Visualizzazione post con etichetta Peggio Film. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Peggio Film. Mostra tutti i post

mercoledì 31 dicembre 2025

I peggiori film visti dell'anno (2025)

Ecco la classifica delle peggiori pellicole cinematografiche viste quest'anno, quei film che secondo mia personale opinione sconsiglierei di vedere, poiché non soddisfacenti, deludenti e/o mediamente scadenti. Tuttavia opinabili sono i miei giudizi e toccherebbe allo spettatore la decisione ultima, nessuna responsabilità, ma io vi ho avvisato. In ogni caso la lista di tutti film belli e brutti visti quest'anno trovate nella pagina FILM ANNO PER ANNO DAL 2015 AD OGGI.


  • 18. Voto: 5 - L'orto americano (2024): Un film elegante ma sbilanciato: il mix di generi non trova coesione, la sceneggiatura resta fragile e il protagonista poco incisivo. Il bianco e nero affascina, ma l'opera convince solo a tratti.
  • 17. Voto: 5 - Eterno visionario (2024): Un biopic solido ma appesantito da eccessi teatrali: Bentivoglio è intenso, ma la messa in scena enfatica e la durata eccessiva rendono il racconto poco fluido. Placido dirige con mestiere, ma il film resta più interessante che davvero coinvolgente.
  • 16. Voto: 5 - Maria (2024): Un biopic elegante e malinconico, curato nello stile ma poco coinvolgente. Jolie è raffinata, ma il film resta anonimo nonostante l'ottima atmosfera.
  • 15. Voto: 5 - Parthenope (2024): Un film visivamente affascinante ma povero di sostanza: Sorrentino privilegia l'estetica e Parthenope finisce per smarrirsi, lasciando una certa delusione.
  • 14. Voto: 5 - Drive-Away Dolls (2024): Il debutto di Ethan Coen convince poco: buona intesa tra le protagoniste, ma dialoghi e trama si disperdono, lasciando un film poco incisivo.
  • 13. Voto: 5 - Finalmente l'alba (2023): Un film curato nell'ambientazione ma povero di sostanza: la storia si disperde, i personaggi risultano caricaturali e il finale convince poco. Un'occasione sprecata nonostante i mezzi.
  • 12. Voto: 5 - L'esorcista - Il credente (2023): David Gordon Green tenta di rilanciare L'Esorcista, ma tra cameo forzati, idee sprecate e una sceneggiatura senza forza il film risulta un'operazione debole e deludente.
  • 11. Voto: 5 - The Old Guard 2 (2025): Un sequel fiacco e senza mordente: ritmo lento, azione poca e personaggi poco incisivi, con la sola Theron a reggere il tutto.
  • 10. Voto: 5 - Peter Pan & Wendy (2023): Un live action elegante ma piatto, privo di slancio narrativo e di vera magia. Nonostante la cura visiva e un buon Uncino di Jude Law, Peter Pan resta incolore e la storia non riesce a incantare.
  • 9. Voto: 5 - Seance - Piccoli omicidi tra amiche (2021): Un horror al femminile con buone atmosfere e un'eroina efficace, ma appesantito da false piste forzate, un movente debole e un finale improbabile. Pur con qualche spunto, resta un film convenzionale.
  • 8. Voto: 5 - Il buco - Capitolo 2 (2024): Un prequel poco incisivo, con protagonisti spenti e una sceneggiatura senza idee forti. Nonostante il buon cast, resta trascurabile.

martedì 31 dicembre 2024

I peggiori film visti dell'anno (2024)

Il discorso sulla impossibilità di conoscere in anticipo in valore di un prodotto e del fatto che la "fregatura" è sempre dietro l'angolo, vale sia per le serie e/o miniserie tv che soprattutto per il cinema. Immancabili infatti a fine anno ritrovare film che deluso hanno e soprattutto sbagliato hanno, che anche in questo caso valgono il 10% di tutte le visioni effettuate. Rammarico per alcune, disperazione per altre, ecco comunque l'elenco completo delle peggiori pellicole viste durante l'anno, che preventivamente vi sconsiglio, ma l'ultima parola spetta allo spettatore, che può sia essere d'accordo o meno con i miei giudizi, però libero è di farsi male.


7. Non bruttissimi, ma deludenti e/o poco convincenti, tra occasioni mancate e sbagliate intenzioni. (5)

domenica 31 dicembre 2023

I peggiori film visti dell'anno (2023)

Più di un quarto del numero totale di visioni cinematografiche non ha raggiunto la sufficienza, e di queste una buona parte si è salvata in calcio d'angolo, l'altra invece non solo non è riuscita a non deludermi, in alcuni casi mi ha fatto proprio arrabbiare. E' normale sì, vedendo tanti film, incontrare qualche pecora nera (come accaduto l'anno scorso e gli anni prima), peccato che certi film decida io (e nonostante tutto, pur quello che dicono gli altri) di vederlo. Ma non potrei comunque farci nulla, anche perché più che selezionare film, evitando certi titoli che so e si capisce essere non buoni, altro non posso fare. E dopotutto la fregatura puoi trovare anche quando non te l'aspetti. In ogni caso l'appuntamento era già prefissato con le peggiori pellicole viste durante l'anno, quindi non mi resta che farvele conoscere, e magari farvi cambiare idea se mai vorreste (spero di no) vederle e/o recuperarle.


8. Non brutti brutti, ma deludenti e poco convincenti, tra occasioni mancate e sbagliate intenzioni. (5)
7. Al netto della buona resa tecnica, con ambientazione ed effetti speciali molto curati, si tratta di un film che non brilla per la caratterizzazione dei personaggi che appaiono stereotipati e senza sfumature, nel contesto di una sceneggiatura che abbonda in luoghi comuni, superficiale nell'affrontare le questioni connesse al grado di consapevolezza e auto-determinazione dell'intelligenza artificiale. (4,5)

giovedì 29 dicembre 2022

I peggiori film visti dell'anno (2022)

Sempre più spesso (ma soprattutto ultimamente) evito di vedere certi film, vuoi per la banalità o la poca affinità, ma per quanto ben calibrato il radar infallibile al 100% non potrà mai essere, e se poi ci mette lo zampino la curiosità, la frittata pronta sarà. In ogni caso quest'anno (al contrario dello scorso, Qui) la quota dei film pessimi si è abbassata, non tanto quella dei mediocri, di quest'ultimi tra l'altro c'è una piccola parte, film (tra i più) deludenti che avevo evitato di mettere lo scorso anno ma che ora ritornano in tutta la loro scintillante modestia. Comunque ricordo sempre la soggettività di certi giudizi, e il fatto che la visione (nonostante quel che ne scriva io) è a discrezione del lettore. In tal senso piccolo estratto per presentare la posizione, ma se volete leggere la recensione completa solo cliccare dovete.


12. Volendo essere indulgenti con Jingle Jangle, che dopotutto era un'avventura natalizia e una favola (musicale) per bambini, difficile è esserlo con questi altri, film alquanto deludenti e molto poco convincenti. (5)
11. Un sequel bruttino, che ripete la storia del prototipo senza averne il cuore e l'anima. Sembra tutto costruito da un algoritmo (nemico nel film) e non da menti pensanti, con LeBron James che cerca di mostrarsi simpatico e affabile ma risulta troppo finto per competere con la spontaneità e l'umanità di Michael Jordan. (4,5)

venerdì 24 dicembre 2021

I peggiori film visti dell'anno (2021)

Le statistiche non sono cambiate dallo scorso anno, dalla scorsa edizione dei miei personali Razzie Awards (Qui), a non raggiungere la sufficienza quasi 1/3 di tutti i film visti quest'anno. Tuttavia solo 16 film hanno toccato il "baratro" e saranno proprio quest'ultimi i protagonisti di questa edizione (cliccando sul banner del film potrete leggerne la recensione completa). Un'edizione che, come in quella delle serie tv, vede l'abolizione delle mie personali "delusioni". Deludenti film che tuttavia non mancheranno nella lista, perché anche a prescindere dai gusti personali, a deludere può essere la tecnica. Ma ricordate, prendete tutto con le pinze, io non condanno, esprimo il mio giudizio, la scelta di visione è solo e unicamente vostra. Infine vorrei menzionare una decisione, in questa classifica meritava d'esserci anche Speed Racer (era tra le vostre Richieste), similmente tra la terza e sesta posizione, ma come detto in altre occasioni, poiché già visto è stato esentato da tutto ciò, però fate finta che c'è, che qualcuno non credo si arrabbierà mai (era ed è proprio un film pessimo).


16. Non è una questione di scandalo, quanto che manca il contenuto essenziale, e si tappa i buchi con sesso su sesso in maniera esplicita e col tentativo di far parlare di sé (4,5)
 
15. Deludente pellicola da un regista da cui ci si aspetta sempre qualcosa in più. Robert Zemeckis anche sceneggiatore insieme a Guillermo Del Toro provano a rinvigorire il romanzo di Roald Dahl aggiornandolo al giorno d'oggi con delle aggiunte random nella trama, ma il risultato, al di là della confezione lussuosa, delude (4,5)

14. Definito da Luca Guadagnino non un remake ma un omaggio alle emozioni che ha provato quando l'ha visto, avrà visto un altro film (4,5)

giovedì 24 dicembre 2020

I peggiori film visti dell'anno (2020)

Dei 300 film "moderni" visti quest'anno 1/6 tra i migliori in assoluto (vedrete domani), e sapete quanti tra quelli che non hanno raggiunto la sufficienza? 2/6, il che sembrerebbe un male, ma rispetto allo scorso anno per esempio (qui), la situazione è paradossalmente migliorata. Perché a parte che sto evitando certi (probabili) brutti film, la soglia di valutazione finale quest'anno si è alzata di mezzo voto, cosicché sotto il 5, solo 11 le pellicole. Pellicole che di fatto formano questa classifica delle peggiori visioni, che tuttavia come abitudine viene aperta dalle pellicole che personalmente hanno più deluso. Ricordo che le mie sono valutazioni personali, che sì sconsiglierei questi film (soprattutto i primi 11) ma senza vietandone la possibilità di vederli, perché ognuno è libero di fare (a suo rischio e pericolo s'intende) ciò che vuole. Infine ricordo che potete trovare le recensioni cliccando sull'immagine del film che vi interessa. Che i Razzie Awards cinematografici 2020 inizino.


DELUSIONI
Dei 45 film che in totale hanno ricevuto un voto pari a 5, alcuni film poco riusciti, altri semplicemente mediocri, altri che il loro potenziale hanno sprecato e poi ecco quelli che per un motivo o l'altro hanno deluso le mie aspettative, esattamente 9 come l'immagine qui sopra fa vedere. Per essere precisi, non bastano per fare dei buoni film alcuni elementi, come l'effetto nostalgia in Il mio nome è Thomas, come il reinventarsi dei Banana Splits, come l'incredulità narrativa in Georgetown, come il rifacimento di un grande successo quale Hellboy, come l'elevata cifra registica di Pablo Trapero per Il segreto di una famiglia, come l'aurea positiva del cinema coreano per In Another Country, come gli effetti speciali di Men in Black: International, come l'aurea positiva del cinema francese in campo commedia per Il gioco delle coppie e come il reinventarsi dei cliché in The Prodigy - Il figlio del male.

giovedì 30 gennaio 2020

I peggiori film del mese (Dicembre/Gennaio 2020)

Qualcosa (tanto) sta per cambiare, domani saprete qualcosa di più, poi farò un post apposito (dove spiegherò il perché e il modo in cui tutto cambierà), ma sappiate già da adesso che questo sarà l'ultimo post con la dicitura "I peggiori film", anche se le pellicole "brutte" ci saranno comunque anche dopo.

Bushwick (Azione, Usa 2017)
Tema e genere: Un action diretto a quattro mani piuttosto bene, soprattutto nelle sue numerose scene action dalla coppia Cary Murnion/Jonathan Milott, con la star da blockbuster Dave Bautista che figura, oltre che come coprotagonista, anche in veste di produttore esecutivo, rivedibile però tutto il resto.
Trama: Uscendo da una fermata della metropolitana di Brooklyn, Lucy scopre che il suo quartiere è sotto attacco da parte di alcuni militari vestiti di nero. Stupe, un ex componente dei marine, la aiuterà a malincuore a sopravvivere alla guerra civile scatenata dal tentativo di secessione del Texas dagli Stati Uniti.
Recensione: Non mi è molto piaciuta quest'opera, che di fatto si limita a seguire i due protagonisti in fuga attraverso il quartiere sconvolto dai combattimenti, tra scontri a fuoco e incontri a volte positivi a volte negativi. Le sequenze d'azione sono accettabili, anche se scarsamente realistiche. La protagonista femminile (interpretata da Brittany Snow) acquisisce un'ottima mira in poche ore di uso delle armi da fuoco, e, insieme "all'energumeno" (appunto l'ex wrestler Dave Bautista), riesce per parecchio a sfuggire ai colpi sparati dai nemici, in numero molto maggiore, ed estremamente "professionalizzati". La trama sembra poco più di un espediente per sostenere quanto mostrato su schermo, anche l'intreccio è di scarso interesse. Un paio di colpi di scena (nel mezzo e nel suo finale) non salvano la situazione (non aiuta né lo scarso doppiaggio né la sceneggiatura poco originale). Gli attori interpretano con poca convinzione personaggi piuttosto stereotipati. Lei, da ragazza dolce ed indifesa, inizialmente sconvolta dal sangue che vede, diviene un cecchino implacabile, pronta ad uccidere. Lui è un ombroso ex militare con diversi drammi alle spalle che gli pesano sulla coscienza. Decisamente, sono rimasto deluso, nonostante qualche interessante sequenza d'azione, alcune battute azzeccate, ed una buona colonna sonora. Uno dei pochi punti a favore è il ritmo abbastanza disinvolto, ma per essere un action movie pare davvero poco per ambire a una considerazione minimamente positiva.
Giudizio in sintesi: L'inizio è promettente, con un incipit adrenalinico che, sorprendentemente apocalittico, può evocare, da distante e con le debite varianti e distinzioni, una sorta di Distretto 13, ma non solo poco convincente è la sceneggiatura, anche la scelta di concentrarsi maldestramente ed unicamente sulla sola azione e sulla sopravvivenza delle prede, tralasciando il resto, non convince. Un vero peccato, perché sciupa presto il buon pathos iniziale e trasforma le valide premesse in un action dozzinale al pari di tanti, troppi altri prodotti di pura routine commerciale.
Consigliato: Sì e no, sì se le aspettative sono basse, no se quest'ultime sono alte, perché potreste rimaner delusi, come me.
Voto: 5

lunedì 16 dicembre 2019

I peggiori film visti dell'anno (2019)

Ahimè bisogna partire prima dal basso per arrivare in alto, cominciare dal peggio prima del meglio è quindi così fatto. Infatti mi trovo qui oggi (ma è necessario) a mostrarvi la selezione finale dei peggiori film dell'anno, a consegnare virtualmente alcuni Razzie Awards ai film al di sotto della soglia della mediocrità (ed anche più sotto ancora). Difatti, e come già successo lo scorso anno (qui), dopo le mie personali delusioni, ovvero quei film (non brutti e non del tutto sconsigliati) da cui mi aspettavo tanto e che invece hanno dato poco (e fortunatamente per loro che per gli altri, il 5 e 5,5 sono qui esentati), e dopo una selezione di titoli (divisi in base a generi) decisamente mediocri (dal 4 al 4,5 di voto) sarà il turno dei 7 film più brutti dell'anno, ovvero quei film assolutamente da sconsigliare in toto e da evitare senza problemi, senza aver rimpianti (quelli li ho avuti io avendoli ahimè visti). E insomma e in sostanza, eccoli.

DELUSIONI
Potevano sicuramente fare di più, è l'unica cosa che mi vien da dire, la delusione derivata dal discordante Venom, dall'insipido Maria Maddalena,
dal soltanto estetizzante Il filo nascosto, dal fiacco La prima notte del giudizio, dal sciatto Free Fire, dal soltanto pruriginoso Mektoub,
dal disordinato The Predator, dall'anonimo La ragazza nella nebbia e dalla castroneria di Widows, è stata infatti tanta, peccato.

giovedì 28 novembre 2019

I peggiori film del mese (Novembre 2019)

L'attenzione sui social è già poco alta, ho sbagliato forse a pensare che spingere il "lettore" alla curiosità (senza rimandare visivamente ai titoli facenti parte le liste) ne avrebbe alzata la soglia (in parte pure su blogger e in altri lidi), e così, come potete notare, il banner standard attivo negli ultimi mesi per le liste dei peggiori e degli altri film del mese, è stato sostituto da uno classico. D'ora in poi infatti, anche grazie ad un sito di collage più flessibile dei precedenti che utilizzavo, tutto tornerà all'origine, i banner torneranno ad essere diretti e "coinvolgenti". Un'altra novità è che da questo mese la lista dei film scartati ed evitati conterrà solamente i titoli (e senza rimandi linkati), praticamente non specificherò il motivo per cui ho deciso di non vedere (almeno fino a quando qualcuno mi fa cambiare idea o mi insinua il dubbio) un determinato film. Comunque al di là di tutto questo, ecco le peggiori visioni del mese.

Alla fine ci sei tu (Dramma, Usa 2018)
Tema e genere: Agrodolce commedia romantica sul senso del tempo e della vita.
Trama: La vita di Calvin (un ragazzo ipocondriaco, Asa Butterfield) viene stravolta quando incontra Skye (Maisie Williams) un'adolescente che soffre di una malattia terminale. La sua nuova amica lo assume per aiutarla a completare la sua lista di cose da fare prima di morire, una missione che lo costringerà ad affrontare le sue peggiori paure, e a vivere in maniera nuova l'innamoramento con la bella ma apparentemente instabile Izzy (Nina Dobrev).
RecensioneAlla fine ci sei tu è un film abbastanza intenso, toccante e commovente, da meritare apprezzamenti. Un film che non scivola (quasi) mai in inutili pietismi, evitando (quasi sempre) eccessi d'enfasi e retorica. Una storia quindi emozionante, divertente e commovente al contempo, inno all'amicizia e che celebra il senso profondo della vita. E' soprattutto, infatti, una storia di un'amicizia insolita e poco convenzionale, specie nel modo in cui scaturisce, in un malinteso di fatto e ancor più, si sviluppa, con diversi momenti simpatici, in cui fanno capolino i divertenti confronti-scontri, con i due poliziotti dal cuore tenero. Quanto più la pellicola procede, tanto più il film perde la sua connotazione leggera, collocando sullo sfondo il black humour della prima parte, acquisendo un tono decisamente più drammatico, facendo emergere l'aspetto introspettivo del racconto. Un racconto (di formazione) nel suo complesso godibile, perché discretamente tratteggiato e perciò capace di non annoiare né di lasciarsi andare a buonismi fastidiosi, dal buon impatto emotivo, ben interpretato e ben girato, che ci rammenta, come conti di più la qualità del tempo che abbiamo a disposizione, piuttosto che la sua durata. E quindi qual è il problema del film? E' che di originale ha ben poco, anzi, molte situazioni sembrano ricalcare quel gioiellino che era Quel fantastico peggior anno della mia vita, altre sembrano ricalcare i molti classici film di formazione della cinematografia statunitense degli ultimi anni, altre le classiche commedie romantiche giovanili. Insomma tutto già visto, e in misura forse migliore. Certo, ci sono alcune differenze, ma la base è quella, finale compreso. E così nonostante il film riesca ad intrattenere, e nonostante si lasci vedere, non riesce a distinguersi, risultando così solo un film sì carino ma facilmente (troppo facilmente) dimenticabile.
Regia/Sceneggiatura/Aspetto tecnico/Cast: Il cast mi è sembrato discreto, le interpretazioni convincenti (anche se Maisie Williams pare un po' spaesata, stessa cosa Asa Butterfield, che pare avere sempre la stessa espressione, e non è la prima volta, mentre Nina Dobrev è sempre bella e questo basta, gli altri invece nella media), la regia (firmata da Peter Hutchings, che non mi dice proprio niente) senza macchia, il ritmo degli eventi è fluido (le musiche in tal senso fanno il loro dovere) e i dialoghi alternano battute simpatiche con altre più portati all'emozionalità che un soggetto così deve avere nelle proprie corde. Un soggetto che però, se avesse avuto anche una punta di originalità, sarebbe forse risultato meno dimenticabile del previsto.
Commento Finale: Ormai il tema malattia terminale giovanile sta diventando un genere a parte, visti i tanti titoli che trattano gli stessi temi. Alcuni risultano piuttosto banali, altri invece più coinvolgenti e meno frivoli. Nel caso di Then Came You, possiamo parlare di una via di mezzo tra quella che è la poca originalità del soggetto con la capacità, comunque, di rendersi gradevole e spiritosa, in alcuni momenti. Tuttavia il ricorrere ad una certa (seppur inevitabile) retorica, unita alla non capacità di distinzione, non aiuta la pellicola a stare sulla soglia di galleggiamento.
Consigliato: No, se avete già visto film simili, sì se invece questa potrebbe essere la prima volta.
Voto: 5,5

martedì 29 ottobre 2019

I peggiori film del mese (Ottobre 2019)

Non ho niente di particolarmente importante da dire o segnalare, che sia successo questo mese, che sia positiva o negativa, nella realtà o virtualità, cosicché non mi resta che dirvi che la rivalutazione dei titoli scartati ed evitati (di quelli da voi segnalati da dover provare a recuperare) sta procedendo (e procederà ancora se qualcuno in questa nuova lista avesse da consigliare), e che quindi prossimamente alcuni titoli vedrò e saranno raggruppati in un unico post, che sarà pubblicato tuttavia molto in là, verso la fine dell'anno di pubblicazione recensistica. Nel frattempo ecco alcune pellicole che non mi hanno convinto.

Doppia Colpa (Thriller, Usa 2018)
Tema e genere: Thriller psicologico/drammatico giallo incentrato su un ambiguo caso di cronaca nera affidato ad un navigato poliziotto.
Trama: Un professore "felicemente sposato", noto per il suo fascino, diventa il primo sospetto quando una giovane donna viene trovata morta. In realtà l'uomo nasconde di essere un ex alcolizzato e cova dentro di sé un forte malessere, talmente forte da fargli dubitare della realtà.
Recensione: Un thriller mediocre, povero di spunti che prende delle vie già percorse senza particolari sussulti. Il personaggio di Guy Pearce gioca un pochino al "memento" considerato le sue difficoltà di memoria, sospesa tra l'immaginario ed il reale. Pierce Brosnan più sornione e più misurato, mentre la vera indagine in fondo è affidata alla moglie interpretata da Minnie Driver. Un indagine che si focalizza sull'uomo che le sta accanto, tanto che la scomparsa della ragazza rimane volutamente a fare da cornice. Così facendo però si toglie troppo sale alla storia che si riassume nel solito dramma familiare di una coppia in crisi e sul bilico del divorzio. Perché certo, il building up dell'aura di mistero è molto ben calibrato, fra strutture a flashback, false piste, visioni oniriche (ricordi?) che inducono lo spettatore a dubitare della colpevolezza del protagonista, ma il gioco dura troppo: ben presto il film si rivela troppo lento, verboso e pretenzioso coi suoi discorsetti filosofici circa la verità o ciò che noi interpretiamo come tale. Però non sarebbe un problema se i nodi venissero al pettine nel finale: così non è, e quindi a fine visione resta un senso di vuoto e di delusione, per aver appunto visto un film pasticciato ed incongruente come questo. Un film in cui non ci sono colpi di scena, non c'è pathos, non c'è neppure una regia credibile, resta solo il caos. Scivolata abbastanza grande per il regista e, soprattutto, per il cast.
Regia/Sceneggiatura/Aspetto tecnico/Cast: Thriller senza infamia ma anche senza nessuna lode: il cast (un buon cast, oltre ai tre citati ci sono anche attori niente male, Odeya RushJamie KennedyAlexandra Shipp e Clark Gregg) offre una prestazione professionale ma la regia (affidata al regista svedese Simon Kaijser da Silva) è anonima, il ritmo fiacco, la sceneggiatura non riesce a coinvolgere nonostante la presa di un soggetto tante volte declinato al cinema come quello l'innocente (o presunto tale) in trappola. Tecnicamente poi, non c'è niente che valga la pena segnalare.
Commento Finale: Parte bene, con una premessa già vista ma interessante, a cui si aggiunge la probabile perdita di memoria di cui Guy Pearce è maestro. Peccato che il film (che più che un thriller sembra un drammatico psicologico incentrato sul protagonista e sulla sua crisi esistenziale) poi non vada oltre questa base (e non decolli mai), declinandosi su ritmi lenti e su un continuo gioco di gatto col topo fatto dal poliziotto Pierce Brosnan (bravo) con il protagonista. Lo spettatore più navigato capirà presto che dell'arrosto c'è solo il fumo e il finale delude ampiamente. Mediocre.
Consigliato: Sì, per una serata soporifera attendendo l'ora fatale dell'adorato materasso.
Voto: 4,5

venerdì 27 settembre 2019

I peggiori film del mese (Settembre 2019)

E' ormai ufficiale da giorni che l'estate abbia lasciato il posto all'autunno, il solstizio c'è infatti stato, e quindi la prima è passata e il secondo è iniziato. Tuttavia c'è chi avrebbe preferito che l'estate continuasse e chi voleva finalmente che terminasse. Non io in entrambi i casi, non faccio difatti parte né di uno né dell'altro gruppo, perché se l'estate si è portato finalmente via alcuni malanni meteoropatici (dati dal caldo) che mi assillavano, l'autunno ha cominciato a portarmene altri, soprattutto uno, l'assillante congelamento delle mani, che non fa altro che accentuare le mie già difficoltà di gestualità nel "guidare" il computer. Fortunatamente di metodi per evitare ciò ci sono e di sicuro li userò, ma è comunque una seccatura. Al contrario di seccature (altre seccature) questo settembre non ha portato, sia in campo reale che virtuale. Anzi, in quest'ultimo campo qualcosa si è mosso, ma di questo ne parlerò meglio domani. Per adesso, e in attesa di conoscere gli altri film del mese (quegli altri che mi sono piaciuti) appunto domani (ops...lunedì), ecco quelli peggiori, quelli possibilmente da evitare.

Looking Glass (Thriller, Usa 2018)
Tema e genereNicolas Cage e Robin Tunney in un thriller voyeuristico.
Trama: In un motel nel deserto, una coppia scopre l'esistenza di una stanza segreta dove accadono torbidi e inaspettati eventi. Quando ci scappa anche il morto, l'arrivo di un fastidioso poliziotto mette sottosopra la vita di entrambi.
Recensione: Nonostante la presenza del mitico Nicolas Cage e della bella e in forma (nonostante una certa età) Robin TunneyLooking Glass non è un film che si potrebbe considerare della, tipica grande qualità. In primis è tutto strano, come strani sono i comportamenti dei protagonisti, quest'ultimi che lo sono per colpa della pessima sceneggiatura, tanto che difficilmente si attende il finale per capire chi è l'assassino (sfido chiunque a non capire chi sia il colpevole dopo i primi 60 minuti). Il thriller di Tim Hunter ci porta nella vita di una coppia sconvolta da un dramma, dal quale decide di allontanarsene e di voltare pagina acquistando un motel in un posto quasi totalmente disabitato, se non da pochi esseri guardinghi e sospettosi. Durante il film le scene spesso sono abitate da brevissimi flashback che rammentano ciò che è accaduto alla coppia e da cui si può dedurre che hanno perso la loro unica figlia. Ma il film non approfondisce mai la questione e non suggerisce cosa le sia accaduto: questa è una delle tante piccole pecche drammatiche del film, che ha il pessimo vizio di aprire infinite sotto-trame senza mai risolverle o concluderle. Looking Glass - Oltre lo specchio è simile al film di Drew Goddard 7 sconosciuti a El Royale per l'ambientazione e la scelta di usare l'idea dello specchio semiriflettente inserito in un motel (senza dimenticare una certa somiglianza anche con Vacancy), ma per il resto i due film sono totalmente agli antipodi. Il film è in parte un thriller voyeuristico, in parte un dramma coniugale, ma sfortunatamente, nessuno di questi elementi si fonde perfettamente con l'altro. La pellicola, nonostante un'interessante premessa che racchiude delle buone potenzialità, soprattutto alcune che lo collegano nelle prime scene alle atmosfere di Psycho, non si solleva minimamente dalla sua stasi, da un'inerzia narrativa che soffoca ogni scena e ogni intrigo, diventando una mera e pallida imitazione di un decadente spettacolo auto-indulgente. Looking Glass - Oltre lo specchio è un desueto B-movie noir, un film che possiede l'estetica di un low-budget di fine anni '80, al centro del quale non c'è un vero tema di base, non c'è un messaggio o un motivo per cui la maggior parte dei personaggi agisce o fa ciò che si vede nel film. La trama è divergente, confusionaria, cambia registro e direzione e invece di rendere interessante l'omicidio e creare tensione, offre solo la noia e la prevedibilità di un finale stanco e poco travolgente.
Regia/Sceneggiatura/Aspetto tecnico/CastLooking Glass - Oltre lo specchio è uno spreco di attori di talento, che tentano di dare il massimo (forniscono infatti prove abbastanza ordinarie) per un film avvilito da una scrittura povera, piena di cliché, con dei personaggi poco caratterizzati e una storia determinata da una sovrabbondanza di trame, e da una regia non particolarmente frizzante, regia che inoltre non riesce a trasmettere nulla di forte o emozionante. Il film, che gioca un po' a Sherlock Holmes, e il gioco è tutto lì, per il resto, il film si trascina in maniera bizzarra, inusuale, anche per colpa del pessimo montaggio, scivola in una resa dei conti finale vuota e disordinata che dà la mazzata finale ad un film decisamente mediocre.
Commento Finale: Latita nelle spiegazioni e nei dettagli che riescano a fornire una qualche soluzione a delle domande che sorgono spontanee e che rimangono senza una risposta valida. Nel complesso, Looking Glass si lascia guardare, anche se per quasi un'ora non succede nulla di rilevante, ma non riesce a trasmettere grandi sensazioni positive o quella certa atmosfera intrigante che si meriterebbe un voto positivo. Nicolas Cage qui non è neanche male (ha fatto decisamente di peggio), e la storia per buona parte è anche interessante, peccato davvero per il finale che è ridicolo e senza senso, rovina il film e fa calare decisamente il voto sotto la sufficienza.
Consigliato: Dico solo che se non volete perdere tempo evitatelo, punto.
Voto: 4,5

giovedì 29 agosto 2019

I peggiori film del mese (Agosto 2019)

Ho sempre sopportato il caldo, ma ammetto che quest'anno è stata più dura del solito, sarà che per quanto si tenti di mascherarlo il riscaldamento globale è tra noi (e peggiorerà purtroppo), sarà che non è più come una volta, ma si è fatto sentire e sta non a caso lasciando gli strascichi. In quest'ultima settimana infatti, colpa di chi o cosa non so, il raffreddore mi ha colpito e mi ha indebolito. E quindi via ad un botto di farmaci, che si spera facciano il prima possibile effetto, perché essere malato in estate è strano. E così in fase di guarigione eccomi oggi a presentarvi le note dolenti del mese, anche se già alcune ho postato.

Operation Avalanche (Thriller, USA, 2016)
Tema e genere: L'ennesimo film (in questo caso thriller spionistico) su una delle teorie complottiste più diffuse, lo sbarco sulla Luna.
Trama: Nel 1967 quattro agenti sotto copertura della Cia vengono inviati alla Nasa per essere assunti dalla troupe di un documentario. Quello che scopriranno porterà a una delle più grandi (presunte) cospirazioni della storia americana. La paranoia prenderà il sopravvento e i problemi saranno tanti.
Recensione: Si è celebrato lo scorso mese l'anniversario dello sbarco sulla Luna, evento entrato nell'immaginario comune e indimenticabile per chi ai tempi poté assistere in diretta alle fasi cruciali dello sbarco, con le leggendarie parole di Neil Armstrong diventate un vero e proprio tormentone. Eppure tra le varie teorie del complotto ve ne è una assai diffusa che vorrebbe l'allunaggio frutto di riprese girate in studio, con il nome di Stanley Kubrick più volte tirato in ballo quale effettivo regista del finto filmato spaziale. Operazione Avalanche (come parecchi altri lavori, Moonwalkers per esempio, lì tuttavia c'era azione e si rideva) si ispira proprio a questa ipotesi, anche se ne offre una versione inedita e con un finale che smentisce da solo qualsiasi teoria del complotto lunare sul nascere, e questa è certamente una nota positiva. Il problema è che il resto, anche per colpa della formula scelta, sia ben poca cosa. La formula scelta è infatti quella del mockumentary, con riprese spesso "rubate" di nascosto ai due personaggi principali: una scelta, seppur necessaria dal punto di vista della logica narrativa per accompagnare i protagonisti in questo intrigo mystery in cui la tensione cresce progressivamente fino all'intenso finale, poco verosimile in diverse situazioni, difetto questo che lo accomuna a tanti esponenti del genere. Lo stile con camera a mano può effettivamente risultare fastidioso in più occasioni, con un senso di mal di mare questa volta nemmeno giustificato da dinamiche horror di sorta. Operazione Avalanche si pone difatti come thriller ante litteram con filtri e immagini che strizzano l'occhio alle vecchie cineprese anni '60. Una decisione senza dubbio coraggiosa per essere più fedeli possibili al determinato periodo storico, spesso però le sgranature o i colori spenti rischiano di affievolire e rendere poco chiari alcuni passaggi fondamentali ai fini degli eventi. Eventi di stampo puramente spionistici oltretutto abbastanza modesti, che a parte nel finale, non riescono a fare troppa presa e convincere interamente, facendo così risultare questo film interessante, anche originale, un film mediocre, leggermente inutile ormai (basta con questa teoria) e pletorico.
Regia/Sceneggiatura/Aspetto tecnico/Cast: Il regista, produttore e sceneggiatore Matt Johnson, compare nei panni di se stesso come protagonista insieme al collega Owen Williams e le loro performance non "caricate" garantiscono una certa verosimiglianza alla messa in scena, che include anche sequenze girate in una sede della NASA e vari filmati di repertorio dell'epoca che contestualizzano l'atmosfera di spasmodica attesa di quel primo, iconico passo. Tuttavia non basta, oltretutto il gioco spionistico è modesto, troppo affidato a una tecnica semi-documentaristica troppo abusata e stancante. Poco, francamente, inquadrature inutili, spesso pletoriche, con un aggravio di situazioni inutili che non aggiungono assolutamente nulla di quanto si sa e si dovrebbe in seguito vedere/apprendere. Si poteva fare decisamente meglio.
Commento Finale: Presentato al Sundance Film Festival, Operazione Avalanche prende spunto da una delle più famose teorie cospirazioniste secondo la quale l'allunaggio del 1969 sarebbe stato realizzato ad arte sulla Terra, tramite le moderne tecniche cinematografiche. Qui la figura di Stanley Kubrick (voluto dai complottisti come effettivo regista del fake-film), pur comparente per brevi secondi, non è determinante ai fini degli eventi e il finale riconsegna la corretta versione dei fatti. I novanta minuti di visione sono pregni di una buona dose di tensione, soprattutto nel rocambolesco finale, ma lo stile "mockumentary d'epoca" risulta alla lunga frastornante e rischia di rendere non sempre chiarissimo quanto accade in scena. Per un titolo che, pur avendo discreti spunti d'interesse, non pare drasticamente coraggioso e fuori dagli schemi come le premesse iniziali potevano far presagire.
Consigliato: Si lascia guardare per tutta la sua durata, ma è consigliabile solo agli appassionati del tema.
Voto: 5

martedì 30 luglio 2019

I peggiori film del mese (Luglio 2019)

In un mese pazzo dal punto di vista climatico, è successa un cosa che ha un po' rovinato sia il mese che la settimana appena trascorsa. Scusatemi infatti di questa mia breve digressione, ma quando ti capita una cosa del genere ad essere ferito è l'orgoglio e il cuore, anche le tasche (ma è comunque una cosa secondaria), e quindi un po' di malinconia mista a rabbia un po' viene, e poiché quest'ultima ha bisogno di tempo per sbollire, le giornate scorrono in modo strano. Perché la "tua" macchina (anche se quella dei tuoi) è come una seconda casa, e quando questa ti viene portata via, ossia rubata nel cuore della notte (dai dei tizi che definire ladri è un complimento), fa male. Ed anche se è passata una settimana, il nodo fatica a sciogliersi. Tuttavia la vita va avanti e bisogna passare sopra a certi momenti (momenti in cui le bestemmie sarebbero giustificate e soprattutto permesse), e infatti tutto sta pian piano tornando alla normalità (una diversa normalità), anche se i problemi e le rogne per un po' rimarranno, ma poco male se il resto (almeno quello) va abbastanza bene. E andrà se una forza superiore non interverrà. Digressione finita, ora ecco le mie visioni non soddisfacenti del mese.

Chiudi gli occhi (Thriller, Dramma, USA, Thailandia, 2016)
Tema e genere: Thriller melodrammatico che sviscera un rapporto di coppia abbastanza insolito.
Trama: Cieca dopo un incidente avvenuto quando era bambina, Gina (Blake Lively) fa affidamento al marito James (Jason Clarke) per i suoi occhi. Quando un trapianto di cornea cambia drasticamente la sua vita, la donna inizierà a vedere la relazione sotto una nuova luce.
Recensione: Il buon Marc Forster (cui si vuol bene, sia chiaro: è il regista di World War Z e del sottovalutato 007 Quantum of Solace, la cui unica colpa è stata quella di uscire dopo Casino Royale) ha messo su uno psico-thriller dalle premesse intriganti, che però inizia a fallire lentamente (e miseramente) subito dopo aver posto i suoi interrogativi, per dissolversi progressivamente man mano che ci si avvicinerà ai titoli di coda. Pedante e poco credibile, Chiudi gli occhi racconta di un rapporto (quasi) idilliaco tra marito e moglie, che sembra pian piano trasformarsi in un incubo quando lei riacquista la vista e (attraverso un simbolismo infantile) riesce finalmente a "vedere" l'uomo che ha convissuto con lei per tanto tempo. Peccato che se le premesse potevano quantomeno incuriosire, il risultato è inconcludente e spocchioso, tanto che nella seconda parte la sceneggiatura gira a vuoto, indecisa su quale strada prendere e procede verso un finale totalmente grossolano. Recitato male e scritto peggio, il film mostra anche tutti i limiti di una regia forzatamente virtuosa, che cerca a tutti i costi di colpire con scelte visive sopra le righe ed effetti di luce ambiziosi. Il problema è che Forster non riesce mai a mantenersi in controllo e finisce per dare  vita a un lungometraggio noioso e supponente, ricattatorio e mai capace di emozionare in maniera spontanea. La (ri)presa di coscienza e della propria vita di Gina con il recupero della vista e le ossessioni del marito non sono sufficienti a tenere lo spettatore desto per la durata dell'opera. Non è un vero thriller, non è un vero dramma psicologico, è una occasione lasciata a metà sulle onde di immagini accattivanti ma vuote. Anche i momenti morbosi sono espressione di una fotografia fascinosa ma fredda. Peccato.
Regia: La regia propone quasi ossessivamente delle sequenze ed un montaggio "a sensazione" lungo l'intero svolgersi della trama. Purtroppo a questa ricercatezza di immagine non si abbina uno svolgimento altrettanto interessante della storia facendo infine pensare al tutto come un mero esercizio di stile.
Sceneggiatura: Se l'idea iniziale era accattivante, i personaggi e gli avvenimenti non convergono in un fulcro empatico e la storia diventa insopportabilmente noiosa. Il finale (che non si rivela, non solo per evitare spoiler, ma perché francamente non è per nulla chiaro) vira sul dramma poetico assolutamente troppo tardi, negli ultimi 15 minuti. Senza riuscire a porre alcun rimedio ad un racconto quasi senza senso.
Aspetto tecnico: Sul piano squisitamente tecnico, pare funzionare abbastanza bene la prospettiva della non vedente, ma dopo un po' stanca.
Cast: Buona l'interpretazione dei 2 protagonisti (soprattutto Blake Lively, che è sempre e comunque un piacere vedere, qui poi è parecchio sensuale), piuttosto mediocre quella degli coprotagonisti.
Commento Finale: E' un film deludente: non è un thriller perché manca di suspense, come commedia drammatica manca di passione. Il regista Marc Forster ha scelto uno svolgimento della storia frantumato, sincopato, con flashback e momenti nebbiosi nella fotografia, forse per immaginare il mondo visto da un cieco, con conseguente mancanza di linearità nella storia. Peccato la trama poteva offrire spunti interessanti, ma la mancanza di sviluppo durante tutta la parte centrale (e non solo), fondata sul nulla assoluto, per poi concludersi bene, ma non benissimo, non aiuta proprio, anzi, pellicola piatta, lenta e francamente noiosa, ambientata in una Bangkok ultramoderna (salvo un viaggio in Spagna) è questa.
Consigliato: No, da evitare. Non basta Lei, Blake Lively a consigliarne la visione (neanche ai suoi fan).
Voto: 4

giovedì 27 giugno 2019

I peggiori film del mese (Giugno 2019)

Sono anni ormai che non vedo più film per la tv, fatti apposta per la televisione, a tal proposito li evito praticamente tutti (tranne alcuni della HBO) e in tal senso neanche li prendo in considerazione non solo per la classifica finale dei migliori o dei peggiori ma anche tra i film della lista dei scartati, ma in questo mese è capitato di vederne uno, poiché intrigato dal titolo e dalla trama, Deliverance Creek - Solo per vendetta che, ambientato verso la fine della guerra civile racconta le vicende di Belle Barlow che si trova ad affrontare delle incertezze quando cerca di difendere la terra della sua famiglia con qualsiasi mezzo, e una banca corrotta che gestisce la città, spinge Belle di diventare un fuorilegge, purtroppo però è stata una mezza (e più) delusione. Mi aspettavo un western alla Sweetwater (molto simile è lo script), un film che tempo fa mi sorprese per la sua "onestà", e invece mi sono ritrovato un film abbastanza insipido. Un film che tra dramma bellico ed heist movie, con annesso triangolo amoroso, mi ha lasciato un senso di insoddisfazione molto forte. Di certo non meno acuito da un finale troncato a metà. Un finale che ha un suo perché, esso come il film stesso era il preludio di una serie drammatica, giacché prodotto dalla Lifetime, questo film in costume tratto da un best seller di Nicholas Sparks serviva da backdoor pilot, tuttavia la serie in questi cinque anni (il film è infatti datato 2014) non è stata più prodotta, e quel finale senza degna conclusione è rimasto. E insomma è stato un grosso errore che ora però non farò mai più, film per la tv addio.

giovedì 30 maggio 2019

I peggiori film del mese (Maggio 2019)

L'avevo già anticipato 10 giorni fa del cambiamento in atto, di come sarebbero cambiati i classici due post cinematografici di fine mese, ma se ancora non siete a conoscenza di questo cambiamento, eccomi oggi a spiegare cosa esso comporti. Per prima cosa come potete notare, il banner non contiene più le locandine dei film, ma un'immagine generica che sarà successivamente e mensilmente aggiornata (i mesi intendo). Per secondo, anche le recensioni di questi peggiori film hanno lo stesso stile di tutte le altre recensioni, senza alcuna distinzione. Infine, e questa è una novità, per spezzare un po', due banner con le immagini dei film recensiti. Non cambia invece la parte finale del post, che ha come consuetudine la lista dei film evitati e scartati preventivamente. E quindi non vi resta che leggere, vedere e se possibile commentare, perché nient'altro ho da dire.

Slumber: Il demone del sonno (Horror, USA, Gran Bretagna, 2017)
Tema e genere: Un horror che tratta di una patologia reale, la paralisi del sonno.
Trama: Alice è una specialista del sonno, perseguitata dalla misteriosa morte del fratello minore avvenuta di notte. Il caso di un'intera famiglia affetta da problemi del sonno la porterà ad abbandonare ogni logica scientifica per combattere contro un oscuro demone.
Recensione: Lo spunto della paralisi del sonno è molto comune: anche a me è capitato qualche volta, fortunatamente in maniera leggera e senza visioni. L'impianto tensivo in questo film non appare però capace di impressionare chi guarda, limitandosi a giocare con il sonoro nelle scene clou e mostrando quel tanto che basta per catalogarlo nel genere horror. Ma è davvero poco per strappare un voto positivo e Slumber risulta, alla fine della fiera, un modesto prodotto per l'intrattenimento, di quelli che potevano fare qualcosa in più e invece finiscono tra la massa dei dimenticabili. Il film infatti, rivela una pochezza registica e di scrittura che finisce per compromettere la potenziale ricchezza del soggetto. Il demone che si palesa tra il sonno e la veglia (già utilizzato e meglio nella serie di Nightmare) per prendersi l'anima del bambino (metafora del rischio di soccombere alle nostre paure se non affrontate), trova terreno fertile in un habitat familiare disaggregato. Che era poi l'intuizione del ben più riuscito Babadook. In questo caso invece lo spunto si squaglia in una serie di soluzioni narrative infelici e l'idea suggestiva di perimetrare il fenomeno all'interno di una clinica per il sonno si rivela poco più che un espediente. E' in sostanza l'ennesimo horror visto e rivisto, che nulla aggiunge a quanto già prodotto.
Regia: L'argomento trattato aveva grandi potenzialità, soprattutto perché il tema è reale. La regia però non ha saputo sfruttare l'ansia e l'agonia che si prova durante il disturbo del sonno. La regia cosi di fatto è solo un esercizio di stile, priva di vere novità, che propone una pellicola incolore, che riesce solo in alcuni momenti, grazie all'utilizzo di frequenti Jumpscare a far sobbalzare lo spettatore sprovveduto, ma che è troppo prevedibile per quello smaliziato.
Sceneggiatura: Essa propone tutti quei passaggi ed espedienti narrativi triti e ritriti, tante, troppe volte, incluso un finale con colpo di scena che lascia aperta la possibilità di un sequel.
Aspetto tecnico: Assenza di fotografia e musica infliggono ulteriormente un danno enorme all'atmosfera che dovrebbe regalare un film dell'orrore.
Cast: Gli attori scelti purtroppo non lasciano niente, non trasmettono niente, sono freddi e distaccati rispetto alla trama.
Commento Finale: Film che non riesce a sfruttare l'ottima potenzialità data dal soggetto e che finisce con l'appiattirsi, complici una colonna sonora spesso assente e una recitazione che manca nel coinvolgere lo spettatore. Peccato.
Consigliato: Se siete afflitti o affascinati dalla patologia della paralisi notturna, Slumber: il demone del sonno non è il film che vi soddisferà. Per i disinteressati può essere un thriller della domenica sera, visto con pochissimo impegno, anche se, detta in tutta sincerità, non ve lo consiglierei mai.
Voto: 4,5

lunedì 29 aprile 2019

I peggiori film del mese (Aprile 2019)

Vi sono mancato? Io spero di sì, di sicuro mi siete mancati voi, anche se, in questi 17 giorni di vacanza, sono passato assiduamente tra i blog, quindi lontano dalla blogosfera non sono stato, anzi, lontano neanche da Blogger, dato che ho approfittato per scrivere parecchie recensioni ed ovviamente preparare alcuni altri post. In tal senso avrei preferito un rientro più di qualità, e invece mi tocca rientrare con il post "peggiore", cioè questo, ma ormai dovreste essere abituati. E quindi, eccovi i film peggiori visti questo mese, mese che purtroppo sportivamente parlando mi ha lasciato l'amaro in bocca, e vabbè.

Skyscraper (Azione, Usa 2018): Questo è uno di quei film senza pretese che punta tutto sulla forza bruta e sull'azione all'ennesima potenza. Tuttavia, qualcosa va storto nel processo creativo, perché il film, che racconta di Will (Dwayne Johnson, a cui sicuramente non gli si può dire niente), ex agente dell'Fbi e veterano di guerra, che si occupa di valutare gli standard di sicurezza dei grattacieli, che quindi per lavoro in Cina, vede andare in fiamme il grattacielo più alto e sicuro del mondo, egli che ritenuto colpevole, si vede costretto a scappare, a ricercare i veri responsabili e a salvare sia la sua reputazione sia la sua famiglia intrappolata all'interno dell'edificio, è platealmente inverosimile. Si spinge parecchio oltre il limite dell'umano, il che non sarebbe un problema se non si presentassero situazioni inverosimili frequentemente. Colpa presumibilmente del regista, Rawson Marshall Thurber (quello del divertente ma troppo assurdo Una spia e mezzo), che prende troppe decisioni sconcertanti per quanto riguarda la trama in generale (anche se pur registicamente egli lasci a desiderare, con certe scene interessanti gestite in modo non esaltante). Ogni volta che si incontrano l'un l'altro, i personaggi risultano semplicemente slegati tra di loro. Non che mi aspettassi tanto da Skyscraper, un film che prova ad essere un Die Hard più duro, ma almeno avrebbe potuto prendere in prestito le parti migliori del film classico a cui si ispira, invece niente. Come se la poca originalità nello sviluppo della storia non bastasse, non ci sono colpi di scena tangibili. Il fatto che Will non abbia una gamba è molto interessante, ma quest'aspetto si presenta a sbalzi nel film, come se gli autori si ricordassero di colpo che hanno un protagonista senza un arto. Stucchevoli quadretti familiari si alternano a più riprese a sventagliate di mitra, il tutto incorniciato digitalmente (e neanche ottimamente) da un fuoco che dovrebbe mangiarsi tutto il film ma che poi non fa così paura. Anche l'edificio non diventa mai un vero e proprio personaggio. Possiede tante caratteristiche interessanti, ma dal momento che viene sabotato, il film non riesce a imprimere quella situazione di Will contro l'edificio, è costantemente un Will contro i cattivi. Il The Pearl vanta anche una sala degli specchi ad alta tecnologia senza alcun motivo logico e non solo...lo script dedica parecchio tempo ad incensare il grattacielo ma poi non lo sfrutta al meglio. Inoltre, è davvero inspiegabile perché, in un edificio in fiamme, nessun personaggio si comporta mai come se stesse all'interno di un luogo in cui la temperatura risulta insopportabile. Mi sarei aspettato un goccio di sudore o qualche effetto più credibile in qualche scena. Ora, non voglio essere troppo critico, le esplosioni mi sono piaciute, e mi è piaciuto rivedere in azione Neve Campbell, ma egli stessa e The Rock (entrambi carismatici che riescono comunque a far sì che questo non sia completamente un film da buttare) meritavano di meglio. La categoria dei film d'azione, anche se questo pur non raggiungendo nuove vette di originalità cinematografica rimane in ogni caso un blockbuster caciarone che si lascia guardare senza indugi, meritava di meglio. Perché certo, nonostante tutti i difetti (anche una colonna sonora veramente poco originale), mi sono leggermente divertito a guardare Skyscraper, ma poi quello che rimane è pochissimo. Ed è un peccato, perché c'era tanto potenziale...ahimè non sfruttato. Voto: 5

giovedì 28 marzo 2019

I peggiori film del mese (Marzo 2019)

Non l'ho mai specificato, eppure è successo che un film che inizialmente avevo scartato, l'ho poi rivalutato è visto, ma mi preme adesso sottolineare, visto che una specifica richiesta mi è già giunta (e ossessivamente) all'orecchio, che qualora un lettore qualsiasi mi dicesse che un film che ho evitato gli è piaciuto, potrei anche pensarci su, e chissà in futuro recuperare. Io infatti ascolto i consigli, leggo il parere dei critici (e dei blogger) e valuto bene se vedere o meno un film, e quando i motivi sono validi o almeno personalmente interessanti rivaluto e cambio idea, perché come si sa, cambiare idea si può, e certe volte si deve, anche se poi potrebbe risultare sbagliato fare ciò. Come sbagliato sarà stato forse vedere questi film qui, ma di cui tuttavia (più o meno) non rimpiango.

Viral (Horror, Usa 2016): A mio avviso questo film, l'ennesimo lungometraggio riguardante i virus e gli infetti, questa volta diretto dal duo Henry Joost/Ariel Schulman (Paranormal Activity 3Paranormal Activity 4Catfish), non convince pienamente sotto il profilo fanta-horror, lasciando poco spazio alla sostanza (gli attacchi degli infetti, uno strano e non identificato parassita si insinua all'interno delle persone controllandone la mente e successivamente il corpo, sono piuttosto ridotti) e senza approfondire alcune cose che vengono presentate in maniera superficiale. La caratterizzazione di alcuni personaggi poi non sembra delle più credibili, anzi irritano un poco certi atteggiamenti e alcune banalità evidenti. Tuttavia il film, un film che nella tradizione Blumhouse offre un prodotto abbastanza solido a livello qualitativo (anche se il soggetto è quasi mai originale), ha degli aspetti positivi, specialmente nelle due attrici protagoniste (il resto è puro ornamento), brave a sviluppare il rapporto fra sorelle di fronte ad una nascente pandemia (Sofia Black-D'Elia e Analeigh Tipton). Di solito in film di questo genere le fasi iniziali sono saltate praticamente a pie pari, ma qui ci si concentra specialmente nei primi momenti del contagio, quando c'è più incertezza sul da farsi che la necessità di sopravvivere. Meglio la prima parte della seconda, che sconta soprattutto la prevedibilità della narrazione (giacché un momento prima che la scena procede si capisce già tutto) e qualche soluzione non priva di forzature. Nel complesso però, pur non riuscendo a infondere una certa atmosfera ansiogena (nonostante l'ambientazione quasi Lynchiana), il film ha comunque il merito di non rendersi noioso, ma non fa abbastanza per meritare la sufficienza piena. Infatti senza infamia e senza lode, ma senza riuscire nemmeno a farsi ricordare più di tanto. Voto: 5+

mercoledì 27 febbraio 2019

I peggiori film del mese (Febbraio 2019)

Proprio ieri parlavo dei Premi Oscar 2019, ma per chi non lo sapesse (i cinefili sicuramente avranno letto e saputo) il giorno prima sono stati assegnati i Razzie Awards, per la precisione i Golden Raspberry Awards, premi (consistenti in un lampone appoggiato su un nastro Super8, dal modico valore di 5 dollari) assegnati ogni anno, premi che nel corso di una vera e propria cerimonia a Los Angeles, premiano i film, i registi, le canzoni e gli attori peggiori della stagione cinematografica precedente. E così prima di esporvi le mie pellicole peggiori viste in questo mese, vediamo chi sono stati codesti vincitori. Se l'anno scorso a fare incetta di premi è stato il film Emoji - Accendi le emozioni (che non a caso ho evitato), quest'anno sono due le pellicole ad aver ottenuto un consistente numero di nomination per i poco ambiti premi. Parliamo di Gotti - Il primo padrino e Pupazzi senza gloria. A vincere (anzi, a perdere) tuttavia sono stati Holmes & Watson: 2 (de)menti al servizio della Regina con 4 premi, peggior film, peggior regista (Ethan Coen), peggior remake, parodia o sequel e peggior attore non protagonista (John C. Reilly), Donald J. Trump con 2, peggior attore e peggior coppia sullo schermo (lui e la sua meschinità), e con un premio: Cinquanta Sfumature di Rosso per la peggior sceneggiatura, Kellyanne Conway in Fahrenheit 11/9 come la peggiore attrice non protagonista, ed infine, udite udite (perché fa effetto ricevere nello stesso anno la candidatura all'Oscar con un film, e poi ricevere il peggior riconoscimento possibile per un altro), Melissa McCarthy in Pupazzi senza gloria e Life of the Party come la peggiore attrice. Detto questo, ecco a voi i miei Razzie Awards del mese.

La fratellanza (Thriller, Usa 2017): Dopo aver causato accidentalmente la morte di un amico in un incidente d'auto, Jacob finisce in carcere con l'accusa di omicidio colposo. Per sopravvivere ai pericoli della detenzione si schiera con la fratellanza ariana la quale, dopo che l'uomo viene rilasciato per buona condotta, lo costringe a dover compiere un crimine per proteggere la sua ex-moglie e suo figlio. Modesto film carcerario che ricorre a un immaginario di violenza razziale francamente grossolano e già visto. L'estetica dei corpi scultorei, dei tatuaggi e dei neonazisti non trova uno sviluppo originale nel lavoro del regista Ric Roman Waugh (Snitch: L'infiltrato), che appare piuttosto grezzo e bidimensionale anche nella direzione degli attori e nella gestione di atmosfere e messa in scena. Gli elementi cardine di questo prodotto elementare sono la forza muscolare dei personaggi, la tensione congelata in grumi di cattiveria e di vendetta, ma si tratta di elementi che anziché dare forma al dramma carcerario lo appesantiscono a vuoto. Retorico e manicheo nella contrapposizione tra vittime e carnefici, La fratellanza può vantare la prova volenterosa Nikolaj Coster-Waldau, il notissimo Jamie Lannister de Il trono di spade, e nulla più di significativo. Il film infatti, e semplicemente, non vanta un testo forte. L'intuizione di base, la ricerca effettuata sul campo, la critica al sistema carcerario statunitense parevano indirizzarsi verso un orizzonte virtuoso, ma il tutto sfocia nel nulla nel momento in cui l'autore abbandona il territorio studiato per improvvisare un thriller. Dal momento in cui Jacob mette piede fuori dalle celle la pellicola abbandona l'idea di voler sondare la decadenza di un uomo e si converte a contenuti più banali e cinematografici. E insomma, l'impegno riposto nella pellicola è evidente, ma le tematiche toccate avrebbero necessitato di una delicatezza che il regista (più stuntman) non è stato in grado di garantire (purtroppo). Comunque a parte qualche iperbole forzata e dettagli che mettono alla prova la sospensione dell'incredulità (Jacob è assistito dall'avvocato più incompetente della storia), Shot Caller risulta digeribile, ma è evidente sia narrativamente inferiore a molti dei prodotti televisivi e cinematografici già in circolazione. Voto: 5,5

mercoledì 30 gennaio 2019

I peggiori film del mese (Dicembre/Gennaio 2019)

E' cominciato un nuovo anno, ma è sempre la stessa storia, io cerco di selezionare per bene i film che scelgo di vedere, però sarà forse colpa mia (più certamente dei film mi sento di ribadire) che mi ritrovo con parecchie mediocre pellicole ad aver purtroppo visto. Pellicole che in questo mese di Gennaio, per via dell'assenza del suddetto post lo scorso mese (le classifiche finali, anche quelle dei peggiori, hanno riempito parecchio spazio) sono aumentate in quantità, ma purtroppo non in qualità. Ma non per questo comunque che vi sconsiglio questi film, però state attenti a quello che desiderate vedere.

Nemesi (Thriller, Usa 2016): Cosa succede quando uccidi il fratello di una delle più abili chirurghe del pianeta? Che lei ti fa rapire e ti cambia sesso. Questo è quello che accade nei primi venti minuti dell'ultima fatica del regista Walter Hill, vecchia conoscenza del cinema anni '80. Infatti, quando il killer per contratto Frank Kitchen uccide il dissoluto Sebastian Jane, che deve dei soldi alla mala, la sorella della vittima, la Dott.ssa Rachel Jane, chirurgo plastico geniale e body artist, radiata dall'ordine dei medici, medita una vendetta veramente atroce e pedagogica, nelle sue intenzioni, ma Frank non ci pensa proprio a ripartire, non cerca redenzione ma solo vendetta. Dicevo le intenzioni, se quelle di Michelle Rodriguez (con tanto di ridicoli protesi al naso e barbetta finta) tutto sommato riescono, quelle del regista si infrangono immediatamente, anche perché ci vuole una bella dose di sospensione dell'incredulità per star dietro al racconto, che sembra carente proprio in quelli che dovrebbero essere i suoi punti di forza. Difatti, nonostante uno spunto interessante, che viene oltretutto e sostanzialmente ignorato, il film non funziona. Giacché un paio di nudi integrali della protagonista non possono aprire riflessione alcuna sull'impatto emotivo dovuto al cambiamento di sesso, al massimo accennano ad un idea di carnalità che però rimane in superficie, fine a se stessa, un film sulla vendetta, ci tiene il regista a sottolineare questo aspetto, guardandosi bene dal fornire spiegazioni sul cambio di sesso imposto come una punizione. Ed allora, così epurato, il film diventa un banale film sulla vendetta, abbastanza volgare ed inutilmente violento, girato senza un filo di ironia (bel difetto per un "B movie"), una brutta copia di "Jimmy Bobo", tanto per citare un recente lavoro del regista. C'è ben poca azione in Nemesi, i personaggi parlano troppo e spesso a sproposito, il racconto avanza in modo farraginoso e artefatto. Non fosse per Michelle Rodriguez (che concede più corpo, sempre se era il suo davvero, che anima al personaggio, ma con risultati alterni) e per Sigourney Weaver (lei sempre ottima, che vince a mani basse il duello fra star, dimostrando che la classe non è acqua), si sarebbe tentati di mollare il film al suo destino dopo soli 5 minuti. Non lo si fa, ma alla fine i 95 minuti o giù di lì di visione finiscono nel vuoto cosmico. Voto: 4