mercoledì 30 maggio 2018

I peggiori film del mese (Maggio 2018)

Essendo questo un post negativo, volevo oggi darvi una notizia cinematograficamente positiva con una piccola anticipazione su una (spettacolare e straordinaria) saga vista di recente che mi ha impegnato parecchio, che spiega in parte la diminuzione dei peggiori film visti del mese, e del suo conseguente corposo post. In questo mese infatti, ho fatto di nuovo conoscenza con un parassita davvero letale e disgustoso e con una donna davvero d'acciaio. Qualcuno avrà forse capito, soprattutto avendo Sky, ma comunque vi basterà aspettare venerdì per capire di cosa sto parlando e a cosa mi riferisco, perché nel frattempo purtroppo dovrete accontentarvi di conoscere i peggiori film che questo (in parte avulso) mese mi ha regalato.

La casa di famiglia (Commedia, Italia 2017): Una gradevole commedia con un canovaccio classico che conduce all'altrettanto classico gioco degli equivoci, questo è in sintesi il fulcro della pellicola. Pellicola che appunto non sembra avere nulla di particolare sotto l'orizzonte, tuttavia nonostante parecchie sbavature (una durata troppo breve, una punta inutilmente malinconica nella narrazione perché superficiale, alcuni personaggi e situazioni, bullismo, stereotipi e banalità, al limite della correttezza), essa, che racconta di 4 fratelli alle prese con un "infelice" risveglio dal coma dell'amato Padre, è ben recitata (Stefano Fresi sempre bravo al pari di Matilde Gioli, ma spicca Luigi Diberti nella parte del padre), priva di volgarità, dinamica dal punto di vista dei dialoghi e del ritmo narrativo. Anche se forse, anzi, quasi certamente, c'era del materiale per fare qualcosa di meglio, poiché si ride davvero poco. Infatti il fulcro del film, che è quello di far sembrare viva un'abitazione oramai mezza vuota e in vendita, non sempre viene sfruttato a dovere. Certo, alcuni divertenti e paradossali momenti ci sono e funzionano, ma alla fine rimane davvero poco di una commedia troppo semplice che, seppur segna un netto miglioramento registico di Augusto Fornari dopo il pessimo Torno indietro e cambio vita del 2015, non convince fino in fondo. Giacché nonostante il discreto apporto di un buon cast (comprendente notevoli attori italiani), poco resta, poco diverte e poco fa riflettere, anche se tutto fila piacevolmente liscio. Voto: 5,5

Genius (Biografico, Usa 2016): Dopo il deludente mezzo biopic "letterario" Hemingway & Gellhorn, eccone un altro, un'altra delusione, anzi di più, perché se egli aveva qualcosa da raccontare (e due personalità famose), quest'ultimo Genius (ancor più storicamente sfumato), titolo che sta ad indicare la personalità quanto mai originale, folle e talentuosa dello scrittore Thomas Wolfe (personalmente sconosciuto), ne ha ben poco, visto che il film racconta solo dell'amicizia travagliata e sul rapporto tra l'editor (Colin Firth, nei panni di Max Perkins) e lo scrittore (Jude Law, nei panni di Wolfe), e quindi sulla questione del fino a che punto il primo possa interferire nei processi creativi del secondo per ottenere un'opera commerciabile, senza stravolgerne il significato e la potenza espressiva. Il film infatti per questo è poco coinvolgente (ad una prima parte passabile ne consegue una seconda tediosa e scollegata), giacché esso non riesce mai a dare emozioni e prosegue su una narrazione piatta priva di scarti registici rilevanti. Si sente difatti che la regia è nelle mani di un regista teatrale (alla prima opera cinematografica, Michael Grandage), dove la parola prende il sopravvento a scapito della capacità di tradurre le idee in immagini catturanti. In tal senso non aiuta la lettura di interi brani di testo nella sua versione originale e degli interventi su di esso operati, un simile approccio sullo schermo cinematografico risulta infatti difficile da seguire e, inevitabilmente, noioso. Senza contare che quest'approccio teatrale condiziona la sceneggiatura e i dialoghi, entrambi decisamente troppo verbosi, ma anche la performance degli attori, in particolare quella di Jude Law, che appare costantemente troppo enfatico e sopra le righe per essere credibile (un po' come la moglie Nicole Kidman). Più convincente e misurata l'interpretazione di Colin Firth, anche se esso insieme ad una buona scenografia e fotografia non basta a non giudicarla come una semplice pellicola di maniera, interessante (tuttavia solo per chi ama la letteratura) per il suo contenuto ma nulla di più. Proprio perché la vicenda (di cui forse non c'era neanche bisogno di raccontare o al massimo certamente in modo diverso), è raccontata senza guizzi, in maniera troppo classica e poco originale. Certo si muove e si scuote nella seconda parte (soprattutto per il carattere burbero dello scrittore e del suo tragico epilogo) ma complessivamente è un soufflé che non monta mai. Voto: 4,5

Last Vegas (Commedia, Usa 2013): Rivisitazione in chiave geriatrica di una serie interminabile di film (salvabili pochi) che trattano lo stesso tema, ossia un gruppetto di amici che si reca a Las Vegas per una botta di vita, questo è l'ultimo film di Jon Turteltaub. Il film infatti, che ruota attorno alle vicissitudini di quattro amici d'infanzia (Morgan Freeman, Robert De Niro, Michael Douglas e Kevin Kline) che decidono di rincontrarsi nella città del peccato dopo quasi sessant'anni per celebrare l'addio al celibato di uno di loro, non ha nulla di originale. Tuttavia Last Vegas non è trash (e per De Niro è già un passo avanti), anzi, l'atmosfera è bonaria e nostalgica, il clima è mediamente divertente e raramente volgare, tanto che riesce a salvare la faccia evitando di cadere in una sterile comicità demenziale grazie al supporto di una tenera morale di fondo e di una dose di buoni sentimenti che si avvia verso dei risvolti per una volta non poi così scontati. E' però un film in tal senso abbastanza vuoto, semplice, troppo buonista e registicamente piatto e patinato. Perché dopo un inizio simpatico, con quel "58 anni dopo" ed una manciata di battute carine, il film affonda nella banalità. Perché anche se i quattro grandi attori si confermano tali, nonostante appunto una povera e banale sceneggiatura, e la recitazione semplice e mai sopra le righe supplisce a dei dialoghi scontati, questo è un film (che se non fosse per lo stellare cast forse non l'avrebbe visto nessuno) abbastanza carino, ma facilmente dimenticabile. Giacché ci si diverte poco, ci si annoia leggermente e poco si ricorda di un film simpatico, non brutto né mediocre ma forse inutile. Voto: 5,5

Incarnate (Horror, Usa 2016): Stuzzicante nelle premesse (pur essendo cosa già vista in altri prodotti simili) si appiattisce presto nel solito b-movie con tematiche di possessione demoniaca schiave di stilemi ormai logori ed esauriti ormai che, in questo caso, con poco successo, si prova a svecchiare. In quest'horror convenzionale sul solito tema dell'esorcismo infatti, lo spunto di far avvenire gli esorcismi, o meglio, le espulsioni come dichiarato dal protagonista, all'interno di una dimensione onirica (il dottor Seth Ember, benché relegato su una sedia a rotelle, ha infatti la capacità di entrare nella mente delle persone possedute e usa questa sua facoltà, per liberarle dalla possessione), che poteva essere un'idea niente male, viene purtroppo sfruttata solo in parte da Brad Peyton (regista del solo passabile San Andreas), giacché egli non riesce ad affrancarsi dai soliti cliché. Inoltre il film, non sviluppato altresì efficacemente, ha molte incongruenze (poco chiara è l'avvenuta possessione del bambino da salvare e il motivo per cui il demone desideri così tanto ardentemente il protagonista), ha molti momenti di stallo ed è banale e prevedibile. Non dimenticando personaggi inutili con annessa scena assurda e una mancanza totale dell'elemento paura e persino i classici salti sulla sedia che, anche quando la pellicola non è egregia tengono almeno sveglio lo spettatore. Invece niente, giacché anche per colpa del regista poco visionario, nessun mondo onirico è degno di nota e molti temi rimangono solo in superficie. Infatti nonostante l'originalità di trattare l'esorcismo con occhi diversi (per una volta senza la "religione" come protagonista), il contrasto tra credenza religiosa/problema psicologico viene inutilizzato, non riuscendo in tal senso a scavare maggiormente in profondità. Spingendosi invece ed appunto poco sul meno scontato, per giunta il voler puntare su scene action relegando gli aspetti psicologici in secondo piano, con troppi scontri basati sulla fisicità, mitiga gli aspetti teoricamente più angoscianti. Insomma un film riuscito a metà (seppur non brutto o peggio di altri), in cui proprio non si capisce come certi attori di un certo livello (Aaron Eckhart e Carice van Houten) possano offrire il volto a simili sottoprodotti commerciali, prodotti come questo, senza un brivido e parecchi sbadigli misti a irritazione, tranquillo (troppo) e tranquillamente evitabile. Voto: 5

Ecco infine i film, passati in tv e su Sky, scartati ed evitati:
Robby e Toby - Missione spazio Avventura fantascientifica per ragazzi banale e prevedibile.
Torno da mia madre Commedia francese superficiale e troppo banale.
Benvenuti... ma non troppo Commedia satirica presumibilmente verbosa e futile.
Tavolo N.19 Un "perfetti sconosciuti" nuziale banale e convenzionale.
Richard - Missione Africa Film d'animazione tutt'altro che originale e certamente scontato.
Emoji - Accendi le emozioni Ne hanno parlato così male che proprio non ci tengo a sacrificarmi.
Monster Family Il quasi "spin-off" del buonissimo franchise Hotel Transylvania proprio non mi interessa vedere.
Qualcosa di troppo Una commedia letteralmente proprio del ca... tranquillamente evitabile visto la presenza in regia e tra gli attori di Audrey Dana, quella dell'insipido 11 donne a Parigi.
Overdrive Dopo Autobahn e Baby Driver (recensione a giorni) proprio non mi va vedere il solito action automobilistico, nonostante la presenza di Ana de Armas.
Riparare i viventi Non ci vedo in questo dramma un qualcosa che avrebbe potuto intrigarmi, perciò passo.
Ozzy cucciolo coraggioso Proprio come Richard un po' più sopra, troppo semplice per interessarmi.
Questi giorni Road movie italiano tutt'altro che originale e probabilmente pesante.
Feast of Love Banale dramma profuso di sentimentalismi troppo zuccherosi.
La confessione di un marito Convenzionale thriller drammatico di serie B.
Vendetta - Una storia d'amore Banalissimo action con Nicolas Cage al centro di una trama ridicola.
Qualcosa di nuovo Commedia teatrale superficiale e abbastanza insulsa.
Il figlio di Chucky Horror probabilmente privo di logica, assurdo e abbastanza sciocco.

12 commenti:

  1. Di questi non ne ho visto nessuno, forse darei una possibilità a Last Vegas perché i 4 attori "anziani" mi stanno simpatici..

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    1. Dopotutto senza loro quattro l'avrei certamente del tutto bocciato, e comunque è l'unico che una visione non sconsiglio ;)

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  2. "Last Vegas" è bello solo il titolo, mentre "Incarnate" nemmeno quello ;-) Cheers!

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    1. In verità non è solo bello il titolo, tuttavia per l'horror ti do ragione, anche se l'idea iniziale non era male ;)

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  3. Sono d'accordo con Bara, il titolo di Last Vegas di per sè fa già ridere vedendo gli attempati quattro, però so già che la commedia non mi piacerebbe.

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  4. Anche in questo caso, fiero di non averne visto nessuno.
    Mi dispiace per il film italiano e per Las Vegas, diciamo più per i cast di attori chiamati a recitare.
    Le biopic invece mi hanno quasi sempre fatto cagare a prescindere^^

    Moz-

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    1. Non posso quindi che darti ragione, proprio perché questi quattro, sprecano (chi più chi meno) molto del loro potenziale..
      Comunque credo che questi di biopic non vedrò più ;)

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  5. No dai, Last Vegas è una delle mie commedie preferite del 2013, non te lo concedo di metterlo tra i peggiori! 😁
    Che sappia di già visto è molto probabile ma l'addio al celibato a Las Vegas è un cliché, però con 4 vecchi è una cosa abbastanza originale, ci sono stati i nonni astronauti, i nonni motociclisti ma i nonni che fanno i ragazzini per un addio al celibato mi mancavano, però non ci ho visto nulla di banale.
    Gli altri non li ho visiti e manco ci tengo, forse proverò quello italiano ma perché 'sti film li provo sempre almeno una volta (e spesso me ne pento).

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    1. Ma almeno non l'ho stroncato con un voto più basso....perché qualcosa di originale c'è, ma da ricordare quasi niente..
      Se ti sono piaciuti altri anche peggio (sempre secondo il mio parere), credo che quello italiano potrà piacerti ;)

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  6. Avevo pensato ad un certo punto di vedere Genius ma poi ho deciso di guardare un altro film. Gli altri film di cui parli non gli ho visti tranne il Tavolo N.19 e non ricordo molto di questo film quindi non consiglio nemmeno io la visione.
    Saluti,
    Flo

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    1. Infatti l'ho evitato e tu hai fatto bene a saltare Genius, è tempo perso ;)

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