giovedì 31 agosto 2017

I peggiori film del mese (Agosto 2017)

Quest'ultimo mese, per fortuna meno caldo, soprattutto metereologicamente parlando, di quello precedente, è stato comunque un mese movimentato e importante, almeno per me, non solo per aver partecipato e scritto recensioni con il gruppo di blogger (per la Notte Horror e due commemorazioni che ci saranno a settembre), che ultimamente ha ripreso finalmente vita, ma perché nella settimana di vacanza dal blog, che a proposito non mi aspettavo cominciasse con il piede sbagliato, giacché per 3 giorni ho fatto a meno della Linea Internet (Fibra per l'esattezza), e che finisse ancora peggio con altri 5 giorni di supplizio, ho avuto modo di pensare a come migliorare il mio cinema. Nei giorni di pausa forzata, seppur rigeneranti e gradevoli infatti, ho capito di non aver spazio e tempo di vedere quello che vorrei davvero vedere. Perché anche se ultimamente sto facendo una "selezione" ai film, devo essere ancor più selettivo su cosa vedere e cosa no, dato che anche in questo mese ho visto film (abbastanza deludenti) che forse non avrei dovuto vedere, non davvero ispiratrici e/o interessanti, per cui d'ora in poi vedrò e recensirò film personalmente più nelle mie corde o che m'ispirino davvero. Attenzione però, perché la lista da cui dipendere è ugualmente lunga, perciò non mancherà certamente questa rubrica, contenente sempre i film che ho scartato ed evitato (da questo mese poi la lista non conterrà, a parte rare eccezioni, i film fatti esclusivamente per la televisione, che a prescindere da tutto evito sempre di vedere). Ma prima di ciò ecco i peggiori (soprattutto per il mio personale giudizio) film visti del mese.

La legge della notte (Drammatico, Usa 2016): Gangster movie ambizioso e che parla dell'ascesa al potere di un uomo dall'animo ambivalente, da una parte è un ribelle assetato di soldi e dall'altra una persona che sa amare e che sogna una vita tranquilla. La confezione è perfetta, fotografia, scenografie e costumi stupefacenti, le scene delle sparatorie discrete e le atmosfere noir anni 20 sono altamente affascinanti. Purtroppo a mancare è il pathos, non si entra in empatia con i personaggi, manco col protagonista mono-espressivo Ben Affleck (non particolarmente adatto per questo film, al contrario di The Accountant, bravo solo ad amoreggiare con Sienna Miller e Zoe Saldana), e il plot sembra sfilacciato in molti punti, dove la sceneggiatura (che procede accumulando tanti elementi, ma non avendo tempo per approfondirli in maniera esauriente nonostante la troppa durata) è allungata senza motivo. La trama a volte sembra girare a vuoto, non succede nulla per minuti e minuti, e questo è il più grande difetto del film. Il potenziale c'era, come il discreto (però sprecato) cast comprendente Elle Fanning, Chris Cooper, Brendan Gleeson ed anche il "nostro" Remo Girone, ma non è stato sfruttato a dovere. Voto: 5,5

Un disastro di ragazza (Commedia, Usa 2015): Di certo mi aspettavo di vedere la classica commedia romantica esuberante, quella di una ragazza che preferisce relazioni veloci a noiosi impegni romantici salvo poi ricredersi, ma di un livello più alto, e invece no, perché in stile quasi similmente volgare (vedere per credere, anzi, meglio stare lontani) il film sembra girare intorno all'imbarazzante Nonno scatenato ma in versione al femminile. Una versione interessante (soprattutto nell'inedito incipit iniziale) e godibile però fino ad un certo punto, perché purtroppo la suddetta pellicola per colpa, di stereotipi tipici di queste commedie, della banale e superficiale trama, dell'eccessiva durata visto il tema, di gag strampalate che mai funzionano, di camei allucinanti quali John Cena e LeBron James e di una protagonista, Amy Schumer (l'ennesima macchietta comica) non proprio "attraente" (al contrario della bella sorella Brie Larson), è davvero brutta, noiosa ed inutile. Inoltre non fa ridere praticamente mai, coinvolge molto poco, è povera di contenuti e non brilla nemmeno tecnicamente. Insomma una mezza schifezza dove nemmeno una perfida e inedita Tilda Swinton si salva. Voto: 4,5

Devil's Pass (Thriller, Usa 2013): Un mockumentary/found footage un po' diverso dal solito e minimamente passabile è questo film che, rivisitando in modo abbastanza originale il (vero) mistero del Dyatlov Pass, dove inspiegabilmente nel 1959 nove escursionisti russi vengono ritrovati morti, seminudi e senza ferite esterne, e affidando 50 anni dopo ad un gruppo di ambiziosi studenti il compito di indagare, si fa tranquillamente vedere. Privo di momenti inutili ma, al contrario, vivacizzato da un ritmo crescente, destinato a culminare nella mezz'ora conclusiva, Il passo del Diavolo infatti riesce a coinvolgere, facendosi piacevolmente seguire, anche quando (eccessivamente) tira in causa l'esperimento americano del 1947 noto come Philadelphia Experiment. Purtroppo però nonostante una bella e inquietante location, la piacevole strizzata d'occhio alla fantascienza e la non presenza di buchi di trama (per lo meno, non macroscopici), il film, per colpa di alcune forzature, dei non eccezionali effetti speciali, di un cast anonimo ed incolore e di un finale leggermente esagerato, non convince fino in fondo, seppur nel complesso è meglio di altri. Voto: 5,5

Lap dance (Drammatico, Usa 2014): Inutile spiegare del perché ho scelto di vedere questo film, peccato che non sia proprio bastato. Perché questa pellicola, distribuita direttamente nel circuito home video, seppur sufficientemente recitata e non volgare, non presenta nulla di nuovo o di diverso dai suoi simili, anzi, è sempre la solita banale (e prevedibile) storia, quella di una ragazza, Monica, e del proprio fidanzato, Kevin, che si trovano coinvolti nell'insidioso (e pressante) ambiente degli strip club per la necessità di lei di aiutare il padre gravemente malato. Ovviamente quindi le situazioni cambieranno ma il finale stucchevole proprio no. Per cui meglio evitare, dopotutto a parte le classiche scene erotiche (grazie soprattutto alla presenza scenica di Ali Cobrin, Carmen Electra e Briana Evigan) e gli scontati ed irritanti riferimenti alle droghe, niente resta impresso e niente si fa davvero apprezzare. Voto: 5

Viaggio da Paura (Avventura, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Libano, 2014): Il viaggio da Abu Dhabì a Beirut per andare a visitare la tomba di un amico morto anni addietro è lo spunto che il regista sfrutta per mettere in piedi From A to B (nella versione originale), sua prima escursione nell'ambito della commedia on the road. Escursione che deve in parte alla popolare serie cinematografica americana Una notte da leoni, ma che effettua la infelice scelta di ricorrere a un taglio narrativo generale piuttosto statico, ulteriormente penalizzato da situazioni comiche che, in realtà, non riescono in alcun modo a divertire. Giacché questo strano film, in bilico tra orrore e commedia, non ha né il tono, né il passo per farlo. Ci sono momenti esilaranti, ma sono sostanzialmente  offuscati da un vero e proprio dramma umano e sociale, da una situazione politica in bilico, da una guerra civile che semina morti in ogni dove. C'è quindi la sensazione che il tema affrontato è talmente grave, da non consentire una lettura dal tono farsesco o demenziale, che invece viene spesso utilizzato per colorare appunto questo grottesco film. Suggestiva infine la fotografia e i paesaggi ma è davvero un film troppo statico e inconsueto per farsi valere. Voto: 5+

Saint Amour (Commedia, Francia, 2016): Un viaggio, a bordo di un taxi, tra le lande dei vini di Francia è quello che dovrebbe servire tra un agiato allevatore di tori e il figlio, che lavora nella sua azienda e che non vorrebbe continuare quell'attività, a distendere, tramite una ricerca interiore, i rapporti burrascosi tra i due. Peccato che questo sia solo il pretesto per il regista di imbastire solo un road movie demenzial-popolare che, personalmente, ho trovato qualche volta gradevole, ma più spesso noioso. Giacché il regista non si accontenta di mettere sul fuoco la carne dei rapporti generazionali tra padre e figlio e le insicurezze sessuali di un giovane, vorrebbe anche convincere lo spettatore di quanta dignità ha la vita contadina, così bistrattata nell'opinione comune. Da troppa ambizione nasce così un pasticcio fatto di episodi di "pochade" con una vaga ambizione moralistica, che restano scollegati tra di loro. Nel film infatti si susseguono, situazioni spiazzanti e sorprendenti (una cameriera complicata, un alcolico addio al nubilato, un'agente immobiliare dai facilissimi costumi e altro ancora), che movimentandolo dovrebbero tenere desta la nostra attenzione. Non accade sempre, però, perché alle sorprese gli spettatori fanno presto l'abitudine e di solito le prevedono agevolmente. Come anche l'incredibile ma irritante finale che per colpa di una bella donna-amazzone (Céline Sallette de Les Revenants), sembra proprio un mega-spot del Fertility Day. Troppo davvero, soprattutto considerando che a parte i buchi (soprattutto temporali) di sceneggiatura e lo stereotipo melenso della vita contadina, il film, che dovrebbe essere una commedia va proprio pena. E non basta uno svogliato ma funzionale Gérard Depardieu e un comunque notevole Benoit Peolvoorde a dare un pizzico di originalità ad un film banale e sciocco, che si può vedere ma che si può tranquillamente evitare. Voto: 5,5

Mississippi Grind (Drammatico, Usa 2015): Ben Mendelsohn (Black Sea e tanti altri) interpreta un uomo preso dal gioco d'azzardo compulsivo, cosa che lo ha rovinato nella vita e continua (egoista sempre) a rovinarlo. Una sera però al tavolo da poker incontra un misterioso e fascinoso uomo (Ryan Reynolds, moltissimi altri) che sembra dotato dell'incredibile potere di riuscire sempre ad azzeccare ogni tipo di scommessa. Venuto a sapere di un grande incontro di poker a New Orleans, il giocatore compulsivo convince il nuovo amico ad andare con lui, l'uomo è indebitato, e vede la situazione come l'occasione per rifarsi. Sarà un lungo (ed estenuante) viaggio, e, come da tradizione per molti road movie, molti saranno i temi affrontati (purtroppo non tutti approfonditi in modo efficace), su tutti appunto quello del (più volte bastardo) gioco d'azzardo ma anche, direi, dell'amicizia, però in modo superficiale e non sempre convincente. Colpa di una storia troppo semplice, largamente prevedibile, lungamente statica, banale e semplicemente noiosa (personalmente intendo). Buona anche se disfunzionale la musica blues di sottofondo, sufficiente l'interpretazione degli attori protagonisti (seppur entrambi sottotono) ma davvero mediocre è la resa finale. Poiché questo film in sintesi può essere considerato "la noia" fatta a pellicola. Voto: 5

The Sea Wall (Drammatico, Francia, Cambogia, 2008): Arrivato leggermente (chissà perché) fuori tempo massimo, questo film che riprende nuovamente il romanzo di Marguerite Duras "Una diga sul Pacifico", è davvero un film artificioso e inconcludente nonché poco appassionante, seppur la storia (storicamente vera) di una donna francese che nell'Indocina del 1931, vive con i due figli, che lotta sia contro la burocrazia corrotta del paese dove ha scelto di vivere, sia contro l'ineluttabile e prossimo distacco dai figli, così male non è. Ma la regia del regista cambogiano Rithy Pahn è leggermente ridicola, forzata come il film stesso che, irrita per colpa di Gaspard Ulliel, certamente intriga (solo un topless però) per l'allora esordio della bella Astrid Berges-Frisbey (bravissima sette anni dopo in Alaska), un po' esaspera per l'ambigua protagonista Isabelle Huppert e che infine, sia musicalmente che narrativamente parlando, annoia e si perde spesso in dialoghi (nonostante l'epoca che giustifica in parte ciò) assurdi ed allucinanti. La storia e le situazioni infatti prendono delle strane pieghe e risvolti imbarazzanti. Insomma davvero poca roba e niente di salvabile. Voto: 5

Home of the Brave (Drammatico, USA, Marocco, 2006): Diretto da Irwin Winkler, molto più bravo come produttore che come regista, questo film drammatico ci mette un po' ad ingranare la marcia e, quando lo fa, non ingrana comunque mai la quinta, semmai la seconda, senza riuscire mai a coinvolgere. Abituati alle mega-produzioni hollywoodiane questo film infatti non convince pienamente nelle ricostruzioni delle scene di guerra per mancanza evidente dei mezzi necessari ma decidendo di seguire le vicende umane di quattro reduci giunge a delle considerazioni interessanti, senza scivolare in giudizi di parte, né patriottici né pacifisti. Jessica Biel, Samuel L. Jackson e 50 Cent (a cui ci aggiungiamo un piccolo cameo di Christina Ricci) offrono sì una pregevole interpretazione ma il tipo di narrazione e la fotografia (sempre piuttosto piatta) fanno somigliare tale titolo ad un film per la televisione, il che spiegherebbe solo in parte la scelta di dirottarlo sul mercato home-video (infatti è arrivato in Italia moltissimo tempo dopo), poiché il regista, che non poteva disporre forse di una sceneggiatura migliore, si affida a uno stile troppo ridondante ed effettato, sottolineando spesso l'ovvio. Più che altro sembra un manuale sui disordini post-traumatici da esperienza bellica con tutto il corollario di situazioni, il tizio che beve, quello violento, quello perso, eccetera. Insomma stereotipi e cliché a manetta e se ci aggiungiamo che la regia fatica ad entrare in simbiosi con questi personaggi, quasi nulla emoziona o appassiona. Voto: 5

The Incredible Burt Wonderstone (Commedia, Usa 2013): Mi ero tempo fa ripromesso di recuperare questo film e l'ho fatto, ma sinceramente pensavo di divertirmi di più considerando che fanno parte del cast alcuni attori comici "importanti" più qualche aggiunta come il mitico Steve Buscemi. La storia raccontata dal regista è infatti piuttosto ordinaria, senza grande enfasi comica e poco spigliata sia come narrazione che come ritmo. Ma per assurdo il problema principale di questo film su dei prestigiatori è proprio che manca la magia, quella bellissima sensazione che per esempio si ha uscendo dal cinema con la mente che ancora vola in alto. Invece The Incredibile Burt Wonderstone come alcuni prodotti contemporanei è insipido in maniera imbarazzante e la sceneggiatura è meccanica e senza anima, anche se questo non è un brutto film, solo non pienamente riuscito, perché poteva dare di più in termini irriverenza e comicità, cosa che bene o male ha mantenuto per la prima metà del film. L'incipit e l'idea è difatti carina (come appunto la prima parte), ma essa viene mal sfruttata, trattando in maniera abbastanza banale i soliti temi tipici della commedia americana. Nella seconda parte infatti, il film si affloscia mettendo sul campo temi quali l'amicizia e l'amore che rendono il tutto troppo mieloso. Gli attori poi abbastanza anonimi (con l'aggiunta degli sprecati James Gandolfini e Olivia Wilde), un istrionico Steve Carell e un'egocentrico ed antipatico Jim Carrey, si salva un po' Steve Buscemi che alcune volte però pecca in manierismo mentre Alan Arkin è l'unico che merita gli applausi. Anche per questo la pellicola riesce sufficientemente a rendersi abbastanza gradevole ma decisamente al di sotto delle potenzialità espresse. Si può perciò dare un'occhiata senza tanto impegno, ma non aspettatevi granché. Voto: 5,5

The lesson: Scuola di vita (Drammatico, Bulgaria, Grecia, 2014): Prendendo ispirazione dal cinema dei fratelli Dardenne, i registi bulgari raccontano in questo film la mutazione dei concetti di onestà e giustizia in base all'influenza del temibile spettro della crisi economica. Quella soprattutto della protagonista (l'insegnante di inglese Nadja) che in difficoltà a rimborsare un finanziamento, giunge a considerare la possibilità di accettare più di un compromesso, proprio mentre a scuola vorrebbe gestire nel modo più deciso ed educativo possibile un caso di furto verificatosi tra studenti. Una storia quindi impegnata, ma essa, complice il lento ritmo generale, viene tirata troppo per le lunghe, e quindi pochino e personalmente indigesta. Non mancano piccole occasioni per sorridere, ma è il modo crudo ed estremamente veritiero che costruiscono il tutto per creare un film volto a narrare una storia amaramente realistica che non convince, anche se buona la partenza, asciutta e senza orpelli, ma qualche dubbio in fatto di coerenza si insinua però abbastanza presto, a partire dalla strana situazione familiare di Nadja. E se non v'è dubbio che l'insegnamento morale della vicenda induce a considerare con attenzione in quali contesti sociali maturano certi reati, contesti di difficoltà che potrebbero prima o poi coinvolgere chiunque, è invece molto meno chiaro l'approfondimento psicologico dei personaggi e delle relazioni tra loro, tratteggiate invero con una certa bidimensionalità. Certo alla fine è un film con buoni spunti ma a mio parere largamente disomogeneo, anche se è comunque da apprezzare come buona occasione di vedere un'opera proveniente da un paese il cui cinema non è quotidianamente sui nostri schermi e con una protagonista, Margita Gosheva, interessante e misurata, inseguita con il noto pedinamento in semi-soggettiva. Anche se esso proprio non basti per consigliare una visione. Voto: 5,5

L'attesa (Drammatico, Italia, Francia, 2015): Un film bello ma senza cuore, questo "The Wait", plasmato da una capacità stilistica che diventa maniera e raffredda ogni cosa, anche l'ottima prova della sempre bellissima Juliette Binoche (anche con le rughe certo). Uno spunto che, partendo da un testo Pirandelliano, sembra un remake di "Sotto la sabbia" di Ozon, privo tuttavia del pathos che il collega francese riesce a creare. L'attesa (che tutto finisca) dello spettatore è, diciamo e infatti malamente ripagata dal fatto che chiunque capirebbe l'epilogo della storia, che quando ha bisogno di coinvolgere sfuma nel thriller, ma la scena migliore (la processione religiosa) finisce per diventare fine a se stessa (come tanti movimenti e immagini). Certo, questo è comunque un film ben diretto, ben recitato, ma puro esercizio stilistico del collaboratore di Sorrentino, Piero Messina che purtroppo, prende da lui solo gli aspetti negativi (qualche fighettismo di regia, uno slow motion insistito, una musica ruffiana e una inquadratura virtuosistica solo per ricordarci che stiamo vedendo un "film d'autore"), con in più un'evoluzione dei personaggi alquanto finta e irritantemente fredda, nonostante una storia che comunque poteva e doveva emozionare. Ma essa non fa, giacché si può abbellire quanto si vuole (come mettere due attrici francesi che parlano nella loro lingua), ci si può girare intorno all'infinito, ma l'indubbia (spero migliorabile) bravura tecnica del regista mostra una bella forma ma dal contenuto esile ed una freddezza di fondo che il film paga soprattutto a livello di attenzione. Siamo nei territori della mattonata, girata bene quanto si vuole, ma sempre mattonata rimane. Una mattonata in cui nonostante la brava Juliette Binoche e la bella Lou de Laâge ce la mettano tutta per portare sangue e carne alla narrazione, poco o nulla funziona. Voto: 5

Ecco invece i film scartati:
Lost in Florence Banale commedia romantica con Alessandra Mastronardi e il Brett Dalton di Agents of S.H.I.E.L.D.
Anna dai capelli rossi Mai amato il suo personaggio (neanche la serie a cartoni), per cui naturale per me è non vedere questo dramma per la tv
In bici senza sella Grottesca commedia italiana ad episodi davvero inedita e sconosciuta, per cui certamente mediocre, demenziale e banale
Melbourne Dramma iraniano umanamente e cinematograficamente parlando troppo "claustrofobico" e troppo "kafkiano" per i miei gusti
Girl on the Edge: La rinascita Dramma socialmente utile ma personalmente poco interessante
I Babysitter La versione italiana scema di un divertente seppur non memorabile film comedy francese proprio non mi interessa vedere
Tooken: Lui ci proverà La parodia della celebre saga Taken, interpretata da Liam Neeson, proprio non m'intriga o interessa
I Am Soldier Action inglese banale ed evitabile, giacché vedere l'addestramento di un soldato non mi va
Max 2: White House Hero Il primo mi era anche un po' piaciuto, ma in questo secondo capitolo (come da titolo) si esagera davvero troppo, no grazie
New York Academy Sapete bene quanto odio certi film musicali, questo poi non è granché
Un principe (quasi) azzurro Commedia francese inedita e sconosciuta davvero troppo banale
Suddenly Thriller action con Ray Liotta alquanto imbarazzante, perché scontato e similmente già visto
Mike & Dave: Un matrimonio da sballo Dopo la cocente delusione dell'ultimo film visto con Zac Efron, questa intrigante, e certamente troppo goliardica, commedia romantica, nonostante Anna Kendrick e Aubrey Plaza, proprio non s'ha da vedere
Barricade Horror thriller con Eric McCormack, banale, non originale e prevedibile
Violette Non amando quasi per niente la narrativa, questo dramma francese di Martin Provost, seppur culturalmente e umanamente utile ed importante, proprio non m'attira
Non si ruba a casa dei ladri Non ne posso proprio più di questi film, tutti uguali e non originali
Infine dopo attente valutazioni e ri-valutazioni ho deciso, per il momento o per sempre chissà, di evitare:
Le confessioni Dramma con Toni Servillo tiepido e sicuramente poco avvincente da seguire
Sabotage Action di David Ayer e con Arnold Schwarzenegger sicuramente spettacolare ma certamente banale e prevedibile
Come ti rovino le vacanze Commedia americana sicuramente piena di humor ma certamente ridicola, pessima e non originale
Duri si diventa Nonostante io adori i due protagonisti, Will Ferrell e Kevin Hart, questa politicamente scorretta commedia, divertire proprio non credo farà
Un piano perfetto Commedia francese pochino originale e spassosa grazie a Dany Boon, ma pressoché troppo bizzarra, scontata, bruttina e non tantissimo intrigante, nonostante Diane Kruger, per cui meglio evitare
Marguerite E' praticamente "l'originale" francese con Catherine Frot dell'ultimo film americano di Meryl Streep "Florence", meglio da vedere la seconda forse..
Words and Pictures Commedia con Juliette Binoche brillante e originale ma per niente intrigante, appassionante e personalmente interessante da seguire
Il caso Kerenes Action drammatico rumeno sicuramente intenso ma il cast sconosciuto, Orso d'oro a Berlino e la trama non "avvincente" mi scoraggia non poco
Il ribelle: Starred Up Dramma certamente intenso ma troppo claustrofobico (e fermo), trattandosi di film carcerario, per i miei gusti
Bis: Ritorno al passato Quasi non ci credevo che era il remake, o forse Torno indietro e cambio vita è il remake...chissà, ma poiché quello italiano fa schifo, difficilmente (anzi certamente lo sarà ma non importa) questo francese anche se sarà meno peggio mi piacerebbe davvero vedere
45 Anni Dramma personalmente poco interessante, che seppur sensibile o impegnato, non fa per me
Ti guardo Dramma premiato a Venezia certamente impegnato e umanamente parlando importante, ma personalmente non interessante
Pedro: Galletto Coraggioso Film d'animazione messicano un po' banale, scontato, fanciullesco e di bassa fattura, perciò francamente evitabile
Pericle Il Nero Dramma noir-action con Riccardo Scamarcio, e ho detto tutto
Ashby: Una spia per amico Grottesca commedia nonostante Emma Roberts e Mickey Rourke davvero poco avvincente, interessante e minimamente divertente da vedere
The Dark Horse Io sinceramente odio gli scacchi, per cui vedere un film neozelandese su questo argomento, seppur umanamente importante, non mi va

10 commenti:

  1. Di questi - perfortuna! - ho visto solo "La legge della notte", incuriosita dall'ambientazione e dall'ennesimo adattamento di un romanzo di Lehane. L'ho trovato parecchio... diluito! Concordo sul voto!

    Fede.

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    1. E non poteva essere altrimenti, d'altronde la confezione non sempre basta per fare un buon film ;)

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  2. Mi sono beccato il pluridecantato Melbourne.. volevo spacca' il televisore... ;(

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  3. Io per caso ho visto un quarto d'ora del film Marguerite e dopo ho cambiato subito canale perché mi stavo annoiando!😂 Non ho visto neanche la versione americana con Meryl Streep, quella forse é meglio!😊

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    1. Molto probabilmente sarà così, anche se in ogni caso non è che mi attiri tanto ;)

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  4. Dei peggiori ho visto solo il mollo The Devil's Pass, hai ragione, veramente deludente.

    Di quelli scartati ho visto invece Duri si diventa, che non è il film migliore di Ferrel in effetti, e 45 anni, bello ma non nelle mie corde.

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    1. Sì, probabilmente avrei dovuto perciò seguire il tuo consiglio, anche se a vederlo non mi sono per niente annoiato ;)
      Era invece nelle mie di corde Ferrell, ma ormai non fa più ridere come prima :)

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  5. Io non ho visto nienteeeeeeeee :D

    A naso: "Un disastro di ragazza" è la classica commedia americana che da ventenne avrei guardato con piacere e che ora invece schivo (e schifo).

    Devil's Pass invece potrebbe essere interessante, anche se il Mockumentary oramai ha fatto il suo tempo come genere.

    Dai, Lap Dance lo salviamo. Ma Carmen Electra oramai dovrebbe essere in pensione...

    Andando invece agli 'scartati', spiccano due titoli.

    Anna dai capelli rossi? Orore :D, anche io mi tenevo alla larga dal cartone.

    Pedro: Galletto Coraggioso: piace molto a mio nipote XD

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    1. Meglio così :D
      Anch'io ultimamente alcune di quelle commedie americane stupide le evito..
      Il mockumentary a volte mi da suoi nervi effettivamente..
      Per una serata piccante certamente è da salvare, anche se ce ne sono tanti/e di migliori..
      Il suo cartone effettivamente faceva pena, mentre per quanto riguarda Pedro proprio perché piace solo ai bambini che non conto affatto di vederlo ;)

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