Leggero come una piuma davvero, ma non necessariamente in senso negativo, anzi, dopo Fino a qui tutto bene, un film dagli intenti ammirevoli ma dalla realizzazione divergente, Roan Johnson torna alla regia con la sua opera terza (quarta se consideriamo il segmento di 4-4-2), senza dimenticare l'ultima eccezionale quarta stagione de I delitti del BarLume, e dimostra ancora una volta di saperci fare, creando, più e meglio dei precedenti, una pellicola coesa e divertente, ma soprattutto leggera. D'altronde Piuma, commedia del 2016, selezionata in concorso alla 73ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, non potrebbe che rivelarsi come il titolo più azzeccato per questa pellicola dove il tema della maternità prematura viene affrontato, appunto, in una maniera tanto delicata, leggera e sensibile, sebbene in sé stia più esattamente ad indicare il nome della nascitura dei due protagonisti. La trama infatti racconta i nove mesi di gestazione che una giovane coppia di "maturandi" deve affrontare alla scoperta di aspettare un bambino, anzi, bambina. Pertanto vengono esposte tutte le difficoltà e le situazioni, a volte anche tragicomiche, nonché i momenti felici, a cui i due ragazzi, di nome Ferro e Cate (Luigi Fedele e Blu Yoshimi), vanno piano piano incontro, e, cioè, dal rivelare ai propri genitori lo stato della gravidanza (con le conseguenti reazioni personali di ciascun genitore e della famiglia tutta, quella accogliente e "normale" del ribelle Ferro, quella sgangherata e fuori dagli schemi della più assennata Cate), le prime problematiche concernenti lo stato di salute di Cate, la dolorosa rinuncia a partecipare alla vacanza estiva post esame di Maturità in Marocco con un gruppo di amici (che sì, li capiscono, ma devono comunque partire), i crescenti dubbi sulla loro effettiva preparazione, soprattutto psicologica, ad affrontare il proprio ruolo di neo genitori con le nuove responsabilità annesse e connesse, etc... fino al lieto evento.
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martedì 6 giugno 2017
giovedì 18 maggio 2017
The Meddler (2015) & Wish I Was Here (2014)
Da quando sono tornato a fare un post singolo ad ogni film è capitato solo due volte di fare un post doppio, ma siccome entrambe queste due commedie mi sono moderatamente piaciute e poiché quello che rimane è la positività che emana, la delicatezza e leggerezza dei temi, non potevo che metterle insieme, d'altronde sono due filmetti non conosciutissimi, per cui perché non sfruttare il momento per farli conoscere meglio? non c'è un motivo per non farlo, ecco perciò le mie recensioni di due gradevolissimi film. A partire da un film mai distribuito in Italia ("acquistato" da Sky ad inizio maggio 2017), e non si sa perché, visto che The Meddler (2015), della giovane regista americana Lorene Scafaria, qui alla sua seconda prova, è una gradevole, deliziosa e malinconica commedia, in cui la settantenne Susan Sarandon, più in forma che mai (merito anche del ruolo frizzante, originale e pieno di sfumature offertogli dalla regista), interpreta una vedova alle prese con il vuoto incolmabile lasciato dal marito defunto e una figlia che, anch'essa profondamente scossa dalla perdita del padre, nonché dalla fine di un rapporto travagliato, fatica a comunicare con la madre. Poiché senza dubbio la relazione fra madre e figlia rappresenta una delle tematiche portanti del film, anche se non l'unica. La brillante commedia della Scafaria infatti sfrutta le pieghe nascoste della sceneggiatura per trattare temi importanti come la solitudine, l'elaborazione del lutto e il dazio imposto dal tempo che passa. Ma riesce anche a fornire un eccellente e dolce-amaro strumento di "compensazione", o quantomeno di astuto bilanciamento delle parti, nel momento in cui si concede timidi slanci di ottimismo e calde rievocazioni di affettuosi momenti familiari. Difatti il difficile rapporto con la madre (preso probabilmente spunto da i trascorsi della regista) viene sviscerato con levità di tocco, sebbene il ventaglio dei sentimenti rappresentati sia assai delicato, e a tratti fortemente drammatico. E riuscire a farlo, ovvero ottenere delle atmosfere agrodolci efficaci, trattando questioni tutt'altro che leggere, non è semplice come si potrebbe di primo acchito pensare. Bisogna lavorare di fioretto e muoversi sulla linea di un equilibrio molto precario, e solo degli attori di razza possono garantire un risultato soddisfacente, come qui è successo.
mercoledì 22 marzo 2017
Cicogne in missione (2016)
Come mai in questi ultimi anni è sceso drasticamente il numero delle nascite? che fine ha fatto il baby boom? Ce lo svela Nicholas Stoller, sceneggiatore di Cicogne in Missione (Storks), film d'animazione del 2016, di cui è anche regista insieme con Doug Sweetland, che affronta questa realtà, purtroppo, attuale. Il film infatti inizia con una voce fuori campo che recita: "In principio le Cicogne consegnavano i bambini (…) grazie al cielo ora non lo facciamo più, ora le cicogne consegnano pacchi" e segue l'immagine di famiglia che esulta ricevendo un cellulare. La metafora non richiede un genio per essere capita, oggi il desiderio dei bambini è sostituito da quello per gli oggetti e la cosa non è sanissima. E il film la sviluppa (su due piani narrativi complementari eppure indipendenti, che divertono lo spettatore e che tengono bene le sotto-trame grazie all'originalità del tema) in modo divertente, molto, con un susseguirsi di trovate e un ritmo sostenuto, deliziosamente spezzato dagli inserti di tenerezza indotti dai bambini in fasce. Ma soprattutto anche grazie al film stesso che non indugia mai troppo sulla singola gag o battuta, tutto scorre via fresco, tra il geniale è un pizzico di sana follia animata, tra cui, strano a dirsi leggendo i nomi dei doppiatori italiani, un doppiaggio perfetto. Nella versione italiana infatti le voci dei protagonisti sono di Alessia Marcuzzi e Federico Russo, che se la cavano abbastanza bene accanto ad altri doppiatori esperti (Pino Insegno su tutti, ma anche un Vincenzo Salemme più che discreto). Non solo ovviamente, perché di trovate folli e geniali li troviamo anche nella trama e in tanti personaggi buffi e spassosi, su tutti i lupi 'transformers', sì avete capito bene, lupi capaci di tutto, ma proprio tutto, di esilarante e divertente. Ma tornando proprio alla trama, ecco nel dettaglio di cosa parla questo sorprendente e bel film d'animazione (visto in settimana su Infinity e ancora disponibile fino a domani).
martedì 14 febbraio 2017
Carol & Freeheld (2015)
Oggi vi parlerò di due film che hanno in comune soltanto il tema predominante, l'amore, in tutte le sue forme, e non importa che sia saffico o meno, perché per quanto riguarda l'aspetto registico ed emotivo la differenza è abbastanza evidente. Uno segue l'aspetto interiore del sentimento in modo delicato e garbato, l'altro quello esteriore ma in modo più rude e crudele, che affiancandosi a questioni civili e malattia, rendono il film soprattutto più interessante e meno patinato ma più coinvolgente. Ma andiamo con ordine: Carol, film del 2015 diretto da Todd Haynes, a sua volta prodotto da una sceneggiatura di Phyllis Nagy basata sul romanzo The Price of Salt della scrittrice americana Patricia Highsmith, è un elegante e raffinato film romantico, un tiepido romance tra donne di diversa estrazione sociale nella New York degli anni '50. Un film affascinante e aggraziato come l'accurata ed elegante ricostruzione d'epoca, ma la storia d'amore soffoca sotto la ricercatezza formale. Il film infatti, ambientato nella New York del 1952 (e interpretato da un cast femminile eccezionale, Cate Blanchett, Rooney Mara, Sarah Paulson), che segue la storia di una giovane aspirante fotografa, Therese Belivet, e il suo rapporto con un'incantevole donna, Carol Aird, alle prese con un difficile divorzio, è leggermente noioso e abbastanza superficiale. Questo perché, a dispetto di una confezione in verità assai curata e ricercata, che certo non manca di eleganza e senso dell'inquadratura, non emoziona più di tanto e non coinvolge granché. Nell'incontro tra la ricca e sofisticata Carol e la giovane commessa Therese si percepiscono a fatica lo stupore, la curiosità, il turbamento che si provano quando ci si trova di fronte a una persona che appare diversa dalle altre, prima ancora di capire il perché. O meglio, si seguono razionalmente i passaggi logici ma non si avvertono sotto pelle, forse perché tutto è fin troppo chiaramente pianificato dall'inizio, troppo velocemente dobbiamo intuire che qualcosa succederà tra le due protagoniste, troppo facilmente convergono l'una verso l'altra appena conosciutesi, così come eccezionalmente subitanei sono gli sguardi concupiscenti di Carol verso Therese (sguardi in verità attraversati da lampi quasi diabolici, coi quali Cate Blanchett cerca di compensare l'accademica compostezza delle scene, con effetto finale forse un po' distorto). In parte la velocità di crociera è giustificata dal fatto che Carol è una donna già consapevole della propria natura sentimentale mentre Therese si trova per la prima volta così colpita da un'altra donna, ma il ruolo trascinante della prima non impedisce di soffrire la mancanza di tutti quei momenti iniziali di distanza, noncuranza e involontarietà che pure nella realtà sono basilari elementi nella costruzione di relazioni anche importanti e che in una sceneggiatura concedono il tempo necessario agli spettatori per conoscere i personaggi e potersi interessare a loro.
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lunedì 28 novembre 2016
APPuntamento con l'@more (2014) & Poli opposti (2015)
Come ben sapete (io non tanto ad esser sincero) i rapporti personali, relazionistici tra uomo e donna sono i più complicati sulla faccia della terra, e questo non lo scopriamo mica adesso e in molti casi sono tantissimi i film che cercano di spiegarne i problemi e trovare le soluzioni. Soluzioni che come ovvio quando si tratta di commedie romantiche si tramutano spesso nel finale in amore incondizionato anche se nella realtà non sempre accade la stessa cosa. E infatti queste due pellicole che hanno dalla loro dinamiche conclusive abbastanza scontate, sfruttano le classiche situazioni che molto spesso accadono (la classica guerra dei sessi) per imbastire una tavola, sì già sfruttata, ma in questo caso con un certo stile, un certo garbo, difatti queste due garbate commedie senza eccedere nella sfera romantica sono piacevoli ed anche scorrevoli da vedere. A partire da APPuntamento con l'@more (Two Night Stand), film del 2014 diretto dallo semi-sconosciuto Max Nichols, figlio del più conosciuto regista Mike Nichols, deceduto 2 anni fa, film in ogni caso riuscito. Riuscito non tanto nella trama quanto nel quadro generale delle vicende, quella di Megan che mollata dal suo ex decide, per dimenticare, di usare la tecnica del 'chiodo caccia chiodo', lei infatti non vuole impegnarsi e così fissa su Internet un appuntamento per una serata da una botta e via con uno sconosciuto da cui però se ne va insoddisfatta, ma il caso vuole che proprio i due il mattino dopo rimangano bloccati nell'appartamento di lui a causa di una forte nevicata, che ha paralizzato New York, ed è costretta perciò a tornare sui suoi passi e affrontare due giorni di convivenza con quello che doveva essere solo un partner occasionale. Costretti così loro malgrado a passare più tempo assieme del previsto, Megan e Alec iniziano a parlare delle loro aspettative, dei loro sogni e cercando a vicenda di trovare dei possibili accorgimenti per il futuro partner che verrà, entrano in sintonia e capiscono che il loro rapporto potrebbe trasformarsi in qualcosa di più di una semplice avventura.
martedì 15 novembre 2016
Addio Nonna Maria
Mai come in questi casi, come quando una persona cara ci lascia, risulta difficile trovare le parole giuste per esprimere il proprio cordoglio, soprattutto per me che raramente si fa abbattere, ma oggi anche per me è una giornata triste, una giornata che ricorderò sempre, un giorno in cui tutti i miei nonni staranno d'ora in poi lassù a vegliare su di me e la mia famiglia, il giorno che temevo arrivasse. Lei che non vedevo da tempo, da quando per alcuni problemi andò in una casa di cura, dove stanotte all'età di 92 anni si è spenta. Lei che c'è sempre stata, lei che nonostante faceva arrabbiare mia madre era uno dei punti di riferimento su cui si poteva contare. Insomma era pur sempre una nonna, e si sa che le nonne sono come una seconda mamma, perciò la sua perdita è importante. Ricorderò per sempre quindi il suo ricordo, per questo vorrei scrivere due parole, essendo questo uno spazio personale:
"Ciao nonna, grazie del pane bagnato con lo zucchero, grazie delle orecchiette,
grazie dei soldi che in stile pusher mi davi, grazie del tempo passato insieme a te,
grazie del tuo affettuoso bacio, grazie del tuo amore, grazie di tutto e addio"
Non ho nient'altro da dire, salvo ovviamente farvi sapere che il blog osserverà i canonici tre giorni di lutto, perciò la mia normale pubblicazione subirà un rallentamento, a presto.
mercoledì 19 ottobre 2016
Il fidanzato di mia sorella & Professore per amore (2014)
sabato 21 maggio 2016
Adaline: l'eterna giovinezza (2015)
Adaline: L'eterna giovinezza (The Age of Adaline) è un fantascientifico ed inusuale film d'amore del 2015 diretto da Lee Toland Krieger (giovane regista californiano ai suoi esordi) con protagonisti principali Blake Lively ed Harrison Ford. Il film tratta di un argomento raro nella storia del cinema, ma altamente esplorato in altre pellicole, perché questa storia, che ricorda Il curioso caso di Benjamin Button, ma anche Highlander (e certi film sui vampiri), riflette sul senso della vita attraverso il concetto di mortalità e mostra il passare del tempo (e l'invecchiamento del corpo) come un limite necessario alla ripetitività infinita dell'esistenza. Il regista mescolando un po' di scienza con un po' di amore e fantascienza, realizza infatti un buon film d'amore che ha la capacità di tenere viva l'attenzione dello spettatore. Difatti la trama è abbastanza interessante e diversa da tante, ma non così complicata come vorrebbe essere. La pellicola racconta la storia di Adaline Bowman, una bellissima ragazza, che agli inizi del novecento si sposa con l’amore della sua vita, i due hanno una figlia ma lui muore qualche anno dopo in seguito a un incidente su lavoro durante la costruzione del ponte a San Francisco. Adaline e la figlia devono andare avanti. Una notte però, durante una tempesta, Adaline mentre sta rincasando in auto, viene colpita da un fulmine e finisce fuori strada. Miracolosamente è salva, ma con il passare del tempo si accorge che c’è qualcosa di strano: non sta invecchiando. Comincia così un'avventura unica, che mai essere umano ha vissuto. Questo destino incredibile le consente di vivere, per molti decenni, la storia delle trasformazioni del mondo, che fanno da sfondo alle sue vicende personali e sentimentali: dalle due Guerre Mondiali alle lotte degli anni '60 per la libertà, fino ai nostri eventi più recenti. Nascondendo abilmente il proprio segreto a tutti, anche a chi vorrebbe rinchiuderla e usarla come cavia da laboratorio, tranne alla propria figlia, Adaline, cambiando ogni tot di anni luogo e documenti, riesce a vivere con delicatezza e riserbo la sua vita, finché un giorno la donna incontra l'affascinante e carismatico filantropo Ellis Jones (che su richiesta della figlia, decide di frequentarlo) che, dopo anni di vita solitaria, riaccende il lei la passione per la vita e per l'amore. La determinazione di Adaline comincia così a vacillare, ma dopo un weekend con i genitori di lui, che rischia di portare alla luce l'incredibile verità, Adaline prende una decisione che cambierà per sempre la sua vita.
domenica 14 febbraio 2016
Sei mai stata sulla luna? (2015)
sabato 28 novembre 2015
Tutto può cambiare (2013) & Amore, cucina e curry (2014)
Tutto può cambiare (Begin Again) è un film del 2013 scritto e diretto da John Carney (autore di Once, stupendo). Dan Mulligan (Mark Ruffalo), produttore musicale in caduta libera, con una figlia
adolescente, un matrimonio fallito alle spalle e il vizio della
bottiglia, incontra Gretta (Keira Knightley), una cantautrice inglese (autrice di ballate sentimentali) che si esibisce suo malgrado in un locale dell'East Village. Arrivata a New York col fidanzato quasi
celebre (interpretato da Adam Levine, leader dei Maroon 5) e la promessa di una vita da spendere insieme, perderà in
un baleno ragazzo e sogni. Ubriaco di sventura ma avvinto dalla sua musica, Dan le propone di
lavorare insieme per riprendersi il loro posto nel mondo. Romantico e spassoso, Tutto può cambiare non è assimilabile ad una commedia sentimentale (non esplicita il sentimento e non prelude a una relazione sentimentale), è piuttosto una ballata, un componimento (pop)olare costruito intorno a distinti attimi di felicità.
giovedì 19 novembre 2015
L'amore bugiardo: Gone girl (2014)
L'amore bugiardo: Gone Girl è un film del 2014 diretto da David Fincher, con protagonisti Ben Affleck e Rosamund Pike. La pellicola è l'adattamento cinematografico del romanzo L'amore bugiardo, scritto nel 2012 da Gillian Flynn, che cura anche la sceneggiatura del film. Amy e Nick sono sposati da cinque anni. Belli, colti e ammirati, hanno
lasciato New York per la provincia, dove la loro relazione languisce e
l'ostilità cresce. Dietro di loro la crisi economica che ha messo in
ginocchio l'America e interrotto le loro carriere, davanti a loro nuvole
nere che minacciano tempesta e guai, grossi guai. Licenziati dalle
rispettive redazioni e dalle rispettive ambizioni, Amy e Nick provano a
ricostruirsi una vita nel Missouri. Casalinga annoiata e paranoica lei,
proprietario di un bar che chiama The Bar lui, la coppia scoppia il
giorno del loro quinto anniversario. Rientrando a casa Nick Dunne
scopre che sua moglie Amy è scomparsa, la sua sparizione riceve forte
attenzione dalla stampa, essendo Amy la musa ispiratrice di una popolare
serie di libri per bambini creata dai suoi genitori. La detective che si occupa del caso fa un sopralluogo nella loro casa e trova
segni di colluttazione celati in modo grossolano. Il sangue di lei, versato e ripulito in cucina, un tavolo rovesciato in salotto e un diario che non tarderà a essere ritrovato che portano alla conclusione che sia stata assassinata.
lunedì 12 ottobre 2015
Inside out (2015)
Inside out è l'ultimo capolavoro (del 2015) della Pixar e che sicuramente sarà un probabile vincitore dei prossimi Academy Awards, ha avuto un successo clamoroso, se n'è parlato tanto e si parlerà ancora tanto di questo gioiello dell'animazione. Ormai è quasi riduttivo soffermarsi sulla trama (che si conosce quasi a memoria per quanti l'hanno già visto, ma per chi ancora non è riuscito a vederlo, una trama non c'è, è solo un viaggio tra ricordi ed emozioni), a prima vista mi è sembrato un film molto bello, poetico, ma un po' triste e malinconico, che si sofferma sulle emozioni umane ma da un punto di vista diverso e originale, impersonando le voci di dentro con un radicalismo che impressiona e commuove. Non è la prima volta però che viene provato questo espediente, chi non ricorda il cartone animato "Siamo fatti così", che esplorava il corpo umano e illustrava con l'aiuto di personaggi animati la struttura e le funzioni del corpo umano, utilizzando figure antropomorfe per rappresentarne i componenti microscopici, dai globuli bianchi alle vitamine, ai componenti del DNA, fra i personaggi che avevano un ruolo centrale vi era un gruppo di globuli rossi formato da alcuni individui tra i quali Emo e Globina, ed un globulo rosso anziano, Globus, che faceva da Cicerone, spiegando di volta in volta, durante ogni episodio, i principali aspetti della biologia umana. In questo caso utilizzando le emozioni, l'essenza della vita, la Pixar crea un mondo di dentro colorato e pittoresco dal punto di vista di una bambina. Inside Out visualizza ed elegge a protagonisti della vicenda la
gioia, la tristezza, la rabbia, la paura e il disgusto, emozioni che
guidano le decisioni e sono alla base dell'interazione sociale di Riley,
che a undici anni deve affrontare sfide e cambiamenti. Se Up svolgeva l'avventura di fuori, Inside Out
la sviluppa di dentro, attraversando in compagnia di Gioia e Tristezza la
memoria, il subconscio, il pensiero astratto e la produzione onirica di
una bambina che sta imparando a compensare la propria emotività e ad
assestarsi in una nuova città.
giovedì 20 agosto 2015
Wedding da favola: Un matrimonio da favola (2014) & Big Wedding (2013)
Parlo di due film, uno italiano e l'altro americano, che tratta lo stesso argomento, il matrimonio. Il primo è Un matrimonio da favola (2014) diretto da Carlo Vanzina e l'altro è Big Wedding (2013) diretto da Justin Zackham. Due modi diversi di vedere le cose nelle tradizioni e costumi dei loro rispettivi paesi. Ma andiamo con ordine: Daniele (Ricky Memphis) lavora presso un importante gruppo bancario a Zurigo, ma non spicca per doti d'intraprendenza e resta bloccato in un incarico secondario. Per fare carriera decide di sposare Barbara, la figlia del suo capo, nonostante quest'ultimo non abbia la benché minima stima nei suoi confronti. Al matrimonio Daniele decide di invitare i parenti stretti, cioè la madre e uno zio ladro, ma anche i suoi vecchi compagni di scuola che non vede dai tempi del liceo. Infatti, Giovanni, Luca, Alessandro e Luciana erano amici inseparabili e formavano un gruppo molto coeso, ma hanno perso le tracce una volta finita la scuola: peraltro Daniele non era stato ammesso all'esame di maturità e da quel momento non ha più visto i ragazzi. Giovanni, che ai tempi del liceo era il leader del gruppo, è sposato con l'avvocato divorzista Paola e allo stesso tempo ha una relazione clandestina con la giovane commessa Sara. Confidando sull'assenza di Paola al matrimonio, essendo la donna impegnata in una conferenza di lavoro, Giovanni chiede a Sara di accompagnarlo a Zurigo: la ragazza è al settimo cielo, essendo la loro prima uscita pubblica insieme e preludio al matrimonio da lei tanto atteso (Sara ignora infatti che Giovanni è sposato). Luca ha sempre detto di voler girare il mondo, ma si è ritrovato a fare la guida turistica a Roma: il suo stile di vita è molto libertino, ha parecchie donne e nessuna relazione duratura. Alessandro è stato costretto dal padre a seguire la carriera militare e si occupa dell'addestramento delle nuove reclute: in realtà è gay e convive con Roberto, il suo compagno che vorrebbe facesse finalmente coming out.
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sabato 1 agosto 2015
Ho sognato l'amore (2014)
Ho sognato l'amore è un film del 2014, una favola romantica originale. Una commedia per la tv in cui a trionfare sono l'amore che vince su ogni cosa. Natalie Russo e Nick Smith sono due cuori solitari, convinti che non troveranno mai la loro dolce metà. Natalie gestisce un tradizionale ristorante italiano di famiglia, ma dopo la morte della madre è rimasta sola ed ora non riesce a mandare avanti il ristorante, pochi clienti e atmosfera un po' datata e non è convinta di riuscire a rialzare la testa mentre Nick è un architetto alla mercé di un capo egoista che non gli lascia molte opportunità e la madre che cerca sempre di trovargli una ragazza. Ma dopo aver gettato entrambi una monetina in una fontana che si dice porti fortuna agli innamorati, le cose sembrano cambiare, infatti in quella stessa notte Natalie e Nick cominciano a fare un sogno in cui si conoscono, il giorno dopo la storia si ripete e anche l'altro ancora, in questi sogni si innamorano ma non credono che sarà possibile nella realtà. Nel frattempo i due cercano di cambiare vita, Natalie ha cambiato il ristorante rendendolo più moderno e assumendo un cuoco italiano.
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