martedì 1 settembre 2015

Gli altri film visti ad agosto: Parte 1 - Commedia

Non tutti i film meritano una recensione completa, soprattutto se il film in questione non ha raggiunto un buon livello di gradimento o di aspettative, alcuni riescono a meritarsi un 6 politico, altri no, sono da evitare o al massimo da sconsigliare senza però vietare nessuno la visione. Ci sono 8 film che ho visto che rientrano nel genere Commedia, piccole recensioni. Bastardi in divisa (USA, 2014), Per Ryan e Justin è un momento di svolta nella vita: è giunto il momento di decidere se rimanere a Los Angeles nella speranza di sfondare o tornare in Ohio e ammettere la propria sconfitta personale. L'ennesima umiliazione durante una rimpatriata con gli ex-compagni di college si trasforma per la coppia in un'idea di riscatto: fingere di essere agenti di polizia per guadagnare il rispetto e la popolarità fin qui mai raggiunta. Un gioco che Ryan comincia a prendere maledettamente sul serio, fino a entrare in collisione con il racket di un criminale efferato, lo psicopatico Mossi. Risate spensierate garantite da uno Wayans jr. in forma, specie nella fisicità di alcune sequenze (il travestimento da killer e i tragicomici tentativi di arresto, oltre al consueto repertorio sul suo lato più femminile con corredo di gag sugli stereotipi gay).

La coppia (insieme a Jake Johnson), prelevata di peso dalla serie Tv New Girl, si avvale di una chimica collaudata, che riesce a rimediare qualche sorriso anche quando si aprono voragini nella brillantezza dello script. Il film propina la stessa filosofia di un videogame (del resto, uno dei protagonisti è proprio un creatore di videogame); tutto è possibile, in un mondo dove leggi e morale non esistono e l'obiettivo è solleticare il divertimento assoluto. Justin e l'amico di sempre Ryan scoprono che fingersi sbirri è una strada apparentemente efficace per (moderati) successi: le donne hanno un debole per l'uniforme, gli uomini obbediscono, loro malgrado, a qualsiasi ordine impartito con autorità, per quanto assurdo, se accompagnato da distintivo e pistola. Si esagera, ma è un film che in compagnia farà divertire tanti. Esilarante.


Provetta d'amore (USA, 2012), Una coppia sta facendo di tutto per avere un figlio ma senza esito. Un medico diagnostica una lentezza degli spermatozoi. Lui però in passato (e in gran segreto) è stato donatore di sperma e quindi tutto era regolare. Se nella banca del seme fosse ancora conservato un campione da lui prodotto e lo si potesse recuperare tutto si sistemerebbe, e infatti grazie ai suoi strani amici e a un pseudo-mafioso indiano (l'unico personaggio che riesce a non stancare dopo soli cinque minuti) riuscirà nell'impresa, ma non mancheranno gli imprevisti. Poca originalità nei contenuti, scarsa sceneggiatura. Da sottolineare la presenza della bellissima Olivia Munn. Quasi sufficiente.

Una notte in giallo (USA, 2014), Meghan (Elizabeth Banks) è un'ambiziosa giornalista televisiva sui 30 anni, che sta per essere promossa ad un ruolo di primo piano da un’importante rete nazionale. Ma dopo una giornata disastrosa, scopre di essere stata lasciata dal suo fidanzato e di non avere neanche ottenuto la promozione. Così le loro amiche la convincono a una notte brava, indossando un vistoso abito giallo prestato da una di loro. Dopo aver passato la notte con un uomo, riceverà una chiamata inaspettata, sarà oggetto di osservazione dall'emittente, ha solo otto ore a disposizione prima di presentarsi al colloquio più importante della sua vita, ma rimarrà bloccata nel centro della città di Los Angeles senza telefono, automobile, soldi e documenti di identità. Come tornare a casa? Per una serie di eventi, sarà più difficile del previsto. Con questo film il regista Steven Brill va sul sicuro, ispirandosi alla fortunata trilogia de "Una notte da leoni", da cui riprende i temi trattati (droga, sesso e malintesi sono infatti gli ingredienti principali). Azzeccata è la scelta della protagonista, Elizabeth Banks si dimostra perfetta in ogni situazione, mai banale o eccessiva, sempre divertente e autoironica. Anche i personaggi minori sono ben riusciti come la banda di spacciatori, esilaranti. Altra commedia statunitense con una presenza femminile di tutto rispetto. Una notte da non dimenticare. Graffiante.

Una fantastica e incredibile giornata da dimenticare (USA, 2014), Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Judith Viorst. Le disavventure dell'undicenne Alexander che passa la giornata peggiore della sua giovane vita. Una giornata che inizia male fin dal risveglio con una caduta dopo aver messo un piede sopra lo skateboard ma prosegue con la tazza del latte rovesciata, un chewing gum tra i capelli e la rovinosa caduta nel giardino di casa davanti alla ragazzina di cui è innamorato. Poi a scuola ne succedono ancora: una foto buffa e ritoccata del piccolo Alex diventa virale, in aggiunta per errore il ragazzo da fuoco all'aula di chimica. Per finire, Alex, che il giorno dopo compirà dodici anni, viene a sapere che tantissimi amici andranno ad un'altra festa di compleanno. Ritornato a casa, Alexander racconta della disastrosa mattinata ma tutti gli altri componenti non riescono a dargli retta, presi da continue discussioni: il padre Ben (Steve Carell) dovrà sostenere un colloquio di lavoro, la madre Kelly (Jennifer Garner) ha un importante progetto lavorativo tra le mani, la sorella Emily dovrà prendere parte alla recita scolastica nei panni di Peter Pan, il fratello maggiore Anthony (Dylan Minnette) dovrà invece partecipare al ballo della scuola assieme alla fidanzata. Inoltre molte delle attenzioni sono rivolte sul piccolo Trevor, di soli due anni. Alex si sente quindi trascurato e poco preso in considerazione da tutti. Scoccata la mezzanotte, il ragazzino, davanti ad una torta fatta con le su stesse mani, esprime il desiderio di far provare alla famiglia quello che ha provato lui nella giornata passata. Il desiderio, il mattino seguente, è già diventato realtà. Sarà una delle giornate più brutte della loro vita. Divertente commedia familiare targata Disney. Spassoso.

Tutto molto bello (ITA, 2014), Giuseppe e Antonio si incontrano nel reparto maternità dell'ospedale, ognuno in attesa della nascita del proprio primogenito. Non potrebbero essere più diversi: Giuseppe lavora per l'Agenzia delle entrate, è pignolo e convinto che tutti vogliano imbrogliarlo, e ha un forte accento toscano; Antonio è un precario, ha un buon carattere e vive alla giornata, non si preoccupa di nulla e ha un forte accento campano. In attesa del lieto evento, Antonio invita Giuseppe in pizzeria, e lì comincia un'odissea comica che trascina i due per bische clandestine, feste mascherate e assortite peripezie. Tutto molto bello è una contraddizione in termini, perché di bello c'è veramente poco nel secondo film da regista di Paolo Ruffini (dopo Fuga di cervelli, leggermente migliore). Manca un'idea di cinema, una qualsiasi: gli eventi si susseguono senza alcun senso della storia, dei caratteri, della realtà e persino della commedia. I personaggi di contorno sono semplicemente imbarazzanti: dal suocero di Giuseppe (Paolo Calabresi) con la forfora a nevicata al "cantante idiota" (Gianluca "Scintilla" Fubelli) allo psicopatico tatuato (Angelo Pintus, il più sprecato), ognuno improvvisa battute puerili. Nessuno ha reazioni credibili, nemmeno in chiave comica, con l'unica eccezione di Pupo (sì, il cantante), sottoposto ad una pioggia di sgradevoli battute sulla sua altezza, la sua presunta bigamia e la sua passione per il gioco d'azzardo. Divertente, ma non rivedibile.

Io sono tu (USA, 2013), andato in onda qualche tempo fa in prima visione su Italia1. Fondi illimitati hanno permesso a Diana (Melissa McCarthy) di fare la bella vita alla periferia di Miami, dove la regina dello shopping compra tutto ciò che colpisce la sua fantasia. C’è solo un inconveniente: il nome che appare sulla carta di credito utilizzata per finanziare queste spese folli è “Sandy Bigelow Patterson” ed appartiene ad un contabile che vive dall'altra parte degli Stati Uniti. Con solo una settimana a disposizione per rintracciare la truffatrice prima che il suo mondo imploda davanti ai suoi occhi, il vero Sandy Bigelow Patterson (Jason Bateman) si dirige verso sud per affrontare la donna che gli sta rubando la vita, scoprendo quanto è difficile ottenere indietro il proprio nome. Lo spunto di partenza affonda le radici nella realtà quotidiana, quanti hanno subito un furto d'identità sanno quali e quante siano le complicazioni che ne seguono. In una Confederazione come sono gli Stati Uniti la cosa è ulteriormente complicata dalle differenti legislazioni tra Stato e Stato. Ha così inizio il classico on the road che sfrutta tutti gli elementi premendo un po' troppo spesso il pedale sull'esagerazione nelle gag a cui si aggiungono killer scatenati in caccia della truffatrice che poco aggiungono, se non sul piano della durata complessiva del film, a quanto la vicenda sembrava promettere all'inizio. Due bravi attori che gestiscono due tipi di commedia in un solo film, riuscendoci, ma con fatica. Prevedibile.

Questi sono i 40 (USA, 2012), andato in onda qualche tempo fa in seconda serata su Canale5. Dopo anni di matrimonio, Pete (Paul Rudd) vive in casa con la moglie Debbie (Leslie Mann) e le loro due figlie, Charlotte di otto anni e Sadie di 13. Quando la situazione economica comincia a vacillare a causa delle cattive acque in cui naviga la sua etichetta discografica, i due cercano il modo migliore per sopravvivere e godersi il resto della loro vita... prima che si uccidano a vicenda! Il loro rapporto è in crisi per una serie di motivi tra cui problemi sul lavoro e vita sessuale. A questo si aggiungono dei non buoni rapporti con i reciproci padri. Pensare a un futuro che li veda ancora a lungo insieme non sembra essere la cosa più facile. La pellicola è un poco convenzionale spin-off del film Molto incinta (2007), sempre scritto e diretto da Judd Apatow, che si occupa della crisi di mezza età di Debbie e Pete, ovvero la coppia di amici dei protagonisti del film precedente. Nel cast c'è anche Megan Fox. Commedia oversize (134 minuti) che cede un po' nel finale ma di cui non si avverte la lunghezza. Una riflessione sorridente ma non superficiale sulle coppie consolidate.


Land Ho! (USA-Islanda 2014), Sentendosi disilluso dalla vita dopo la pensione, Mitch, un ex chirurgo, convince Colin, il suo ex cognato, a fare una vacanza con lui in Islanda. I due intraprendono il loro viaggio attraverso i ghiacci della terra lontana, per scoprire poi che in fondo, non importa quanto lontano si scappi, non si può sfuggire a se stessi. I due pensionati, entrambi abbandonati dalle mogli, vivranno una vacanza all'insegna del relax e del comfort negli eleganti hotel di Reykjavik per poi spostarsi verso nord su un 4x4 che permetterà loro di guadare torrenti, assistere alle esplosioni dei geyser, campeggiare nei luoghi più impervi fumando marjuana, fare il bagno nelle pozze calde e dormire sotto il cielo più incredibile mai visto. E' una pellicola libera, lieve e divertente, ma anche una riflessione sul senso della vita e sul passare del tempo. Piacevole e divertente.

Nessun commento:

Posta un commento