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venerdì 22 dicembre 2023

I film del mese (Dicembre 2023)

Un altro anno cinematografico se ne va, anzi, se n'è già andato (si vedrà a fine anno con le classifiche fino a che punto sia in positivo che in negativo sarà stato), e già che c'ero, potevo, dopo il listone extralarge delle serie tv di settimana scorsa, non esagerare, approfittare dell'occasione (di un po' di tempo in più a disposizione), ancora una volta? Proprio no, e infatti complici film natalizi, recuperi (per volontà e necessità) inderogabili, visioni programmate e/o capitate, ho visto la bellezza di 24 film, gli ultimi di quest'anno. Un anno, come detto prima, che finisce, e in questo caso col botto, ma non è detto che il prossimo non inizi nella stessa maniera, dopotutto di film ne ho tantissimi ancora da vedere. Ma nell'attesa "godetevi" questo listone qua, contenente di tutto e di più.

La primavera della mia vita (Avventura/Commedia 2023) - I due cantautori siciliani Colapesce e Dimartino si cimentano (per la prima volta in assoluto) in questa pellicola surreale in cui si narra di un viaggio verso alcuni misteri che avvolgono la loro splendida regione, ma anche della ricerca di un'amicizia perduta. Ritmo non sempre eccelso e situazioni talvolta monotone che comunque conducono a un finale inaspettato ma interessante. Buona la musica, che com'era lecito attendersi c'è e tanta, non eccezionale invece la recitazione (e inesistente è la regia). A conti fatti il film (dolce ma anche amaro) è un po' campato per aria e non ha una vera forza narrativa, anche se la visione la può valere, almeno per conoscere ancora meglio l'ironia dei due cantanti protagonisti. Voto: 6

Cocainorso (Horror/Commedia 2023) - Storia vera o leggenda metropolitana poco importa, la Elizabeth Banks ne estremizza i contenuti ravanando con vigore tra splatter e demenzialità nonostante una CGI difettosa e attori superati dai loro personaggi, ripudiando qualsiasi deleterio messaggio ecologico ma perdendo la trebisonda nel finale quando le scene vanno ognuna per conto loro e, soprattutto, il vasetto di miele rimpiazza il panetto di coca rievocando certe atmosfere bonarie alla Yoghi (gran brutto modo per ricordare Ray Liotta, scomparso qualche mese prima l'uscita del film). Insomma, la Elizabeth Banks tira fuori qualche coniglio dal cilindro ma nel complesso vuole strafare e sia lei che il suo orso perdono una bella occasione. C'è ben poco da salvare in questo film. Voto: 5

Il sol dell'avvenire (Dramma/Commedia 2023) - Il ritorno di Nanni Moretti porta sempre con sé grandi aspettative, che in parte quest'opera offre sotto forma del suo personaggio, amabilmente sopra la righe come ci piace, dilettevole nella sua parlata ma che, come spesso accade nel suo cinema, tende a sovrastare per carisma tutti gli altri e fagocitare persino il narrato (che mescola autobiografia, politica e amore per il cinema). La pellicola è pervasa di ironia e sa graffiare al punto giusto, meno convincente invece, il ticket da pagare per la solita manfrina sul PCI quant'era bello. Il tutto scorre bene, tralasciando qualche momento di stanca. Belli gli intermezzi musicali, con strascichi anche emozionanti. Il risultato è un bel film, forse a tratti straniante ma a suo modo compiuto. Voto: 6+

martedì 24 marzo 2020

I film visti in settimana (16-22 Marzo 2020)

Meglio della scorsa settimana, almeno per quanto riguarda gli alti, con un potente ed intenso film (che al momento si piazza sul podio dei migliori film dell'anno visti), perché per quanto riguarda i bassi, due i film mediocri. Per quanto riguarda il resto ovviamente è nella media della sufficienza.

The Vanishing - Il mistero del faro (Thriller 2018) - La storia di questo film si basa su un evento realmente accaduto, un caso irrisolto successo sulle isole Flannan, tre guardiani scomparvero nel nulla senza lasciare traccia. E' il cosiddetto mistero delle isole Flannan, dicembre 1900, un rebus tuttora insoluto che ha dato adito a molte congetture, alcune persino di carattere soprannaturale. Non è il caso di quella degli sceneggiatori Joe Bone e Celyn Jones, che in The Vanishing - Il mistero del faro, regalano al regista Kristoffer Nyholm (Taboo) la loro versione dei fatti, fantasiosa sì ma con raziocinio thriller e derive squisitamente umane. Infatti, in questa interessante versione dei fatti, ogni mistero ha una spiegazione terrena, riconducibile a dicotomie dell'uomo. E appunto questo thriller psicologico gioca su varie tematiche come l'avidità, la paranoia e l'isolamento. Il faro, punto di riferimento per le navi, diventa una sorta di prigione quando i protagonisti si ritroveranno in una situazione estrema e non potranno contattare la terra ferma per via di una radio non funzionante. L'ambientazione grigia e cupa aumenta l'inquietudine e la sensazione di insicurezza che pervade i personaggi. Il ritmo del film si alterna a momenti frenetici, dove le scelte da fare devono essere prese molto velocemente, a momento lenti, di riflessione, dove l'angoscia e le decisioni prese devono essere affrontate. Se da una parte abbiamo quindi una narrazione che cerca di ricostruire i fatti di una vicenda, dall'altra parte troviamo la rappresentazione dell'animo umano con tutte le sue imperfezioni e le sue debolezze. E il risultato è lodevole, perché anche se non risulta così disturbante ed incisivo come vorrebbe essere, riesce a portare sullo schermo una storia convincente con dei buoni risvolti emotivi, mettendo appunto delle persone ordinarie (e tutte ben interpretate, nei panni dei tre guardiani ecco Gerard Butler, Connor Swindells e Peter Mullan, quest'ultimo soprattutto su altissimi livelli) in una situazione straordinaria. Una situazione che mette più che in altre occasioni con il faro protagonista (La luce sugli oceani e Cold Skin, ed uno presto qui arriverà), spietatamente in mostra le atroci ambizioni dell'essere umano. Peccato per il finale che sembra non reggere tutte le teorizzazioni e il filosofeggiare precedenti, ma la ricompensa è una mezz'oretta centrale efficace, nuda e cruda, oltre ad un clima claustrofobico che conferma quanto il fascio di luce del faro sia sempre l'ideale per illuminare fobie, insicurezze e solitudini. Tutto tranne che indimenticabile, comunque buon film. Voto: 6+

venerdì 6 settembre 2019

The LEGO Movie 2 - Una nuova avventura (2019)

Tema e genere: Pellicola d'animazione sequel del film del 2014 The LEGO Movie.
Trama: L'invasione aliena dei Duplo minaccia il mondo dei Lego. Che scatena viaggi interstellari, battaglie, incontri.
Recensione: Era il 2014 quando sugli schermi di tutto il mondo arrivò The LEGO Movie (personalmente arrivò un po' più tardi), strabiliante lavoro d'animazione che, partendo dal mondo dei celeberrimi mattoncini danesi inventati da Ole Kirk Kristiansen nel 1916, aveva creato un film spassosissimo, ironico, colorato e pop come pochi altri. Fu un successo incredibile, doppiato di lì a poco dagli spin-off LEGO Batman - Il Film e LEGO Ninjago - Il film, che portarono al successo (l'ultimo un po' meno) un'animazione in grado di unire CGI, Stop Motion e Live Action in modo assolutamente geniale ed efficace. Ora, ad anni di distanza, ecco il sequel ufficiale: The LEGO Movie 2 - Una nuova avventura, per la regia di Mike Mitchell (un fuoriclasse dell'animazione da fine anni '90, regista anche del recente coloratissimo e divertente Trolls) e basato su uno script di Raphael Bob-Waksberg, Matt Fogel, Michelle Morgan, e soprattutto Phil Lord e Christopher Miller, i registi del primo film. Questo secondo capitolo di animazione, come dice il motivetto dei personaggi, continua a essere "meraviglioso" e a riservare sorprese: ancora più musica, ancora più personaggi e mondi (o "Sistemi Sorellari") da esplorare, in un mix appunto (riuscito) di tecniche di animazione e live action. Non ha dalla sua l'elemento novità, ciò nonostante riesce a tenere incollato allo schermo lo spettatore (presumibilmente di tutte le età) grazie ad una storia semplice ma al contempo articolata. Giocando anche con tutti i punti i forti del primo, a partire da quel mondo reale in cui tutto viene costruito e poi prende vita grazie alla fantasia di due ragazzini. Questa volta però ci spostiamo dalla tematica padre/figlio per passare alla relazione tra fratello e sorella, per poter poi trattare il tema della collaborazione e sul come lavorare in squadra sia più creativo. Un'interessante metafora per poter allargare la storia ed includere i nuovi personaggi del sistema Sorellare (di cui sopra) nel film, un film in cui diventa sempre più assidua l'interazione tra il mondo reale e quello Lego giocabile. Un film che viaggia quindi nel solco del predecessore e, nonostante non abbia lo stesso impatto del primo, riesce comunque a divertire genuinamente e soddisfare le aspettative. Lo fa spingendo sui personaggi, sia con i protagonisti, svelando altri particolari su Lucy e Emmet, sia con quelli famosi come Batman (doppiato nuovamente e bene da Claudio Santamaria), e infine con i nuovi, convincenti e sfaccettati nonostante le dimensioni ridotte dei mattoncini LEGO (a partire dalla Regina Wello Ke Wuoglio, trasformista e non-malvagia, fino al Generale Dolce Sconquasso e la sua tecnologia esplosiva). Una delle caratteristiche della pellicola (del franchise) sono le citazioni ed i riferimenti, ed anche qui ne troviamo di più o meno evidenti. Infatti gli sceneggiatori hanno scritto un secondo capitolo davvero ricco di citazioni cinematografiche e rimandi alla cultura pop. Ad esempio Apolypseburg cita classici come "Made Max" e "Fuga da New York". Troviamo un personaggio del sistema Sorellare che ricorda Edward Cullen di Twilight, ritroviamo tre Wonder Woman, una per ogni generazione. Il personaggio di Rex Rischianto è fortemente caratterizzato dalle ultime produzioni di Chris Pratt  che lo doppia nella versione originale insieme ad Emmett.

lunedì 2 luglio 2018

Power Rangers (2017)

Ci tengo fin da subito a precisare che faccio parte di quella categoria di persone che da bambino era leggermente fissato con i Power Rangers essendo io un 1985, la primissima serie dedicata a loro, quella che è durata dal 1993 al 1995, quelle nuove uscite successivamente non le ho mai viste se non a sprazzi, ormai ero un po' troppo grandicello. Dunque è questa un'altra semplice e misera operazione nostalgia? Sì, ma non del tutto, non solo perché chi non ha mai sentito parlare di questi supereroi grazie a questo film li amerà, soprattutto grazie ai ragazzi protagonisti, simpatici e stravaganti, interpretati da attori poco conosciuti ma decisamente funzionali, ma perché chi appunto li ha visti, sarà forse rimasto come me piacevolmente sorpreso da un riadattamento "reboot" davvero piacevole nel contenuto e nella forma. Perché certo, ci si aspettava in tal senso una pellicola trash (non dimentichiamoci com'era la serie tv), e invece no, non del tutto almeno. Perché questo Power Rangers, film del 2017 diretto da Dean Israelite, si rivela essere un film fedele al materiale originale (mantenendone tuttavia lo spirito trash e volutamente sopra le righe) ma riuscendo comunque nell'impresa di essere più profondo del previsto, prendendosi il più possibile sul serio, pur lasciando spazio ad una velata ironia che è tipica di certe produzioni. Il film del regista sudafricano infatti, restando fedele al suo target di riferimento e a quello contemporaneo, offre una rilettura onesta e godibile della celebre serie tv, con l'occhio rivolto all'adolescenza. Egli difatti confeziona un film perfetto per i teenager ricco di effetti speciali, riflessioni sull'adolescenza e qualche momento horror. Via quindi quelle atmosfere fantastiche e cartoonesche che caratterizzavano il serial (la vena scanzonata a cui eravamo abituati non c'è più), per far posto ad un approccio più concreto e realistico che il cinema di oggi, e di un certo tipo, predilige. Un approccio, nonostante la trama ricalchi grossomodo le orme della serie tv, completamente nuovo.

martedì 1 settembre 2015

Gli altri film visti ad agosto: Parte 1 - Commedia

Non tutti i film meritano una recensione completa, soprattutto se il film in questione non ha raggiunto un buon livello di gradimento o di aspettative, alcuni riescono a meritarsi un 6 politico, altri no, sono da evitare o al massimo da sconsigliare senza però vietare nessuno la visione. Ci sono 8 film che ho visto che rientrano nel genere Commedia, piccole recensioni. Bastardi in divisa (USA, 2014), Per Ryan e Justin è un momento di svolta nella vita: è giunto il momento di decidere se rimanere a Los Angeles nella speranza di sfondare o tornare in Ohio e ammettere la propria sconfitta personale. L'ennesima umiliazione durante una rimpatriata con gli ex-compagni di college si trasforma per la coppia in un'idea di riscatto: fingere di essere agenti di polizia per guadagnare il rispetto e la popolarità fin qui mai raggiunta. Un gioco che Ryan comincia a prendere maledettamente sul serio, fino a entrare in collisione con il racket di un criminale efferato, lo psicopatico Mossi. Risate spensierate garantite da uno Wayans jr. in forma, specie nella fisicità di alcune sequenze (il travestimento da killer e i tragicomici tentativi di arresto, oltre al consueto repertorio sul suo lato più femminile con corredo di gag sugli stereotipi gay).