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venerdì 28 agosto 2026

Le serie tv del mese (Agosto 2026)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

American Primeval (Miniserie) - Serie, anzi miniserie western (in 6 episodi), cupa, livida, lontana da qualsiasi romanticismo della frontiera: preferisce il realismo sporco, la brutalità e un tono quasi documentaristico. La trama non è particolarmente originale, ma la sceneggiatura tiene insieme con cura le diverse linee narrative, evitando lungaggini, minutaggi eccessivi e persino i soliti flashback. L'ambientazione dello Utah del 1857 è splendida e ricostruita con rigore, la fotografia è spettacolare, i costumi convincenti e la colonna sonora aggiunge spessore emotivo. La violenza è copiosa, a tratti ostentata, ma coerente con le tesi che la serie vuole portare avanti e con il contesto storico rappresentato. I personaggi sono ben scritti, credibili, dotati di una rotondità che permette al cast di brillare, con interpretazioni solide e misurate. Qualche episodio rallenta, complice il respiro del genere, ma senza compromettere il ritmo generale. Il finale sembra annunciato, eppure riesce comunque a sorprendere. Nel complesso, una serie (diretta da Peter Berg) robusta, immersiva, tecnicamente eccellente e decisamente meritevole. Voto: 6

Ozark (1a stagione) - La serie di Netflix del 2017 mette al centro il denaro come misura delle scelte e dei compromessi morali. Martin Byrde, consulente finanziario che ricicla soldi per un cartello messicano, trascina subito la famiglia nei suoi traffici: niente doppia vita alla "Breaking Bad", solo una lenta discesa collettiva nell'oscurità del lago di Ozark. La tensione resta alta, alimentata da variabili imprevedibili e da personaggi pieni di zone d'ombra. La serie funziona grazie alla scrittura solida, all'atmosfera cupa e a un cast eccellente: Jason Bateman impeccabile, Laura Linney straordinaria e sottovalutata, Peter Mullan e Lisa Emery memorabili nei panni degli Snell. Non ci sono veri "buoni", solo frammenti di umanità in un contesto marcio. Una prima stagione non spettacolare ma avvincente, ben diretta, a tratti lenta ma sempre efficace. Una crime‑story di qualità che merita la visione e lascia curiosità per l'evoluzione futura. Voto: 7,5

Euphoria (3a stagione) - La terza stagione della serie ideata, scritta e diretta da Sam Levinson è una stagione che cambia pelle in modo radicale: più adulta, più pulp, più estrema, ma anche profondamente sbilanciata. L'immaginario visivo resta potente, con una regia audace, una fotografia splendida e scelte estetiche nette che abbandonano il glamour delle origini per un mondo più sporco, notturno e disilluso. Tuttavia, la narrazione si perde in un eccesso continuo che travolge coerenza e identità dei personaggi: Rue precipita in storyline parossistiche, Cassie e Jules vengono svuotate, Lexi snaturata, Nate ridotto a una caricatura. Alcuni nuovi volti funzionano e regalano momenti vivaci, ma non bastano a sostenere una stagione che appare spesso caotica, sovraccarica e priva di equilibrio. Il finale, intriso di simbolismi religiosi e punizioni moralistiche, chiude il percorso con toni cupi e controversi, lasciando più smarrimento che compiutezza. Euphoria (la seconda stagione qui) si congeda come una serie che ha segnato un'epoca, rivoluzionando il teen drama, ma che nel suo ultimo atto si è persa nella volontà di strafare, sacrificando la complessità che l'aveva resa unica. Voto: 5,5

lunedì 29 giugno 2026

Le serie tv del mese (Giugno 2026)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

The Last Kingdom (4a stagione) - La quarta stagione rimane un capitolo valido, sostenuto da un comparto tecnico ormai pienamente maturo: la fotografia è più ricercata, le battaglie sono crude e spettacolari, tra le più potenti dell'intera serie. Anche il percorso di Uhtred continua a funzionare, grazie a nuove alleanze e tensioni politiche che mantengono vivo il cuore della storia e ampliano il respiro dell'Inghilterra in formazione. Allo stesso tempo, però, si avverte il peso delle assenze: la perdita di figure carismatiche delle stagioni precedenti lascia un vuoto che i nuovi personaggi non colmano del tutto. Alcune sottotrame (soprattutto quella di Brida) risultano meno incisive, quasi meno convinte, e il ritmo non ha più la compattezza feroce della terza stagione. Si percepisce una scrittura più incerta, che alterna momenti molto riusciti ad altri più deboli. Pur con questi limiti, la stagione resta buona: non raggiunge gli standard altissimi fissati fin lì, ma offre ancora momenti potenti, battaglie memorabili e un mondo narrativo che continua a respirare autenticità, tensione e un'identità visiva ormai riconoscibile. Una stagione imperfetta, sì, ma ancora capace di lasciare il segno. Voto: 6,5

Stranger Things - Storie dal 1985 (1a stagione) - Uno spin‑off animato piacevole ma non indispensabile: un'avventura horror per ragazzi che punta tutto su atmosfera, nostalgia e ritmo, senza incidere davvero sulla mitologia della serie. L'animazione è fluida, l'estetica rétro funziona e Hawkins ritrova colori e leggerezza, con un tono che richiama i cartoon anni '80. È un prodotto curato e divertente, pensato per colmare il vuoto lasciato dalla serie madre (conclusasi con una spettacolare quinta stagione). Il limite è narrativo: collocato tra due stagioni già note, non può rischiare né cambiare nulla. I personaggi restano statici, i pericoli innocui, gli eventi troppo "grandi" per essere ignorati ma troppo piccoli per contare davvero. In sintesi: una parentesi nostalgica ben fatta, godibile e affettuosa, ma sostanzialmente superflua. Voto: 6

Big Sky (3a stagione) - La serie partiva con un'identità forte: un villain memorabile, un'atmosfera tesa e un intreccio che, pur irregolare, aveva un fascino autentico. La prima stagione era caotica ma viva, mentre la seconda (pur già più instabile) riusciva ancora a restare sul filo, mantenendo un minimo di coerenza e di tensione nelle sue derive più eccentriche. Con la terza stagione, però, tutto si spezza. Il cambio di rotta non è un'evoluzione ma un deragliamento: trame sovraccariche, personaggi che entrano ed escono senza logica, casi riempitivi e un tono sempre più patinato trasformano la serie in qualcosa di irriconoscibile. L'arrivo di Reba McEntire, invece di dare spessore, accentua la sensazione di artificio, con un personaggio poco credibile e fuori tono rispetto ai cattivi delle origini. Il risultato è una stagione confusa, poco tesa e spesso inverosimile, dove le scelte dei protagonisti sembrano dettate più dalla necessità di far avanzare la trama che da una logica interna. Ed è un peccato, perché Big Sky aveva davvero le basi per diventare un thriller solido e coerente. Per me la terza è la peggiore: quella in cui la serie perde definitivamente se stessa. Voto Stagione: 4; Voto complessivo: 5,5

giovedì 28 maggio 2026

Le serie tv del mese (Maggio 2026)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

One Piece (2a stagione) - La seconda stagione di One Piece su Netflix conferma la solidità del progetto senza superare davvero l'impatto della prima. Ritrova lo stesso equilibrio tra fedeltà, ritmo e spirito d'avventura, ampliando il mondo narrativo con nuove isole, nuovi personaggi e una ciurma sempre più affiatata. Le dinamiche interne funzionano bene, le new entry sono convincenti e l'atmosfera resta quella di un viaggio genuino e divertente. Allo stesso tempo emergono limiti più evidenti: gli effetti speciali sono altalenanti, alcuni combattimenti risultano meno incisivi e certe scelte estetiche o di montaggio appaiono discutibili. L'abbondanza di cameo e anticipazioni, pensata per i fan, rischia di spezzare la coerenza e di rendere la stagione meno autonoma. Anche la compressione narrativa sacrifica alcuni personaggi e rende il racconto meno compatto rispetto alla prima stagione. Pur senza un vero salto di qualità, la serie mantiene intatto il suo fascino e prepara con cura la strada verso Alabasta. È un capitolo solido, piacevole e rispettoso dell’opera originale, che conferma la tenuta del live‑action senza replicare del tutto l'effetto sorpresa dell'esordio. Voto: 7,5

Glaskupan: La cupola di vetro (Miniserie) - Firmata da Camilla Läckberg, parte da un'idea forte e da un passato traumatico che dovrebbe dare profondità alla protagonista. L'autrice inserisce anche temi femministi e razziali, smontando l'immagine di una Svezia placida e impeccabile. Ma l'esecuzione non regge il peso delle ambizioni. Il racconto procede con personaggi poco definiti, interpretazioni corrette ma raramente memorabili e un'indagine costellata di ingenuità narrative. La tensione è intermittente, i depistaggi si riconoscono subito, il movente del rapitore convince poco e persino l'ambientazione nordica (solitamente un punto di forza) qui aggiunge meno atmosfera del previsto. Qualche merito c'è: l'impronta noir funziona, la protagonista Lejla è ben diretta e l'indagine psicologica sui traumi ha un suo spessore. Ma la trama resta prevedibile, priva di veri colpi di scena, e la protagonista finisce per apparire più ingenua che brillante, incrinando la credibilità dell'intero impianto. Chi ama il nordic noir potrebbe trovarvi qualche suggestione, ma chi si aspettava un thriller all'altezza del nome della Läckberg rischia di restare freddo quanto il paesaggio che lo circonda. Voto: 5

Big Sky (2a stagione) - La seconda stagione della serie televisiva thriller poliziesca statunitense creata da David E. Kelley resta nei binari della sufficienza, ma perde quel minimo di tensione che rendeva la prima stagione (pur banale) sorprendentemente appassionante. Qui la banalità rimane, mentre l'appassionante svanisce. La serie prova ad allargare il mondo narrativo con un intrigo più corale, un incidente sospetto e un carico di droga, ma finisce per disperdere il focus in troppe sottotrame e personaggi. Il ritmo c'è, i twist non mancano, e il cast fa il possibile per dare peso a una scrittura che spesso si rifugia nei cliché. Ma la gestione della lunga serialità mostra tutti i limiti della tv generalista: il ritorno forzato di volti noti, la formula semi‑antologica, la necessità di rilanciare continuamente senza una vera direzione. Si guarda senza fatica, certo, ma anche senza particolare coinvolgimento. Un thriller che intrattiene, non entusiasma, e che conferma come Big Sky sappia funzionare solo a metà. Voto: 6

giovedì 26 febbraio 2026

Le serie tv del mese (Febbraio 2026)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

Marvel Zombies (Miniserie) - Un prodotto (basato sulla miniserie a fumetti omonima) che punta dichiaratamente all'intrattenimento immediato: animazione fluida, ritmo sostenuto, un cast vocale di alto livello e una Kamala Khan sorprendentemente fresca al centro della scena. La serie (16ª televisiva del MCU, e la quinta animata dei Marvel Studios) recupera ciò che mancava all'episodio di What If…? dedicato agli zombie (ambientato 5 anni dopo il quinto episodio), offrendo finalmente la violenza e l'atmosfera cupa che il genere richiede, soprattutto nel finale. Tuttavia, tutto ciò che dovrebbe dare spessore al racconto resta in superficie. I personaggi secondari sono poco valorizzati, l'emotività è quasi assente nonostante le continue morti, e la trama procede spesso per coincidenze e forzature. Anche il plot twist conclusivo, pur partendo da un'idea intrigante, risulta gestito con poca eleganza. Il risultato è una serie piacevole, perfetta per una visione leggera in una sola serata, ma che lascia la sensazione di un'occasione mancata. Con qualche episodio in più e una maggiore cura narrativa avrebbe potuto ambire a molto di più; così com'è, supera la sufficienza senza andare oltre. Voto: 6+

I delitti del BarLume (13a stagione) - La tredicesima stagione de I delitti del BarLume propone tre nuovi casi e conferma la sua capacità di intrattenere con leggerezza, pur mostrando una certa ripetitività. Le gag funzionano meno, compresse dalla trama dedicata al personaggio di Corrado Guzzanti, mentre le guest star (su tutte un brillante Pietro Sermonti) danno nuova energia. Restano solide le prove di Lucia Mascino ed Enrica Guidi e l'atmosfera familiare di Pineta continua a essere il vero punto di forza. Non tutto però convince: Pasquali non decolla, il personaggio di Filippo Timi scivola nella macchietta e alcuni protagonisti trovano meno spazio. Il giallo resta sullo sfondo, ma la coralità comica, la chimica del cast e qualche trovata meta-narrativa rendono comunque la stagione piacevole e rassicurante, pur senza particolari slanci di originalità. Voto: 6

L'arte della gioia (Miniserie) - La miniserie racconta l'ascesa di Modesta, dalla tragica infanzia agli anni in convento fino alla villa dei Brandiforti, costruendo un racconto visivamente ricco e ben diretto. Le ambientazioni siciliane del primo '900, la fotografia suggestiva, le musiche curate e un ritmo solido contribuiscono a un'opera intensa e sensoriale. Il cast è un punto di forza: Tecla Insolia è magnetica e inquietante, Valeria Bruni Tedeschi domina con ironia tagliente, mentre Noce aggiunge una nota seducente e disturbante. Il risultato è un racconto pruriginoso, scandaloso, a tratti persino noir. Modesta, però, è un personaggio spietato ed egocentrico, e la sua ricerca di felicità non coinvolge lo spettatore, che resta in attesa costante della tragedia che lei inevitabilmente trascina con sé. La regia di Valeria Golino ne segue l'ambiguità con coerenza, ma la continua ricerca della provocazione finisce per offuscare le tematiche più profonde, sacrificando parte della complessità emotiva del racconto. Voto: 6,5

giovedì 29 gennaio 2026

Le serie tv del mese (Gennaio 2026)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

Stranger Things (5a stagione) - La quinta stagione chiude la saga con un finale emozionante, nostalgico e coerente con lo spirito che ha reso iconica la serie dei Duffer. Gli otto episodi, ricchi di atmosfera e visivamente più curati che mai, offrono un epilogo che celebra i personaggi e i legami costruiti in dieci anni, regalando momenti sinceri e toccanti. Lo scontro finale con Vecna funziona per intensità e messa in scena, mentre l'ultima ora, più intima, dà ai protagonisti un congedo rispettoso e sentito. Non mancano difetti: qualche lungaggine, alcune sottotrame superflue e un ritmo talvolta irregolare. Tuttavia, queste imperfezioni non scalfiscono la forza emotiva della stagione, che preferisce l'eccesso alla freddezza e punta tutto sull'impatto affettivo. Nel complesso una conclusione solida e appagante, capace di onorare il mito della serie e di chiudere un viaggio che ha segnato l'immaginario pop di un'intera generazione. Un addio affettuoso, non rivoluzionario, ma profondamente giusto. Voto: 8

Eyes of Wakanda (Miniserie) - La quarta serie animata dei Marvel Studios parte da un'idea intrigante (seguire i War Dogs attraverso epoche diverse per recuperare artefatti di vibranio) ma si ferma a un risultato solo discreto. Le quattro puntate offrono qualche spunto interessante e un'animazione a tratti suggestiva, ma la serie non sfrutta davvero il potenziale del Wakanda. La struttura antologica limita il coinvolgimento, due episodi risultano troppo simili tra loro e la terza puntata alterna buone intuizioni a forzature evidenti. La CGI è irregolare, la scrittura superficiale e spesso sacrificata all'azione. La quarta puntata, più ambiziosa e legata al MCU, è la migliore ma non basta a risollevare l'insieme. Nel complesso, una miniserie piacevole ma poco incisiva: intrattiene, ma lascia la sensazione di un'occasione mancata. Si poteva fare di più. Voto: 6

Mercoledì (2a stagione) - Una stagione, livello generale e in qualità, inferiore alla precedente: più dark nell'atmosfera, ma con una trama meno solida e diverse forzature. I personaggi principali funzionano, con Enid che spicca più di Mercoledì. Rimane il mood "alla Harry Potter", con meno teen‑romance e più spazio alla famiglia Addams, coinvolta nel mistero centrale attraverso varie sottotrame. Il tentativo di ricreare un momento iconico della prima stagione (cameo di Lady Gaga incluso) risulta forzato e un po' cringe. La storia è a tratti confusa e il ritmo altalenante, dando l'idea di una stagione un po' spinta. Nel complesso si lascia guardare, ma senza entusiasmare. Voto: 6,5

martedì 30 dicembre 2025

Le migliori serie tv viste nel 2025

Ecco la classifica delle migliori serie tv e/o miniserie viste quest'anno, quelle produzioni che secondo mia personale opinione consiglierei di vedere, poiché soddisfacenti, adeguati e/o mediamente pregevoli. Tuttavia opinabili sono i miei giudizi e toccherebbe allo spettatore la decisione ultima, nessuna responsabilità, ma io ve l'ho detto. In ogni caso la lista di tutte le serie/miniserie belle e brutte viste quest'anno trovate nella pagina SERIE TV ANNO PER ANNO DAL 2015 AD OGGI.

  • 17. Voto: 7 - Squid Game (3a stagione): La terza stagione offre una chiusura dignitosa, pur affrettata, ma resta un epilogo efficace per Gi‑hun e per i temi morali della serie.
  • 16. Voto: 7 - What If...? (3a stagione)What If…? chiude il suo percorso con una stagione solida: tecnicamente brillante, ricca di ritorni, idee riuscite e qualche sorpresa. Pur con episodi meno incisivi, resta leggera e divertente, offrendo un commiato piacevole e ben calibrato.
  • 15. Voto: 7 - The Handmaid's Tale (6a stagione): La sesta stagione de Il racconto dell’ancella chiude la storia di June con intensità e una forte carica politica, sostenuta da una grande Elisabeth Moss. Pur con ripetizioni e qualche incoerenza, offre una conclusione solida e compiuta.
  • 14. Voto: 7 - Daredevil - Rinascita (1a stagione): La serie segna il ritorno del vigilante nel MCU con buone atmosfere cupe, ma una trama frammentata ne limita l'impatto. Pur imperfetta, resta una solida stagione di transizione.
  • 13. Voto: 7 - The Last of Us (2a stagione): La seconda stagione è tecnicamente solida ma meno incisiva, con ritmo più lento e meno tensione. Ellie risulta meno intensa, mentre Abby porta complessità. Il finale rialza la qualità, confermando un buon adattamento.
  • 12. Voto: 7 - Un gentiluomo a Mosca (Miniserie)Un gentiluomo a Mosca parte lentamente ma poi coinvolge, grazie a un ottimo McGregor e a una produzione curata. Non è un capolavoro, ma lascia un'impressione emotiva forte.
  • 11. Voto: 7 - Castlevania (Serie Completa)Castlevania è visivamente potente e gotica, con ottimi momenti d'azione. Il ritmo altalenante e i dialoghi grezzi la frenano, ma resta un dark fantasy affascinante.
  • 10. Voto: 7 - Il tatuatore di Auschwitz (Miniserie): Harvey Keitel guida una miniserie intensa ambientata ad Auschwitz, sostenuta da buone interpretazioni e un finale toccante. Non perfetta, ma capace di lasciare emozioni forti.
  • 9. Voto: 7 - The 8 Show (Miniserie)The 8 Show rielabora suggestioni da Battle Royale e Alice in Borderland in chiave più radicale e pessimista, con scenografie stilizzate e dinamiche crudeli tra i partecipanti. Pur con qualche calo, resta un prodotto solido, sostenuto da un finale convincente.
  • 8. Voto: 7 - The Expanse (Serie Completa)The Expanse cresce, inciampa e poi si rialza: dalle origini solide alla seconda stagione eccellente, passando per alti e bassi fino a un finale coerente e coinvolgente. Una space opera imperfetta ma sempre capace di sorprendere.

mercoledì 30 luglio 2025

Le serie tv del mese (Luglio 2025)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

The Walking Dead: The Ones Who Live (Miniserie) - Il sesto spin-off, nonché terzo sequel, offre un finale emozionante per Rick e Michonne, soddisfacendo i fan con una storia epica e toccante. Nonostante l'ambizione e l'introduzione di nuovi personaggi, la serie soffre per la struttura condensata in soli sei episodi, che accelera gli eventi e limita lo sviluppo. Il cast eccellente e il comparto tecnico di alto livello riescono comunque a rendere l'esperienza coinvolgente, evocando lo spirito delle prime stagioni. Pur con qualche difetto nella gestione del ritmo e degli antagonisti, la serie dona nuova linfa all'universo TWD e regala un ritorno memorabile a Rick Grimes. Voto: 6,5

Inverso - The Peripheral (1a stagione) - Misteriosa e affascinante come la realtà simulata che descrive, Inverso si presenta come un lungo prologo verso qualcosa di molto più grande. La narrazione si costruisce su frammenti, omissioni e verità parziali, coinvolgendo lo spettatore grazie a un mondo fantascientifico denso e convincente, animato da personaggi inizialmente enigmatici che guadagnano peso col passare degli episodi. Tuttavia, la costante ricerca del confronto verbale rallenta il ritmo, facendo emergere la trama con esitazione e lasciando dietro più interrogativi che risposte. Quando tutto sembra finalmente allineato e pronto ad esplodere, il racconto si trattiene, sospendendo il climax nell'attesa vana della prossima mossa. Essa infatti al termine svanisce per varie ragioni, lasciando lo spettatore interessato tanto deluso. Voto: 5

Daredevil - Rinascita (1a stagione) - Serie che segna il ritorno del vigilante nel MCU con atmosfere cupe e urbane, in continuità con la serie Netflix, pur risultandone nettamente inferiore. Regia solida, buona colonna sonora e CGI convincente creano un forte impatto visivo ed emotivo. Tuttavia, la trama risulta frammentata, con troppe sottotrame e nuovi personaggi che ne penalizzano coerenza e profondità. Meno azione, ma più violenza cruda. Una stagione di transizione promettente, che necessita maggiore equilibrio narrativo per brillare davvero. Ma che per il momento resta solida nel suo passo, nonostante le imperfezioni, perché poteva andare ben peggio. Voto: 7

The Umbrella Academy (1a & 2a stagione) - La serie inizia con un enigmatico evento che conduce una famiglia di supereroi a viaggi nel tempo e tentativi di scongiurare l'apocalisse, spesso provocata da loro stessi. La produzione è curata, con un cast efficace e un'estetica raffinata, ma la narrazione si inceppa in dinamiche disfunzionali e dialoghi evitati. L'azione è debole: combattimenti poco realistici e villain caricaturali, mentre solo N. 5 brilla con il suo mix letale di sarcasmo e strategia. La seconda stagione abbandona i toni cupi per uno stile più leggero e vivace: la trama è più scorrevole, gli episodi più compatti, e i temi sociali ben presenti, sebbene a tratti didascalici. Tuttavia, la serie rischia di perdere mordente (l'ostinazione riluttante nel non voler essere supereroi), riproponendo conflitti già visti e abusando dei paradossi temporali. In sintesi: originale e coinvolgente, ma incerta tra dramma e ironia. Folle al punto giusto, ha bisogno di reinventarsi per non bloccarsi in loop narrativi. Voto complessivo: 6,5

lunedì 30 dicembre 2024

Le migliori serie tv viste nel 2024

Stavolta ci sono andato un po' più leggero del previsto, eppure un anno entusiasmante è comunque stato, dato che il 40% delle serie e/o miniserie viste sono finiti nella categoria "fortunata", e tra conferme, sorprese e novità, un vorticoso mix decisamente piacevole, soprattutto in questo caso. La "stagione" ha infatti girato a quota 74 serie per un totale di 98 stagioni complessive, ed ha così generato questa interessante classifica, una classifica in cui ricordo trovate un'anteprima della recensione stessa (consultabile cliccando). Ricordo inoltre, ancora e nuovamente, che la lista di tutte le serie "buone" e/o "cattive" oppure semplicemente nel mezzo viste quest'anno trovate nella pagina "Serie tv anno per anno dal 2015 ad Oggi" del blog. Buona presa visione/lettura a chiunque passi da qui.


29. In questa stagione si ride, ci si commuove e si riflette ancora più della precedente. L'intrattenimento leggero e casalingo proposto rimane perfetto per il periodo natalizio, anche se alcune scelte di trama risultano prevedibili. (7)
28. Con una narrazione più chiara e coerente, arricchita (ancora una volta) da momenti epici e scene magniloquenti, ha superato le lacune (alcune ma non tutte) della prima, grazie anche a personaggi ben sostenuti da elementi chiave. Tuttavia, le scene ambientate a Númenor sembrano datate, in contrasto con il resto del racconto e della messa in scena. (7)

lunedì 30 settembre 2024

Listone del mese (Settembre 2024)

Il periodo complicato non è ancora terminato, anzi, proprio domani mio padre si opera (per un'ernia), e ci vorrà un mese per riprendersi, però io fermo non so stare, andare avanti devo e proprio nell'ultima settimana la decisione di continuare. Ed è grazie al vostro supporto ed alla diminuzione della "pressione" meteorologica, che oggi posso essere qui per presentarvi il grande elenco del mese nel nuovo formato, con tutte le sezioni e gli argomenti raccolti in un unico post. Non è stato facile, ma ce l'ho fatta. Passerà un mese fino al prossimo listone, e spero proprio che quel giorno la situazione attuale possa finalmente avere fine, ma nel frattempo vi invito a esplorare il nuovo formato di pubblicazione, che è paradossalmente sia più ampio che più "smart" (troverete comunque tutto separatamente negli archivi).

Capitolo Musica: A partire da questo mese, ho deciso di non pubblicare più i video direttamente, ma di condividere solamente i loro link. Inoltre, non ci saranno più playlist; non sono sicuro della loro utilità, ma se mi verrà richiesto, posso considerare di aggiungerle nuovamente in futuro. Dopo l'interminabile e opprimente sequenza di hit estive, è tempo di ritornare alla normalità e di godersi la musica "libera", senza etichette o rituali sonori.

Capitolo Games: Questo mese avrebbero dovuto essere presenti tutti e quattro i giochi degli ultimi due mesi, che fanno parte della mia libreria di Prime Gaming. Tuttavia, ho dovuto suddividere il tutto in due parti. Anche la lista dei giochi esclusi è stata divisa in due; perciò, oggi menziono solo tre videogiochi che ho scartato perché privi di localizzazione in italiano. Requisito utile e necessario per giocare a The Forgotten City (avventura narrativa con loop temporali), Dexter Stardust: Adventures in Outer Space (avventura classica point-and-click) e Orten was the Case (gioco d'avventura detective/puzzle).

Capitolo Serie Tv: Inizialmente, non erano queste le serie che avevo in programma di guardare questo mese, ma circostanze impreviste hanno cambiato i miei piani. Così, ho selezionato e visionato queste sei serie per necessità e urgenza. Per il prossimo mese ho già tutto organizzato, mentre per i mesi successivi dipenderà dalle nuove uscite e da ciò che non posso posticipare. Comunque, come dico sempre, ci sarà sempre materiale disponibile e non ci sono problemi; prima o poi riuscirò a vedere "quella serie".

Capitolo Cinema: Questo mese, le mie scelte cinematografiche si sono focalizzate esclusivamente sul catalogo in continuo aggiornamento di Prime Video. Sorprendentemente, nessuno dei film visionati è in scadenza nei prossimi 30 giorni, garantendo così completa libertà di visione. Per quanto riguarda i quattro film dell'angolo "Vintage", che ritorna dopo un po' di tempo e che da ora in poi accompagnerà i film più "moderni", tutti sono disponibili ma attraverso canali alternativi. "Il gatto a nove code" è disponibile su Prime Video e anche su "Plex" (dove si trova anche "4 mosche di velluto grigio"), ma in lingua inglese. Su YouTube, invece, è possibile trovare "Una sull'altra" in italiano, e lo stesso vale per "Non si sevizia un paperino", ma su Dailymotion. Questi ultimi quattro film sono stati scelti per un motivo specifico: fanno parte dello speciale "Thriller all'italiana anni '70". Questa è l'occasione per vedere due film ciascuno di due maestri del cinema italiano, Dario Argento e Lucio Fulci, già menzionati in precedenza. Ci saranno altri speciali e molti altri film verranno discussi, ma per ora vi auguro una buona lettura e visione di questi.

mercoledì 17 luglio 2024

Le serie tv del mese (Luglio 2024)

Peccato non riuscire, più di quanto possibile, a sfruttare ancora di più l'abbonamento (temporaneo) ad Apple Tv Plus, perché piattaforma di gran qualità che spesso cose buone produce e/o trasmette. Ma in tre mesi e visto che molto c'è da vedere anche altrove, più di così era difficile fare. E' già da un mese, ma mi ricordo solo ora di comunicare (maledette troppe cose per la testa), che anche quest'anno (e più o meno nello stesso periodo dello scorso) ho ricevuto 3 mesi abbonamento gratis ad Apple Tv Plus (ma stavolta grazie a Dazn), che ho cominciato a Giugno con le visioni (con una serie ed un film), e finirò ad Agosto, con altre due serie (una qui presente e l'altra più corposa nel prossimo listone) ed altri 3 film (e tutti saranno presenti nel listone cinematografico di fine mese, perché nel prossimo è tardi e c'è poco spazio). Insomma, quello che più mi solletica sto recuperando, e non mi posso lamentare di come va, anche perché il resto non è stato da meno delle mie aspettative in questo (infernale) mese.

[Prime Video] Fallout (1a stagione) - Sembra davvero un periodo entusiasmante per i fan dei videogiochi e delle serie TV. Dopo il successo di The Last of Us di HBO, anche Prime Video ha colto nel segno con l'adattamento di "Fallout" (gioco a cui ho giocato al contrario dell'altro). La serie riesce a sfruttare al meglio l'ambientazione, l'atmosfera e la vena di follia del gioco, rendendola accessibile anche a chi non ha mai giocato alla serie videoludica. Tuttavia, i fan del gioco possono apprezzare le piccole citazioni sparse qua e là. Ambientata in una Los Angeles pre e post apocalisse atomica, la serie ruota attorno a tre personaggi chiave, tra cui spicca il carismatico cowboy mutante interpretato da Walton Goggins (però quanto è fantastica Ella Purnell). La caratterizzazione dei personaggi, la cura nella messa in scena, gli effetti speciali di qualità e la miscela ben dosata di azione e ironia, sostenuta da una colonna sonora accattivante, rendono questa serie una delle migliori del genere. L'idea di distribuire la narrazione su più protagonisti è perfetta per rappresentare un open world, soprattutto uno così ricco di direzioni possibili. I personaggi funzionano bene sia individualmente che nelle interazioni, grazie alle loro differenze e esperienze formative. Anche se il ritmo della prima stagione può sembrare introduttivo, c'è comunque molta sostanza, e il finale è davvero sorprendente. La serie riesce a immergere gli spettatori nel mondo di "Fallout", offrendo intrattenimento e critica sociale tipica del franchise. L'unico problema? Finisce troppo presto, lasciandoti con la voglia di vedere di più. Speriamo (che gli autori di Westworld) realizzino la seconda stagione al più presto. Voto: 8

[Sky] Call My Agent - Italia (2a stagione) - Nella prima stagione, i quattro agenti erano alle prese con la crisi dell'agenzia e le esigenze delle star che rappresentano. Anche questa nuova stagione inizia con difficoltà: il flop del film "Bastianazzo", un grande investimento per la CMA, e la ricerca di un nuovo socio per salvarla. Le storyline dei personaggi intanto, continuano in parallelo, tra lavoro e vita privata. La stagione 2 è godibile, ma presenta alti e bassi. La sceneggiatura prende infatti una piega negativa come molte produzioni italiane, esplorando le bassezze del panorama cinematografico italiano, ma resta solida. La brillante scrittura di Lisa Nur Sultan colpisce difatti ancora e, come nel primo ciclo di episodi, anche qui un regista ruba la scena: Gabriele Muccino, che raccoglie il testimone di Paolo Sorrentino, offre una prova magnetica. Alcuni episodi brillano per originalità e approfondimento, in particolare quello con Elodie e Dario Argento, altre no, ma la stagione nel complesso risulta godibile, grazie appunto alle boutade di queste e altre (ma non tutte) guest star. Il risultato è una serie (ancora) divertente, fresca e coinvolgente, con attori di grande talento e un team produttivo capace di esaltare le qualità del prodotto. Un prodotto che merita (nuovamente) di essere visto (ed apprezzato) perché intelligente e capace di far ridere di gusto. Voto: 7

venerdì 21 giugno 2024

Le serie tv del mese (Giugno 2024)

Oltre alle serie in programma per questo mese, che come altri si è dimostrato variabile in termini di qualità, ho finalmente guardato la quarta stagione di LOL, il famoso show comico di Amazon, come avevo anticipato il mese scorso. Questa nuova edizione conferma sia i suoi limiti che i suoi punti di forza. Vantando un cast affascinante e iconico, il programma comico tenta nuovamente di stupire lo spettatore con momenti divertenti e sorprendenti, mantenendo lo spirito fluttuante che lo distingue dagli altri. Tuttavia, il divertimento generale rivela alcune lacune man mano che gli episodi avanzano, senza riuscire a raggiungere un apice nel finale. LOL 4 ha sicuramente dei pregi, riuscendo a far ridere e intrattenere come al solito. Le critiche più severe provengono da alcune performance e, in particolare, dalla conduzione, che appare ormai un po' datata. Comunque, sono felice per il vincitore o la vincitrice (senza fare spoiler) e penso che la vittoria sia stata davvero meritata. Mi piacerebbe molto vedere una Stagione 5 con artisti del calibro di Checco Zalone o Aldo Giovanni e Giacomo, ma resta tutto da vedere, chi può dirlo?

[Apple Tv Plus] Shrinking (1a stagione) - Un psicoterapeuta in lutto per la scomparsa della moglie rivisita il suo approccio professionale e le relazioni personali e familiari. La serie di Apple, bilanciata tra dramma e leggerezza, vanta personaggi solidi e ben delineati dalla sceneggiatura, rea solo di non essere riuscita a costruire un intreccio più avvincente di quello proposto, che comunque coinvolge e riesce ad interessare. Jason Segel stenta a calarsi nel suo ruolo e a sintonizzarsi con il cast, in particolare con Harrison Ford, che arricchisce la serie con una delle sue interpretazioni più riuscite. Superati alcuni ostacoli però, la narrazione fiorisce in una sequenza di eventi comici e tragici che lasciano un retrogusto agrodolce ma piacevole. Shrinking parte infatti in sordina ma si sviluppa gradualmente, trovando un equilibrio tra dramma e commedia. È una serie che sa emozionare e divertire, lasciando alla fine un'impressione di successo e interesse, nonostante un inizio incerto. In definitiva, è un prodotto televisivo essenzialmente divertente e al contempo significativo, decisamente brillante. Voto: 7

[Disney Plus] Echo (Miniserie) - La serie Marvel Echo si concentra su un personaggio poco noto, esaltando la diversità (la protagonista è sordomuta e monca di una gamba) e celebrando le origini native americane della tribù Choctaw. Tuttavia, al di là delle scene d'azione, la serie delude. Cinque episodi sembrano girare in tondo, appiattendo un personaggio che aveva più sfaccettature come antagonista in Hawkeye. Cinque episodi avrebbero potuto arricchire il personaggio, ma dopo il primo è evidente che Echo serve solo "a riempire", un progetto poco convincente e un investimento mal riposto che non onora né se stesso, né la protagonista, né le comunità che intende rappresentare (per un confronto, Reservation Dogs, che condivide alcuni attori, è la scelta migliore). Azioni senza peso e inseguimenti in moto che sprecano tempo. In definitiva, Echo è una miniserie da guardare in un'unica sessione, ma che si dimentica subito dopo. L'assenza di un'identità estetica coerente e comprimari che eclissano la protagonista, in particolare Vincent D'Onofrio, che nonostante la sua presenza non può compiere miracoli, sono le principali ragioni del fallimento di Echo. A maggior ragione è considerata la peggior serie Marvel dall'epoca di Iron Fist. Voto: 5

martedì 20 febbraio 2024

Le serie tv del mese (Febbraio 2024)

Dopo la scorpacciata di gennaio con le serie di Sky, è tempo di tornare alla normalità, è tempo nuovamente di affiancare a serie e/o miniserie recenti, pacchetti completi di serie finite o cancellate di qualche annetto fa. Ma questo è solo un assaggio, ci saranno infatti altri 10 mesi per vedere le tantissime serie che la mia programmazione ha deciso di inserire mese per mese, però in questo periodo sono già usciti alcuni prodotti ed altri nel corso dell'anno usciranno, e cercherò di non perdermi anche quest'ultimi, anche se tutto dipende, e come sempre, dal tempo, lo spazio e le possibilità di visione. Ma intanto intenso è stato questo febbraio.

[Netflix] After Life (Serie Completa) - Pur mantenendo l'essenzialità delle serie britanniche, che non eccedono nel numero degli episodi, After Life riesce a renderci parte di un mondo intero. Un microcosmo di personaggi ispirati e memorabili esposti tanto nelle loro fragilità che nelle piccole grandi sfide quotidiane. Tra humor e dolore, follie e disperazioni, partecipiamo empaticamente a una grande storia di amore e umanità, qualcosa che lascia il cuore più aperto. Tra la commedia nera e il dramma, After Life è infatti una serie ben riuscita, scritta e interpretata da un Ricky Gervais al meglio di sé. Certo non c'è granché approfondimento dei personaggi, ma è poca cosa considerato che contribuiscono tutti, con le loro azioni, alla morale della storia: vivere un lutto è terribile ma le persone attorno, in un modo o nell'altro, possono aiutare in qualche modo. La forza e l'originalità di After Life stanno nel mostrare per quello che è, senza tanti fronzoli, una realtà nella quale tutti noi possiamo riconoscerci: la tristezza, l'insoddisfazione, la depressione fanno parte di chiunque, magari non sono una costante ma tutti prima o poi possono imbattersi in queste condizioni mentali. Ricky Gervais non voleva raccontare una favola di rinascita, di una nuova vita e di un nuovo amore. Perché, dopo un'esperienza come la sua, non è scontato, non tutti sono uguali reagendo allo stesso modo. Lui rifiuta la possibilità di un'altra relazione, ma nell'arco narrativo di tre stagioni conquista una nuova consapevolezza: raggiunge quella serenità che gli permette comunque di andare avanti. E chi lo dice che la serenità non sia meglio di una felicità che va e viene? After Life tuttavia, pur rivelandosi, nella sua totale interezza, una serie tv imperdibile, talvolta, scade in alcune cadute di gusto vistose e imperdonabili, smarrendosi in numerosi sketch, se non del tutto inutili, perlomeno non necessari, pecca inoltre di tanto in tanto di qualche buonismo retorico un po' fasullo, eppure nonostante ciò, ed ugualmente, rifulge di vita propria e assai eccelle lodabilmente, toccando financo alte vette d'alta poesia struggente. Dosa perfettamente cinismo e momenti agrodolci: si ride, ci si commuove e soprattutto si riflette parecchio, cosa desiderare di più?. Voto complessivo: 8

venerdì 26 gennaio 2024

Le serie tv del mese (Gennaio 2024)

Un nuovo anno di serie e/o miniserie ricomincia, e ricomincia com'era cominciato lo scorso, ovvero con uno "speciale" interamente targato Sky, 9 prodotti distribuiti nell'arco di tutto il 2023 tramite i canali dedicati alle serie (Atlantic, Investigation, Serie) della suddetta piattaforma, ma non solo, perché ricomincia nuovamente con un'altra stagione di NCIS, in questo caso la diciannovesima. E che dire? Sono stato un appassionato osservatore del Naval Criminal Investigative Service sin dal suo inizio nel 2003, alcuni anni sono stati migliori di altri, ovviamente, ma hanno sempre avuto Gibbs (l'attore Mark Harmon) al centro dello spettacolo: anche quando non era fisicamente presente (come in questo caso, presente solo nelle prime puntate), la relazione di ogni personaggio con Gibbs (in questa stagione "sostituito" da Gary Cole) ha influenzato le loro azioni. Ed ora che più non c'è (non bastasse la scomparsa di David McCallum, lo storico medico legale della serie), senso non ha più almeno per me di continuare. Vero che cambio di interpreti è normale nella tv, e specialmente in una serie lunga 20 anni (Ziva, Tony, Abby, ed ora è rimasto solo McGee), ma Gibbs è troppo da digerire, niente Gibbs uguale niente NCIS, almeno per me. E insomma peccato, ma in ogni caso è stata una corsa fantastica, però è tempo di ritirarsi (ma dubito che succeda, però per me finisce qui). A proposito di ritiri e quant'altro, tra cancellazioni, ultime stagioni e viaggi unici, il resto delle visioni del mese un compendio di prodotti internazionali interessanti ma in pochi casi convincenti.

Das Boot (4a stagione) - Nella quarta stagione di Das Boot, in verità la migliore di tutte le stagioni (cosa rara tra l'altro chiudere in crescendo), la brutale guerra sottomarina nel Mar Mediterraneo giunge al culmine, mentre intrighi e segreti si diffondono per Berlino. Le stagioni precedenti (compresa la terza) credo soffrissero prevalentemente di essere troppo lunghe. Le trame "terrestri" erano per lo più riempitive, tanto da ritrovarmi a scremarli per le parti "in mare". Ma non è stato così con questa quarta ed ultima stagione. Avere solo 6 episodi invece di 8 (o 10) è stata una decisione saggia, la scrittura più serrata ha certamente contribuito al risultato finale, quello di un interessante e buon film di 6 ore. Ore in cui chiudere tutti i conti in sospeso, e di cui servirsene per chiudere con il resto. In questo senso peccato che non ci sia una stagione 5, ma credo che godersi la disgregazione del Reich nazista era troppo anche per loro. Alla fine resta una serie storicamente e drammaticamente interessante che qualche ricordo lascia, come fece il film del 1981 di Wolfgang Petersen, di cui la serie (si ricordi) era specie di sequel. Voto: 6+

Django (Miniserie) - Una serie, anzi miniserie (e per fortuna), che manca da subito il bersaglio. Django infatti, nella sua versione rivisitata in chiave contemporanea, femminile, psicologica, cerca di costruire una nuova mitologia, purtroppo non riuscendoci. Lo show sotto la direzione artistica di Francesca Comencini tenta di essere con tutte le proprie forze originale e sovversivo, non essendo però in grado di costruire veramente un inedito immaginario su cui sviluppare la leggenda del suo protagonista. Tutto questo nonostante il lavoro ingente e lodevole dal punto di vista della produzione e delle ricostruzioni scenografiche, oltre alle buone interpretazioni dei suoi attori (a parte Manuel "che proprio non c'azzecca" Agnelli). Django è un western che non sa di western. Una città utopica in un West atipico, un West senza una vera identità. Django è una delusione, un prodotto mal concepito e mal scritto, che non mantiene nessuna promessa (lo si aspettava con entusiasmo) e si accontenta di tanta malriposta ambizione circa il risultato finale. E insomma si poteva anche evitare di fare. Voto: 5

sabato 30 dicembre 2023

Le migliori serie tv viste nel 2023

E' stata una stagione/annata seriale lunga, altalenante ed intensa, in parte anche estenuante, molto più di altre volte, compresa l'annata scorsa. La stagione ha infatti girato a quota 83 serie per un totale di 107 stagioni complessive, ed ha così generato questa corposa e al contempo snella (poiché avulsa di note aggiuntive od ulteriori riconoscimenti) classifica, una classifica in cui ricordo trovate un'anteprima della recensione stessa (consultabile cliccando). La lista di tutte le serie "buone" e/o "cattive" oppure semplicemente nel mezzo viste quest'anno trovate invece, e come sempre, nella pagina "Serie tv anno per anno dal 2016 ad Oggi" del blog.

26. Un prodotto nel complesso e nel suo genere sicuramente riuscito, senza grandi novità in sceneggiatura o virtuosismi di regia o ancora interpretazioni magistrali, riesce ad essere superiore alla media in quanto le atmosfere sono da brividi ed alcune sequenze spaventano davvero. (7)
25. Una serie tenera e dolce, piena d'amore e battute divertenti, che ci regala una storia interessante e piena di temi attuali. Uno di quei prodotti semplici ma che riesce comunque a lasciare il segno. (7)
24. Ormai il distacco dal libro è completo, però la serie ha successo e si va avanti, solito ritmo, solite cose, ma sempre tutto ben fatto. The Handmaid's Tale in questa stagione, seppur con qualche piccola lentezza narrativa in più, si conferma infatti un gioiello televisivo. (7)

venerdì 23 giugno 2023

Le serie tv del mese (Giugno 2023)

Dai giocattoli ai videogiochi il passo è breve, e dopo la bella docuserie (in tre stagioni) de I giocattoli (della nostra infanzia), che era appunto incentrata sulla storia di importanti linee di giocattoli, ho finalmente visto/recuperato anche High Score, da Space Invaders a Doom, un viaggio con Netflix, un viaggio nostalgico, appassionante e galvanizzante, nella storia dei videogiochi, dalla loro nascita fino alle console moderne. E questo attraverso varie interviste a sviluppatori e videogiocatori protagonisti del periodo di riferimento, che va dagli anni '70 ai '90. Memorabili soprattutto tutti i retroscena dietro alla creazione di giochi come Pac Man e Sonic. Nel complesso in ogni caso, sono rimasto piacevolmente soddisfatto da tutto quello visto, certo, non sempre, nel corso dei sei episodi, la serie centra perfettamente toni, ritmo e l'alto interesse verso la materia (e comunque non è perfetto, non è completo come una enciclopedia, e si "dimentica" molti protagonisti, sia persone che videogiochi o hardware), ma il documentario si dimostra comunque un ottimo viaggio nella (ri)scoperta delle prime console e nel successo crescente, crisi annesse, dei videogiochi dal 1978 al 1993. Inoltre, vero e proprio punto di forza, High Score riesce ad elevare la semplice cronaca arrivando ad affrontare tematiche sociali, morali e culturali che ancora oggi vengono discusse quando si parla di videogiochi. Un tocco di nostalgia ben dosato e l'emozione è completa, soprattutto per chi ha speso un bel po' di tempo durante l'infanzia e l'adolescenza in sala giochi o davanti ad una console. E per gli altri (che non rientrano nella categoria dei gamer) l'opportunità di scoprire un sacco di informazioni sul mondo dei videogame, perché insomma è imperdibile.

The Defenders (Miniserie) - E venne (finalmente) il giorno (i pezzi del puzzle alla fine ricomposti) in cui i quattro supereroi Marvel delle serie tv ex Netflix si unirono insieme per affrontare una minaccia comune, proprio come gli Avengers del grande schermo. Che gli eroi si chiamino Vendicatori o (come in questo caso) Difensori, il risultato è quasi lo stesso (più o meno), l'unica differenza è che al cinema i costi sono molto più alti mentre qui si gioca al risparmio, sia sui nemici da combattere (la cosiddetta "mano" capitanata dal nuovo villain, capo delle "cinque dita", Alexandra, la brava ma inconsistente non per colpa sua Sigourney Weaver) che sugli episodi prodotti (solo otto sui consueti tredici delle singole serie). Mantiene una certa qualità evidente sia nel comparto tecnico che visivo, ma evidenzia alcuni problemi in sceneggiatura. Piuttosto gradevole e divertito nella prima parte, ma troppo "arrampicato" nella seconda, quando è in scena (quel bamboccio di) Iron Fist, poi, è persino noioso. Passa una buona metà di stagione prima che si giunga ad un compromesso d'azione, il nemico poi è molto subdolo, poco coerente nelle guerre interne e con un obiettivo un po' superficiale. Belli i combattimenti anche se un po' troppo esagerati e finti in alcuni passaggi. Girata e montata in fretta, quella che doveva essere un punto d'arrivo e di svolta, si rivela più una pura formalità, ed è questo che non va decisamente giù. Un vero peccato. Voto: 5,5

venerdì 21 aprile 2023

Le serie tv del mese (Aprile 2023)

Un mese seriale abbastanza tranquillo è stato, anche se il tempo di vedere la terza stagione di LOL non c'è stato, ma provvederò presto, penso proprio per il mese prossimo. Avrei anche dovuto vedere la docuserie (nascita, morte e miracoli) sui videogiochi intitolata High Score (disponibile su Netflix) ma ovviamente rimandata è la sua visione (al mese successivo probabilmente), come rimandata, ma di mesi invece (o di anni chissà, anche perché al momento non è più disponibile gratuitamente su Prime Video) è la serie animata Paranoia Agent, del compianto Satoshi Kon, creata e diretta da lui nel lontano 2004. Di appendici insomma, da inserire all'inizio ad ogni post come questo, ce ne sarebbero, ma l'agenda è già piena anche senza, però come per tutte le altre cose, tempo certamente troverò.

Gangs of London (2a stagione) - Il ritorno (non tanto atteso in verità) della più brutale fra le serie tv, dove si muore molto spesso e molto male. Ma questo destino vale solo per gli sgherri, mentre i protagonisti rimangono in gioco (i morti al contrario non muoiono in questo caso) in un rimestare di carte stantio e prevedibile. Ecco, questo il difetto principale, la seconda stagione di Gangs of London mantiene vivo infatti l'animo adrenalinico e violento della serie, ma lascia andare il resto. Proprio come accaduto per la prima stagione, ma molto più marcatamente, Gangs of London 2 si divide tra una scrittura approssimativa (che cede a risvolti banali, già visti e rivisti) e sequenze action adrenaliniche di elevata fattura, anche se il livello delle coreografie e delle riprese non è al passo con Corin Hardy, il fenomenale Gareth Evans (quello di The Raid per intenderci, oltretutto omaggiato) lascia al suo braccio destro il compito alquanto ingrato (ma ci sono comunque alcune sequenze impressionanti di brutalità). Una seconda stagione che parte piano per poi esplodere fragorosamente, peccato che lo scontro finale sia uno dei (momenti) meno memorabili, alla fine bene ma non benissimo, della classica minestra riscaldata, che si mangia anche se manca il sale. Voto: 6+

I May Destroy You - Trauma e rinascita (Miniserie) - In una (mini)serie fortemente personale e autoriale, Michaela Coel tematizza l'esperienza dello stupro e utilizza l'auto-narrazione come strumento psicanalitico di catarsi ed emancipazione. Ella scrive, dirige e interpreta questa (sicuramente interessante ma non del tutto convincente) miniserie drammatica che getta uno sguardo sorprendente sulla nozione di consenso e sulle relazioni moderne a seguito di un attacco sessuale. Uno sguardo che, lungi da me giudicare negativamente o non necessario (anzi), non resta (personalmente) impresso. Incapace data la sua complessità, di temi e nozioni, data la sua nevrosi narrativa ed ambiguità psicologica, di rendermi pienamente partecipe. Ma a parte questa mia opinione soggettiva, resta il fatto che I May Destroy You riesca, con intelligenza, genialità (in certi frangenti) ed imprevedibilità, ad eseguire egregiamente il compito d'aprir gli occhi. Voto: 6

venerdì 27 gennaio 2023

Le serie tv del mese (Gennaio 2023)

Per avviare la missione recupero serie tv (in partenza a febbraio) è stato necessario calendarizzare il tutto nel tempo (in buona parte nell'arco di quest'anno), ma non solo, togliere un po' di "zavorra" era altrettanto utile, cosicché ho riunito, in questo primo post dell'anno sulle serie tv, alcune di quelle di "marca" Sky per una necessaria quanto utile "pulizia". E in questo senso, poiché tutte da Sky sono (ancora) disponibili, l'occasione di vedere la diciottesima stagione di NCIS non mi sono fatto sfuggire. Ed a tal proposito, la diciottesima stagione non si è rivelata come una delle migliori: i misteri sembravano più facili da risolvere del solito, gli archi narrativi primari non hanno fornito conclusioni molto soddisfacenti, nessuna storia o scelta che sia riuscita ad avere l'impatto emotivo di altre stagioni precedenti. Ma nonostante una stagione ridotta a causa della pandemia, non mancano certamente i drammi, anzi, ne succedono più in questa stagione che nelle ultime 3-4 stagioni, tra un giro di droga, COVID-19, Gibbs sospeso e un killer che prende di mira proprio Gibbs. Quest'ultimo che sembra fuori gioco ma difficilmente lo sarà nella prossima, dove al contrario potrebbero non far più parte Maria Bello che interpreta il dottor Sloane ed Emily Wickersham che interpreta Ellie Bishop, entrambe figure partenti chissà per quanto. Si vedrà, intanto nuove aggiunte allo show in questa stagione (mi è piaciuta l'aggiunta del personaggio di Pam Dawber e spero che resti nei paraggi), un'altra stagione sorprendente ma non troppo, dopotutto è come la storiella di quella vecchia coppia sposata che mangia ogni settimana nel loro ristorante preferito e che sa esattamente cosa aspettarsi dal menu. Nonostante ciò continuerò ad andarci, anche se solo una volta tanto.

Yellowstone (4a stagione) - Il dualismo tra il vecchio e il nuovo e la difesa dei valori della tradizione avverso l'imminenza della modernità: Taylor Sheridan fa centro anche alla quarta stagione di Yellowstone (dove tra l'altro lo si vede nuovamente con le vesti d'attore), la gemma di Paramount Network che continua a conquistare tra tensione, colpi di scena, cupezza e misteri (terza qui). Una quarta stagione che punta tutto su alcuni dei protagonisti, finendo però per appiattirne altri e soprattutto proponendo alcune storie secondarie non sempre convincenti. Nonostante questo, la straripante Beth e alcuni colpi di scena ben gestiti riescono a tenere alto il valore della serie, che anche a dispetto di alcuni limiti riesce sempre ad essere coinvolgente e ben strutturata. In questo caso una stagione (quasi di transizione) che sembra anche il preludio (volente o nolente) per uno scontro su larga scala che potrebbe dominare le prossime stagioni. Voto: 6,5

Raised by Wolves - Una nuova umanità (2a stagione) - Mi accorgo solo ora di essere stato (tra i pochi che l'hanno vista) uno dei pochi a non aver apprezzato la prima stagione, di conseguenza questa seconda, di cui avrei sinceramente fatto a meno, almeno nel vederla, forse speravo che calibrasse il tiro, e invece non succede. Non ho odiato apertamente questa stagione (purtroppo già assicurata nonostante la mia reticenza), ma sono deluso ed amareggiato. La prima stagione ha creato un bel carico di misteri, che qui nella seconda più che vedersi sbrogliare si accumulano ancora di più, facendo perdere alla stagione completamente la bussola. La trama s'infittisce (già un dannato serpente volante era troppo stavolta) e ne succedono un sacco di stranezze (ed amenità varie), che invece di essere semplici pezzi di un puzzle da ricomporre, diventano invece semi per ulteriori misteri che mai probabilmente verranno svelati (cancellata a questo giro la serie potrebbe non avere futuro). Il problema più grande della seconda stagione è che non è all'altezza della premessa e promessa che anche la sigla d'apertura (evocativa di un incombente senso di fine dei tempi) proponeva. Una ripartenza umana era possibile o è inutile provarci? Gli umani saranno sempre umani e sempre li stessi errori faranno. Il senso di tutto si perde, rimane la banale definizione degli androidi esseri più umani degli umani stessi. Una stagione inconcludente e mediocre. Voto: 5

mercoledì 28 dicembre 2022

Le migliori attrici e i migliori attori, più le sigle e colonne sonore, delle serie viste nel 2022

Quando giudico un lavoro, che sia esso un film o un gioco, in questo caso una serie tv e/o miniserie, tengo in considerazione tutto e tutti, dalla qualità alle performance attoriali, dagli aspetti tecnici al personale coinvolgimento, così è nato questo ulteriore post relativo alle migliori serie e quello che di meglio hanno offerto. Delle classifiche quindi anche superflue per certi versi, che ho comunque esposto fin dai primi tempi, tuttavia adesso, per questione di tempo e in virtù dell'utilità di cui accennato prima, ho deciso che questo sarà l'ultimo post di questa caratura. Non è un caso che io abbia quest'anno (al contrario anche dello scorso, Qui) riservato i premi a pochi intimi. Una scelta dettata anche dalla volontà di essere più libero e "smart" con il blog, mi dispiacerà certamente, ma in ogni caso non rimpiango nessuna decisione, perciò godetevi anche voi questo post e buone visioni a tutti.


I MIGLIORI ATTORI

3. Terzo posto per l'istrionico Jonathan Pryce, viaggiatore del tempo e dello spazio in Tales from the Loop.
2. Secondo posto per la coppia dei "briganti" della fede, affiatati Michael Sheen/David Tennant che in Good Omens fanno scintille.

martedì 27 dicembre 2022

Le migliori serie tv viste nel 2022

Già detto delle 76 serie per un totale di 93 stagioni, e delle doppie (o più) stagioni di serie viste durante l'anno, e in questo senso non tutte sono riuscite a mantenere il giudizio allo stesso livello in entrambe le occasioni, tanto da riuscire ad entrare in classifica (ci sono riuscite in 6), una è infatti finita tra le peggiori, una ha rischiato di finirci ma la terza stagione ne ha risollevato le sorti (Love, Death & Robots), due non sono andate troppo oltre la sufficienza (Big Hero 6 - La serie e The Haunting), e due per poco non hanno raggiunto la quota prefissata del 7 (Cobra Kai e Upload), e non l'ha raggiunta (per un pelino) neanche la miniserie Midnight Mass, non detto che anche quest'anno (come l'anno scorso che tuttavia comprendeva l'eccezioni che stavolta ho escluso, Qui) 25 le posizioni entrate nella Top List. Una classifica che nel caso delle più stagioni vede il link dell'ultima vista (attaccata al banner) e nel caso degli altri semplicemente il link della recensione completa (sempre banner cliccando), se informarvi vogliate, solo un estratto ho difatti inserito. Ma qualunque sia, e voti a parte, ecco il meglio visto da me pronto per voi.


25. Una "origin story" dark e accattivante che intrattiene, diverte e non ha molti peli sulla lingua. Niente di innovativo e alternativo chiaramente, ma il pregio più grande di questa serie, è che riesce a raccontare i problemi tipici adolescenziali, senza esagerazione e con molta originalità e realismo. Peccato solo per il finale troncato a metà. (7)
24. The Good Lord Bird racconta una bella storia, lancia messaggi potenti ma ha il grande pregio di non farsi divorare da questi ultimi, davvero tanta roba. (7)
23. Nel complesso non male, ma ci si aspettava comunque di più, questa prima stagione lascia infatti molto a desiderare, va bene che sia solo un'introduzione, però nessuna battaglia nessun colpo di scena fino alla decima, troppo poco Goccia che fa traboccare il vaso. In ogni caso, e nonostante una certa sopravalutazione, serie da seguire. (7)

lunedì 12 dicembre 2022

Le serie tv del mese (Dicembre 2022)

Stop, con le serie stop, una stagione serialtelevisiva oggi finisce, dopo un percorso lungo un anno e che ha girato (contando ovviamente quelle di quest'ultimo mese) a quota (se non ho sbagliato i conti) 76 serie per un totale di 93 stagioni, non male direi. Ma neanche il tempo di constatare il tutto (ricordando che le classifiche non mancheranno ed arriveranno entro la fine d'anno) che una nuova già si affaccia, e che già porta in dote importanti premesse e belle promesse. Riuscirò a vedere alcune serie complete adocchiate da tempo e a vedere finalmente le serie Marvel di Netflix ma ora disponibili su Disney Plus? Lo dirà il tempo, se potrò o meno, contando tutte le serie o miniserie che verranno e quelle rimandate di anno in anno, la lista dopotutto è sempre piena, però per adesso concentrato su questo 2022 ancora sono, che nel suo ultimo giro ha regalato in gran parte buone cose, che nel complesso, e nonostante gli alti e bassi canonici, mi ha soddisfatto.

Big Hero 6 - La serie (3a stagione) - Sono rimasto un po' deluso da tutta questa (terza ed ultima) stagione, mi ero davvero divertito con le prime due, ma soprattutto con la prima. Non che il divertimento o l'intrattenimento manchi, però alcune scelte proprio non mi sono andate giù. Speravo che la seconda metà della seconda stagione fosse solo una crisi del secondo anno e che la terza stagione sarebbe stata scritta meglio, ma le mie speranze sono andate in fumo non appena ho scoperto che gli episodi erano stati divisi. Perché l'improvviso cambiamento di dividere gli episodi (in numero dimezzato rispetto agli altri capitoli) in 2 segmenti per la stagione finale? Così tante storie concentrate e non tutte allo stesso livello. In più, durante tutti gli ultimi due episodi, nessuno di questi ha davvero evocato una sensazione di "gran finale". Infine alcune sotto-trame rimangono irrisolte, penso insomma che di più si sarebbe potuto fare, e tuttavia bello il messaggio finale sulla famiglia, che in parte aggiustano il tiro maldestramente impostato per chiudere il cerchio, la storia, che spettacolo ha sempre e comunque regalato. Voto: 6-

Cobra Kai (5a stagione) - Una quinta stagione che presenta una caratteristica molto più corale, a volte dispersiva in personaggi e trame, a volta ripetitiva sempre negli stessi elementi nella fascinazione verso quel male incarnato da Silver il nuovo padrone del Cobra Kai, villain indovinato, cattivo fino al midollo senza se e senza ma. Indubbiamente è una serie che ha perso l'appeal iniziale delle prime due stagioni (quarta qui). L'approccio di dare a Johnny Lawrence il ruolo da protagonista si è perso. Vero anche il fatto che Johnny rimanga uno dei punti cardine della serie, ma di acqua passata sotto i ponti ne è passata tanta ed i momenti migliori della stagione portano molte volte il marchio del suo personaggio. Se mi si vuole passare il termine è una serie che, persa la novità dello spunto, si è "normalizzata", tuttavia non vuol dire che sia brutta. Mi è piaciuta molto la puntata finale: un tutti contro tutti dove il tasso di violenza si alza moltissimo. Un massacro su tutti i fronti dove il sangue non viene risparmiato ed è piuttosto inusuale per una serie del genere. Si aspetta la sesta e forse ultima stagione, per ora ripreso bene. Voto: 7