mercoledì 27 luglio 2016

Horror weekend (Poltergeist 2015, Kiss of the Damned, Scherzi della Natura)

Mi è capitato nello scorso weekend di vedere specialmente film horror (più precisamente tre) e quindi colgo l'occasione di farne tre di recensioni di altrettante pellicole. Il primo che ho visto è stato Poltergeist (2015), il discusso remake (diretto da Gil Kenan che ha diviso la critica) del film omonimo del 1982 diretto da Tobe Hooper, che all'epoca terrorizzò il mondo intero con le sue inquietanti presenze maligne. Questo remake ripropone le idee del film originale ma con alcuni piccoli cambiamenti, non nella storia però, che vede protagonista sempre una famiglia (i Bowen) appena traslocata che si trova ad affrontare un massiccio attacco di presenze demoniache nell'abitazione. I terrificanti eventi culminano col rapimento della figlia più piccola, fatto che convince la famiglia a rivolgersi a un team di esperti per riuscire a salvarla. Ad un primo giudizio è inevitabile il confronto con l'originale, è praticamente impossibile infatti giudicare questa 'nuova versione' senza tirare in ballo quella originale del 1982. Ma se non facciamo confronti con l'originale il film è godibile e ben fatto, la storia regge dall'inizio alla fine e i bambini sono bravissimi. Spettacolare il finale, diviso praticamente in tre parti. Trovo ingiusto perciò disprezzare questo discreto horror di buona fattura (definendolo un "Horror per bambini" perché privo di scene particolarmente paurose), che di sicuro non spicca per originalità ma che offre però una buona tensione e un'ora e mezza di divertimento e intrattenimento. Certo, non è angosciante e più che horror lo metterei fra i film stile horror gotico, che più che paurosi hanno scenari cupi e alle volte con un po' di fantascienza (quasi fantasy), ma il film è davvero carino. Comunque la prima parte che introduce lo sgomento della situazione iniziale e il terrore della famiglia di fronte a quelle presenze, è abbastanza buona poiché avviene abbastanza velocemente (senza tanti fronzoli anche se non del tutto coinvolgente), la regia poi è molto precisa e rigorosa, e grazie ad alcuni piccoli stratagemmi la tensione (sapiente e genuina) è ben gestita. La seconda parte è invece dedicata alla figura degli esperti del paranormale e ai modi di cacciare via le presenze e recuperare la figlia (leggermente prevedibile), gli effetti speciali esplodono in suggestivi squarci dimensionali e visioni dell'oltretomba, in un ambiente molto gotico riempito con anime perdute che gridano la loro disperazione (immagini però troppo fumettistiche come l'albero che rapisce il fratellino o la mano che il piede della sorella grande). La regia diventa più panoramica e meno angusta e la tensione diminuisce a favore della spettacolarità, e questo non aiuta. Perché manca in effetti un po' di paura, pochissime le scene veramente paurose (decisamente troppo poco) però è sbagliato giudicare un film solo da questo, certo non tutto è perfetto, ma è godibile come film.

In Poltergeist diventa chiaro però che il tema centrale del film originale viene alleggerito e (alcuni parti semplificato e ridicolizzato) rispetto al film originale. La progressione della storia è inalterata quasi, ma c'è meno cura e attenzione a differenza dell'originale che proponeva situazioni anche più spettacolari e divertenti, ironiche e sarcastiche sul mondo del paranormale e della vita famigliare. Nessuna innovazione nel genere quindi, ma con una colonna sonora oscura e tenebrosa quanto basta, e grazie ad un montaggio con scene convincenti la narrazione diventa fluida, anche se sbrigativa e troppo veloce (con temi trattati a tempi alterni, alcuni interessanti, altri superficiali e banali), sopratutto verso il finale che risulta meno potente e spettacolare dell'originale, nonostante i tre buoni 'finali' concatenati. Non decolla mai e risulta un po' piatto e noioso in alcuni frangenti della storia, ma grazie ad un cast funzionale (dove spicca Jared Harris nel ruolo dell'esperto, e ovviamente i bambini con la dolcissima Madison, Kennedi Clements, e il bravissimo fratello Griffin, Kyle Catlett, già visto in Lo straordinario di viaggio di T.S.Spivot, malino gli altri, a partire da Sam Rockwell) e al ritmo forsennato, rimane un prodotto cinematografico sicuramente meno corretto e interessante che però non manca nell'ambientazione e nei curati effetti speciali, certo se la storia fosse stata più incisiva e i personaggi meglio delineati e meno stereotipati sarebbe stato meglio. Comunque nonostante tutto un buon film (che incute cauto terrore), un esecuzione perciò diligente, anche se priva di appeal. Consigliato per i fan del genere, ma non aspettatevi un granché.

Il secondo film è invece un vampiresco e drammatico horror del 2012, Kiss of the Damned, opera prima della figlia del più noto John Cassavetes. E racconta di un amore morboso e quasi ossessivo di Djuna (Joséphine de La Baume), affascinante vampira, che dopo essersi ritirata a vivere nel Connecticut, conosce lo sceneggiatore Paul (Milo Ventimiglia). Nonostante Djuna voglia tenerlo lontano dal suo destino di dannazione eterna, i due si innamorano e vengono travolti dalla passione. A mettere in pericolo il loro amore e l'esistenza dell'intera comunità è l'arrivo imprevisto di Mimi (la bellissima e conturbante, più di Djuna, Roxane Mesquida), la diabolica e vendicativa sorella appunto di Djuna, che adesca uomini innocenti per soddisfare la sua sete di sangue. Spetterà a Paolo e Djuna quindi spegnerne gli appetiti e spedirla all'inferno. Kiss of the Damned, in perfetto stile Midnight Factory associa dramma e horror e quindi risulta a volte statico anche se accattivante, ma la pellicola bisogna dirlo subito, non convince, però in questo film c'è qualcosa che raramente vediamo in film di questo genere (non è mica la prima volta comunque), ovvero l'erotismo, sì perché durante una prima parte abbastanza noiosa e una seconda abbastanza inconcludente, vediamo parecchie scene di forte impatto, sopratutto erotico (almeno 3-4 scene bollenti, quindi non adatto ai minori), probabilmente però l'unica cosa salvabile di tutto il film, e ciò non mi sembra una cosa buona, anzi, la trama e la storia di sangue e di vampire in questo modo, va a farsi 'benedire'. Perché anche se dal punto di vista tecnico questa regista non se la cava nemmeno tanto male, fin dal primo minuto mette in scena un semi-horror (perché eccetto un po' di sangue la tensione, la paura non c'è) dal ritmo lento e soporifero, veramente troppo in un film di questo genere. Comunque a parte l'eros, dal punto di vista della storia invece la cosa migliore è sicuramente la rappresentazione di questa "casta" dei vampiri, tutti sempre ben vestiti, ricchi, che vivono reclusi dalla società, al buio se no muoiono, e che si intrattengono in questi party dove discutono della loro situazione tra champagne e antipasti vari (anche se mi ha dato molto fastidio l'uccisione della vergine da parte della leader, cioè già sono poche...poi addirittura minorenne, non si fa a prescindere). Il problema principale però giunge sopratutto dai protagonisti, Milo Ventimiglia, recita veramente male, mono-espressivo e in alcuni casi anche proprio inespressivo, il problema paradossalmente non è la sua recitazione ma il suo personaggio, completamente vuoto di tutto, caratterizzato malissimo proprio perché non è caratterizzato. Entra dopo 5 minuti nella storia così, senza presentarcelo e ci rimane per un'ora e mezza senza mai dare segni di vita ne prima, ne dopo la sua "conversione". Inoltre ogni battuta è scritta veramente male, e presenta un'idiozia di fondo che è difficile stare ad ascoltare. E la storia si trascina avanti così, tra noia e perplessità, almeno fino a quando entra in scena la 'malvagia' sorella che almeno per un po' rivitalizza la pellicola. Una pellicola dove molte scene sono da ricordare per la stupidità e la poca cura dei particolari, più che altro. E per questo e per altro quindi che il film risulta noioso, nonostante appunto una buona regia e una buona tecnica e qualche scena vampiresca apprezzabile, ma che dimostra in conclusione una certa superficialità in ogni sua componente. Si salva in parte solo il finale (apprezzabile) anche se la cameriera asiatica non ha senso, un ruolo preciso non ha, cioè praticamente non c'entra niente. Perciò meglio evitare.

Il terzo e ultimo visto è Scherzi della Natura (Freaks of Nature), una teen-comedy fanta-horror del 2015 che rientra nel filone dei revival horror anni '80 che ultimamente stanno andando molto di moda. Il film infatti prende tutti gli stereotipi possibili sul mondo degli adolescenti americani in età da liceo e li sviscera in una commedia che inizialmente pare una stramba variante horror dei film di John Hughes, poi si fa sempre più vicina alla satira sulla divisione in caste, con i vampiri in cime alla catena sociale, gli zombi sul fondo e gli umani nel mezzo. Sì perché nell'immaginario mondo del regista Robbie Pickering, più precisamente nella cittadina di Dillford, umani, vampiri e zombie vivono tutti insieme in pace, fino a che un'apocalisse aliena non si abbatte sulla regione. Toccherà perciò a tre adolescenti, uno umano (il 'cagasotto' Dag), uno vampiro (la neo vampira Petra) e uno zombie (l'imbranato ma intelligentissimo Ned), unire le forze per capire come liberarsi degli sgraditi visitatori, per riportare l'ordine nella cittadina, un tempo tranquilla. Purtroppo però l'idea dietro a questo film decisamente originale viene sviluppata in maniera sbagliata, se avere su schermo tre mostri sacri del cinema horror ringiovaniti a teenager possa essere un'operazione davvero succulenta per ogni amante dell'horror che si rispetti, dall'altra parte la mancanza quasi totale di scene d'azione e la presenza di dialoghi scialbi fa sicuramente perdere punti alla pellicola. Poiché sebbene l'idea dietro quest'opera commerciale sia quindi da elogiare e molto nostalgica, la sceneggiatura però meritava un adattamento in chiave moderna che invece non c'è stato. I protagonisti poi si spostano all'interno di un universo che non ha radici, non spiega assolutamente nulla della sua collocazione e del perché zombie, vampiri e umani vivano tranquillamente insieme, chiariamoci, non sarebbe obbligatorio dare spiegazioni nel caso in cui ci trovassimo davanti ad un film che porta da qualche parte, ma qui, in assenza di basi, ci si capisce davvero poco. Sebbene infatti gli stessi attori portino in scena dei personaggi interessanti, le trovate all'interno della pellicola invece crollano decisamente dopo la prima mezz'ora, non c'è più un filone narrativo, non c'è più evoluzione e sembra che il regista durante la realizzazione della pellicola non sapesse dove voler arrivare girando il tutto in modo frettoloso e senza una sceneggiatura alla mano. Il problema principale è che non è spassoso ed esilarante come ci si aspettava, certo, qualche colpo a segno c'è (come l'alieno grande e poi piccino), ma ci sono anche qualche colpo basso e qualcuno a vuoto. Scherzi della Natura si lascia però apprezzare proprio per un approccio molto 80's alla materia, che unisce la spensieratezza del teen movie alle frecciatine da critica sociale al popolo yankee, anche se poi la tematica sessuale è purtroppo a livello preadolescente. Comunque gli effetti speciali sono abbastanza buoni, con idee palesemente derivate da Fido (il collare per tenere sotto controllo gli zombi), vampiri che hanno un look che alterna Twilight a Ragazzi perduti e alieni realizzati con una ottima CGI che non riescono a vedere le loro prede se sono nude. Scherzi della Natura conta nel cast (non in ruolo da protagonista) Vanessa Hudgens (sempre in tiro e in smagliante forma), ma a farsi notare è soprattutto Mackenzie Davis nel ruolo della vampira Petra (carina, simpatica e divertente nonché brava), in piccoli ruoli ci sono anche Patton Oswalt, Joan Cusack e Bob OdenkirkIn conclusione Scherzi della Natura (che agli zombi aggiunge anche i vampiri, gli extraterrestri e addirittura i licantropi come se già non bastavano gli altri) poteva essere un film che sarebbe diventato quasi sicuramente un cult, ma paragonato ad altre pellicole che fanno parte dello stesso macro-universo, perde esageratamente punti regalando tanti sbadigli e molta confusione. In definitiva però è un film che probabilmente non regalerà risate a volontà ma che riuscirà sicuramente ad intrattenere. Il mio consiglio perciò, è di vederlo in compagnia, almeno riderete tra di voi.

Ti potrebbe anche interessare:
The Invitation (2015)

6 commenti:

  1. Il terzo mi manca ma Poltergeist l'ho trovato aberrante (nonché un remake inutile e dannoso) e Kiss of the Damned banalotto e troppo patinato per i miei gusti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Paradossalmente è proprio Poltergeist quello che mi è piaciuto di più di questi tre, nonostante appunto i tanti problemi, comunque potrebbe piacerti il terzo, e quindi se ti manca dovresti vederlo ;)

      Elimina
  2. Ho visto solo il terzo! Una sciocchezzuola, ma con dei momenti divertenti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Meglio così, tanto gli altri due sono più o meno sullo stesso piano, comunque effettivamente ci sono dei momenti divertenti ma sono davvero pochi, si poteva fare di più ma va bene così ;)

      Elimina
  3. Su Poltergeist concordo con la Bolla, il terzo è una idiozia godibile dimenticata dopo 2 minuti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Effettivamente la critica l'ha stroncato però così brutto non è..peccato..comunque certamente era meglio non farlo questo remake, il terzo invece è davvero dimenticabile ;)

      Elimina