giovedì 3 gennaio 2019

I film di Natale visti su Sky (2018)

Quest'anno, anzi, lo scorso anno ho voluto completare le classifiche finali non solo per chiudere l'anno cinematografico nel modo più onesto possibile, ma anche per permettere a questo mio classico post natalizio, di natura esclusivamente cinematografica, di uscire in tempo, per dare insomma tempo (a voi) di vedere (se lo ritenete giusto o se il mio giudizio lo permetterà, è a vostra discrezione) questi film che oggi recensisco prima dell'ufficiale conclusione delle feste. E così, prima del mio momentaneo congedo di una settimana e ovviamente dell'arrivo dell'Epifania, ecco quali sono stati i film di Natale che visto su Sky. Prima però vorrei parlarvi di un inedito cortometraggio visto sempre grazie al canale tematico della piattaforma satellitare, un cortometraggio di 28 minuti intitolato Babbo Natale deve morire. Già, questo cortometraggio di produzione Britannica del 2014, dal titolo originale Marked, ha un titolo abbastanza particolare, come particolare è appunto la trama di questo semplice, lineare ed interessante corto, un corto dolce amaro che mescolando risate e suspense, diverte e fa riflettere. In Marked infatti, una storia nella quale riecheggia la lezione di DickensKiefer Sutherland e Stephen Fry sono alle prese con crisi, fallimenti e un incontro davvero inatteso, un incontro che avrà ripercussioni importanti nella vita di questo povero cristo che ha causa di problemi economici accetta di compiere un'omicidio su commissione, salvo poi cambiare (ovviamente) idea. Beh sì, niente di originale, tuttavia tranquillamente vedibile, anche se il momento migliore è quando riecheggia Shake up Christmas dei Train, che però da solo vale la visione. Perciò dategli un'occhiata se ci riuscite. Ma adesso ecco i film.
Just Getting Started, in Italia intitolato E' solo l'inizio (il titolo originale doveva essere però Villa Capri) è certamente un film piacevole, un film a tema natalizio non malaccio, tuttavia il suddetto, scritto e diretto da Ron Shelton, ex giocatore di baseball statunitense, noto per aver diretto prevalentemente lungometraggi a tematica sportiva, non per caso fu candidato all'Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale nel 1989 di Bull Durham: Un gioco a tre mani (film che rappresentava per lui l'esordio assoluto), è anche un film abbastanza mediocre, nonché leggermente "sbagliato". Questo film del 2017 infatti, anche se non fosse stato strutturato come un film prettamente natalizio (cosa che in verità è solo perché ambientato in quel periodo), sarebbe ugualmente risultato un film realizzato male. Si perché E' solo l'inizio (film che segna l'ultima apparizione dell'attrice Glenne Headly, morta l'8 giugno 2017), action comedy dal sapore natalizio interpretato da un cast ragguardevole, che vede Morgan Freeman nei panni dell'ospite attento e premuroso verso i propri ospiti, e Tommy Lee Jones in quelli di un ex militare ora imprenditore, nonché amante delle arti, e di Rene Russo nei panni della terza "incomoda", che difatti racconta di un direttore di un lussuoso resort a Palm Springs (Villa Capri), dal passato misterioso che non solo deve stare attento alla sua incolumità ma che deve fare i conti con Leo, ospite appena arrivato al residence, che sta catturando le attenzioni della bella Suzie (che lì si trova anche per altri motivi), lascia parecchio a desiderare. Giacché l'azione, che si svolge appunto a Palm Springs, scenario suggestivo desertico californiano, dove un clima più che mite rende la neve sugli alberi e le decorazioni natalizie particolarmente artificiose, a parte rari casi in cui efficaci e divertenti sono certi dialoghi e situazioni, non convince pienamente, non riuscendo per questo a coinvolgere e divertire più di tanto. Perché certo, pur con toni lievi e divertiti (che nella caratterizzazione dei personaggi in taluni casi rischia la macchietta), il film tocca tematiche importanti come la ricerca della felicità, la solidarietà nel far fronte ai pericoli che possano ledere la comunità e l'importanza di assicurare alla giustizia i malavitosi, perché certo, il cast fa quello che può (il loro minimo è comunque utile), perché certo, il film ha la capacità di non scadere mai nella volgarità gratuita (e neppure nel moralismo da "baraccone"), ma la poca originalità dello script, dopotutto alcuni aspetti della trama non sono nuovi, anzi, addirittura alcuni sono anche leggermente assurdi, non aiuta alla riuscita del film, un film non sconsigliabile ma da cui ci si aspettava di più, anche perché il Natale è solo un tema accessorio all'interno del film. E quindi nonostante la buona volontà bisogna giudicare non del tutto riuscito questo film, un film che lascia l'amaro in bocca, che si permette il lusso di non sfruttare pienamente gli attori, che non riesce sufficientemente a farsi apprezzare, anzi. Voto: 5
Con Bad Moms 2: Mamme molto più cattive tornano le mamme più cattive, ribelli, divertenti e oneste del grande schermo (o piccolo se lo si vede in tv): Amy, Kiki e Carla, ma la novità del secondo capitolo sempre scritto e diretto da Jon Lucas e Scott Moore (autori come ben si sa di Una notte da Leoni) è un clima frizzantino, colorato di rosso e ricco di pacchetti, nastri dorati, fiocchi di neve e incredibili (e, a volte, sgradite) sorprese: il Natale. Infatti, dopo il successo del primo Bad Moms, il franchise ritorna con un divertentissimo pretesto: la sfida delle mamme con le nonne nel periodo natalizio. Il risultato è un nuovo film, godibile anche da parte di chi non abbia visto il primo e, soprattutto, divertente non solo per il pubblico delle "mamme". Difatti la pellicola, per l'occasione ribattezzata A Bad Mom's Christmas, a parte qualche esagerazione di troppo, regala tante risate, riuscendo anche a raccontare una storia e a presentare dei personaggi ben caratterizzati e che subiscono una concreta e corretta evoluzione. Sì, perché anche se meno satiriche e meno pungenti rispetto a come ce le ricordavamo (ma comunque divertenti), questo sequel è, senza aspettarsi tanto (ma prenderlo per quello che è, un film esilarante che intrattiene benissimo), all'altezza dell'originale. Certo, non ha una morale bella come il precedente, ma qui è dosato meglio il momento "volemose bene" con quello comico. Certo, l'impresa, di lanciare l'intrepido messaggio di quanto il mondo e la società siano cambiati, di come le tradizioni si siano perse per strada, di come il vecchio dovrebbe insegnare al nuovo (e invece è il nuovo che deve tenere a freno la follia di una vecchiaia mascherata da ritrovata giovinezza) riesce solo a metà, ma questa normalissima commedia un po' sboccata, impertinente, politicamente scorretta e perfino inverosimile, si fa tranquillamente vedere. E per riuscire in ciò ovviamente Bad Moms 2 riparte non solo con lo stesso trio di mamme (Mila Kunis, Kristen Bell e Kathryn Hahn, sempre divertenti e affiatate), ma anche con la stessa coppia di autori in sceneggiatura e alla regia, e lo stesso modo di guardare al ruolo (e all'importanza fondamentale e quasi sempre data per scontato) della mamma nella società moderna. Ma a differenza del film originale qui si rischia di meno, trovando la stabilità nei territori più convenzionali della commedia natalizia: le tre mamme indipendenti e sovversive questa volta si ribelleranno alle feste di Natale, rifiutando il ruolo di organizzatrici e forza motrice della quotidianità familiare in favore di un rilassante dolce far niente, i piani però verranno stravolti dall'arrivo delle loro mamme (Susan Sarandon, Christine Baranski e Cheryl Hines, tre anziane signore tutto pepe che porteranno il loro caos nell'idillio natalizio delle protagoniste) e la guerra mamme contro mamme del primo film qui diventa un confronto figlie-madri molto più classico e meno potente (per lo meno da un punto di vista tematico). Insomma il livello è lo stesso, anzi, in verità visti i risultati della volta precedente, era lecito aspettarsi di più, ma in ogni caso, anche se la sceneggiatura veleggia (forse troppo) sulla normalità, assumendo, alle volte, sembianze volgari e forse esagerate, copiando scene da altre commedie simili, senza offrire originalità alcuna, ci si diverte ugualmente, e ci si divertirà sicuramente se questo film lo vedrete per una serata natalizia poco impegnativa e spensierata nel nome dell'estremismo comico. Voto: 6
Il canto di Natale di Charles Dickens è uno dei testi più adattati al cinema, anche troppo. Ne esistono tantissime versioni, tra quelle fedeli (A Christmas Carol) e quelle ironiche (S.O.S. Fantasmi). Sembra non passare Natale senza che qualcuno si inventi di trasporre il celebre romanzo breve al cinema o alla tv. Stavolta, però, se non altro il regista Bharat Nalluri realizza qualcosa di metatestuale. Dickens: L'uomo che inventò il Natale (The Man Who Invented Christmas), film del 2017 diretto dal regista indiano infatti, non è propriamente un adattamento de Il canto di Natale quanto un film biografico molto romanzato (dopotutto è questo l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo del 2008 di Les Standiford, a sua volta ispirato al celebre romanzo dello scrittore inglese) che ne narra la genesi. Il regista entra difatti nella testa del grande romanziere visualizzando gli spiriti che la popolano nel momento della creazione di un testo leggendario e cercando di rendere per immagini il processo creativo. Un compito che il regista svolge con un linguaggio che rasenta il teatrale in più di un'occasione (anche troppo), essendo quasi sempre ambientato in interni, tra la casa di Charles Dickens, l'ufficio dei suoi editori e i locali frequentati dall'alta borghesia londinese di metà Ottocento. Bharat Nalluri infonde al tutto tuttavia una dose di movimento e azione: Dickens si muove in lungo e in largo per gli spazi che occupa, non sta mai fermo, è energico e cinetico (a volte è anche troppo gigioneggiante). Si parla tanto quanto ci si muove in questo film. Non a caso sceglie un attore come Dan Stevens, diventato famoso grazie a un ruolo in costume in Downton Abbey e poi passato a interpretare film popolari come La Bella e la Bestia (è l'irriconoscibile mostro del film) e The Guest, nonché la straordinaria serie tv Legion. Accanto a lui c'è uno Scrooge (immaginario) perfetto, Christopher Plummer, che interpreta il ruolo più ricco di sfumature del film (è sia lo Scrooge del racconto che una proiezione della psiche dell'autore). Il film risulta così leggero e godibile, ma proprio per questo tutto resta un po' in superficie, specialmente il tormento di Dickens legato al suo passato che, come in ogni arco eroico che si rispetti, deve essere superato per vincere i propri limiti e raggiungere lo scopo, ovvero trovare il corretto finale per il romanzo. E quindi risulta chiaro da ciò che non siamo dalle parti del cinema psicanalitico ma più da quelle dell'intrattenimento natalizio, dove tutto si deve risolvere senza strascichi entro un finale rassicurante e positivo. Un retrogusto televisivo che danneggia lievemente un'opera altrimenti dotata della grazia tipica della commedia britannica. Il film infatti è pregevole nella ricostruzione scenografica e nelle ambientazioni storiche dell'epoca vittoriana, e soprattutto non male è l'idea (seppur non nuova) di raccontare, sia pure in maniera fittizia, la genesi di uno dei racconti più famosi della letteratura, ma non tutto è al posto giusto, non tutto emoziona e diverte, almeno non quanto ci si aspettasse da questo film. Un film in cui comunque discreto è il cast di supporto all british, da Jonathan Pryce a Morfydd Clark, da Anna Murphy a Justin Edwards, un film che però, nonostante dei momenti in cui il ritmo rallenta vertiginosamente per inseguire spiegazioni troppo lunghe e morali natalizie accoglienti e confortanti, riesce nel proprio obiettivo: intrattenere con garbo e brio, rileggendo il Natale e i buoni sentimenti che da sempre vengono collegati a quest'evento in un'ottica moderna, al passo con i tempi, arricchita da una preziosa ricostruzione capace di fondere contemporaneamente l'incanto della fiaba, le strabilianti capacità dell'immaginazione con forse la più straordinaria delle avventure: la Vita stessa. Voto: 6,5

22 commenti:

  1. Il mio Franken-meme è in linea. Mi fa piacere che il film Il Canto di Natale di Charles Dickens non ti abbia deluso.
    Un abbraccio!

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    1. Ho visto, passerò presto ;)
      Sì, mi è piaciuto infatti, anche se poi in verità mi aspettavo qualcosina in più :)

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    2. Sì Pietro non preoccuparti, volevo solo segnalarti che lo avevo pubblicato. Non c'è fretta. Staccare da tutto, sopratutto dal web, fa bene.
      Ciao.

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    3. Già, ogni tanto è utile e necessario staccare ;)

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  2. Non mi avevi detto della pausa di una settimana. Che peccato. Ma tanto non spegnerai mica il telefono, no?
    Comunque i film che ho visto io durante le feste li conosci, visto che eri tu, puntualmente, a consigliarmeli.
    Compreso quello che mi fa tanto piangere.
    In ogni caso, tra questi non mi sarei persa quello con Tommy Lee Jones, perché lo adoro, e mi dispiace che tu lo abbia giudicato mediocre, anche perché ciò significa che lo è davvero.
    Peccato. Baci

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    1. L'avevo anticipato nel post della guida delle feste della pausa, e no, non spegnerò il cell, ma sarà solo un momento, una settimana, per prendere "fiato" dal blog, che è sempre stato attivo negli ultimi 5 mesi ;)
      E continuerò a consigliarteli anche dopo le feste, anche quei film che ti emozionano :)
      Eh sì, purtroppo è la verità, il film è davvero poca cosa..

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    2. Ma davvero?
      Uff, la mia testa. Avevo rimosso completamente.
      Comunque anche se spegnessi il telefono saprei come "disturbarti".. 😜

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  3. Cavolo, mi ero dimenticata dell'esistenza di Dickens! Ecco cosa avrei dovuto recuperare, mannaggia! Eh beh, sarà per l'anno prossimo...

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    1. L'anno prossimo? Intendi quest'anno.. :D
      Comunque sì, dovresti recuperarlo, perché è davvero un bel film, un film effettivamente evocativo ;)

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  4. Ciao Pietro.
    Da parte mia credo che il Dickens film, visto per ben tre volte 😁, meriti di più come voto. Magari un 7,5 ed anche un otto perché non è semplice affrontare un inevitabile paragone con il Canto di Natale precedente. Bisogna premiare il coraggio ed anche l'ottima riuscita del video. Per il resto concordo. Gli altri due film non li ho visti ma non credo siano il mio genere, comunque se riesco li guardo. La curiosità vince su tutto.
    Bacio, grazie e buon (breve 😉) pausa.

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    1. Il mio voto comunque non toglie merito al lavoro accurato e significativo della produzione di questo film, un film coraggioso e bello, ma altre versioni, il cartone animato per esempio, lo preferirò sempre ;)
      La curiosità vince certo, però certe volte è meglio rifletterci su, soprattutto riguardo al primo film :)

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    2. Intendi "È solo l'inizio"? Dici che è meglio non vederlo?
      Anche il titolo non lo gradisco a dire il vero...Forse seguirò il tuo consiglio (anche se c'è Freeman che amo molto). Grazie Pietro.

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    3. Sì, anche perché Natale o meno, è un film che fa acqua da molte parti...a dir la verità è stato proprio per Freeman che l'ho visto, ma non è bastato a salvare il film, purtroppo...

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  5. Pietro, non hai visto "Qualcuno salvi il Natale" con Kurt Russell, molto carino come film :).
    Babbo Natale deve morire mi incuriosisce: anche a me poi piace tantissimo Shake Up Christmas (e ho anche bei ricordi legati ad essa).
    I primi due film non mi ispirano proprio...il terzo invece sì e accetto volentieri il finale Rassicurante e positivo.
    Ah, ho visto Natale da Chef e alla fine della visione mi sanguinavano gli occhi...penso che sia uno dei film peggiori che abbia mai visto..roba che il Bosco 2 o come si chiamava al confronto l'avrei premiato con un oscar, almeno mi ha fatto fare due risate...nel film Natale da Chef ho riso solo per la solita vecchia scena delle chiappe infilzate (nella fattispecie quelle di Enzo Salvi, da un forchettone da cucina). Vedi tu :D

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    1. Se l'avessero mandato su Sky l'avrei certamente visto, ma purtroppo era su Netflix..
      Shake Up Christmas indubbiamente bellissima canzone ;)
      Ecco perché non vedo più certi film, per evitare certi attori, certe minchiate :D

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  6. Quello che voglio senza dubbio recuperare di questi film (anche se orami siamo fuori dal periodo delle Feste, ahimè) è "Dickens, l'uomo che inventò il Natale". Tra l'altro la presenza carismatica di Christopher Plummer mi invoglia ancora di più alla visione.
    Gli altri che hai citato invece non mi attirano molto.
    Buona giornata e un salutone :)

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    1. Non importa se fuori stagione, anzi, proprio perché Il canto di Natale è capolavoro della letteratura e può essere letto tutto l'anno, lo stesso è per questo film, un film in cui Plummer è sempre eccezionale ;)
      Ciao e buona giornata a te :)

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  7. Bhe, a Natale e anche nella settimana prima di Natale non ero a casa e quindi non avevo Sky, ma questi film gli ho visti tutti (strano per me, no?) o prima di andare in vacanza o al ritorno dopo Santo Stefano e devo dire che sono stati una piacevole distrazione in questo periodo. Per quanto riguarda Bad Moms 2 ho apprezzato molto il cast, mi sono sempre piaciute Mila Kunis e Kristen Bell dai tempi delle serie tv ma portare attrici come Susan Sarandon e Christine Baranski ha sicuramente dato un po' di classe e ha alzato il livello di questo film. Concordo che non era per niente originale e neanche sorprendente però mi ha fatto piacere vederlo. Just Getting Started l'ho guardato solo per via del cast, io adoro Morgan Freeman e Tommy Lee Jones, due attori mitici, due pilari del cinema però non sono rimasta molto stupita, gli ho visti in film decisamente migliori ma comunque per Natale, ci stava anche questo film. Poi in fine il film Dickens: l'uomo che inventò il Natale è stato molto piacevole. Confesso di non essermi molto interessata ale opere di Dickens a ancora meno ai film realizzati seguendo i suoi libri però questo film mi ha suscitato l'interesse in questo scrittore e nella sua vita abbastanza movimentata e ricca di alti e bassi. Questo è stato forse il film che ho più gradito.
    P.S: gli altri che hai nominato all'inizio non gli visti e non credo che riuscirò mai a vederli :P
    Saluti,
    Flo

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    1. Senza dubbio Just Getting Started ci sta, però lo si poteva gestire meglio e far così ridere in più ed in meglio lo spettatore ;)
      Su Bad Moms 2 nulla da dire, concordo, e su Dickens anche :)
      p.s. Già che hai visto questi tre è già sorprendente, va bene così :D

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  8. Bad moms 2 è stato troppo simpatico, non era quasi possibile rifare il continuo che fosse all'altezza, per i miei gusti, ed infatti non ci sono riusciti. Le protagoniste tutte molto brave, però mancava comunque il pepe che c'era nel primo film :)
    Quindi anche per me è 6 :)

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    1. Sono sempre così i sequel, è raro fare meglio, tuttavia è un film che il suo dovere fa e può bastare ;)

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