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martedì 31 marzo 2026

I film del mese (Marzo 2026)

Ecco la lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Lo speciale cinematografico del mese è incentrato sull'animazione giapponese, con la prima parte della rassegna "Anime Japan".

Bring Her Back - Torna da me (Dramma/Horror 2025) - Dopo Talk to Me, che comunque ho preferito e preferisco di più, i fratelli Philippou confermano talento e ambizione con un horror più cupo, maturo e privo di derive teen. L'atmosfera è malsana fin dall'inizio, la tensione cresce con costanza e non mancano momenti davvero disturbanti, sostenuti da un comparto gore notevole e da un cast sorprendentemente solido: Sally Hawkins inquieta a ogni apparizione, il giovane Philips impressiona. La sceneggiatura, però, mostra qualche cedimento: idee non del tutto originali, passaggi prevedibili, buchi e forzature che affiorano soprattutto nel finale. Eppure la messa in scena è così consapevole, la direzione degli attori così curata e la volontà di sporcarsi le mani così evidente da rendere il film comunque efficace e coinvolgente. Un horror imperfetto ma affascinante, che conferma i due registi come nomi da seguire. Se riusciranno a raffinare la scrittura, il salto di qualità potrebbe essere molto vicino. Voto: 6,5

Gioco di ruolo (Azione/Commedia 2024) - Il film si regge soprattutto sul carisma di Kaley Cuoco, mentre il resto è un action‑comedy che ricalca modelli già visti da Nikita a Mr & Mrs Smith. La prima parte funziona grazie al tono leggero, alla dinamica con il marito ignaro e alla presenza brillante di Bill Nighy. Quando però entrano in scena i "cattivi", tutto scivola nella routine di inseguimenti e sparatorie, perdendo ritmo e originalità. Divertente a tratti, ma troppo convenzionale per lasciare il segno. Buona la prova di David Oyelowo, anche se il film non sfrutta davvero il potenziale del cast. Nel complesso: guardabile, ma senza sorprese. Voto: 5,5

Ricky Stanicky - L'amico immaginario (Commedia 2024) - Peter Farrelly tenta un ritorno alla commedia degli esordi, ma l'effetto è annacquato: manca la cattiveria, manca la scintilla, e il film procede più per inerzia che per reale verve comica. L'idea dell'amico immaginario funziona sulla carta, ma la messa in scena resta blanda, appoggiata quasi sempre sul timore di essere scoperti dai partner. John Cena è l'unico davvero in palla: generoso, divertente, con una tenerezza sotterranea che lo rende il vero motore del film. Gli altri tre protagonisti sono poco più che riempitivi. Macy, invece, strappa le gag migliori e dà un po' di vita al secondo atto. Qualche risata arriva, ma troppo di rado. Il finale scivola nella melassa e la morale è prevedibile. Una commedia mediocre, simpatica a tratti, ma lontana anni luce dai tempi d'oro dei Farrelly. Voto: 5,5

Shorta (Dramma/Thriller 2020) - Poliziesco danese teso e ben diretto, che ricalca temi già visti (tensioni razziali, periferie incandescenti, poliziotti agli antipodi costretti a collaborare) ma li gestisce con un approccio meno manicheo del solito. L'ambientazione nel ghetto di Copenaghen funziona, il ritmo resta alto e la tensione cresce in modo costante, sostenuta da interpretazioni solide e da una regia che evita il sensazionalismo. La sceneggiatura, però, mostra limiti evidenti: forzature, coincidenze e qualche snodo poco credibile indeboliscono un impianto narrativo che sa di già visto. Nonostante ciò, l’azione è efficace, l'atmosfera cupa ben costruita e il film riesce a coinvolgere fino alla fine. Un buon thriller urbano, non originale ma onesto, che vive soprattutto di tensione e caratteri più sfumati del previsto. Voto: 6

Until Dawn - Fino all'alba (Horror 2025) - Liberamente ispirato al videogioco Until Dawn, il film cambia parecchio le carte in tavola ma conserva un'atmosfera sporca e coinvolgente, sostenuta da buoni effetti pratici, ritmo alto e qualche splatter ben piazzato. L'idea del loop temporale aggiunge un tocco curioso, anche se per niente originale. La sceneggiatura però si inceppa nella parte centrale, ripetitiva e poco tesa, e i personaggi restano anonimi nonostante un cast discreto (spicca Peter Stormare). Nel complesso è uno slasher divertente e senza pretese: non sorprende, ma intrattiene e lascia margine per un eventuale seguito più ambizioso. Voto: 5,5

Ash - Cenere mortale (Horror/Sci-fi 2025) - Un ibrido tra Alien, La Cosa e certo sci-fi psichedelico anni '70, che pesca ovunque senza particolare originalità ma riesce comunque a costruire un'atmosfera piacevole e visivamente curata. Flying Lotus dimostra mano sicura sul piano estetico: fotografia al neon, scenografie suggestive, un mood ansiogeno e lisergico sostenuto da una colonna sonora notevole. Il problema è la narrazione: semplice, prevedibile, spesso confusa e appesantita da sequenze oniriche che spezzano il ritmo più che arricchirlo. Le parti in prima persona risultano più fastidiose che immersive. Nonostante i limiti, qualche momento di tensione funziona e Eiza González regge bene il film quasi da sola. Un horror sci-fi derivativo ma gradevole, che si dimentica in fretta ma intrattiene chi ama il genere. Voto: 5,5

Il mio amico Pinguino (Biografico/Dramma 2024) - Film semplice ma sincero, costruito con cuore più che con ambizione. Jean Reno, lontano dai suoi ruoli abituali, regge l'intera operazione con naturalezza e calore, mentre il resto del cast fatica a stargli dietro. La storia vera alla base è minima, e infatti il film la gonfia con sottotrame drammatiche inventate che a volte stonano con il tono inizialmente leggero. L'antagonismo forzato e alcune soluzioni narrative troppo semplificate indeboliscono l'insieme, pur senza renderlo stucchevole. Visivamente curato e animato da buoni sentimenti, funziona se lo si prende per quello che è: un racconto gentile, un po' romanzato, che trova il suo momento migliore nelle immagini autentiche finali dell'uomo e del pinguino. Una piccola rarità nel panorama odierno, pur con i suoi limiti. Voto: 6

giovedì 28 marzo 2019

I peggiori film del mese (Marzo 2019)

Non l'ho mai specificato, eppure è successo che un film che inizialmente avevo scartato, l'ho poi rivalutato è visto, ma mi preme adesso sottolineare, visto che una specifica richiesta mi è già giunta (e ossessivamente) all'orecchio, che qualora un lettore qualsiasi mi dicesse che un film che ho evitato gli è piaciuto, potrei anche pensarci su, e chissà in futuro recuperare. Io infatti ascolto i consigli, leggo il parere dei critici (e dei blogger) e valuto bene se vedere o meno un film, e quando i motivi sono validi o almeno personalmente interessanti rivaluto e cambio idea, perché come si sa, cambiare idea si può, e certe volte si deve, anche se poi potrebbe risultare sbagliato fare ciò. Come sbagliato sarà stato forse vedere questi film qui, ma di cui tuttavia (più o meno) non rimpiango.

Viral (Horror, Usa 2016): A mio avviso questo film, l'ennesimo lungometraggio riguardante i virus e gli infetti, questa volta diretto dal duo Henry Joost/Ariel Schulman (Paranormal Activity 3Paranormal Activity 4Catfish), non convince pienamente sotto il profilo fanta-horror, lasciando poco spazio alla sostanza (gli attacchi degli infetti, uno strano e non identificato parassita si insinua all'interno delle persone controllandone la mente e successivamente il corpo, sono piuttosto ridotti) e senza approfondire alcune cose che vengono presentate in maniera superficiale. La caratterizzazione di alcuni personaggi poi non sembra delle più credibili, anzi irritano un poco certi atteggiamenti e alcune banalità evidenti. Tuttavia il film, un film che nella tradizione Blumhouse offre un prodotto abbastanza solido a livello qualitativo (anche se il soggetto è quasi mai originale), ha degli aspetti positivi, specialmente nelle due attrici protagoniste (il resto è puro ornamento), brave a sviluppare il rapporto fra sorelle di fronte ad una nascente pandemia (Sofia Black-D'Elia e Analeigh Tipton). Di solito in film di questo genere le fasi iniziali sono saltate praticamente a pie pari, ma qui ci si concentra specialmente nei primi momenti del contagio, quando c'è più incertezza sul da farsi che la necessità di sopravvivere. Meglio la prima parte della seconda, che sconta soprattutto la prevedibilità della narrazione (giacché un momento prima che la scena procede si capisce già tutto) e qualche soluzione non priva di forzature. Nel complesso però, pur non riuscendo a infondere una certa atmosfera ansiogena (nonostante l'ambientazione quasi Lynchiana), il film ha comunque il merito di non rendersi noioso, ma non fa abbastanza per meritare la sufficienza piena. Infatti senza infamia e senza lode, ma senza riuscire nemmeno a farsi ricordare più di tanto. Voto: 5+

giovedì 21 marzo 2019

LEGO Ninjago - Il film (2017)

LEGO colpisce ancora e questa volta tocca ai ninja della colorata serie Ninjago portarci nuovamente nel mondo dei mitici mattoncini danesi, per il terzo film d'animazione della saga, dopo Lego Movie e Lego Batman. Saga per modo di dire, poiché ogni pellicola è indipendente e slegata dalle altre. E così dopo Briksburg e Gotham City, eccoci a combattere a colpi di arti marziali nella orientaleggiante isola di Ninjago, un po' Tokyo e un po' Pechino. Isola ovviamente circondata dal mare, dalla giungla e da un vulcano, sede della base segreta del cattivone di turno. In questa nuova avventura animata degli omini gialli con le manine a portabicchiere, sei giovani ninja adolescenti, che nascondono una seconda identità, ovvero i fortissimi ninja che proteggono la città dai continui attacchi del perfido Garmadon (tuttavia all'interno di questo scontro se ne nasconde un altro: il leader dei ragazzi, infatti, il ninja verde Lloyd, altri non è che il figlio di Garmadon, anche se quest'ultimo non è a conoscenza della sua identità), lavoreranno fianco a fianco per proteggere ciò che hanno di più caro. Insomma, come per i precedenti film targati LEGO, narrare le gesta di un gruppo di eroi sembra una formula riproducibile e vincente per vendere col massimo ricavo un prodotto di intrattenimento, si tratta di elementi con cui il pubblico dei giovanissimi (ma anche quello adulto) può facilmente interfacciarsi, nondimeno, al terzo film, gli spettatori sanno più o meno cosa aspettarsi, anche se su questo piano l'attesa viene ripagata in grande stile con un'animazione mai banale, alternando computer grafica con la tecnica dello stop motion. Peccato che, LEGO Ninjago - Il film (The LEGO Ninjago Movie), film del 2017 diretto da Charlie Bean, secondo spin-off del film The LEGO Movie, dopo LEGO Batman - Il film, film tratto dalla serie animata di Cartoon Network, Ninjago: Masters of Spinjitzu, con Jackie Chan, Dave Franco, Michael Peña, Olivia Munn e Justin Theroux come doppiatori nella versione originale, e film tendente anche troppo ai più piccini, pur mantenendo lo spirito e il divertimento dei precedenti, e sebbene le gag continue facciano comunque piacevolmente sorridere anche gli appassionati di Lego con qualche anno in più, non raggiunga assolutamente il livello dello straordinario primo capitolo e la divertente parodia del cavaliere oscuro del secondo.

lunedì 29 ottobre 2018

I peggiori film del mese (Ottobre 2018)

Come ben sapete in occasione di questo classico post mensile è mia consuetudine esporre le cose negative e/o brutte che mi sono capitate in questo mese, ebbene niente di tutto ciò, perché questo mese di Ottobre è stato relativamente tranquillo (a parte ovviamente i primi freddi che mi hanno già portato ad avere costantemente mani congelate da mattina a sera). E quindi non mi resta che lasciarvi al cospetto di queste recensioni di film, lista di film che al contrario di altre volte non contiene pellicole (od una pellicola) pessime/a, ma solo mediocri. Un miglioramento di scelta c'è insomma stato, anche se era lecito aspettarsi da tutti questi otto film (chi più chi meno) qualcosa in più.

The Great Wall (Azione, USA, Cina, 2016): No, da Zhang Yimou proprio non me l'aspettavo un film del genere, un film certamente godibile (anche perché come mero prodotto di intrattenimento, il suddetto funzionerebbe pure, ha una sua logica nella sua illogicità, e mi ha strappato pure qualche sorriso) ma non certo indimenticabile, anzi. Il film infatti, che sembri pescare dalla sua stessa filmografia e che sembri palesemente citare Il Signore degli Anelli e i Power Rangers, che perciò nella sostanza viaggi con il pilota automatico, al di là di alcuni dettagli (scenografie e costumi) importanti, si rivela essere un blockbuster, furbescamente passato per film d'avventura storico ambientato durante il medioevo (ovviamente la grande muraglia di cui si parla è quella cinese, che secondo la pellicola, come vedranno alcuni guerrieri occidentali finiti lì per caso, fu realizzata per tenere lontani non solo i mongoli ma anche qualcosa di più disumano e pericoloso), abbastanza mediocre. Difatti si tratta tristemente del primo "marchettone" (dopotutto si tratta del suo primo film in lingua inglese) del grande regista cinese (sono suoi i bellissimi film Lanterne Rosse, La Foresta dei Pugnali Volanti e Hero tra gli altri) che piega il suo talento alle esigenze commerciali hollywoodiane per il solito polpettone tutto effetti visivi e poca sostanza della Legendary che mescola qui wuxia e fantascienza con risultati indigesti. E al netto di una computer grafica che si rivela non propriamente all'altezza, e di creature dal design non proprio originale, ci si ritrova soprattutto a chiedere quale sia la funzione di Willem Dafoe nel film, un film dove tutti i personaggi (da Matt Damon a Pedro Pascal fino alla bella Tian Jiang) sono tagliati con l'accetta e monodimensionali, figli di una sceneggiatura svogliata (e ampiamente prevedibile). Perché certo, le battaglie sono spettacolari e il divertimento non manca, ma tutto è al limite del trash. In conclusione perciò, The Great Wall, è un difettosissimo blockbuster che (se preso per quel che è) riesce a intrattenere il tempo giusto per farsi odiare o per riempire una serata vuota o noiosa. Tuttavia cinematograficamente parlando è poca cosa. Voto: 5+

martedì 19 settembre 2017

One day with Jackie Chan's movies: Skiptrace (2016) & Chinese Zodiac (2012)

E' forse uno degli attori più amati e conosciuti al mondo, giacché il suo stile unico, che nessuno riprende per rispetto, dopotutto quando ci provano tutti falliscono miseramente, ha da sempre divertito e intrattenuto con grande facilità grandi e piccini, nonostante i temi abbastanza adulti, ma mai sopra le righe della volgarità od altro (una "violenza pulita" insomma, che non disturba, anche perché i suoi film sono indirizzati ad un target di giovani, facendo sempre leva sulla comicità e sulle gag che lo vedono come protagonista), dei suoi mirabolanti film. Sto ovviamente parlando di Jackie Chan, il re dei Kung Fu Movies, un grande attore, regista, produttore cinematografico, artista marziale, comico, sceneggiatore, imprenditore, stuntman, doppiatore e cantante che il cinema cinese più che quello Hollywoodiano (anche se proprio con quest'ultimo si è fatto maggiormente conoscere), l'ha fatto diventare un mito, un'icona action e al tempo stesso comedy che ha rivoluzionato il genere dell'action movie. Lui che ha ha girato oltre 200 film, lui che praticamente ha forgiato uno stile unico davvero invidiabile. Lui è infatti e soprattutto conosciuto per il suo particolare stile di combattimento che fonde le arti marziali cinesi alla mimica tipica del cinema muto, con l'utilizzo di spettacolari scene d'azione in cui si mette in gioco in prima persona e l'utilizzo di armi improvvisate e non convenzionali, il tutto sempre stando attento a non sfociare nella violenza gratuita. Per questo il divertimento nei suoi film non è mai mancato, tanto che proprio alla spassosa e avvincente saga di Rush Hour è entrato definitivamente nell'Olimpo di Hollywood, lasciando anche le impronte delle mani e del naso nell'Hollywood Walk of Fame. Da lì e grazie ai suoi film, alcuni inediti tutt'ora, la sua popolarità è quindi cresciuta enormemente, non per altro proprio pochi mesi fa ha ricevuto l'Oscar alla carriera. Un riconoscimento tanto che atteso che ha finalmente reso merito ad un personaggio che ho sempre amato, perché i suoi film, in ogni caso difficilmente classificabili, ha divertito e intrattenuto sempre a dovere, cosa che però purtroppo non succede più da tempo. Il buon Jackie Chan infatti, di cui in un giorno ho visto due pellicole (che appunto in questo post parlerò), sta perdendo ahimè colpi, perché dopo il deludente Dragon Blade, sembra aver ingranato (forse colpa dell'età seppur ancora in splendida forma) la retromarcia.