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venerdì 31 gennaio 2025

Listone del mese (Gennaio 2025)

Nonostante gli scongiuri e le preghiere il 2025 non è cominciato proprio nei migliori dei modi, con due "guai" successi in pochi giorni, niente di allarmante ma un po' di preoccupazione c'è e rimane. Eppure anche stavolta sono riuscito nell'intento di riproporre il classico listone generale mensile, listone che da questo mese e per tutto l'anno cambia faccia, nuovo stile ma "vecchia" impaginazione. L'altra novità è che la pagina Instagram da adesso in poi non verrà più aggiornata, rimarrà attiva ma non conterrà le pubblicazioni mensili. Infine una parola è d'obbligo sulla Giornata della Memoria, che quest'anno vedrà sia una serie che un film sull'argomento da me visti e recensiti, una Giornata che mai come in questo periodo storico è importante conservare, divulgare, per non dimenticare uno dei periodi bui dell'umanità tutta.

Capitolo Musica: Una stagione musicalmente interessante, seppur non del tutto entusiasmante, è appena terminata, lo conferma la classica mia finestra conclusiva inerente al 2024 pubblicata fine mese scorso, ma un'altra è immediatamente ricominciata. Comincia adesso con un carico di aspettative non indifferente, ma con la consapevolezza che la musica mai si fermerà, e che al di là dei gusti musicali di ognuno, compresi i miei, tanta bella roba risuonerà e gli anni d'oro mai ci lasceranno.

Capitolo Games: L'intenzione di quest'anno appena cominciato in campo videoludico è quella di giocare a due giochi al mese per un totale di ventiquattro. Ma se ci riuscirò o meno dipenderà non solo dalla mia capacità di completamento (che man mano per vari motivi viene sempre meno) e/o dallo svicolarsi da giochi "non conformi", esempio lo sparatutto tattico Sniper Ghost Warrior Contracts, tanto semplice quanto complicato, bisognerebbe essere cecchino nella realtà per completare le varie missioni (e questo è troppo per me), ma anche e soprattutto dalla longevità dei giochi stessi. Si vedrà, ma intanto ecco il gioco più longevo e quello meno, terminati e finiti, della mia lista.

Capitolo Serie Tv: Alcune delle serie e/o miniserie che ho visto in questo mese avrei già dovuto vederle per la fine dello scorso anno, ma vicissitudini varie me l'hanno impedito, cosicché eccole ritrovate ora, pronte a fare bella o brutta figura dopo l'attesa. Oltre a ciò anche una interessante novità, non so se sia la prima in assoluto o meno (non credo proprio), ma è comunque la prima Miniserie sull'Olocausto che vedo per la Giornata della Memoria, quindi parecchia carne al fuoco da scoprire.

Capitolo Cinema: A farla da padrone in questo primo mese cinematografico dell'anno due piattaforme, quella di Sky e di Mediaset. Da quest'ultima, tramite l'abbonamento Infinity Plus, ho visto (penso record assoluto) ben 5 film, visti consecutivamente nelle ultime settimane. Cominciando da Twisters, in programma dal 27 dicembre scorso al 2 gennaio, Beetlejuice Beetlejuice, dal 3 al 9 gennaio, Super/Man: The Cristopher Reeve Story, dal 10 al 16 gennaio, Buffalo Kids, dal 17 al 23 gennaio, e Trap, dal 24 al 30 gennaio. Tra l'altro i primi quattro torneranno disponibili a febbraio. Ho visto poi un film anche da RaiPlay, ovvero Lunana, candidato per il miglior film internazionale agli Oscar del 2022, ed a proposito, altri due film candidati agli Oscar rispettivamente nel 2021 e nel 2024 e sempre nella categoria miglior film internazionale ho anche visto. Tra i dodici film di Sky ecco infatti L'uomo che vendette la sua pelle e soprattutto La zona d'interesse. Quest'ultimo non solo è l'unico ad averlo vinto quel premio, è il film scelto di vedere per la Giornata della Memoria, immancabile appuntamento della mia agenda cinematografica. Infine nel primo "Angolo Vintage" di quest'anno troviamo due film del maestro Guillermo Del Toro, non sono riuscito a trovare il suo primo cosicché ho visto i due successivi al suo esordio che ancora mi mancavano. Tra l'altro Mimic tuttora disponibile alla visione su Paramount Plus (La spina del diavolo invece l'ho visto in streaming). Uno speciale che chiude una lista di film sorprendenti, di pellicole interessanti.

mercoledì 7 luglio 2021

[Cinema] George A. Romero Filmography (Wampyr, Due occhi diabolici, La metà oscura)

Negli ultimi anni ho voluto vedere e/o rivedere alcuni suoi film, ci sono riuscito (come testimoniano le recensioni), vorrei vedere anche altri (rivedere soprattutto il suo capolavoro), ma per il momento mi accontento di aver recuperato questi tre, che della sua filmografia mi mancavano. Di un regista (ma non solo, ha fatto un po' di tutto) che purtroppo non c'è più, deceduto in seguito ad una breve battaglia contro un aggressivo cancro ai polmoni nel luglio del 2017, all'età di 77 anni. Proprio per omaggiarlo in quell'anno organizzammo (noi della cricca di blogger cinefili) un Day speciale, in cui personalmente mi occupai di Monkey Shines (che non avevo mai visto). Successivamente non ho più avuto occasione di rivedere un film di George A. Romero (la A sta per Andrew), fino a quest'anno, in cui proprio per prepararmi a questa Promessa cinematografica, ho rivisto prima La città verrà distrutta all'alba e poi Creepshow. Film di un regista "considerato un maestro del genere horror, il suo La notte dei morti viventi è ritenuto un film di culto e ha lanciato nel cinema il tema dell'apocalisse zombie. La saga sui morti viventi è proseguita con Zombi, Il giorno degli zombi, La terra dei morti viventi, Le cronache dei morti viventi e Survival of the Dead - L'isola dei sopravvissuti. A Romero è inoltre riconosciuto il merito di aver unito ad una forte componente horrorifica e splatter anche una violenta critica alla società occidentale" (fonte Wikipedia). Insomma uno dei tanti che alla cinematografia mondiale ha dato tanto, lui come altri citato ed omaggiato spesso. Ricordiamo, statunitense naturalizzato canadese, sceneggiatore, montatore, attore, scrittore, direttore della fotografia e fumettista, se volete sapere altro prego rivolgersi a Wiki, oppure più semplicemente passate da Cassidy (anche più informato dell'enciclopedia libera amica di tutti noi), la sua La Bara Volante alla sua leggenda è infatti molto legato, ha visto, letto e recensito tutto (ma proprio tutto), vedere/leggere per credere. Prima però fermatevi un secondo a leggere me, che qualcosa ho anch'io da dire.

Wampyr (Dramma/Horror 1977) - Rilettura, con evidenti elementi grotteschi, dei miti vampireschi, da parte di un maestro del genere. Un film strano, particolare e non del tutto riuscito che comunque coinvolge e affascina non poco grazie alla sua commistione di elementi orrorifici e grotteschi e con una componente spiccatamente erotica. Sebbene infatti la versione italiana (rimontaggio di Dario Argento, musiche affidate ai Goblin) non renda piena giustizia al film (questa volta la collaborazione non funziona egregiamente), riducendolo di durata e comprensività (purtroppo solamente a visione ultimata ho scoperto che ne esiste una versione americana senza tagli, e in tal senso dovrei forse vedere "Martin" poiché visto cosi non mi ha lasciato tantissimo), è comunque soddisfatto l'intento di Romero (perché in qualunque versione si veda il film, la sua mano si nota) di offrire una versione moderna e aggiornata del vampirismo, liberandolo degli stereotipi cine-letterari (crocifissi, aglio) e calandolo in una dimensione di critica sociale. Difatti gli dona le fattezze di Martin, un adolescente leggermente tardo e sicuramente ben poco affascinante, che si aggira in una bigotta cittadina statunitense alla ricerca di donne da aggredire, uccidere per poi berne il sangue. Ciò che non viene chiarito, ma lasciato all'interpretazione dello spettatore, è se Martin sia realmente un vampiro oppure un serial killer, ma l'intenzione del regista è ben altra, come al solito basta scavare un pochino per trovare il vero messaggio di fondo e cioè puntare il dito verso quell'America puritana e ricca di pregiudizi che condanna il diverso a priori, rappresentata nell'occasione dalla comunità cittadina e più nello specifico dall'anziano ed inquietante (quasi più del protagonista) cugino Cuda (il Lincoln Maazel del ritrovato The Amusement Park, distribuito quest'anno dopo 48 anni dalla sua produzione) accecato da una fede cristiana che travalica nel fanatismo. Suggestivi i flashback in bianco e nero con cui il regista si diverte a mischiare le carte in tavola, cercando di fuorviare ulteriormente lo spettatore, cercando di non permettergli di dare con sicurezza un interpretazione della vera identità del ragazzo. George A. Romero (che in questo film si ritaglia una particina per sé) si conferma così solo in apparenza innocuo artigiano dell'horror, ma in verità si dimostra capace di mescolare pellicole di genere con un messaggio ben più profondo. Ovviamente come spesso è successo con le opere di questo autore le penalizzazioni hanno reso più valido il lavoro a parole e non nei fatti, e anche in questo caso il basso budget a distanza di anni si vede tutto e la realizzazione sfortunatamente ne risente. Ritmo non elevatissimo, sequenze non particolarmente ispirate ed attori non particolarmente ispirati (anche se il giovane John Amplas esprime appieno l'ambiguità, la solitudine, l'emarginazione del necrofilo-ematofago Martin) completano il nugolo di difetti (Tom Savini meglio decisamente con gli effetti speciali che come attore). Il film ad oggi infatti, risulta decisamente datato ed a tratti anche un po' noioso e ridicolo, da qui il mio voto non eccelso, tutto sommato però il messaggio di fondo ed il fatto che lo abbia firmato un grande regista come Romero vale sicuramente una visione, possibilmente cercando la versione originale. Voto: 6,5

mercoledì 27 febbraio 2019

I peggiori film del mese (Febbraio 2019)

Proprio ieri parlavo dei Premi Oscar 2019, ma per chi non lo sapesse (i cinefili sicuramente avranno letto e saputo) il giorno prima sono stati assegnati i Razzie Awards, per la precisione i Golden Raspberry Awards, premi (consistenti in un lampone appoggiato su un nastro Super8, dal modico valore di 5 dollari) assegnati ogni anno, premi che nel corso di una vera e propria cerimonia a Los Angeles, premiano i film, i registi, le canzoni e gli attori peggiori della stagione cinematografica precedente. E così prima di esporvi le mie pellicole peggiori viste in questo mese, vediamo chi sono stati codesti vincitori. Se l'anno scorso a fare incetta di premi è stato il film Emoji - Accendi le emozioni (che non a caso ho evitato), quest'anno sono due le pellicole ad aver ottenuto un consistente numero di nomination per i poco ambiti premi. Parliamo di Gotti - Il primo padrino e Pupazzi senza gloria. A vincere (anzi, a perdere) tuttavia sono stati Holmes & Watson: 2 (de)menti al servizio della Regina con 4 premi, peggior film, peggior regista (Ethan Coen), peggior remake, parodia o sequel e peggior attore non protagonista (John C. Reilly), Donald J. Trump con 2, peggior attore e peggior coppia sullo schermo (lui e la sua meschinità), e con un premio: Cinquanta Sfumature di Rosso per la peggior sceneggiatura, Kellyanne Conway in Fahrenheit 11/9 come la peggiore attrice non protagonista, ed infine, udite udite (perché fa effetto ricevere nello stesso anno la candidatura all'Oscar con un film, e poi ricevere il peggior riconoscimento possibile per un altro), Melissa McCarthy in Pupazzi senza gloria e Life of the Party come la peggiore attrice. Detto questo, ecco a voi i miei Razzie Awards del mese.

La fratellanza (Thriller, Usa 2017): Dopo aver causato accidentalmente la morte di un amico in un incidente d'auto, Jacob finisce in carcere con l'accusa di omicidio colposo. Per sopravvivere ai pericoli della detenzione si schiera con la fratellanza ariana la quale, dopo che l'uomo viene rilasciato per buona condotta, lo costringe a dover compiere un crimine per proteggere la sua ex-moglie e suo figlio. Modesto film carcerario che ricorre a un immaginario di violenza razziale francamente grossolano e già visto. L'estetica dei corpi scultorei, dei tatuaggi e dei neonazisti non trova uno sviluppo originale nel lavoro del regista Ric Roman Waugh (Snitch: L'infiltrato), che appare piuttosto grezzo e bidimensionale anche nella direzione degli attori e nella gestione di atmosfere e messa in scena. Gli elementi cardine di questo prodotto elementare sono la forza muscolare dei personaggi, la tensione congelata in grumi di cattiveria e di vendetta, ma si tratta di elementi che anziché dare forma al dramma carcerario lo appesantiscono a vuoto. Retorico e manicheo nella contrapposizione tra vittime e carnefici, La fratellanza può vantare la prova volenterosa Nikolaj Coster-Waldau, il notissimo Jamie Lannister de Il trono di spade, e nulla più di significativo. Il film infatti, e semplicemente, non vanta un testo forte. L'intuizione di base, la ricerca effettuata sul campo, la critica al sistema carcerario statunitense parevano indirizzarsi verso un orizzonte virtuoso, ma il tutto sfocia nel nulla nel momento in cui l'autore abbandona il territorio studiato per improvvisare un thriller. Dal momento in cui Jacob mette piede fuori dalle celle la pellicola abbandona l'idea di voler sondare la decadenza di un uomo e si converte a contenuti più banali e cinematografici. E insomma, l'impegno riposto nella pellicola è evidente, ma le tematiche toccate avrebbero necessitato di una delicatezza che il regista (più stuntman) non è stato in grado di garantire (purtroppo). Comunque a parte qualche iperbole forzata e dettagli che mettono alla prova la sospensione dell'incredulità (Jacob è assistito dall'avvocato più incompetente della storia), Shot Caller risulta digeribile, ma è evidente sia narrativamente inferiore a molti dei prodotti televisivi e cinematografici già in circolazione. Voto: 5,5

lunedì 18 aprile 2016

Youth: La giovinezza (2015)

Youth: La giovinezza (Youth) è un film del 2015 scritto e diretto da Paolo Sorrentino. Il regista dopo l'Oscar per La Grande Bellezza ci riprova, ma come il precedente film, secondo me, fa un gigantesco buco nell'acqua. Personalmente molto deludente anche se visivamente bello. Ma cercando di trovare qualcosa di positivo infatti devo purtroppo affossare questo film che ritengo sopravvalutato come l'illustre pellicola precedente. E' chiaro che quando parliamo di Sorrentino e i suoi film c'è una spaccatura enorme, tra chi piace o no, tra chi lo giudica un grande regista chi un'accattone, uno che senza un'idea chiara confeziona film senza una logica, senza una vera trama, riuscendo però in modo abbastanza incredibile, agli occhi di sopraffini intellettuali, ad essere così tanto apprezzato. Secondo me lui è un furbetto, si avvale di trucchetti che ad un certo numero di persone può piacere ad altri no, come me. Si avvale infatti di un cast eccezionale, qualche scena bollente e qualche nudo (non solo femminile), ambientazioni favolistiche e naturali impagabili, musiche sopraffine, recitazioni di tutto rispetto e qualche altro mezzuccio per imbastire un tavola ricca ma vuota e senza senso, riuscendo comunque a farsi apprezzare. Ritroviamo praticamente lo stesso incipit della Grande Bruttezza italiana, personaggi vuoti interiormente ed esteriormente senza una direzione, tristi che non sanno più vivere, che si lasciano andare in modo inesorabile al tempo che passa. Come due amici da moltissimo tempo che ora, ottantenni, stanno trascorrendo un periodo di vacanza in una specie di hotel nelle Alpi svizzere. Questa "Spa" di lusso nascosta tra le montagne svizzere fa da sfondo alle umane vicende di ospiti non proprio comuni: Fred (Michael Caine), un compositore e direttore d’orchestra famoso ma in pensione, che non ha alcuna intenzione di tornare a dirigere un'orchestra anche se a chiederglielo fosse la regina Elisabetta d'Inghilterra, un attore hollywoodiano (Paul Dano) in cerca di ispirazione, Mick (Harvey Keitel) un regista affermato ma ormai al capolinea, che sta lavorando al suo nuovo e presumibilmente ultimo film per il quale vuole come protagonista la vecchia amica e star internazionale Brenda Morel (Jane Fonda), ma anche una giovane moglie tradita e lasciata e, addirittura, "Miss Universo" in soggiorno speciale. Soprattutto i due amici, che hanno una forte consapevolezza del tempo che sta passando, sanno che il loro futuro si va velocemente esaurendo e decidono di affrontarlo insieme. Guardano con curiosità e tenerezza alla vita confusa dei propri figli, all'entusiasmo dei giovani collaboratori di Mick, agli altri ospiti dell'albergo, a quanti sembrano poter disporre di un tempo che a loro non è dato. Ma la vita riserverà ai due un futuro non proprio luminoso.