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giovedì 29 gennaio 2026

Le serie tv del mese (Gennaio 2026)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

Stranger Things (5a stagione) - La quinta stagione chiude la saga con un finale emozionante, nostalgico e coerente con lo spirito che ha reso iconica la serie dei Duffer. Gli otto episodi, ricchi di atmosfera e visivamente più curati che mai, offrono un epilogo che celebra i personaggi e i legami costruiti in dieci anni, regalando momenti sinceri e toccanti. Lo scontro finale con Vecna funziona per intensità e messa in scena, mentre l'ultima ora, più intima, dà ai protagonisti un congedo rispettoso e sentito. Non mancano difetti: qualche lungaggine, alcune sottotrame superflue e un ritmo talvolta irregolare. Tuttavia, queste imperfezioni non scalfiscono la forza emotiva della stagione, che preferisce l'eccesso alla freddezza e punta tutto sull'impatto affettivo. Nel complesso una conclusione solida e appagante, capace di onorare il mito della serie e di chiudere un viaggio che ha segnato l'immaginario pop di un'intera generazione. Un addio affettuoso, non rivoluzionario, ma profondamente giusto. Voto: 8

Eyes of Wakanda (Miniserie) - La quarta serie animata dei Marvel Studios parte da un'idea intrigante (seguire i War Dogs attraverso epoche diverse per recuperare artefatti di vibranio) ma si ferma a un risultato solo discreto. Le quattro puntate offrono qualche spunto interessante e un'animazione a tratti suggestiva, ma la serie non sfrutta davvero il potenziale del Wakanda. La struttura antologica limita il coinvolgimento, due episodi risultano troppo simili tra loro e la terza puntata alterna buone intuizioni a forzature evidenti. La CGI è irregolare, la scrittura superficiale e spesso sacrificata all'azione. La quarta puntata, più ambiziosa e legata al MCU, è la migliore ma non basta a risollevare l'insieme. Nel complesso, una miniserie piacevole ma poco incisiva: intrattiene, ma lascia la sensazione di un'occasione mancata. Si poteva fare di più. Voto: 6

Mercoledì (2a stagione) - Una stagione, livello generale e in qualità, inferiore alla precedente: più dark nell'atmosfera, ma con una trama meno solida e diverse forzature. I personaggi principali funzionano, con Enid che spicca più di Mercoledì. Rimane il mood "alla Harry Potter", con meno teen‑romance e più spazio alla famiglia Addams, coinvolta nel mistero centrale attraverso varie sottotrame. Il tentativo di ricreare un momento iconico della prima stagione (cameo di Lady Gaga incluso) risulta forzato e un po' cringe. La storia è a tratti confusa e il ritmo altalenante, dando l'idea di una stagione un po' spinta. Nel complesso si lascia guardare, ma senza entusiasmare. Voto: 6,5

mercoledì 31 luglio 2024

I film del mese (Luglio 2024)

Tornerò prestissimo a spulciare i ricchi cataloghi di Sky, Netflix e Prime Video, ma per questo mese (come già successo in precedenza gli anni scorsi) ho deciso di privilegiare le piattaforme meno frequentate, quelle che poco di veramente interessante hanno all'interno dei loro cataloghi, e che per forza di cose finiscono in secondo piano. In particolare Disney e Paramount Plus, ma anche RaiPlay, tuttavia siccome abbonamento Apple Tv devo sfruttare prima della scadenza (prevista agli inizi di Agosto), ne ho visti tre da qui, ed uno da RaiPlay, film (The End? L'inferno fuori) che al momento dovrebbe essere ancora disponibile alla visione, così come tutti gli altri, anche quello su VVVVID (ossia Redline), ma non quello su Infinity Plus, almeno per il momento, dato che forse tornerà un'altra settimana, io però ho visto Dune - Parte due nella settimana tra il 27 giugno e il 4 luglio scorsi. In ogni caso un mix di generi alquanto eterogeneo però non del tutto entusiasmante, anzi, ma gli alti e bassi sono normali in certi casi.

[Apple Tv Plus] STILL: La storia di Michael J. Fox (Documentario 2023) - Un eccellente docufilm, realizzato con ingegno da Davis Guggenheim, che sfrutta diverse clip della carriera del protagonista per permettergli di interpretare se stesso durante l'intera narrazione. I filmati sono montati così abilmente che sembra quasi un film creato ad hoc e la narrazione è toccante. Il documentario evita sentimentalismi scontati, ma l'approccio ironico con cui Michael J. Fox parla di sé e le riprese autentiche che mostrano il suo passato e presente sono commoventi. La visione è piacevole e mai noiosa, descrivendo chiaramente cosa è successo a una delle icone del cinema americano. Un frammento di vita di una star, la cui carriera si è conclusa in anticipo, ma che ha trovato il coraggio di affrontare la sua malattia e lottare per un miglioramento. Voto: 7+

[RaiPlay] The End? L'inferno fuori (Horror/Thriller 2017) - Un apprezzabile film di zombie italiano diretto da Daniele Misischia, che utilizzando quasi esclusivamente un attore e ambientando la storia in un ascensore claustrofobico, riesce a creare un'opera tesa e coinvolgente nonostante una sceneggiatura non eccelsa (dialoghi ripetitivi e un finale troppo prevedibile). La caratterizzazione del protagonista, interpretato dal talentuoso Alessandro Roja, è adeguatamente sgradevole, almeno all'inizio. Gli zombie sono truccati in modo eccellente e risultano impressionanti. Il film non è perfetto, ma evidenzia le notevoli capacità del regista Misischia, che con sceneggiatori di alto livello e un budget maggiore potrebbe ancora sorprendere, come ha fatto con la piccola opera citazionista e sufficientemente pregevole uscita quattro anni dopo, intitolata Il mostro della cripta. Tuttavia, la vera sorpresa è questo film, un thriller-horror che eccelle nella sua semplicità, uno dei migliori film di zombie degli ultimi dieci anni. Voto: 6,5

martedì 23 aprile 2024

Le serie tv del mese (Aprile 2024)

Questo mese d'aprile offre un'ampia selezione di serie TV, un mese che si dimostra incostante e imprevedibile sotto molti aspetti, non solo meteorologico. Tre di queste serie hanno una durata notevole, circa 600 minuti ciascuna, mentre le restanti non superano i 200 minuti e non raggiungono i 300. Interessante notare che, delle sei serie più brevi, e di un terzo del totale delle nove serie, tre sono di animazione. Questa scelta non è casuale, poiché ho ritenuto opportuno, per questa volta, raggrupparle in un unico pacchetto. Alla fine però, poco importa la varietà di generi che scelgo o guardo, l'importante è che rispondano alle aspettative. E, a parte qualche eccezione, questa volta il risultato è stato positivo.

[Sky Atlantic] Fargo (5a stagione) - Fargo è una serie che rimane fedele al proprio stile sin dalla prima stagione, in linea con il film da cui trae ispirazione, spesso evocato attraverso il suo leitmotiv. Presenta dramma, un gusto per il grottesco e abbondante ironia nera. È eccellente nella creazione di personaggi memorabili. La trama e il suo sviluppo coinvolgono costantemente, bilanciando temi come la violenza sulle donne e le milizie paramilitari, che rappresentano un problema crescente in America. Le interpretazioni sono ottime, a partire da Juno Temple, fragile ma resiliente come una tigre, e Jon Hamm, che incarna un patriarcato arcaico, la cui ossessione lo porterà alla rovina. La stagione mantiene l'alta qualità consueta (nonostante i difetti ed una certa prevedibilità di fondo), superando la quarta stagione, leggermente deludente, e lasciando un retrogusto più dolce grazie a una stagione inaspettata che, fortunatamente, ha visto la luce. E chissà, forse in futuro ne arriveranno ancora altre. Voto: 7,5

[Netflix] Onimusha (1a stagione) - Takashi Miike dirige l'adattamento del celebre videogioco fantasy-storico, un lavoro svolto con onestà ma privo di particolari scintille. Si tratta di un esperimento affascinante, sebbene non completamente riuscito. C'erano tutte le premesse per un prodotto di qualità, dalla scenografia al cast. Purtroppo, la serie non mantiene tutte le sue promesse, limitandosi a un action fantasy piuttosto tradizionale. Onimusha si distingue comunque per la sua estetica notevole, offrendo uno spettacolo visivo coinvolgente. Tuttavia, non tutto funziona come dovrebbe: la trama è eccessivamente lineare, con pochi e poco convincenti colpi di scena. Di conseguenza, ne emerge un anime efficace nella rappresentazione delle ambientazioni e nell'animazione all'avanguardia, ma che avrebbe potuto essere molto di più se fosse stato sostenuto da una trama più complessa e un ritmo più incalzante. Onimusha rimane comunque un'esperienza piacevole, ma persiste il rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere: molto più di una semplice trasposizione in grafica computerizzata di un film di samurai tradizionale, benché affascinante. Voto: 6+