Westworld (3a stagione) - Una terza stagione che conferma l'eccezionalità dal punto di vista tecnico (anche se manca una colonna sonora memorabile come quella delle scorse stagioni, fatta eccezione per una stupenda cover di Space Oddity), con pochi altri rivali nel mondo televisivo (complessivamente ottimi gli effetti visivi, ma si sa che HBO non bada al risparmio in tal senso, come visto anche nella un po' deludente serie His Dark Materials). In questa stagione è però venuta meno la struttura portante dello show (che muta e si sposta al di fuori dei parchi), lasciando l'impressione che i "nostri" androidi ormai abbiano poco da dire. Anche perché ora più che mai la serie mette al centro il tema del libero arbitrio, ma lo fa spostando lo sguardo dagli "host" agli umani, chiedendosi quanto sia giusto barattare la privacy e la libertà di scelta delle persone in nome di una maggiore sicurezza per tutti, trattare il mondo come un software in cui correggere ogni anomalia che ne mini il funzionamento. Temi certamente interessanti e per certi aspetti, come la gestione dei dati personali, molto contemporanei, ma mancano della profondità che aveva caratterizzato le stagioni precedenti, inclusa la (criticata, eccessivamente a parer mio) seconda. Comunque questa nuova stagione parte subito con dei ritmi molto serrati, anche per via di Dolores (sempre splendidamente interpretata da Evan Rachel Wood) e della sua crociata contro gli umani. La strada di Dolores però sarà costellata di vecchi e nuovi "amici", ognuno con il proprio tornaconto ma intenti a fermarla ad ogni costo (tra questi l'impassibile Serac, a capo di una società ancora più inquietante della Delos, tenacemente interpretato da Vincent Cassel). Ed è così che vengono abbandonate le atmosfere da spaghetti western e cappa e spada del passato, vengono abbracciate invece nuove tematiche orwelliane, non solo il controllo delle masse e il valore della libertà, anche il tenore dell'azione, che adesso abbraccia a tutto tondo quello dell'action sci-fi, quasi a trovarci di fronte ad una "scimmiottatura" (in senso buono) di Terminator. Infatti non che sia una brutta cosa, anzi, è proprio su questo aspetto che gran parte della serie (in cui comunque la riuscita degli episodi mantiene una qualità costante mediamente alta per una serie di questa portata) si regge, mettendo in scena quanto "annusato" con la fine della seconda stagione: lo scontro epocale (uno scontro d'impatto) fra Maeve e Dolores, ma in questo modo la serie non ha nulla di speciale rispetto a tanti altri prodotti simili. Il peccato più grande quindi, commesso in questa stagione 3, è stato sicuramente quello di rendere una serie straordinaria come Westworld qualcosa di normale, di lineare. Lineare perché gli autori Jonathan Nolan e Lisa Joy, dopo aver effettivamente calcato un po' troppo la mano con i "rompicapi" nella scorsa stagione, questa volta optano per qualcosa di più lineare. Il che non è un male, ma la serie privata della sua identità viene. Una serie che avrà una quarta stagione e delle premesse interessanti, dopo una terza che comunque si è difesa bene, ma voglio sperare che questa sia stata solo una fase di passaggio per arrivare a qualcosa di meglio. Voto: 6,5
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giovedì 27 agosto 2020
Le serie tv del mese (Agosto 2020)
martedì 31 marzo 2020
I film visti in settimana (23-29 Marzo 2020)
Purtroppo in questa settimana non ho visto niente di particolarmente bello, come potrete notare dalle recensioni, tuttavia fortunatamente (giacché in parte ha alleviato un po' di delusione) ho rivisto un film che avevo promesso di rivedere, ed il film è Il Corvo - The Crow, ed è stata un'esperienza intensa farlo. Il film infatti, anche se ha perso un po' quella sua aura romantica, al contrario di quella sua aura oscura, rimane eccezionale. Tanti gli elementi che rimangono indelebili e che ancora adesso non smettono di esprimere la sua potenza, non solo il compianto Brandon Lee, che talento che era, proprio un peccato, non solo la colonna sonora, ma appunto la storia, capace di sconvolgere ed emozionare. Personalmente rimarrà uno dei cult della vita, uno di quei film da non dimenticare mai. Al contrario di alcuni film qui ivi presenti, dimenticabili. Degli altri invece una visione la meriterebbero. Scoprite quali.
Scappo a casa (Commedia 2019) - Partendo dal fatto che sono un grande fan del trio, comunque non mi dispiaceva il fatto che Aldo si fosse messo alla prova in un film da solista, anche perché dopo l'ultima fatica, Fuga da Reuma Park, era necessario dare una sterzata. Quindi ho visto il film senza alcun pregiudizio e non con l'idea di rimpiangere i compagni di sempre. Invece purtroppo la nostalgia dei bei tempi passati ha preso il sopravvento, perché nonostante un'idea molto interessante (anche se già dal titolo è facile intuire dove la suddetta vuole andare a parare) il film è sostenuto da una debolissima sceneggiatura, che passa da un siparietto all'altro senza avere continuità, i personaggi sono sviluppati pochissimo, anzi quasi per niente (tra gli attori da segnalare però una Angela Finocchiaro sempre in parte). Il tutto è farcito di una volgarità non necessaria e alle volte eccessiva. Il film vive solo di alcune trovate alla Aldo che risvegliano un po' lo spettatore dalla noia. Il tema del razzismo e dell'intolleranza potenzialmente carico, per la sua drammatica attualità, è trattato con un tono inadeguato e non riesce a incidere più di tanto. Come commedia poi (nella sua complessità) non fa mai ridere. Insomma la classica idea buona sviluppata male. Tuttavia bisogna dire che mi aspettavo di molto peggio, e invece non è la peggior commedia italiana degli ultimi anni, ma solo una commedia inutile. Voto: 4
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mercoledì 8 agosto 2018
Westworld (2a stagione)
Parto subito col dire che purtroppo questa stagione non è all'altezza della prima (che ho letteralmente adorato, qui la recensione), e credo che difficilmente la serie tornerà mai ad avvicinarsi così tanto alla (quasi) perfezione (che non esiste e forse non esisterà mai), ma siamo sempre davanti ad uno dei migliori prodotti televisivi contemporanei, capace di distinguersi tanto per la raffinatezza delle tematiche quanto per l'ottima qualità della realizzazione. Perché questa seconda stagione di Westworld è qualcosa di notevole, un'opera dalla qualità di gran lunga superiore alla media televisiva, ma allo stesso tempo altalenante, a tratti deludente, soprattutto al confronto della prima, indimenticabile stagione. Questa doverosa premessa per dire che, di conseguenza, mai mi sarei aspettato di rimanere insoddisfatto o indifferente alla visione di Westworld 2, eppure eccomi qui a tirare le somme sulla seconda stagione, da poco (2 mesi) conclusasi e, a conti fatti, la mia opinione è più negativa che positiva. O, cosa ancora peggiore, è più un'opinione neutra, da parte di una persona che non è rimasta particolarmente colpita da quanto visto sullo schermo. Perché dopo una prima stagione che mi aveva non solo soddisfatto ma anche incuriosito a scoprire di più, attendevo con grande aspettativa la seconda stagione, sperando che gli sceneggiatori avessero in serbo per noi spettatori una prosecuzione all'altezza dell'originale. E invece, anche se questa volta gli autori non hanno fatto giochi di prestigio con la trama, ma hanno deciso di giocare a carte scoperte (il problema è capire in che ordine vadano lette queste carte, come incastrare tra di loro i tanti pezzi di questo puzzle dal disegno sfocato), non tutto funziona in modo adeguato. Questo perché viviamo gran parte della storia dal punto di vista di Bernard (Jeffrey Wright) e la sua mente è danneggiata, frammentata, passa continuamente da una memoria all'altra rendendogli difficile comprendere l'ordine temporale delle vicende. Noi siamo confusi tanto quanto lui e questa soluzione di farci immedesimare nel personaggio personalmente l'ho trovata brillante, seppur fonte di alcune problematiche. Non è un segreto che i due "creatori" Christopher Nolan e Lisa Joy si divertano come matti a confondere gli spettatori, sfidarli a capirci qualcosa in ciò che stanno guardando, ma forse qui si sono fatti scappare un po' troppo la mano, rendendo le cose talvolta più complesse del necessario. La storia tende ad una frammentazione eccessiva e non riesce a scorrere naturalmente come dovrebbe, rendendo in alcuni punti la "sfida" più frustrante che divertente. E infatti sembri che la seconda stagione di Westworld abbia perso per strada un elemento non proprio secondario: la narrazione.
giovedì 5 gennaio 2017
Le migliori attrici e i migliori attori delle serie viste nel 2016
Di serie nel 2016, come ho già ripetuto altre volte, ne ho viste tante, comunque meno dei centinaia di film, ma non è stato facile stilare una classifica dei migliori attori e attrici, questo perché non sempre è l'interpretazione la parte centrale della serie, ma la trama che deve costantemente intrattenere. Ovviamente non sempre è così (altrimenti a che servirebbe questo post), e infatti il più delle volte, proprio grazie a grandi attori che le serie funzionano, convincono e perché no, emozionano, divertono e spaventano. E quindi tra la marasma di cose e cast, ho scelto a mio personale gusto e piacere, come sempre qui da me, quegli attori che mi hanno più impressionato.
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lunedì 19 dicembre 2016
Westworld (1a stagione)
Sin dalla prime notizie, dalle prime immagini, quando venne annunciata, Westworld attirò la mia attenzione. Sulla carta infatti si presentava benissimo, d'altronde se era prodotto dalla HBO qualcosa di buono ci doveva essere, e poi il creatore era Jonathan Nolan, fratello minore del grande Christopher, insieme a Lisa Joy, moglie dello stesso Nolan e sceneggiatrice meno celebre ma di grande talento, e prodotta anche da J.J. Abrams. Il cast poi comprendeva Evan Rachel Wood, non una qualsiasi, bravissima in Across the Universe e The Wrestler, anche se poi per la relazione con Marylin Manson l'avevo dimenticata, ma ritornata recentemente dopo la separazione e altro in Charlie Countryman deve morire, non un film eccezionale anche se la sua bellezza era graziosa, l'ho rivalutata, in più aveva Ed Harris e Sir Anthony Hopkins (due nomi così diciamo), cos'altro potevo quindi desiderare da questa serie? Un po' di sere fa è andato in onda il finale di stagione (su Sky Atlantic andata dal 3 ottobre 2016 in versione originale sottotitolata, in simulcast con HBO, e dal 10 ottobre 2016 doppiata in italiano), e che dire, una serie straordinaria che fa invidia a molte di quelle uscite in questi ultimi anni. La serie infatti sin dal primo episodio mi ha colpito per tutto l'aspetto tecnico, a dir poco sensazionale, con una cura a dir poco notevole. La regia colpisce con delle inquadrature a dir poco straordinarie e con dei movimenti di macchina che ti lasciano trasportare all'interno della scena. La colonna sonora, la musica di Westworld poi, è pura gioia per le orecchie. E' ad opera di Ramin Djawadi, celebre per la colonna sonora di Game of Thrones, da cui qualcosa prende come movimenti soprattutto nella bellissima sigla, anche se qui leggermente migliore. Una delle pecche invece di questo aspetto tecnico quasi impeccabile è la fotografia. In molte delle scene c'è una fotografia davvero eccezionale, in altre meno, ma comunque di livello. Ovviamente le lodi vanno anche alle scenografie e agli effetti visivi a dir poco straordinari. La CGI è ridotta al minimo e quella poca che c'è è resa benissimo, come la scena del bambino che 'porge l'altra guancia'. Ma per quanto l'aspetto tecnico sia fenomenale è il doppio più stupefacente la sceneggiatura di ogni singolo episodio. Ammetto che nelle prime puntate (a parte il pilot) la trama risulta abbastanza lenta ma rimani incollato allo schermo per tutta la durata dell'ora. In ogni caso non è un prodotto lento e allo stesso tempo noioso, Westworld intrattiene grazie soprattutto ai personaggi caratterizzati in maniera impeccabile e interpretati anche meglio. La serie raggiunge però il suo massimo dalla settima puntata in poi, fino ad arrivare al finale di stagione che ritengo essere uno dei migliori final mai visti fino ad ora (anche se sinceramente non tutto mi è chiaro). Ma prima di andare oltre, di cosa parla Westworld? cos'è e come è giusto catalogarlo?
venerdì 4 settembre 2015
Gli altri film visti ad agosto: Parte 3 - Thriller e Drama
Nella categoria Thriller ci sono 4 film (alcuni con una parte d'azione, d'avventura e romanticismo) più altri 2 che hanno una velleità più drammatica nella storia. Ossessione omicida (USA, 2014), A Colin Evans (Idris Elba), un pericoloso assassino, viene rifiutata la libertà
condizionata nonostante abbia fatto ammenda dei suoi comportamenti
passati. Nel viaggio di ritorno verso il carcere, Colin evade uccidendo i secondini che lo scortavano. Di nuovo libero, ne approfitta per uccidere la sua ex fidanzata, da cui
si è sentito tradito. Nel frattempo, Terri Granger (Taraji P. Henson), casalinga con due
figlioletti, vive una situazione di relativa tensione con il marito
Jeffrey, che deve andare fuori città per il compleanno del padre.
Rimasta da sola con i figli piccoli, Terri riceve di sera l'inaspettata
visita di Colin, che, mentre fuori infuria la tempesta, le chiede di
usare il telefono per chiamare il carro attrezzi: ha infatti avuto un
incidente con la sua auto.
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