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martedì 9 marzo 2021

Le mie canzoni preferite - Speciale Sanremo 2021

Dopo l'ultima puntata (che neanche ho rivisto come le altre puntate il giorno dopo da RaiPlay) e la proclamazione dei vincitori del Festival...Bar (quello di Sanremo è definitivamente al capolinea, e non ha aiutato il pubblico non presente) c'era parecchia rabbia e delusione in me, tanto che stavo quasi per non fare più questo post (e non solo perché anche quest'anno nessuno dei miei preferiti ha vinto), ma poi mi sono deciso (ho riflettuto sul fatto che adeguarsi ai tempi e cambiamenti si deve sempre) ed eccolo qui, il post mio definitivo sull'ultimo Festival, giunto alla 71 esima edizione. Innanzitutto le note, stessa formula dello scorso anno, suddivisione di canzoni e categorie (stelle a tutte, una per le "peggiori", due per le passabili e tre per le migliori), video a schermo per le migliori, mentre per tutti gli altri il link del video ufficiale, e infine commento ad ogni step, per spiegare le mie scelte e quindi il perché. In tal senso ricordo che sono tutte opinioni personali, anche se oggettivamente bisognerebbe dire che la virata della Kermesse è sotto gli occhi di tutti, qualcosa è perso per sempre, inutile negarlo, i tempi di oggi stravolgono, e non è detto sia una cosa positiva. Tanto trash, troppo, neanche fossimo al Festivalbar, dove manco c'era tanto trambusto. A parte ciò, il televoto? Maledetti bimbominkia. Amadeus non sa presentare, è troppo forzato. I cantanti? Maledetti Talent. Achille Lauro non riesco a sopportare, vuole essere Renato Zero e/o David Bowie (per rispetto non cito altri), ma è solo un demente (sì l'ho detto). I Maneskin? Non è contro il rock (che anzi apprezzo) ma proprio non c'azzecca, e comunque mai stati simpatici. Le uniche note davvero liete di questa edizione (perché di cose liete ci sono comunque state, gli ospiti in primis) Fiorello (ma non sempre efficace è stato), Elodie e Matilda (strepitosa soprattutto la prima), "Dio" Zlatan ed alcune belle canzoni. Un Sanremo nuovamente lunghissimo, la serata del giovedì è sempre più inutile, dove oltretutto il livello e la qualità delle canzoni è stata inferiore rispetto a quello scorso, ma vediamola questa benedetta classifica.

GIOVANI

Dellai - "Io sono Luca" (Video)

Folcast - "Scopriti" (Video)

Avincola - "Goal!" (Video)

Elena Faggi - "Che ne so" (Video)

★★
WrongOnYou - "Lezioni di volo" (Video)

★★
Gaudiano - "Polvere da sparo" (Video)

★★
Greta Zuccoli - "Ogni cosa sa di te" (Video)

★★★
Davide Shorty - "Regina"

Sempre sconosciuti la maggior parte, ma è ovvio sono giovani emergenti, comunque degli otto bene la metà, male l'altra metà. Anche questa volta non vince il mio preferito, che quest'anno era Shorty, che si presentava con una canzone bella e fresca, dal groove decisamente interessante, ed era pronto a festeggiare, invece il titolo va a Gaudiano, che vince grazie ad una canzone alquanto banale secondo me (ma ci può stare dai). Dei primi quattro tre hanno comunque vinto un premio (due "secondari"), anche WrongOnYou, mentre Greta Zuccoli niente, un po' mi è dispiaciuto, perché meritava di più, ma son sicuro la sentiremo ancora, gli altri invece non credo, sicuramente non Dellai, Folcast ed Avincola, la Faggi potrebbe chissà, la sua canzoncina era pure abbastanza carina, vedremo.

martedì 19 febbraio 2019

Le mie canzoni preferite (Dicembre/Gennaio/Febbraio 2019)

Quest'anno Sanremo è cominciato e finito prima rispetto allo scorso anno, cosicché già nel primo post del nuovo anno relativo alle mie tradizionali canzoni preferite del mese, posso già inserirle avendole ascoltate con attenzione. Ebbene abbastanza sorprendentemente il 69esimo Festival di Sanremo, il festival delle polemiche, e di tanto altro, ha portato in dote interessanti melodie, belle canzoni e nuovi interessanti artisti, almeno nella quasi metà dei casi, perché l'altra ha steccato alla grande. Soprattutto due "elementi" hanno davvero fatto una bruttissima figura, emblematica quella di Ultimo che, sarà per via del nome, che pensava forse che chiamandosi Ultimo sarebbe arrivato Primo, come famoso proverbio, senza peraltro sapere che esiste un film intitolato Gli ultimi saranno ultimi (e non per caso), avrebbe senz'altro meritato il penultimo posto in graduatoria (dopotutto la canzone in verità è pessima, e se avesse vinto, quella sì sarebbe stata una scelta sbagliata). Penultimo perché l'ultima posizione, e probabilmente anche la squalifica (e mi chiedo come sia possibile che una canzone dal testo così palesemente pro droga non sia stato scartato), avrebbe meritato certamente Achille Lauro. Giacché non ci sono giustificazioni che tengano, la sua canzone è chiarissima, negativamente chiarissima. Ma come detto, se da una parte è stato il Festival più brutto da anni, musicalmente ha regalato qualcosa. Infatti anche se presenterò ora la mia Top 5, non posso non menzionare altre tre belle canzoni, e sono: Mi farò trovare pronto di Nek, Mi sento bene di Arisa (peccato abbia steccato leggermente) e Abbi cura di me di Simone Cristicchi (anche se bellissimo è solo il ritornello a suon di violino). Comunque prima, ma verranno ovviamente dopo, non dimentico tutte le altre proposte musicali nazionali ed internazionali di quest'ultimo periodo (tre mesi), che tra conferme, graditi ritorni e nuovi interessanti new entry, ha alleggerito e intrattenuto la mia sfera personale. E quindi ecco la mia selezione (Qui la playlist completa di Youtube) dei miei brani/canzoni preferiti/e.

5. Insieme hanno già sfornato un gran bel pezzo (quell'Irraggiungibile passato da qui esattamente un anno fa),
ora ci riprovano, ed il risultato è il medesimo, loro sono Federica Carta e Shade, e il pezzo è Senza farlo apposta

giovedì 26 aprile 2018

I peggiori film del mese (Aprile 2018)

Dopo svariati mesi a vedere film mediocri su film mediocri, finalmente il mio lavoro di "selezione", avviato tempo fa, sta dando i suoi frutti, tanto che questo mese sono state solo 6 le pellicole che non mi sono piaciute, ed anzi, potevano essere anche meno se 2 di questi avessero fino in fondo chiuso il loro percorso narrativo in modo più convincente. Tuttavia questo numero più basso, di questo classico post mensile, fa ben sperare e acuisce in parte lo scotto per questi comunque deludenti film che ho visto in questo primo primaverile mese, che in ogni caso non ha riservato alcuna sorpresa, anche perché tutto è rimasto invariato nelle difficoltà burocratiche riguardanti l'INPS (di mio padre), che ancora non hanno risolto la situazione. Non resta quindi che aspettare, anche se è da almeno sei mesi che continua questo tira e molla. Nel frattempo però ecco le difficoltà che ho sopportato vedendo i peggiori film del mese.

Hemingway & Gellhorn (Drammatico, Usa 2012): I film biografici sono per loro natura difficili e spesso non riescono efficacemente e/o descrivere obbiettivamente personaggi realmente esistititi, o perché in qualche modo faziosi o semplicemente perché gli autori non sono in possesso, delle necessarie informazioni per confezionarli verosimilmente o anche perché piegati dall'esigenza di copione, ai fini di una migliore resa scenica. E' questo il caso di questo biopic per la televisione della HBO, un film sicuramente interessante e coinvolgente, anche perché si racconta di due personaggi molto importanti, il famoso scrittore Ernest Hemingway e una dei più grandi corrispondenti di guerra del XX secolo, ovvero Martha Gellhorn (e della loro quindi storia burrascosa a cavallo della seconda guerra mondiale e nata sullo sfondo della guerra civile spagnola), ma che annoia (ben 150 minuti di visione), non convince e sembra non avere una direzione precisa. Il fulcro della pellicola dovrebbe essere infatti la storia d'amore dei due, ma non si capisce bene alla fine cosa il regista voglia trasmettere, se proprio l'amore (la passione), o l'avventura delle loro vite, i frequenti cambi di ambientazione, o altro. Non riesce a trasmettere (nonostante il gran materiale a disposizione) nulla su nessun fronte. Neanche sul piano della imperterrita guerra. Hemingway & Gellhorn difatti è stato studiato e realizzato per poter ricreare i conflitti più diversi in ogni angolo del globo, nonostante un budget piuttosto limitato. Ed è possibile notare che dal punto di vista prettamente visivo, vengono impiegati alcuni filmati d'archivio che si intrecciano con la narrazione, il cui effetto a volte tende al surreale. Non convince assolutamente infatti guardare i due protagonisti avvolti in immagini di found-footage. Il film passa da immagini color seppia a colori vividi, come se cambiasse tono e stile trasferendosi naturalmente dal reale all'artificiale, dalla verità alla narrazione. Una pecca visiva non indifferente che dilapida quel poco di buono che resta. Che in verità è poco, perché la pellicola, mi è sembrata un tantino sopravvalutata, in considerazione dei numerosi premi che ha rastrellato, forse non del tutto meritati (nominato a 14 Emmy Awards e vincitore di due di essi), inoltre la sceneggiatura mostra numerose falle, e infine il racconto è molto discontinuo e nel complesso non è un lavoro memorabile. Giacché la regia (non proprio dilettantesca trattandosi di Philip Kaufman) latita parecchio, il modo di raccontare le vicende è spesso un po' troppo caotico e talvolta stereotipato, le personalità degli scrittori/giornalisti non viene debitamente approfondita (non a caso le figure di entrambi escono molto penalizzati da una caratterizzazione mediocre), le ambientazioni in certi momenti sembrano sbrigative e grossolane, così come i loro repentini cambi e nemmeno tanto credibili sono i protagonisti. Nicole Kidman (stranamente libidinosa e abbastanza anonima) è forse un po' troppo "bella" per questa parte, e Clive Owen (decisamente sopra le righe spesso) mi è parso meno di spessore e autorevole di quanto ci si aspetterebbe da Hemingway (uno dei pochi scrittori che conosco avendo letto e visto Il vecchio e il mare). Insomma un film con luci e più ombre, tanto che risulta alla fine non sufficiente. Voto: 5

martedì 21 giugno 2016

Canzoni di 'tendenza' (Maggio-Giugno 2016)

In questi due mesi per fortuna gli dei della musica sono stati clementi e quindi possiamo concentrarci e cominciare a pensare solo all'estate (almeno per il momento, facciamo gli scongiuri), che da oggi è ufficialmente arrivata. Come ogni anno e come ogni estate, cominciano a fioccare nuovi tormentoni estivi, anche se quest'anno con gli Europei, la Copa America e gli Olimpiadi vanno di moda le canzoni ufficiali di queste competizioni sportive (anche se per adesso solo quella dell'Europeo), ovviamente però non mancano altri stupendi motivetti e memorabili canzoni molto suggestive che sicuramente entreranno nella classifica delle canzoni più ascoltate di questa estate che tarda ad arrivare in ambito meteorologico. Ma entriamo nel merito di questo ormai bi-mensile post dove pubblico i video delle canzoni che più stanno avendo successo e che ascolto ultimamente.


Come già detto in precedenza, in primo piano la canzone ufficiale degli Europei che però per noi italiani è un'altra, ed è diventata quasi un mantra, indissolubilmente associata alla nazionale italiana, che da un carica pazzesca (che speriamo continui), ovvero l'ultima di Luca Carboni, perché anch'io sono Happy, comunque quella di David Guetta la trovate qui
Adesso è il turno di una canzone che sta spopolando anche e nonostante la canzone non ha praticamente un senso soprattutto nella parole, bisogna però mettere in conto che anche se televisivamente parlando è la canzone dell'estate non è molto nazional-popolare diciamo, in ogni caso sicuramente la sentiremo spesso quindi fatevi l'abitudine..

mercoledì 9 dicembre 2015

Canzoni di 'tendenza' (Dicembre 2015)

In questo post vorrei farvi ascoltare delle canzoni (4) sentite ultimamente che mi hanno conquistato e che stanno riscuotendo consensi e che sicuramente avrete già sentito, anche se molto diverse tra di loro, stanno avendo successo per i motivi più disparati. Per cominciare il ritorno di un cantante che con questa nuova performance ha conquistato internet, un fenomeno virale che forse era meglio che non ritornasse, ossia Psy, ma con la sua irriverenza e simpatia ha ri-conquistato il mondo, i suoi video anche se abbastanza demenziali hanno sempre un buon ritmo. L'ultimo successo è questo, Daddy, in cui prende come spunto la figura paterna.


Molto bella ed orecchiabile invece la canzone, l'ultimo singolo del suo nuovo album, di un'artista eclettico, poco convenzionale, con un suo specifico sound e ritmo, ossia Max Gazzè in La vita com'è.