Trepang2 funziona quando si limita a ciò che sa fare: sparare, distruggere, travolgere. È un divertimento immediato, intenso, ma anche effimero. Un titolo che vive di adrenalina pura e poco altro, perfetto per chi vuole un'esperienza old‑school senza fronzoli. Voto: 6

Machinarium - Un punta‑e‑clicca dal fascino raro, un piccolo mondo steampunk disegnato interamente a mano che vive di silenzi, gesti e malinconia. Seguire Josef, robot fragile ma determinato, significa attraversare una città arrugginita piena di enigmi intelligenti, personaggi bizzarri e piccole storie raccontate senza una sola parola. Gli enigmi sono vari, ben costruiti e spesso impegnativi, sostenuti da un sistema di interazione che limita le azioni allo spazio attorno al protagonista, rendendo ogni soluzione più ragionata e meno casuale. A volte la logica è criptica, ma gli indizi e il sistema di aiuti evitano la frustrazione senza snaturare l'esperienza. La trama è semplice, quasi un pretesto, ma l'atmosfera è così curata da diventare il vero cuore del gioco: fondali dipinti a mano, animazioni delicate, una palette rugginosa coerente e una colonna sonora morbida che accompagna ogni passo. È un'avventura breve, lenta, contemplativa, che punta più sull'incanto visivo e sulla creatività degli enigmi che sul racconto. Un'esperienza piccola ma preziosa, perfetta per chi cerca un gioco che stimoli la mente e accarezzi l'immaginazione. Voto: 7+

venerdì 28 febbraio 2025

Listone del mese (Febbraio 2025)

Il blog si arricchisce di una nuova sezione, una sezione, meglio dire pagina, intitolata "Header Blog Collection", che altro non è che la galleria di copertine che si sono avvicendate tutti questi anni, e tutte prodotte da me. La pagina trovate nella parte destra del blog, oppure semplicemente a questo link. Per quanto riguarda invece il mese in sé per sé, è stato un mese di febbraio (nuovamente) altalenante, ma com'è normale che sia quando l'età avanza. E alla soglia dei miei 40 anni, che festeggerò il 13 del prossimo mese, se mentalmente mi sento ancora un ragazzino, fisicamente non tanto. Però come tengo duro io, tengono duro i miei genitori e mio fratello, anche loro alle prese con dei problemini, si sperano tutti risolvibili. Ma non voglio dilungarmi o esacerbarvi in chiacchiere, ecco subitamente invece, cosa mi ha riservato questo mese.

Capitolo Musica: Possono anche cambiare i fattori, ma alla fine a cambiare non è il risultato, ancora una volta non vince Sanremo chi incontestabilmente avrebbe meritato di vincerlo. Va da sé che la canzone vincitrice di quest'anno è tra le mie sei canzoni preferite, e che difficile era scegliere la vincente senza indiscutibile ragione, ma da lì a trionfare è un altro discorso. In ogni caso è passata anche quest'altra edizione, ma sperando che qualcosa cambi, non aspetto per niente con ansia la prossima.

Capitolo Games: Avevo pure trovato la traduzione, e speravo di riuscire nonostante l'impossibilità nel reimpostare i comandi, a giocare (e finalmente, perché era da mesi fermo nella libreria di GOG) a The Beast Inside, ma quest'ultimo ostacolo si è rivelato invece decisivo (e non capisco come di questi tempi ci siano ancora queste problematiche da affrontare). E così, impossibilitato nel giocare ad un survival horror di grande interesse com'era, ecco un altro, accoppiato stavolta ad un sparatutto.

Capitolo Serie Tv: Una serie così lunga che vederla in un unico "slot" era impensabile, la serie in questione è The Expanse, sei stagioni per un totale di sessantadue puntate (da cinquanta minuti ciascuna). Ma se inizialmente avrei dovuto vedere una stagione ogni mese per sei mesi, la scoperta della scadenza delle prime tre stagioni su Prime Video il 27 febbraio ha scombussolato le carte. Mi sono ritrovato così ha vedere in fretta e furia le prime tre stagioni in tempo per questo di mese, spostando le restanti tre nei successivi. Un cambio di piano che ha un po' ingarbugliato l'ordine di visione, ma che non ha intaccato più di tanto la lista, sempre però parecchio intasata.

Capitolo Cinema: L'anno scorso raggiunsi un record che con i film nominati agli Oscar non avevo mai raggiunto prima, riuscendone a vedere la metà (qui). Quest'anno invece, bottino magro, dato che solo 3 dei 30 totali visti già, e solo 6 quelli resi disponibili alla visione su piattaforme streaming legali. Di questi che compongono lo Speciale dedicato agli Oscar 2025, e trattasi di Nickel Boys (quest'anno poi ho deciso di non fare previsioni di vittoria delle singole categorie, non mi va e non sarebbe credibile), disponibile su Prime Video solo da ieri 27 febbraio. Data ultima tra l'altro per vedere, sempre dallo stesso servizio streaming, The Equalizer 3, uno dei 12 altri film recensiti, che tuttavia da inizio marzo verrà trasmesso su Sky. Rimanendo su Prime, è stato il 6 invece l'ultimo giorno per vedere I mercenari 4. Ho visto infine Joker: Folie à Deux su Infinity Plus nella settimana tra il 31 gennaio e il 6 febbraio. In totale quindi 18 i film visti questo mese, un mese che mi ha regalato ahimè pochissime soddisfazioni.

venerdì 5 luglio 2024

[Games] Videogiochi del periodo (Maggio/Giugno 2024)

Inizialmente avrei dovuto "portare" più giochi in questi mesi, con un altro eventuale post che invece non ci sarà (ce ne sarà uno a Settembre e l'altro a Dicembre), ma molteplici problemi legati proprio ad alcuni dei giochi che avrei dovuto portare non mi ha permesso tutto ciò. Vengo oggi quindi, con "soli" quattro giochi, che complici la longevità degli stessi, mi hanno comunque portato via il tempo necessario proprio per sopperire a questo. Ma in ogni caso, e per dovere di cronaca, devo spiegare nel dettaglio questi problemi. Iniziamo da Shenmue 3, avventura action del 2019, che purtroppo non permette una rimappatura dei tasti, motivo per cui non sarei riuscito a giocare con comodità, assolutamente imprescindibile per me, perciò rinunciare ho dovuto. Stesso discorso per Spirit of the North, un gioco d'avventura in terza persona sempre del 2019, che oltremodo, essendo non originariamente per PC, aveva una migliore conformità per console. Problemi di visuale e di movimento del player invece accusati con Mages of Mystralia, avventura action del 2017, forse un bug o semplicemente portabilità al PC non perfettamente riuscita ma il personaggio non rispondeva bene ai comandi. Ma niente in confronto a Soulstice, un hack and slash del 2022, portatore di un grave difetto di progettazione della telecamera, semplicemente orrenda. Infine, con grande dispiacere (perché molto quotato), ho dovuto rinunciare a giocare a Deathloop, sparatutto in prima persona del 2021, ma non per problemi tecnici, ma perché la calibrazione dello schema "muori, ricomincia, muori" era troppo settato in alto per i miei gusti. Rischiavo di giocare un'ora, sbagliare e ricominciare daccapo perdendo tutta la voglia, gli sforzi buttati così inutilmente. Meglio lasciare perdere, che poi fortuna sempre vuole, li abbia potuti prima provare, non sprecando soldi, questa l'unica consolazione del gratuito, su Epic in questo caso.

Deliver Us Mars - Un'avventura che trasporta il giocatore nello spazio in un contesto più scientifico che di fantascienza, ricordando film come Interstellar. La narrazione è coinvolgente con alcuni momenti di spicco, nonostante alcuni difetti, specialmente nel finale, che ne compromettono la qualità. Il gameplay si concentra sull'esplorazione e la soluzione di enigmi ambientali, ben realizzati ma con poca varietà, e l'esplorazione presenta parti noiose, come la scalata. Un livello tecnico non ottimale e bug fastidiosi influenzano negativamente la qualità complessiva. Nonostante ciò, Deliver Us Mars rimane un titolo ideale per gli appassionati di fantascienza. Imperfetto ma stiloso, offre un'esperienza cinematografica con un messaggio forte e controverso su temi sensibili dell'ultimo decennio. La trama, sebbene familiare, sorprende in diverse occasioni. Il gioco cattura per l'atmosfera, la storia e la descrizione realistica delle emozioni dei personaggi. Con musiche coinvolgenti e una grafica adeguata, l'unica pecca significativa è l'espressione pietrificata dei personaggi, esclusa in parte la protagonista. Il finale della trama sembra affrettato, ma l'attesa per il terzo capitolo è alta, anche se sarebbe meglio recuperare prima il primo capitolo, che non ho ancora giocato. Voto: 7+

giovedì 18 aprile 2024

[Games] Videogiochi del periodo (Marzo/Aprile 2024)

A volte ci vuole una certa preparazione, preparazione fisica e/o mentale per affrontare, in questo caso nel campo puramente videoludico, le sfide più complesse, ma anche quelle più semplici. Ebbene, non c'è preparazione migliore se non quella che permette al giocatore di entrare nel mood del gioco, di esplorare anticipatamente la sua componente narrativa, però non con il classico tutorial iniziale, ma con un gioco che appunto anticipa il gioco stesso (e quest'ultimo nella sua versione ovviamente completa). Parlo di Ghostwire: Tokyo - Prelude, una brevissima visual novel gratuita (dalla durata esigua di circa 30 minuti) che racconta la storia prima degli eventi di Ghostwire: Tokyo. Essa è infatti (nonostante sia stata creata da un team completamente diverso e sia di genere altrettanto differente) una buona storia prequel per chiunque sia interessato a giocare a Ghostwire: Tokyo, gioco che appunto, un'entusiasmante avventura dinamica, che insieme ad una affascinante avventura ed un adrenalinico action, completano il quadro dei giochi finiti (ma non completati al 100%) negli ultimi due mesi. Un'introduzione che per quanto è contato in verità poco, ho apprezzato, ma non quanto il seguito però, che dalla recensione similmente s'intende, ho letteralmente adorato.

Ghostwire: Tokyo - Un action game a tinte horror sicuramente non esente da difetti, il gioco ha decisamente tante (troppe) attività secondarie, il combat system si basa sull'uso di tre poteri (elementali in questo caso) che non cambierà di molto durante tutta l'avventura (però ci si diverte un sacco, soprattutto estirpare l'essenza delle entità maligne dà un buon feedback), e la varietà dei nemici non è altissima, ma sono difetti abbastanza trascurabili se il gioco ti prende bene (e infatti alla fine ho ceduto, nonostante i dubbi iniziali mi sono fatto anche un bel numero di quest secondarie), e il titolo ha davvero moltissimo da offrire, per intrattenerti per tutta la sua durata. Ghostwire: Tokyo rappresenta il biglietto d'ingresso di Tango Gameworks all'interno del contesto degli action open world, in questo caso il mood risulta molto interessante, ovvero quello degli Yokai. Le entità giapponesi, i fantasmi del Sol levante, qui sono descritti in maniera minuziosa (come in parte faceva l'altrettanto bellissimo Nioh). La riproduzione di Tokyo è probabilmente la migliore che ho mai visto in un gioco. Infatti, per merito di un comparto grafico e artistico all'altezza, la capitale nipponica tratteggiata nella produzione Bethesda ammalia e abbaglia, sprizzando folklore da ogni poro. Risulta invece un po' tedioso alla lunga il metodo scelto per "ricaricare" gli attacchi. Dovremo accumulare etere, che si trova uccidendo nemici o rompendo oggetti "posseduti". Troppi a mio parere ne sono necessari per accumulare la quantità utile di magia. A disposizione avremo anche un arco, che risulta però molto lento, più vari talismani dai molteplici effetti. La trama è molto semplice ma riesce a coinvolgere ed incuriosire, nonostante infatti non brilli, riesce a lasciare il segno verso le battute finali. In questo senso, non è un gioco che vuole spaventare, ma soprattutto considerando le fasi finali del plot, non mancheranno momenti toccanti ed altri più inquietanti. Per la città sono disponibili missioni/attività secondarie, alcune ispirate, altre veramente banali e palesemente un riempitivo inutile. A mio parere, invece di farcire la mappa di troppe attività secondarie "allungabrodo" si poteva fare di più dal lato del movimento verticale del personaggio e inserire un parkour un pochino più efficace, visto che spesso ci troveremo a passare per i tetti degli edifici. In breve, il punto forte di questo gioco rimane sicuramente l'ambientazione e l'atmosfera. Il punto debole è averlo riempito di robe superflue e azioni ripetute, anche necessarie per proseguire con la trama, che alla lunga vengono a noia. A parte qualche calo di frame e piccoli bug non ho riscontrato altri problemi durante la mia partita. Shinji Mikami, pur solo in veste di executive producer, fa insomma un altro centro, regalandoci l'ennesimo titolo imperfetto, ma dotato di estremo carattere e carisma, della sua carriera. Voto: 8-

venerdì 17 marzo 2023

[Games] Videogiochi del periodo (Gennaio/Febbraio 2023)

Nuova stagione, nuovi giochi, vecchi problemi, ovvero non tutti i videogiochi fanno per me e se pure fanno, devono soddisfare certi requisiti. E in questo senso, se n'era parlato molto bene del survival horror Darkwood, ma proprio la "nuova" prospettiva si è rivelata più che pregio, un difetto, perché non sono riuscito a proseguire. Ho provato anche il dungeon crawler City of Brass, ma la difficoltà abbastanza elevata fin dall'inizio mi ha impedito di andare oltre il primo step, e sarebbe stato poi anche peggio, di spendere energie inutilmente non mi va. Infine avrei voluto giocare a Spirit of the North, un gioco di avventura in terza persona ispirato ai misteriosi paesaggi mozzafiato dell'Islanda, però non consentiva la rimappatura dei tasti, resosi necessari perché troppo "spatriati" per me, ed ho preferito declinare, ma alla fine ho scelto questi giochi di oggi, che mi soddisfacevano in tutto e per tutto, e mi è andata abbastanza bene.

Far Cry 4 - Buon titolo tutto sommato, riprende le radici del suo predecessore presentando la stessa formula di gioco con qualche piccola aggiunta per migliorare il migliorabile, ma certamente le sensazioni di déjà-vu per tutta la durata del gioco sono molte, ciò non vuol dire che sia un brutto gioco ma comunque la poca innovazione delle meccaniche del 3 si nota. La trama ci vede impersonare Ajay Ghale tornato nella sua terra natale per motivi personali, di fronte avremo il nuovo cattivo di turno tale Pagan Min che sarà l'antagonista principale per tutta la campagna, apprezzabile la scelta degli sviluppatori di inserire scelte e conseguenze con finali multipli, nel complesso è una trama abbastanza sottotono. Dal punto di vista del gameplay da Far Cry 3 è cambiato praticamente niente, gli sviluppatori hanno voluto andare sul sicuro, rimane comunque uno sparatutto molto divertente con tante possibilità di approcci, un arsenale enorme e persino la possibilità di giocare la campagna in coop con un amico. Tecnicamente è davvero ben fatto, le lande del Kyrat mostrano panorami mozzafiato, specialmente nelle location innevate fatte veramente bene, ma in generale il colpo d'occhio è di tutto rispetto, grande lavoro svolto sulla fauna presente nel mondo di gioco variegata e senza scrupoli, davvero niente male. Nel complesso giudico FC4 un buon titolo, non mi ha sorpreso come mi sorprese il 3 ma comunque resta uno sparatutto valido dal punto di vista del gameplay e pieno (parecchio pieno) di cose da fare. Ha infatti una grande mappa interamente esplorabile, un sacco di missioni secondarie (che alla lunga risultano però troppo ripetitive) e una valanga di collezionabili (quest'ultimi in verità inutili). E in tal senso e tuttavia, ho preferito fare l'indispensabile (le missioni più divertenti sono la conquista degli avamposti, quella delle torri, e la caccia per aumentare le varie caratteristiche), tanto che a sorpresa (e stranamente) mi sono ritrovato a concludere il tutto con il 30% di avanzamento. Mi aspettavo di più, ma va bene così, anche perché gratis vale tutto. Voto: 7

venerdì 9 dicembre 2022

[Games] Videogiochi del periodo (Ottobre/Novembre/Dicembre 2022)

Ho riservato il meglio (ovvero i titoli da me più attesi, ma anche quelli più longevi) per ultimo, anche se inizialmente non dovevano essere (a parte il nuovo Mass Effect acquistato lo scorso anno da Steam) questi i titoli scelti per chiudere in bellezza quest'anno videoludico. Infatti, prima che Borderlands 3 mi fosse regalato da Epic e che successivamente mai avrei potuto troppo rimandare, a Dragon Age: Inquisition (su e da Origin via Prime Gaming) avrei dovuto giocare, ma alcune difficoltà logistiche mi hanno bloccato. Anni fa ho giocato a Dragon Age: Origins, e non lo ricordavo fosse così complicato, sarà che l'hanno aggiornato o chissà, ma il combattimento tattico si è rivelato indigeribile, non bastasse una telecamera legnosa e fastidiosa, cosicché non ho potuto far altro che (con sommo dispiacere) scartare. Per ultimo avevo selezionato Far Cry 4 (su e da Ubisoft via Prime Gaming) ma alcune difficoltà tecniche mi hanno (in questo caso solo momentaneamente) fermato. Difatti ad un certo punto Ubisoft ha aggiornato il suo client ad un livello prestazionale così elevato che il mio PC non poteva (ancora) soddisfare. Cosicché non potendo più giocarci, ho virato su altro, che durasse tra l'altro meno, perché dovendo fare l'upgrade tempo ho perso e poco avevo per completarne un altro di gioco (ho scelto dal catalogo personale ricco di titoli gratuiti un Wolfenstein). Infatti cogliendo la palla al balzo ho provveduto ad aggiornare il mio computer a certe specifiche, previa aggiunta di una scheda SSD all'interno, ho aggiornato da Windows 7 a 10 (comprare uno nuovo non mi conveniva affatto, anche perché paradossalmente meno potenti in termini di processore). Da settimane ho ricominciato a giocare a Far Cry 4, ma completarlo ancora devo, perciò il prossimo anno ci sarà (nel prossimo post previsto a Marzo, anno che col botto partirà). In ogni caso, andata com'è andata, mi è andata benissimo, con tre giochi che tanto mi sono piaciuti, che nella classifica finale (prevista prima di Natale) posto troveranno, e che sicuramente posti importanti occuperanno.

Borderlands 3 - Ad anni di distanza dal secondo episodio della serie (e dal successivo Pre-Sequel, e si ricordi della The Handsome Collection), il ritorno e l'arrivo tanto atteso del terzo capitolo di Borderlands, e la parola d'ordine è come sempre "caos totale"! Borderlands 3 si presenta infatti come il capitolo più grande e folle della saga, ed al netto di qualche difetto tecnico più o meno evidente, è tutto ciò che speravo di trovare nell'ultimo (e si spera non conclusivo) capitolo della serie Gearbox. Sfrontato, esagerato, un titolo estremamente caotico (in senso positivo) e genuinamente divertente secondo aspettative. La naturale evoluzione della saga che, con tutti i suoi pregi e altrettanti difetti, riesce sempre a divertire con la sua massiccia dose di divertimento e dark humor. E comunque, nonostante si siano conservati diversi tratti (positivi e negativi) dei capitoli precedenti, Borderlands 3 è molto più di un "more of the same". Andare in giro per pianeti insieme a personaggi strampalati e imbracciando una varietà incalcolabile di armi ed equipaggiamenti non è mai stato così soddisfacente. Qualche incertezza tecnica ed una qualità narrativa purtroppo non al pari del secondo capitolo impediscono al titolo di raggiungere la perfezione, ma rimane un signor gioco, dalla durata e dal divertimento incredibile, cosa che per i fan è come tornare a casa. I livelli di gioco sono ben costruiti, le missioni secondarie sono tante e abbastanza diverse fra loro. Per finirlo ci vogliono tante ore e tante imprecazioni. E tutto senza DLC, su cui spero di mettere le mani, perché sì, ho ancora fame di Borderlands. Voto: 8

venerdì 9 settembre 2022

[Games] Videogiochi del periodo (Luglio-Agosto 2022)

Negli ultimi tempi (almeno per quanto riguarda la maggior parte di titoli gratuiti scaricati) mi è capitato di provare e poi bocciare e/o scartare un gioco, ma non mi era ancora capitato di non poter provare affatto, cosa che, trattandosi di un titolo molto quotato e personalmente richiesto, mi ha lasciato basito. Non so per quale motivo effettivo infatti (stando a quello che ho potuto constatare va in crash in fase d'avvio e non c'è soluzione risolutiva), non sono riuscito a far "girare" l'acclamato Prey, che non è l'ultimo capitolo della saga di Predator, ma il gioco del 2017 prodotto dagli Arkane Studios (quelli di Dishonored 2 per intenderci) che all'epoca convinse critica e pubblico per l'eccellenza di riuscita. Davvero un gran peccato quindi, anche perché perfetto per me, genere sparatutto in prima persona con elementi di action RPG, con tutte quelle caratteristiche, quali ambientazione fantascientifica, narrazione profonda e gameplay immersivo, di cui non mi stanco mai. Ma è andata così, forse in futuro riuscirò a farlo funzionare (avendolo avuto gratis nessun "cambio" possibile ahimè), resta tuttavia la delusione, annessa però anche alla speranza che, non da Epic e una copia migliore, arrivi (si spera sempre gratuitamente) presto. Ho dovuto quindi virare su altri, ed eccoli perciò.

Amnesia: Rebirth - Un buon titolo ma come rappresentante del genere horror lascia a desiderare se confrontato con il primo episodio (il gioco è ambientato 38 anni dopo A Machine For Pigs e quasi un secolo dopo The Dark Descent) e con Soma, sempre di Frictional Games. L'ambientazione del deserto algerino, per quanto interessante e promettente, viene sviluppata solo in parte lasciando la precedenza a locazioni che, per quanto artisticamente valide, non riescono a ricreare la stessa atmosfera di tensione. Le nuove meccaniche di gameplay basate su illuminazione e buio sono molto valide sulla carta, la scarsezza di oggetti consumabili costringe, però, troppo spesso a limitare l'esplorazione in favore di un'avventura eccessivamente lineare nel suo sviluppo. Nonostante la serie abbia per prima introdotto l'inseguimento dei nemici senza possibilità di contrasto, l'implementazione di questa meccanica nel nuovo capitolo risulta un po' deludente limitando il tutto a semplici inseguimenti e senza reali ricerche di via di fuga da parte del giocatore. La storia propone comunque delle tematiche molto mature e mostra le capacità narrative del team di sviluppo che forse cominciano a diventare troppo strette per una formula che, introdotta tanti anni fa, si è evoluta nel corso del tempo. Un'evoluzione, però, a cui il team di sviluppo non sembra essere riuscito a tenere il passo. In conclusione, Amnesia: Rebirth mi è piaciuto a metà. Per certi versi può risultare davvero pauroso e quindi funzionare come titolo horror. D'altro canto però le meccaniche di gameplay non si aggiornano più di tanto e alcune perplessità sulla psicologia della protagonista la rendono un personaggio sì interessante, ma anche di facile lettura. Inoltre, a differenza degli altri capitoli, qui ci sono ancora più documenti da dover leggere e poche scene dove si sente davvero il fiato sul collo. Aggiungiamoci anche che la versione per PC ha qualche problema tecnico. Un vero peccato perché il titolo in sé avrebbe davvero potuto funzionare grazie anche ad un comparto artistico più che curato. Disegni dettagliati e con uno stile ben riuscito si sono legati perfettamente con i suoni e le melodie di Amnesia: Rebirth, ma non possono salvare tutto il resto. Voto: 6,5

venerdì 15 aprile 2022

[Games] Videogiochi del periodo (Marzo/Aprile 2022)

Anche questa volta, come l'ultima volta (Qui), non è andata del tutto liscia, altri due titoli provati e poi bocciati. Stavolta non dall'Epic Games Store, ma da GOG, che ugualmente però uso come "parcheggio", difficilmente infatti comprerò mai qualcosa. In ogni caso ho provato a giocare a Ghostrunner, "uno slasher hardcore FPP pieno di azione fulminea, ambientato in una cupa mega-struttura futuristica cyberpunk", e mi sono bastati solo 5 minuti, era troppo difficile per me giocarci, ma è difficile a prescindere, calibrare le mosse e nel frattempo correre saltare e via dicendo, anche Emanuele di The Reign of Ema, molto più capace di me, se n'è accorto. E insomma ho mollato senza troppo dispiacermi. Al contrario mi è dispiaciuto lasciare dopo un pomeriggio di gioco, Journey to the Savage Planet, un particolare action adventure caratterizzato da un'ambientazione fantascientifica, un gioco tutto o quasi incentrato sull'esplorazione di uno strano, fluttuante mondo alieno, il resto del mix è affidato in ordine di importanza al combattimento e alla risoluzione di diversi enigmi ambientali, il che è un bene, ma le questioni risorse da trovare, creature da studiare ed arrangiati per trovare la strada, non mi sono andate a genio ed ho preferito lasciare perdere. Forse andando avanti migliorava la situazione e forse giocando in coop con un giocatore esperto meglio sarebbe stato, non saprò mai, però va bene così, dopotutto senza giocare non sono decisamente stato.

Battlefield V - Se Battlefield 1 si concludeva ponendo fine al conflitto, questo capitolo di DICE (il suo seguito) si apre facendo notare, in maniera piuttosto amara, che l'uomo tende a dimenticare alla svelta gli orrori del passato. Un monito quanto mai attuale. Eccomi quindi a parlare della Storia raccontata in Battlefield V, che riprende la formula già sperimentata precedentemente, con missioni denominate per l'occasione "War Stories", brevi racconti indipendenti e autoconclusivi, che consentono di impersonare diversi protagonisti e spaziare geograficamente dal Nord Africa fino alla Norvegia, dalla Francia alla Germania. Ovviamente però, ed ancora una volta, è la componente online, il multiplayer, ad essere la punta di diamante del titolo. In questo senso Battlefield V è sicuramente un prodotto controverso. Da una parte troviamo infatti un gran comparto multiplayer (anche se costruire ripari, robe, non è per me, ed anche se a questa modalità raramente gioco), per contro, una campagna cortina e in parte deludente. DICE non ha imparato dagli errori commessi con Battlefield 1, se tecnicamente un miglioramento decisamente si vede, qualitativamente e quantitativamente non tanto. Fortunatamente non c'è la missione di volo, sfortunatamente da sei passano a quattro. Tra le storie proposte (realmente accadute durante la Seconda Guerra Mondiale), Tirailleur è senza dubbio quella che è riuscita ad emozionarmi di più, una storia in cui viene mostrata la vera crudeltà della guerra, un esercito pronto a liberare una nazione che non ha mai conosciuto. Per riassumere, il pacchetto singleplayer offerto da EA e DICE è di buon livello (le varie trame risultano comunque godibili, chiudendo un occhio su alcune situazioni paradossali che non svelo per evitare spoiler), grazie a quattro storie curate sotto ogni minimo dettaglio ma che, purtroppo, impegnano per solo 4/5 ore circa. Ecco, e poiché la modalità multiplayer, anche se perfetta, poco mi interessa, l'amaro in bocca l'ho sentito. Per fortuna che anche questo come l'altro erano gratis, altrimenti sarebbero stati soldi buttati. Ma comunque non mi è dispiaciuto giocarci, anche se appunto mi aspettavo molto di più (personalmente il mio cuore sempre batterà per Call of Duty). Voto: 6

sabato 27 novembre 2021

[Games] Videogiochi del periodo (Settembre/Ottobre/Novembre 2021)

Regalano così tanti giochi ultimamente (da tante piattaforme), che credo ormai non valga più comprare giochi, o quasi, qualche titolo che desiderio difficilmente su Epic e su Prime finirà, quindi acquistarli devo, proprio ieri (giorno del Black Friday) una delle tante occasioni c'era, ma ho preferito aspettare, prima sarà meglio difatti giocare ai (tanti) titoli già nella mia libreria, anzi nelle mie librerie digitali (che al momento sono 6). Oggi comunque porto quattro regali e due acquisti precedenti, di due bundle diversi, quello di Outlast (pochi mesi fa ho giocato al primo) e Dishonored (di questo c'è ancora il terzo). Ma modalità a parte, vediamo com'è stato giocare a questi giochi (gli ultimi dell'anno prima della classifica finale). In questo senso tengo a precisare che saranno più che recensioni (almeno rispetto a tante altre volte), personali valutazioni (inutile sciorinare tutto, l'Internet è vario e vasto per ottenere informazioni in caso vi serva sapere altro o di più).

Control - Una struttura di gioco solida e ben congegnata, un ottimo level design delle mappe, un'ambientazione originale e altrettanto affascinante da scoprire un passo dopo l'altro. Alcune trovate, specialmente nella parabola conclusiva del racconto, sono semplicemente geniali per design, cura dei dettagli e cifra stilistica (il tutto è poi impreziosito da una direzione artistica visionaria e di lynchiana memoria). Un gioco molto complesso, dal punto di vista narrativo. Alla fine la complessità della trama è quello che spinge maggiormente il giocatore ad andare avanti. Leggere i documenti e guardare i video che si trovano sparsi nell'edificio (che ospita il Federal Bureau of Control, un'agenzia che si occupa di fenomeni Paranormali, o per meglio dire Parafisici) serve moltissimo per comprendere a fondo questa volutamente complessa storia, che lascia molte domande anche dopo la conclusione. Per il resto un bel gioco che non eccelle in nessun campo, ma ha la dote di farsi giocare anche solamente per capire cosa è accaduto in quello strano edificio. In questo senso Control è sicuramente un'esperienza che va vissuta per comprendere appieno una sua recensione. Tecnicamente solido (ma con qualche singhiozzo) gameplay affascinante e ispirato (ma con un sistema di coperture insoddisfacente) e con una trama fascinosa (presentata però in modo criptico), Control rappresenta probabilmente (è il suo primo che gioco, Max Payne ed Alan Wake infatti mi mancano) l'opera magna della Remedy Entertainment, che sperimentando e avvalendosi di altri generi realizza una grande avventura che coniuga il mondo degli shooter e i metroidvania (il gunplay unito ai poteri paranormali di Jesse funziona come un orologio svizzero), dando vita ad un connubio elettrizzante in cui il divertimento è assicurato. Control è davvero clamoroso, un titolo assolutamente imperdibile. Voto: 7,5

Tell Me Why - Celebre per essere il primo videogioco ad avere un personaggio transgender come uno dei protagonisti, Tell Me Why paga soprattutto il fatto che rispetto a giochi come Life is Strange (stessa casa produttrice) tocchi poche volte il piano dei sentimenti. E pur non essendo decisamente un gioco insufficiente, non può che lasciare il giocatore con l'amaro in bocca, come se i ragazzi di Dontnod avessero voluto fare il classico passo più lungo della gamba. Le premesse per un'altra storia con i fiocchi c'erano tutte senza ombra di dubbio, ma visto il modo in cui la trama sembra volerci per forza di cose farci girare intorno, non si può che rimanere un poco delusi. Dontnod si aggroviglia nel tentativo di mettere in scena thriller, dramma e sovrannaturale, come del resto è stato con l'originale LiS, e si perde in un bicchier d'acqua (in certi momenti il personaggio transgender c'è e basta). Semplice, senza impattanti momenti o colpi di scena, un'avventura grafica (perfettamente) rilassante, adatta a chi vuole godersi una decina di ore senza impegno, ascoltando una bella storia. Il titolo tratta tematiche delicate con efficacia (ma pure in maniera un po' troppo superficiale molto spesso), parlando con naturalezza di identificazione di genere, attacchi di panico, maternità, fratellanza, amore e perdita. La trama tuttavia (già di per sé svalutata da certe scelte) non brilla per originalità e i finali risultano poco soddisfacenti: non riescono infatti a cogliere nel segno e raggiungere a pieno l'obiettivo della narrazione, che si basa di fatto sull'accettazione e sull'affrontare le conseguenze delle proprie azioni. L'assenza totale di un "cattivo" degno di nota rende infine Tell Me Why un bell'esperimento che però non riesce a convincere totalmente. Eppure, anche se sul piano ludico non è il miglior gioco di Dontnod Entertainment e, tutto sommato, non è nemmeno il più avvincente (consigliato soprattutto a chi cerca un intrattenimento narrativo senza troppo impegno, poco proprio), resta comunque un validissimo esponente del videogioco narrativo moderno. Voto: 6+

giovedì 9 aprile 2020

[Games] Life Is Strange: Before the Storm, Crysis 3 & Valiant Hearts: The Great War

Cambiano gli sviluppatori, Deck Nine Games si prende infatti l'onere di salire sul palcoscenico dopo Dontnod Entertainment, cercando di aggiungere qualcosa alla storia di Dontnod, ma non riescono a generare la stessa magia. Vuoi per il cambio di prospettiva, vuoi per altro, però Before the Storm lascia un po' di amaro in bocca (il problema? sappiamo che è tutto già scritto). Saper raccontare bene una storia non è cosa da tutti, ma Life is Strange c'era in qualche modo riuscito. Non senza strascichi, ma portando a casa il risultato (quello ascrivibile al capolavoro). Ma saper raccontare bene una storia di cui tutti conoscono già il finale, beh, è un'altra storia (pochi ci riescono, Rogue One per esempio). La colpa più grossa di Before the Storm, in fondo, è proprio questa: dall'inizio alla fine si ha la consapevolezza di come andranno a finire le cose (in particolare, capita spesso di pensare che tanto alla fine il destino è già tracciato, e le scelte che si stanno prendendo sono alla fine irrilevanti) e vengono quindi giocoforza a mancare tutti i colpi di scena, i cliffhanger e gli espedienti narrativi di questo tipo che chi scrive può utilizzare per stendere chi legge (o gioca, in questo caso) la sua opera. Before the Storm inciampa sulla sua stessa natura: sapendo che di fatto è un filler, viene a mancare l'empatia. Come da titolo, le vicende raccontate sono quelle prima della tempesta al centro di Life is Strange, prima quindi del ritorno ad Arcadia Bay di Max. Viene di conseguenza a mancare l'elemento sovrannaturale, tanto più che la scelta di Deck Nine è quella di mettere il giocatore nei panni di Chole Price, partner in crime di Max in quello che ormai è il capostipite di un franchise di successo e ribelle ragazza ordinaria. A spalleggiarla, quella che nel corso dell'esperienza diventerà la sua nuova migliore amica (in luogo, appunto, di Max) e attorno alla quale graviteranno gli eventi del primo capitolo: Rachel Amber. Raccontare altro della trama sarebbe di fatto tagliare l'unico flebile filo che tiene insieme la produzione. Ma comunque non c'è molto altro da dire: Before the Storm cerca di fungere da riempitivo andando a raccontare come Chloe e Amber siano diventate amiche (conoscenza che comunque rimane ininfluente ai fini di Life is Strange) e ripropone qualcuno dei personaggi già visti nel primo capitolo, tenendoli in massima parte confinati sullo sfondo e con anche una defezione illustre che fa una sorta di cameo solo nel finale. Bene o male gli eventi sono quindi scollegati da quelli del sequel: si, il punto di vista di Chloe permette di affrontare da un'altra angolazione alcuni dei motivi che l'hanno spinta a diventare quella ragazza che si incontra nel bagno all'inizio di Life is Strange, ma la sensazione è che si tratti più che altro di sprazzi inseriti su disco per cercare di far empatizzare con la ragazza, più che perché funzionali al racconto.

martedì 4 dicembre 2018

[Games] Just Cause 3 XL

Ho aspettato il Black Friday per acquistare, poiché quasi a secco di titoli, un po' di giochi nuovi, ma purtroppo non ho trovato nessuna strabiliante offerta ed ho dovuto per il momento rinunciare. Per il momento perché il periodo natalizio sta per arrivare e quasi certamente grandi sconti fioccheranno. Ma nel frattempo che ciò accada, ho giocato (anche se in verità è già da un mese e mezzo che ci gioco) ad un titolo che avevo già in libreria, acquistato precedentemente ad un prezzo vantaggioso. Un gioco che aspettavo da tempo, poiché il capitolo precedente a questo di cui oggi vi parlerò, è stato uno dei giochi a cui ho dedicato più tempo negli ultimi anni, per cui non vedevo l'ora di giocarci. E così che finalmente grazie a Steam ho potuto acquistare e giocare, e nella versione ultima e completa, appunto denominata come da titolo XL, versione che comprendendo alcuni DLC ne aumentano ancor di più l'esperienza (già elevata) di gioco (così tanto che il titolo acquisisce mezzo voto in più, perché pur usando gli stessi elementi della versione base, le nuove missioni, più difficili ed incredibili, e tanto altro, convincono ed entusiasmano), a Just Cause 3. Già, per chi lo conosce, uno dei giochi più folli, longevi e distruttivi di sempre. Uno dei free roaming, open world o sandbox che dir si voglia (ci sono infatti elementi dei tre "generi" simili ma comunque diversi in questo titolo), più vasti e in cui cazzeggiare e distruggere viene naturale, anzi, se c'è una cosa in cui Just Cause 3 eccelle (anche se i difetti ci sono comunque) è il "giocazzeggio", e dopotutto non potrebbe non essere altrimenti. Infatti chi approccia Just Cause 3 con l'idea di avere a portata di mano un gioco di cui approfittare di tanto in tanto per farci un giro e divertirsi per due o tre ore di fila a scatenare tutta la distruzione che il prodotto consente, fa la cosa giusta. Difatti da questo punto di vista, il nuovo capitolo delle avventure di Rico Rodriguez è fenomenale. Il punto, però, è che Just Cause 3 viene a mancare in elementi che ormai siamo abituati ad apprezzare anche in giochi fortemente open world o free roaming. Giochi capaci di offrire grande libertà al giocatore, ma senza tralasciare il fascino di una bella trama da seguire, o di un'ambientazione curata in modo convincente. Componenti che in Just Cause 3 latitano pesantemente, anche se con le dovute precisazioni.

martedì 16 ottobre 2018

[Games] NFS: Most Wanted, For Honor, Captain Spirit & Aliens vs Predator

Sono passati ben 24 anni dall'uscita del primo Need For Speed. In tutti questi anni la serie ha avuti diversi alti e bassi, ma uno dei titoli che ha riscosso più successo è stato senza dubbio Most Wanted nel 2005. EA decide nel 2012 perciò di riportare in vita lo storico capitolo affidando lo sviluppo a Criterion Games, già autori del precedente NFS: Hot Pursuit e della (magnifica) serie Burnout (sopratutto del penultimo capolavoro che fu Burnout Paradise). E in tal senso Need For Speed: Most Wanted (anch'esso ricevuto in regalo, in questo caso dalla piattaforma Origin più di un anno fa) più che essere considerato un reboot o un sequel, può essere considerato l'erede spirituale di Burnout Paradise, giacché i produttori rimangono fedeli al loro stile senza mezze misure (praticamente è come se avessero solamente aggiunto la presenza della polizia ed un parco auto su licenza), tanto che probabilmente il titolo doveva essere Need for Burnout. E tuttavia, anche se proprio per questo fatto che il suddetto (che figlio di alcune scelte concettuali discutibili è incapace di apportare incisive innovazioni al genere, giacché riprende sostanzialmente la stessa formula di gioco) non riesca a conquistare la vetta dei racing game, e nonostante alcuni difetti (su tutti la scelta rischiosa e non del tutto riuscita di un open world pienamente accessibile da subito), Need for Speed: Most Wanted è un titolo accattivante, divertente e dichiaratamente destinato agli amanti dei racing game di stampo arcade. Di certo non è un capolavoro ma l'intelaiatura è buona: un sistema di controllo semplice ed immediato, una città da esplorare a rotta di collo ed una modalità single player variegata che si affaccia in rete scardinando il confine tra gioco in solitaria e multiplayer (che purtroppo ho potuto provare raramente dati gli anni passati), e poi tecnicamente il gioco è di buona fattura, certamente più dello sciapo e passabile, sia per la storia (trita) che per il suo gameplay stucchevole, capitolo precedente, che non è stato Hot Pursuit, ma The Run, uscito in mezzo ai due, un episodio che non ha convinto pienamente, proprio per la sua lontananza dal mondo di Need for Speed e dalle caratteristiche tipiche di questi giochi. Certo, in verità questo nel complesso decisamente migliore non è (proprio per la sua strana fusione) ma almeno tutto il resto (in parte) è al posto giusto. Ma prima di sapere cosa sì e cosa no, ecco la trama, anche se una vera e propria non c'è, di NFS: Most Wanted, infatti veniamo immediatamente catapultati per le strade dell'immaginaria città di Fairheaven, e il nostro scopo sarà quello di scalare la classifica dei 10 Most Wanted e conquistare le loro macchine (di queste 31, tutte con licenze ufficiali, possono essere sbloccate semplicemente trovandole per strada, in tal senso la città e i dintorni sono liberamente esplorabili). Naturalmente non sarà un'impresa facile, e prima di poter sfidare questi particolari piloti e i loro bolidi dovremo guadagnare diversi Speed Point.

giovedì 11 maggio 2017

[Games] Rayman Origins, Deus Ex: The Fall, Sacred 3 e Borderlands: The Pre-Sequel

Verso novembre all'arrivo del Black Friday fremevo per vedere quali sconti sui giochi che avrei voluto comprare erano alla mia portata o al giusto prezzo, purtroppo però non ho trovato e non ho comprato nulla. Fortunatamente per me però, oltre ai giochi acquistati e giocati di cui vi ho già parlato parecchi mesi fa (qui), ne avevo già 2 in libreria non ancora iniziati e 2 erano in attesa di cominciare, uno gratuito della Ubisoft che avevo già accennato (Rayman Origins) e l'altro del pacchetto Deus Ex contenente i primi 4 capitoli di cui mancava l'ultimo, a cui ovviamente ho giocato, anch'esso già ampliamente accennato. E in questo post quindi vi parlerò di questi giochi, senza comunque dimenticare che durante gli sconti natalizi ho finalmente comprato l'intero gioco Life is Strange, ovvero tutti i 5 capitoli, di cui però scriverò più in là a gioco completato. In ogni caso prima di cominciare, poiché questo è un argomento non proprio interessante per molti, vi prometto che sarò breve e conciso, non solo perché molti non conoscono questi videogiochi, ma perché quelli che li conoscono, sanno già di cosa parlo e a cosa mi riferisco, quindi non mi dilungherò troppo, dopotutto non sono nuovissimi, anzi.