giovedì 20 agosto 2015

Wedding da favola

Parlo di due film, uno italiano e l'altro americano, che tratta lo stesso argomento, il matrimonio. Il primo è Un matrimonio da favola (2014) diretto da Carlo Vanzina e l'altro è Big Wedding (2013) diretto da Justin Zackham. Due modi diversi di vedere le cose nelle tradizioni e costumi dei loro rispettivi paesi. Ma andiamo con ordine: Daniele (Ricky Memphis) lavora presso un importante gruppo bancario a Zurigo, ma non spicca per doti d'intraprendenza e resta bloccato in un incarico secondario. Per fare carriera decide di sposare Barbara, la figlia del suo capo, nonostante quest'ultimo non abbia la benché minima stima nei suoi confronti. Al matrimonio Daniele decide di invitare i parenti stretti, cioè la madre e uno zio ladro, ma anche i suoi vecchi compagni di scuola che non vede dai tempi del liceo. Infatti, Giovanni, Luca, Alessandro e Luciana erano amici inseparabili e formavano un gruppo molto coeso, ma hanno perso le tracce una volta finita la scuola: peraltro Daniele non era stato ammesso all'esame di maturità e da quel momento non ha più visto i ragazzi. Giovanni, che ai tempi del liceo era il leader del gruppo, è sposato con l'avvocato divorzista Paola e allo stesso tempo ha una relazione clandestina con la giovane commessa Sara. Confidando sull'assenza di Paola al matrimonio, essendo la donna impegnata in una conferenza di lavoro, Giovanni chiede a Sara di accompagnarlo a Zurigo: la ragazza è al settimo cielo, essendo la loro prima uscita pubblica insieme e preludio al matrimonio da lei tanto atteso (Sara ignora infatti che Giovanni è sposato). Luca ha sempre detto di voler girare il mondo, ma si è ritrovato a fare la guida turistica a Roma: il suo stile di vita è molto libertino, ha parecchie donne e nessuna relazione duratura. Alessandro è stato costretto dal padre a seguire la carriera militare e si occupa dell'addestramento delle nuove reclute: in realtà è gay e convive con Roberto, il suo compagno che vorrebbe facesse finalmente coming out.

Luciana, l'unica femmina a partecipare al torneo di calcetto del liceo, ha avuto un grave infortunio che ha interrotto una promettente carriera nel calcio: si è innamorata del suo assicuratore Fabio, un uomo pedante che sopporta a mala pena, e fa la casalinga. Luciana ha sempre avuto un debole per Alessandro, senza sapere che è omosessuale. Gli amici si ritrovano a Zurigo, ma non riescono a trascorrere il fine settimana insieme a causa di una serie di disavventure che colpiscono tutti e cinque. Daniele è occupato a farsi accettare dal suocero Casimiro, che però lo snobba a favore di un importante cliente della banca che parteciperà alle nozze. Giovanni viene raggiunto a sorpresa da Paola e scarica Sara ad Alessandro, il quale a sua volta riceve l'inattesa visita di Roberto. Luciana cerca il coraggio per confidare i suoi sentimenti ad Alessandro, ma resta disgustata quando sembra che ha avuto una storia con Sara alle spalle di Giovanni. A causa di uno scambio di valigie, Luca conosce Barbara (senza sapere che fosse la futura moglie di Daniele) e ci va a letto insieme. Insomma, l'ennesima commedia corale vanziniana, Un matrimonio da favola incrocia i destini dei protagonisti sulla base delle solite reciproche infedeltà più che su dinamiche narrative originali. Anche il cast è una squadra composta da facce note ai due fratelli e al pubblico, ma questa volta gli attori sono più "in parte" del solito. Fra tutti spiccano Ilaria Spada, presenza fresca e toccante nei panni dell'amante di Giovanni, e la coppia Max Tortora e Roberta Fiorentini in quelli dello zio e della madre di Daniele, maschere dell'imbarazzo degne della miglior commedia all'italiana. Manca la cattiveria della commedia d'autore, ma c'è la malinconia nel constatare che i quarantenni di oggi vivono (quasi) tutti al di sotto delle loro aspettative.

Alejandro è innamorato di Missy e sta per sposarla. Figlio adottivo di Don e Ellie Griffin, separati da vent'anni, non sa come dire alla madre biologica e profondamente cattolica che suo padre (con)vive con un'altra donna e sua madre è un'ebrea-buddista, che pratica il sesso tantrico e vanta un orgasmo di nove minuti. Ma i suoi problemi non finiscono qui e nemmeno la sua famiglia che comprende un fratello medico di trent'anni deciso finalmente a perdere la verginità e una sorella sull'orlo di una crisi matrimoniale. Missy, da par suo, non è messa meglio, il padre ha problemi col fisco e la madre col proprio corpo che 'restaura' a suon di dollari. Nonostante tutto, nonostante tutti e nonostante un prete dogmatico col vizio della bottiglia, Alejandro e Missy arriveranno al giorno delle nozze, che coi fiori d'arancio riserva sorprese, rivelazioni, chiarimenti e scioglimenti felici. Riunire in un film Robert De Niro, Susan Sarandon e Diane Keaton è il grande merito della comedy of remarriage di Justin Zackham, sceneggiatore, realizzatore e produttore di Big Wedding, remake del film francese Mon frere se marie. Il film sembra piuttosto la versione stonata di Mamma Mia, senza musica e danza naturalmente, Amanda Seyfried recita di nuovo il ruolo della fidanzata bionda e sensibile alle prese con un tourbillon di confessioni e sentimenti, conciliati davanti all'altare. Strutturato sull'equivoco, la finzione sostenuta dai genitori dello sposo a uso della madre biologica, Big Wedding accumula situazioni ovvie e 'celebra' uno e due matrimoni, muovendosi gravemente tra conflitti, deviazioni e riconsacrazioni. D'altra parte il matrimonio, come la commedia romantica, è un terreno di scontro, una mascherata dell'identità che sfrutta ogni ricaduta umoristica. Justin Zackham prova a scuotere il wedding movie e il perbenismo borghese con la comicità grossolana e attraverso personaggi (e situazioni) 'trasgressive', ma il politicamente scorretto finisce per essere un marchio da esibire piuttosto che una reale provocazione, concludendo con l'immancabile redenzione degli infedeli e il paradosso della felicità perfetta. Da ricordare il compianto Robin Williams, buona interpretazione, in uno dei suoi ultimi film.

Chissà perché in America sono tutti felici ad un matrimonio, non è la prima volta, un diverso mondo, e finisce sempre bene, felici e contenti, infatti in Big Wedding il matrimonio si fa, anzi raddoppia e succede nonostante un tradimento voluto (il tasso di divorzi in America è il più alto al mondo). In Italia invece un tradimento non voluto fa si che il matrimonio non si celebri (anche se non voluto è sempre tradimento, meglio lasciarsi prima) e un vero tradimento finisca in un divorzio assicurato (anche se in certi casi, bisogna stare insieme per forza). In tutte e due film si ride ma non eccessivamente, l'umorismo la fa da padrone, mettendo gli attori in situazioni buffe e divertenti. Ma nessuno dei due vince sull'altro, vederli si ma subito da dimenticare, e comunque i fatti descritti nei due film difficilmente accadono nella realtà, ma tutto può succedere.

2 commenti:

  1. Non è proprio caro pietro il genere di pellicole che io preferisco , ma a volte sorridere non fa male.
    Mi stupisco sempre quando grandi attori come De Niro , la Keaton, Sarandon( lasciamo stare il povero Robin) accettino sempre più spesso un certo tip di ruoli.
    Scarsità di copioni, parabola discendente? Chissà...
    Grazie per la tua accurata descrizione..
    Buona serata e un abbraccio forte!

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    1. Mi stupisco anch'io di certi grandi attori che accettano piccoli ruoli in scarsi film...credo che in effetti dipende dai copioni non eccelsi...poca originalità

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